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qual è il popolo più gay friendly secondo voi??


unmondomigliore

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unmondomigliore

sec. me, dopo tanti mesi di ricerca, l'Islanda la Spagna e il Belgio sono in assoluto i migliori! A seguire Germania, parte francese del Canada (ad es. Quebec) 

 

i paesi nordici sono gay friendly per essere ''politically correct'', ma in realtà le persone sono piuttosto chiuse e lontane dall'accettare l'omosessualità (mi riferisco in particolare a Norvegia, Svezia e Finlandia ed escludo l'Islanda che ho citato prima e considero un'eccezione).

 

I paesi bassi sarebbero quelli più gay friendly secondo varie statistiche, ma purtroppo sono stati invasi da musulmani che sono alla base delle violenze e aggressioni omofobe nelle città come Amsterdam. Stesso discorso vale per la Danimarca.

 

La francia mi sembra parecchio omofoba ancora, anche se sicuramente essendo una nazione grande ci saranno parti dove essere gay è più facile. Dico che è omofoba perché la maggior parte della gente è contraria ad es. alle adozioni gay o a riconoscere il diritto di contrarre matrimonio alle coppie omosessuali. Inoltre negli ultimi 6 anni si è verificato un calo di percentuale alla domanda ''L'omosessualità dovrebbe essere accettata dalla società'' ( da 83% del 2007 si è passati a 77% del 2013 in Francia).

 

Il Regno unito mi sembra abbastanza gay friendly. L'Irlanda è più cattolica, ma è decisamente meglio dell'Italia, che classifico come uno dei paesi più arretrati e omofobi dell'U.E. Gli Stati Uniti sono allo stesso livello dell'Italia, in alcuni l'omosessualità è legale solo dal 2003 (vedasi Texas, Mississippi o Virginia).

 

In generale trovare un paese completamente omo-friendly è difficile!
A voi la risposta :))

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unmondomigliore

nello specifico cosa è un'idiozia? Io penso che ogni popolo abbia una quantità di omofobi e di persone più tolleranti..

però ci sono popoli particolarmente progrediti e civili come tu li chiami. 

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unmondomigliore

condivido ermes83, ma vorrei anche ricordare che la spagna è un paese a prevalenza cattolica dove l'omosessualità è stata legalizzata nel 1979, quindi non tanto tempo fa.

questo dovrebbe farti capire che non è tutto oro ciò che luccica

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State cercando una mecca che probabilmente non esiste. Omofobi ne troverete ovunque, gaiofili anche.

Se vogliamo azzardare una media nazionale, cosa assai perniciosa da fare direi che la Spagna non possa essere annoverata certo fra i paesi più aperti, anche se è vero che a livello giuridico ha dei diritti riconosciuti che noi qua ancora ci sogniamo.

 

Anche la stessa Italia, presa spesso come rappresentante negativo, sopratutto nei grandi centri non penso possa certo collocarsi fra i peggiori posti dove essere omosessuali, a Milano e nel retroterra la percentuale di persone sotto i trent'anni omofobe dalla mia esperienza è molto bassa, più bassa immagino di molte zone della Spagna e della Francia.

 

I paesi nordici in generale sono messi molto bene in tema di diritti civili e non vi è una ragione seria per pensare che vi sia una forte componente omofoba, sebbene in tempo di grave crisi come questo tutti i partiti estremisti e quindi anche la destra estrema guadagnino consensi.

L'Islanda è ancora una singolarità a parte, dopo aver avuto il primo primo ministro omosessuale si staccano decisamente anche dai paesi nordeuropei, pare che oltre ad essere probabilmente uno fra i paesi più aperti verso la comunità arcobaleno sia anche decisamente accogliente verso gli stranieri e rispettosi della loro identità.

 

Berlino anche è una città estremamente aperta, ma non penso possa dirsi per tutta la Germania, specie per le zone ricche e borghesi del sud.

 

Ad ogni modo non si può certo stilare una classifica e tutto dipende dalle persone più che dalle nazioni.

In Iran si trovano famiglie che festeggiano senza nessun problema un fidanzamento con una persona dello stesso sesso, ed è un paese dove c'è la pena di morte per il reato di sodomia...

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PietroUomoDiPietra

questo mi rende ancora più ostinato a capire qual è il paese più omo friendly.

 

se non è la spagna, qual è ?

 

La Luna e Marte. La non c'è ancora nessuno, quindi anche nessun omofobo. Per tutto il resto c'è mastercard.... e l'aeroporto più vicino per fuggire in caso di guai.

 

Ciao

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unmondomigliore

i paesi nordici non sono molto aperti verso i gay. Un conto sono i diritti civili garantiti alle coppie omosessuali, un conto sono le attitudini del popolo!

http://www.stop-homophobia.eu/en/the-theme/in-sweden.html

quindi svezia norvegia e finlandia sono gay friendly sono apparentemente. Ho fatto qualche ricerca ed ho potuto constatare ciò.

Se si esclude l'Islanda, gli altri paesi nordici non sono proprio come sembrano.

Edited by unmondomigliore
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Quell'articolo dice solamente che il problema omofobia esiste anche in Svezia e purtroppo non dice molto di nuovo se non che i gay possono essere discriminati anche la.

Non ci dice come è la situazione generale in Svezia, per quello credo sia molto meglio dialogare con qualche persona che là vive e può confrontare la situazione con quella che ha trovato in altri posti.

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@lcoldibarin milano andrebbe paragonata con una rispettiva grande città non certo con le zone più sfigate di Spagna. Che esempi assurdi si fanno pur di volersi dar ragione. È un po' come se tu avessi detto "i dirigenti Pirelli milanesi sono più ricchi dei baristi catalani".

 

Proprio questo sabato parlavo con amici gay scioccati dal livello omofobo italiano a Milano e ad altre città, quindi mi sa che il livello di tolleranza omofoba italiano sia ben più alto, così alto che preoccupano e danno fastidio solo certe omofobie più gravi e le 'accessorie'(occhiataccie, insulti, battutine) fanno parte del gioco. I miei amici incolpavano il machismo italiano, ma io non sono per nulla convinto perché ho replicato che i machisti spagnoli mi sembrano più rozzi ed 'elementari'. Il problema è ben più grave e radicato e deriva dal fatto che l'italiano medio ama intromettersi, giudicare e farsi gli affari di tutti in modo maligno-invidioso-morboso. Siamo un popolo di pettegoli ed ipocriti, è quello IMHO il problema dell'Italia.

 

Anche qui la gente puo' essere pettegola, ma in genere la gente vive e lascia vivere. Non sono certo tanto più evoluti degli italiani, eppure la mentalità di non scassare le palle al prossimo più di tanto fa la differenza.

 

Per il discorso generale, l'Eldorado gay non esiste da nessuna parte e la maggior tolleranza è in genere solo nelle grandi città(ma ci sn eccezioni), eppure mi sembra sciocco sottovalutare i vantaggi reali di certi paesi/città. Io non vivrei MAI in Italia con mio marito, limiterebbe troppo la nostra vita pubblica di coppia, che poi sì suppongo che in qualche paesino franquista siano particolarmente omofobi, ma io vivo e risiedo il 99% del mio tempo in una grande città gay-friendly, quindi nella mia realtà oggettivamente ed egoisticamente vivo bene.

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I paesi meno omofobici in assoluto sono senza alcun dubbio alcuni degli arcipelaghi del sud-pacifico, in particolare le isole Figi, le isole Tonga, la Polinesia francese, perlomeno su quelle isole (e in quei momenti storici) in cui non sono riusciti ad avere il sopravvento i missionari puritani inglesi o tedeschi.

 

Nella maggiorparte delle società polineasiane-melanesiane salvatesi dalla cristianizzazione l'omosessualità è considerata da millenni un fatto normale della vita quotidiana. A volte l'omosessualità è addirittura incoraggiata per motivi che variano a seconda della tribù (a volte perchè i genitori avrebbero desiderato una figlia femmina, altre volte il secondogenito maschio con sorella maggiore è allevato come femmina perchè la primogenita ha ormai "contaminato" l'utero ecc).

 

Mi pare di notare che in queste società conti molto di più l'effeminatezza dell'omosessualità, nel senso che i maschi omosessuali vengono specificamente e sistematicamente spinti ad essere effeminati (Mahou) o al travestitismo (Raerae) fin da bambini, appunto perchè la loro identità sociale è individuata volutamente con una "femminilizzazione" del figlio decisa e programmata da parte dei genitori e della stessa comunità, per via dei suddetti motivi culturali. Non potranno mai sposarsi con nessuno, ma i genitori saranno contenti di avere un figlio così perchè è ritenuto socialmente "utile" e nessuno batterà ciglio.

Edited by Sampei
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@Ilromantico: se hai seguito il mio discorso è proprio quello che volevo dire, ovvero che ha poco senso stilare una classifica dei popoli meno omofobi anche perché la differenza tra grandi e piccoli centri e spesso molto grande, tu stesso dici di vivere in una grande città spagnola...

 

Se c'è una cosa che non voglio giustificare è proprio l'omofobia italiana (e di nessun altro luogo) dico solamente che l'erba del vicino è sempre la più verde e spesso porta a guardare non oggettivamente alla realtà del proprio luogo.

 

 

Nessuno nega che ci siano omofobi a Milano ma penso che per ognuno di loro ci siano 10 persone che non assumono l'omosessualità come un disturbo contronatura.

 

 

L'altro giorno vedevo baciarsi tranquillamente nella mia biblioteca una coppia lesbo, non è certo il traguardo d'arrivo ma un piccolo segnale di speranza sì.

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unmondomigliore

beh io vado a scuola, vi dico solo che ogni giorno sento usare la parola ''froc'' come insulto, non solo da parte dei maschi ma anche da parte delle femmine (alcune delle quali sono particolarmente omofobe). Poi ci sono quelli omofobi che non lo danno a vedere e pure quelli sono tanti. Concordo con ilromantico quando dice che l'italiano medio è solito intromettersi nella vita degli altri e giudicarla o criticarla. Ma non solo, noi italiani permettiamo che la chiesa si intrometta nella nostra vita, dicendoci cosa dobbiamo fare e no attraverso una propaganda quotidiana ed omofoba. Le maggiori ipocrisie sull'omosessualità le ho sentite proprio da parte di preti, che seguivano i ragazzi a catechismo. Quella italiana è un'omofobia promossa anche sul campo politico, pensiamo anche al fatto che per emanare una legge contro la discriminazione / omofobia hanno dovuto aspettare un sacco di tempo, con il risultato poi che hanno emanato una ''legge non legge'', che tutela le classi politiche. Di questo passo, quando legalizzeranno il matrimonio gay o le adozioni? Certamente Milano sarà un'ottima ''location'' per i gay, ma dobbiamo parlare di quanto sia arretrato il sud Italia ed in particolare la Sicilia? Io la Sicilia italiana la paragonerei all'Ucraina o alla Bielorussia per livello di omofobia.

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unmondomigliore

I paesi meno omofobici in assoluto sono senza alcun dubbio alcuni degli arcipelaghi del sud-pacifico, in particolare le isole Figi, le isole Tonga, la Polinesia francese, perlomeno su quelle isole (e in quei momenti storici) in cui non sono riusciti ad avere il sopravvento i missionari puritani inglesi o tedeschi.

 

Nella maggiorparte delle società polineasiane-melanesiane salvatesi dalla cristianizzazione l'omosessualità è considerata da millenni un fatto normale della vita quotidiana. A volte l'omosessualità è addirittura incoraggiata per motivi che variano a seconda della tribù (a volte perchè i genitori avrebbero desiderato una figlia femmina, altre volte il secondogenito maschio con sorella maggiore è allevato come femmina perchè la primogenita ha ormai "contaminato" l'utero ecc).

 

Mi pare di notare che in queste società conti molto di più l'effeminatezza dell'omosessualità, nel senso che i maschi omosessuali vengono specificamente e sistematicamente spinti ad essere effeminati (Mahou) o al travestitismo (Raerae) fin da bambini, appunto perchè la loro identità sociale è individuata volutamente con una "femminilizzazione" del figlio decisa e programmata da parte dei genitori e della stessa comunità, per via dei suddetti motivi culturali. Non potranno mai sposarsi con nessuno, ma i genitori saranno contenti di avere un figlio così perchè è ritenuto socialmente "utile" e nessuno batterà ciglio.

anch'io lo penso....infatti un conto è garantire dei diritti civili max. ai gay (come in Spagna), un conto è avere una popolazione dove non si insinui - né direttamente né indirettamente - il fenomeno dell'omofobia. Penso che la Melanesia, essendo storicamente uno stato che promuoveva l'omosessualità, sia uno dei paesi con il minor tasso di omofobia al mondo.

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Più che altro....non è facile arrivare a dei risultati univoci

 

Se parliamo di popolazione dovremmo dire i paesi scandinavi

e l'Olanda.

 

E' chiaro che rispetto a grandi metropoli, anche la crisi economica

e l'instabilità sociale, unite ad altri fattori come l'immigrazione possono

congiunturalmente determinare incremento di intolleranza e violenza

 

Ma anche in questo caso Londra e Parigi...dovrebbero essere più

esposte delle più piccole città scandinave , l'area metropolitana di

Parigi conta più abitanti di tutta la Svezia è chiaro che si tratta di zone

periferiche sconfinate, non parliamo di Londra.

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Nella maggiorparte delle società polineasiane-melanesiane salvatesi dalla cristianizzazione l'omosessualità è considerata da millenni un fatto normale della vita quotidiana. A volte l'omosessualità è addirittura incoraggiata per motivi che variano a seconda della tribù (a volte perchè i genitori avrebbero desiderato una figlia femmina, altre volte il secondogenito maschio con sorella maggiore è allevato come femmina perchè la primogenita ha ormai "contaminato" l'utero ecc).
Mi pare di notare che in queste società conti molto di più l'effeminatezza dell'omosessualità, nel senso che i maschi omosessuali vengono specificamente e sistematicamente spinti ad essere effeminati (Mahou) o al travestitismo (Raerae) fin da bambini, appunto perchè la loro identità sociale è individuata volutamente con una "femminilizzazione" del figlio decisa e programmata da parte dei genitori e della stessa comunità, per via dei suddetti motivi culturali. Non potranno mai sposarsi con nessuno, ma i genitori saranno contenti di avere un figlio così perchè è ritenuto socialmente "utile" e nessuno batterà ciglio.

 

Ah be' certo che la prospettiva è "splendida":  per essere tollerati in Polinesia i maschi omosessuali devono fingere di essere..... femmine!

Probabilmente questa simulazione poteva essere una soluzione anche nell'Europa non salvatasi dalla cristianizzazione.

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anche perché la differenza tra grandi e piccoli centri e spesso molto grande, tu stesso dici di vivere in una grande città spagnola...

 

Sì, parliamo della stessa cosa, ma analizzandola in modo diverso. In questi tempi non ha assolutamente senso preoccuparsi dei piccoli centri abitati, non per cinismo, ma perché lì le novità sociali arrivano sempre molto dopo e le realtà piccole favoriscono quasi sempre un clima abbastanza provinciale, protezionistico e bigotto. Ti basti pensare che persino alcuni etero avrebbero problemi con la mentalità ristretta di certi paesini dell'entroterra mediterraneo, ecco perché del paragone con le realtà provinciali sinceramente mi frega ben poco. La situazione lì migliorerà solo quando l'omosessualità non importerà a nessuno in qualsiasi città grande o media. C'è da dire comunque che Internet sta aiutando a eliminare il gap culturale che è solito esserci tra grandi città e piccole province.

 

In un contesto del genere è logico che l'unico metro di paragone pratico attuale è rappresentato dalle grandi città dove i gay vivono abbastanza bene.Tra una Milano, Roma, Madrid e Barcelona con tutto il rispetto ne passa di acqua sopra i ponti... e attenzione, non me ne vanto, me ne rammarico perché noi italiani meritiamo di meglio, ma i paragoni sono odiosi e non posso negarli (ahimè :/).

 

 

 

Nessuno nega che ci siano omofobi a Milano ma penso che per ognuno di loro ci siano 10 persone che non assumono l'omosessualità come un disturbo contronatura.

 

L'altro giorno vedevo baciarsi tranquillamente nella mia biblioteca una coppia lesbo, non è certo il traguardo d'arrivo ma un piccolo segnale di speranza sì

 

Ma anche molte di più, gli italiani sono più umani e comprensivi di quello che crediamo è solo che gli costa un po' di più cambiare abitudini e progredire un po'. Ci sono più falsi omofobi di quanto si pensi e credo che i cambiamenti positivi non tarderanno ad arrivare. Sono fiducioso.

 

 

 

E' chiaro che rispetto a grandi metropoli, anche la crisi economica

e l'instabilità sociale, unite ad altri fattori come l'immigrazione possono

congiunturalmente determinare incremento di intolleranza e violenza

 

La crisi (e la destra) peggiora tutto, soprattutto i flussi di immigrati retrogradi che portano solo degrado sociale (mi spiace continuo ad averne un'opinione sempre più negativa). Comunque ho una buona notizia da dare a tutti, i soldi comandano il Mondo e la comunità gay ha tantissimi soldi da spendere. Ho letto giusto qualche giorno fa che vogliono incrementare di molto il turismo gay perché una coppia di turisti gay spende in media il doppio di una coppia di etero. Gongolo :)

 

 

 

Più che altro....non è facile arrivare a dei risultati univoci

 

Forse il rischio di risultati soggettivi c'è sempre, ma bisogna anche contestualizzare e saper leggere dei dati oggettivi. Puoi anche essere sfigato e vivere in periferia a Barcelona e frequentare una compagnia di amici omofobi o andare in un liceo e trovare solo compagni omofobissimi e bulli, ma ciò non toglie che nella stessa città esiste la possibilità oggettiva di fare una vita gay decente. Il limite sono solo le scelte e l'intraprendenza personale, cioè se vivi male da gay a Barcelona o a Madrid la sfiga ti perseguita...! Io comunque come dati 'oggettivi' valoro tanto la copertura mediatica di personaggi e vip gay in TV, sui giornali, notizie gay frivole o serie sui quotidiani, se ci sono casi gravi di violenza omofoba (nessuno credo e quei pochi meno gravi fanno sempre scalpore) , cosa pensa la burocrazia o la gente che ti fornisce prodotti o servizi e cosa pensa la gente in giro, la quantità di coppie gay che trovo a scambiarsi baci. Io non mi baserei MAI su delle statistiche, queste sono cose che si possono sapere respirando e vivendo appieno il clima di un dato paese.

Edited by Ilromantico
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Io ho citato quei paesi che hanno leggi significative a nostro favore

da più tempo....quindi è ragionevole pensare siano più digerite dalla

popolazione

 

Inoltre sono paesi notoriamente anti sessisti, la qual cosa c'entra fino ad

un certo punto....ma male non fa

 

Sono inoltre paesi in cui la crisi morde di meno ( nel caso della Norvegia

neanche c'è stata ) 

 

Certo ci sono gli immigrati...in percentuale non sono neanche pochi

 

Ma  se io abito ad Oslo, area urbana di 1.000.000 di abitanti il 25%

di immigrati sarebbero 250.000...a Londra diventano 2.280.000

pari al 31% e se passiamo all'area urbana aumenteranno ancora

 

Quindi ammesso in ipotesi che l'immigrazione possa

costituire un problema, credo dovrebbe penalizzare in

ogni caso Londra e Parigi

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unmondomigliore

La Norvegia , proprio per fronteggiare il problema dell'immigrazione omofobia, ha imposto la visione di un video ''gay'' agli immigrati che vogliono spostarsi definitivamente lì. Beh penso sia una ottima idea. Purtroppo la maggior parte degli albanesi / rumeni /marocchini sono omofobi ed infatti nei loro paesi non c'è alcuna tutela per le minoranze sessuali! Ritengo necessario però che un immigrato si integri con il tessuto sociale e metti da parte l'omofobia....altrimenti se ne può rimanere nel suo paese!!

http://www.gaywave.it/articolo/video-gay-per-gli-immigrati-che-vogliono-vivere-in-norvegia/28009/

Edited by unmondomigliore
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Essendo una ottima idea....tu ne ricavi che sia meglio andare altrove?

 

Scusami, ma non ti capisco....XD

 

A meno che tu non parta dall'idea di dover andare in un paese ad

immigrazione zero ( che però dovrebbe accogliere te....XD )

 

Beh certo in quel caso forse ti consiglierei la Groenlandia o l'Islanda

o le isole Svalbard...Lol

 

Ma sai che noia...XD

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L'Islanda non è affatto un paese senza immigrazione, sebbene il clima impervio e la scarsa abitabilità non la incentivino, a Kópavogur dovrebbe pure esserci una comunità italiana di modeste dimensioni tendendo conto degli abitanti dell'isola.

In generale da quello che ho potuto leggere gli islandesi sono molto accoglienti e puntano ad integrare molto gli stranieri, se non erro si ha diritto anche ad un mediatore linguistico per dialogare col medico, la polizia etc.

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Sono 33.000 gli immigrati pari al 13% in Groenlandia

invece sono solo il 10%, ma siamo noi, nel senso che il

90% sono inuit XD

 

Si fa per dire...e per ridere!

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unmondomigliore

ahah XD beh ottima suggerimento!! ho già preparato le coperte! Gli inuit mi stanno simpatici, ma non mi piacciono fisicamente. Quindi mi conviene andare in islanda :)

la differenza sostanziale è questa:

1) groenlandese / inuit

http://3.bp.blogspot.com/_0npzkB7xXww/TCHNA_NrxjI/AAAAAAAABqU/efR6sOeFNis/s1600/thule_inuit_family.jpislandese

http://static1.businessinsider.com/image/51f6b426eab8ea964e000007/a-highly-touted-icelandic-american-soccer-player-has-chosen-to-play-for-the-us-over-the-country-he-grew-up-in.jpg

 

cioè io mi farei il secondo xD :)

Edited by unmondomigliore
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Sì non è male, ma ci sono islandesi assai più carini :P, visto che siamo terribilmente fuori topic se vuoi puoi postarli in Boys and girls sotto le lenzuola.

 

Rientrando in argomento qualcuno sa fare luce sulla situazione della comunità arcobaleno nei paesi su e centroamericani, molti stati hanno approvato diritti ma temo che sia ancora particolarmente malvista dalla media della gente comune?

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