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Matrimonio amici: non invitano la/il vostra/o compagna/o


Madoka

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Uno dei miei migliori amici al tempo delle superiori si sposa a giugno.

Questo matrimonio è stato programmato quasi due anni fa.

All'epoca in cui mi dissero di volersi sposare, lui e la ragazza non sapevano io fossi lesbica. Era il periodo dei miei primi CO, lo avevo detto a pochi amici e non conoscevo ancora quella che poi è diventata la mia ragazza.

Quando mi dissero del matrimonio mi chiesero anche se stavo con qualcuno (non li vedevo o sentivo da più di un anno): la mia risposta fu no. Loro mi risposero che non importava, che quando sarebbe stato il momento mi avrebbero mandato una partecipazione per due, così se nel frattempo avessi intrapreso una relazione avrei potuto portare con me il mio ragazzo.

Dopo qualche mese feci CO con loro via mail (non li vedo davvero mai) e gli raccontai anche della mia relazione e di quanto fossi felice.

Loro mi risposero in maniera un po' tiepidina, ma mi dissero che accettavano la cosa (grazie tante!) e che anche se gli faceva strano erano contenti per me. Non mi fecero manco una domanda sulla mia ragazza (fino al giorno prima invece parevano solo interessarsi a che io trovassi un ragazzo).

Un mesetto fa è arrivata la partecipazione. Con scritto chiaramente: "per Francesca" senza un minimo accenno alla mia ragazza (nonostante sanno perfettamente che stiamo ancora insieme) e io, anche per questo motivo (e non solo) ho deciso di non andarci.

 

Con il ragazzo di questa storia abbiamo avuto un rapporto di estrema confidenza e gli voglio sicuramente ancora molto bene.

Lui mi parlava sempre delle sue vicende amorose, mi chiedeva consiglio o si sfogava alla fine di una storia e chiedeva sempre anche a me come andasse dal punto di vista sentimentale. Mi diceva sempre che non aveva mai avuto amiche così speciali come me. Avevamo un ottimo rapporto.

Finché non è arrivata questa ennesima (ed ultima per ora) ragazza. Da quando sta con lei (almeno 4 anni) non l'ho mai più visto da solo (sempre accompagnato da lei) perché questa è gelosa anche dell'aria che lui respira. E' gelosa di tutti e tutte (non solo delle amiche, anche degli amici).

Per questo io alla fine non l'ho praticamente mai più visto e lo sento massimo una o due volte all'anno per messaggio.

Anche lui è cambiato. Non era mai stato geloso in maniera morbosa e ora lo è. Era uno di quei tipi che dicono almeno una bestemmia all'ora, adesso non bestemmia più, anzi è andato l'anno scorso in pellegrinaggio con lei a Medjugorje.

 

Oggi mi ha telefonato per chiedermi se avevo ricevuto la partecipazione. Gli ho detto di si ma gli ho anche detto che purtroppo non posso andare, dato che due giorni dopo ho un esame molto grosso.

Domani salgo a casa dai miei e se riesco a vederlo in questi giorni gli spiegherò il perché (anche se non avessi avuto l'esame) non ci andrò.

Penso però che se ci dovesse essere anche lei non glielo dirò a voce e tra un po' di tempo manderò una mail a lui per spiegargli cosa penso riguardo al loro "non invito" alla mia ragazza.

 

Loro non la conoscono, però sanno che stiamo insieme da più di un anno e mezzo. Se fosse stato un matrimonio per pochi intimi in cui le/i compagne/i degli/delle amici/che non erano invitati ovviamente non avrei avuto niente da ridire.

Invece non è così. Sarà un matrimonio con più di 200 invitati in cui ci saranno "cani e porci" e io ci son rimasta davvero male a non ricevere l'invito a portare con me la donna che amo e che mi rende felice.

 

Ho voluto postare in spunti e riflessioni perché non chiedo un consiglio (anche se sono ben accetti) ma mi piacerebbe sapere come vi sareste comportati voi in una situazione simile. Mi interessa soprattutto l'opinione delle persone out (più che altro perché a chi non è out non può presentarsi una situazione simile).

Mi piacerebbero anche molto le risposte da persone non-out, anche se ovviamente provengono da una diversa prospettiva.

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Ciao cara. Secondo me è stata una vera e propria carognata! vabè anzitutto è infantile il gesto di dare la partecipazione per due quando eri single, della serie meglio fidanzati che soli??. Ma a parte questo è stato un gesto vile non invitare anche la tua ragazza. A me questi gesti che sembrano piccoli, ma in realtà importanti, mi fanno arrabbiare! Secondo me hai sbagliato, dovevi dirglielo chiaro e tondo subito che non ci vai perchè non hanno invitato la tua fidanzata.

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Io nel caso di un amico.. mi sarei comportato esattamente come te..
 

Gli amici purtroppo cambiano.. come hai detto tu.. prima diceva le bestemmie e ora è un santarellino :)

In caso di parenti.. invece non saprei.
Lo scorso ottobre sono stato al matrimonio di un cugino.. lui mi disse di portare la ragazza (se ce l'avessi avuta).. ma visto che non lo sa.. e che fa parte dei parenti serpenti e antipatici, dei quali è dovere andare a matrimoni e funerali.. dissi che non avevo nessuno.
A settembre si sposa una cugina (la sorella del suddetto cugino).. e pure con lei sarà la stessa storia per quanto sia un po' più aperta di mentalità.
Non sa, non conosce il mio ragazzo, ma penso che abbia capito qualcosa.. ma il problema non è lei.. sono gli altri parenti.. i miei genitori (che sanno.. ma che non condividono purtroppo).. e non mi va di creare "scandalo" in una festa che non è la mia.

Però non sono poche le volte che ci penso su.. come mi piacerebbe andare a un matrimonio con il mio ragazzo.. entrambi vestiti bene ecc..

Fra gli amici invece sono dichiarato e accettato.. e mi hanno tranquilamente detto che in caso di matrimonio avrebbero invitato entrambi.

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Ho voluto postare in spunti e riflessioni perché non chiedo un consiglio (anche se sono ben accetti) ma mi piacerebbe sapere come vi sareste comportati voi in una situazione simile.
sei stata sciocca, ti ha chiamato per la conferma e tu non hai accennato minimamente al fatto che fossi stata invitata da sola? e tu vivi out? :uhsi: a prescindere dall'andarci o meno, questo è una situazione in cui dovrebbe farti capire che con il "matrimonio" le persone cambiano radicalmente, e tu potendo rompere i rapporti definitivamente (persone cosi meglio perdere che trovarle) potevi mandarlo a fanculo dicendogli chiaro e tondo che la tua metà non è stata invitata. Cioè tanti problemi per nulla :pausa: tipico delle lesbiche xD
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privateuniverse

E',stato molto interessante leggere quest'intervento.

 

C'è una considerazione preliminare: le amicizie finiscono, le persone cambiano; o, meglio, più che cambiare, con il tempo e le circostanze rivelano la loro autentica personalità. In molti casi sono le esigenze a cambiare in modo tale da rendere sterile una frequentazione. Le esigenze di un single sono molto diverse da quelle di una persona accoppiata (ancora di più se con figli), le esigenze di chi lavora sono diverse da quelle di chi, magari, è ancora studente, e così via. Purtroppo bisogna prenderne atto. Per l'amicizia è come per l'amore: non è affatto detto che perseguire l'ideale dell'amicizia ne garantisca il raggiungimento; anzi, non è affatto detto che sia la cosa migliore da fare.

 

Eravate molto vicini e ora non lo siete più: la realtà è questa. Non lo siete più perché, tutto sommato, da come la racconti tu (e noi, ovviamente, conosciamo solo la tua versione), è stato lui a fare una scelta: la scelta di privilegiare il rapporto con la sua futura moglie sopra ogni altra cosa. E' un comportamento molto frequente; secondo me, oltre a non essere né saggio, né intelligente, è tipico di chi non ha spina dorsale, perché una persona dovrebbe comunque salvaguardare lo spazio per le amicizie: ma, non avendo praticamente mai avuto relazioni, per me è anche più facile parlare.

 

Quel che non capisco è questo dire "non glielo scrivo, ma glielo dico di persona, però solo se non c'è sua moglie": che senso ha, scusa? A parte che la cosa migliore, a questo punto, sarebbe chiederglielo espressamente, perché magari è solo che non ci hanno pensato a invitare la tua compagna, e il beneficio del dubbio bisogna almeno concederlo. Detto questo, tu vuoi farglielo sapere, sì o no? La scelta fondamentale è questa. Io, per esempio, sono uno che, anche se certe cose le dice in faccia, tende a ritirarsi silenziosamente quando è ferito, lasciando spesso confuse le persone alle quali sono stato vicino. Se non vuoi fare questa scelta, a mio parere la cosa migliore è chiedergli il perché e, nel caso sia quello che pensi tu, spiegargli, senza tanti giri di parole (in un caso del genere non c'è bisogno di molte spiegazioni) perché tu non puoi accettarlo; e questo nel modo che hai a disposizione: per lettera o per mail se non potete vedervi di persona, faccia a faccia se, invece, è possibile, senza preoccuparsi che ci sia la moglie oppure no.

 

In fondo, lui si è forse preoccupato della tua, di moglie?

 

Tutto questo con molta tranquillità e pacatezza.

 

Se, invece, preferisci trarre silenziosamente le tue conclusioni (che è il modo in cui, di solito, mi comporto io), accantona la tua richiesta di spiegazioni, non chiederne e non darne.

 

 

PS Devo dire che, al posto della tua compagna, sarei fiera di stare con te. A me, anni fa, è capitato di non essere invitato alla cena di laurea della moglie di un amico, mentre i miei migliori amici erano stati invitati: loro ci sono andati senza problemi e senza chiedere, neanche a titolo puramente casuale e informativo, come mai io non fossi stato invitato, quindi avallando tacitamente la mia esclusione. Quel sabato sera dovetti andare a giocare a scacchi, tanto per uscire.

Ovviamente sono situazioni diverse: ma è una cartina di tornasole importante della lealtà e della fedeltà di una persona il dire "rifiuto un invito perché non è stata invitata la mia compagna" (o "rifiuto un invito perché non è stato invitato un mio amico").

Edited by privateuniverse
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e tu non hai accennato minimamente al fatto che fossi stata invitata da sola? e tu vivi out?

 

Si vivo out. E non ho accennato la cosa perché è una persona con cui avevo un buon rapporto 7 anni fa, ma da sei anni non c'è più nulla che ci leghi (se non il ricordo di quella che è stata una bella amicizia).

Non voglio mandarlo affanculo al telefono in malo modo. Voglio spiegargli le ragioni nella speranza che lui capisca davvero quanto mi ha ferito. Dopo questa chiacchierata potrò gentilmente mandarlo a quel paese. Ma non prima e non per telefono (perché a parte la chiamata di oggi erano almeno 3 anni che non ci parlavo al telefono).

 

Qui il punto non è mandare a quel paese un amico con cui hai un rapporto quotidiano, ma chiudere un'amicizia che è andata scemando negli anni e che era già da qualche anno inesistente (e che si sarebbe chiusa comunque).

Se gli voglio dare spiegazioni è solo per far capire a un etero molto ignorante il suo comportamento omofobo. Conoscendolo credo lo possa capire, ma con il dialogo. Se non lo capirà pazienza, almeno ci avrò provato.

 

@@privateuniverse io sono sempre stata una di quelle persone a cui puoi fare di tutto. Una di quelle con cui ti puoi comportare nei peggio modi senza ricevere particolari reazioni. Due anni fa se una persona mi faceva soffrire per qualche ragione io al massimo mi allontanavo in silenzio. Non ho mai avuto il "fegato" di affrontare certe situazioni.

Sto cambiando perché desidero farlo e perché sto imparando ad avere più rispetto per me stessa (e meno riguardi per chi non se lo merita). Sono parecchio diversa da prima, sono felice dei miei progressi, ciò non toglie che faccio ancora fatica a comportarmi come vorrei quando devo affrontare qualcosa che non va con qualcuno.

 

Perché voglio parlare solo con lui e non con la moglie? Perché ho un'emotività dirompente e so di aver bisogno di tranquillità per tirare fuori un discorso chiaro e sensato. Sua moglie è una persona che mi mette estremamente a disagio. E' una di quelle persone che ti guarda sempre in cagnesco. Con lei non riesco a parlare assolutamente di nulla. Quando ci siamo visti noi tre per un caffé, io e lui parlavamo, lei si limitava a sbuffare e guardarmi male (forse perché stavo superando il limite massimo di parole che si possono dire al suo ragazzo).

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aldilà dell'imbarazzante outcome in cui alcuni etero finiscono quando hanno una donna attorno, mostrando la personalità di una sedia, direi che questa reazione tiepida è stata abbastanza inutile - io avrei appiccato fuoco a entrambi anche via telefono, perché tu non ignori volutamente il mio coming out e tanto meno insulti la mia intelligenza inviandomi una partecipazione singola quando è un matrimonio da 200 invitati. seconda cosa, la neurotica con manie di controllo va neutralizzata subito subito perché altrimenti non ci sarà nessuna amicizia da salvare - il che ci porta a riflettere: ma il futuro marito che non è capace di tenerla sotto controllo, vale la pena continuare a frequentarlo? spiegagli per quale motivo ciò che hanno fatto è abominevole da tutti i punti di vista e soprattutto la sua silenziosa complicità è quanto di più offensivo tu abbia vissuto in questa situazione.

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Io avrei reagito incavolandomi come te, direi.

Però: dagli una chance. Cioè, io gli spiegherei come stanno le cose prima del matrimonio, per capire bene le sue ragioni ed eventualmente fargli cambiare idea.

 

Perché è vero che, come dice Almadel, Medjugorje spiega molte cose... ma chissà quanto è stata una scelta convinta e deliberata, quella di non invitare Bea?

Se magari non avesse saputo bene "come ci si comporta in questi casi"? Se si fosse sentito incerto o imbarazzato? Se - non sapendo quanto tu sei out - avesse temuto di metterti in imbarazzo invitando anche lei, perché sarebbe risultato chiaro a tutti gli altri che state insieme (e magari non sa che a te va benissimo così)?

 

O, se anche fosse stata una scelta deliberata... chissà quanto ha pesato il parere di lei? Se lui non aspettasse altro che una tua piccola pressione per obbligare la moglie a invitare anche la tua morosa? Se un tuo intervento su di lui li aiutasse comunque a discutere di questo punto - indipendentemente dalla decisione che prenderebbero alla fine - non credi che gli sarebbe comunque utile a "maturare" un po', confrontandosi su questo problema?

 

Con questo non è che giustifico i suoi eventuali imbarazzi, esitazioni e così via; farebbero incavolare anche me. Solo, sono propensa a pensare che in questi casi è più utile "alla causa" cercare un confronto (dove è possibile) piuttosto che "chiudere" e basta; perché a volte è sufficiente una spintarella per aiutare le persone a calarsi in situazioni che non conoscono... e una volta che lo fanno, poi saranno dalla tua parte.

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A me piacerebbe far maturare un po' lui. La moglie la trovo insalvabile. Come del resto è insalvabile la nostra amicizia (ma non solo per questa faccenda ma per come si comporta da quando sta con lei), però prima di chiuderla definitivamente vorrei farlo un po' ragionare sull'accaduto.

Io so che lui non si sa e non si vuole imporre sulla ragazza (come non si è mai imposto con nessuna ragazza con cui è stato), ma questo non lo rende meno responsabile, anzi.

 

Per le altre domande che mi hai posto: quando ho scritto la mail a loro per fare CO, della mia omosessualità ormai lo sapeva anche il panettiere sotto casa. Ho chiaramente spiegato quanto vivo bene la situazione, gli ho detto che lo sapevano tutti (anche la pro-zia over 95) e che per me potevano dirlo a chi gli pareva. Non credo quindi abbiano temuto di mettermi in imbarazzo. Credo piuttosto abbiano creduto di esser messi loro in imbarazzo ad avere una coppia di lesbiche (che non nascondono di esserlo) al matrimonio.

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1. le persone cambiano e lui non è più quello che conoscevi priva.

 

2. secondo me avresti dovuto dirgli la verità cioè che non vai al matrimonio perchè non hanno invitato la tua ragazza e non perchè hai un esame.

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Ok, se sanno così bene che sei out, capisco che allora è più probabile che siano loro ad avere problemi.

 

Quel che continuo a non capire è: come mai vuoi parlargliene solo dopo il matrimonio?

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Sicuramente il problema è il loro imbarazzo e l'imbarazzo dei loro parenti.

 

Personalmente credo proprio che gli avrei detto che si, ho ricevuto l'invito, ma che manca quello per la mia accompagnatrice, e che non è nelle mie intenzioni partecipare al matrimonio se la sua presenza non è contemplata.

 

E basta. Per le spiegazioni sul lato emotivo della cosa, ovvero su quanto e come mi ferisca c'è tempo, sempre che sia interessato a saperlo, ovvio.

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Quel che continuo a non capire è: come mai vuoi parlargliene solo dopo il matrimonio?

 

Forse ho scritto male io :). Glielo voglio dire comunque prima del matrimonio.

Sperando di riuscire a vederlo in questi giorni che sarò a casa dei miei.

 

E la risposta secca non gliel'ho data per due motivi. Il primo e più plausibile è che non ho il fegato (non perché mi vergogni di me o della mia ragazza, ma perché son fatta male io e non lo avrei fatto e non l'ho fatto anche in frangenti diversi).

Secondo è che la spiegazione dettagliata gliela voglio dare perché penso sia l'unico modo di farlo ragionare un pochino.

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Non ho letto tutto il topic, comunque, stando così le cose,  penso che avrei declinato l'invito....e poi non mi piacciono i matrimoni degli etero e nemmeno stare in chiesa a sentire i bla bla...del prete di turno :mad:

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Hinzelmann

Non credo sia essenziale avere il tempo di reazione giusto

immediato ( certo avresti potuto telefonargli tu per rifiutare

l'invito spiegandogli i motivi...)

 

Tuttavia si mescolano due diversi discorsi, quello al Lui di

oggi ( che è un discorso sul rispetto....perchè ti ha mancato

di rispetto ) e quello al Lui di ieri, quando fra di voi c'era una

intimità che andava oltre i meri discorsi fra conoscenti. 

 

Per questo tu vorresti - secondo me - poter parlare con lui

a quattrocchi...perchè il ricordo di questa bella amicizia, che

razionalmente tu sai essere finita, ancora c'è.

 

Insomma la mia impressione è che tu vedi in lui la "vecchia"

Madoka che nel caso specifico subisce questa moglie tremenda

e vorresti che pure lui potesse cambiare, come hai fatto tu.

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Come mi sarei comportato io?

 

Avrei preso la penna in mano (ammesso che oggi si comunichi ancora con materiale scrittorio) e detto seccamente che non sarei andata (parlo al femminile perché mi riferisco a Madoka, non perché io usi parlare di me al femminile XD)perché ero stata invita da sola pur sapendo lui che ho una relazione sentimentale con una donna che è la mia compagna; e pur avendo lui tenuto a specificare in passato che mi avrebbe invitata comunque con il mio partner.

 

In queste condizioni il suo invito «a Francesca» è profondamente offensivo, prima ancora di essere un atto omofobico, e, sempre io, avrei troncato per sempre l'amicizia con costui.

 

Stia a lui chiedermi/ti scusa e cercare di riparare. Ma temo che la mia decisione sarebbe stata irremovibile circa la chiusura dell'amicizia, sicuramente irremovibile circa il non andare da sola, e dopo questo greve e grave sgarbo, al matrimonio. Meno che mai mi darei la pena di parlare, io, con costui.

Edited by Isher
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Dai ma magari dicendoglielo salta fuori un "cazzo è vero mi sono proprio dimenticato! Scusami ti rimando l'invito anche per la tua dolce metá!"..

In ogni caso anche io gliene avrei parlato immediatamente.. :-)

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Però palesando chiaramente il disappunto per non aver invitato la compagna sembra come volergli strappare un invito anche per lei, io lo farei capire senza dirlo

Mi pare più elegante fare così, ecco:)

Edited by prefy
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( certo avresti potuto telefonargli tu per rifiutare

l'invito spiegandogli i motivi...)

 

 

Quando ho ricevuto la partecipazione ho pensato di scrivergli una lunga lettera per spiegargli il perché non sarei andata al matrimonio. Il problema è che questa partecipazione è arrivata mentre a causa di un grosso esame che non riuscivo a passare da due anni ero in ansia pazzesca e avevo la testa completamente altrove. Fatto l'esame mi son scordata di rispondergli. Avendo deciso di andare a trovare i miei questa domenica (per altri motivi) mi ero detta che a quel punto aspettavo direttamente di tornare sù e di chiamarlo per dirgli tutto in una volta. Solo che ieri mi ha chiamato lui e gli ho risposto.

 

@@prefy non voglio strappargli nessun invito. Non è che se ora la invita io vado tranquilla e allegra al suo matrimonio.

Tra l'altro anche se l'avessero invitata lei non sarebbe potuta venire (è il suo periodo esami e loro si sposano a 650 km da dove vive lei) ma il gesto è e rimane quello (non fa alcuna differenza il fatto che lei non potesse venire, perché loro non lo sanno che è così).

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Si vivo out. E non ho accennato la cosa perché è una persona con cui avevo un buon rapporto 7 anni fa, ma da sei anni non c'è più nulla che ci leghi (se non il ricordo di quella che è stata una bella amicizia).
e vivi nel ricordo o nell'illusione che lui possa cambiare? tornare quello di una volta? mi sembra di avertelo già detto il matrimonio cambia le persone, soprattutto se questo tizio non ha spina dorsale e si fa manovrare come un burattino dalla moglie ( vai a vede è pure gnocca).

 

nell'ipotesi che lui ti permetta di andare con la tua metà (probabilità bassine eh) che fai ci andrai? 

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Assolutamente no. Non ci andrò. Gli voglio parlare per spiegargli il perché, non certo per elemosinare un invito.

Non gli sto chiedendo il "permesso" di portare la mia ragazza, gli sto dicendo che la mia relazione merita il rispetto che meritano le relazioni etero. Che la mia non è certo una coppia di serie B di cui far finta di ignorare l'esistenza.

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in effetti il tuo discorso potrei comprenderlo e potrei comprendere anche la tua rabbia (soprattutto sapendo che prima c'era un legame cosi forte mentre ora puff nulla). La scelta di non andarci poi è  ottimale visto che probabilmente finireste per essere escluse - considerate atipiche in un contesto classico - cattolico, il paragone che meglio rende l'idea è lesbiche = clown xD

 

peccato solo per una cosa al lancio del buche avreste avuto più possibilità di afferrarlo visto che 4 mani sono meglio di 2 :asd: 

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Hinzelmann

Secondo me l'idea di dover scrivere una "lunga lettera" e poi

scordare di farlo....mi dà sempre l'idea di una piccola contraddizione.

Certo se si tratta di rifiutare un invito basta un biglietto o una telefonata,

breve.

 

Fatto un paragone, sarebbe come se un divorziato declinasse l'invito

per la mancata estensione alla attuale compagna-convivente.

 

Non è che ti devi mettere a spiegare chissà cosa....

 

Mi rimane il sospetto che pur essendo giusto il tuo atteggiamento in punto

di principio, poi sul piano del comportamento e della attuazione qualcosa

non torni...comunque io ci rifletterei bene.

 

Anche perchè un certo tipo di discorso...a quattrocchi è più difficile

che per telefono o per lettera

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Io nei tuoi panni l'avrei preso come un invito a due.
Sono fidanzata? Loro lo sanno? L'invito è per due, l'avrei dato proprio come cosa implicita.
Il 'per Francesca' non l'avrei proprio calcolato.
C'è quindi la possibilità di un mostruoso equivoco? Boh non lo so, ci vorrebbe un esperto di galateo per sapere se in questi inviti il +1 deve essere per forza esplicito. E anche così facendo, non è detto che loro conoscano bene il galateo, magari hanno ragionato come ragiono io.

Certo, se voi aveste ragione, e fosse successo a me, avrei rischiato una gaffe colossale, portando il mio moroso a un matrimonio dove nessuno lo voleva ^^ XD

 

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privateuniverse

C'è anche un'interpretazione benevola (o meno malevola) di quanto è accaduto.

 

Le relazioni di fatto vengono percepite, spesso, come di livello un po' inferiore rispetto a quelle formalizzate con un matrimonio. E' possibile che lui si sarebbe comportato allo stesso modo anche se tu fossi stata etero e convivessi con un uomo.

 

Se provassi a chiedergli se puoi portare anche la tua compagna?

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Non è sicuramente così @privateuniverse.

Se ti ricordi quanto ho scritto nel primo post, due anni fa mi avevano detto che mi avrebbero mandato una partecipazione per due, così avrei potuto portarci chi volevo (all'epoca pensavano fossi etero ed evidentemente speravano mi sistemassi prima o poi con un bel ragazzo). La partecipazione arrivata un mese fa era per me e basta (senza accenni a +1) e ieri al telefono mi ha detto: "allora vieni?" non ha usato il plurale.

Da sto punto di vista un po' li conosco. Questa partecipazione è per uno ed è stata volutamente concepita così.

Se io fossi stata etero in coppia da una settimana avrebbero sicuramente invitato il mio frequentatore, invece ora hanno fatto bellamente finta di nulla sul fatto che ho qualcuno al mio fianco.

E' vero che a parte il giorno del CO non ho mai più parlato loro della mia relazione (ma a dire il vero non gli ho più parlato e basta, non li ho più risentiti o rivisti). Ciò non toglie che sanno benissimo (anche grazie agli amici in comune) che io in relazione ci sto. E dato che due anni fa si preoccupavano tanto di un mio eventuale partner mi chiedo perché ora, se avessero avuto il dubbio, non mi hanno accennato niente a riguardo.

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Forse ho scritto male io :). Glielo voglio dire comunque prima del matrimonio.

 

 

Aaaaaaaah, no, scusa, avevo capito male. Beh allora direi che sono abbastanza d'accordo sul modo in cui hai deciso di affrontare la cosa.

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privateuniverse

Non ricordavo quei dettagli, Madoka.

 

Stando così le cose, il loro comportamento è uno sgarbo imperdonabile.

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o nei tuoi panni l'avrei preso come un invito a due.
con la conseguenza poi di creare "questioni"  è palese che l'invito è rivolto solo a lei XD vuoi perchè gli darebbe fastidio presentarla ai parenti stretti come "lesbica" soprattutto a un matrimonio classico xD dove le zie, mamme, nuore, anziché spettegolare sul cibo e sulla sposa, avrebbero servito su un piatto il tema che a un matrimonio non deve essere affrontato xD
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