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Karamazov

Una serata interessante

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Karamazov

Ci provo anche io, questo racconto è tratto da un romanzo che sembra non volersi concludere mai e che scrivo a tempo perso, che si plasma un po' a cazzi suoi. Per puro divertimento. Lo scrive il protagonista del romanzo, quindi non ve la prendete con me. Io sono solo l'autore.

 

 

“Qui! Adesso! Trova la tua anima gemella.” Dice il cartellone gigante steso a prendere il sole sulla statale. E’ estate, fa caldo. Da morire. L’asfalto scivola sotto una vettura. Come ogni macchina che si rispetti porta con se’ un carico di passeggeri ed un pilota sudato. La strada continua dritta a macinare chilometri, ma la macchina decide di svoltare in un sentiero campagnolo dal vago sapore neorealista. Secondo Robin c’e’ puzza di benzina in quella macchina, Frank lo rassicura ” stai tranquillo siamo quasi arrivati”. Frank sta guidando quindi e’ certo di cio’ che dice. L’amico prende dell’erba e inizia a rullare una canna, piu’ che sport che per esigenza.

“Come fai a fumare quella roba con questo caldo?”

“Ma non la fumo adesso, lo faccio piu’ per sport che per esigenza.”

“Cristo Robert, la devi finire, mi dai fastidio quando sei rilassato.”

“Senti, Frank ormai non possiamo farci nulla.”

“Chiudete quella fogna, sto cercando di dormire” – si intromette nella conversazione un terzo individuo, visibilmente preoccupato,pellicina delle unghia mangiucchiata, occhi incavati, pezze di sudore sotto le ascelle e pupille dilatate. Si e’ appena tolto il cappello che teneva appoggiato sulla testa rivelando un’incipiente alopecia androgenetica come gli avrebbe detto il suo dermatologo qualche mese prima. Doveva essere un pessimo anno per Gerard, prima quel casino con la macchina rubata, poi sua madre che si suicida, la calvizie che sbuca improvvisa dal nulla e adesso questo.

“Che anno di merda” –sottolinea Gerard quando ormai I due si sono ammutoliti – “Inizia a puzzare, manca ancora molto?”

“Vi ho detto che manca poco, qualche chilometro al massimo” – sbotta Frank sull’orlo di una crisi di nervi.

Robert accende la canna e si appoggia sul sedile tentando di smorzare la tensione mentre una riga di sudore fa surf dalla sua ascella ai rotoli di grasso afferrandosi alle due onde come un professionista e finendogli sulla pancetta placidamente, Frank osserva incerto la strada e di tanto in tanto asciuga il sudore delle mani sulle tasche dei suoi denim, Gerard si e’ rimesso il cappello. Compare sullo sfondo del nostro scenario una vecchia casa di campagna.

“Cazzo, ve lo dicevo che c’era.” – dice insolitamente rincuorato Frank.

La macchina si ferma, tre sportelli si aprono e lasciano scendere I tre uomini, Frank e’ piu’ alto di quanto si potesse immaginare vedendolo al volante, ha capelli rossicci, un mento a scimitarra, due occhi funerei ed una postura che nasconde un passato da sgobbone universitario, Gerard e’ il tipo d’uomo che scatena occhiate ansiose al peso massimo degli ascensori e a cui I tipi come Robin (biondo ma non troppo,alto ma non troppo, eccentrico ma non troppo, fuori forma ma non troppo, intelligente ma non troppo, uno che fa tutto piu’ per sport che per esigenza) guardano con poco virile stupore. Gli sportelli si richiudono dietro di loro scaraventadogli addosso un deciso retrogusto di andato a male riconfermato con prontezza dal baule anteriore che aprendosi lascera’ scivolare fuori un cadaverico sacco nero dotato di olezzi nondimeno cadaverici.

“Fa troppa puzza, io non ce la faccio perdio.” – e’ evidentemente Robin a parlare.

“Spostati” – dice Gerard tirandosi il sacco sulle spalle.

Frank da’ qualche spintarella alla porta piantandosi coi piedi per terra, la porta si apre su un’interno malandato, ma senz’altro vivibile. Gli altri due entrano mentre Frank lascia che una macchia d’alberi tenga la macchina al sicuro da sguardi indiscreti.

La casa, che in passato veniva usata dalla famiglia Carlsberg durante I mesi estivi, e’ ormai un covo di marciume e mobili impolverati, l’ultima volta Frank c’era stato nell’estate dell ’89 quando suo padre aveva finalmente deciso di prendersi un mese di pausa dall’ambiente accademico giusto in tempo per non rimpiangere di non essere andato in vacanza col figlio prima di morire l’anno successivo. A Frank non piace quella casa.

“Non mi piace questa casa”

“Beh, questa casa ci salvera’ il culo se abbiamo le palle di far sparire questa merda.” – Gerard si sta rivolgendo all’amico con un’affettata sicurezza di se’

“ Questo posto e’ veramente isolato dal mondo amico mio!” – stridula la voce di Robin – “ dovremmo venirci piu’ spesso.”

“Dove cazzo vuoi venire tu, idiota?” – Gerard sta lentamente sfilando un corpo dal sacco nero di cui prima in un modo che potrebbe ricordare grottescamente la metamorfosi di un bruco in farfalla. Sebbene la farfalla della nostra storia abbia un buco in testa e gli occhi sbarrati. “Questa casa deve essere solo un brutto ricordo dopo questa storia, noi qua non ci siamo mai stati.”

Frank ha gia’ radunato una catasta di legna accanto al camino, che nonostante gli anni in disuso conserva una discreta quantita’ di cenere il che e’ piuttosto insolito dato che, da quanto ricorda, non hanno mai acceso un fuoco in quella casa. Deve essere paranoia gli comunica l’amico, succede quando uno sta morendo dalla paura. La calura estiva sbava alle finestre tappate smaniando. Robin guarda fuori dalle tapparelle canticchiando un motivetto. Sul davanzale ci sono vecchi libri, libri di storia, geografia, educazione civica, tutta roba da bambini eppure e’ roba cosi’ remota che se gli chiedessero chi erano I cartaginesi probabilmente penserebbe alla scena grunge di Seattle.

“Facciamo questo falo’” – sospira Gerard.

Robin pensa che restare alla finestra potrebbe essere un’ottima idea, piu’ per sport che per esigenza.

“Io rimango, alla finestra, piu’ per sport che per esigenza, non si sa mai.”

“Ottima idea.” – gli fa Frank che dopo aver visto quelle riviste dalla mise troppo moderna e’ adesso piu’ imparanoiato che mai. “Non vedo l’ora che tutta questa merda sia finita”

Adesso Frank e Gerard stanno mettendo su un bel focherello e il soggiorno che gia’ di suo non disdegnava l’appiccicoso calore estivo era ora una sauna.

“Facciamoci coraggio, Frank”

“Merda merda Gerard sto morendo dalla paura.”

“Senti Frank adesso ti devi calmare, e’ solo un pezzo di carne, ti ho visto affettare un sacco di bistecche, basta tapparsi il naso farlo a pezzi e liberarci di questo coso al piu’ presto possibile.”

“Ma cristo santo, Gerard non lo vedi che ci guarda?”

“No, che non ci guarda, e’ stato uno sbaglio, un cazzo di sbaglio, un fottitussimo incidente. Vuoi che un incidente stronchi il tuo dottorato, la cosa per la quale ti sei fatto il mazzo negli ultimi sette anni?”

“ Forse dovremmo dire tutto alla polizia, loro capirebbero!”

“Non capiscono mai, idiota, ti stavano per mettere dentro per una bici te ne ricordi?”

“Io volevo solo spaventarla, era un gioco, uno scherzo.”

“Uno scherzo per il quale qualcuno dovra’ pagare, la giustizia richiede delle vittime e quelle vittime siamo noi, io e te e forse persino quell’altro demente. Nessuno e’ immune alla giustizia”

“L’universo punisce e se qualcosa deve andare storto andra’ storto senza dubbio”

“L’universo non punisce nessuno, l’universo e’ fatto di casualita’ e noi casualmente abbiamo commesso un errore, adesso altrettanto casualmente rimediamo a quell’errore, non c’e’ nessuna giustizia universale a controllarci, le nostre coscienze sono pulite.”

“Non ci credi manco tu”

Gerard afferra il corpo di Amanda, rigido come un manichino da esposizione

“Dov’e’ il bagno?”

“Di sopra, al primo piano, seconda porta sulla sinistra”.

“Ti aspetto di sopra con un coltello.”

Lo guarda passandosi l’indice sulle nocche, l’amico sale le scale.

Lo ascolta camminare pensantemente sul pianerottolo, fermarsi per qualche secondo e aprire una porta. La porta scricchiola e la vasca accoglie il corpo della ragazza.

Tre ore piu’ tardi avranno gia’ bruciato la testa e le bracce, Robin disgustato dall’odore che il corpo bruciato della ragazza avra’ sparso nell’aria ovunque sara’ fuori a fumare un’altra canna. Questa volta e’ nervoso, non riesce a credere che tutta quella storia sia veramente venuta fuori cosi’ dal nulla. Frank decide di spaventare la sua ex ragazza con una finta aggressione, un finto stupro aveva detto. Amanda, quando era ormai chiaro che stava per mollarlo, gli sbuffa in faccia un treno di porcherie; cose del tipo che era cosi’ stanca delle sue maniere poco rudi, era stanca della sua omosessualita’ repressa, dei suoi modi cosi’ flessibili, della sua incapacita’ di tenersi stretto le cose, era cosi’ stanca che avrebbe preferito essere stuprata da un vecchiaccio piuttosto che essere toccata ancora una volta da lui. Frank era un tipo molto orgoglioso penso’ Robin, ma anche lui avrebbe fatto lo stesso se avesse avuto una ragazza e se la sua ragazza lo avesse lasciato in modo cosi’ brutale. Doveva essere solo uno scherzo, avrebbero dovuto fermarsi prima che le cose degenerassero e adesso sono in mezzo al nulla a bruciare pezzi di carne. Amanda era persino simpatica, pensa mentre spegne la canna sotto la suola della scarpa. Il fumo che esce dalla ciminiera gli mette I brividi, nuove nere si abbracciano tra di loro mentre il sole inizia a calare, Frank e Gerard, ricoperti di sangue trafficano con altri pezzi di corpo che il camino accoglie con placida benevolenza. Anche l’universo inizia a scordarsi che quel fumo pochi giorni prima aveva sostenuto uno dei suoi ultimi esami universitari.

 

;;;;;;;;;;;;;;;;;;;;;;;

 

“Abbiamo quasi finito, bisogna fare in modo che il busto bruci a pezzi, altrimenti ci vorranno altre due ore come minimo” ormai Gerard si e’ abiutato a tutto quello: stagliuzza, fa in modo che la carne bruci quanto piu’ velocemente possibile e poi ripulisce il camino, I resti vengono affidati a Robin o Frank che in 5 minuti di cammino arrivano al lago e fanno piazza pulita. Poi si ricomincia da capo. L’ha visto in un film o l’ha letto da qualche parte. O forse ci ha pensato perche’ la sua tesi si occupa dei campi di concentramento nazisti. Non lo sa piu’ ormai.

“Io vado a ripulire di sopra e mi cambio. Mi sento ancora sporco con tutto quel sangue”

“Portami la mia roba quando hai finito, io controllo il fuoco”

Frank lascia che l’acqua scorra per quasi dieci minuti mentre con una spugna ripulisce ogni schizzo di sangue dal bagno, la vasca sembra essere tornata quasi come nuova, si appoggia con le mani al water e si lascia andare vomitando una schiumetta bianca vagamente epilettica. Si lava la faccia, si sciacqua la bocca mentre sfugge al suo volto che lo fissa dallo specchio del bagno. Si e’ tranquillizzato, ma adesso dovra’ lasciare che il tempo metta a tacere la sua coscienza e la convinca che quello che e’ successo e’ stato solo un incubo.

Quando sta scendendo le scale si e gia’’ cambiato ed in soggiorno Gerard davanti al camino/forno, si e’ tolto la maglietta. Il sudore gli ha completamente inondato il corpo, Frank lo guarda ancora una volta prima di lanciargli la sua roba.

“E’ quasi una bistecca!” – ride lasciando che la ciccia gli balli sul corpo.

“Che cazzo dici, finiscila!”

“Era solo per smorzare la tensione, dove diamine e’ Robin?”

“Non e’ ancora tornato?” – s’incupisce Frank – “saranno passati almeno venti minuti”

“Chissa’ dove cazzo e’ quella testa di cazzo”

Immediatamente Frank viene colto da un presentimento che lo spinge a fiondarsi verso il tavolino accanto alla porta, le mani rovistano nervose tra le riviste accatastate.

“Cazzocazzocazzo, cazzo!” ripete frenetico a bassa voce mentre le sue sinapsi iniziano a regalargli lo scenario completo della situazione.

“Oh che succede?”

“Mi rispondi perdio? Che cazzo succede?”

“Le riviste”

“Cos’hanno?”

“Le riviste in cima al mucchio sono di Giugno”

“Che cazzo vuoi dire?”

“Cambiati quel cazzo di pantalone e rimettiti la maglia, sbrigati, ce ne andiamo.”

“Avevi detto che era vuota!”

“E lo e’, pero’ adesso ce ne andiamo”

 

Come in ogni racconto che si rispetti anche in questo al raggiungimento di un obiettivo (che in questo caso consiste nell’ abbrustolimento di Amanda) si frappone un ostacolo (che in questo caso consiste nella macchina che Robin, appena rientrato, ha intercettato sulla strada sterrata) il quale conduce ad un brusco cambio nell’esito della vicenda. Lo scenario ipotetico che si era prospettato vedeva Robin, Frank e Gerard abbandonare la tenuta di campagna Carlsberg, quando ormai il sole era calato gia’ da diverse ore a bordo di una vettura, Amanda completamente dissolta nell’atmosfera e qualche resto in lenta decomposizione sul fondo del vicino lago. Lo scenario in atto invece vede la signora e il signore Wittenberg giungere nella casa che la signora Carlsberg ha gentilmente concesso loro per l’estate, trovare il figlio della signora Carlsberg (doveva chiamarsi Frank se la signora Wittenberg non va errato) e I suoi amici radunati attorno al fuoco per una grigliata piuttosto rudimentale ( oggigiorno I ragazzi non sono piu’ in grado nemmeno di arrostire come si deve, avrebbe pensato il marito di lei), a quel punto Frank in modo insolitamente nervoso si sarebbe scusato per l’invadenza, insistendo piu’ volte per abbandonare la casa, sua madre non gli aveva detto assolutamente nulla, era sempre cosi’ svampita negli ultimi anni. Non c’e’ nessun problema, non avevano intenzione di rimanere per la notte, doveva essere solo una rimpatriata tra amici.

“Suvvia Frank, sono cose che capitano” –dichiaro’ paternale Carl Wittenberg - “ perche’ non trascorrete la serata assieme a noi?”

“Vede Carl, il nostro amico Robin domani ha un importante colloquio di lavoro, quindi non possiamo trattenerci a lungo” – replica stringendosi al divano.

“Laura, ti prego, prepara la tavola in cucina, stasera abbiamo ospiti” – dice rivolto alla moglie strizzando l’occhio ai ragazzi.

“Tesori miei, qui dentro c’e’ una puzza tremenda, aprite le finestre”

Quando la signora Wittenberg parla da’ sempre la sensazione di parlare per metamessaggi, pensa Frank adesso piu’ nervoso che mai. Le finestre sono rimaste chiuse quasi tutto il giorno, Robin le aveva aperte ad intermittenza per permettere all’odore di dileguarsi nell’atmosfera, ma come avevano fatto a non accorgersi che in quella casa c’era qualcuno? I vetri erano lindi, le tendine nuove, le tapparelle funzionanti e prima del loro arrivo la stanza aveva persino un buon odore.

“Ci spiace Laura” – dice aprendo le finestre e lasciando che l’aria ripulisca quell’acre odore dalle pareti della casa.

Carl sta tornando dal capanno degli attrezzi con un piccolo braciere.

“La carne sta bruciando, avreste dovuto usare questo.” – replica mentre sistema la carne sul braciere con un forchettone - “all’universita’ oggi vi insegneranno tutte le equazione di questo mondo, ma di certo non vi insegnano come sopravvivere.”

“Caaaaarl” – lo rintuzza la moglie mentre arriva dall’altra stanza con qualche birra – “Fa sempre cosi’, non fateci caso” scambia qualche occhiata d’intesa con Robin che sembra non capire e anzi evita il contatto visivo.

“Signori Wittenberg, siamo veramente lieti della vostra accoglienza, ma temo che per noi sia arrivato veramente il momento di andare via” – Gerard tenta un ultimo assalto. Basta tenere I nervi saldi, di sopra Frank ha ripulito tutto, I vestiti sporchi sono gia’ al sicuro negli zaini, basta eludere la tremendamente informale cordialita’ dei due coniugi. Sarebbe stato piu’ facile se avessero avuto a che fare con degli zotici, la cordialita’ e’ sempre un’arma a doppio taglio. Si stringe il cappello tra le mani e fa per alzarsi, ma la mano gentile di Laura lo blocca.

“Forza ragazzi,non siate cosi’ tesi.” –sorride la signora –“Non vorrete mica lasciarci con questo bel po’ di carne tutta per noi?”

I tre amici inorridiscono al macabro pensiero di cio’ che rimane di Amanda in un servizio di piatti di porcellana, mentre un forchetta tiene ferma la massa di carne abbrustolita aiutando un coltello a smembrarne un pezzetto che raggiungera’ poi una qualsiasi delle bocche dei presenti. Frank trattiene un conato di vomito, Robin sente il cuore pulsargli in petto con forza.

Il signor Wittenberg si e’ appena acceso la pipa con un tizzone ardente chinandosi verso il fuoco. Il forchettone gira qualche braciola di carne, alcune sono immangiabili pensa il signor Wittenberg, eppure quelle sul fondo hanno un ottimo aspetto. Laura sembra essere visibilmente eccitata per l’inaspettata compagnia, era un po’ di tempo che non spendevano del tempo con dei giovanotti e poteva rivelarsi una serata interessante.

 

 

 

 

 

PS: Non l'ho mai (ancora) corretto ed è scritto molto di getto. Scusate errori e ripetizioni.

Edited by Sick Boy

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Tyrael

devo farti i miei complimenti, a primo impatto, la parte iniziale sembrava ridicola... inutile, non c'era voglia di leggerlo sinceramente, infatti avrei aspettato nemo per un riassunto LoL Pero leggendo, leggendo, la trama si fa interessante... la storia coinvolge, l'aspetto gay c'è xD

Devo ahimè ricredermi, sei portato per la scrittura, e bravo Sick ogni giorno si impara qualcosa in più di te, da agricoltore a scrittore il passo è lento.

Edited by Aizen

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nemo

Concordo con Aizen, la prima parte sembra un pò statica, ma quando la vicenda entra nel vivo si fa molto interessante. Mi piace come hai lasciato degli indizi al lettore che gli permettono di intuire che la vicenda avrà risvolti diversi da come si aspettano i personaggi, ma allo stesso tempo non sono così espliciti da rendere la storia scontata o ovvia. Hai anche una buona capacità descrittiva... sembra di vedere i brandelli di carne cuocersi sulla brace...

 

Adesso @ dirà che lodo le tua mente per arrivare ad altro ahahah

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Tyrael

Adesso @Aizen dirà che lodo le tua mente per arrivare ad altro ahahah

 

avevo capito che volevi arrivare in alto xD infatti mi chiedevo in basso nei pantaloni c'è il frutto proibito che vi ricordo non è la fica, ma la banana :banana:

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nemo

OT

 

in basso nei pantaloni c'è il frutto proibito che vi ricordo non è la fica, ma la banana :banana:

 

Eeeeeeee l'unico frutto dell'amor è la bananaaaaaaa è la bananaaaaaaa -.-

 

VIDEO OSCENO o_O

 

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Karamazov
  • Topic Author
  • Ahahhaha ragazzi grazie dei commenti positivi. Mi aspetto un commento acido di Aizen, invece è andata piuttosto bene! :D (e per uno come Aizen che dice le cose sempre in faccia da vero napoletano è una gran cosa). Questo non è esattamente uno dei migliori, posso fare di meglio. Aahahah allora speriamo di diventare un agroscrittore allora!

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    Tyrael

    Mi aspetto un commento acido di Aizen

    con un cattivo tempo come questo che c'è a napoli, il mio cuore è pervaso da gioia e calma non riesco a nutrirvi con commenti negativi e lesivi u.u in me stanotte ( vedendo l'orario) c'è pace e amore = PiseLove

     

    ma sto testo avrà un seguito @ ?

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    Karamazov
  • Topic Author
  • Questo è un racconto che scrive il protagonista del "libro" (nzomma se fa pe dì), ne ha scritti altri due o tre, ma glieli hanno cestinati tutti (gli altri personaggi del libro mica io, fosse stato per me, starebbe già alla feltrinelli), forse ne posterò qualche altro. Non vorrei espormi troppo ahahahahah. Però ti lascio con una frase che scrive sul suo taccuino man mano che la storia prosegue.

     

     

    Buffo che Amour Fou in italiano suoni come amor fu.

    Di nuovo una cosa remota, come il passato fummo, che poi diventa fumo.

    E ci rido su.

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    Tyrael

    Buffo che Amour Fou in italiano suoni come amor fu.

    Di nuovo una cosa remota, come il passato fummo, che poi diventa fumo.

    E ci rido su.

    mi sono commosso ç.ç

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    Karamazov
  • Topic Author
  • Addirittura. Che bello!!! :) Mi fa piacere; :>

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