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Avere un migliore amico


debussy

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Non voglio fare l'irrispettoso verso Articric, prendila bene  :)

 

Comunque io me lo voglio immaginare così. l'amico!

 

 

"Guarda a Maria, che se poi te ne penti?"

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ahah lungi da me avere un amico/compagno cattolico e praticante.

 

Winston, silent ha ragione, è una gelosia diversa.. Si dice che gli amori finiscono mentre le amicizie no, penso proprio per la mancanza di queste componenti di dipendenza, gelosia, complesso di inferiorità ecc.

Ma in realtà se fino al giorno prima siamo pappa e ciccia e poi invece non mi caga più allora mi girano le palle.

 

Come spiegartelo. Con una persona si può sviluppare un attaccamento fraterno che non ha nulla a che vedere con l'amore di due fidanzati. forse c'è bisogno di una predisposizione naturale (come quella di essere monogami oppure no).

 

Noi, non avendo famiglia alle spalle e nemmeno amici fidati, ci siamo attaccati tanto che uscivamo sempre da soli senza annoiarci, e se non uscivamo ci si chiamava al tel per sentirci. Ovviamente facciamo lo stesso mestiere e siamo cresciuti insieme.. abbiamo ricevuto anche alcune delusioni da colleghi  al punto di non fidarci più di nessuno e di farci una specie di nostro giuramento di sincerità.

Anche mia madre con sua sorella è così, mentre io ad esempio con i miei familiari non ho molto da raccontare per cui quella volta che all'infuori di me stesso trovo uno con cui sto bene in maniera naturale non me lo faccio scappare facilmente.

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Capisco che ci siano persone strambe

che - non distinguendo la sessualità dai sentimenti -

si innamorano delle persone di cui sono attratte fisicamente

o provano attrazione fisica per le persone a cui vogliono bene;

ma - per rispondere a D. - considero questa una nevrosi.

 

Scriveva Canestrari, nel lontano '83, che tutti, chi più chi meno, siamo affetti da nevrosi. :)

 

La distinzione che tu proponi è assai risicata, per quanto possa essere d'accordo con te. Cosa vuol dire distinguere sentimento e sessualità? Non sono due regni scissi (mi pare sia apodittico..) o dovremmo ammettere per assurdo che ogni omosessuale potrebbe - essendo sfere eterogenee - innamorarsi di una donna. In realtà vanno a braccetto e pure a stretto contatto, io credo, e possiamo scremare i sentimenti sulla base della sessualità. O no?

 

Quel che tu dici su attrazione fisica ed illusione sentimentale, è pur vero.

Io chiedevo soltanto se in presenza di attrazione fisica, corroborata da una profonda intesa, il sentimento d'amicizia possa rimanere tale, alla lunga.

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//OT

Voglio anche io un amico così,

questi messaggi mi causerebbero delle così grasse risate!

Pensavo di essere l'unico cinico bastardo, grazie di esistere Mike!!!

P.S. un mod sta andando OT, non so se mi spiego  :)

 

 

//IT

In tal caso difficile, se la cosa è reciproca, nocivo ma fattibile se invece unilaterale, non so se mi spiego...

 

(Sia chiaro che è solo un mio parere XD)

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Scriveva Canestrari, nel lontano '83, che tutti, chi più chi meno, siamo affetti da nevrosi. :)

 

La distinzione che tu proponi è assai risicata, per quanto possa essere d'accordo con te. Cosa vuol dire distinguere sentimento e sessualità? Non sono due regni scissi (mi pare sia apodittico..) o dovremmo ammettere per assurdo che ogni omosessuale potrebbe - essendo sfere eterogenee - innamorarsi di una donna. In realtà vanno a braccetto e pure a stretto contatto, io credo, e possiamo scremare i sentimenti sulla base della sessualità. O no?

 

Quel che tu dici su attrazione fisica ed illusione sentimentale, è pur vero.

Io chiedevo soltanto se in presenza di attrazione fisica, corroborata da una profonda intesa, il sentimento d'amicizia possa rimanere tale, alla lunga.

 

Cerca di contestualizzare, però.

 

Sono attratto fisicamente da un amico con cui ho una grande intesa?

Bene, ma cosa cambierebbe?

Di certo non scambio la mia libidine per un sentimento,

di certo non mi macero per il desiderio di possederlo.

 

Intesa e Lussuria non esauriscono la mia idea di Amore;

altrimenti che dovrei fare? Avere solo amici brutti?

O amanti stupidi?

 

Quando hai una vita sessuale varia e soddisfacente,

l'attrazione per i tuoi amici non diventa morbosa.

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Voglio anche io un amico così,

questi messaggi mi causerebbero delle così grasse risate!

 

E' molto credente, io non lo sono quasi per niente, però lo accetto per quello che lui è.

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Sono attratto fisicamente da un amico con cui ho una grande intesa?

Bene, ma cosa cambierebbe?

 

Se stesse al gioci, non giaceresti? Ho i miei seri dubbi.

E dopo? Amici come prima?

 

Quando hai una vita sessuale varia e soddisfacente,

l'attrazione per i tuoi amici non diventa morbosa.

 

Di questo io sono sicuro.

Tuttavia non sempre è possibile godere una vita sessuale varia e soddisfacente.

E questo sotto accezioni diverse. Volere o potere, e la nevrosi è dietro l'angolo.

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Il massimo che ho fatto è stato...

ma no! Raccontarlo non ha senso.

 

Fidati, per me non hanno senso le attenzioni sessuali degli amici.

Curiosi, confusi, affascinati dal carisma... non conta.

L'Amico è tale in quanto amico.

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che brutta domanda?!?!??! Tutti i miei amici a modo loro lo sono, mai mi sognerei di dare l'Oscar ad uno piuttosto che a un altro, sarà che sono troppo diversi, quindi non paragonabili...  ;)

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Evidentemente, Fleur, non hai un Migliore Amico al momento. Lo scrivo in lettere maiuscole perché la differenza fra un amico, magari un buonissimo amico e un Migliore Amico è abissale. Un migliore amico è appunto quell'amico/a con il quale si ha semplicemente "a pelle" un'intesa quasi perfetta, ossia entrambi sono in grado di comprendere e soddisfare i bisogni dell'altro instaurando un rapporto armonioso ma non necessariamente privo di contrasti.

Io ho avuto un migliore amico maschio, etero e proveniente da una famiglia estremamente cattolica eravamo arrivati a vederci anche ogni giorno, ad andare in vacanza insieme e avevamo instauranto un rapporto come fratelli, purtoppo abbiamo finito per allontanarci geograficamente e quindi i nostri contatti sono molto più blandi adesso. Devo ammettere che ai tempi avevo preso anche una cotta per lui, ma non gliel'ho mai rivelato, per quanto sapesse che io fossi gay e intuisse qualcosa. Adesso invece la situazione è un po' diversa dato che ho una migliore amica femmina e quindi non rischio queste pippe mentali.

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Si chiama Flavia, ci conosciamo da relativamente poco (10 anni) però lei per me è un punto di riferimento, un porto sicuro a cui approdare nei momenti difficili e un "parco divertimenti" a cui affidare i momenti felici, lei è Flavia, basta ci capiamo al volo, basta uno sguardo...siamo telepatici perchè quando uno pensa all'altra scatta la telefonata...è incredibile!

 

E poi ho una schiera di amici etero e gay con cui mi vedo, ci esco, ai quali confido ben poco della mia vita...tra loro ci sono persone più importanti e altre meno, ma le considero comunque "amici"

 

Un discorso a parte meritano i "conoscenti", quei legami "deboli" che sono comunque utili per un sacco di cose: vedi entrare in una serata ultra blindata, recuperare biglietti introvabili per un concerto ... insomma il classico discrso "una mano lava l'altra"

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Premetto chei miei amici sono praticamente tutti maschi (ammetto -banalmente e forse un po' superficialmente- di non aver mai creduto in modo serio all'amicizia disinteressata uomo-donna, visto che ogni volta che con una ragazza il rapporto è partito con quei connotati, poi si è evoluto in altro)

 

ho pochi amici assai stretti, e uno in particolare che per me è come un fratello

assolutamente etero, morto di figa, siamo estremamente diversi sia come aspetto che per carattere, eppure riusciamo sempre a trovarci in sintonia

 

non ho mai provato la benché minima "attrazione" per lui, meno che mai dal punto di vista fisico

 

Ci pensavo l'altro giorno, a dir la verità non l'ho mai provata per nessuno dei miei amici più stretti; forse perché tendo inconsciamente a non legarmi a persone a cui so che potrei correre il rischio di avvicinarmi con sentimenti differenti da quelli di una semplice "amicizia/conoscenza" (l'attrazione fisica prima di tutto), rischiando poi di restare in qualche modo scottato

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Miei amici sono tutti eteri e proprio per questo che era difficile per me nn innamorarmi di loro. Ma adesso, ho già messo in testa mia che sono amori impossibili e che il dolere è inevitabile. C'è un amico in particolare che lo conosco dall'asilo ed è adesso il mio fratellone, ma prima ero così innamorato di lui che non sapevo cosa fare,come agire,all'epoca non sapevo fosse amore, ora so molto bene.Ero un ragazzino di 13 anni lui un mesi più piccolo,carino, il migliore giocatore di calcio della scuola,mio migliore amico ed io per lui. Avevamo una amicizia molto particolare.Io nn ero fragile, nemmeno dismostravo a lui che l'amavo da morire e che sofrivo per lui. Ma io senza percepire faccevo giochi di potere, cose che soltanto le donne fanno con i loro ragazzi,  il peggio di tutto è che lui accettava. Un giorno entrambi abiamo percepito che era troppo e che lui già non aveva una voglia propria ma nn abbiamo fatto niente per cambiare la cosa tutto è rimasto uguale. E lui ogni volta più vicino a me, tutti i giorni a casa mia od io da lui,un dormiva nella casa dell'altro. Sorridevamo insieme,chiacheravamo sullo stesso letto con le faccie quasi unite. Come io già molto soffrivo per lui,e non potevo far niente,perché non volevo rovinare la nostra bella amicizia, ho cercato di dimenticarlo e l'ho fatto,però di modo sbagliato, ho preso una quota per un altro ragazzo etero, talmente figo come il precedente, o più, la differenza è che il primo è biondo di occhi verdi, e l'altro moro di occhi miele.In fine,giá basta di storie, dopo il mio innamoramento per l'altro ho riuscito a tenerlo come un fratello e oggi va lo stesso, siamo grandi amici,anche se non ci vediamo sempre,ma il dolere se ne andò pre sempre. oggi già nn mi innamoro facilemente...ho cresciuto..uaehueh...ora, se lui è o non gay, nn saprò dirvi, fino adesso non ha mai preso una ragazza sul serio,e credetemi lui é figo da morire,è un tipo tesdesco,alto e il suo fisico è naturale di un uomo forte senza andare in palestra, quando parliamo su donne, me pare forzato anche da parte mia ovvio.  Allora, se mi domandate il perchè nn ci provo con lui, la risposta è semplice, è bello così come va, se un giorno diventi il mio ragazzo, forse se perderebbe la magia. Se mi ama come suo ragazzo, che sia in segreto come è per me. Perché definire?Definire é limitare...Beh, io non parlo molto bene italiano,questa storia se passa in brasile...ed è uno sfogo, per questo il testo sta un casino(corrigeretemi i miei sbagli di ortografia,affinché io possa scrivere meglio)...grazie x la pazienza..

Un forte abbraccio

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il mio migliore amico è etero, ci conosciamo da quando abbiamo tre anni, io lo adoro, e sia lui che la sua ragazza adorano me!è un bel ragazzo,simpatico, molto intelligente, ed uno dei ventenni con la cultura più ampia che conosca, con i quali si può davvero discorrere ad alti livelli di moltissimi argomenti...

ciò nonostante non sono, e non sono mai stato innamorato di lui...intanto forse perchè sono attratto dai mori,possibilmente un po più grandi, ma poi anche e soprattutto perchè essendo cresciuti insieme è come un fratello, una persona della quale conosco talmente bene ogni sfumatura, anche le più laide, che non ha nessun fascino per me.

lo considero una persona molto speciale e con molto da offrire al mondo, ma vedermici insieme a letto mi fa orrore....(anche con mio fratello del resto^^)

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Mi piacque una frase una volta, che diceva: "Tutti vogliono un amico, ma nessuno si preoccupa di essere amico".

In parte è vero. Sono poche le persone altruiste che si battono per l'amicizia con qualcuno.

Molti vogliono un amico/a perché sono fragili e quindi vogliono qualcuno che li ascolti e che dia consigli, senza dare nulla in cambio...e magari poi fregandosene della persona che ti sta difronte....

 

Comunque....io conosco molta gente, pur non essendo pr :gha:

Quelli che posso considerare amici sono pochissimi.

Ho un migliore amico etero, fino a qualche anno fa eravamo praticamente inseparabili, facevamo quasi tutto assieme. Ora non facciamo quasi più niente assieme, ma ci siamo sempre l'uno per l'altro. Ci ascoltiamo e ragioniamo assieme, su problemi, tematiche e stupidaggini.

Potrei considerare una mia amica. Parliamo molto tranquillamente, è molto istruita ed intelligente, ma aimè è innamorata persa di me, quindi ogni tanto mi fa capire che vorrebbe una relazione seria... quindi non so se considerarla vera amica, ma cmq penso sia una ottima persona.

 

per il resto... sono tutte conoscenze...

ci sarebbe il migliore amico del mio ragazzo. che è un'ottima persona, ma ovviamente legherebbe di più col mio boy che con me.

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caro Isher hai descritto molto bene

 

 

Caro Debussy leggo solo adesso il tuo post.

Da quello che mi dici penserei che questo momento di distrazione o relativo disinteresse o di semplice,

banale quiete, non sia derivante da ragioni gravi. Se si tratta solo di amici che riemergono dal passato,

e anche di uno stile di vita più tipicamente etero, che ora può attrarlo, ma di cui presto si stancherà,

se tu te ne stai un po' in disparte senza emettere suoni: sentirà la tua mancanza. Devi solo aspettare.

Il tipo di rapporto che eravate giunti ad avere non è cosa che si metta da parte.

 

Giungo a dire una cosa che può sembrare presuntuosa: se un amico del cuore si allontana dall'altro, per ragioni

di normalizzazione sociale, questo va parallelo a una forma di istupidimento, a un calo di intensità umana di carattere

generale, a una banalizzazione dell'essere in questione.

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Giungo a dire una cosa che può sembrare presuntuosa: se un amico del cuore si allontana dall'altro, per ragioni

di normalizzazione sociale, questo va parallelo a una forma di istupidimento, a un calo di intensità umana di carattere

generale, a una banalizzazione dell'essere in questione.

 

Anche mia madre l'ha detto

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 E' bello sentirsi almeno in due, su convincimenti del genere. :gha:

Ma è tremendamente vero, quale che sia il numero di persone che lo sanno e lo pensano 

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Giungo a dire una cosa che può sembrare presuntuosa: se un amico del cuore si allontana dall'altro, per ragioni

di normalizzazione sociale, questo va parallelo a una forma di istupidimento, a un calo di intensità umana di carattere

generale, a una banalizzazione dell'essere in questione.

 

Sì, quel che dici sembra un bel po' presuntuoso.

Son molti i motivi per cui gli amici si possono allontanare. Chi siamo noi per giudicare che l'amico del cuore si è allontanato da noi gay per "normalizzarsi" scusami? Implicitamente questo poi significa continuare a considerarsi una frazione anormale della società, ed è un'altra cosa che mi fa incazzare.

 

Allo stesso modo, vivendo magari noi gay in modo diverso la nostra omosessualità potremmo far delle cose in cui è difficile coinvolgere l'amico del cuore. Mi spiego: se esco con amici gay e va a finire che, tra le altre cose, si parla di fist, localacci, e battuage, non pretendo di coinvolgere l'amico del cuore etero....che ce lo porto a fare in una disco gay? Così come non mi va di essere coinvolto se esce con amici allo scopo di rimorchiare qualcuna...mi spiego...?

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Sì, quel che dici sembra un bel po' presuntuoso.

Son molti i motivi per cui gli amici si possono allontanare. Chi siamo noi per giudicare che l'amico del cuore si è allontanato da noi gay per "normalizzarsi" scusami? Implicitamente questo poi significa continuare a considerarsi una frazione anormale della società, ed è un'altra cosa che mi fa incazzare.

 

 

T'incazzerai, ma non hai ben capito quello che ho detto.  :cool:

La "normalizzazione" qui era una ipotesi sollevata: può essere un'ipotesi corrispondente o no

alla realtà, ma si dà per scontato che ci siano buoni elementi per almeno ammetterla.

E il ragionamento che segue è una condizionale: "se...allora".

 

In secondo luogo l'esempio che ho fatto non riguarda necessariamente un gay e un etero,

ma due amici del cuore e basta (potrebbero essere due etero o due gay, e il mio ragionamento filerebbe

egualmente bene), i quali avessero raggiunto un grado molto alto di intesa, uno stile di vita

che Debussy qualificava come «tra fratelli o tra sposi»,

e uno dei due si allontana da questo tipo di rapporto

per vivere situazioni sociali più usuali, meno impegnative, in ultima analisi più banali.

 

Nel mio primo post in questo topic, che probabilmente non hai letto, io ho già asserito

che in questo caso bisogna lasciare al "lasciante" tutta la libertà di allontanarsi e di rimodulare il

rapporto. Questo non mi impedisce di interpretare questa situazione e dare su di essa un giudizio di ragione:

direi che è un dovere, dopo aver vissuto per anni un simile rapporto, che ora si sfalda.

 

Sei tu che ci hai messo «una frazione anormale della società» e questo sarà un problema tuo.

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scusa schopy ma io non vedo cosa abbia detto di strano isher

 

sarò grossolano, ma non possiamo stare sempre a calibrare ogni singola virgola, che ti arrivano 100 caribinieri pronti a rinfacciarti eh no hai detto normale blè blè blè - specchio riflesso - il tuo è più sfranto del mio.

 

a volte non si può stare a perdere tempo a cercare sinonimi ed eufemismi, tanto il senso è sempre quello: basta contestualizzare oppure leggere un secondo di più

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Forse un tipo di rapporto così profondo necessita anche di

stabilità e con la perdita di un rapporto sentimentale lui si è

sentito destabilizzato.

 

La separatezza dei gruppi di amici gay e etero non aiuta a

rinsaldare un rapporto "speciale", ma proprio per questo duale,

che dà l'idea di reggersi, per certi, versi su un suo fidanzamento

eterosessuale.

 

Certo mi verrebbe da chiedermi se in generale valga il contrario

per un gay e pur non esistendo regole valide in generale avrei

dei dubbi. In questo senso il termine "normalizzazione" potrebbe

esprimere il senso di una asimmetria che residua pur nella importanza

di una amicizia

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Forse un tipo di rapporto così profondo necessita anche di

stabilità e con la perdita di un rapporto sentimentale lui si è

sentito destabilizzato.

 

Può essere, ti spiego:

 

negli ultimi due anni era preso dagli studi per l'esame di diploma al conservatorio, per cui divideva il tempo libero restante tra me e la sua ragazza...

anche perché con gli amici etero non poteva condividere questo momento della sua vita immerso negli studi musicali,

dato che non avrebbero capito: con loro condivide le ragazze e interessi più disimpegnativi;

e lui avendo pure la ragazza, non aveva più molto da dire loro (e anche lui lo ammetteva).

Col diploma in tasca e la ragazza mandata via definitivamente, è ritornato alle origini.

 

Ma a questo punto allora vale il ragionamento di isher, perché anche io mi sono specializzato e ho lasciato il mio ragazzo che mi cornificava,

ma sentivo lo stesso di avere uno scoglio al mio fianco che invece ora comincia a deragliare.

 

Per adesso mi sento di dire che è ancora estate e aveva bisogno di distrarsi, ma vediamo cosa succederà in futuro. Io in fin dei conti non ho il diritto di pretendere attenzioni da lui ma non è che sono scemo

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E' comprensibile il passaggio: niente più ragazza, recupero amici

etero...in effetti è una cosa che fanno pure i gay. Niente più

fidanzato=recupero della compagnia gaya trascurata...non è

magari bello, ma è comprensibile.

 

Lo sarebbe molto meno un eventuale passaggio: compagnia

etero, ridimensionamento anche dell'amicizia gay speciale.

Questo un gay non lo farebbe a meno che non fosse nella fase

transitoria  "depressione & sballo". Ma appunto transitoriamente

 

Escluderei però che la grande passione che vi ha accomunato

fosse il diploma, cioè si sia esaurita col pezzo di carta. Quella

dovrebbe rimanere lì, anche perchè non vi siete diplomati in

una materia tecnica o strumentale, che serve ma in sè non

appassiona ( tipo medicina o ingegneria ). Quindi direi che

questa passione dovrebbe rimanere anche senza il catalizzatore

del diploma, che può essere sostituito da altri catalizzatori.

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Scusa Debussy, stavo rincorrendo un pensiero un po' diverso, e volevo

chiederti: per caso questa situazione, questo suo allontanamento, ha avuto una

qualche ripercussione negativa sul tuo studio musicale, ti ha un po' distratto o

tolto motivazione?

E d'altra parte lui, su questo lato, il lato musicale e di studio, come lo vedi in questo periodo?

Tutto come prima, o ci sono flessioni, cambiamenti, di qualunque tipo?

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No isher non sono il tipo, grazie al cielo. Anche quando mi sono lasciato col mio ex (settembre scorso) mi sono letteralmente gettato negli studi per non pensarci, ed è andata bene così.

Questa volta è diverso, perché d'estate non si studia assiduamente come d'inverno, e ho ripiegato con altre amicizie e uno scopamico che mi hanno intrattenuto piacevolemente per questi mesi estivi... oltre che al vario lavoro ovviamente: ma ciò non toglie che mi manca il fatto di sentirlo giornalmente.

 

Lui pure si è riposato, deve ricominciare a studiare perché ha un esame a settembre ma appunto non lo vedo da giorni e non saprei. devo anche accompagnarlo al piano (preciso che sono violinista) quindi ci vedremo a meno che non cambi idea.

 

ancora non mi hai detto che c'entri tu con la musica

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  • 2 weeks later...

T'incazzerai, ma non hai ben capito quello che ho detto.  :ok:

La "normalizzazione" qui era una ipotesi sollevata: può essere un'ipotesi corrispondente o no

alla realtà, ma si dà per scontato che ci siano buoni elementi per almeno ammetterla.

E il ragionamento che segue è una condizionale: "se...allora".

 

In secondo luogo l'esempio che ho fatto non riguarda necessariamente un gay e un etero,

ma due amici del cuore e basta (potrebbero essere due etero o due gay, e il mio ragionamento filerebbe

egualmente bene), i quali avessero raggiunto un grado molto alto di intesa, uno stile di vita

che Debussy qualificava come «tra fratelli o tra sposi»,

e uno dei due si allontana da questo tipo di rapporto

per vivere situazioni sociali più usuali, meno impegnative, in ultima analisi più banali.

 

Nel mio primo post in questo topic, che probabilmente non hai letto, io ho già asserito

che in questo caso bisogna lasciare al "lasciante" tutta la libertà di allontanarsi e di rimodulare il

rapporto. Questo non mi impedisce di interpretare questa situazione e dare su di essa un giudizio di ragione:

direi che è un dovere, dopo aver vissuto per anni un simile rapporto, che ora si sfalda.

 

Sei tu che ci hai messo «una frazione anormale della società» e questo sarà un problema tuo.

 

Riconosco d'aver tratto conclusioni affrettate con l'espressione "frazione anormale della società", ma secondo me si tratta di ricondurre le cose un po' alla concretezza. Mi spiego: un amico del cuore si può allontanare dall'altro per tanti motivi, e credo che la stessa idea per cui "lui s'è allontanato da me per normalizzarsi" sia un'ipotesi presuntuosa, che pone implicitamente il mio precedente rapporto con detto amico su chissà quale piedistallo...

Io ho un migliore amico etero, e nel tempo nonostante ci vogliamo bene, ho verificato che certi allontanamentei erano fisiologici, del tutto naturali....non li ritengo un impoverimento del mio o del suo essere, tanto per intenderci...

ed è vero che tu non hai parlato specificamente di allontanamento di un amico etero da un amico gay, ma comunque sia, di fatto ritenere che un mio caro amico, col quale ho quel rapporto privilegiato "tra fratelli e sposi" ricerchi qualcosa di più banale se preferisce andare a giocare a biliardo piuttosto che stare con me, bè è questo punto che trovo presuntuoso. Non mi ritengo così speciale da meritare la sua attenzione costante, sebbene siamo amici del cuore.

 

@ Debussy: ragazzo tranquillo, non volevo giocare a specchio contro specchio, solo la cosa che aveva detto Isher mi sembrava un po' eccessiva e allora commentavo...non reagire in modo così...emotivo...suvvia  :ok:

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