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1986 se deve essere internazionale,internazionale sia


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"Veille sur mon sommeil mes anciens amis" Amici miei del passato sorvegliate il mio sonno (Giuliana) era da tempo che non mi capitava una frase mitica sotto alle zampe. E questa era arrivata per caso. Ma ha un significato ,durante la notte quando tutti si è più vulnerabili gli amici che ci hanno accompagnato nel passato siano essi a due ma solitamente sono a 4 zampe restano come impronta e energia nei luoghi dove si è vissuto insieme.
 
E spesso vengono richiamati dai disegni presenti sui muri. Capitava già nella preistoria perchè non erano solo graffiti di caccia ma anche disegni di animali da compagnia che durante la notte con la loro impronta energetica ancora fanno presenza.
E in qualche caso ci difendono dalle energie negative di qualcuno/qualcosa che ci vuole male e cerca di danneggiarci. Perchè quelli che cercano di danneggiarci sono davvero tanti. Perchè a volte essere felici agli altri dà fastidio.

E da qui il fatto che a casa propria si dorme meglio che non da altre parti. Bene lo sanno tutti quelli che sono sempre in giro,vuoi per ste razzo di trasferte nel lavoro,vuoi per piacere.
Anche quando personaggi come mia nonna fanno di tutto per avvelenare l'ambiente. E per lo stesso motivo sarebbe bene NON comprare case dove siano successi crimini efferati rimasti senza colpevoli.

E allora via altro giro,altra corsa altra scuola. Personalmente detto adesso che sono passati 30 anni forse adesso avrei la testa per affrontare quel letamaio di itison mariuana. Adesso che so usare bene le mani e la testa. All'epoca ero solo un quindicenne stupido come tanti altri. E con la testa piena di idee inutili.

Stupido e pieno di idee ancora più stupide gentilmente elargite da mamma e sopratutto nonna.
Dove ad ogni problema sapevano solo dire porgi l'altra guancia ,aumentare l'ansia e le paure...ma dato le mani pesanti e so muovermi molto velocemente ho c'è il rischio concreto che non facendolo magari sarei poi finito in riformatorio per aver rotto le ossa a qualcuno.
Anche perchè sono abbastanza grosso. E ho troppa rabbia arretrata per riuscire a fermarmi in tempo.
Ancora adesso non saprei se e come muovermi in certe situazioni e spesso preferisco farmi gli affari miei imboscandomi e aspettare che si risolvano da sole. Perchè se spengo il cervello e parto potrei essere troppo pericoloso.

Personalmente fosse per me sarei andato nel primo professionale che capitava. Giusto per poter lavorare e togliermi da quella casa. Magari trovare lavoro da qualche riparatore più grande del greco. Non mi sarebbe dispiaciuto e magari trovare un posto in regola dopo aver buttato l'anno di militare.

L'idea di andare in una scuola privata era di mia madre ,quella popò di mia nonna voleva mettermi in un collegio in mezzo ai preti (probabilmente pure pedofili)  "così lo prendono a sberle tutti i giorni" e ancora adesso che ho più o meno l'età di mia nonna quando aveva detto quelle parole che erano pesanti come macingni avrei ancora tanta voglia di ammazzarla di botte .
Del resto abbiamo la stessa età io adesso e lei quando parlava così.
L'idea di un professionale?
A nessuna delle due...ovvio. Ed io essendo stato bocciato non avevo diritto di parlare. In quella casa con due donne di diritti ce ne erano sempre molto pochi.

Attenzione,per la scelta della scuola non aveva detto "perchè almeno impara qualcosa" perchè a lei che qualcuno imparasse qualcosa non interessava essendo ignorante come una scarpa...ma "così lo prendono a sberle tutti i giorni" cosa che NULLA centrava con la scuola. E nella frase si parlava di scuola o di scarpe ?...

A scuola si va per imparare o per essere presi a sberle? Perchè il concetto di fondo pare essere questo ossia che è giusto solo è sempre prendersi sberle. E quando diventerà giusto darle?Perchè davvero i muscoli stanno crescendo e davvero mi sto stufando di prenderle sempre da tutti.

Perchè sto aspettando ansioso quel momento.

IL NEON DELLA CUCINA fa lo stupido e la nonna lo segue

In cucina in quell'appartamento c'era una elegante lampada al neon con 2 tubi da un metro e venti. Con un pesante vetro opalino che li schermava e sopratutto una elettronica e un cablaggio "d'epoca" che tra le tante cose di quella volta ha deciso di entrare in sciopero.

Una sera ero in camera mia ,stava imbrunendo e sento nell'ordine ,interruttore che scatta ,uno scoppio POM secco,luce che va via e nonna che strepita EEEEEEEEEEE con il suo modo di fare odioso e sempre fastidioso.

E poi subito grida il mio nome neanche ci fosse stato un incendio. O ci sia l'armata rossa che sta cannoneggiando il balcone....Magari! Però sparate anche due balconi più in giù dove abita il papà di Stefano

Io vado in cucina e la nonna strepita che ha acceso la luce ed è scoppiato tutto. Tuttavia strepita,sgallina,trema e non pensa a tirare fuori una luce alternativa,cosa che io avevo già fatto in quanto nel comodino avevo la lampada a batteria. Mia madre mi guarda con aria come per dire....mah...sai che gravità...è solo andata via la luce.

Riattacco la corrente e POM un altro corto e la luce salta di nuovo. Spengo l'interruttore della cucina,riattacco e vado nella mia stanza a prendere la scala che sta in fondo all'armadio a 6 ante nello spazio che manca al muro. Manco la ho afferrata POM la nonna da cretina quale è ha riacceso e siamo di nuovo al buio.
Gli grido "ma cosa fai?" con una cera rabbia e lei dice di nuovo EEEEEEEEE...e fa la tremolina con le mani...voglia di prenderla a sberle. Nonostante mamma la difenda come sempre.

Stavolta si è pure saldato l'interruttore perchè sappiamo che nonna è cretina e la corrente a forza di fare corti fa il suo lavoro,gli ho detto di non accendere e lei accende,gli grido " Qualcuno ti ha detto di farlo?". Allora prendo il cacciavite,tanto la corrente non c'è ,svito la plastica che tiene l'interruttore e tolgo il filo.
Mia mamma vorrebbe farmi luce ma la loro lampada non si accende perchè è la loro e quindi è con le pile scariche ed hanno pure perso l'acido e quindi ....non funziona.
E meno male che sanno solo stufare con discorsi inutili sul tenere in ordine e efficienti le proprie cose e farsi le raspe mentali sulla casa in disordine.

Riattacco,prendo la scala a salgo. Dall'alto si vedono dei cavi secchi e screpolati coperti da uno strato di polvere grigia...e sopratutto uno dei condensatori che è gonfio come un pallone.
Dico a mamma di staccare e poi mi scateno.

Forbici....zack zack zack via tutto cosa è marcio e ora scendo.
Riaccendiamo e si accende un solo neon ma almeno niente botto.

L'interruttore però oramai è saldato e allora provo a sbloccarlo con un pò di scatti a vuoto. Ci riesco sebbene resta un goccio ballerino.

Se non altro in dieci minuti ho risolto,visto che ogni volta con mia nonna ci vanno delle ore a fare qualunque cosa e poi non riesce nulla.
Vedremo poi come aggiornare con qualcosa di nuovo il tutto. Nonna ovviamente se ne salta fuori che lo vuole ticino uguale a quello che c'è ossia ticino domino e che probabilmente è fuori produzione da prima che nascessi io.

Toglierò poi via quei trasformatori ad accensione istantanea che avevano i cavi secchi e si spaccavano tutti. Ed erano così da morti di fame che non avevano morsetti ma solo i fili che uscivano dal corpo ,e sopra sotto a un camion di sporco c'era probabilmente scritto made in italy.

Inoltre per fare un bel lavoro visto che in cucina la luce non è mai abbastanza e la corrente la pagano loro i neon sono diventati tre visto che era tutto predisposto,dai fori sulla piastra a dove avvitare i trasformatori. Collego tutto ovviamente senza rifasamento perchè nel domestico non serve a nulla se non a dare problemi quando si guasta,accensione e dopo due o tre titì dei neon non istantanei la cucina è illuminata a giorno. Cambierò anche l'interruttore togliendo il ticino di emme e mettendo un vimar.
Perchè comunque non è più affidabile visto che scarica quando accendi.

Se non altro visto che la nonna fuma diesel anche con i vetri più sporchi la luce sarà sempre buona. Non come adesso che dopo qualche settimana che si lava quello stupido vetro già sembra ammosciarsi. Come quando si ingialliscono le lampadine.

E qui l'ipocrisia della nonna che si lamenta che l'interruttore non è dello stesso bianco degli altri.

Risultato? Che per se è stata un occasione per fare vedere che dal punto di vista elettrico la mia la so. Da un lato hanno apprezzato la cosa ma nonna ha sempre qualcosa da ridire e io gli dico che la prossima volta buttiamo via tutto e mettiamo roba nuova e paghi tu.

Subito zitta ma poi alla fine ha aperto meno il borsellino e ne è anche stata contenta perchè finalmente ci vedeva il triplo. Ovviamente ci ho messo del mio perchè i tubi al neon grossi di diametro 38 li abbiamo buttati via e ho trovato dei neon diametro 22 sempre da un metro e venti ma con temperatura colore i 3500K quindi un pelo più sul giallo e un pò meno sul bianco da ufficio.

Avevo cominciato la mia lotta per eliminare dalle case la luce fredda già a quel tempo. Ricordo che una delle prime volte che mia madre era andata alla c&g era tornata con due tubi al neon di luce freddissima azzurrognola perchè o si era sbagliata o la avevano trulpinata e per qualche anno la cucina era stata illuminata da una fredda e orrida luce azzurrina che sapeva di morgue.

Quel lampadario aveva quindi subito già due migliorie per mano mia ed è tantissimo in un alloggio nel quale non si deve toccare nulla perchè la nonna non ammette nulla. Tanto è vero che mia nonna sosteneva che la terra non è manco necessaria se l'impianto è fatto bene .

E il che non era nè vero nè di sicuro il caso di quella casa visto che il cavo più spesso che era quello della lavatrice era come sezione metà di quello che servirebbe..

LA MISSIONE DI PAF A VENARIA

Erano arrivati per Paf i 14 anni,era stato promosso e i patti in famiglia erano stati chiari ossia si al motorino e visto il tetto massimo di spesa poteva già mirare lontano.
E  in più cambiare la bici,perchè i suoi genitori erano un goccio lungimiranti e non volevano diventasse schiavo del motore...ovviamente già aveva una bmx ma era un pò troppo giocattolosa perchè comunque sempre una bmx voleva. Decisione saggia perchè di sicuro una piccola bici da corsa o una graziella non avrebbero gradito il sovraccarico. Inoltre se si parla di bici affidabili non ci sono alternative alla bmx,almeno non ce n'erano in quel periodo. Ricordo che le mtb sono nate anno dopo e ci hanno messo altri anni ancora per diventare affidabili.

Complice il fatto che per il motorino aveva trovato un usato molto giovane da un ragazzo che a scuola teneva nascosti tutti i voti brutti alla famiglia e glielo avevano preso prima del tempo perchè pensavano stesse promosso e invece lo avevano addirittura bocciato...neanche rimandato.
Anche a me avevano bocciato l'anno scorso ma ai miei non ho mai nascostro un voto.Sapevano perfettamente che non andavo bene.

E da qui il discorso di non nascondere nulla a nessuno e sopratutto non fare i furbi con i voti perchè bene o male le bugie vengono a galla.
Il dire tanto lo recupero è una cosa sbagliata perchè da un lato ci si mette un debito sulla testa e dall'altro e cose vanno fatte bene la prima volta e basta. Ma è una considerazione da cinquantenne e non da quel tempo lì.

Quindi aveva trovato quell'occasione di quel motorino comprato nuovo e venduto per ripicca dai genitori di quel ragazzo che si sono sentiti fregati e qualche soldino era stato risparmiato rispetto al nuovo.

Erano avanzate 200 mila lire e con quelle aveva aggiunto il valore della bici più vecchia con cui aveva probabilmente trulpinato qualcuno della sua classe perchè avrà avuto un milione di km e fatti tutti in perenne sovraccarico dato il suo peso.

Tuttavia spesso capita che ci sia gente che guarda solo il prezzo e allora si accontentano di mezzi molto economici e usurati oltre la decenza purchè funzionanti.Al giorni sarebbero i clienti preferiti per la roba cinese. Ultra economica e non sempre durevole.

Non tutti vivevano in famiglie ricche e a volte anche risparmiare un pò di biglietti da 10 mila lire era ben visto in famiglia e spesso i soldi venivano dirottati su altri consumi. Ricordo che al tempo tutto costava ancora troppo caro rispetto a oggi e sopratutto vizi come il fumare o il bere o gli spostamenti inutili ,ben diffusi con lo status symbol dell'automobile dilapidavano preziose risorse.

Dovendo starci nei soldi previsti Paf era andato già due volte a Venaria da un costruttore di biciclette con quegli odiosi pulmann cittadini.
Aveva dato l'acconto,era andato a vedere una seconda volta per una modifica. E poi era andato a ritirarla al pomeriggio ,ha saldato il conto ed è tornato viaggiandoci sopra. Tornando con una bmx da fuoristrada top di gamma. Una da freestyle sarebbe stata più economica ma sotto le sue mani avrebbe avuto tante rogne per la presenza di parti in più. Già solo il rotore e i freni meno potenti sarebbero stati messi in crisi di continuo.

Ma non era solo...in quel viaggio.

C'era con lui un altro uno dei fratelli N'gur della zona e lo aveva portato fino a lì sulle pegs posteriori . E non solo per risparmiare l'odioso biglietto del pulman urbano,per il fatto che si faceva più in fretta e sopratutto in libertà. Sembrava avessero costruito il lunghissimo marciapiedi di via Pietro Cossa lungo la pellerina apposta per quello.

Sulla fabbrica di biciclette di Venaria si può dire di tutto e di più. Chi la considerava poco più che un rottamaio e chi ne faceva ponti d'oro.
Erik ne ha sempre parlato bene perchè ci capiva parecchio. E al di là di tutto c'è da considerare l'importante discorso che è stato uno dei pochi che oltre a portare a casa diversi titoli mondiali nel fuoristrada ha creduto e tanto nelle ruote da 20".

Non era la stessa cosa invece per il 75% di tanti altri operatori del settore dove alla bmx si è sempre pensato come una moda che in teoria non avrebbe dovuto avere futuro. E invece per 20 anni abbondanti se ne sono vendute e usate. E ancora oggi in certe gare se ne usano.Qualcuna è pure sopravvissuta e la vedi in mano a qualche figlio di immigrati.

Purtroppo il mondo bmx nel nostro paese era sempre malvisto perchè l'italiano medio è calciodipendente e spesso pure perbenista,poltronaro,tabagista e qualunque attività da fare dal vivo e non vista sul saba da 26 pollici o grundig ultracolor che sia del salotto era da evitare.

Inoltre le uniche bici che concepisce sono da corsa o quelle da vecchio con ruote rigorosamente da 28 o al massimo se gli si parla di una 20" si intende una graziella e non di più. Doveva ancora arrivare il 26 delle mtb.

Quindi se si cercava qualche ricambio o un mezzo intero bisognava per forza sbattersi ed andare un pò ovunque per cercare qualche ricambio o qualche pezzo in particolare. Oppure ti arrangiavi e adattavi ricambi non proprio corretti ma che comunque funzionavano.

Così per portare a casa una bici dove c'era evidentissima convenienza ci si è dovuti muovere le chiappe e darsi da fare.

E paf e n'gur sono andati e tornati da venaria mettendoci quasi tre ore. E alla sera anche paf aveva una bicicletta seria.
Anche se per stare nella cifra alcuni particolari più estetici che altro erano stati evitati. Mancava quindi la tabella portanumero,mancavano tutte le spugne antiurto e le manopole erano quelle di plastica dura e ovviamente mancavano i parafanghi.

A casa mia una cosa del genere non era manco da pensare perchè mia nonna teneva le parti a certi fornitori da due soldi che avevano solo porcheria. Inoltre secondo mia nonna le cose si dovevano usare così come erano fatte,nessuna modifica era ammessa.
La mia la avevo presa quasi per botta di fondoschiena perchè era stata ordinata particolare e poi non ritirata per litigi su particolari e prezzo.
Anche perchè la avrei voluta nera e non rossa.
 
I fornitori da 4 soldi quelli che tanto per intenderci se gli si chiede qualcosa che non hanno loro dicono che non esiste  ,insomma poi erano gli stessi che parlavano male della bmx.

Una di quelle sere ci siamo visti al covo di Erik e ne abbiamo parlato. Sul fatto che a volte risparmiando qualcosa sull'estetica si possa fare parecchio.
E che un particolare migliore magari esce da alcuni particolari meno belli che costano meno. E funzionano ugualmente bene.

Quando mai ci sbarazzeremo del culto dell'estetica?

PULIRE QUELL'ODIOSO DIVANO LETTO

Tra le tante cose presenti in camera mia c'era un divano a 3 posti con il letto all'interno. Quel letto in tutta la mia vita non è MAI stato tirato fuori e nessuno ci ha mai dormito dentro. Nonna mi diceva sempre di dire che non c'erano letti disponibili. Tuttavia secondo il diktat della nonna c'era sempre da lavare,da pulire e da perdere tempo per cose inutili.

Questa volta però tanto torto non lo aveva.

All'aprire la cerniera di uno dei cuscini è uscita una quantità impressionante di polvere giallognola che era causata dal disfacimento dell'imbottitura. Perchè i cuscini da fuori erano pure belli ed eleganti ma dentro erano un ricettacolo di disfacimento.
Una polvere così odiosa che anche quello straccio di aspirapolvere della nonna il miele model A si era arreso riempiendosi completamente il filtro.
Ed è successo più di una volta. Tanto che alla fine abbiamo portato i cuscini sul balcone e giù pesante di battipanni finchè la polvere è uscita tutta.

Finendo in parte sui vestiti stesi di Tonino che abitava nell'alloggio sotto.

Ma nonna non era tranquilla. Era convinta che li avesse fatti fare dei materiali migliori.
La schiuma era marchiata pirelli ma evidentemente non bastava a farla più robusta e sopratutto al riparo dagli anni.
Lei è andata avanti dei giorni sostenendo che la avessero fregata,e io sotto sotto pensavo che il suo culto delle marche la stava fregando poco a poco.

E quel divano era lì da quando erano entrati in quell'alloggio a condominio appena costruito. Il che vuol dire che io non ero ancora nato e probabilmente era uno di quei condominii degli anni 60.

Che tanto per intenderci erano sempre con qualcosa di rotto.

UN BEL PATTUMAGGIO DI SCARPE

Di per se io sono contrario quando si tratta di buttare via roba ancora buona,più che altro perchè è stata pagata ed è giusto che vada alla fine ma questa volta quando il mio piede è passato da 41/42 a 43 ne sono stato infinitamente contento.
Contento per essermi sbarazzato di tante scarpe da sfigato che invece mia nonna elogiava e molte erano già corte di loro oltre che bruttissime.

Bene sebbene il passaggio di numero fosse stato già da qualche anno a mia nonna girava di fare ora il pattumaggio selvaggio. Ma meno male allora diamoci da fare!
Per qualcuna ho invece forzato un pò la mano perchè volevo sbarazzarmi di certa roba che mette ai piedi solo uno sfigato. Mocassini odiosi che manco nella tomba starebbero bene.

O forse andavano bene a quei due imbecilli che nel film il sorpasso strombazzavano a tutti per sport e giustamente dopo fanno il botto. Anche se avrei preferito che crepassero entrambi.

C'erano scarpe così scadenti  e brutte che metterle ai piedi mi faceva vergognare anche in casa.
Altre in uno stato di conservazione indegno e di fatto a pezzi.
Erano ancora lontane anni luce le belle e robuste globe ed etnies che oramai concepisco solo esclusivamente come scarpe basse.
Ed erano ancora molto lontani certi scarponi da caccia però usabilissimi nella vita normale consigliatemi da zio Mario e nonno Kino che avevano grande esperienza di caccia specialmente al cinghiale.

Inutile dire che le prime che ho detto ,ossia le globe e le etnies mia nonna per età non ha mai avuto modo di consigliarmi o sconsigliarmi perchè le ho scoperte quando lei in casa non contava proprio più niente.
Avevo scoperto invece con gusto le nike alte da pallacanestro che poi in seguito mi avevano portato pure al quintino Sella e al Giacoletti in due splendide giornate di un sole potente che avrebbe consentito di vedere anche a Steve Wonder.
Man mano che buttavo le scarpe che mi erano corte e le buttavo in un sacco mi liberavo di tanti brutti ricordi.

Quegli odiosi sandali da prete di cuoio schifosi,scivolosi e scomodi che tanto piacevano a mio padre perchè lasciavano respirare il piede e che nonna bovinamente e inutilmente continuava a comperare visto che mio padre era morto nel 74 facendo il botto con la macchina.

E io non ero lui. I miei piedi non puzzavano se non "respiravano". Probabilmente mio papà aveva qualche rogna di salute se bastava così poco a fare puzzare i piedi. Ma l'odore esagerato ai piedi l'ho sentito in tanta gente. Specialmente in colleghi di lavoro che si ingozzano di porcate alimentari. E si riempiono di topoburger.

E quando sono sceso in strada nel bidone a buttarle mi sono sentito sollevato. Mai più ai piedi quello schifo che in qualche caso mi faceva bullare dagli altri. E in altri casi mi faceva semplicemente sentire male o non a mio agio. E comunque camminavo male.

Tra tutti i paia che ho buttato ce ne era un solo paio scelto da me che avevo comprato da Erik (quello di grugliasco),un paio di scarpe da bmx con la chiusura a velcro che avevo preso già usate e ho portato totalmente alla fine e perdevano i pezzi.
Ovviamente le avevo lavate subito appena arrivato a casa perchè avevano il suo aroma inconfondibile.
E' stato un peccato buttarle ma oramai erano strette e finite in tutto. Mi hanno accompagnato in tante uscite anche a piedi e le usavo perchè avevano "stile".
Altre invece no,alcune facevano così schifo che al primo ciuffo d'erba bagnata sembrava facessero apposta a raccogliere ogni singola goccia per bagnarti il piede e farti stare  a piedi bagnati.
Altre che invece aspettavano una parte metallica per diventare scivolosissime.
Un paio addirittura mi era stato dato da mia madre perchè lo aveva dato a lei una sua collega ed erano le superga militari,buone forse per il petruccino che aveva un piede minimo ma dannose per me che sono a pianta larga e ancora ne porto un callo sul piede sinistro di quelle scarpe.

Ricordo di aver anche buttato i piccoli sandalini di plastica da mare,forse il paio che meno si meritava quella sorte visto che misura a parte andavano bene. Sicuramente meglio delle ciabattacce schifose che mia nonna continuava a comprare ogni volta che andavamo al mare. Nonostante tutti gli dicessimo di non farlo,io e mia madre. E qualche volta anche zio Mario.

Ovviamente il rischio più grande era che mia nonna nelle prime vendite stupide di qualche supermercato ne prendesse altre ancora peggiori ma visto che mi portavano sempre dietro avrei vigilato su un tale crimine.
Specialmente quando si andava al maxi standa di Rivoli.
Mia nonna come una calamita che attira tutta la ferraglia presente nella sabbia riusciva a fare arrivare nel carrello e poi a casa brutture e porcherie orribili.

Poi ovviamente te la trovi tra i piedi o meglio intorno agli stessi.

INTERNAZIONALE PRIME IMPRESSIONI

Arrivando dall'itison la serietà era tutta un altra. Intanto non c'erano più i fumatori tossici che impestavano i bagni.
Personalmente non ho mai capito come mai certa gente è così tossica che non può stare 2 ore senza fumare. In ogni caso ne sarà contento l'erario e poi i fumatori vivranno di meno,perchè inutile dirlo il fumo accorcia la vita,e faranno la dipartita sfruttando di meno la pensione. E rompendo per meno tempo le sfere a chi non fuma.

Bagni nel quale regnava incontrastato l'odore di pipì e cacca come è GIUSTO che in un cesso sia presente. E lo dico perchè io ero uno dei tanti zampillatori scortesi che a volte la faceva anche per metà sul muro. L'odore di fumo,sia esso di tabacco o di altri zampironi puzzolenti è un di più.

Pensandoci bene,come al cesso ci vanno tutti i rifiuti corporei,giustamente ci vanno anche  rifiuti di persone che sono così tossiche da non poter stare senza fumare 5 minuti. Chissà perchè il pensiero va a mia nonna che era sempre mentre che fumava.
 
Una delle insegnanti,una dottoressa che insegnava anche chimica o scienze non ricordo più vigilava pacificamente sul fatto che non ci fosse tossicume in giro.
Potrebbe essere criticabile il fatto che ci si divesse alzare in piedi quando entrava un prof,un triste e penoso retaggio di un epoca piena di errori e perbenismo ma se valutiamo attentamente i punti positivi e quelli che non lo erano bè,anche questa stupidaggine si digerisce bene.

Non mi è piaciuto molto il razzismo nei confronti di certi miei compagni dall'aspetto decisamente trasandato e come diremmo oggi "sdruso" ma anche qui ,e la cosa non riguarda solo quella scuola ma tutta l'italia e tutti paesi latini in genere finchè non si scrive in modo chiaro e preciso cosa può o non può essere fatto senza stupidi giochi di parole che sanno di politichese e di falliti che giocano con le parole .
Si dica per esempio che la lunghezza massima dei capelli deve essere di tot cm per i maschi e di tot per le femmine e si faccia affidamento a una grandezza oggettiva. Invece di dire con frasi sibilline e striscianti che sembra qui o sembra là o il contrario.

Negli anni in tanti mi hanno giudicato per i capelli troppo lunghi ma poi hanno capito che è solo estetica. Del resto la cozza pelata ci saranno anni dopo per averla. E finchè non cadono li tengo lunghi penso che sia chiaro.
Sia perchè è una conquista sociale e sia perchè mi piacciono così.

Inutile dire che le persone che fregano i nonnetti con i bond o i titoli tossici solitamente sono ben vestite ma sapete come la penso sul discorso banche e assicurazioni. Gente elegante per fregarti elegantemente.
Tu ovviamente abbocchi col sorriso sulla bocca. E ti trovi col conto in banca vuoto dopo che hai risparmiato da una vita.

Bene o male all'internazionale non ho mai fatto ritardo,si arrivava ben prima e ....facevo i compiti perchè più della metà dei compiti  a casa avrei potuto farli perfettamente ma con la nonna che rendeva l'ambiente invivibile preferivo alzarmi prima di buona lena e andare con due o tre pulman prima rispetto a quello che mi sarebbe servito e arrivare in notevole anticipo.

E non ero l'unico. Di fatto si riscattava il tempo. E si evitava di sopportare nonna perchè da lì a breve si sarebbe alzata a rompere.
Qualora non c'erano compiti da fare (e capitava se avevo fatto tutto a casa magari per fare piacere a mia nonna e fargli vedere "che studiavo")  mi infilavo in un bar e via di videogiochi. Visto che a casa sarebbero stati verboten perchè il televisore serviva solo per guardare gli scemeggiati di emme,il santo telegiornale e il film serale.
E perchè si sarebbe comunque "rovinato" a essere usato per una cosa non sua ossia usato per qualcosa che non stupidiva la gente.

Cosa buona inoltre al mattino più presto quel cesso di 36 era meno pieno. Se ti andava di fondoschiena salivi sul 38 che di fatto era mezzo vuoto e condivideva il percorso.  Non ho detto vuoto ovviamente. Ma qualche volta ti sedevi pure. E quello era il meglio del meglio perchè potevi fare i compiti e avere più tempo per te.
Sembrava quasi che ci fosse stata riluttanza a salire sul 38 da parte di qualcuno,ma sono impressioni di uno come me che all'epoca aveva preguidizi sul mondo intero. E li ha ancora!

Ti saresti accorto comunque che si arrivava perchè prima del capolinea c'erano due curve strette e non potevi non sentirle anche se stavi facevdo i compiti.

Un discreto miglioramento anche per i compagni di classe perchè i peggio delinquenti dell'itison qua non c'erano e se qualcuno mai fosse stato un delinquente aveva il buon gusto di non delinquere a scuola o di non sembrare tale.

C'era chi fumava? Certo,c'era chi si drogava ? E chi lo sa...in ogni caso alla droga ne ero di fatto immune avendo visto la fine che facevano gli altri,a fumare manco mi interessava più di tanto perchè mia nonna era insopportabile come puzza e allora qualunque cosa ci fosse stata che girava era comunque migliorativa.

Inoltre nessuno all'internazionale mi ha mai chiesto se mi drogavo e alla risposta no nessuno mi ha mai detto "e allora che vivi a fare".
 
Sicuramente è stato uno sforzo economico notevole per mia madre ma al tempo berta filava e la lira volava. E sopratutto non c'era l'europa a volere la sua tangente e un operaio si poteva mettere su casa senza problemi.
E non solo la prima,se si lavorava in due anche la seconda! So anche di gente che con 3 stipendi in casa si era comprata la casa al mare. E con i prezzi della liguria...

STILOGRAFICHE ADDIO

Finalmente mi sono tolto dai maroni un altro schifume del passato , l'uso della stilografica. Un sistema di scrittura tremendamente lento,sporchevole e colpevole di delusioni di vario genere.

Da parte di mia mamma e nonna ovviamente ho sempre avuto critiche per la mia pessima scrittura.

E allora quando dalle elementari TUTTI o quasi scrivevano con le normali penne a sfera e invece il sottoscritto era obbligato o quasi dai genitori a scrivere con la stilografica che migliorava la scrittura. Meno scorrevole ,più affaticante per la mano. E sopratutto tanto tanto più lenta.

Per fare si che qualunque testo non si trasformasse in una pena di lentezza , per evitare di essere privati di tutto il tempo disponibile e di fare una magra figura anche perchè gli altri lo rinfacciavano giù a scrivere il più velocemente possibile per riuscire a ridurre le perdite di tempo ,per non fare la figura della lumaca nei confronti degli altri.

Si scriveva ovviamente male...inoltre l'inchiostro era lento come la fame ad asciugare e l possibilità di macchiare tutto con le mani alla riga successiva era un pericolo papabile. E che se vogliamo qualche rogna l'ha data.

Mi sono sempre chiesto con l'avanzare della tecnologia a che cosa può servire la materia "bella scrittura" e ancora di più al giorno d'oggi quegli insegnanti che benchè laureati io reputo imbecilli fatti e finiti che facevano perdere ORE E GIORNI a fare pagine di scrittura con zero utilità. E stiamo zitti sul medico di famiglia,peraltro uno che si divertiva a ingozzare la gente di medicine e scriveva in un modo indegno che manco la farmacia sotto il suo studio capiva cosa scrivesse.

Molto meglio andò alla nascita della SFERO grafica ossia una stilografica che invece di quei cessi pennini che oltre a piegarsi sempre alla prima caduta aveva una sfera come una normale biro. Sopratutto aveva il grosso vantaggio di  fare vedere a quegli insegnanti rompini che volevano a tutti i costi la stilografica di farglielo credere.

Qui avevo anche applicato un paio di stragaemmi chimici ma li avevo impiegati più che altro anni fa ossia caricare una stilografica di scarso valore con un altro tipo di inchiostro sempre blu ma non cancellabile Ricordo che le cartucce avevano la scatola di un colore violaceo.

Avevo fatto credere a un prof che il suo correttore che usava per dimostrare se avevi usato la stilografica o meno non valesse nulla.

Avevo poi sistematicamente buttato poco per volta tutte le stilografiche ancora presenti in casa ,sebbene avrebbero potuto essere rigenerate con il cambio di pennini e una totale ripulitura.
Via una,via l'altra nel giro di un annetto o poco più erano di fatto estinte.

QUANDO LE MACCHINE BOCCIANO....ZIO MARIO

Di per se la 600 la hanno avuta in tanti ,anche mio nonno la aveva e mia madre quando era andata a sfornarmi all'ospedale di Rivoli probabilmente mia nonno (che poi era suo padre) la aveva  portata con la 600 perchè anche lui ne aveva una.

La 600 è stata l'icona del boom economico italiano anche se di per se non aveva nulla di particolare come auto. Anzi era pure scomoda perchè i sedili erano orridi. Oltre a non avere le porte dietro.

Tuttavia tanto la 600 quando la 850 che la 1100 rappresentavano l'ultima generazione delle auto totalmente metalliche che quando bocciavano facevano quel bel rumore di lamiere che si danneggiano. Un vero e proprio "schianto metallico" che oramai è scaduto in un anomimo  colpo plasticoso senza identità che non dice nulla.

Inoltre non 'è più quell'insistere del clacson che suona impazzito perchè qualcuno con le trippe ha sfondato il pulsante del clacson.
Adesso invece si è perso quel ...rumoreggiare. Già dalla uno ogni botto era un TUMP e nulla di più. E si è pure perso il clacsonare selvaggio del dopo botta che quasi sembrava fosse il lamento dell'auto colpita a morte.

Questo era il discorso che avevo aperto con zio Mario parlando dell'incidente che ha avuto in via Monginevro dove è stato preso in un tamponamento a catena. Stava tornando dal lavoro e andava a fare commissioni .

In via Monginevro ci sono le rotaie del tram che con la pioggia diventano scivolosissime. Oltre al tram sempre tra i piedi che intralcia il traffico e fa perdere i semafori.
E lui è stato coinvolto in un tamponamento serio. Il solito imbecille che si ferma e uno dietro l'altro tutti a bocciare. Una sorta di putum putum putum di colpi ripetuti che hanno danneggiato il suo maggiolino oltre che tutte le altre auto presenti in quella corsia.

Difatti è rimasto per una settimana con un altra auto non sua. Quando abbiamo parlato dell'incidente lui mi ha ricordato anche che i tamponamenti a catena così si chiamano per il ripetersi di urti dopo il primo colpo.
Lui quando ha sentito il primo colpo e poi il secondo si è aggrappato al volante ed è stato sballottato avanti e indietro con colpi continui . Putum putum putum.

Quando abbiamo finito il discorso mi ha detto che se un assicuratore dovesse chiedere bisogna sempre affermare di aver sentito più di un colpo. Per affermare che c'è stato un tamponamento a catena.
Inoltre non era l'unica volta che zio Mario,bocciava perchè già aveva bocciato per l'appunto con la 600 del nonno e aveva coricato sul tetto una renault 4 identica anche come colore a quella in cui è morto mio padre.
E' anche a dire che aveva una guida bella feroce a differenza di mamma che ci andava moolto tranquilla . Un pò perchè aveva sempre paura e un pò anche perchè i consumi erano comunque una priorità al tempo dalla crisi petrolifera degli anni 70 che aveva condannato a morte certe auto beone con motori da tanti litri, e a lei era stato inculcato il risparmio estremo di carburante anche dalle giornate dell'austerity.

E  qui la differenza tra mamma e nonna. Mamma guidava con parsimonia,nonna avrebbe voluto la macchina sotto al didietro anche per andare dalla cucina al soggiorno. Guai a fare più di 5 passi anche solo per prendere il carrello del supermercato.

Tra i cessi delle auto beone ne possiamo annoverare tante,tra le quali la fiat 130 a mio avviso un cesso fatto e finito nato per consumare di più. Difatti ne ho vista una sola in tutta la mia vita. Puzzava di benzina e di riccone. Oppure di politico o di banchiere...ergo schifezza lo stesso.

E il motore faceva uno squallidissimo rumore di vaporetto. Un orrido flo flo flo che non sapeva di nulla. Peccato perchè la carrozzeria era da berlina americana a 4 porte ed era bella.Quando obbligheranno per legge le 4 porte a tutti.

BUTTARE VIA L'INGINOCCHIATOIO DELLA NONNA

L'ignoranza e la falsità di mia nonna si sono confermate ancora (non che c'è ne fosse bisogno) quando è stato il momento di svuotare il garage da tante porcate che non servivano proprio a nulla.
Visto che lei "non poteva" faticare più di tanto perchè stava cominciando a saltargli fuori una flebite e allora era venuto zio Mario. Nonna era solo lì per "dirigere" Dirigere ovviamente nel modo peggiore e malfatto. Dal discutere tempi lunghissimi per ogni singolo oggetto allo sgallinare sul fatto che magari sarebbe servito dopo o domani o in un altra era geologica.

Allora: sgomberare e buttare via : esattamente che cosa? Ma è tutta roba che è stata tenuta dalla notte dei tempi.
Se ne sono così andati un vecchio televisore in bianco e nero che veniva usato in cucina da mia nonna quando ero piccolo. Di quelli ancora in legno con lo schermo mezzo tondo . C'era poi la lucidatrice CGE di mia madre che tante rogne aveva avuto e adesso aveva il motore rotto.
Un vecchio lampadario a bottiglie quadrate di vetro. Via pure lui. Mi sembra avesse addirittura 15 lampadine che si bruciavano tutti i momenti.

E porta in strada,e butta e butta alla fine nonna " è stanca" ,sempre "stanca" e lo dice quando fuma . Anche se la roba più pesante la abbiamo portata noi.

E allora lascia detto a zio Mario di sgomberare gli ultimi ripiani di quello scaffalone. E allora via a modo nostro...io e zio Mario ci diamo da fare. Via questo,via quell'altro...e via anche l'inginocchiatoio della nonna. Un inginocchiatoio marcio e tarlato con l'imbottitura rosicchiata dai topi.

Oltre che una radio vecchia e il trasformatore del televisore una volta erano esterni e carrozzati in lamiera. E ovviamente pesanti!

Sgombriamo tutto e poi rimettiamo dentro la macchina. Dopo essere anche in un certo senso appagati per la roba tolta dai piedi andiamo a dire alla nonna che abbiamo finito.

In casa nonna era tutto sommato contenta perchè almeno poteva accatastare altre schifezze in garage. Che era l'anticamera dell'immondizia.

In compenso alla battuta di zio Mario "luma campate via l'anginuiun" la nonna ha fatto quasi una faccia triste come se la avessero colpita nel suo  aveva detto "aaaaaaahhhhh e cume fasu a preghè ades" .

Io allora gli avevo detto che da quando sono vivo io quell'inginocchiatoio è lassù. Nonna allora si tradisce dicendo che era della "nonnina" ...  insomma roba di quando mio nonno era piccolo...E lei non lo ha mai usato.

Cosa cantava Francesco Guccini? Nostra signora dell'ipocrisia!Perchè davvero non fatemi credere che si è dimenticata. Io non ci credo,non voglio crederci.

IL SECONDO QUADRO DI GIULIANA.

Giuliana ha finito il primo quadro e lo ha appeso in camera sua. I giardini del cielo erano una realtà oramai. Belli in esposizione e li vedevi appena entravi. Un mondo fiabesco e ideale dove quello che conta è il divertimento e nessuno è obbligato a fare nulla.

I giardini del cielo c'era scritto sotto. Ma erano giardini molto terreni,aveva aggiunto le giostre. E i bambini potevano decidere nella stessa scena di andare sullo slittino o pattinare sul ghiaccio o nuotare in spiaggia.
Differenza di temperatura tra un posto e l'altro non rilevante si vede visto che per conservare la neve l'acqua non avrebbe potuto essere così calda da permettere i bagni .

Un mondo libero da tutti gli obblighi. Solo che mentre in quella pagliacciata collodiana scritta col perbenismo sul collo ...nei giardini del cielo le persone non diventavano asini.

Perchè probabilmente gli asini erano quelli che si ammazzano di lavoro per tirare avanti questa società marcia fino al midollo. Fai lo stretto necessario e non un millimetro di più è il mio diktat da un pò di anni a questa parte.Ovvio che non si deve arrivare a essere di peso per nessuno.Ma la cosa deve essere reciproca.

Il secondo quadro arrivava da una mia idea,ed era il treno del west.

Questa volta è toccato a me nel quadro guidare regina,cosa che avrei voluto fare nella vita o secondo le sue idee (e probabilmente anche mie)  ....rifare visto che la avevo già fatta durante la conquista del west e probabilmente a quel tempo in ferrovia mi avevano anche accoppato.
Giuliana mi aveva ritratto ai comandi di regina con un tizio barbuto che buttava carbone in caldaia.

E mi aveva fatto proprio uguale.
Vestito con la salopette come i veri pionieri del west e con l'orrido cappellaccio texano.
Regina rosseggiava di un rosso scuro simile alla 127 di mia madre e le rotaie erano con una eccellente prospettiva.
Stranamente mi ha fatto venire in mente tantissime cose.

Come se il mio cuore o una parte di me stesso fosse rimasta in quel tempo. Come se ancora quando vedevo quel quadro mi ricordassi della certezza di averla realmente guidata. Perchè nel mio cervello o forse nel mio cuore c'è sempre un qualcosa del vecchio west.
E di quella vaporiera con sulla fiancata il numero sette. E so di essere sicuro di non avergli raccontato mai della serata con Tandro a Paesana dove con il numero 7 vincevamo un gettone dietro l'altro sulla giostra degli aerei. Ma lei aveva messo il numero sette sulla locomotiva.

Sarà stata casualità o cosa? Regina era una parte della mia vita al tempo del vecchio west e probabilmente lo è ancora adesso. Tatuata nel mio cuore. Non toccatemi regina! Con le sue 20 tonnellate di ferraccio ,il suo camino conico,il cacciabuoi e la grossa lanterna.

ARRIVA IL GATTO PUCCI

Questa è stata una bella sorpresa anche se è stata affrontata sempre in modo indegno da mia nonna. Mia madre non ne aveva colpa perchè era sempre a lavorare . Mia nonna no,con la sua imbecillità quel gatto non ha avuto vita molto lunga.
Pucci era stato procacciato da una collega di mia madre ,specializzata in compra-vendi-scambia-regala.
Aveva un nome mitico che sapeva tanto "de rivolusion" ossia Clelia che era lo stesso nome di battaglia di una guerriera del salvador.

Pucci era un banale gatto tigrato ed è stato il mio primo gatto "totalmente mio" .

Prima avevo avuto dei pesci rossi ma duravano poco per il cloro nell'acqua schifosa di Grugliasco.
Il pesciolino si riempiva di bollicine esterne e poi moriva. Ci aveva pensato lo zio Mario che nella vaschetta del pesci quando ero arrivato da scuola avevo visto un pesce grosso con dei grossi baffi.
Difatti nella sua rozzezza zio Mario aveva risolto il problema del cloro prendendo dei pesci da lago inquinato e in particolare tra le tante volte una grossa carpa che sembrava che crescesse a vista d'occhio.
Tuttavia manco lei era durata perchè una sera è finita in pentola. E forse era il suo uso previsto.  

Pucci era arrivato insieme all'inizio della scuola. Un piccolo gattino tigrato che aveva cominciato subito a farsi amare. E sopratutto era molto consolatorio quando i miei mi rinfacciavano il non perfetto rendimento scolastico.
Il gatto Pucci veniva nel letto aspettava che mi addormentassi e poi tornava sul divano.
Anche perchè la nonna sapeva solo dire "c'è il gatto nel letto" . Gallinaccia!
Una cosa bella di Pucci è che quando mia madre gridava per qualche vaccata della scuola il gatto gli si avvicinava e gli tirava una zampata. A volte saltando pure sul tavolo.

Eh,si forse è anche per questo che mia nonna non lo gradiva troppo. Sarà stata la mancanza di altri maschi in quella casa che eliminassero il suo spadroneggiare.
Personalmente di fronte a certe ingiustizie penso che anche il nonno che era un perbenista sfegatato o mio padre che era un bigotto (oltretutto mancato prete) una sberla alla nonna gliela avrebbero allungata.

Comunque il gatto pucci mi ha dato quasi due anni di felicità. Anche se alla fine voleva sempre scappare . Sentiva il richiamo dell'istinto e purtroppo un giorno non è più tornato.

Complice anche nella casa di dietro un deficente che i gatti li uccideva. Un personaggio che non so che problemi avesse col mondo ma se odii i gatti non sei degno manco di un paraurti che ti accoppi. Ennesima persona che a volte vorrei trovare per strada con lo spitito giusto al momento giusto,una mazza da baseball e sopratutto senza gente che guarda e poi ti va a denunciare.

E quindi quando cominciava  a fare mao mao mao la nonna subito come una cretina ad aprire la porta per farlo uscire.

Cara nonna IGNORANTE! Bastava farlo castrare dal vetrinario,non avrebbe più spruzzato e magari non si arrampicava più sul tuo schifoso portamantello in velluto dell'entrata. E ovviamente lo faceva uscire quando io ero a scuola. Giusto perchè non gli dicessi nulla. Ho pensato,ho cogitato e poi un giorno ho deciso,ossia che quando tu cara nonna ti saresti tolta dai piedi di gatti ne avrei presi non uno ma due! E finora ho ampliamente mantenuto la promessa.

E sopratutto una volta portato su a Paesana il portamantello quando ho rifatto l'arredamento e che mamma e nonna erano morte l'ho fatto a pezzi e buttato nel bidone. Fuori uno! Se piace alla nonna in automatico non piace a me.

Come ora si dice ok boomer per certe porcate estetiche anche al tempo si diceva che era una cosa "da vecchio". E chissà come mai la metà delle cose di quell'arredamento che piacevano alla nonna a me facevano schifo.

Alcune sembravano proprio fatte solo per rubare spazio. Per fortuna ci eravamo sbarazzati in precedenza di quel portamantello a piedistallo che era totalmente ingombrante. Quando ci saremmo liberati di quella odiosa consolle dove non ci potevi appoggiare nulla ,di quella statua di quella tizia con i capelli a vollute, un uccello in mano che faceva venire tristezza e di quella specchiera col bordo dorato? Ricordo che mia madre la aveva ristuccata e riverniciata con tanto amore parecchio tempo prima.

VACANZE DI NATALE

Nella casa nuova finalmente riscaldata... per la prima volta posso togliermi il maglione in casa e dormire senza doppi pantaloni e senza calze anche se pensavo facesse tanto più caldo.
Abituato come sono al caldo di Torino dove nonna nonostante tutto si lamentava sempre . Aveva fatto mettere abusivamente degli elementi in più ai termosifoni oltre ad aver fatto mettere un termosifone del bagno quasi doppio.

La temperatura impostata sul termostato è 20 gradi ma addosso ne sento meno. Ma i "termi" come li chiama nonna sono caldi bollenti. Eppure specialmente il primo giorno non fa per nulla caldo.
E lei sgallina che ha freddo nè più nè meno come nell'altra casa. Ma essendo uno standard il suo sgallinamento non ci faccio quasi più caso.

Non appena alla sera si spegne la caldaia la temperatura scende vertiginosamente.
Dopo aver girato un pò in zona subito a svaccarsi in poltrona con i piedi sul termosifone,e a sentire ancora freddo.

Difatti era costume fare ripartire a 22 gradi prima di andare a dormire. Anche perchè dopo una certa ora la caldaia si spegne e ci si attacca al tram. Anche perchè non c'è nessun altro riscaldamento alternativo.
Le stufe sono rimaste nella casa vecchia. E forse erano del padrone di casa precedente. in ogni caso alla nonna non piacevano,si divertiva a dire che erano roba da cavernicoli.

Inutile comunque dire che tanto caldo non fa ,le coperte sono le stesse della casa vecchia dove non c'era riscaldamento con i termosifoni e non ho poi chissà che caldo in più.

Difatti faccio venire Pucci sotto alle coperte e si sdraia di fianco a me facendo ron ron ron. E stavolta non se ne va quando mi addormento.

E con nonna che cerca il gatto e io gli dico di lasciarmi dormire. E lei torna a letto scornata. Fatti gli affari tuoi !

Questo è stato anche l'anno che ho portato una locomotiva in chiesa! A quella odiosa messa di mezzanotte a cui ero obbligato ad andare. Imboscata in un angolo della chiesa una locomotiva giocattolo di latta stampata con un fischio bello potente.

Si... la avevo trovata quando sgombravamo il garage a Grugliasco,apro il bidone dell'immondizia e me la sono trovata lì . La avevo presa e portata su arrotolata insieme a dei vestiti senza farmi vedere e mi è servita per fare e collaudare il mio primo trasmettitore radio.

Un trasmettitore che si basava sul metodo di trasmissione a impulsi. Una mia invenzione che ha funzionato perfettamente quella notte. Avessi usato un trasmettitore normale oltre a essere sempre disturbati sia sulle fm che sulle am o sui cb non avrebbe funzionato con la giusta sicurezza.
Tutti gli schemi che mettevano sulle riviste erano di trasmettitori a un solo transistor oscillatore,modulato alla come viene viene e che si spostava di frequenza anche solo avvicinando una mano alla scheda.

Ergo totalmente inaffidabile,ma del resto serve solo per avvicinarsi all'elettronica,quando la capisci veramente usi tutta altra roba.

La mia idea era stata quella di trasmettere per pochi secondi una potenza molto forte quasi 5 watt ma a regime impulsivo. C'erano due stadi di amplificazione e ben quattro circuiti accordati

Dopo aver depositato la locomotiva senza farmi vedere vicino a uno dei confessionali ho attivato il trasmettitore  e la locomotiva ha cominciato il suo "contare" tramite un 555. Se il conteggio arrivava a zero la locomotiva cominciava a camminare e fischiare.

Ogni tot secondi infilavo la mano in tasca e trasmettevo il reset per altri tot minuti. Quel telecomando in sostanza era il mio alibi. Anche se avesse smesso di funzionare una volta arrivati a metà messa ogni secondo andava bene.

La frequenza di trasmissione era di 4,43 mhz fatta con i quarzi tolti dai tv color dismessi.E funzionava molto bene .

Elettronica a base di integrati c-mos logici costruita su millefori essendo a breve vita.. Perchè proprio quando quel prete ha iniziato la predica la locomotiva ha fischiato e attraversato la chiesa. E' stata poi fermata ma ha portato lo scompiglio senza colpo ferire.

Tutti che la guardavano in un silenzio di tomba. Si sentiva solo il ronzio del motorino elettrico e il fischio a intervalli. Una sorta di bzzzzzzzz seguito da un Fiiiiiiiiii a cadenza regolare
Viaggiando come un improbabile cane che in chiesa verrebbe preso immediatamente a calci. E allora viene in mente che non hanno ancora coniato il detto "come una locomotiva in chiesa,visto che un cane in chiesa c'era già stato".

Quasi scoppiavo a ridere ma sono stato zitto e tutti ci guardamo in faccia. Mia nonna era atterrita...quasi gli slayer avessero squartato un bambino sull'altare e ne lanciassero i pezzi per la navata.

Qualcuno poi ha preso quella locomotiva la ha spenta con l'interruttore sotto per poi posarla da qualche parte.

Il prete la ha presa sportivamente e nel suo cesso di predica ha ricordato che a Natale ci sono bambini che hanno tutti i giocattoli e bambini che non hanno nulla.
Avrei voluto dirgli di cambiare disco perchè con il costo di una sola di quelle pelliccie delle donne presenti in chiesa ne compri un camion di cibo e medicine per i bimbi moru.

Poi la messa è finita e siamo andati a casa e mia nonna subito che voleva accusarmi di qualcosa. Aveva parlato con le sue mezze frasi odiose e striscianti che usava spesso. Stavo aprendo la porta e mi ha afferrato per un orecchio.
Ovviamente alle spalle. Io stavolta gli prendo la mano  e vado per storgergliela. Mamma mi ferma e mi chiede appunto se non c'entro di dimostrarlo.
Io da piccolo avevo due locomotive in latta che camminavano sul pavimento e nel trasloco c'erano ancora entrambe.
Difatti loro volevano buttarle. Io le avevo tenute.

E allora giusto per fargli capire che io non c'entravo sono sceso in cantina e ho preso le due locomotive giocattolo in latta che avevo da piccolo e gliele ho portate su.

Meno male che le avevo tenute. Questa cretina oltre a farmi scendere in cantina all'una di notte sa solo fare la malfidente. Il telecomando che avevo in tasca lo ho poi depositato in cantina dietro ad altra robaccia che avevo e quindi sono risalito.
Ok ...stavolta inconsciamente ha ragione...ma partire così a partito preso è insopportabile,specialmente quando le prove che ho in mano sono schiaccianti.

Oltretutto le due locomotive sono di forma completamente differente perchè quelle del vecchio west avevano un camino conico. Quella lo ha appena accennato ed è rettilineo perchè è ispirata a quelle degli anni 30 e 40 con linea streamliner. Oltretutto una di quelle due locomotive me la aveva probabimente regalata lei . Possibile che nella sua mente nicotinica e arteriosclerotica non ci arriva.

Avrei voluto portare giù mia nonna in cantina tenendola IO per un orecchio e farla rabastare sulle scale.
Ho comunque poi infierito sulla nonna continuando a tempestarla di domande del tipo "ma se ero con te" "ho il braccio lungo 30 metri?" " e da dove arrivava?"  "era un diretto o un locale" "ero l'unico ragazzo che della messa di mezzanotte non frega un...[SI QUELLO]. E a ogni suo accenno gli ho chiesto di dimostrarlo visto che noi eravamo dalla parte opposta della chiesa e io ero sotto i suoi occhi.

Non so se sia bastato il potente fischio di quella locomotiva a convincere la nonna ma io alla messa di mezzanotte non sono mai più stato obbligato a andarci.
Magari il fatto che ho aggiunto al mio discorso il fatto che la calunnia fosse reato. O che al suo nominare gli sbirri ci sarei andato anche io per come mi ha fatto penare in questi anni.

Dispiace di aver sacrificato quella locomotiva trovata nel bidone,dispiace ancora di più per il circuitino che avevo fatto,ma il gusto di portare scompiglio in quella chiesa mi è piaciuto parecchio. Inutile dire che nessuno mi ha mai chiesto nulla e anzi avevo saputo da Francesco che il prete stesso lo aveva archiviato come scherzo senza colpevoli. Una volta non c'erano le tante troppe telecamere di oggi e sopratutto le poche telecamere che c'erano erano solitamente messe a protezione egli oggetti di valore.

Torniamo alla casa.

Quest'anno essendo migliore la gestione degli spazi in quella casa si fa il presepio che era quello che avevo nella casa dove abitava mia madre. Lo montavo da piccolo e avevo un paio di foto con me piccolo e i personaggi del presepio.

La capanna,le lampadine,i personaggi. Tutto recuperato dalla roba di mia madre.
Ed era tutto identico a come era nelle foto di me piccolo che papà faceva in bianco nero e a colori.

Una volta tutto montato non era poi così brutto a vedersi. In mezzo a quelle inutili poltrone che occupavano messe insieme lo spazio di un divano da 3 o 4 posti e poi erano tra l'altro di una scomodità orrida.

Capodanno in quella casa è stato abbastanza tranquillo,qualche petardo,la tv ,giochi di società. Voleva arrivare lo zio Mario ma è stato trattenuto a casa di amici (motivo ufficiale) ,probabilmente non aveva grossa voglia di farsi tutta quella strada con il maggiolino. O magari di sopportare la nonna.

Una cosa da ricordare è l'incendio del vecchio pino che era nella prima curva della strada che va su ad Agliasco.
La notte di capodanno era stato bersagliato pesantemente da razzi e petardi che alla fine botto dopo botto hanno fatto partire il fuoco che ha divorato il vecchio pino che ha bruciato fino al mattino e che le fiamme hanno divorato e lo hanno trasformato in una sorta di scultura carbonizzata.
Quel vecchio pino è stato poi segato del tutto da qualcuno del comune che ne ha lasciato solo il pezzo con cui usciva dalla terra. Anche perchè era a rischio di cadere sulla strada sottostante.

A capodanno è stata la prima volta che nonna passa una serata intera senza sparare stupidate galattiche.
Con la tv abbiamo guardato il conto alla rovescia.
Poi il gesto stupido dello spumante e una scusa per ingozzarsi come maiali o inciuccarsi per qualcuno.
Le bottiglie che c'erano per capodanno tuttavia avrebbero inciuccato molto poco. Inutile dire che quella stupidottera di mia nonna voleva comunque farmi bere quello schifo di spumante. Ma all'epoca ero astemio e contavo di restarlo a lungo. Sia perchè consideravo l'alcool una droga di stato al pari del tabacco sia perchè il gusto non mi andava. E comunque con quello che era successo al nonno il tabacco era da considerare cancro di stato. E le malattie connesse un regalo del fumo.

Poi mentre in paese si scatenava il pam pim pum dei petardatori noialtri facevamo la festa al panettone,ai pasticcini e ad altre cose commestibili.
E poi dopo un oretta di tombola e giochi noiosi a nanna.

Il mattino dopo mi sarei ascoltato nel giro dei telegionali della nonna il toto deceduti,esplosi ,amputati e bruciati vivi. Ma faceva parte del gioco.
Sopratutto i suoi commenti sul fatto che sempre ci si fa a pezzi e sempre ci si capula.
E poi condisce con frasi del tipo che il suo dio ci vuole tutti felici e tutti contenti.

Causa effetto: ovviamente le oncologie sono piene e la gente crepa. E poi in africa muore un bimbo al minuto... Spesso gli ricordo che il tumore del nonno è stato probabilente causato dal fumo. Perchè il suo dio che ci vuole tutti felici non lo ha salvato?
E lei a pensare...si pianta come un vecchio computer e non si muove più. Pensa poco che poi ti fuma la testa!

Il resto delle vacanze è passato bene o male qualche uscita sulla neve con il bob,una sola uscita sugli sci a pian munè grazie a un mio amico con la macchina e nulla di più.
Anche perchè all'epoca ci si divertiva stando in zona.

C'erano intorno al paese diverse zone con discese piacevoli,non troppo lunghe da non fare a piedi in risalita faticando troppo e non troppo corte da essere troppo brevi.

E di per se Paesana pullulava di quelle discese perchè era sufficiente andare oltre i giardini nuovi e spingersi verso il ponte della circonvallazione. O andare un pezzo su per pian munè o per Agliasco.

Se non era sufficiente bisognava andare verso i giardini vecchi e spingersi sopra a strada del galinet dove era pieno zeppo di discese allegre.

Insomma si faticava ma almeno ci si divertiva. E lo si faceva lontano dalle mummie che facevano commenti pedanti e sopratutto gratis.

SIAMO AL FREDDO

Al ritorno dalle vacanze di Natale abbiamo l'ennesima sorpresa di quel condominio di emme. Riscaldamento spento!
Anzi guasto...Abbiamo lasciato l'appartamento a Paesana che dopo aver finito le vacanze di Natale si stava appena scaldando e cosa ci troviamo? Un freddo indegno e uno stupido cartello scritto in bacheca con un pennarello su un foglio di carta appeso all'ingresso.

Grazie nonna,grazie tante per averci fatto tornare un giorno prima,abbiamo lasciato una casa più o meno calda per sto freddume indegno.

E potrei sbizzarrirmi con il grazie mamma che hai sempre paura di guidare col buio. Grazie nonna che hai sempre paura che vengano a svuotarti l'alloggio che  sembra sempre più imparentato con la bottega di un rigattiere. Insomma le donne di casa vogliono sempre andare a Grugliasco perchè con la città oramai sono incancrenite marce entrambe.

E sembra che siano già 3 o 4 giorni che è tutto spento,a sentire gli altri della casa è sempre tutto freddo. E nonostante ciò le porte delle scale sono sempre tutte aperte e quello che entra è un aria fredda polare.
Perchè probabilmente neanche la gente del condominio ha rispetto per il prossimo. La stufa a gas ,insieme a quella elettrica che abbiamo moderano leggermente il freddo ma sempre freddo rimane. La stufa elettrica poi ogni tre o quattro ore che gira va fermata ,aperta e va riattaccata la ventola perchè una delle due ventole si stacca e comincia a fare rumore.

Non so se sia un problema tipico dei condominii,ma c'è sempre qualcosa che non va. Il riscaldamento si ferma sempre e sempre si rompono i tubi e bisogna sempre spaccare tutto.

E ovviamente chi ci rimette sono quelli che NON appartengono agli alloggi dove succede il guasto. Ma evidentemente una volta gli impianti sezionabili non si usavano o se si usavano chissà perchè in quel condominio non c'erano.
Inoltre mia nonna sempre con la sua mentalità bigotta e arretrata sosteneva che o era per tutti o per nessuno. Quasi si fosse ancora a scuola con l'insegnante che dà bacchettate.

E poi ovviamente dopo 5 minuti si dimentica di tutto quello che ha detto e comincia con il lamento che ha freddo,freddo freddo. Anzi come dice lei  "ho freeeeeeedddo".

Gli impianti sezionabili potrebbero essere anche una buona soluzione per chiudere i servizi a chi non paga. Non paghi il riscaldamento? Stai al freddo. Non paghi la luce? Stai al buio. Non paghi l'acqua? Vai a prenderla alla fontanella dei giardini!

Invece no e spesso come capiterà sempre più volte in più anni a causa di qualcuno che fa il furbo e non paga ci rimettono tutti con la scusa che non è interrompibile il servizio.

ADDIO NONNA TERESA

Avendo avuto tanti parenti i lutti sono stati anche di più Nonna Teresa al secolo la moglie di nonno Werner che era già morto all'inizio degli anni 80 ha raggiunto i verdi pascoli in una freddissima settimana di gennaio.

Quando io quasi tribolavo a scaldarmi con i riscaldamenti che sembrava si inventassero un motivo o un altro per fermarsi tutti i momenti. E tutti sembravano diventati così imbecilli da lasciare porte e finestre aperte tutti i momenti. A casa,a scuola e nei negozi.
All'internazionale il camino della caldaia fumava l'impossibile ,i termosifoni erano bollenti ma faceva un freddo del diavolo.

Sicuramente quelle indegne calze che mi faceva mettere la nonna non facevano il loro lavoro. Quelle oscenità di filo di scozia io sostenevo addirittura che facessero venire il cancro ai piedi.
E poi c'erano quelle da montagna di lana che erano tutta un altra cosa ed erano ingombranti. Ma ho cominciato a metterle con un giorno di ritardo perchè la nonna imbosca tutto e non sa mai dove la mette la roba.

Hanno sepolto la nonna teresa un sabato mattina e ovviamente non mi avevano fatto stare a casa da scuola perchè "c'è da studiare". Pratica decisamente consolidata. Del resto era mia nonna non loro no?

Di nonna Teresa si può dire di tutto e di più. Forse è stata schiacciata dagli anni. Se n'è andata all'ospedale in una manciata di giorni. Erano mesi che si definiva "fiacca" come se il suo organismo si stesse poco per volta arrendendo all'età.
Camminava stentata mettendoci molto più tempo per tutto ma era così già da qualche tempo.

E complice il freddo cane di quel periodo e tutta la gente marcia che si porta a spasso ogni razza di malattia o che non ha manco il fiato per respirare e fuma,il suo corpo ha buttato la spugna.

Non so se sia stata un influenza o una polmonite o va a capire cosa. Lei quasi non usciva più di casa e non so come possa essersi contaminata.
O forse perchè il suo organismo aveva deciso che "basta così" e non voleva più stare al mondo dopo essersi beccata la campagna di Libia,l'afrika korps e aver messo al mondo 10 figli.

No,forse voleva solo riposarsi e farlo per sempre perchè era per l'appunto "stanca"

Di casa sua ricordo particolarmente i mobili molto passati come stile ma bellissimi. Ricordo anche che in camera da letto accendeva spesso un lumino a suo marito defunto anni prima e ai suoi santini.
Ma a differenza di Madrina non era una santocchieria bigotta ma una santocchieria responsabile e sopratutto diversa da quella di mia nonna che seguiva il corso degli eventi prima di decidere cosa fare e cosa no invece dei dogmi della nonna e di madrina.

Ricordo anche i canarini,un continuo ciu ciu ciu che gli teneva compagnia insieme a una vecchia radio a valvole della siemens.
Nonna non aveva il televisore e penso che non ne sentisse neanche la mancanza. Lei aveva la radio che come lei era lenta e poco reattiva perchè si dovevano scaldare le valvole.
Poi quando le valvole erano calde e la radio cantava i canarini la accompagnavano con il loro cinguettare.

E anche in quel caso saltava fuori una melodia non male perchè i canarini cinguettavano in vari modi come se sentissero interpretassero la musica della radio.
Si,la nonna era sola ma di fatto aveva compagnia,mai come in questo caso quel capellone bianco di Einstein che diceva che era tutto dannatamente relativo aveva ragione.

Poi si rientrava a casa. A seconda dell'orario si andava con o senza la nonna e lì sentivo la bellezza di sedermi davanti con la 127 . Ma aimè sentivo anche la puzza di fumo che oramai ristagnava perchè la nonna a forza di fumare aveva impestato la macchina . Pure il rivestimento del soffitto sembrava più giallo.

Quando c'era nonna ed ero seduto dietro contavo le tante lampade bruciate che c'erano sul viale centrale e nei controviali . A partire da via Sansovino fino alla fine di corso Francia. Alla fine il numero che ne veniva fuori lo scrivevo da qualche parte.

Non ho mai guardato però se avesse corrisposto a qualche vincita al lotto o cose simili. Chi lo sa se ora girerei con il cayenne invece della auto normale.

SANREMO SI PUO'DARE DI PIU'

Vorrei sapere se i titoli delle canzoni nascano apposta per farti pesare dai tuoi,mai come in questo caso TUTTI ma proprio tutti mi appesantiscono cantandomi questa canzone,si può dare di più si può fare di più Ma cosa volete? Forse sono stato abituato male,forse sono io che non tiro fuori tutte le mie capacità ma basta rinfacciarmele con questa canzone odiosa.

Una prof dell'internazionale la aveva giusto accennata ma qualcuno  dei miei parenti nonchè mamma e nonna LA SMARONANO! E oltre ogni limite perchè secondo loro avrei avuto delle capacità immense.
Sanno solo dire "puoi fare di più" "puoi fare di più" Ma cosa? I metodi di misurazione non sono uguali per tutti? E basta con i secchioni che fanno credere a chi dice che si può fare di più.

L'odio per i secchioni lo ho ancora adesso perchè sono loro con le loro manie di perfezionismo che rovinano il mondo.
Anche perchè loro stanno tutto il tempo in casa e non escono mai. I voti ,i voti ,sempre i voti. Insomma lo stesso discorso di nonna che è noiosa da overdose.

ADDIO VECCHI GIOCATTOLI

Disfarsi di certe cose mette tristezza ma alcune proprio no. Sono stato fortunato da piccolo e ho avuto tanti giocattoli e purtroppo anno dopo anno ci si accorge che quei giocattoli non si usano più.
In qualche caso c'è qualche bambino del palazzo alla quale si faceva qualche bel regalo,in altri casi no. La roba resta per anni sopra agli armadi e quando la trovi ti chiedi come mai fosse ancora lì.

E la domanda me la posi di nuovo quando in occasione del cambio della carta sull'insulso armadione a 6 ante in casa mia venne fuori una scatola con dentro i giochi di quando ero proprio piccolo.

C'erano all'interno sia la fattoria "muu muu" che il bus degli animali. La prima aveva una parvenza di automazione con una tavola rotante che una volta caricato la molla cominciava a ruotare molto molto lentamente.

Su questa tavola c'erano una serie di buchi nel quale si infilavano degli animali di plastica con forma tondeggiante e molto approssimativa Quando arrivavano di fronte a chi guardava si alzavano e nell'audio si sentiva il suono.

Nulla di elettronico,era basata sul grammofono a molla. I due sportelli scorrevoli sul tetto erano la regolazione del volume. Se erano chiusi si sentiva molto basso e quasi faceva da padrone il rumore del movimento meccanico. Qualche volta avevo tenuto gli sportelli tutti aperti e l'orecchio vicinissimo. Si sentivano dei dettagli che normalmente non notavi.  Ti immaginavi i soggetti vivi invece che di plastica benchè molto simili.

Sarei stato ancora ore a guardarla girare. Perchè ricordo ancora quando da piccolo mi faceva quasi sognare. Sognare si una vita in campagna...sbattendomene della città.

Mia nonna non la sopportava,e si che quando ero tanto piccolo me la aveva probabilmente comprata lei. La avevo poi smontata e avevo tenuto il disco di plastica interno che facevo suonare sulla vecchia fonovaligia ma dovevo farlo girare a mano perchè a 33 giri andava piano e a 45 giri era troppo veloce. Sicuramente essendo nato per un giocattolo il disco non era standard. Oltretutto il buco centrale per infilarlo sul giradischi lo avevo allargato con le forbici perchè era piccolissimo.

Tutta intorno faceva bella mostra di se la dentatura per farlo girare che ingranava nel meccanismo a molla.

Condivano il tutto i meccanismi di partenza e posizionamenti vari collegati all'apertura e chiusura delle porte.  

L'altro oggetto era invece il bus degli animali. Una sorta di pulmino di plastica con le ruote che giravano a spinta. Zero automazioni,ma gli animali,uno per tipo di forma umana che salivano e scendevano grazie a una guida inclinata che li faceva muovere aprendo la porta.

Altri due giocattoli ma elettromeccanici li abbiamo portati su a Paesana,il camion dei pompieri,regalo di zia iolanda che si muoveva sul pavimento e ogni tot secondi tirava fuori la scala,girava e poi ripartiva.

E il maggiolino non cade mai. lo facevi girare sul tavolo e poi quando si avviicinava al bordo tornava indietro.

Avevo comunque tenuto forth wort con la manciata di soldatini. Forse più per rispetto piuttosto che mi servisse realmente.In ricordo della mia probabile vita passata nel vecchio west.
Regina invece continuava a stare nella scatola nel comodino e controllavo tutte le sere che fosse al suo posto.

SUPERFANTOZZI MA ANCHE NO

Ho sempre pensato che la comicità stupida dell'ancor più stupido ragionere italiano Ugo Fantozzi fosse una comicità sbagliata.

Avevo visto,in parte perchè me lo aveva quasi obbligato una sera a cena mia nonna il primo film della serie di fantozzi e mi aveva messo un angoscia senza senso.
Non era possibile parlare di comicità perchè vedere un tizio subire in quel modo di comico non aveva quasi nulla. E quello sarebbe stato il vero lavoro in ufficio che pretendeva mia nonna?

Un vero zerbino da piedi come adesso le femmine vorrebbero noi maschi ma non hanno capito proprio nulla e adesso ancora di più ritorna questo personaggio come un qualcuno che passa il tempo e lo spazio?

Ma che doveva darsi una svegliata 50 anni fa e la prima volta che lo colpivano invece di dire il solito stupido "come è umano lei" doveva ribattere,anche a costo di cambiare lavoro ma per nessun motivo dovevi perdere il rispetto.

Altro che come è umano lei. Ogni tanto capitava che qualcuno andava a vedere qualche film ma per tanto che se ne parlava sia a scuola che in zona il mio è stato sempre un no dei più categorici in quanto a comicità stupida di Fantozzi era peggio che italiana,era proprio italiota e rappresentava in pieno la stupidità di colui che secoli dopo gli articolo 31 definiranno l'italiano medio.

Paragonabile alla serie delle vacanze di natale ,altra comicità stupida per risate a basso costo.
Mi sono sempre chiesto perchè si creasse questa sorta di film a basso costo nel quale di bello non c'era quasi nulla.

SPINA E PRESA LE METTO IO

Eh si stavolta una cura a base di tasselli e di spina e presa per rendere smontabili facilmente gli odiosi mobili del bagno. Con la scusa di dargli una pulita visto che erano zozzi senza dire niente avevo preso prima in ferramenta dei tasselli col gambo un goccio più lungo e sopratutto che siano poi estraibili.
Mia madre non so se si faceva imbambolare o non capiva nulla. Ogni volta che si dovevano montare dei tasselli per qualunque cosa sembrava si facesse apposta a mettere roba troppo piccola o col gambo troppo corto o ancora peggio diversa dal buco che c'era nel muro o alla punta del trapano che avevamo.

E anche qui si può aprire un capitolo sull'utensileria scelta dalle donne. Il trapano,forse ancora residuo dell'attività di secondo lavoro di mio nonno o forse recuperato in qualche officina nel cassone del rottame ferroso da zio Mario era un rudere senza senso che girava a 1500 giri fissi.
Era di metallo e ovviamente senza terra. Da qualche parte aveva pure la scritta "doppio isolamento di sicurezza" . Ma per me l'unica sicurezza che aveva era quella di fare la fine di Sacco e Vanzetti se qualcosa disperdeva.

Aveva un orrido passacavo di alimentazione che sembrava di gomma liquida e nastro isolante e una spina grande che di fatto entrava in pochi buchi in quella casa visto che le prese tanto piccole che grandi scarseggiavano.

I restanti attrezzi erano rugginosi all'estremo in una cassetta sul balcone e su tutto troneggiano delle orride pinze arancioni che funzionavano malissimo.

L'orribile mobiletto che c'era a Grugliasco era così mal fatto che per metterlo o toglierlo dovevi smontare il trasparente e togliere le lampadine ,finalmente toglievi i tasselli con la rondella che essendo in gomma  giravano male una volta espansi.
Come fare? E sopratutto come farlo in tempo breve? Ma con dei tasselli normali e l'allargatura delle sedi sulla plastica del mobiletto.

Ho aspettato che mamma e nonna uscissero per commissioni e via in stile operazione militare. Via la corrente,via quello schifo. Zack zack i cavi riattacco la corrente. Trapano selvaggio e rifaccio le sedi sulla plastica.
Poi via queli orridi tasselli di gomma e tasselli nuovi con un gambo in metallo. In ultimo spina e presa per poterlo attaccare e staccare senza bestemmiare come dei coyote con mezzo mobile appeso e mezzo no perchè il cavo è corto.

Stacco corrente,collego tutto e via ,provo a infilarlo. Copia perfettamente e allora lo si mette. Faccio una bella pulita con la carta igenica,lo rimonto e via.

La stessa cosa la farò poi a Paesana ma lì sarò avvantaggiato dal sentire o meno il rumore della macchina che arriva visto che mia madre quasi non esce mai a piedi. Anche perchè a Paesana si era attivato il "supermercato" costruito alla fine del paese. Un posto su cui dirò tanto e di più ancora .  

E anche lì presa e spina comode per non faticare inutilmente a montare e smontare da non attrezzati.
Quando andremo a verniciare non si perderà più mezzo secondo a attaccare e staccare. stacchi,attacchi  e via .
Mia madre forse capì qualcosa ma nonna non arrivò mai a pensare alla spina aggiunta. Anche perchè a Paesana verrà tolto il mobiletto quando ci trasferiremo di nuovo. A Grugliasco invece sebbene la nonna fa sempre lavare pulire e dare sto razzo di bianco non si degna neache di venire a vedere.  
Figuriamoci dare una mano. Ma forse è meglio così visto che quando c'era da staccare la tappezzeria bagnava anche gli interruttori della luce. E poi diceva  che pizzicava. Avesse toccato fase e neutro insieme non avrebbe più stufato.

SI CONTINUA COL GRECO

Ho continuato per lungo tempo a fare riparazioncine dal greco più che altro quando aveva qualcosa di quelle veramente ostiche che gli facevano perdere tempo. Si era scoperto che quando hai un problema serio su qualcosa è inutile continuare a scervellartici sopra perchè oramai hai tentato tutto.
Sospendilo,mettilo da parte e fai altro perchè la tua mente è oramai fissa su quel problema e non è in grado di guardarsi intorno e di vedere la soluzione che magari è a cinque centimetri dal tuo muso.
Dal greco non facevo granchè due o tre ore ogni tanto e quando mi pagava a intervalli mai regolari facevo in modo che coincidesse con qualche uscita nei negozi dove mi facevo dare qualche bazzecola dai miei e il resto (a volte quai tutto il costo) lo mettevo io.

In qualche caso facevo passare per usata roba in saldo o dicevo che la avevo scambiata con qualcosa. Non mi sarebbe assolutamente andato di fare fagocitare dalla nonna tutto quanto guadagnato per prendere qualche prodotto di marca che poi come rapporto prezzo/valore faceva schifo ai porci. O molto più semplicemente era brutto da fare pietà ma a lei piaceva.

E non solo marche serie,nell'abbigliamento per me lei si fidava su prodotti di marca "stupida" come quelle dell'upim e sembrava si divertisse a strapagare qualunque cosa. E poi diceva ma è di marca "brugi" e io avrei voluto digli che era una popò comunque. E che brugi era una marca da sfigato come tante altre. E costava fin cara per l'orrore che era!

LE USCITE DI SERA CON PRIES

Non essendoci più il Petruccino con cui uscire bè ho cominciato ad uscire con Pries alla sera e all'inizio era divertente,uscivamo a piedi a vedere in giro cosa c'era da "recuperare" insomma un pò di spesa anarchica. Il problema di fondo è che Pries di solito usciva parecchio tardi e quando i miei sempre per l'oppressione scolastica mi hanno ridotto gli orari si poteva fare parecchio poco.
Una bella battuta di Pries che diventerà frase mitica era quella di dire che la gente non mangia in casa ma ha.....mettete voi la cosa inutile in più che volete considerare. Dal pacchetto di malboro a quell'abito firmato.

Un altra sua frase era riferita alle persone noiose o che dicono cose noiose e suonava come "sempre a sciacquarci la...."  oppure "ma cosa ci sviluppi".
 
Poco per volta ci siamo resi conto dei danni che fa il capitalismo. Le TONNELLATE di roba ancora valida buttata nei bidoni o vicino a essi. Avessimo avuto più spazio rispetto a quella cantina sfigata che avevo probabilmente potevamo aprire un mercatino dell'usato. Invece mi accontentavo di recuperare,smontare e tenere solo i pezzi interni.
Mi faceva pensare il fatto che spessissimo si vedevano gli stessi oggetti che avevamo in casa,gli stessi mobiletti e le stesse cose di casa. E talvolta anche roba molto più bella e valida di quella che avevamo a casa.

Un pomeriggio addirittura probabilmente come avanzo di qualche sgombero in una casa a fianco del bidone c'era addirittura uno stereo da casa di quelli "costosi" pur essendo un compattone.
Era un bel philips fatto a cubo. Difatti Pries lo ha recuperato e montato a casa sua. Inutile dire che funzionava perfettamente. Lo stesso per un televisore grundig che Pries lo aveva trovato vicino al negozio di lampadari e lo aveva portato a riparare a un tecnico lì vicino e con una spesa modesta avevano la televisione anche in negozio.

Tra i tanti giri serali sembrava che a metà mese la gente si divertisse a buttare e cambiare la roba funzionante. Insomma appena arrivava lo stipendio tutti a buttare tutto e di più. E si che una volta i negozi ultra economici non c'erano. Se per questo non c'era neanche l'odiosa tendenza al nido ikea che tanti danni ha fatto pochi anni dopo.
Condannando a morte un mare di mobili ancora validi e funzionali.

Ho visto buttare giù dai balconi con l'altro che aspettava sotto una marea di arredamenti che poi venivano accatastati a fianco dei cassonetti o scassati . In attesa che passasse il camion della monnezza o che qualche vandalo facesse wooosh con l'accendino affidandoli alle fiamme. Stranamente allora il discorso ambientale era veramente poco sentito ed era normale che qualcuno accendesse un fuoco anche a bordo strada. E non solo le prostitute.

Nella nostra zona i pompieri arrivavano spesso a sirene spiegate,spegnevano e se ne andavano.C'è stato un periodo che sono venuti una settimana intera tutte le sere. Forse qualcuno ha avuto l'accendino facile.
Bè con buona pace per il fumo,il gas delle macchine e per l'inquinamento della città.

UNA PRIMA CREAZIONE AUDIO MULTIVIA.

Nella casa dove eravamo andati ad abitare a Paesana c'era all'ultimo piano un signore giovane con annessa moglie. Avrebbero avuto poi un figlio di nome Alex.
Nel soggiorno di casa aveva installato un autoradio montata fissa che però a differenza di tanti che prendono e montano due casse alla basta che sia gli avevo progettato un sistema corretto di fase. Ovverosia con il woofer più avanti e gli altri più indietro.
E il risultato è stato piacevole.
Penso che ancora oggi con i pochi watt di uscita di una radio da auto sia possibile fare di più di quelle cassine con suono stretto e stitico che si comprano da mediaworld. Anche se effettivamente erano casse con si un suono discreto rispetto alla massa ma molto grandi .
Forse troppo grandi visto che erano quasi grandi come quelle da palco e sopportavano una manciata di watt.

Tuttavia è stato il mio primo crossover con le bobine avvolte e la cosa tutto sommato mi rallegra.
Sicuramente è stato un salto di qualità rispetto a tutti i monovia che avevo costruito. Da un lato ascoltando le idee di Giuliana che diceva che nelle alte frequenze si nascondeva il male,dall'altro ascoltando il fatto che a pochi soldi si portavano a casa solo tweteer piezoelettrici che suonavano poco e male.
Quelli magnetici oltre a costare tanto di più erano delicati e spesso non si predisponeva manco il loro vano nella cassa.

Oggi se posso evitare i piezoelettrici lo faccio volentieri perchè saranno pure esageratamente sensibili ma suonano di cacca.

Preferisco ancora in qualche caso usare degli altoparlanti ovali da tv a tubo catodico in microscopiche casse chiuse come medio alto,perchè sebbene distorcano parecchio suonano in modo piacevole.

Più avanti punterò principalmente sul costruire usando dei monovia da 130 oppure 160 mm rigorosamente biconici con altoparlanti singoli oppure binati che monterò nelle casse che poi in seguito diventerà la serie sound emotion.

E SIAMO DI NUOVO AL FREDDO

Ennesima volta in poco più di un mese,ok sono sempre chiesto perchè nei condominii c'è sempre qualcosa che non funziona  ma questa volta sembra che si stia giocando,con la pelle di chi abita in questo razzo di fabbricato.
Cosa si inventeranno stavolta? Una valvola,un relè o genericamente "vanno in blocco". Ma elimiamo un pò di sicurezze inutili e magari mandiamo pure a fuoco la casa di quel vecchiaccio che abita sopra alla caldaia e rompe sempre quando si gioca in cortile.

Stavolta però siamo stati al freddo solo poche ore perchè al mattino dopo si era di nuovo al caldo.
Forse il problema era solo una sicurezza inutile scattata.
Sono contento ! Stavolta non vanno avanti battendo e martellando in continuazione come le altre volte lasciandoci al freddo per giorni.

PRIMO QUADRIMESTRE NON C'E MARGINE

A un certo punto arrivano le pagelle del primo quadrimestre. Fortunatamente dopo le vacanze di natale per non rovinarle e non mandare tutto in emme per la solita grazia ricevuta.

Ed è stata anche un occasione per vedere quanto mi volevano "bene" mia mamma e mia nonna che hanno inscenato delle ennesime punizioni stupide in stile noi siamo le donne e comandiamo noi che ho prontamente ricambiato.

Probabilmente per la paura che perdessi un altro anno,pienamente giustificata per altro visto che la retta la pagavano loro.

Magari perchè pensavano che avrei avuto il cedimento di fine anno come nè più nè meno era avvenuto nell'anno precedente nella scuola passata. Ed ero troppo troppo al pelo ma avrebbero dovuto pensare che sci,atletica,piscina e varie ed eventuali erano un goccio troppo per me.

Perchè prendersela di nuovo con i miei componenti elettronici,perchè prendersela di nuovo con le mie riviste? L'ho detto io di farmi andare a sci,ad atletica,in piscina e poi anche studiare? Perchè probabilmente avessi piantato lì di andare in piscina o a sciare o ad atletica sarei riuscito a passare senza rogne di nessun tipo.

Eppure,sebbene stavolta me lo abbiano detto e non abbiano fatto tutto da infami schifose le schifose lo hanno fatto comunque...e non mi hanno chiesto se potevano farlo o no lo hanno fatto e basta. Pretendevano pure che gli dessi una mano.

Ma che schifose...ancora grazie che mi lasciavano ancora uscire ma sarebbe stata la volta che gli bruciavo la casa con loro dentro .
Avrei avuto voglia di dargliene tante tante e ancora.
Specialmente a mia nonna che faceva le battute imbecilli sopra del tipo battute cretine sui transistor al germanio che non sono in germania o sulle resistenze da 220 ohm che sono pericolose perchè è la 220 a essere pericolosa e si deve andare a pile. Volt e ohm si sono rabastati nella tomba insieme.

E poi esce con le solite vaccate del tipo si deve studiare sui libri,questa roba ti distrae e altre stupidaggini dette da una persona col cervello di gallina. Sono componenti elettronici ma per loro probabilmente è il male assoluto manco fossero droga od armi.

A ogni cassettino che versava in quell'odioso  saccone diceva ogni volta cose più cattive e adesso che sto scrivendo questo mi prudono le mani a 30 anni di distanza.
Storpiavano intenzionalmente leggendo cosa c'era scritto sul cassettino,dicevano questo lo teniamo o questo lo buttiamo.

C'era scritto integrati di recupero dei televisori e loro dicevano che tanto la tv era nuova cosa li tenevo a fare?

Giudicavo imbecilli i genitori che spaccavano il giradischi se il figlio si drogava e io come posso giudicare questi?.

Che mi hanno preso tutti i componenti elettronici gelosamente suddivisi per tipo e tutti in uno schifoso sacco nero sul balcone nell'armadio.
Ma bella grazia che non te li abbiamo buttati...la loro risposta.

In un sacco nero come se fossero immondizia. Ore per separarli tutti man mano che li smontavo ed ora la sorpresa.
Nessun rispetto per il lavoro degli altri. E mia madre nella sua ignoranza non li chiama componenti elettronici ma bijoujini....voglia di kilotoni!
Perchè a questo punto tanto valeva che i drogassi visto che mi trattavano così.

Stavolta se non altro non hanno tolto il quadro delle locomotive diesel santa fe da camera mia per mettere quel cesso di natura morta che avevano messo nella seconda casa nella loro camera da letto.

E' una delle poche volte che si possono contare sulle dita di una mano che ho pensato "stronza" relativamente a mia madre. A mia nonna lo pensavo giornalmente. Anzi in certi casi più volte al giorno.

Comunque bè,contente loro contenti tutti. Un paio di volte ho pure pensato che potevano metterseli anche sulla pastasciutta così magari la nonna mordendo un 2N3055 che era di ferro ci lasciava qualche altro dente marcio. E se si pianta un terminale nella gengiva incatramata godo di più. Specialmente se dopo lo fa togliere a me con le pinze con cui sforzargli la gengiva giusto per fargli male.

E più che altro il loro ripetere fino alla noia....non c'è margine non c'è margine come un disco rotto sul jukebox con la differenza che nel jukebox hai il tasto per toglierlo. O per lo meno puoi tirare via la spina e lui la pianta lì.

VOLETE I VOTI e allora lasciatemi dormire!

E' una delle prime volte che abbaio seriamente dietro a mia nonna. Si,avevo un compito di matematica il giorno dopo,volevo andare a dormire a un orario che non fosse stato un orario da tossico e allora alle 22 di sera a nanna.
Bè....come kaiser si fa  a dormire con queste pubblicità imbecilli alla tv che con il film a -20db che si sente appena e poi arriva la pubblicità di emme che ti fa sobbalzare e loro che prima di abbassare ci mettono mezz'ora con i riflessi da pesce in carpione che hanno.

Una volta due tre e poi mi alzo dal letto e vado a protestare.
Sembra che stavolta l'hanno capita? No...sembra di no alla pubblicità successiva afferrano il telecomando al volo e ....alzano...perchè quella rinco di nonna manco vede i tasti ma a fumare ci vede benissimo.
Poi abbassano...almeno stavolta lo hanno fatto. Speriamo non abbiano alzato apposta il volume,conoscendo la nonna...

Ultimo spot pubblicitario la nonna (che vuole il monopolio del telecomando oltre alle chiavi) non c'è . E' in cucinino che fuma e allora,nonostante sia prestissimo (saranno state le 22,30) mi scappa un
"ABBBBAAAAAAAASSSSA"
con tutta la voce che ho che risuona nella notte.
Nessuna delle due viene a lamentarsi però dopo 5 minuti spengono la tv e cominciano a giocare a carte....miracolo!"

E il compito di matematica è stato ampliamente sufficiente. Con la tv hanno imparato a non disturbare troppo,mettendo la nonna un goccio più vicino allo schermo.

E regolare diversamente i toni alti e bassi del televisore. Le famose manopole che "non vanno mai toccate" dice la nonna. In compenso un pò di alti in più e un pò di bassi in meno e tutto si sente meglio.,rimbomba di meno e si capisce meglio.

GITA A PRATO NEVOSO

Questa è giusto ricordarla. Se da un lato è giusto fare una gita scolastica in un posto che sia divertente e non sul solito posto da mummie,bè questa volta sebbene ci sia stato un nebbione senza senso ci si è divertiti. A diferenza dell'anno precedente in quel cesso di itison mariuana al mare qui il posto scelto è prato nevoso. Da me ribatezzato prato nebbioso.

E il vantaggio è stato che mi sono TOLTO DAI MARONI quelle odiose calzamaglie aderenti che facevano schifo ma al momento di provarle la sera prima a forza di lavarle a ogni uso hanno fatto STRAAP...e così le donne in casa a sgallinare come stupide come si fa come si fa i negozi sono chiusi e la gita è domani...e guarda caso il fatto di mettere i normali pantaloni della tuta sotto e guarda caso un vecchio paio di pantaloni imbottiti che usava lo zio Mario con la motoslitta.

E un bel maglione blu pesante sopra in modo che non si vedano le orribili bretelle belle sfilacciate oltretutto.
Belli larghi e non stretti come preservativi. Come invece la moda dello sci voleva in quel tempo.

MIRACOLO! le sensazioni odiose sulla pelle che avevo l'anno scorso si sono VOLATILIZZATE. E nonna aveva poco da dire che ci andava comunque la calzamaglia .
Ma chi lo dice? Il tuo dio falso e bugiardo che ha spedito tuo marito nei verdi pascoli a 50 anni? O quello ancora più bugiardo che ha spedito mio padre a 33 anni?
Se lo dicono loro piuttosto mi metto un pigiamino rosa che faccia venire il vomito a guardarlo che la tua calzamaglia del razzo.
O lo dici tu nonna che non hai messo gli sci ai piedi una volta in vita tua?

Migliorare,si deve migliorare e aggiungi anche il fatto che gli scarponi a calzata posteriore erano meno dolorosi di quei caber a 3 ganci del kaiser.
E ovviamente li avevo comprati io e non mia madre o mia nonna.

Avevo avuto l'accortezza di comprarli dello stesso colore bianco in modo tale che non si sospettasse più di tanto che non fossero quei cessi che il commesso gli aveva rifilato con la scusa che ero agli inizi e dovevano perdonare gli errori...

Prato nevoso se vogliamo era al tempo (ricordo che sono passati più di 30 anni a oggi) un goccio più difficile di sestriere. Perchè a Sestriere era tutto perfettamente piatto e livellato .
A prato nevoso no ma avevo notato un atmosfera migliore.
Già il fatto che non ci fosse stato il "malanifero" di sestriere ossia un personaggio solitamente presente allo skilift corto (il primo a sinistra dei due gemelli) con modi di fare odiosi e fastidiosi che oggi lo prenderei a sberle senza pensarci ma all'epoca lui lo faceva perchè eravamo ragazzini. Il nome malannifero era dovuto al fatto che c'era un cartellone pubblicitario su quello skilift con la scritta ristorante malan e uno con la pipa disegnato.

Probabilmente in quel ristorante faceva più fumo la pipa del cuoco che tutti i fornelli messi insieme. Altrimenti non la disegnavano così grande. Se no perchè non la avrebbero magari messa nell'insegna.

Inoltre quel motore (a differenza del gemello solo 10 metri più in là) vibrava (facendo vibrare anche il cartellone) e faceva odore di olio caldo.   
Difatti se potevo andavo sempre su quello a destra. Ma quando eri con la scuola di sci misteriosamente tutti dal malanifero.

Andare su in montagna nei feriali è tutto un altro paio di maniche.
Essendo abituato ai carnai di sestriere la domenica il deserto feriale di prato nevoso era perfetto.

Perfetto per imparare a sterzare bene,a puntare bene l'odioso bastoncino
E altrettanto perfetto per capire che con la giusta violenza non serve manco puntare il bastoncino. Tanto gli attacchi degli sci che mi aveva trovato zio Mario digerivano tutto.
Non si rompevano gli attacchi e non sganciavano per sbaglio ,a differenza dei tyrollia che mamma si era fatta consigliare dal commesso esperto del negozio.

Difatti poi in seguito ,poco prima di mollare gli sci alle soglie del 2000 e iniziare con lo snowboard grazie anche al mio quintalotto di peso sterzavo senza bastoncini senza nessun problema. E rimanevano sulla uno (ma qui è in un altro capitolo ossia "con Gianluca andiamo con la uno a pian del frais"). Poi sempre in quel periodo ho iniziato con lo snowboard.

Prato nevoso era un posto molto più tranquillo,le classi agonistiche non rompevano e non se la tiravano come la parte primaria di una top model,la neve non era così crostosa,così falsa come quella di sestriere. Peccato per la nebbia e allora vai di "uno vale uno" ossia insistere sullo stesso impianto due o tre volte prima di fare collegamenti con altri impianti. Giusto per capire bene con la nebbia i punti di riferimento.
La nebbia che ti obbliga a essere sensibile. Sentire una a una le asperità della pista e ammortizzarle senza farsi troppe paranoie.

Questa volta sono stato io a dare una mano a un mio compagno di classe un certo ivano "D" (perchè avevamo anche ivano "F" ma non sciava) che in un punto difficile aveva capitombolato pesantemente ed era piantato in un mucchio di neve.
E allora muovi qui,spingi là e poi è ripartito. Il suo problema comune a tanti altri era il fatto che molti attacchi facevano la crosta di neve che ne impediva il funzionamento e il riaggancio.

Problema ancora non risolto nenche al giorno d'oggi.
C'era il metodo "zio Mario" ossia una abbondante spruzzata di lucida cruscotti e con me andava bene. Chi gli strofinava il sapone e chi ci metteva il super soap e si riempivano di schiuma al primo pezzo di neve marcia.

Una volta ripartiti visto che era un goccio demoralizzato gli ho fatto affrontare di nuovo lo stesso pezzo ma a velocità molto ridotta in una successiva discesa. E si è un goccio calmato dopo averlo passato in modo molto più sicuro giusto 20 metri più in là in un punto molto meno difficile e traditore.

Inutile dire lo sgallinamento di mia madre e mia nonna al ritorno che volevano di nuovo comprare le cazamaglie del kaiser.
Se ne uscivano con un "ma poverino hai avuto freddo...." ma cosa? C'erano loro o io dentro quei pantaloni? E questa volta non gli ho gridato dietro ma ci sono arrivato vicino perchè quasi non mi facevano parlare.

Ed è stata una delle tante volte che ho cominciato ad oppormi visto che comunque ho dirottato il discorso "c'era da studiare" e non c'era poi così spazio per continuare a sciare tutte le domeniche .
E sopratutto non voglio vestirmi con quella roba da sfigato che sicuramente mi avrebbero comprato per le uscite in montagna.

Difatti avrò fatto 6 o 7 uscite in tutto la stagione e potevo anche farlo con quel vestiario che oltretutto andava meglio... Ma faglielo capire a queste galline! Alla terza o quarta uscita hanno capito che quei pantaloni con la tuta sotto andavano meglio delle loro calzamaglie del piffer.

E per lo meno l'anno non l'ho perso perchè forse riuscendo un goccio a dormire alla domenica magari uno non si addormenta sui libri. E comunque l'avere le giuste ore di sonno e non fare orari da tossico aiutava tantissimo. Certa gente non lo capisce ancora oggi. E continua a fare orari da tossico e lamentarsi che tutto gli va storto.

LA VESPA DI PASCALE

Se è vero che io mi sono motorizzato anche io Pascale,un mio compagno di classe all'internazionale lo era da tempo. Essendo più vecchio di me aveva già una vespa 125,un PX con quasi tutti gli accessori del tempo .
Aveva la radio,la batteria aggiunta che andava periodicamente ricaricata in quanto il tipico montaggio non prendeva corrente dalla batteria anche se sarebbe bastato un diodo singolo perchè nel PX di fatto avevi già un regolatore montato e bastava raddrizzare.
Insomma un banale diodo P600B e una resistenza da decimi di ohm.

Aveva il cupolino sportivo,il portapacchi dietro e i vari tubi di ferro che proteggevano le lamiere.

Bè quella vespacon l'adesivo della mecca su un fianco che io avrò visto due o tre volte è stata bruciata. Non so se il proprietario avesse fatto un torto a qualcuno o magari dava fastidio dove la lasciava o cosa.

Un giorno se ne arriva a scuola e ci dice che gli hanno bruciato la vespa. La hanno girata sottosopra e quando la benzina usciva la hanno accesa e se ne sono andati lasciandola bruciare.

E così ci ha raccontato la fine della sua vespa ,noialtri avevamo coniato il vocabolo "wrissgggg" che simula il rumore di quando prende fuoco qualcosa.
E ogni tanto uno dei due Ivano,non mi ricordo quale gli diceva "wrissgggg"e lui ci bestemmiava sopra.
La sorte della vespa di Pascale dopo la combustione è uno dei tanti misteri che resteranno irrisolti. C'è chi dice che l'abbia portata allo sfascio e chi dice l'abbia data dentro per prendere qualcosa di più moderno e addirittura chi dice abbia preso un altra vespa.

Ma è l'ennesimo enigma non risolto della mia vita.

I VECCHI DEVONO SEMPRE SCALDARE TUTTO?

Il miscuglio di limone e miele è uno dei rimedi contro le tante tossi che l'inverno ci regala. Solo che mentre la nonna tossisce sempre in qualunque stagione visto che ha i polmoni marci e incatramati.
E in compenso quando prepara qualunque bevanda la nonna la deve sempre scaldare. Così tutto diventa disgustoso.
Anche l'acqua nel quale mette il limone e il miele la deve per forza scaldare. Ma almeno un minimo di intelligenza e mettere un cubetto di ghiaccio?
No,forse di intelligenza ce ne andrebbe troppa.

Sto davvero comiciando a pensare che e si invecchia male si diventa dei semifreddi indegni e si comincia a scaldare tutto.
E allora giù a consumare acqua calda!

NON HA I PARAFANGHI!

Tra le tante stupidate galattiche che ho sentito quella detta da un vecio degli orti abusivi che un pomeriggio quando ero in giro con Erik cosa che capitava rarissimamente essendo tanto lontani che con orari che mai andavano d'accordo.

Le bmx non hanno solitamente i parafanghi. Non li hanno mai avuti sebbene qualcuno abbia montato dei parafanghini di plastica a non erano poi così belli.

Bè io non capisco perchè se qualche mummia ha qualcosa da dire si impunta sempre sul fatto che la bici in questione non ha i parafanghi . Ma non hanno mai latitato più di tanto tra gli argomenti è la forma dei pedali che "rovinano le scarpe" . E veniamo poi alla mancanza dei fanali,cosa per la quale secondo certi personaggi non dovevano manco essere ammesse per strada.

E continuamo poi con alcune che non avevano ancora il freno anteriore. In realtà tanto i fanali anteriori che quelli posteriori periodicamente apparivano e sparivano a seconda di quelli che si montavano e si rompevano. A seconda di quelli che si perdevano e quelli che smettevano di funzionare dopo poco perchè non erano fatti per durare.
Caso emblematico una totale schifezza fatta con e plastiche mal stampate e i contatti fatti con pessimi lamierini  Inutile dire che dopo pochi mesi o il calore della lampadina o il perdere l'acido delle pile , lo svergolarsi dei lamierini o il rompersi della plastica lo rendevano buono solo per l'immondizia.
Quando poi non entrava acqua all'interno e mandava tutto in corto perchè non era stato fatto manco un buchino per farla uscire.

Veniamo al fatto allora:

Ero seduto con Erik su una panchina e parlavamo del tempo che fu,quando si pensava solo a divertirsi e la scuola non rompeva.
Lui aveva relativamente poco tempo perchè lavorava in officina con suo padre e appunto quel pomeriggio voleva riposare un goccio la mente.

Erik dopo il giro appariva molto più stressato del solito. Solitamente per il suo fisico mi stava
davanti ma stavolta no. Sembrava distratto e allora dopo che ci siamo fermati  ha detto una delle poche frasi mitiche partorite da lui ossia "certa gente per farla andare avanti devi togliergli i freni dalla macchina ".

Eravamo passati dall'officina e poi siamo andati a una delle panchine sul viale che porta a corso Francia. Ha poi infilato una mano in tasca e tirato fuori una manciata di lampadine usate prese pochi minuti prima in officina. Il discorso è appunto proseguito con quelle lampadine. Il concetto della sua frase ossia che certa gente ha sempre il pedale del freno schiacciato e quindi le lampadine si bruciano spesso.

Le lampadine in questione sono le 21/5 e hanno due filamenti  . Uno fa la posizione e l'altro fa lo stop. E non è affatto detto quale parte per prima. Tuttavia il fatto che parta quello dello stop identifica persone con sempre il piede del freno.

Se vedete una coda di auto con tutti i lumicini rossi accesi...bè sicuramente se qualcuno la sta causando è quello che poi in seguito definirò come il bradipo sotto ketamina senza riflessi
Insomma come il vecchio che ha investito il Petruccino.

Anche le lampadine per noi parlavano. Non so cosa fosse ma il seme dello scrutare e indagare sull'intima materia era una cosa che non era morta con il Petruccino ,anzi cresceva e si ingrandiva. Ogni oggetto parlava ,ovvio nella sua lingua che noi sapevamo interpretare o almeno immaginare.

Un gruppo di nonnetti hanno  cominciato a guardare,a parlottare. Sembravano molto più interessati alle bmx che a noi. Uno in particolare sembrava un minimo interessato a conoscere la materia.

E poi attacca discorso qui attacca discorso la il problema secondo loro era  che la catena avrebbe sporcato i pantaloni e l'assenza dei parafanghi non avrebbe consentito la guida con vestiti eleganti.

Personalmente tanto a me che a Erik sono caduti i maroni,la bmx non è affatto una bici elegante e noi la usavamo ANCHE per spostarci,ma era nata per correre sullo sterrato .
E l'assenza di tutto era appunto dovuta al suo uso iniziale.

Il discorso comunque è proceduto sul fatto che la forma del telaio è data dalla necessità della sola robustezza. E ogni orpello estetico di fatto è più dannoso che utile. L'idea di usare le bmx per uso quotidiano è nata negli states perchè per la loro leggendaria robustezza e sopratutto perchè in sostanza è un popolo più grezzo e cafone del nostro.
E pertanto passa dalla bici elegante,che in quel caso solitamente è molto elegante delle nostre,quasi con un eleganza barocca alla nuda praticità della bmx.

IMPIANTO ANTENNA CENTRALIZZATO

La cosa che a me ha sempre fatto girare i maroni è sempre stata il pensare e impuntarsi contro qualcuno.
E' stato rifatto l'impianto di antenna in quel cesso di palazzo è stata montata una centralina per l'antenna centralizzata e poco dopo alle ferie è andata a fuoco.

Bel lavoro di emme che è stato fatto,eppure non solo quei 4 veneti della scala 55 non lo capiscono ma si permettono pure di dare la colpa a Pries che giusto per onore di cronaca quella sera che l'antenna è andata a fuoco ,nel momento esatto del corto che si sono spente le luci nella scala veneta era con me e stavamo rientrando,infatti eravamo in fondo alla via e abbiamo visto le luci spegnersi e i vecchi uscire perchè era andata via la tv. Per almeno un ora eravamo stati in giro in zona a fare shopping anarchico a fianco dei bidoni della spazzatura

Pure il sottoscritto quando è andato a casa ha poi visto che canale 5 si vedeva male ma tanto "dovevo" andare a dormire.

Eppure a sentire questi veneti balordi dopo che Pries si era trasferito come casa si divertivano a dargli la colpa di una cosa che si era incendiata perchè montata col didietro. Chissà cosa avrebbero detto se bruciava pure il tetto.

La cosa che più mi ha dato fastidio è stata anche l'impuntarsi di quel diversamente intelligente dell'amministratore sul togliere ogni antenna dal balcone che era comunque un balcone interno e non una facciata. Così ho dovuto rinunciare ad alcuni canali che avrei potuto ancora vedere e che prendevo con l'antenna a pannello che essendo da un lato della casa era schermata da certe interferenze.

Lamentarmi con qualcuno? No...facciamoci furbi,tanto anche se anche fai l'impossibile danno solo e sempre ragione a sti vecchi del kaiser.

Si parla che la gerontocrazia non ha futuro ma questa è proprio la realtà. A me fa pensare che se veramente eravamo la quarta potenza industriale mondiale...forse lo eravamo per grazia ricevuta.
Viste le troppe teste vuote che vedevo intorno a me. E non solo in casa mia.

IL RUMORE DEL MONDO

Il mondo non conoscerà ai pace e silenzio. Non può e non potrà mai perchè ogni cosa genera rumore e genera guerre di vario tipo. Fossero anche solo i plotoni di acari che camminano su una coperta sporca. Il silenzio non esiste perchè gni cosa fa rumore. Ho provato a addormetarmi con le cuffie per il rumore ma a parte il fastidio sento ancora rumori. Sento amplificata la mia respirazione e sento anche il gorgogliare dell'intestino e il rumore del cuore.

Meglio non è andata neanche con i tappi che si infilano nelle orecchie e poi si allargano. Pure con quelli si sente comunque un concentrato di rumori. E sommandoli insieme i tappi e le cuffie si ,ci si isola ma non proprio come si dovrebbe.  

E sono dell'idea che il corpo bene o male si adatta al rumore a alla lunga il rumore da fastidio solo se non ci sei abituato. Quando arrivava la stagione calda di solito andavo a dormire con il balcone aperto e nonna quasi sempre a chiudere anche se c'erano 30 gradi.

E in ogni caso quando il balcone era aperto e tutti erano andati a dormire se nonna si era dimenticata di chiudere sentivi ancora chiaramente il rumore degli ascensori,il traffico su corso Francia,un brusio riconoscibile.

Se passava il treno sebbene ci fossi a un km sentivi una ferraglia riconoscibilissima
E poi pensavi....chissà come fanno nelle zone del silenzio. E il mio pensiero va a quelli che che per problemi mentali patiscono i rumori.

Ecco cosa si dovrebbe dire per tutti quei rumori fatti tanto per...da chi si diverte a fare scattare l'antifurto a chi suona tanto per e consideriamo anche chi viaggia con la marmitta rotta.

Da piccolo avevo un disco per bambini che parlava appunto del troppo rumore. Si chiamava il concerto della città. E raccontava di un anziano che tornava alla campagna dopo pochi giorni passati in città.

Ricordo anche che la ritmo di uno dei veneti dell'altra scala che suonava tutti i momenti anche se passava solo una moto smarmittata.
Un allarme sensibilissimo che sentiva anche i tuoni dei temporali.
Incredibile che nessuno gli abbia detto niente o che negli anni nessuno gli abbia tirato un uovo o della cacca. Visto che era proprio un disturbo continuo.

Ma non era l'unico,quando cambiò quell'aborto di fiat ritmo anche l'auto successiva che prese aveva lo stesso allarme regolato troppo sensibile. Inoltre poco più avanti in una casetta c'era un altra auto dal suono facile.

AMMINISTRATORE AU AUA

Mi sono sempre chiesto perchè certi personaggi occupano certe cariche sociali. E che non sanno esprimersi.
Questo qui non so dove lo hanno preso,non riuscivi a capire quasi nulla di quello che diceva. Va bene che il punto fondamentale di un amministratore potrebbe essere  spennare la gente e fare fare un sacco di lavori inutili per guadagnarci sopra.

Questo non so se faceva tanti lavori o pochi quello che sono sicuro è che era una persona abbastanza fatta a modo suo perchè come tutti quelli che hanno una certa autorità,qualunque sia la faceva pesare in un modo idiota.

Ma ancora più fastidioso era pensare che la metà dei personaggi gli dava comunque ragione perchè comunque si dava ragione al più anziano e non al più conoscitore della materia. E quando
sentivi certe frasi che erano concentrati di ignoranza ti cadevano le palle.

LA PROLUNGA DI DEMO

Vi ricordate il mostro delle cantine ,quella faccia cattiva che ci guardava dai buchi della cantina di Demo (e visto che sul campanello era Demo N per noi era demonio) che probabilmente era una boccia di un acetiera che ha fatto kerasss arrivando sul pavimento della cantina e spandendo poi un fortissimo odore di aceto.

Bene stavolta al povero Demo è toccato un feroce sabotaggio della prolunga che serviva per accendere la sua lampadina all'interno della cantina.

Pries aveva bisogno di una spina per accendere un proiettore che abbiamo trovato a fianco del bidone e poi abbiamo usato per guardarci dei film per adulti . C'è n'era una scatola intera.
E accendi e collega,spegni la luce,guardiamo e avanti un altro.

Alla fine del nostro bel gioco dopo aver guardato tutti i film e allora ho rimontato la spina sulla prolunga di Demo che sporgeva dalla porta chiusa ma non contro.
Ho fatto un vero lavoro di emme perchè essendo i cavi di gomma secca i fili erano messi un pò come capita.
Ho chiuso anche parecchio male i fili e pizzicato i cavi alla come viene e viene perchè dovevamo andare su ed era ora. Ricordo che al tempo la puntualità era tutto.

Quello che  successo poi è che quando il sign Demo ha attaccato la spina ha fatto uno dei quei botti con annessa scintillata che ha fatto saltare il contatore e ha tranciato netto il cavo a collo della spina.
Tanto io che Pries ci stavamo scompisciando dalle risate ma abbiamo dovuto fare buon viso a cattivo gioco allora abbiamo fatto finta di niente ma quasi Pries si stava facendo la pipì addosso dal ridere.

Che il sign Demo abbia cogitato? Ma? Chissa? Di sicuro ha dovuto rimontarsi la spina. Di sicuro abbiamo capito che non era un vero demone se avrebbe capito che il corto non era accidentale.
Per cui Demo N non voleva dire demonio.

GIULIANA E IL VIDEOREGISTRATORE

Ci sono due film a cui sono affezionato,il primo è uno sceriffo extraterrestre e il secondo è ma chissà perchè capitano tutte a me.
Li ho visti più volte durante la mia vita  devo dire ,cosa peraltro confermata anche da Giuliana che dentro di essi c'è un energia interna mica male. Giuliana era una delle prime ad avere il videoregistratore.. Vogliamo dire cosa ne pensava mia nonna del videoregistratore? "i film si guardano quando li danno". Peccato che in quella casa il monopolio del televisore era esclusivamente suo e tra un film d'azione e uno sdolcinato e strapalacrime vediamo se indovinate che cosa avrebbe scelto.

Cominciamo dal primo .

Nel film uno sceriffo extra terrestre il mitico Bud Spencer fa da spalla a un ragazzino extraterrestre che ha delle caratteristiche da vero alieno in un corpo dall'aspetto terrestre.

Questo film ha una serie di cose "strane" parlando di viaggi spaziali. Cominciamo dall'inizio. Bud Spencer,lo sceriffo quando passa a recuperare il figlio della signora al parco divertimenti è con il bambino extra terrestre e evidentemente prima si sono cambiati tra loro i vestiti. Infatti lui è vestito con la tuta spaziale

Bene,intanto se i viaggi spaziali si sono evoluti in teoria la tuta spaziale non serve  più visto che già nelle ultime missioni shuttle di fatto si usa solo per le attività extra veicolari. O per scendere su qualche pianeta dove l'atmosfera non va bene.
Non certamente la terra.

Inoltre la tuta spaziale vera,non un simulacro da carnevale impone oltre alla taglia più o meno giusta anche certi trasduttori e parti da attaccare al corpo.
Infatti la vestizione è piuttosto complessa e fatta con rigore alla nasa. Avevo visto un documentario delle missioni sulla luna.

Inoltre essendo il ragazzino extraterrestre magari leggermente differente come chimica siamo sicuri che sia tutto compatibile? O che una volta chiusa la tuta possa succedere qualcosa di inaspettato?

Dubito che due ragazzini al buio possano fare una vestizione senza problemi. Anche perchè qualcosa va installato pure in zone intime.
Veniamo al capitolo dopo ossia il fatto che il ragazzino viene cercato dai militari.

Perchè è così importante?

Veniamo al momento del dottore che controlla i segni vitali. E' relativamente strano che un bambino così simile a uno terrestre possa essere così diverso.

Ma preso nel suo insieme il film è valido se non ci mettiamo a fare le pulci.

Il sequel ossia ma chissà perchè capitano tutte a me. Qui il bimbo è un goccio cresciuto ma è più suggestiva l'ambientazione in una piccola cittadina che poco cambia da una del vecchio west.

Ed è una fabbrica di energia universale la musica della carica finale quando ci si ribella al controllo globale.

Attenzione che è un film con diversi significati nascosti. Giuliana ne ha trovati parecchi all'interno e secondo me ha ragione su tutto.

I TOSSICI BUTTANO LE SIRINGHE NEL GIARDINO DELL'ASILO.

La notizia che in uno dei girotondi i bambini dell'asilo abbiano trovato una siringa o che addirittura uno di loro si sia punto è rimbalzata come una palla pazza nel quartiere.
Come un petardo lanciato in un pollaio che fa volare galline e piume ovunque.
E per parecchio tempo le maestre al mattino facevano il controllo prima di portare i bimbi a giocare.
Inutile dire che mia nonna ha gonfiato la cosa  in maniera terrificante. Il bimbo che si era punto,ma poi  non si era punto. Era morto istantaneamente per droga,no era vivo. Si era beccato l'epatite ,no stava bene .
Insomma un pessimo sistema di gestione dell'informazione. Oggi si direbbe che si fa terrorismo mediatico ,una volta era solo sentire parlare mia nonna. Tra lei e il passaparola di bottegaio nell'alimentari dove lei andava sempre.

Poi non so come sia finita. I tossici hanno una vita relativamente breve almeno finchè continuano a farsi.
Qualcuno si fa furbo e ne esce da solo. Qualcuno va a farsi recuperare dalle comunità dei tossici dove li prendono a sberle tutti i giorni (sberle doppiamente meritate. Perchè ci sono caduti e perchè vogliono uscirne). Qualcuno va diretto nei verdi pascoli e qualcuno va in galera.
 
Cosa sia in più grave o non lo sia non sono in grado di giudicare. A me non serve cercare sensazioni fasulle perchè non mi serve spegnere il cervello.

I CLORO FLUORO MISTURI

Ne avevo parlato con Pries e poi ne abbiamo riparlato quando l'incendio di Valeriano gomme aveva fatto il cielo completamente nero.
Ma quanto stiamo inquinando? E il buco nell'ozono? Ai telegiornali annoiavano senza pietà dicendo le solite cose del tipo moriremo tutti,si scioglieranno le auto per strada.
 
Era normalissimo al tempo comprare tutto in bomboletta spray. Vernice,lacche,smacchiatori,profumi ,spruzzini di ogni tipo. Difatti da lì relativamente a poco nacquero gli spruzzini ecologici che avevano una pompetta manuale e niente gas all'interno.

Ricordo quel giorno dell'incendio del gommista che il cielo si fece nero. Come se qualcuno da qualche parte avesse acceso un cammionaccio di quelli che fumavano seriamente ci desse del gas ad acceleratore a fondo. Insomma di quegli orrori fumaroli che ti vedi sempre in mezzo ai piedi quando vai da qualche parte.

Mancava solo di sentire il rombo del motore tutto accellerato come quei cammionacci che in salita impestano l'aria con un fumaccio nero e intalciano il traffico andando a 30 all'ora per divertirsi a fare perdere tempo.
Una sera avevamo trovato una bomboletta mezza piena nella spazzatura e avevamo provato a incendiarne il getto,c'era fuoco ma anche tanto fumo e puzza.

Pensavamo fossero quelli i clorofuoromisturi. Di fatto una mezza cortina fumogena.

E personalmente sul fatto che avessero fatto tanto fumo non gli avevamo dato importanza. Inquinano punto e basta.
Poi non so se fosse stata una di quelle bombolette stupide che le donne usano per stirare o una bonza di vernice. Perchè sicuramente il contenuto è differente.

Una seconda occasione di vedere quanto si faccia fumo e si inquini è stato il vedere cosa restava di un bidone della spazzatura di plastica di quelli marchiati CIDIU perchè dove c'era il bidone ed è erogato è rimasto solo il telaio di metallo  il muro lì dietro era nero. Pure un albero che insisteva con i suoi rami ha fatto da combustibile e pure lui è rimasto bruciacchiato e nero.

CHE BELLO SPEGNERE I LAMPIONI

Nella nostra zona come la metà abbondante delle zone di Torino,Grugliasco e Collegno era illuminata a vapori di mercurio. Ossia quelle lampade che aumentano la potenza man mano che si scaldano e fanno una luce azzurrina vagamente spettrale man mano che partono.

Sommate alle loro naturali caratteristiche il fatto che da vecchie sono ancora più azzurrine e ancora meno luminose. Pur consumando sempre uguale.

Una delle altre loro caratteristiche,oltre alla loro accensione rallentata è il fatto che se vengono spente non si riaccendono finchè non si sono raffreddate. Quindi cosa succede? Che la minima mancanza di corrente regala 5 minuti di splendida oscurità alla zona dove abbiamo fatto un piccolo black-out.

E come fare un piccolo black-out? Semplicemente illuminando la fotocellula che comanda l'accensione dei lampioni. E' una questione di una decina di secondi poi si sente un TUN nel quadro e arriva l'oscurità che si mantiene per 5 minuti.

Poi le lampadine si riaccendono una per volta irregolarmente e aumentano la loro potenza poco per volta come se si fossero appena accese.

Ricordo una sera che abbiamo incontrato i carabinieri che ci hanno guardato brutto e volevano controllare ma in fin dei conti in una zona dove tutti i momenti i lampioni si spengono è normale portarsi dietro una lampada a batteria.
Del resto i fotoni emessi non hanno il numero di targa.

E' INUTILE CON GLI OROLOGI NON VA

Personalmente penso che sia una strada sbagliata. Lo è sempre stata quella di procedere in una direzione credendola quella giusta e buona anche quando i segni ti fanno capire che non lo è.

E sopratutto considerare le altre direzioni COMUNQUE sbagliate. Purtroppo in casa mia o meglio in casa della nonna visto che era sua ,lei dettava legge e la dettava anche su cose dove proprio non aveva nè competenza nè autorità.

Per mia nonna contava solo il fatto che una cosa fosse di marca (ma solo delle sue marche) poi tutto il resto lo decideva lei sul momento. O con delle idee sbagliate in partenza.
Lo era stato al tempo per la radio a valvole,quando col nonno quando i soldi cominciavano ad arrivare avevano comprato non una ma addriritura due radio a valvole perchè una la ha voluta regalare a madrina che era la sua matrigna e non aveva la radio.

Le radio a valvole erano quindi una magnadyne e una radiomarelli. Entrambe senza le FM ,perchè si era negli anni 60 e quindi non era una priorità. Inoltre le FM erano una cosa moderna.
La magnadyne che aveva regalato a madrina a aveva ponteficata ma poi alla fine non era nulla di che.
La sua,un pò più bella a di fatto a lei interessava fosse solo dello stesso colore dei mobili. Ovviamente nessuna delle due aveva l'occhio magico e solo la sua era isolata dalla rete.

Ricordo quella radio che aveva trovato posto nel garage per tanti anni e poi alla fine abbandonata da qualche parente. Forse zio Silvano per cannibalizzare cosa poteva ancora servire.
 
Per gli orologi il suo diktat era di fatto contrario ai digitali perchè da un lato la sua stupidità già la faceva arenare come una balena spiaggiata quando appariva un numero più grande di 12. Avrebbe detto "ma 13 cosa vuol dire?". Per cui vai di lancetta e almeno capisci come leggere.

Inoltre i suoi diktat erano che l'orologio NON doveva essere subaqueo perchè gli orologi subaquei sono sempre imprecisi,inoltre hanno il cinghietto in gomma e ciò "è male" perchè deve essere di cuoio..e sopratutto un orologio come si deve si doveva caricare tutti i giorni.

Mi chiedo come abbia fatto il nonno a fare accettare un seiko automatico! Che non doveva essere caricato tutte le sere . Ma forse mia nonna non ci pensava più di tanto. O forse il nonno faceva il gesto di caricarlo e tutto finiva lì.

Nel mio caso di fatto si è riciclato tutto cosa era di avanzo in casa. Dal lanco di mio papà che oltre ad appannarsi di continuo per l'acqua un pomeriggio si è sganciato dal polso sebbene fosse bene allacciato ed è caduto fermandosi per sempre, a vari orologi a carica manuale che duravano poco e spesso erano causa di litigio in casa perchè sembrava che facessi apposta a romperli.

Mia nonna per la prima comunione mi aveva regalato un citizen ma ne aveva sempre una, insomma ciofeche belle anche se erano delicatissime all'ennesima potenza. Ricordo che avrò fatto cambiare il perno dall'orologiaio due volte se non tre. Prendeva gioco sempre di più,dondolava come un dente che sta per cadere e poi via Una volta l'ho perso,le altre due lo ho preso in tempo.
E la cosa strana è che era automatico e non andava mai caricato. Se no il perno sarebbe durato due giorni invece che due mesi.

Difatti mi sono riproposto di non acquistare più nessun tipo di orologio a lancette per usarlo personalmente. E poco per volta usare per gli altri a regali e prestiti quelli rimasti. Voglio solo conservare uno swatch che avevo vinto agli x game. Che a parte il cambio delle batterie in questo momento che sto scrivendo è nel mio comodino perfettamente funzionante.

PRIMO LEVI CI LASCIA aprile 1987.

Sebbene sia uno scrittore molto di parte la dipartita di Primo Levi ,sopratutto nel modo cruento in cui è avvenuta mi aveva fatto pensare.
Le sue più famose opere erano quelle sul campo di prigionia che io ho sempre reputato meno belle,tuttavia io l'ho sempre apprezzato solo per il MODO in cui scriveva e dei contenuti non è che mi importasse granchè. Faceva libri facili,piacevoli e che si lasciavano leggere bene. E bene o male ottenevi valutazioni alte.

A differenza di Beppe Fenoglio che con il suo partigiano Jonny del razzo mi ha fatto prendere una seria insufficenza,complice anche il fatto che ci ho scritto chiaramente cosa ne pensavo di un cretino che mette una parola di inglese ogni 3 o 4 di italiano.
Capita ogni tanto che qualcosa venga preso di punta e io ho preso di punta quell'autore con quel libro.

Ovviamente aggiungo l'autore tra quelli a cui prima o poi in una vita o nell'altra dovrò spaccargli il grugno.
Primo Levi sapeva scrivere invece. Forse perchè come chimico e qui cito una sua frase "sapeva arrivare al cuore della materia" senza inutili giri di parole. Avevo letto ,perchè all'internazionale il professore di italiano che aveva lo stesso nome di una marca di pulman e camion obbligava a leggere tot libri all'anno e obbiettivamente se potevo scegliere qualcosa di leggero,facile e comunque di buona lettura perchè non sceglierlo.

Ce la si può avere a male perchè Primo Levi era di razza ebrea e sicuramente quel mio compagno di classe della scuola precedente,quello con gli anfibi e le bretelle bianche dell'itison mariuana avrebbe avuto da ridire.

Ma pur essendo consapevole del fatto che nella storia del tempo si sono contraddistinti da azioni non proprio meritorie in campo economico io penso che si debba fare una chiara selezione di ogni cosa è,chi lo dice e sopratutto come.
Anche di un granello di metallo che ti capita sotto ai piedi e saper scegliere cosa è giusto e positivo per te e cosa non lo è. Indipendentemente dal fatto che possa essere un granello di sabbia di un colore politico o di un altro.

Poi ovvio che bisognerebbe capire cosa è realmente giusto e cosa non lo è. E purtroppo si deve ricorrere a una loro logica ma modificata come sempre per le cose mie ossia:

-Quanto ci guadagno io? Quanto ci perdo io? Quanto ci guadagnano gli altri? Quanto ci perdono gli altri? Gli altri ci guadagnano più di me? Gli altri ci perdono più di me?

Insomma facciamo chiarezza...

-Quanto ci guadagno io? Manco il cane muove la coda per niente penso che sia chiaro.

Personalmente se devo fare qualcosa anche se non guadagno soldi preferisco guadagnare oggetti che mi servano normalmente. Ma è da tempo che non faccio più niente per la madonna o a babbo morto.
Ho già fatto troppe cose per la gloria (altrui) e quindi ho deciso che se devo fare qualcosa voglio almeno le spese.
Ricordo quanti viaggi INUTILI per amici e parenti per controllare elettrodomestici e televisori oramai trapassati o con problemi tali da sconsigliarne qualunque riparazione.
E che magari erano già stati controllati da un altra persona ma magari non si fidavano o come sempre dicono volevano spendere meno.
 
Magari che potevano essere riparati e poi per tentativi maldestri si rendono totalmente inservibili.
Perchè non sarebbe la prima volta che un oggetto con un guasto lieve dopo essere passato da troppe mani diventa un ricettacolo di problemi tale da renderne impossibile qualunque riparazione.

O ancora peggio che li ripari,loro funzionano e poi ti fanno fare la figura del cioccolataio perchè li ripari e dopo 2 ore si rompono di nuovo. Anche se in qualche caso il difetto è chiaramente un altro ma te lo fanno passare come cosa riparata male.

E tu con quei rottami ci stai perdendo ore e giorni e loro ovviamente li avevano portati da un altro riparatore che li aveva consigliati di lasciare perdere .

E da qui quella che io chiamo la malfidenza italiota.

-Quanto ci perdo io?

Appunto,oltre il parentado stretto che sarà sempre meno per raggiunti limiti di età ogni volta che sanno che sai fare qualcosa tutti a sfruttarti in un modo o nell'altro. Ed è gente che come soldi sta venti volte meglio di te e poi mendicano sulla riparazione di una radio o di un televisore. E magari pur essendo ricchi sfondati fanno pure i furbi col telefonino ossia ti fanno lo squillo e sperano che tu li richiami.
Ha cominciato lo zio Mario da vecchio a farlo e poi tutti gli altri. Sembra quasi che dopo una certa età la tecnica sia quella per tutti. E da allora telefono spento quando sto facendo qualcosa di mio ed importante. Anche perchè se lo sbagli quello che stai facendo chi se la prende nel gnau sei tu.

-Quanto ci guadagnano gli altri?

Ecco qui capita spesso e si deve dire di tutto e di più perchè solitamente gli altri ci guadagnano tanto e di più. E spesso per poche briciole che fai tu loro oltre a prendersene il merito si fanno ricchi.
Una volta va bene,due anche dalla quinta in su si comincia a essere stufi perchè si comincia a capire che ti stanno sfruttando.
 
-Quanto ci perdono gli altri?

faccio danno a qualcuno a me caro se faccio/non faccio qualcosa? O quella cosa è innocua?
A volte sono oggetti la cui dipartita non ammazza nessuno e magari se se ne vanno li si tolgono dai piedi

Su ogni cosa è così ma ora lo ho capito e ci ho messo decine di anni. A me faceva piacere magari riparare un oggetto e farmi l'equivalente di un gelato. Il problema era che magari chi mi faceva fare la riparazione ci guadagnava 20 volte di più.
 
-Gli altri ci perdono più di me?

Appunto quanto ci si perde? Io mi perdo un tot di tempo per riparare qualche orrore e loro? Magari continuano con quell'orrore a disturbare?

BATTERIE NI-Cd CHE SCHIFO!

Era prevedibile...non che fosse già coscienza pseudo ecologista di oggi che vuole che ci sommegiamo di attrezzi a batteria,ma bene o male per provare l'idea delle pile ricaricabili.

Anche in virtù dello sbandierato risparmio economico.

E come sempre su ogni cosa ce la si prende in quel posto.
Vi ricordate il detto di chi lascia la strada vecchia per quella nuova?

Un pò perchè per la novità in assoluto che mette in commercio prodotti acerbi e mal funzionanti. E Un pò sopratutto perchè queste benedette batterie al nickel cadmio hanno un notevole effetto memoria che di fatto ti obbliga a scaricarle prima di ricaricarle.

Insomma si deve sprecare la corrente residua perchè se no non se ne può mettere altra. E quindi giù a sprecare soldi e ore di lavoro per costruire,provare,ricaricare...e poi avere delle batterie sempre indecentemente scariche.

Che si scaricano da sole se non le usi oltretutto. Insomma fanno schifo ai porci ma quando lo scopri è tardi e oramai le hai pagate. Le usi un pò poi quando comiciano a fare le stupide via nel bidone. Con pace per il nickel,per il cadmio e tutta la popò chimica contenuta.

E spera che non vada a quel paese qualche elemento se no avrai anche problemi in ricarica.

L'abbandono definitivo delle ricaricabili lo feci con l'inizio delle uscite con lo snowboard e ci misi 16 anni a capire che era un prodotto sbagliato perchè troppe troppe volte smettevano di funzionare senza motivo.
E una volta addirittura ho dovuto subire tutte le volte che andavo a prendere lo skilift l'audio della messa trasmessa da un odioso altoparlante messo a fianco a dove il prete una volta all'anno diceva messa.

STATI DI ALLUCINAZIONE

E' un film che per "destino" non ero riuscito a vedere. Perchè il televisore philips di Grugliasco che abbiamo cambiato da poco  ha deciso di andare in sciopero proprio quella sera che serviva a me e non per esempio quando la nonna ci andava pesante con le telenovelas e gli scemeggiati.

Avevo visto giusto le prime scena perchè nonostante tutta la sera era stato acceso con i telegiornali della nonna e poi quando serviva a me,entra in sciopero. Ovviamente i soliti favoritismi femminili.

Comunque lo abbiamo portato a riparare perchè era in garanzia. Anche se come sempre ci rimetto io. Per una sera che volevo guardare qualcosa che interessa a me pure il televisore di quella casa fa il furbo.

Si è vista solo la prima scena con il tizio immerso nella vasca verticale e la battuta poco intelligente di mia nonna è stata " è un film ambientato sul fondo del mare?"
Lo so ...paraurti del cammionaro assassino e si grida ego te absolvo...

Questo film sono poi riuscito a vederlo tanti anni più tardi ed è stato parecchio deludente. anche perchè ancora si accenna alle droghe di vario genere. Che hanno stufato!
Erano proprio belle solo le prime scene e nulla più. Chi lo sa se davvero la tv si era guastata al momento giusto?.

PASQUA E GIORNO DELLA MERENDA

La nonna con il suo bigottismo  asfissiante  segnava i giorni sul calendario per sapere quanto mancava alla pasqua e le faceva sempre portare a casa quell'odioso rametto di ulivo. Cosicchè la domenica delle palme diventava la domenica delle palle perchè oltre a perdere tempo per la messa dovevi pure aspettare i porci comodi di chi ti dava il ramoscello di ulivo.

Il giorno della merenda era più comodo farlo da qualche parte,solitamente a Paesana dove al sottoscritto toccava portare quella odiosa cesta rossa,odiosa e poco pratica e con i bulloni laterali che da un lato erano a spigolo vivo perchè dalla notte dei tempi si erano persi quelli originali. Anche perchè mentre tutte le ceste avevano i bulloni con filettatura metrica o erano rivettate quello schifo aveva una filettatura tutta sua,come del resto capitava con certe biciclette da 4 soldi prodotte nel nostro paese.  E nonostante i bulloni fossero marci di ruggine si svitavano comunque. E se disgraziatamente eri con i pantaloni corti ti ferivi pure le gambe e la voglia di farla volare in  cortile cresceva in modo esponenziale.

E quindi facevi attenzione a non sfregare sui pantaloni da quel lato e camminare. Inutile dire che la nonna era specializzata a portare tante di quelle porcate inutili,i gusti,l'olio ,tutto rigorosamente con pesanti bottiglie e tutto messo in modo che il peso fosse tutto da un lato o tutto dall'altro.

Inoltre dopo che l'avevi portata aveva sempre da dire qualcosa sul fatto che gli avevi fatto prendere scossoni e si era mosso tutto. O magari la solita cosa messa male si era versata.

AEREO SULLA PIAZZA ROSSA

Personalmente dell'aviazione generale importa molto poco. Il sentire ronzare quegli areoplanini privati non mi dà nessuna sensazione nè in bene nè in male.
Difatti non mi sono mai interessato agli aeromodelli. Sebbene c'era da sperimentare con le radio e con i servocomandi non mi piaceva il discorso del motore a scoppio,della benzina e delle puzze. Inoltre non mi piaceva il fatto che non potevo farlo volare dove volevo ma solo nei tali giorni e tali ore. Difatti ho avuto delle auto radiocomandate ma non degli aerei.

Ricordo Stefano che aveva un grosso aereo radiocomandato col motore a scoppio e aveva perso tanto tempo per verniciarlo in più colori e più volte.Usando spesso bombolette che era più la puzza che facevano di quanto verniciavano.

Per il resto degli altri aerei non mi interessava granchè. Come avevo già detto più volte avevo parlato di due aerei ossia del continental e di air india. Degli altri chisse.

Il fatto che quel rampollo viziato sia atterrato sulla piazza rossa non mi ha suscitato chissà che sensazione ma il fatto che sia riuscito a farlo mi fa pensare. Altre sensazioni simili che mi darà vedere in dettaglio il film nirvana con Diego Abbattantuono.
Io giudico la cosa come una vaccata pubblicitaria.L'ennesima in un mondo sempre più votato all'apparire e non all'essere.

RIMANDATO!   (giugno)

E così l'anno è finito che....mi hanno rimadato,sempre per quella odiosa matematica che poi non ti serve a nulla. Forse quella cretina menagrama di mia nonna aveva ragione "non c'è margine" oppure "mi perde l'anno " sembrava quasi che si divertisse a portare male. Personalmente ho pure avuto l'impressione che avesse parlato con gli insegnanti perchè fossero più severi apposta per punirmi. Sapessi almeno perchè o cosa gli avessi fatto...

L'esame di settembre poi lo passerò anche se come sempre la scalogna ci mette del suo che per uno schifoso segno sulla fotocopia ho sbagliato parecchi calcoli ma comunque ho passato e buona notte.
In questo pezzo di biografia non fatemi più parlare di scuola perchè davvero hanno stufato e non voglio più parlarne,finora tutto quello che ho imparato in prima non mi è servito a nulla nella vita.
Poi per carità è vero che ho fatto solo ed esclusivamente lavori totalmente non inerenti all'elettrotecnica ma come si dice quando un lavoro c'è non si dice mai di no. Specialmente quando puoi incamerarti i piccioli e non metterli in casa che sparirebbero alla prima spesa in cose totalmente inutili e prodotti di marca che non servono a nulla...

Poi ovviamente se guadagni qualcosa di serio il frigo lo riempi e dici che avevi avanzato qualcosa. In quel caso mamma e nonna in teoria dovrebbero applaudire. Nonna no,le guardava la marca di ogni cosa.
E poi se ne esce con qualche sua supidata estrema. Anche perchè comunque i prodotti da frigo li deve cucinare lei anche se si inventa mille stupidaggini. Già anche solo per la pasta non di marca.
O il fatto che secondo lei prendo sempre pasta grossa a differenza di mia nonna che orrebbe sempre gli spaghettini microscopici perchè cuociono più in fretta.

IL 50cc DA TRIAL e ZIO MARIO

Zio mario,si lo zio "maggiolino" avrà pure tanti difetti ma è stato quello che dal punto di vista motociclistico mi ha "svegliato".
Mia nonna con il suo solito modus operandi da stupiderrima voleva per me a tutti i costi una moto "da strada" perchè per lei esistono solo le moto da strada sebbene quando andava in giro col nonno avevano una lambretta. No,lei "aveva deciso " che ci andava una moto da strada.

Ha tirato fuori i soldi? no,e allora la moto sarà da fuori strada perchè lo zio Mario ci ha messo una buona parola.
E sopratutto perchè quelle stradali 50 cc sono degli aborti inguardabili,vere e proprie vie di mezzo tra le carrozzine da handicappato e trespoli per pappagalli. Era di moda al tempo per pubblicizzare uno di quegli aborti,la honda italia 125,uno slogan che diceva che il quattrotempista non curvava,piegava.
E lo stesso si diceva dei 50cc con l'aggravante che erano 50cc da 40 all'ora. Fortunatamente non c'erano ancora di moda le carene...ma basta io non voglio una moto da strada. Che Honda piegasse quel cesso in una pressa e non ci stia a stufare.
 
Sarà ovviamente usata e sopratutto sarà da TRIAL,si,quelle moto che scalano i peggio ostacoli e sono inarrestabili.
E la abbiamo comprata ovviamente usata in zona mirafiori da un tizio che non ci capiva molto.
Freno dietro da fare e comunque non chissà che gran mezzo. L'ideale per imparare però.
Il suo nome? Italjet JT 50 una piccola trial di quelle che si usavano una volta.
Una moto semplice e classica che più semplice non si può.
Il solito minarelli a miscela raffreddato ad aria senza la possibilità di avviare a marcia dentro,i soliti ammortizzatori dietro doppi e una frenata a tamburi.
Aveva un assurdo serbatoio diviso in due pezzi che complicava e rallentava il rifornimento. E dette poi non poche rogne il prossimo anno per fare i viaggi più lunghi.

Fondamentale è stato l'ingrandimento della sella che mi consentiva di sedermi decentemente anche a uno della mia stazza. E lo aveva fatto Franco.

In compenso lo zio,diamo a Cesare quello che è di cesare mi ha svegliato,e mi ha insegnato facendomi guidare all'inizio dietro casa la sua vecchia montesa,la cota 247. Mi ha insegnato l'uso di frizione e cambio a pedale.

Una caffettiera di moto che faceva quello che poteva e forse aveva dato già tutto cosa aveva da dare.
Abbiamo fatto parecchio giri,tante stradine strade,stradicciole più o meno difficili.
Un pomeriggio zio Mario ha voluto esagerare e in un passaggio a mezzacosta ...allora la sua moto è precipitata di sotto. Bum budubum bum bum bum rotolando giù a motore acceso e fumando come una moka dalla marmitta.

La mia grazie a un primino cortissimo e molto peso in meno era passata senza rogne.
Siamo scesi,la abbiamo recuperata e via per nuove avventure. E all'epoca eravamo senza casco e senza vestiario specifico ovviamente. E ovviamente nessuno si è fatto male. Decidemmo di non dire nulla alla nonna per non farla sgallinare.

FRANCO

Cominciamo a parlare di Franco,al secolo un "tappezziere di stoffa" titolare della ditta CIFA (ci sarà ancora? Ho qualche dubbio) Dove sedie,poltrone,divani e imbottiture tornavano nuove in tutti i modi possibili.
Lui e sua moglie che era la collega di mia madre erano ospiti fissi di mia madre in media una volta al mese,ci si vedeva a paesana o a grugliasco a seconda di dove si andava. E la cosa continuò anche dopo che ebbero una seconda figlia.
A Paesana facevamo lunghe passeggiate in zona perchè loro abitando in città non avevano modo di andare in qualche posto vicino comodo e bello. E poi a Franco piaceva Paesana.

Venivano su con il ford transit rosso,lo posteggiavano nella casa vecchia vicino alla tettoia .
Nel condominio lo lasciavano fuori per non ingombrare.
Franco è stato insieme a zio Mario uno di quelli che mi hanno un pò svegliato nel fai da te. Di per se prima sapevo solo riparare radio e tv.
Erano i primi tempi che avevo il cinquantino che ogni tanto aveva rogne di funzionamento più che altro si spegneva senza motivo e quando con Franco ho smontato il carburatore abbiamo trovato della sporcizia dentro.

Inoltre mi ha insegnato a giocare a scacchi. La dama è un gioco di emme,per una serie di buoni motivi. Primo il fatto che sei obbligato a "mangiare",secondo perchè se non mangi ti soffiano la pedina e sopratutto perchè piaceva a quella gallinaccia di mia nonna e il che è già un motivo validissimo.
Gli scacchi impongono ragionamento la dama istinto. Visto che la nonna ragionava poco e male allora non poteva giocarci.

ANDIAMO AL GIACOLETTI

Stavolta la nonna si è fatta una magra figura.
Zio Mario aveva organizzato di andare su in alta montagna appunto al giacoletti,un rifugio più o meno come il quintino sella ma con la differenza della maggiore spettacolarità del percorso.

E di buona mattina siamo partiti da Paesana con il maggiolino per andare su. Zio Mario e sua moglie hanno dormito da noi appunto per poter partire prima. Inoltre lo zio sosteneva che se dovevi fare muovere una donna prima di mezzogiorno non arrivi.

Non ci sono stati sgallinamenti della nonna con conseguenti perdite di tempo perchè lo zio li ha bloccati sul nascere e la sua unica perdita di tempo è stata fare andare il bicchierone di caffè che la nonna si beveva tutte le mattine facendo tintinnare il cucchiaio in modo mortalmente fastidioso dopo aver esagerato con lo zucchero. Tanto di denti ancora da cariare non ne aveva più.

Arrivati a pian del re,parcheggiamo,al tempo non era ancora a pagamento,e via a salire. Allora si parte,gli unici due con calzature serie eravamo io e zio Mario.
Zia Emilia aveva comunque buone scarpe chiuse,mamma e nonna avevavo si scarpe accettabili ma e non glielo ricordavamo alla nonna lei sarebbe venuta con le sue ciabattacce odiose.

E da qui il detto "le ciabattacce di nonna pina" ogni volta che si parla di scarpe inadatte all'uso in montagna.

E si sale si sale si sale.
Fino al lago Fiorenza nulla da dire
Mamma più o meno saliva,zia Emilia anche la nonna ha voluto a tutti i costi fare una pausa per incatramarsi i polmoni
E poi una volta ripartiti andava la metà.E la metà di poco è ancora meno!

E tutti ii momenti tossicchiava. Per andare al Giacoletti a un certo punto c'erano dei passaggi molto più stretti  in salita.

E la nonna non ce la faceva. Non si capiva se non aveva abbastanza potenza nelle gambe,se le scarpe non facevano il loro lavoro o se e lei a impuntarsi. O se i polmoni suoi con un pò di aria rarefatta di montagna erano troppo incatramati per fare il loro lavoro.

Zio Mario che era lì dietro da un lato non voleva infierire più di tanto,solo che da un lato c'era la nonna che pur non avendo un culone come quello della sua matrigna era sufficiente a bloccare il transito e fare fermare la colonna.

E pensa che ti pensa zio Mario non riusciva ad avere un idea buona per fare ripartire la nonna. Ma quando la nonna stava già pensando e parlando ad accendersi una sigaretta la necessità si è fatta pressante. Anche perchè al fermarsi della camminata si sente una voce dietro chiedere se ci sono problemi.

E pensa che ti pensa l'idea arriva al volo ! E allora giù a pizzicargli il didietro per farla salire visto che c'era coda dietro. La nonna tra un "ao ao ao" e l'altro comincia a ripartire  Una signora vede la scena e dice "ma che modi" . E zio Mario risponde che era sua madre e che"a mangè mangiota ma a marcè barbota!"

In ogni caso la camminata della nonna si arresta poco dopo al primo slargo. Che peraltro era veramente un grosso slargo . Qui le donne si fermano e decidono di riposarsi. Poi dopo un attimo perchè la nonna non ce la faceva allora zia Emilia decide di farci andare io e zio e loro restano lì per un pò per poi per poi tornare al lago Fiorenza che è più sotto .

Noi continuiamo per il Giacoletti e ci arriviamo relativamente in fretta anche se effettivamente a sudare così dopo un pò avrei puzzato pure io come Erik di grugliasco. E con zio Mario abbiamo spinto parecchio anche nelle salite brutte.

Prima gira in un rifugio con lo zio Mario. Ero andato al quintino sella quando ero più piccolo ma non c'era la nonna che era rimasta a casa e con mia madre c'era un suo collega di lavoro e la sua famiglia.

Man mano che scendevamo il dolore alle gambe aumentava poco per volta e all'arrivo al lago Fiorenza ero parecchio stanco.

Siamo poi tornati a casa a Paesana e ogni tanto lo zio tirava delle frecciatine e sopratutto ha ricordato che è vietato vita natural durante alla nonna di fumare nel maggiolino.

Perchè non vuole che lo "impesti"

LA LEGGE SUL CASCO

Si,mentre avevo quella moto è diventato obbligatorio avere il casco. Personalmente a me ne sarebbe andato bene uno qualunque. Il casco doveva anche essere omologato e stavano apparendo i primi modelli omologati. Me ne presero uno giallo così brutto che personalmente posso dire che fosse pure stretto. Ma il primo acquisto solitamente si sbaglia sempre .
Da un giorno all'altro tutte le persone in paese hanno cominciato a mettersi in testa quella caspita di boccia. E devo dire che quasi nessuno ha preso qualcosa di bello.

Anche perchè la roba bella...non c'era ancora,dovette passare un anno e forse due prima che acquistassi il mio primo casco integrale "bello" il nava enduro.
Perchè comunque il nolan N25 che avevo preso dopo di bello non aveva nulla. Se non l'avere la visiera e non congerlarsi quando faceva troppo freddo. Ma con prese d'aria totalmente insufficienti e appannamento continuo.

E i caschi che a me piacevano non piacevano a mamma e nonna e allora nada. Uno aveva il pezzo davanti troppo largo,l'altro nonna diceva che pur non avendolo mai provato nè lei nè me non mi avrebbe lasciato respirare e via così.

Ma le idee della nonna non finivano mai? Se non altro quando parlava non fumava. Unica consolazione. Ma diceva certe ercate ...

Se mi avessero preso il comunissimo jet da due soldi della mds come avevano molti miei amici tra il quale francesco e addirittura massimo che lo usava col 125 mi avrebbero reso più contento e i soldi si sarebbero spesi una sola volta.

E poi ci avrei messo sopra occhiali ,occhialoni e altro.

IL TELAIO DI BMX

Mentre da un lato stavo apprezzando le gioie e i dolori del motore ,comunque a costo ridotto visto che con quei due litri scarsi che mettevo per volta facevo comunque 40/50 km,mi è capitata l'occasione che ho preso al volo di costruirmi una vera bici comoda per me.
Comoda è una bella parola visto che le bmx di comodo non hanno nulla. Ma almeno adeguata alla taglia visto che crescevo rapidamente.
E allora quale ghiotta occasione per farmi una bmx più grande ma quasi uguale e sopratutto nuova senza quell'usura mostruosa che aveva il mio "trespolo" che di consumato aveva anche le sedi dei cuscinetti che mezzi grippati hanno girato sul telaio.
E allora sempre tramite l'Erik di grugliasco centro (che nel frattempo aveva fatto qualche gara minore e si era piazzato bene) avevo fatto arrivare un telaio della mia misura che attenzione ...era più grande della sua. Perchè in quanto a statura lo avevo passato.
E lo avevo pagato si e no una cinquantina di mila lire. Era stato usato una volta sola ,forse anche in gara ma era perfetto.
Aveva degli sconti bestiali su tutta la componentistica come non ho mai visto da nessuno.
Sul pacco che arrivava da Mara cicli di Milano addirittura lo scatolone era stato tagliato e nastrato per fare uscire i forcellini posteriori che erano più lunghi del solito.
Addirittura messo di fianco alla mia vecchia thunder tcx mostrava 20 cm buoni in più di lunghezza,4 o 5 di tubo portasella,finalmente il forcellone più lungo e quindi anche un passo più lungo.
Il telaio è stato la prima cosa che ho portato su a Paesana nel garage insieme a tante cose mie che mi continuavano a ricordare la mia vita passata.
 
Ricordo che un pomeriggio che i miei erano in giro per il paese (altrimenti avrebbero sicuramente avuto da criticare) di aver tirato fuori dall'armadio che c'era in garage il vecchio giradischi a valvole che usavo nella casa vecchia e di aver fatto girare i 45 giri della mia infanzia.
In quel garage avevo sentito una strana energia da quel telaio di bmx,come se mi avesse parlato in qualche modo.
Mi ha parlato attraverso la voce di quel vecchio giradischi che ho fatto girare.

Dormiva ancora dal tempo del trasloco e ci ha messo un pò a riprendere la velocità normale perchè era stato "rallentato" dall'inattività per una decina di minuti.
Mi ha parlato con i  suoi dischi ultra consumati. Mi ha parlato anche con la voce di "papero quack" ,mi ha parlato con tutti quei sonetti,fiabe e canzoncine che pensavo dimenticate per sempre. Ed erano su quei vecchi dischi a 45 giri.
 
Mi ha parlato con il disco della "danza del fuoco" degli scout che avevo trovato mettendo in ordine.
E anche con il disco "per boschi e prati" sempre degli scout.
Aggiungiamoci anche poi con la bottega dell'arte,con la scuola cantorum e tutti quei vecchi dischi che mi hanno fatto portare via perchè distrarsi era reato e si doveva solo studiare...la scuola i voti i voti i voti

Ed erano troppo rovinati per lo stereo buono.
Voci cantate che uscivano dall'altoparlante ovale di quel giradischi con tutta la forza che poteva avere quella misera valvola ECL e con il tono graffiante della testina piezo che si facevano un tombino così per dare il massimo.

Mi ha detto o meglio mi ha fatto capire anche di non smettere mai di sognare,di non smettere mai di pensare. Perchè in tanti cercheranno di portarmi via la mia vita,di darmi solo obblighi e divieti. Ma a me rimbalzeranno.
Avanti come un treno,si quel treno diesel che c'era sul quadro con le due locomotive diesel SANTA FE che mamma e nonna hanno tolto durante la "punizione" perchè ero stato bocciato per mettere quello schifo di natura morta. Quel vaso di fiori appassiti di cacca. E dove lo avevano preso?

La mia vita doveva correre come correvano quelle due locomotive appaiate (oddio...roba da 120 kmh col vento a favore visto che era un treno lungo qualche km) e non quel vaso di fiori appassiti.

Vedevo già il telaio montato ,lo vedevo girare con me sopra,purtroppo non ci sarebbe più stato nessuno seduto davanti o meglio non ci sarebbe più stato il Petruccino seduto davanti. In realtà su quella vecchia che avevo c'era già salito qualcuno davanti.
E solo di una persona seduta lì davanti conservo un ottimo ricordo. Erik,ma non quello di Grugliasco figlio del meccanico,l'Erik è uno dei figli di quello che vende la roba edile vicino alla fermacia.

Alto come il Petruccino,sicuramente più giovane a pari altezza. Molto più giovane ,qualcuno sosteneva che aveva solo 10 anni. Ha un fratello molto più tranquillo di nome Fabrizio.
Ed era l'unico che quando scendevo con la bmx dalla via del cimitero non mi diceva di rallentare,anzi mi diceva di andare tanto tanto di più.
Ed era la prima volta che ho trovato uno così allegro. E pur con lo stesso nome non puzza di sudore come l'Erik di grugliasco!
Ha un fratello che è un pò più tranquillo e riflessivo.

Non a caso aveva anche lui una bmx. Per evitare che le donne toccassero dove non dovevano il telaio lo avevo messo sulla parte alta dell'armadio bianco che c'era in garage (e senza una scala non lo vedevi) . Vedevi solo un fagotto che poteva essere anche una coperta. Ma ....dietro c'era una bella catena che lo legava a un tubo che passava lì.
Per fortuna nessuna delle donne ha punto vaghezza di controllare cosa contenesse quel fagotto perchè davvero gli oggetti che compravo con i soldini che facevo dal greco cominciavano a essere tanti.

E a me di farli fagocitare nella gestione della casa proprio non andava. Ricordo la famosa stupida inutile sterlina d'oro regalatami per la prima comunione me 'hanno fatta vedere e poi chi l'ha vista più.
E in ultima analisi a cosa serve una sterlina d'oro?

Anche perchè visto che la gestione delle finanze era fatta da mia nonna,sicuramente li avrebbe spesi in prodotti di marca inutili. Che facevano la stessa funzione di prodotti più economici costando il triplo.

Il discorso era che li spendevo per me ma solo per cose utili,principalmente vestiario.
In realtà il vestiario era solo la punta dell'iceberg. Ma  l'importante era non sprecarli in alcool,tabacco e altre schifezze. Del resto non fumando e non bevendo era più o meno tutto nella norma.

ALTRI PEZZI PER LA BMX da silverstar

Approfittando del fatto che l'Erik di grugliasco era un pro ero andato con lui e suo padre da un venditore di componenti per bicicletta a venaria. E lì veramente si è aperto un mondo. Sono tornato a casa con una scatola intera di componenti e li ho pagati il giusto non tanto come nei negozi griffati .
La mitica sella aeroyal (che comunque non a tutti pro piace) che già avevo sull'altra bici ,le leve a due dita ,dei freni seri e le manopole della plastiche cassano in un pezzo unico. Ho preso anche il mandrino dei pedali con la mitica pedaliera in un pezzo solo che è il segno distintivo di tutte o quasi le bmx.
Almeno di quelle più serie,visto che qualche costruttore nostrano ancora metteva quelle schifose chiavette.

NONNA IN LUTTO PER LE FIGURINE MIRALANZA

Nella sua penosa caccia a ogni cosa fosse di marca la nonna aveva trovato i prodotti miralanza,sponsorizzati da un pulcino stupido almeno quanto il pulcino pio. Mi era rivenuto in mente quando avevo visto su youtube una macchina per l'uccisione dei pulcini con una coclea che portava via i resti.
Insomma un metodo per accoppare quell'odioso pulcino dell'ava come lava . Avrei anche abbattuto con la contraerea il pallone con l'olandesina sopra.
Ma non è stato necessario perchè la miralanza è andata dal culo da sè.
Quasi sicuramente perchè con l'apparire dei detersivi non di marca che fanno la stessa funzione e costano meno,aggiungendo il peggiorare delle condizioni economiche della gente comune lo spazio per chi vuole pagare un nome è diminuito.

Anche se non capisco perchè dash e dixan sono sempre molto venduti.
La nonna con i punti delle figurine aveva portato a casa due elettrodomestici. Un fohn e un ferro da stiro.
Il fohn lo ho ancora adesso si chiamava super silent termozeta ed effettivamente è molto silenzioso ma soffia un pò come può.
Il ferro da stiro quando ho sbaraccato casa lo ho ancora trovato nella scatola che lo avrà usato due o tre volte perchè era "pesante" e gli affaticava la mano.

O forse affaticava la sua pelandronite,o magari aveva il cavo corto e non arrivava alla fine del tavolo. E allora è finito venduto in uno dei mercatini dell'usato quando ho pulito l'alloggio di nonna.

Mia nonna digerì più o meno la perdita semplicemente perchè si cominciò a fare arrivare altri omaggi al posto delle figurine. Ed ebbe quindi altre porcate da usare per riempire la casa di schifezze. Personalmente l'orologio idra by trussardi era un vero e proprio "trus" di schifezza.
Ma a lei piaceva del resto erano gusti da vecchio.

ESTATE DI RIPETIZIONI
L'essere rimandato forse era stato un goccio meno grave avendo chi mi ha aiutato a recuperare i pessimi risultati di matematica a Paesana.
E per fortuna ci riuscirà perfettamente.
Ancora oggi non riesco a capire come mai la matematica mi è così odiosa. Con questo studente sono arrivato a un livello più che accettabile. Forse OGGI non sarei così problematico a studiare qualcosa di così ostico
Ma forse quello che mi mancava per imparare una cosa così lineare come la matematica era l'avere la giusta testa per farlo.
E quella,bè non so ancora se manco la ho adesso. In ogni caso il fatto che non ricordo nulla o quasi di tutte le vaccate che ho dovuto imperare è perchè erano cose inutili e sopratutto non le avevo mai messe in pratica dal vivo.
SI VA AL MARE NO NON SI VA SI SI VA
Personalmente di andare al mare a tutti i costi ad agosto non può fregare di meno ma stavolta siamo andati facendo una toccata e fuga grazie anche alla buona organizzazione dello zio Mario che ha dato prova di saper fare tutto,di tutto e di più. E farlo bene.
Mia madre o prenotava in alberghi che erano lontanissimi dal mare o affittava qualche appartamento,sempre lontanissimo dal mare nel quale tutto era orrido e sopratutto la bombola del gas finiva sempre il primo o il secondo giorno. E chissà come mai c'era il bigliettino del bombolaro a fianco alla bombola bene in vista. Oltretutto e clausole dell'affitto erano solitamente tutto compreso.
Tutto un accidenti! Anche perchè quando serviva la bombola l'agenzia su cui lagnarsi era chiusa e casualmente chiudeva sempre a mezzogiorno.
Ricordo addirittura che in uno di quegli alloggi al posto del boiler serio avevano messo uno schifino da 18 litri con il quale manco ti lavavi le parti intime,finiva l'acqua calda che prima usciva bollente e 30 secondi dopo era fredda.
E poi sempre e comunque vasche da bagno da vecchio a sedile e rubinetteria molto approssimativa. Del resto erano degli alloggi che d'inverno servivano ai nonnetti per svernare dove le temperature non gli facessero scricchiolare le ossa.
Bè con zio Mario gli intoppi non è che non sono successi,semplicemente lui sapeva come affrontarli senza sgallinare come la nonna e generare ansia in casa e perdere ore e giorni preziosi di vacanza. Difatti in 4 giorni abbiamo fatto quello che di solito si faceva in una o due settimane piene.
Pure zia Emilia al secolo la moglie di zio Mario che era con noi a padroneggiato le situazioni in modo nettamente superiore a mia nonna.
L'alloggio questa volta era "comodo" al mare? Bè non in modo orrido come le altre volte ma forse un goccio meglio. E sopratutto a differenza delle altre volte lo zio sapeva esattamente come muoversi. Difatti abbiamo cambiato casa-mare itinerario due o tre volte e poi trovato quello più breve.
E guarda caso la soluzione ottimale era sempre in modo diametralmente opposto soluzione pensata dalla nonna.
Cominciamo dai bagagli. Avendo lo zio un maggiolino volkswagen lo spazio era quello che era. Difatti sebbene ci fosse la bagagliera l'obbligo che ha ripetuto più volte era UNA sola valigia per tutto.
Del resto si stava giù 4 giorni e non avrebbe avuto nessun senso portarsi di più. Manco a farlo apposta già il giorno prima la nonna sgallinava che nella valigia non ci stava tutto. Del resto è risaputo tutte le robacce inutii che le donne si portano dietro.
La partenza al mattino presto da Grugliasco con Nonna che prima di salire in macchina ha voluto a tutti i costi tornare su a vedere che avesse chiuso e via...con zio Mario che canticchiava,la radio che bofonchiava e il motore dietro di noi che faceva la sua sinfonia.
Una volta arrivati al mare subito al volo all'agenzia a prendere le chiavi,pagare e via all'alloggio. Il tizio dell'agenzia ci accompagna al palazzo con una vespa vecchia .
Saliamo,portiamo su tutti i bagagli e poi la prima cosa giustamente che fa zio Mario è soppesare la bombola e capire che c'è nè ovviamente poco e allora giustamente si decide che per 4 giorni non ha senso prenderla nuova per lasciarla e allora salta fuori l'organizzazione di zio Mario. Tra tutte le vaccate inutili che mamma e nonna si sono portate sicuramente non c'era un fornello elettrico. Che invece lo zio ha!
E la corrente elettrica è compresa nel costo dei giorni.
L'ora di pranzo è arrivata e stranamente il fornellino elettrico dà prova di utilità nonostante sia piccolo. Pasta in bianco e poi dopo aver sistemato più o meno i bagagli via verso il mare. Avremo visto l'odioso pomodoro tanto amato dalla nonna e tanto indigeribile dal sottoscritto una volta sola in tutto.
Nonna sembra uscita da un film di Agata Cristie con un costumone lungo che sembra una via di mezzo tra un prendisole e una vestaglia. Ma si sa che se comincia a riempirsi di pustole rovina la gita a tutti. Per la prima volta entro in acqua con le solite raccomandazioni,le ore prima di fare il bagno e stavolta con zio Mario in acqua ci facciamo una mezza nuotata.
Nonostante zio Mario abbia insisitito sull'andare in una spiaggia libera ,nonna ha voluto comunque andare nei bagni "come si chiama" perchè voleva tutto comodo. E allora ha pagato anche per gli zii.
Altra grande cosa...Il mattino dopo con lo zio mi ha fatto provare la maschera da sub! Con nonna che faceva delle facce come se la cosa le desse molto fastidio. A me l'unico fastidio che mi dava era solo l'elastico dietro alla testa che contribuiva a farmi diventare un cesso i capelli insieme all'acqua salata.
Con la maschera addosso finalmente ci si vedeva qualcosa perchè se no l'alternativa era tenere gli occhi chiusi. Zio Mario aveva una maschera da sub sola,purtroppo.
Qui ho imparato che cosa è a spinta di galleggiamento VERA del mare che sembra che ti tenga alla giustissima altezza per respirare col tubo della maschera . Non quella sfigata della piscina clorata. Difatti il tappo che chiudeva il tubo in presenza di acqua dopo aver apito più o meno come funzionava non ha quasi mai chiuso. C'è da dire che stavo in superficie e scendevo di un metro o due massimi. Per poi risalire immediatamente.
Un altro difetto della maschera sopratutto contibuiva a farmi perdere tempo nel lavaggio perchè mia madre continuava a mettere prima lo shampoo e dopo il balsamo. Manco se fossi stato contaminato da materiale radioattivo.
La gira al mare è volata ma il tempo è stato sufficiente perchè mi abbronzassi e la nonna si scottasse come un peperone sul grill . Mentre tanto mia madre che zia Emilia bene o male ungendosi bene hanno resistito bene all'esagerazione del sole.
E anche lo zio benchè fosse stanco e la notte bella pesante ha comunque guidato con il piede pesante (e che con il maggiolino voleva dire 120 all'ora in autostrada) fino a Grugliasco.
Siamo tornati a Grugliasco dopo questi pochi giorni giusto per poter affermare che le volte che si stava tanto tempo in più come facevamo quando ero più piccolo con solo mamma e nonna si faceva molto molto meno e quasi ci si annoiava. Inoltre avevi si e no tempo a conoscere nuovi amici che già si doveva rientrare .
Siamo tornati a casa giusto per partire di nuovo per Paesana il giorno dopo. E stavolta con mamma e la 127 siamo partiti alle 10 abbondanti e prima di essere libero in casa lassù di fatto era mezzogiorno.
PAESANA UBER ALLES
E torniamo su a Paesana,era ora! Dopo la parentesi del mare breve ma intensa che ci ha abbronzati e (come dice nonna) asciugato le ossa siamo tornati a Paesana a continuare le vacanze.
Ed è stato un bene perchè comunque la vita a Grugliasco mi deprime già dopo poche ore. A paesana avevo anche fatto più volte una terrificante scorpacciata di more,salendo nel lungo po dove ora c'è il campeggio. Erano tutti rovi incolti che si erano puntinati di rosso e di nero.
Meta preferita di me e Tandro al pomeriggio. Altro che gelatino squallido al bar
AKELA ED ERIK di paesana.
L'identità vera di Akela è ancora oggi segreta al mondo,in realtà si chiamava Diego "qualcosa" ,se non coetaneo dell'Erik di Paesana era poco più vecchio ma non arrivava all'anno due massimi.
E' un ragazzino della frazione Erasca con un difetto estetico ossia ha i due occhi di due colori differenti. Si faceva vedere raramente in giro di giorno,quasi come se si vergognasse.
Aveva infatti l'occhio sinistro azzurro mentre l'altro era verde. E la faccia un goccio allungata,insomma per le idee del tempo una via di mezzo tra un umano e un cane nordico.
Quando poi anneriva l'occhiaia dell'occhio azzurro con del fondotinta scuro bè l'analogia era perfetta. E a carnevale era da ammirare. Avresti magari malignato che da grande sarebbe andato ai raduni furry (e avrebbe fatto la sua ottima figura) a noi non malignavamo mai,era una cosa troppo da grandi e a noi di diventare grandi non fregava nulla.
Sommato con Erik fanno le cose che gli riescono meglio insieme essia arrampicarsi sugli alberi ,nuotare al tumpi e girare con le biciclette ed è uno spettacolo guardarli.
Si arrampicano con un aglilità quasi genetica. Come se non avessero fatto nient'altro in tutta la loro vita.
Saltando da un ramo all'altro o scalando i costoni di roccia. Qualche volta avranno anche preso qualche legnata e si saranno anche feriti lievemente ma come si suol dire fa parte del gioco.
E' differente da come quando con l'altro Erik,quello di Grugliasco,ci mettiamo a fare i dannati con le bmx. La loro non è una sfida all'ultimo grammo di testosterone Anche perchè sono tanto più giovani.
La loro è una manifestazione di libertà.Forse il mondo visto da 10 metri di altezza è diverso da quello a terra. Ma quello era il loro mondo e non volevo violarlo.
Sarò salito un paio di volte con loro su due alberi molto molto facili ma un pò per la stazza che facevano inclinare e scricchiolare pericolosamente i rami...e un pò è perchè mi sembrava quasi di violare un mondo non mio ho lasciato perdere.
Tanto Erik che Akela a volte giocavano con gli uccelli che si posavano sui rami. Con loro alcuni uccelli si lasciavano prendere in mano e coccolare.
Un pomeriggio giravano con una grossa tortora passandosela ogni tanto  . Poi ogni tanto volava via e poi ritornava quasi come un falco cacciatore. Era una tortora che abitava stabilmente nella parte di prato dove i genitori di Erik tenevano i materiali edili. E forse addomesticata da Erik negli anni.
Anche Akela a scuola conquistava i cuori delle ragazze ,per quell'aspetto da cane nordico. Ma più che altro sapeva imitare perfettamente l'ululato del lupo. Aveva la fortuna di andare a scuola in un paese e non in una odiosa città dove lo avrebbero sicuramente giudicato male.
E poi la leggenda,gli episodi che oramai sono di fatto leggenda.
Una sera quando gli scout avevano montato un piccolo accampamento con una trentina di persone nel lungo pò a Paesana eravamo andati a spiarli. Eravamo un pò tutti. C'era Tandro,c'era Luca e c'erano anche Erik e Akela che si sono infilati nell'accampamento e poi si sono sentiti due ululati lupini e gli scout che hanno cominciato a cercare in lungo e in largo. Loro invece erano su già saliti su un albero a guardarsi la scena.
Poi quando gli scout hanno cominciato a cercare da un altra parte sono scesi e hanno lasciato la zona raggiungendoci ai giardini dove li stavamo aspettando. E quando è arrivato Akela ha subito sfoderato un fantastico ululato lupino. Che come ha fatto girare gli scout ha fatto girare anche noi.
Di Akela...emm Diego si sono perse le tracce dopo le medie Non so se si sia trasferito da un altra parte perchè pure lui probabilmente "doveva studiare" . Spero che nella sua eventuale nuova casa ci sia stato vicino almeno un giardinetto per poter vedere un minimo di verde. E magari anche solo col pensiero arrampicare sopra a qualche albero.
Perchè sicuramente un anima libera come la sua non può vivere in mezzo ad asfalto e cemento. No,avrei voluto vederlo un ultima volta prima che andasse via ma no,sappiamo come è il destino. Avrei voluto dirgli di non perdere quelle sue caratteristiche e quella sua libertà.
E sopratutto di non farsi mai mettere i piedi in testa dal mondo. Ma il destino di chi è obbligato agli orari di mamma e nonna e alla comodità delle seconde case fa cadere in secondo piano il volersi vedere sempre con uno e con l'altro.Probabilmente se fossimo scesi un goccio più tardi la volta giusta magari ci potevamo parlare ancora una volta.
Erik ci aveva poi detto che l'ultima volta  che lo aveva visto stavano smontando i mobili e la casa. E forse una parte della sua anima libera non è cresciuta con lui e ancora vaga in quelle zone.
ARRIVERA' LA UNO.
Mia madre ha deciso,la vecchia 127 del 74 sta dando rogne di ruggine e di meccanica troppo spesso e allora mamma ha deciso di ordinare un auto nuova. Essendo dipendente fiat la scelta è chiara,fiat uno a tutti i costi. Non la panda che la definisce una scatoletta (in realtà sarebbe l'erede più giusto della 127)  ma la uno che effettivamente è più grande .
No,rigorosamente la uno e sopratutto a 3 porte perchè è stata convita dalla nonna che le auto a 5 porte sono più  delicate. Che i telai flettono e in caso di incidente le auto si scassano di più. E imbarcano più acqua quando piove.
Rigorosamente a benzina perchè sul diesel c'era il superbollo e sopratutto alla nonna le macchine diesel non piaciono perchè il rumore che fanno la fa stare male.
E di cilindrata minima possibile,ovvio perchè se no consuma.
TOPGUN COLONNA SONORA
A me di Tom Cruise non frega proprio nulla ma di aerei,moto,auto e vita un minimo avventurosa si. E topgun era anche quello.
Top gun è l'anti cine panettone,top gun è l'anti ragionier fantozzi,top gun mette un missile phoenix dentro alla bianchina di fantozzi e la fa saltare per aria. Personalmente certi film italiani mi fanno solo pena. Certe commedie stiracchiate oltre ogni limite di decenza. Certi personaggi che stanno ore e ore al tavolino sfigato di qualche bar a fumare e bere come cretini.
Certi film si DEVONO dare fare agli americani perchè se no riescono di emme.  Personalmente il vedere un topgun fatto dagli italiani con i fiat g91 che magari devono metterli in moto con i cavi perchè hanno le batterie scariche? No certi film che agli italiani riescono bene sono i musicarelli e altre commedie da 2 soldi.
DONNE E MOTORI GIOIE E DOLORI

Era un giorno che non avevo ripetizioni o meglio colui che doveva fare ripetizioni quella domenica non c'era e allora ne avevo approfittato per fare una gira con il cinquantino lontanissima ,fino a Giaveno dove c'era il mercatino delle pulci.

Sapevo già che le caratteristiche di autonomia del mio 50ino erano molto scarse. Difatti agganciai uno zaino al parafango posteriore e mi portai due bottiglie di plastica con un solo litro di miscela caduna.
Il viaggio durava più di un ora ,partivo da paesana,colletta a motore spento per non consumare e via verso Giaveno.
In questo caso l'odioso semaforo che a Cumiana disturbava sempre per i tongoli che ci mettevano ore per svoltare e bloccare il traffico lo ho fatto arrivando dall'altro lato e a svoltare ci ho messo una manciata di secondi.
E dai gas che dò gas si arriva a Giaveno. La salita chiede tutta la potenza di quella piccola moto. Imperativo è posteggiare andare subito a vedermi il mercatino delle pulci . Tutta la moto è caldissima la parcheggio e mi allontano.

Non ho tempo di prendere un pò di distanza che sento un grido sovrumano e un pianto che comincia.

Una bambina probabilmente appena scesa da una 126 che stava facendo manovra mentre io giù mi allontanavo dalla moto appena parcheggiata si è bruciata la manina toccando la  mia moto posteggiatache era tutta calda bollente.

Volevo partire a ridergli in faccia ma visto che suo padre un odioso barbuto con faccia da delinquente ha cominciato a imprecare contro tutti,ivo compreso l'inventore del motore a scoppio ne sono stato molto tranquillo e ho continuato il mio giro con fare indifferente.

Saranno passati una decina di minuti e mentre guardavo uno dei banchi qualcuno mi sposta afferrandomi per la spalla. Mi trovo quell'odioso personaggio che dice "ma lo sai che ora ti dò uno schiaffo...ma lo sai c" non finisce la frase. Il mio braccio destro usando il casco come prolunga lo ha appena colpito in piena faccia.

Mai visto una reazione del mio corpo così rapida il tipo si accascia sulle gambe e cade all'indietro sul banco del mercato in mezzo a tutte le cose esposte.
Rumore di roba che si rompe.

La bambina piagniucolosa grida sempre più forte "papàaaaaa papaàaaaaaaa" e poi ci aggiunge un grido che quasi non senti manco nei peggio film dell'orrore . Un "   aaaaaaaahhhhhhh " che puoi sentire solo se dividi in due una persona con un coltellaccio...ma sono già tanto dietro di me sto correndo verso la mia 50cc.

La vedo,mi infilo il casco ,ci salgo sopra un calcio due calci sull'avviamento ,accesa pieno gas e via di corsa.

Mentre mi allontano guardo nello specchio ogni tanto e non vedo nessuno che mi segue ma nel dubbio dò gas e mi allontano il più in fretta possibile.Forse ho fatto qualche sorpasso azzardato ma via di corsa.
In discesa sorpasso ancora un paio di automobili e quasi vedo il colore degli occhi di uno che guidava. Via via dare gas!

Comincerò a essere più tranquillo alla vista di Pinerolo,anche perchè dietro non vedo proprio nessuno. Non so se mi sono comportato in manera giusta o no. Ma sono fin spaventato a come mi sono mosso. Davvero non pensavo di muovermi così velocemente e in modo così violento.

Ma meglio così. In compenso sono andato da pinerolo a paesana a passeggio a bassissima velocità quasi centellinando la benzina. Ho messo l'ultimo litro a bagnolo e ho fatto la colletta ad un andatura così ridotta che quasi mi vergogno.

In ogni caso arrivo a Paesana senza aprire ancora la riserva. Meno male che avevo calcolato tutto con un minimo di margine.

Personalmente è difficile capire di chi fosse il torto o la ragione ma la cosa fondamentale è che chi ci rimette è sempre il più giovane e tutti si sentono nel dovere di rompere i maroni a un ragazzino.
Già mi ricordo quella volta che stavo andando con il pulman 33 in borgo san paolo da mio cugino e un vecchiaccio odioso mi afferra per i capelli e comincia a dire che vanno tagliati,vanno tagliati. E qui non appena sento aprire le porte mi parte una ginocchiata sui suoi maroni e mi precipito fuori con lui che si piega in due e quasi cade a terra.
E ovviamente girandomi di colpo si becca lo zaino in faccia.

Non so come certa gente si prenda certe libertà. Personalmente fossi stato armato avrei già fatto diventare qualcuno uno scolapasta. Al giorno d'oggi dove pure i cani randagi sono armati come finirebbe?

Ovviamente non ho detto nulla in casa,perchè quella stupida di nonna avrebbe anche dato ragione a quel personaggio. Inoltre il cinquantino non aveva ancora la targa quindi chisse e nessuno vede.

UNA PARENTESI MUSICALE

La vogliamo fare? Si ,ci sono state un paio di canzoni che è bene ricordare sebbene non ci azzeccaccsero nulla o quasi con quello che sta succedendo o è successo. La prima è kangarù della Cuccarini. Una canzone di apparenza ridicola e da due soldi ma in realtà con un ritmo travolgente che trascina. Forse per questo che è stata una meteora nello spazio della musica.

L'altra invece era quella di Alghero...Gianna Nannini che è specializzata,insieme a Giuni Russo nelle canzoni da spiaggia. La canzone Alghero sembra nata per cantarci sopra.
Devo andare ad Alghero a sciopare il motoscafero,quello più nero,quello più nero lo sciopo davvero.

E in effetti avessi avuto in mano il telecomando per fare il botto non so se effettivamente non lo avrei fatto.  

L'idea di fare andare in pezzi un grosso motoscafo con annessa esplosione e parti che volano via come se ad esplodere fosse un palloncino che esplode. Con annesso affondamento delle parti ancora sopravvissute.
E sopratutto lo sparire del rumore del motore lanciato al massimo di giri.

Ma poi ci sono i naufraghi,i dispersi,no. Un conto è togliere dai piedi una fonte di rumore e farlo nel modo più coreografico possibile con annessa vampata e scoppio . Un conto è fare male a qualcuno. Ancora oggi le persone che voglio seppellire o meglio legare sui binari sono si e no una ventina e tre o 4 sono già andate da sole.

AIO IAIO IAIO (per la serie ancora CADI!)

Paesana ,seconda casa. Il karma mi ha dato una mano o meglio io ho forzato la mano al karma.

Stavolta ho dato una mano al destino perchè hai proprio rotto i maroni cara nonna. Li hai proprio rotti. Avevo appena conquistato la promozione dopo l'esame di riparazione e UN fine settimana,dico UNO SOLO dove mi si lasci dormire alla domenica o sabato mattina?. Dalla cucina arrivavano un continuo scrosciare di acqua e un continuo battere di pentole. Casseruole spostate,lavate e ri posate rumorosamente dentro all'armadio perchè secondo lei c'era sempre da lavare da pulire da lavare.

E aspettare almeno le 10 per farlo? Vai a farti un giro,rispettami per una volta!  No,deve continuare a disturbare oltre ogni limite di decenza alle 7 e si che la cucina era a 5 metri dalle mie orecchie,non è più al piano di sotto come la vecchia casa,sai posare con calma queste razzo di pentole? Razza di cretina! No devi fargli fare ta ta teng tutte le volte! Quasi quasi fanno meno rumore se le lanci!
Ed è dal trasloco che non le usiamo lasciale lì sporche tanto usi solo sempre le solite due o tre schifezze. E abbiamo sempre mangiato.

E il lavandino continua a scrosciare acqua a tutto andare e ogni tot minuti è un colpo metallico di una pentola.

Scendo dal letto a piedi scalzi,spio dalla porta semi aperta. Nonna ha il pavimento bello bagnato ,e allora mi viene un idea cattivissima. E che caspita stavolta te la sei cercata.

Prendo la scopa che è nell'angolo.

Spingo con la scopa in stile stecca da biliardo la paletta dell'immondizia un pò in mezzo alla stanza,la posiziono giusto una ventina di centimetri più in là di dove dovrebbe essere. Poi torno a letto e aspetto.

Non saranno passati 5 minuti e SWISSS PATAPAM! Nonna cade e si sente un "Tun Tun tun" la pentola che rotola....E poi comincia il lamento noiosissimo.
"AHIO IAIO IAIO AHIO IAIO IAIO" Continuo e noioso.
Aspetto un attimo giusto per fare vedere che mi devo svegliare e poi mi alzo.
Vado in cucina e la vedo a terra che si lamentava,la ho guardata con un senso di sufficienza e gli ho chiesto cosa facesse lunga e tirata per terra.

E lei mi guarda come se stavolta fosse lei in difetto.
Stavolta si che potrei divertirmi a colpirla e fargli tanto male visto che è lei che non può difendersi del resto lo ha sempre fatto con me.
Mi limito a chiedere perchè sta gridando così.
 
E allora si alza. Sta per dirmi qualcosa di cattivo ma capisce che ha fatto tutto da sola. Anche perchè io ufficialmente ero a letto che dormivo.

Mahhh lo avrà capito? non credo...in compenso spero che sia sia fatta un pò furba e difatti mi dice che è caduta sulla paletta dell'immondizia . Io gli faccio notare che se continua a buttare acqua per terra non solo scivola e CADE! ....Ma abbiamo poi le gondole che transitano in cucina. Dove si era mai visto fare scorrere tutta quell'acqua?

Lei incassa e poi si lamenta "ma sono caduta" e allora gli dico che se si diverte a buttare acqua per terra cadrà di nuovo. Poi si siede su una sedia e fa la parte melodrammatica "gira la testa" e "vedo tutti i luccichini"

E io ho pensato" sto male sto male muoio adesso inizia la litania"

E con la caduta della nonna e il ricominciare stavolta in seconda superiore finisce il capitolo del 1986 e 87.

FINE

 

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