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donatori irresponsabili


lagrangr

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dunque l'altro giorno incontro questo tipo conosciuto in chat e iniziamo a far sesso...a un certo punto dopo che me lo succhia da un po' inizio a rimpiamgere di non avere un preservativo per scoparlo come si deve. gli chiedo e nemmeno lui ne ha uno in casa, comunque lo faccio girare lo stesso e ha davvero un bel culo!! inizio a premergli il mio quasi a farlo entrare ma poi mi fermo perchè naturalmente non è il caso di rischiare per una scopata. lui peró voleva, avevo la cappella che entrava che è un piacere se avessi premuto ancora...e lui ci sarebbe stato. Il problema è che lui mi aveva detto di essere donatore di sangue e quindi sanissimo. ora col senno di poi mi domando: ma questi donatori pronti a scopare bareback con sconosciuti? una volta donato il sangue lo rincontrollano? l'hiv resta nel sangue inplasticato da donare o c'è solo per un po' e poi non infetta piu (tipo le siringhe per strada)..? perchè nel primo caso sto tipo è pericoloso!! posto che magari gli fanno il test prima di donare...ma se scopa con un hiv+ e il giorno dopo dona, il test non individuerà la sua positività ed ecco che ci sarà sangue infetto in circolazione pronto per una trasfusione!!! che precauzioni si prendono quelli della banca del sangue? possibile che ci siano trasfusioni di sangue infetto così facilmente?

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Se è solo per questo negli anni '80 l'allora ministro della sanità fece usare del sangue infetto per le trasfusioni, ancora adesso lo Stato sta risarcendo quelli che hanno preso l'aids...comunque fossi stato in te avrei resistito...la salute è più importante di una scopata con uno che poi non vedrai più...

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ma ho resistito infatti...la mia domanda comunque era sui controlli sul sangue donato anche dopo la donazione piú che sull'aneddoto che mi ha fatto nascere il dubbio

Edited by lagrangr
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L'HIV sopravvive benissimo nelle buste di plastica. Muore solo a contatto con l'aria.

 

(O con disinfettanti etc ovviamente... E' un virus molto fragile comunque)

Edited by MrPicasso
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@lagrangr ciao come donatore di sangue ti dico che quel ragazzo dovrebbe come minimo non presentarsi più alle donazioni,perchè 

1 già ci vogliono tre mesi da aspettare tra una donazione e l'altra e avendo avuto un rapporto prima di donare il sangue devi aspettare almeno altri tre mesi;

2 quando vai a donare il sangue c'è scritto che non sei ammasso se hai una vita sessuale "pericolosa" ma i dottori rognano anche se fai sesso con il tuo partner...

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ma non dire così solo che questa leggerezza non è molto accettabile da uno la cui salute può fare la differenza per chi ne ha bisogno... e guarda il lato positivo lui è sempre sotto controllo quindi sei andato sul sicuro XD

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per quel che ricordo da una trasmissione radiofonica di alcuni anni fa in svizzera fanno così:

 

il donatore dona il sangue (dopo aver controllato che sia sieronegativo e altre infezioni) e il sangue viene suddiviso in cellule del sangue e siero (liquido). la parte siero viene messa in frigo o congelatore e mantenuta per 3 mesi in un armadio.

 

la parte cellule (non ricordo se tutte o solo alcune) non si può conservarla 3 mesi e viene usata subito sui pazienti che hanno bisogno di cellule. per questi pazienti c'è il rischio che il test effettuato sul sangue del donatore contenga il virus dell'hiv ma il test non lo riveli se l'infezione è recente.

 

la parte liquida del sangue viene invece stoccata e usata solo dopo 3 mesi quando il donatore si ripresenta a donare il sangue e si ricontrolla che è sieronegativo così da evitare di contagiare eventualmente dei pazienti col siero donato 3 mesi prima.

 

nel caso in cui il donatore è sieropositivo si rintracciano i poveri disgraziati che hanno ricevuto le cellule del sangue del donatore.

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@Rookie92

 

la parte non cellulare del sangue viene tenuta in deposito finchè il donatore si presenta la volta dopo per donare ancora il sangue e viene testato di nuovo. solo a quel punto si ha la sicurezza se il donatore era sieropositivo o sieronegativo nella sue donazione precedente.

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@Rookie92

 

la parte non cellulare del sangue viene tenuta in deposito finchè il donatore si presenta la volta dopo per donare ancora il sangue e viene testato di nuovo. solo a quel punto si ha la sicurezza se il donatore era sieropositivo o sieronegativo nella sue donazione precedente.

 

Quello che so a riguardo è quando devi ripetere gli esami perchè ci sono valori non chiari...

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In genere, nei centri trasfusionali seri, ci sono, come giustamente affermava Rookie92, degli operatori medici che, previo colloquio anamnestico ed esame obiettivo accurato, selezionano i donatori alla sorgente. Gli omosessuali a partner multiplo sono per legge esclusi dai protocolli di donazione del sangue, e in ogni caso, il controllo rimane sempre molto rigido. Nei policlinici qui a Roma (penso comunque che la procedura sia standardizzata), prima di inserire un potenziale volontario nei programmi di donazione del sangue, o degli emocomponenti, si effettuano screening ematologici precisi, uno al primo incontro, il successivo dopo tre mesi (per evitare i cosiddetti periodi 'finestra', in cui la mancata presenza del marker virale potrebbe generare falsi negativi per l'infezione). Infine in genere si tende ad eseguire un ulteriore controllo sull'emocomponente, prima che sia trasfuso; in questo modo si arriva ad un'elevatissima percentuale di sicurezza dei prodotti finali, ed è molto difficile che queste procedure vengano eluse. In ogni caso, tengo a sottolineare che oggi si effettuano trasfusioni dei soli emocomponenti (il sangue intero non esiste più come concetto), da cui deriva che:

1. Gli eritrociti subiscono un processo di deleucocizzazione per filtrazione (sono eliminati i globuli bianchi, possibili serbatoi del virus), e dal concentrato eritrocitario è eliminato per larghissima parte anche il plasma, per cui la probabilità di presenza dell'HIV nei singoli preparati è estremamente bassa (si parla, da casistiche europee, di una sacca infetta su 800000, le quali poi verrebbero eliminate dopo il controllo pre-trasfusione, che tramite PCR rileva al 100% la presenza del virus);

2. Il plasma (non il siero) che si estrae come emocomponente subisce un processo di lavorazione industriale e sterilizzazione attraverso blu di metilene o altre sostanze inattivanti, che consentono, in ogni caso, la neutralizzazione dei virioni.

 

Il problema degli emocomponenti infetti è da correlare, più che all'HIV, ai virus epatitici (HBV, HCV, citomegalovirus), molto più diffusi nella popolazione italiana e suscettibili di periodi finestra variabili (è il caso dell'HBV), e di conseguenza, difficilmente controllabili attraverso screening dei donatori. Basti pensare che, rispetto ad HIV, in Italia una sacca su 300000 risulta contaminata dal virus dell'epatite C e addirittura una su 90000 da virus dell'epatite B.

Edited by storch910
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Però una volta avevo sentito che i gay non potevano essere donatori proprio per la presunta promiscuità e per l'idea infondata che trasmettessero l'HIV

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Però una volta avevo sentito che i gay non potevano essere donatori proprio per la presunta promiscuità e per l'idea infondata che trasmettessero l'HIV

 

La legge è piuttosto chiara a riguardo, ma in genere molto é a discrezione di chi ti sta davanti. Spesso i grossi centri tendono a preferire un donatore eterosessuale ad uno omosessuale: è certo invece che gli omosessuali a partner multiplo vengano esclusi a priori.

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Si ma io non mi sono presentato li dicendo di essere gay (per il semplice fatto che non avevo ancora fatto CO e poi  la mia vita sessuale è zero :(.... )

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Quando donavo, a circa 18-19 anni ricordo che un operatore mi ha fatto una domanda sulla sessualità, mai io all'epoca ero ancora abbastanza "incerto", e comunque per quell'annetto in cui ho donato non ho mai adottato comportamenti a rischio. Ricordo che mi spinsero a donare soprattutto perché il mio gruppo è lo 0 negativo, che è abbastanza richiesto essendo donatore universale... se non sbaglio anche io ho sentito che come donatori sono "preferiti" gli etero proprio per l'equazione gay=promiscuo.

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sta cosa poi.. come se non esistono gli etero promiscui bah.. infatti sono tutti a casa dalla loro mogliettina non fanno orgie, non hanno partner multipli e non vanno a prostitute.. mah che stinchi di santo questi etero! e vissero per sempre felici e contenti

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@leon92 purtroppo tanta gente la pensa così! Conosco sia gente etero che omo che ha una vita sessuale davvero promiscua, altri che invece sono monogami che più di così si muore. Certo è, che se io mi prendo un impegno donando sangue (e quindi "intervenendo" sulla salute degli altri), sto ben attento a quello che faccio, per me in primis ma soprattutto perché potrei far del male a qualcuno senza volerlo! 

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quoto assolutamente e per questo non capisco perchè se la menano tanto se un gay vuole donare sangue e iniziano a guardarti male (perchè pensano che sei promiscuo)

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quoto assolutamente e per questo non capisco perchè se la menano tanto se un gay vuole donare sangue e iniziano a guardarti male (perchè pensano che sei promiscuo)

 

Leon, so che è un atteggiamento spesso sbagliato e dettato da una sorta di timore per ciò che si conosce poco. Purtroppo però (anche se i trend si stanno leggermente invertendo) l'infezione da HIV oggigiorno, così come negli anni '90, tende a prevalere per frequenza nella popolazione omosessuale maschile, piuttosto che in quella eterosessuale. Ciò non toglie che sia sbagliato escludere un volontario dalla possibilità di donare sangue solo perché gay: è una forma di discriminazione bella e buona. Cito un caso per tutti, quello del Centro Trasfusionale dell'Ospedale Maggiore di Milano, che, per regolamento interno, ha adottato da qualche anno linee guida che invitano i soggetti omosessuali a non presentarsi come donatori volontari. Ebbene, un infermiere che ha apertamente dichiarato la propria omosessualità, ogni estate (ad agosto in particolare, periodo di magra per chi si occupa di pratica trasfusionale, molta richiesta, pochissima offerta) imbastisce di fronte al reparto una sorta di protesta pacifica, in quanto lui non adotta comportamenti cosiddetti 'a rischio'. Ora, è difficile incappare in un pazzoide affetto da HIV che voglia a tutti i costi presentarsi al centro prelievi per mettere a rischio la salute di migliaia di persone, e semmai dovesse accadere, si potrebbe facilmente individuare e scartare a monte, dopo il colloquio. E' molto più facile, al contrario, che un gay sanissimo si presenti come volontario per donare sangue assolutamente puro, non contaminato. L'approccio alla categoria risulta tuttavia molto diverso in base al singolo centro: c'è chi preferisce escludere a priori, chi invece perdere un po' più di tempo e indagare le motivazioni (e soprattutto lo stato clinico) di chi si trova davanti. Sono in ogni caso questioni molto, molto delicate, che non possono e non devono essere liquidate con sentenze lapidarie. In quesi casi, il confronto e l'apertura mentale, da entrambe le parti, si rendono assolutamente necessari.

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@Kador88 ma lo 0 positivo non era quello universale?

 

@leon92 credimi di domande simil me ne fanno parecchie... "hai mai avuto rapporti non protetti?" m'hanno chiesto comunque se fossi gay... non avendo risposto credo che ci siano arrivati da soli ma sono un donatore lo stesso....

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@Kador88 ma lo 0 positivo non era quello universale?

 

@leon92 credimi di domande simil me ne fanno parecchie... "hai mai avuto rapporti non protetti?" m'hanno chiesto comunque se fossi gay... non avendo risposto credo che ci siano arrivati da soli ma sono un donatore lo stesso....

 No, è lo 0 negativo ad essere per definizione donatore universale. La negatività o positività di un dato gruppo sanguigno è correlata all'assenza o alla presenza sulla membrana degli eritrociti, della sostanza Rh, un antigene eritrocitario a fenotipo dominante tipo D scoperto per la prima volta nei globuli rossi della scimmia Macacus Rhesus. La sostanza Rh è espressa nell'85% dei soggetti, e conferisce positività ad un dato gruppo del sistema AB0. Il restante 15% non presenta la sostanza Rh sugli eritrociti: di conseguenza questa frazione della popolazione svilupperà, in seguito alla prima trasfusione con sangue Rh+, anticorpi (di tipo alloimmune) diretti contro l'antigene suddetto, agglutinando in seguito tutte le successive trasfusioni Rh+. E' logico quindi pensare che i soggetti con gruppo sanguigno negativo necessitino di sangue negativo, e poichè nel sistema AB0 lo 0 può donare a tutti, è lo 0 negativo ad essere donatore universale, in quanto può cedere il proprio sangue sia ai gruppi positivi che a quelli negativi.

Edited by storch910
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  • 1 month later...

(Wow @storch910 che descrizione dettagliata! Cosa studi?)

Comunque io sono donatore di sangue e anche se abbia detto al medico che mi ha fatto il colloquio che fossi gay e che avessi un fidanzato, non si è fatto problemi a dirmi che ero idoneo: l'importante è che si tenga un comportamento equilibrato e non promiscuo (idem per il partner). I controlli li fanno sempre in ogni caso, sia per cose "banali" come la glicemia o la colesterolemia sia per epatiti e hiv. O almeno spero li facciano, perché se dovessi beccarmi io la sacca infetta, mi incazzerei e non poco o.o

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