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Il dominio della cronaca nera


Fred

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Come si può fermare questo interesse morboso nei confronti dei casi di cronaca nera? Io non ne posso più.

Dal punto di vista dei mezzi di comunicazione, tale interesse persistente è chiaramente spiegabile: si parla di questo per non parlare di altro e PURTROPPO l'argomento tira quindi share, audience, click etc etc.

Ma dalla prospettiva delle persone cosiddette normali? Di chi segue con interesse questi argomenti? Come vi spieghereste voi quest'attenzione morbosa verso plastici, dettagli raccapriccianti e quant'altro? A me a volte viene da pensare che molta gente guarda con attenzione i vari tg, i vari Quarto Grado, Chi l'ha visto e compagnia per sentirsi migliori nei confronti di gente che compie degli atti efferati ed estremi, dimenticando le loro piccole meschinità "perchè tanto vedi, c'è sempre di peggio". Ha una funzione quasi catartica e purificatoria questo trionfo della cronaca nera. E' sempre facile canalizzare l'avversione verso gli assassini, la cosa più facile. Voi avete altre interpretazioni?

Se c'è una cosa che mi fa girare le scatole, è la gente che quando nei vari media si parla di cose davvero importanti cazzeggia e fa spallucce, ed invece quando si parla di morti ammazzati e le povere Sarah, Melania, e Yara ammutolisce e segue con attenzione in silenzio. E' proprio vero che molte persone non vogliono essere informate ma intrattenute. Delle trasmissioni specifiche e di certi servizi al tg non parlo perchè potrei essere poco urbano...

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potrebbe anche essere dovuto a un comportamento psicologico...

quando tutto ci va bene, lo diamo per scontato... quando qualcosa va male "ci" sentiamo come se tutto ci fosse sempre andato male.

 

se una persona ottiene un successo molti dicono, come sei fortunato, io invece ORA non sto ottenendo successo... e magari qualche tempo addietro anche loro hanno avuto una serie di successi...

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Fred, se ti consola - una volta -

per soddisfare la sete di sangue della Ggente

c'erano gli spettacoli al Colosseo prima

e le esecuzioni pubbliche dopo.

Ora c'è Amanda Knox e compagnia.

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E' proprio vero che molte persone non vogliono essere informate ma intrattenute.

 

Ritengo che sia esattamente questo il punto della faccenda. Le persone amano ascoltare i casi di cronaca nera e l'avanzamento delle indagini perché si sentono intrattenute ed incuriosite. Amano ipotizzare chi sia l'assassino, tentar d'indovinarne le dinamiche e magari anche spettegolare.

E' risaputo che in Italia si privilegi la divulgazione mediatica di tali notizie, che a livello di audience superano nettamente i programmi riservati ad altro.

 

Perché? Perché risultano più avvincenti, per esempio, della crisi economica. :)

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Già, in più la crisi economica chi la capisce seriamente? Vuoi mettere invece una bella sfilza di emozioni forti e dettagli da giallo su cui arrovellarsi...

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Topic interessante :)!

 

Bè sono d'accordo con penna... di argomenti differenti, purtroppo, se ne parla poco (o in maniera dozzinale) perché presumono che:

1. Il pubblico abbia una certa conoscenza dell'argomento (vedi crisi economica, discussioni politiche che vadano oltre a chi si è scopato chi...)

2. Presupponendo che tutto il pubblico non sia esperto sarebbe necessario porre delle persone che le conoscano opportunamente fatti e teorie e siano in grado di comunicarne i punti salienti per una lettura non superficiale.

La seconda non avviene, o almeno non avviene molto spesso...

 

In particolare, i telegiornali italiani sono una schifezza. Ci sono tante cose di cui parlare ogni minuto... purtroppo molto non sono cose belle, ma che sarebbero certo di maggior interesse... vedi situazioni che esistono in paesi che, alla luce mediatica, non esistono.. Ed invece si trova sempre spazio per:

1. Cronaca nera

2. Imprevisti aumenti delle vendite di panettoni nel periodo natalizio

3. Commento di contrarietà del papa e della cei per unioni gay, aborto, inseminazione artificiale, eutanasia, etc...

 

Comunque, sono perfettamente d'accordo con Fred e Almadel circa la funzione catartica (se non apotropaica) delle notizie di tg...

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esatto.

 

allora, io ho delle mie opinioni. Credo che come ha detto krypto, certi casi di cronaca ci incuiriosiscono perchè sono cose, diciamo, più alla nostra portata "mentale". E poi perchè intrippano il cervello di noi "comuni mortali" che non solo cerchiamo di capire chi è l'assassino ma siamo emotivamente presi, spaventati anche. Le emozioni che hanno a che fare con un delitto sono molto forti e passsano anche attraverso la tv.

 

Es. il giallo di Perugia: è stata uccisa una studentessa, sgozzata.

Quando è successo io vivevo a Pg e la casa di Mez non era neanche tanto distante da casa mia.

 

Ovvio che anche se non vivo più a Pg io tuttora seguo la vicenda.

 

Però quello che ho notato in quegli anni e che voi non avete menzionato è IL GUSTO DEL MACABRO: ogni volta che qualche turista o mio conoscente veniva a Perugia puntualmente tutti volevano sapere dove stava la casa di Mez per andarla a vedere con i loro occhi.

Ma io dico, che curiosità è? Così come quelli che si fanno fotografare davanti la casa di sarah, o di misseri...

io è questo che non capisco, fondamentalmente. si passa in un attimo dalla tragedia allo spettacolo.

 

Melania: è una vicenda che mi ha colpito molto, forse perchè al suo posto poteva starci chiunque e perchè si è consumato alla fine qua, tra Marche e Abruzzo.

 

io credo che una vicenda di cronaca ci colpisce innanzitutto per la sua vicinanza, sia geografica sia sociale sia anche emotiva.

Poi ci sono anche persone che se ne interessano per motivi culturali (ad esempio chi studia psicologia o criminologia) però quello è un altro discorso.

 

Io credo che un conto è cercare di capire, un conto è spettegolare o avere il gusto del macabro.

 

Poi condivido che spesso non è informazione ma intrattenimento per non parlare di altre cose

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Bè ma credo che ciò che non si spieghi non sia tanto la presenza di notizie di cronaca nera nei telegiornali... ma la loro preponderanza nell'insieme delle notizie e la continuità dei relativi aggiornamenti... sostanzialmente sempre non necessari. Ovviamente io sto pensando a telegiornali di tipo nazionale, mentre trovo più sensato che notiziari che si occupano di dimensioni locali siano più concentrati su eventuali notizie di cronaca che colpiscono la comunità sociale e geografica a cui si riferiscono....

 

Ah, comunque, certamente un gusto del macabro esiste...

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sì ad es. oggi su un tg nazionale hanno detto che amanda ha chiesto di incontrare sollecito.

Particolare di cui fondamentalmente credo che non interessi un cazzo a nessuno.

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Silverselfer

Ci sono delle leggi non scritte ma che nel giornalismo s'insegnano come dogmi evangelici, fra queste c'è la testa che rotola che come ha spiegato Almadel, ha sempre attratto l'interesse della gente. Basta pensare a quando accadono incidenti per strada, il problema di viabilità è causato soprattutto dagli automobilisti che rallentano sull'altra corsia, quando non parcheggiano proprio causando veri e propri ingorghi e, avvolte, altri incidenti.

 

La cronaca è proprio per questi motivi il modo più semplice di fare televisione - Costa poco e rende in termini d'ascolto moltissimo.

 

E' sempre lo share che determina un'altra regola d'oro del giornalismo: stare sulla notizia che tira. Poco importa come, ma fin quando il tuo concorrente fa ascolti con quella notizia, anche tu ci devi rimanere. Per quanto cinica, questa regola si deve rispettare altrimenti di taglia le gambe. Gli ascoltatori, ma anche i lettori, che se ne vanno, poi andranno riconquistati e non è detto che ci si riesca. E' per questo che tutti gli appelli all'etica giornalistica non sono seguiti da provvedimenti di carattere disciplinare.

E' un gioco scorretto che andrebbe calmierato a monte, nelle redazioni che decidono la linea editoriale. Quando ormai si esce s'innesca un meccanismo perverso che non si fermerà fin quando la notizia non sarà spremuta.

 

In tal senso certi contenitori pomeridiani televisivi fanno da volano a questo sistema. Chi li ha creati sapeva quello che andava a fare. Leggere quei fatti con quel linguaggio significa innescare dinamiche ben note e soprattutto pericolosissime. Sono una sorta di reazione nucleare impossibile poi da fermare. Spesso nella storia chi ha usato questi espedienti ne è poi rimasto vittima (Berlusconi se ne sta accorgendo adesso, anzi no, e forse gli sarà fatale).

 

Ogni caccia alle streghe della storia è iniziata su certi giornali che hanno iniziato a usare la cronaca come mezzo di propaganda.

Senza andare troppo in là nel tempo, mi torna in mente l'elezione del sindaco di Roma Alemanno. Questi contenitori pomeridiani iniziarono ad enfatizzare ogni fatto di cronaca, dando il via a una caccia al delitto in tutto l'area della capitale. Voi direte: ma i fatti erano reali. Sì, ma purtroppo la cronaca non manca mai. Conta il linguaggio che usi nel raccontarla e il fenomeno mediatico che si va a creare attirando l'attenzione su determinati temi.

Lo testimonia il fatto che proprio in questi ultimi mesi a Roma si è tornati ai tempi della banda della magliana, con morti ammazzati a pistolettate per strada per il controllo del territorio, tipo la Napoli della camorra. Ci sono stati sequestri importanti come il cafè de paris a via Veneto o quello davanti a Montecitorio. Ce ne sarebbe da riempire interi giornali e creare "affascinanti" pomeriggi macabri, eppure non accade. Le notizie compaiono e poi spariscono.

 

Insomma, il giornalismo racconta sì la realtà, ma può decidere quale realtà tacere o come rappresentarla. Certi espedienti che si usano oggi sono da galera.

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Credo che come ha detto krypto, certi casi di cronaca ci incuiriosiscono perchè sono cose, diciamo, più alla nostra portata "mentale". E poi perchè intrippano il cervello di noi "comuni mortali" che non solo cerchiamo di capire chi è l'assassino ma siamo emotivamente presi, spaventati anche. Le emozioni che hanno a che fare con un delitto sono molto forti e passano anche attraverso la tv.

 

Secondo me il fatto di essere emotivamente presi è molto alimentato dall'abitudine portata dalla tv stessa. Ne ho le "prove" perché io ho smesso di guardare la tv ormai da più di sette anni, e mi sento molto, molto più distante da tutti questi eventi, quando magari ne sento parlare o ne leggo su internet.

 

E quando mi capita di essere in casa d'altri e vedere qualche servizio del genere alla tv, ho una netta sensazione da "oddio ma ne parlano in modo patetico e ridicolo!", mi sembra davvero "strano" a pelle, come se guardassi, non so, una tv di un altro Paese, notando un linguaggio e un modo di porre le cose molto lontano dalla mia cultura...

e invece, se osservo gli altri mentre guardano quei servizi, mi rendo conto che sono un po' "rapiti" da quelle immagini, magari fanno anche qualche commento coinvolto - e non sto parlando di casalinghe annoiate, anche persone intelligenti e critiche su molte cose. Semplicemente, sono assuefatte a un certo livello emotivo, e non lo trovano più strano, anzi, ne sono "prese" a loro volta. Probabilmente ero così anche io, quando guardavo la tv abitualmente.

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ma infatti come già avete accennato, la tv, ma soprattutto i telegiornali, giocano molto sulla nostra emotività. ci vogliono più che altro spaventare. Come ha detto silver, sì il tg ti racconta la realtà ma a modo suo. A volte certi episodi sono completamente ingigantiti e quelli che veramente dovrebbero comunicarci sono taciuti.

 

guarda caso ciò che viene ingingantito è quasi sempre qualcosa di emotivamente coinvolgente e spaventoso perchè la paura ci blocca, ci trattiene, ma al tempo stesso ci attira (il gusto del macabro, che forse abbiamo un po' tutti).

 

sempre come accennato da silver: è vero, non ci avevo fatto caso, i telegiornali devono restare sugli argomenti dei concorrenti, ecco perchè a volte li tirano avanti in modo pressoché ridicolo. Persino un tg che stimavo, sky tg24, oggi ha parlato di alcuni fatti di amanda di cui sinceramente non me ne pò fregà di meno. Ma perchè lo ha fatto? Perchè evidentemente anche gli altri tg continuano a parlare di Amanda!!

 

comunque sì, i tg non sono mai imparziali nè neutrali e soprattutto, non stanno mai dalla parte del ciuttadino. Il telegiornale non è un servizio ma una forma subdola di "demagogia", passatemi il termine. è una manipolazione della nostra mente.

 

guardarlo sì, ma tenendo bene a mente che quella non è la realtà ma una rappresentazione, più o meno plasmata, di essa.

 

e, per ricollegarmi al post di Penna, anche se non vorrei andare OT, lo schermo della tv (e qui parlo di tv in generale, non solo di tg) è una specie di droga: basta che ti ci avvicini, che vedi un programma che poco poco ti prende (una notizia al tg, un frammento di un film o altro) e non te ne stacchi. Ecco perchè anche persone di alto livello culturale ne sono assuefatte a livello emotivo. Lo schermo ha qualcosa di pericoloso.

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Come si può fermare questo interesse morboso nei confronti dei casi di cronaca nera? Io non ne posso più.

Dal punto di vista dei mezzi di comunicazione, tale interesse persistente è chiaramente spiegabile: si parla di questo per non parlare di altro e PURTROPPO l'argomento tira quindi share, audience, click etc etc.

Ma dalla prospettiva delle persone cosiddette normali? Di chi segue con interesse questi argomenti? Come vi spieghereste voi quest'attenzione morbosa verso plastici, dettagli raccapriccianti e quant'altro? A me a volte viene da pensare che molta gente guarda con attenzione i vari tg, i vari Quarto Grado, Chi l'ha visto e compagnia per sentirsi migliori nei confronti di gente che compie degli atti efferati ed estremi, dimenticando le loro piccole meschinità "perchè tanto vedi, c'è sempre di peggio". Ha una funzione quasi catartica e purificatoria questo trionfo della cronaca nera. E' sempre facile canalizzare l'avversione verso gli assassini, la cosa più facile. Voi avete altre interpretazioni?

 

A mio avviso hai mischiato più cose: la cronaca nera, come il gossip o qualsiasi altro argomento non settoriale, richiede pochissime competenze nella formulazione dei commenti. La funzione catartica di programmi del genere non penso sia legata al voler dimenticare le proprie meschinità (basterebbe guardare alla politica, no?) per sentirsi migliori, quanto al considerare quelle situazioni in chiave soggettiva o secondo una componente "non comune".

Il mistero, in misura variabile a seconda dei soggetti, può esercitare un certo fascino perché richiama elementi tali da incuriosire, spaventare o spingere ad una certa analisi del fenomeno; quella che hai tirato in ballo tu è la spettacolarizzazione del fenomeno stesso, spesso avente come fine ultimo il far leva sulle emozioni o le paure, in maniera analoga a ciò che avviene per qualsiasi altro argomento commentabile anche senza competenze specifiche.

Per come la vedo io, "morbosità" è il trattare tutto come un enorme spettacolo ed arrivare anche ad oltrepassare i confini del buongusto (ad esempio i "tour dell'orrore" o l'analisi pecoreccia, la stessa che poi determina domande tipo "Lei cosa prova al pensiero della camera da letto di sua figlia, rimasta intatta dalla sera in cui è stata barbaramente uccisa?").

 

E' proprio vero che molte persone non vogliono essere informate ma intrattenute. Delle trasmissioni specifiche e di certi servizi al tg non parlo perchè potrei essere poco urbano...

 

Il problema non è la specificità del programma, quanto il modo.

Si può parlare di cronaca nera anche in maniera interessante (un programma di tanti anni fa, Telefono Giallo di Augias, era distante anni luce da un plastico a caso di Vespa), quindi perché demonizzare i programmi singoli e non l'attitudine in generale?

Tralasciando ciò che neanche viene nominato dai TG (e questo non perché vengono scarcerati Sollecito e la Knox, bensì per questioni di "immagine"), ciò che passa in TV viene trattato spesso e volentieri come intrattenimento, ossia alla stregua del qualunquismo.

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Insomma, il giornalismo racconta sì la realtà, ma può decidere quale realtà tacere o come rappresentarla. Certi espedienti che si usano oggi sono da galera.

 

D'accordissimo. L'analisi che hai fatto mi ha raggelato abbastanza, ma sono meccanismi che, a pensarci bene, ci condizionano tutti, volenti o nolenti e determinano anche il nostro modo di percepire la realtà al di fuori dello schermo televisivo...questa è la cosa più preoccupante! :wacko:

 

quando nei vari media si parla di cose davvero importanti cazzeggia e fa spallucce, ed invece quando si parla di morti ammazzati e le povere Sarah, Melania, e Yara ammutolisce e segue con attenzione in silenzio. E' proprio vero che molte persone non vogliono essere informate ma intrattenute.

 

Beh, anche la morte delle povere Sarah, Melania e Yara, è cosa importante. Forse il modo in cui ne parlano questi programmi, che ormai ti arrivano all'orecchio anche se cerchi di evitarli come la peste, ci ha fatto sviluppare una qualche nuova sensibilità verso il macabro e verso la morte. Una sensibilità patinata che applaude e si commuove a comando, non appena la regia invia un determinato segnale audio-visivo. La stessa sensibilità che permette di reggere per ore l'ascolto di un dibattito che intervalla a interviste di personaggi famosi e servizi su corna e inciuci, un tema di fondo fortemente drammatico, passando da un registro all'altro come niente fosse, dal caldo al freddo, giusto il tempo di una pubblicità. Ci sono anche degli studi specifici che mostrano come l'apprendimento, nonchè tante piccole abitudini di vita, siano scandite proprio sui ritmi televisivi. Ad esempio è stato osservato che l'attenzione degli studenti molto giovani in alcuni contesti si interrompe mediamente ogni quindici minuti, che è più o meno il tempo con cui il break pubblicitario arriva a spezzare la trasmissione. Ma vabè, sto andando OT...

Tornando in tema, consideriamo solo uno dei dati, cioè l'orario di notiziari e successivi talk show pomeridiani: una fascia oraria che va dall'ora di pranzo, anzi di preparazione del pranzo, fino a quella del caffè. Senza considerare che c'è chi si mette a tavola alle 14.30 o alle 15, dopo l'uscita da scuola o dopo esser tornati a casa dall'ufficio e via dicendo. Perchè il televisore è oggetto concepito essenzialmente per l'intrattenimento e anche quando informa si tende a utilizzarlo per l'appagamento di un desiderio. Il suo potere, il suo fascino deriva dall'immagine, dalla forza con cui è capace di spettacolarizzare il negativo e renderlo vicino e lontano al tempo stesso. Forse solo internet riesce a superarlo.

Se solo provassimo a guardare con occhi ''alieni'' i nostri salotti o le nostre cucine, secondo me ci renderemmo conto di quanto sono stonate e antiestetiche queste scatole parlanti, che quasi idolatriamo sopra i tavolini, le mensole, i mobiletti, come si faceva un tempo con le icone sacre, le divinità domestiche e cose così...

 

 

Fred, se ti consola - una volta -

per soddisfare la sete di sangue della Ggente

c'erano gli spettacoli al Colosseo prima

e le esecuzioni pubbliche dopo.

Ora c'è Amanda Knox e compagnia.

 

I ludi gladiatorii tanto disprezzati da Seneca, che Della Corte ha definito, con un'espressione che tornerebbe attualissima, ''la concorrenza del peggio''. Gli spettacoli truculenti che istigavano le più cupe passioni umane a discapito del teatro, che fino a prima dell'età imperiale aveva rappresentato il più importante centro di attrazione per la popolazione romana. I reality show ante litteram, volendo fare un paragone un po' azzardato, ma che può darci la misura di quanto antico sia questo sentimento di attrazione verso il lato oscuro, verso l'istintivo. Se ti guardi un programma di Maria De Filippi non vedi esattamente gente che si maciulla a colpi di spada ma di sicuro c'è qualcuno che si scanna rabbioamente!

Senza voler fare psicoanalisi spicciola, io penso che l'attrazione vada ricercata anche in qualcosa di ancestrale. Qualcosa che riaffiora nell'uomo quando i valori della società entrano in crisi, quando l'uomo vive nel senso di precarietà e non si sente più fabbro del proprio destino, ma schiavo più o meno consapevole della sorte, del potere alto, del mercato del lavoro che ti sbatte le porte in faccia, della classe politica corrotta e puttaniera ecc ecc. Non a caso gli spettacoli dei gladiatori si portavano assai sotto quegli imperatori pazzi e dispotici come Caligola, Nerone e compagnia cantante. Noi oggi abbiamo un presidente del consiglio che ha trasformato persino il parlamento in un'arena o in una specie di pista da circo...E in questi periodi di sbandamento non mi pare assurdo che gli uomini ritrovino quella curiosità morbosa per la morte, per il sangue, per gli intrighi velenosi, perchè non è certo la morte fisica che temono, come nel medioevo quando era venerata come austera signora, ma il vuoto delle emozioni.

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Se solo provassimo a guardare con occhi ''alieni'' i nostri salotti o le nostre cucine, secondo me ci renderemmo conto di quanto sono stonate e antiestetiche queste scatole parlanti, che quasi idolatriamo sopra i tavolini, le mensole, i mobiletti, come si faceva un tempo con le icone sacre, le divinità domestiche e cose così...

 

Esatto. Come lessi su facebook "Spegnete la televisione ed accendete il cervello". :D

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