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Far girare le notizie su Facebook serve?


Tyrael

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Perché è bello farle girare credo... (io faccialibro non lo detengo, quindi immagino)

 

La cosa inquietante, semmai, è che su questo tizio non si trovano notizie se non sul link di cui sopra...

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slowlikehoney

perchè pensate che facebook risolve i problemi? o.O sta cosa non la capirò mai...

 

Non credo facebook risolva i problemi però, visto che non mi pare se ne sia parlato nei tg/giornali, è importante che la gente sappia di questi episodi.

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posso capire la gravità dell'evento... ma che ogni tragedia venga strumentalizzata per i social network secondo me è inconcepibile... perchè poi mi chiedo una volta che hai messo il link e qualche tizio ti risponda o ti mette mi piace (cosa che odio sto mi piace è inutile all'enesima potenza -.-) cosa risolvi ? altri lo posteranno (quelli dichiarati ) altri leggeranno e andranno al prossimo link...

 

tornando alla vicena è oramai assodata la violenza omofoba ma vuoi per chi governa, vuoi per i nostri diritti limitati a parte rimanere esterefatti di fronte a queste notizie... cosa possiamo fare? sperare che i prossimi non siamo noi o un nostro amico.

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Il problema peró è che il 90% delle cose che passano su facebook di questo tipo sono stronzate, basta guardare i siti antibufala, e si corre il rischio di far passare per bufale pure quelle vere...

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posso capire la gravità dell'evento... ma che ogni tragedia venga strumentalizzata per i social network secondo me è inconcepibile... perchè poi mi chiedo una volta che hai messo il link e qualche tizio ti risponda o ti mette mi piace (cosa che odio sto mi piace è inutile all'enesima potenza -.-) cosa risolvi ? altri lo posteranno (quelli dichiarati ) altri leggeranno e andranno al prossimo link...

 

 

se non fosse per vari siti gay specializzati in notizie serie noi non sapremmo nulla di quello che accade agli altri, per quanto facebook o twitter possa esserci utile, rimane uno strumento "di svago" e se molti ritengono facebook uno strumento di comunicazione secondo me non è cosi... di comunicazione cosa?

 

Testate giornalistiche a parte, Facebook e Twitter sono dei potentissimi canali di informazione e sensibilizzazione,

talvolta più efficaci di un telegiornale o di una prima pagina su Repubblica.

 

Barack Obama è stato eletto grazie sopratutto a Facebook, la primavera araba si è diffusa con Twitter. Il potenziale

comunicativo dei social network (nel bene e nel male) non può essere ignorato.

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Facebook e Twitter sono dei potentissimi canali di informazione e sensibilizzazione,

se cosi fossero, come mai con i ripetuti link di violenza sia essa su donne, animali, gay,gente di colore e quant'altro i casi aumentano anzichè diminuire? sensibilizzazione a parte (facebook e co) sono semplicemente un strumento di informazione (ti do ragione) ma fini a se stesso, non smuove nulla, anzi da carne a cuocere..

 

edit: il caso di questo povero ragazzo verrà visto come un caso pietoso, da incoraggiare, da stimare, da elogiare e quant'altro ma passerà un mese e ci sarà un nuovo martire nelle sue stesse condizioni o peggio (morto). Allora lo ricorderemo su facebook con un link con una frase per far ottenere "mi piace" e commenti... questo è facebook.

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ripetuti link di violenza sia essa su donne, animali, gay,gente di colore e quant'altro

 

Ah si? Sono ripetuti? Io ne vedo pochissimi.

 

La primavera araba come la spieghi allora?

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Onde evitare un altra segnalazione per chat, Altair questo è l'ultimo commento a risposta che ti invio, se vorrai successivamente in mp (anche se non penso xD). Tornando all'argomento, per link ripetuti intendo i copia e incolla che le varie pagine di facebook ripropongono con una diversa inventiva, talvolta seguita da un'immagine nuova o più penosa, da far commuovere. Link di violenza ci sono poi dipende anche se uno ci da importanza. forse tu ne vedi pochi, forse io un po di più, forse uscirà qualcun altro che ne aggiungerà altri, il problema non è tanto la notizia ma l'uso che se ne fa su facebook, che come detto è uno strumento di informazione, da comprenderne se veritiero o meno, ma non certo di sensibilizzazione... quanti link sui campi di concentramento ho visto, esposti sulla mia bacheca ma di certo non vuol dire sensibilizzare... una sensibilizzazione è leggere per esempio il diario di anna frank, ascoltare un superstite, comprenderne le lacrime, l'affanno nel raccontarlo. Ma vedere un link su facebook che sensibilizzazione ottieni? puo essere che mi sbaglio io (probabilmente) ma di certo facebook come ho detto sopra quello è.

 

Altair, una volta che hai letto, pubblicato un link su facebook cosa ottieni? fai comprendere al numero di amici che hai che quell'evento ti sta particolarmente a cuore... che ti immedesimi in esso? pensi che possa un link ridare la vita alle persone e stampare un sorriso sui visi delle persone? Ragiono forse nel mio LIBRO che di certo non è FACCIA di LIBRO.

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Scusate, ma la domanda «se Fb risolve i problemi» è troppo elementare. Certo che no. E allora?

«risolve i problemi» scrivere una lettera a un quotidiano e farla pubblicare, scrivere su un blog, fare una dimostrazione

in 50 o anche più persone, dire una certa cosa in un'assemblea o in un convegno?

No. Ma non per questo non le si fanno, confidando che esse servano almeno a rappresentare (non risolvere)

un problema, o dare voce, espressione, una minima circolazione a una cosa della quale si ritiene necessario che si

parli.

 

Indubbiamente Fb non va sopravvalutato. Ma se pensiamo che ciscuno di noi si muove in una cerchia di persone di un

numero che potrà essere alto o basso, ma è sempre molto limitato, allora non sarà male che almeno in questa cerchia

ci sia espressione, ci sia un portare all'evidenza, quella tal cosa.

 

Quanto alla separazione tra informazione e sensibilizzazione, è più che giusta. In effetti parlo solo di rappresentazione,

espressione, informazione etc. Ma questi atti non sono mai del tutto privi di una risonanza, di un effetto,

(nel senso più neutro del termine), anzi la democrazia si basa su questa enorme diffusione e circolazione di parole e

immagini che producono effetti. C'è informazione, e c'è almeno comunicazione (che è già qualcosa di diverso e di più

che la prima).

 

Ultima cosa: un tempo si parlava di «mala fede», «cattiva coscienza» (erano espressioni tratte dal lessico dell'esistenzialismo).

Se uno è portato a conoscenza di una cosa (che sia un'episodio di omofobia o altro), può benissimo, poi, ignorarlo, e anzi

fottersene. Io sono in contatto tramite il mio profilo con persone attratte dalla musica dalla storia dell'arte e dalla filosofia (non

solo da questo; ci sono anche persone con le quali condivido i miei interessi militanti). Dire che sono persone fini, intelligenti,

spesso simpatiche, è dire poco. Ma quanto poche di loro mettono un "Mi piace" su una notizia riguardante i diritti glbt o un

episodio di omofobia, o condividono o commentano! Ecco, io sono arrivato alla conclusione che ci vuole un "di più" di

menefreghismo, o di in-cultura civica o liberale-libertaria, per ignorare certe cose, e questa è la mala fede. Io mi esprimo, alcuni

recepiscono, altri devono entrare nel cantone della loro mauvaise conscience.

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Quoto Isher.

Aggiungo che in tutte le questioni sociali, vale anche e molto il concetto di "referenza".

 

Il valore di un concetto espresso dipende fortemente da chi lo esprime e dalla sua importanza o credibilità nel settore relativo al concetto espresso.

Per cui, se Obama esprime un concetto per quanto riguarda la politica internazionale, chiaramente determina forti movimenti nell'opinione di chi ascolta. Se Obama invece esprime una teoria sulla biochimica, probabilmente non viene ascoltato o comunque la sua parola ha valore molto relativo.

 

Quando una notizia si propaga su media come Facebook, la fonte si perde per cui si perde l'autorevolezza di ciò che si scrive. Quindi un messaggio, per quanto importante, preso dalla bacheca di un tizio qualunque, ha un valore relativo e finisce per esaurire velocemente la sua forza.

 

Invece ad esempio Twitter, che mantiene intatta la fonte, è uno strumento di grande potenza comunicativa ed infatti è stato adottato velocemente da tutti quelli che lavorano con le opinioni e le notizie. Così se io leggo dal twitter di Severgnini una notizia, avendo del giornalista una ottima opinione, sarò spinto ad approfondire e a farmi "coinvolgere" dalla notizia stessa.

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Su Facebook girano anche tante minchiate.

L'ultima che ho letto è la presunta abolizione della pena carceraria per chi commette stupro di gruppo.

La cosa non sta per niente così. La notizia è stata ovviamente travisata ma ha fatto facilmente presa sulla gente.

 

Ogni tanto pubblico (ora praticamente non lo faccio più) qualche notizia sulla politica italiana, raramente viene letta,

piuttosto su Facebook passano le notizie sensazionalistiche e molte volte non sono neppure vere (l'uomo che rimane incinto).

 

Questo per dire che Facebook (Twitter è un po' diverso) può essere un'arma a doppio taglio.

Da una parte le notizie passano ed è un bene. Dall'altra, talvolta le notizie passano falsate o deformate e la percezione delle stesse viene alterata inevitabilmente.

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il problema di facebook in merito alle tematiche sociali (e ne parlarono esperti molto più importanti di me) è che permette alla gente di non smuovere il culo allorquando sia troppo facile e comodo cliccare mi piace per sentirsi a posto con la coscienza, e poi in piazza ci stanno sempre gli stessi.

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Il problema di facebook (che non ho, quindi se dico cavolate correggetemi) è proprio la facilita con cui permette di far girare qualunque voce, dalle vaccare alle serie... È l'evoluzione della catena di Sant'Antonio, e proprio pochi si fermano a pensare a ciò che stanno girando, se sua vero, veri ma interpretato male, totalmente falso... Non me ne abbiate, ma non credo praticamente a nulla la cui fonte sia facebook...

 

Il problema, poi, è che anche fonti in teoria autorevoli (leggasi giornali) attingono a piene mani da facebook e dalla rete senza andare a cercare altri riscontri della notizia... Facebook, allo stato attuale, alimenta in parte la disinformazione, per cui, anche nei caso in cui fa informazione, perde di credibilità come mezzo...

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Non me ne abbiate, ma non credo praticamente a nulla la cui fonte sia facebook...

 

 

Ma no, Facebook semmai è il mezzo. Io mi riferisco al modo con cui attraverso Facebook

si possono condividere notizie anche di testate giornalistiche o blog attraverso i link.

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Il problema di facebook (che non ho, quindi se dico cavolate correggetemi) è proprio la facilita con cui permette di far girare qualunque voce, dalle vaccare alle serie... è l'evoluzione della catena di Sant'Antonio, e proprio pochi si fermano a pensare a ciò che stanno girando, se sua vero, veri ma interpretato male, totalmente falso... Non me ne abbiate, ma non credo praticamente a nulla la cui fonte sia facebook...

 

Il problema, poi, è che anche fonti in teoria autorevoli (leggasi giornali) attingono a piene mani da facebook e dalla rete senza andare a cercare altri riscontri della notizia... Facebook, allo stato attuale, alimenta in parte la disinformazione, per cui, anche nei caso in cui fa informazione, perde di credibilità come mezzo...

Quoto in toto.

Vorrei anche sottolineare come, molto spesso, l'utente medio si limita a condividere notizie "tanto per" (vuoi per adeguarsi al gregge, vuoi per accaparrare i "mi piace") senza minimamente preoccuparsi circa la veridicità di quanto condiviso.

Senza contare i link creati ad hoc per innescare reazioni a catena e il malcontento nel popolo virtuale.

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Non me ne abbiate, ma non credo praticamente a nulla la cui fonte sia facebook...

 

Hai ragione, su Facebook è facile imbattersi in notizie assolutamente false e messe in giro a "muzzo", ma per validare l'autenticità di una notizia è sufficiente che osservi se l'autore ha messo la fonte da cui ha attinto.

 

Una volta presente quella, la notizia è vera, e da questo punto di vista sicuramente Facebook è un mezzo che permette una diffusione assai celere delle informazioni, visto e considerato l'esorbitante numero di iscritti.

 

E' bene invece diffidare di quelle voci non testimoniate dalla fonte, che nella stragrande maggioranza dei casi sono false. :D

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E non è proprio così... Esiste gente, in rete, che come fonte cita se stessa, ma da un'altra parte... E se anche fai una ricerca a parte con le parole chiave della notizia, spesso, trovi solo chi ha ripreso la notizia da facebook.

 

Il problema è che spesso facebook è la prima fonte della notizia, pensa alla primavera araba... Di certo non possono esistere altre fonti riguardo la storia che ti racconta una singola persona, soprattutto se la storia non fa notizia in altri paesi, o non subito...

Tra l'altro non basta una fonte qualsiasi, ne servirebbero di autorevoli per validarla la notizia, per cui diventa un po' complicato per molte cose che girano su facebook, che, come per le catene di Sant'Antonio, mancano spesso di riferimenti temporali, di luogo, hanno nomi sbagliati ecc..

 

Il problema non è se facebook ha o meno un grosso potere come veicolatore di notizie, il problema è che le notizie vere sono coperte dal fango di quelle false e ne vengono, in un certo senso sminuite.

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