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Nella vostra città ci sono molti pregiudizi sui gay?


Glee

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Io non desidero altro *---* , nel mio condominio ci sono solo vecchiette che non si fanno gli affari loro .-.

Invece è una cosa bellissima!! Avere un rapporto di amicizia anche con i vicini mi sembra una cosa piacevole, se poi i vicini sono antipatici è un conto, però di base non dovrebbe essere male.

 

Comunque anche da me ci sono un sacco di pregiudizi, si usano termini come "froci" e "ricchioni" e nei casi estremi "ricchionazzi"... La mia città non è molto grande, quindi spesso trovi persone che scendono dai paesi e da loro ti devi aspettare il peggio, mentre quasi tutti i ragazzi che non sono dei paesi più interni della calabria o agli estremi di Reggio Calabria sono molto aperti. Il problema anche qui è degli adulti e dei vecchi.

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Penso sia in tutte le città così.

Cioè magari tutti tutti non sono così dementi da pensarlo, però l'idea generale purtroppo è sempre quella, ovvero gay= maschio che vuole essere donna.

 

Il fatto è che non solo non capiscono quanto sia vasto il mondo gay, ma non gli interessa saperlo dato che l'idea che trapana è sempre quella dello stilista effemminato, del concorrente di Italia's got talent trans etc etc...

 

Insomma la TV fa la sua buona se non completa parte.

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Esperienza su 3 città vissute "attualmente":

Milano --> va da se, è apparentemente la città più aperta, capita anche di vedere (poche) coppie gay mano nella mano...e non destano troppo scalpore.

Genova --> La vita gay sta aumentando parecchio, stanno nascendo serate e locali e nei vicoli ormai c'è molta libertà.

Diversamente nei paesi più piccoli, come quello dove ho casa con il mio ragazzo c'è ancora più "stupore" e "diffidenza", perchè, come avete già osservato in tanti, nei paesi piccoli c'è meno gente quindi meno gay e più propensione al chiacchiericcio.

Però di casi di omofobia non ne ho osservati mai nemmeno qui. I vicini di casa ci salutano tutti, anzi, noto che quando capiscono che siamo una coppia, sono ancora più gentili (soprattutto le coppie giovani). Fortuna? forse si....

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@@Fabiofax ma dai vivi a Rapallo adesso? Beh non è un paesino ma quasi una città, e come vita gay (e soprattutto non gay) è allo stesso livello di Genova, forse d'estate con la marea di turisti anche meglio.

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"Ma loro non sono riconosciuti dalla chiesa".

 

Risposta: "Ma il tuo dio a cosa pensava quando partorì un idiota come te? E dire che la tua chiesa gli idioti li riconosce"...

Bisognerebbe istituire un albo, con la figura professionale del 'cretino professionista'.

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@@Fabius81 il mio ragazzo è a Rapallo per cui tutti i venerdì abbandono Milano e scendo. E comunque...magari fosse come dici tu, a Rapallo il turismo è solo "over 50" e per i giovani etero/gay non c'è un bel nulla. Ormai è un paese per vecchi :)

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NamelessDreamer

Nel mio paese d'origine ci sono SOLO pregiudizi sui gay, infatti "non ne esiste" nemmeno uno... io dovrei essere il primo, però preferisco non farlo sapere a nessuno. Diciamo che sotto questo punto di vista si sta molto meglio a Milano (che non è il massimo, ma siamo pur sempre in Italia!) :)

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@@Fabius81 il mio ragazzo è a Rapallo per cui tutti i venerdì abbandono Milano e scendo. E comunque...magari fosse come dici tu, a Rapallo il turismo è solo "over 50" e per i giovani etero/gay non c'è un bel nulla. Ormai è un paese per vecchi :)

 

Beh in generale la Riviera ligure è così, tutti i pensionati dalle regioni limitrofe vengono qui, però in compenso non ci si vive male, ci sono tutti i servizi della città senza i problemi ^_^.

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Io essendo in una grande città come Roma, posso dire che c'è un'apertura maggiore rispetto ad un piccolo centro, però anche quì dipende da chi incontri. C'è chi non ha problemi di sorta e chi può arrivare ad aggredirti verbalmente o anche fisicamente, passando per varie sfumature come chi pensa che tu non lo sia perchè non rientrante nel suo stereotipo di gay=effemminato o quelli a cui fai schifo ma che comunque ti tollerano. Comunque diciamo che tranne per quei gruppi estremisti che hanno messo la testa fuori negli ultimi anni grazie al "caro" Alemanno, la situazione è accettabile.

Se devo poi guardare al mio piccolo dico che sono molto fortunato, perchè mi sono sempre trovato con persone che mai mi hanno discriminato per il mio orientamento.

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I pregiudizi ci sono a Srorso, però solo i bimbiminchia li hanno. i termini offensivi per i gay qui a Sorso cene sono alcuni, Froscio oppure finocchio. Poi sorso e un paese piccolo pieno di vecchi e non ce niente da fare in questo paese :hang:

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ora non vorrei tanto generalizzare ma probabilmente , qui dove abito io a Montecatini, ci sono entrambe le facce della stessa medaglia, indubbiamente prevalgono quelli omofobi , però la discoteca e la sauna gay qua ci sono , quindi qualcuno che che è a favore c'è xD

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Salve a tutti,

io vivo a Pisa e vista la sua naturale vocazione di città universitaria per eccellenza vengo tutti i giorni a contatto con moltissimi ragazzi provenienti da tutta Italia. Questo mi permettere di avere una visione variegata del comune pensare, per lo meno per ciò che concerne la fascia 20-30 anni.

Premetto per correttezza nei confronti di chi legge che il mio punto di vista è quello di una ragazza eterosessuale che in seguito ad una amicizia ai tempi delle scuole con un compagno di banco bistrattato da tutta la scuola ha sempre mantenuto un vivo interesse per la difesa dei diritti di gay e lesbiche.

Lo spunto di questo mio intervento parte da un episodio capitatomi qualche sera fa durante una cena con amici. Generalmente da ragazzi universitari, data la giovane età e la teorica "apertura mentale",ci si aspetterebbe un livello di considerazione dell'omossessualità di un certo tipo, e invece....

Uno degli invitati comincia a raccontare del tentativo di approccio di un altro ragazzo dipingendo il fatto come la cosa più imbarazzante e schifosa che gli fosse mai capitata. Gli altri hanno intrapreso lo stesso filone con toni sempre più pesanti, battute da caserma, nomignoli infelici etc..etc..Ad un certo punto esplodo e me ne esco con il seguente commento:

"E pensare che noi ragazze dobbiamo sopportare ogni volta che mettiamo il naso fuori di casa da sole i commenti infelici di caproni arrapati o le toccate di culo di qualche cretino dentro il locali. Tante storie perchè uno ti ha chiesto educatamente se avevi voglia di un caffé!!!"

Cala il silenzio sulla tavola ed il gelo sulle linguine alle vongole.

Qualche gallo riprende il suo orgoglio e comincia ad accusarmi di essere la solita pallosa, concludendo con un bel "E poi che ti frega? Mica sei lesbica, vero?".

De la serie, se te la prendi così tanto è perchè ci deve essere qualcosa sotto.

Come dire, se provi indignazione verso un atto di razzismo verso un ragazzo di colore allora sei reduce di un intervento alla Micheal Jackson. Mah, sono davvero sconvolta e credo che ci sia ancora un sacco di strada da fare. Che mi dite?

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Lo spunto di questo mio intervento parte da un episodio capitatomi qualche sera fa durante una cena con amici. Generalmente da ragazzi universitari, data la giovane età e la teorica "apertura mentale",ci si aspetterebbe un livello di considerazione dell'omossessualità di un certo tipo, e invece....

 

Dico che è vero, verissimo, quantomeno nella mia esperienza universitaria. Di trasversale, nel variegato contesto di una statale milanese, ho visto il serpente strisciante dell'omofobia ignorante, non l'apertura mentale.

Parlo di ragazzi giovanissimi, mediamente coinvolti nell'attività universitaria, di varie "estrazioni sociali", personalità, talenti, razze, sesso e provenienza.

 

Ciò che mi lascia basito, sono certe uscite delle ragazze. Insomma ragazze dico io. Sarà la mia visione parzialmente maschilista, ma dannazione, il femminismo queste manco sanno dove sia (stato) di casa. Certe volte mi verrebbe da ricordare quali diritti, noi cittadini maschi italiani, abbiamo concesso loro. Ironicamente si intende

 

Possono fare coppia con la maggioranza afroamericana omofoba.

 

Tornando nel merito della discussione, sì nella mia cittadina, dalla panettiera, al dog sitter, passando per il commercialista, ne ho sentite varie e divertenti. Tuttavia sono positivo riguardo al futuro

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Che mi dite?

Che c'è strada da fare, si può sempre migliorare, ma non va così male ^^ specie se paragoniamo a trenta o quarant'anni fa.

Per esempio a me una volta è capitata una discussione simile, am con tutt'altri toni... avevo un coinquilino, un bravo ragazzo proprio, che però frequentava un'università ad altissima percentuale maschile e veniva da un piccolo paese... insomma non aveva vissuto ambienti particolarmente favorevoli ai gay, un giorno viene da me e mi chiede consigli, mi dice che c'è un suo collega che ha comportamenti ambigui, a lui sembrava che ci stesse provando, e non sapeva cosa fare.

C'è da dire che io non ero dichiarato con lui anche se forse lui aveva intuito... beh io gli risposi, e che vuoi fare, sii gentile ma deciso sul no, come faresti con una ragazza molto brutta o che proprio non ti attrae. E il mio coinquilino mi disse che avevo ragione...

Edited by Krad77
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jokerthewarrior

Lo spunto di questo mio intervento parte da un episodio capitatomi qualche sera fa durante una cena con amici. Generalmente da ragazzi universitari, data la giovane età e la teorica "apertura mentale",ci si aspetterebbe un livello di considerazione dell'omossessualità di un certo tipo, e invece....

 

Non me ne parlare. Quanta omofobia ed ignoranza che c'è tra gli studenti universitari su questi temi. Il bello è che non ci si limita alla battutina ma iniziano veri e propri dibattiti in cui cercano di dimostrare le loro ragioni cercando la logica adatta -.-''

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angoloinstanza

sapete che ho come l'impressione che Venezia rappresenti un'eccezione alla regola? boh ci vado da 5 anni e l'ambiente universitario è la cosa più distesa che esista. ( poi non so come siano presi a economia o informatica, ma vabbè)

Nel posto in cui vivo suppongo esistano pregiudizi/ miti comuni bla bla, ma è una cosa che non mi ha toccato minimamente perché frequento solo le mie amicizie, e le mie amicizie non hanno alcun tipo di pregiudizio, altrimenti non sarebbero tali. ( o forse si, chi lo sa, diciamo che nel mio gruppo se per sbaglio dovesse capitare qualcuno di esterno che fa qualche battutina probabilmente sarebbe skinned alive dai miei amici più che direttamente da me: tipo i paladini della giustizia, LOL xD ).

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sapete che ho come l'impressione che Venezia rappresenti un'eccezione alla regola?

 

Beh non è esattamente così a dire il vero... però sono d'accordo che l'ambiente universitario a lettere, lingue, beni culturali, IUAV sia davvero molto aperto e rispettoso in generale:-)

E ciò è un'ottima cosa:-) Peccato non vi siano locali o una vita gay vera e propria, o associazioni....

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