cornyear Posted 48 minutes ago Posted 48 minutes ago Mi piacerebbe aprire una discussione che avevo in mente da tempo, ispirata da alcuni dibattiti sulla presenza di donne trans che si definiscono lesbiche e che, per questo, attirano risentimento da parte di alcune lesbiche “storiche”. Quindi vi rigiro la questione: che ne pensate della presenza dell’elemento FTM nel mondo gay? Come lo inquadrate? E, se vi è capitato, questa presenza vi ha mai creato disagio in qualche modo? Anticipo che non considero valide risposte del tipo “un FTM è un uomo al 100%”, perché per me sono semplificazioni superficiali, politicamente corrette o comunque riduttive, che non aggiungono nulla a una riflessione reale. Io come soggetto interessato, per come ho elaborato la mia identità e il mio posto nel mondo gay, sono sempre stato gender critical. Uso su di me l’etichetta “uomo trans gay” più per comodità linguistica, per farmi capire, che per necessità identitaria. Sento infatti che usare certi termini sia in parte forzato. Mi sono anche confrontato con persone che proponevano un approccio più legato al movimento LGB senza la T con cui condividevo alcune cose, e ad esempio tenendo in conto che pur essendo un FTM una femmina etero, nella pratica a livello sociale e anche burocratico vive molte delle problematiche e discriminazioni che può vivere un uomo omosessuale. esempio banale: se esco mano nella mano con un ragazzo, nel mondo esterno non verrei letta come “ragazza con ragazzo”, ma come “ragazzo con ragazzo”. alle mie orecchie, mi sono sempre sembrate entrambe impostazioni stupide: sia chi sostiene che un FTM non possa piacere agli uomini perché è una femmina e quindi dovrebbe frequentare solo spazi femminili e non entrare in spazi maschili riservati agli uomini gay, sia chi nega totalmente qualsiasi rilevanza della dimensione biologica, dando invece una priorità assoluta all’identificazione personale (tipo “mi sento uomo anche se non appaio uomo”) e pretendendo un’accettazione universale basata esclusivamente sul sentire soggettivo. La sessualità si basa sui corpi, e c’è poco da fare, anche se con variazioni e sfumature. A questo punto, la mia conclusione è la seguente: pensare una relazione sessuale o sentimentale tra un maschio e un FTM, ad esempio un maschio gay o comunque attratto dagli uomini, come un rapporto tecnicamente eterosessuale, ma eroticamente omoerotico. Che può sembrare una contraddizione in termini, ma che nasce dal fatto che, secondo me, non possiamo più ragionare con categorie rigide e consolidate quando si introduce un elemento nuovo. In questo senso, le categorie classiche diventano insufficienti o comunque da rielaborare. Inoltre, mi sembra abbastanza evidente che l’attrazione sessuale umana non si basi su etichette astratte, ma soprattutto su tratti sessuali secondari e, in molti casi, su una certa coerenza tra corpo e genitali, anche se non sempre. Altrimenti l’essere umano non avrebbe praticamente possibilità di esperienze sessuali reali e variegate, cosa che invece avviene chiaramente, e un FTM non avrebbe vita sessuale. Insomma, sono curioso di leggere le vostre elaborazioni
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