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Incremento demografico


Fenix73

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Il desiderio di aprire questa discussione mi è venuto dopo un servizio visto questa mattina.

L discussioneera partita dal fatto che il governo abbia stanzito dei fondi per favorire la maternità che si traduconoin un assegno di 300 euro per i primi sei mesi di vita del nascituro che però sono in alternativa (e non in aggiunta) al congedo parentale. I fondi stanziati per questo provvedimento coprirebbero appena 11.000 richieste che sono una inezia paragonate alle 500.000 nascite che ci sono nel nostro paese annuallmente. E queste 500.000 ssono a loro volta molto poche e portano l'Italia agli ultimi posti per la natività in Europa. Un curioso dato che differenza la situazione dai tempi passati è che il nord stia sorpassando il sud come numero di figli. Pare che il tasso maggiore di nascite sia a Bologna e non più , per esempio, a Napoli. Si ipotizzava che la cosa fosse dovuta al fatto che i figli si fanno solo (è forse brutale ma è cosi) laddove si ritiene ce li si possa permettere di mantenere al meglio, in controtendenza ai posti dove più si era poveri e più sui facevano figli.

Da questo io mi chiedo quanto questo calo demografico sia in realtà un problema. Mi spiego e il mio sarà un discorso pèrovocatorio per vedere dove porta la discussione. Se da un lato è auspicabile che le nascite superino i decessi per garantire un continuo ricambio generazionale, dall'altro i 2.9 milioni di disoccupati e lavoratori atipici presenti sul territorio non lasciano presagire grandi prospettive lavorative per ancora più persone. Ci stà poi il fatto che allo stato attuale il sistema pensionistico è un pozzo senza ondo che vede una marea di pensionati di fronte ad una schiera sempre piu esigua di lavoratori trasformando il nostro paese da dinamico ad assistenziale. Per dsso non mi dilungo oltre lasciando a voi l'inizio dei commenti.

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dall'altro i 2.9 milioni di disoccupati e lavoratori atipici presenti sul territorio non lasciano presagire grandi prospettive lavorative per ancora più persone

 

e non solo questo.. Considerando che oggi sono aumentati i giovani precari, o in cerca di occupazione, questo potrebbe spingere le nascite a diminuire ancora, proprio per l'assenza di una situazione lavorativa stabile, su cui porre le basi per la costruzione di una famiglia..

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semplicemente al sud fino a 30-40 anni fa i figli servivano per aiutare nei campi, oltre che per ragioni puramente tradizionali.

ora invece il numero aumenta in proporzione allo stipendio, conosco pochissimi, a sud, che oggi abbiano più di 2 figli.

 

il calo non sarebbe un problema se il flusso migratorio continuasse a crescere ai livelli dell'ultimo ventennio (si sa che abbiamo superato di recente i 60 milioni solo grazie agli immigrati), ma probabilmente anche questo rallenterà e di parecchio negli anni a venire, dal momento che l'Italia diventa sempre di più un paese "di transito" piuttosto che il paese ospitante definitivo.

 

Quanto alle misure adottate, come al solito sono barzellette, ma servono quantomeno a far discutere sul problema.

Edited by Tjukurrpa
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oltre alle occupazioni è anche cambiata l'idea di benessere, prima un figlio costava molto meno; ora devi mantenerlo agli studi fino alle superiori (mentre prima molti alla terza media lasciavano la scuola e iniziavano a lavorare). Inoltre prima non gli si doveva dare il cellulare, il pc, il tablet, la palestra ecc ecc ecc

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Purtroppo la drastica caduta della crescita demografica è legata alla crisi economica di oggi... Questo fenomeno si ripropose anche nel 1930 a seguito della crisi del 29. Ovvio, se non ci sono soldi e sicurezza di un futuro vivibile, si cerca di evitare di mettere al mondo figli...

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prima di tutto 300 euro al mese per sei mesi e solo per 11.000 famiglie è ridicolo e tanto varrebbe destinare i soldi a qualcos'altro. come quella cazzata di 40 euro in più all'anno per i pensionati - dubito che quei 3 euro al mese gli abbiano risolto la vita. soldi buttati che singolarmente sono inutili ma destinati tutt'insieme a qualcos'altro sarebbero stati ben investiti.

 

naturalmente il problema demografico in italia esiste: troppe persone. l'italia è tra i primi paesi occidentali per alto numero abitanti in rapporto alla superficie territorio (densità) e naturalmente più si è, meno risorse ci sono per tutti. non è un caso che i paesi occidentali più ricchi del mondo siano infatti quelli con basso numero di abitanti e tanto spazio a disposizione (il canada in primis) o quelli con poco spazio ma elevete possibilità welfare (germania, regno unito). la vita si è estesa e in un paese come l'italia le cui risorse storiche/naturali vengono malamente sfruttate, non si può pensare di andare in pensione a 60 anni e riposarsi a carico dei contribuenti per altri 30. i 60 anni avevano un senso quando l'anziano usciva di scena poco più tardi, e infatti non è un caso che il governo alzi via via la soglia. per far funzionare alla grande un paese gestito a cazzo come l'italia la popolazione dovrebbe ridursi di un terzo, oltre naturalmente a tagliarsi (almeno di un altro terzo) tutte le spese legate all'amministrazione pubblica.

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Fermandomi alla proposta, trovo sia l'ennesima panzana paternalistica. Il vero nodo da sciogliere, per quel che penso, è risolvere l'esodo di lavoratrici una volta diventate madri. In Italia non si sfrutta nemmeno il 50% della forza lavoro femminile disponibile, mi sembra che siamo al 44% o il 46%, e questo non perchè non abbiano soldi le neo-mamme, anzi uscendo dal mercato del lavoro vanno incontro ad una contrazione del reddito, ma perchè in Italia manca un'adeguata rete di servizi, accessibili, e normative per l'infanzia e la neo-genitorialitá, fondamentali oggi piú di prima, essendoci sempre famiglie più piccole e chiuse.

Avendo a disposizione 300mln li avrei investiti per un piano di aumento di copertura di asili nido. Ogni bambino costo circa 7100 euro, quindi anche puntare ad un ragguardevole aumento di 30mila posti, vorrebbe dire in spesa corrente 213mln.

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Il calo demografico non sarà mai un problema, in quanto il Mondo è in generale ampiamente sovraffollato, e non è fatto a compartimenti stagni: se nel nostro paese le mortu superano le nascite, già da qualche anno il saldo demografico è comunque sempre positivo, grazie all'immigrazione.

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AndrejMolov89

in realtà il problema non è tanto la demografia in sé stessa, bensì la distribuzione d'età. Ci sono pochi giovani, e diciamo che quei pochi che ci sono, sono in parte importati dall'estero.

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