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25 minutes ago, fra1991 said:

Giustamente i nostri pensieri sono soggettivi,ma ciò che dice una determinata scienza in questo caso è oggettivo.

Se rimani nell'ambito di quella disciplina certamente. Ma io non ho parlato di quello che afferma o non afferma la psicologia. Sei tu che l'hai invocata a presidio delle tue opinioni. Peraltro errando, dato che hai negato che l'amore possa essere possessivo, maniacale, ossessivo, mentre l'Ordine degli psicologhi citato ammette che ci possa essere un tale amore.

25 minutes ago, fra1991 said:

Benissimo è un tuo pensiero ,ma non è supportato da nessun psicologo,criminologo o psichiatra

Né mi cale che tale sia, dato che io non ho parlato in ambito psicologico, criminologico o psichiatrico.

Peraltro anche in questa tua affermazione ti consiglierei cautela: vedi ciò che scrivono in questo sito di consulenza psicologica: https://www.percorsifamiliari.it/ presentando un libro intitolato appunto "Delitti d'amore":

"Spesso l’omicidio per amore rappresenta il punto di arrivo in cui sfocia violentemente la gelosia, il possesso, il desiderio di un controllo esclusivo sull’altro. L’omicidio è nella maggioranza dei casi è un atto impulsivo scaturito dall’incapacità di gestire ed elaborare le emozioni; in particolare, si tratta della rabbia che non trovando una canalizzazione razionale esplode in modo distruttivo per annientare l’oggetto della relazione considerato come causa del proprio malessere.

Questo contributo nasce come un lavoro conclusivo del Master di Specializzazione in Psicologia Giuridica, Psicodiagnostica e Psicologia Forense, pubblicato sul sito dell’AIPG (Associazione Italiana Psicologia Giuridica) www.aipg.it"

Evidentemente non sono solo io a parlare di "omicidio per amore" in cui può sfociare l'amore possessivo, geloso, dominante esclusivo.

Ti consiglio di lamentarti con la psicologia per l'abuso...😇

 

:

 

 

 

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Posted (edited)
1 hour ago, Omocrazia said:

Se rimani nell'ambito di quella disciplina certamente. Ma io non ho parlato di quello che afferma o non afferma la psicologia. Sei tu che l'hai invocata a presidio delle tue opinioni. Peraltro errando, dato che hai negato che l'amore possa essere possessivo, maniacale, ossessivo, mentre l'Ordine degli psicologhi citato ammette che ci possa essere un tale amore.

Né mi cale che tale sia, dato che io non ho parlato in ambito psicologico, criminologico o psichiatrico.

Peraltro anche in questa tua affermazione ti consiglierei cautela: vedi ciò che scrivono in questo sito di consulenza psicologica: https://www.percorsifamiliari.it/ presentando un libro intitolato appunto "Delitti d'amore":

"Spesso l’omicidio per amore rappresenta il punto di arrivo in cui sfocia violentemente la gelosia, il possesso, il desiderio di un controllo esclusivo sull’altro. L’omicidio è nella maggioranza dei casi è un atto impulsivo scaturito dall’incapacità di gestire ed elaborare le emozioni; in particolare, si tratta della rabbia che non trovando una canalizzazione razionale esplode in modo distruttivo per annientare l’oggetto della relazione considerato come causa del proprio malessere.

Questo contributo nasce come un lavoro conclusivo del Master di Specializzazione in Psicologia Giuridica, Psicodiagnostica e Psicologia Forense, pubblicato sul sito dell’AIPG (Associazione Italiana Psicologia Giuridica) www.aipg.it"

Evidentemente non sono solo io a parlare di "omicidio per amore" in cui può sfociare l'amore possessivo, geloso, dominante esclusivo.

Ti consiglio di lamentarti con la psicologia per l'abuso...😇

 

:

 

 

 

Ma va bene uno può comunque non condividere una scienza , io preferisco ad appellarmi ad essa tu no .

Per quanto riguarda il libro che mi dici Jon vuol dire nulla visto che ti ho postato un articolo che dice che l' amore di un uxoricida non è amore ,a mio avviso non capisci che un termine non va inteso in modo letterale , seguendo questo ragionamento un libro sugli incubi parlerebbe di demoni leggendari.

Poi bisognerebbe leggere il libro e non solo fermarsi alla trama ,per capire cosa vuol dire l' autore .

Come vedi  una nota criminologa mette la parola "amore" tra virgolette.

Le cose non vanno sempre lette letteralmente .

 

 

https://share.google/c8UmorTiZ3LLXKZNh

Edited by fra1991
Posted (edited)
1 hour ago, fra1991 said:

Ma va bene uno può comunque non condividere una scienza , io preferisco ad appellarmi ad essa tu no .

Ti appelli alla scienza solo quando concorda con la tua opinione...  Come t'ho già detto, se entriamo nel campo della psicologia, io non metto lingua; ma non ci sono entrato. Tu invece ci sei entrato (non so con quanta cognizione di causa se non sei uno psicologo...) e ci metti lingua, ma s'è già visto che hai sbagliato negando che l'amore possa essere possessivo, maniacale, ossessivo.

1 hour ago, fra1991 said:

a mio avviso non capisci che un termine non va inteso in modo letterale , seguendo questo ragionamento un libro sugli incubi parlerebbe di demoni leggendari.

Se parlasse di demoni leggendari... Ma se parla di incubi, parla di incubi, dato che incubo non significa solo demone leggendario. Comunque sia, va bene che la psicologia (come affermi tu) parla di amore "in modo non letterale" quando tratta di amore che non coincida con quello della tua concezione.  Quello che non capisco è perché, se io parlo di amore, non possa parlarne nel medesimo modo che tu attribuisci alla psicologia, cioè "in modo non letterale".  Del resto nel caso di amore violento od omicida ho sempre aggiunto "insano". Quindi non vedo perché la mia definizione debba avere quella letteralità che tu affermi non abbia la medesima definizione quando sia usata dalla psicologia.

1 hour ago, fra1991 said:

Poi bisognerebbe leggere il libro e non solo fermarsi alla trama ,per capire cosa vuol dire l' autore .

Guarda che io ho riferito quello che sta scritto sul sito di consulenza psicologica recensendo il libro. Se hanno errate le citazioni o hanno letto male il libro, veditela con loro. Forse gli psicologhi che conosci tu hanno opinioni diverse e concordi con le tue, cosa che non sarebbe neppure strana, perché accade in tutte le discipline che gli esperti abbiano opinioni diverse sulle medesime questioni. 

 

1 hour ago, fra1991 said:

Come vedi  una nota criminologa mette la parola "amore" tra virgolette.

Le ho usate anch'io e ho anche aggiunto insano, malato, demente, quando mi sono riferito all'amore che sconvolge fino all'estremo dell'omicidio e del suicidio:

evidentemente se le virgolette o gli aggettivi peggiorativi li uso io, non li leggi; se li usano gli psicologhi, li leggi.  

Cambiare occhiali, no?😁

Edited by Omocrazia
Posted
45 minutes ago, Omocrazia said:

Ti appelli alla scienza solo quando concorda con la tua opinione...  Come t'ho già detto, se entriamo nel campo della psicologia, io non metto lingua; ma non ci sono entrato. Tu invece ci sei entrato (non so con quanta cognizione di causa se non sei uno psicologo...) e ci metti lingua, ma s'è già visto che hai sbagliato negando che l'amore possa essere possessivo, maniacale, ossessivo.

Se parlasse di demoni leggendari... Ma se parla di incubi, parla di incubi, dato che incubo non significa solo demone leggendario. Comunque sia, va bene che la psicologia (come affermi tu) parla di amore "in modo non letterale" quando tratta di amore che non coincida con quello della tua concezione.  Quello che non capisco è perché, se io parlo di amore, non possa parlarne nel medesimo modo che tu attribuisci alla psicologia, cioè "in modo non letterale".  Del resto nel caso di amore violento od omicida ho sempre aggiunto "insano". Quindi non vedo perché la mia definizione debba avere quella letteralità che tu affermi non abbia la medesima definizione quando sia usata dalla psicologia.

Guarda che io ho riferito quello che sta scritto sul sito di consulenza psicologica recensendo il libro. Se hanno errate le citazioni o hanno letto male il libro, veditela con loro. Forse gli psicologhi che conosci tu hanno opinioni diverse e concordi con le tue, cosa che non sarebbe neppure strana, perché accade in tutte le discipline che gli esperti abbiano opinioni diverse sulle medesime questioni. 

 

Le ho usate anch'io e ho anche aggiunto insano, malato, demente, quando mi sono riferito all'amore che sconvolge fino all'estremo dell'omicidio e del suicidio:

evidentemente se le virgolette o gli aggettivi peggiorativi li uso io, non li leggi; se li usano gli psicologhi, li leggi.  

Cambiare occhiali, no?😁

Bhe tutti sbagliamo e ci contraddiciamo,tu stesso io una discussione sull' adultolescenza prolungata tra i gay hai detto che è sbagliato basarsi solo su la propria esperienze (quando dicevo che i gay maturano dopo ),eppure poi hai aggiunto che gli uomini maturano più tardi  per quello che hai osservato nella tua vita .

Come vedi tutti ci contraddiciamo, poi francamente non ho problemi ad ammettere dove ho sbagliato ,pace e amen 😁,la psicologia ammette diversi tipi di amore ?ok ,ma non ammette che un uxoricida ami la moglie 

Credo che la differenza che tu non vedi e che tu sostieni che l' amore insano sia amore ,le varie scienze che ho citato usano questo termine ma intendono letteralmente che sia non è amore , esattamente come se parli di incubi non ti riferisci per forza al demone 

Poi se invece vuoi dire che l' amore insano non è realmente amore ,allora ti do ragione. 

Comunque non mi hai portato un articolo che dimostri che un uxoricida ami la moglie ,io invece ti ho dimostrato il contrario.

E il libro non è una prova visto che non c' è un estratto che dimostra che un uxoricida provi una forma di amore per la propria moglie .

Comunque visto che sei così attaccato alle definizioni ,quando riceverai il tuo salario mi aspetto che tu ti faccia pagare in sale. 🤣🤣.

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Secondo voi quando (età, momento della vita) un gay inizia a sentire la solitudine?

Posted
34 minutes ago, Pugsley said:

Secondo voi quando (età, momento della vita) un gay inizia a sentire la solitudine?

Secondo me e lo dico parlando in generale ,intorno ai 30 anni se non si hanno mai avuto relazioni ,a volte anche un po' prima .

Se invece parliamo di una persona che ha già avuto relazioni serie ,direi che non c' è una risposta alla tua domanda .

Posted
1 hour ago, Pugsley said:

Secondo voi quando (età, momento della vita) un gay inizia a sentire la solitudine?

Credo alla stessa di un eterosessuale , ovvero il giorno in cui tutto l'ambiente sociale che ti apparteneva non c'è più e non hai avuto modo,tempo,occasione,di sostituirlo gradualmente nel tempo, ritrovandoti come un astronauta che galleggia nello spazio. 

Ma io parlo di solitudine vera, nera, quella da cui non puoi tornare indietro e ne hai consapevolezza.  Se parli di solitudine minore, quella da "oh sono tanto solo", non è nemmeno detto che accada,quindi non ha un'età .

Posted
2 hours ago, Ghost77 said:

Credo alla stessa di un eterosessuale , ovvero il giorno in cui tutto l'ambiente sociale che ti apparteneva non c'è più e non hai avuto modo,tempo,occasione,di sostituirlo gradualmente nel tempo, ritrovandoti come un astronauta che galleggia nello spazio. 

Quindi a 100 anni sei davvero solo

Basta anche 80

Ma l'Italia è un paese per vecchi

La mia solitudine sta solo nel non aver fatto o non poter fare quello che desideravo

O forse non è solitudine, ma solo amarezza

Purtroppo nella vita, anche nel sesso, non puoi fare cose senza essere ricambiato, quindi la solitudine forse sta nel non aver mai avuto lunghe occasioni piacevoli reciprocamente

Ripeto "lunghe"

Posted
17 hours ago, Omocrazia said:

Tuttavia suppongo che un amore definito:

"MANIA (Eros + Ludus) •Atteggiamento maniacale (eccessivo e grandioso) verso l’amore •Comportamenti ossessivi e possessivi •Gelosia, discontrollo, bisogno di essere amati." 

possa indurre in casi estremi (e rari) anche all'omicidio e al suicidio.  

E infatti, l'omicidio dell'amato(a) non può essere considerato manifestazione estrema del "comportamento possessivo" riconosciuto nell' "amore mania (eros+ludus)"?

Tu dici che secondo la psicologia non può essere?  Ma avevi anche negato che la psicologia parlasse di amore in caso di amore possessivo verso l'amato(a)? 

Ma cosa cambia esattamente?

Perché credo che anche @fra1991 avrebbe risposto affermativamente se tu avessi chiesto "può un uomo geloso e possessivo incapace di regolare le sue emozioni, le sue reazioni e i suoi comportamenti, arrivare a compiere un uxoricidio...?"

Tu credi che questo accrocco di emozioni siano le manifestazioni di un "amore malato", @fra1991 no. Non c'è molto altro di cui discutere. 

 

10 hours ago, Pugsley said:

Secondo voi quando (età, momento della vita) un gay inizia a sentire la solitudine?

Io già a 15 anni 😂 scherzo. Ma appunto sentirsi soli è qualcosa di molto personale, non un'età o una situazione specifica. 

5 hours ago, Pugsley said:

Purtroppo nella vita, anche nel sesso, non puoi fare cose senza essere ricambiato, quindi la solitudine forse sta nel non aver mai avuto lunghe occasioni piacevoli reciprocamente

Ripeto "lunghe"

Vero, e comprendo l'amarezza. Ma anche questo è un fatto molto personale e non oggettivo.

Posted
59 minutes ago, schopy said:

Ma cosa cambia esattamente?

Perché credo che anche @fra1991 avrebbe risposto affermativamente se tu avessi chiesto "può un uomo geloso e possessivo incapace di regolare le sue emozioni, le sue reazioni e i suoi comportamenti, arrivare a compiere un uxoricidio...?"

Tu credi che questo accrocco di emozioni siano le manifestazioni di un "amore malato", @fra1991 no. Non c'è molto altro di cui discutere. 

 

Io già a 15 anni 😂 scherzo. Ma appunto sentirsi soli è qualcosa di molto personale, non un'età o una situazione specifica. 

Vero, e comprendo l'amarezza. Ma anche questo è un fatto molto personale e non oggettivo.

Ottima sintesi ,la differenza tra di noi (se puoi lui vuole contraddirmi è libero di farlo)è che per lei l' amore malato è una forma di amore ,per me no .

Posted
31 minutes ago, fra1991 said:

Ottima sintesi ,la differenza tra di noi (se puoi lui vuole contraddirmi è libero di farlo)è che per lei l' amore malato è una forma di amore ,per me no .

Che è un po' come dire che "la mascolinità tossica" non sia una forma di mascolinità.

 

Posted
9 minutes ago, Almadel said:

Che è un po' come dire che "la mascolinità tossica" non sia una forma di mascolinità.

 

La mascolinità non è un sentimento ,ma un costrutto sociale.

Le parole non fanno prese letteralmente sempre ,se io in modo scherzoso dico di essere un po' narcisista,vuol dire che ho questo disturbo psichiatrico ?

Posted
30 minutes ago, fra1991 said:

La mascolinità non è un sentimento ,ma un costrutto sociale.

Le parole non fanno prese letteralmente sempre ,se io in modo scherzoso dico di essere un po' narcisista,vuol dire che ho questo disturbo psichiatrico ?

I galli e i tori sono molto più rompicoglioni delle galline e delle vacche:

non certo per un "costrutto sociale": è proprio il testosterone che li rende più aggressivi.

Se fosse un "costrutto sociale" vorrebbe dire che esistono società

in cui le donne fanno la guerra e gli uomini cucinano per la famiglia.

Poiché questo non avviene mai da nessuna parte, sono portato a supporre 

che i maschi di Homo sapiens non siano diversi da quelli dei gorilla o degli scimpanzè:

scimmie brutali e difficili da addomesticare. 

 

 

Posted
14 minutes ago, Almadel said:

I galli e i tori sono molto più rompicoglioni delle galline e delle vacche:

non certo per un "costrutto sociale": è proprio il testosterone che li rende più aggressivi.

Se fosse un "costrutto sociale" vorrebbe dire che esistono società

in cui le donne fanno la guerra e gli uomini cucinano per la famiglia.

Poiché questo non avviene mai da nessuna parte, sono portato a supporre 

che i maschi di Homo sapiens non siano diversi da quelli dei gorilla o degli scimpanzè:

scimmie brutali e difficili da addomesticare. 

 

 

Dipende da cosa intendi per mascolinità.

Se parli differenze biologiche è un conto ,se invece mi parli di alcune norme sociali allora se ne può discutere.

Se in Italia un uomo generalmente non mette la gonna allora in quel caso un costrutto sociale(non a caso uno scozzese che mette il kilt non viene visto come strano).

Comunque le differenze biologiche non rendono un dato comportamento giusto,in natura  ad esempio lo stupro esiste e ha anche un' utilità biologica(un uomo che stupra una donna può metterla incinta ).

Difficilmente una donna può entrare nell' esercito alla pari dei maschi(anche se sono esistite delle eccezioni ,vedi le onna-bugeisha giapponesi e le amazzoni del Dahomey, che venivano accettate dalle società come casi particolari),ma possono diventare generali delle esercito.

Come Caterina d' Aragona che sconfisse gli scozzesi come reggente o Aisha che guidò un esercito durante la battaglia del cammello contro Alì.

Posted (edited)
13 hours ago, Pugsley said:

Secondo voi quando (età, momento della vita) un gay inizia a sentire la solitudine?

Per me ora, quindi immagino attorno ai 30 anni quando si realizza che non si ha un appoggio, che magari si sta iniziando una vita da soli e si è veramente soli senza appunto un appoggio emotivo, gli amici magari sono lontani.

Personalmente mai successo prima quello che mi sta succedendo ora. Prima ero solitario volutamente e uscivo con gli amici senza pensarci troppo ma a volte mi isolavo di mio. Oggi sto cercando volutamente la compagnia perché sento di non farcela più. Il problema è che non mi basta la compagnia qualunque. 

Poi ho sempre fatto tutto da solo, andavo a ballare da solo e tutto, e ora mi sento male se lo faccio perché mi sento solo. Questo mi ha portato anche a trovare delle soluzioni per dissociarmi, pur di non sentire questa cosa, e infatti ora che lo so evito perché non vale la pena ammazzarsi il fegato per non sentirsi soli. È assurdo come è cambiata la situazione, sento che sono arrivato un po' all'estremo.

Oltretutto personalmente non vedo una soluzione sociale nell'ambiente gay.

I miei "ambienti" sono eterosessuali, condivido lì interessi e cazzeggio e mi diverto. Non ho occasione di ritrovo o condivisione di cose simili però con maggioranza gay. L'unica cosa che ho sentito qua è che esistono locali dove si gioca tipo a bingo ogni tanto. Lol.

Edited by cornyear
Posted
2 minutes ago, cornyear said:

Per me ora, quindi immagino attorno ai 30 anni quando si realizza che non si ha un appoggio, che magari si sta iniziando una vita da soli e si è veramente soli senza appunto un appoggio emotivo, gli amici magari sono lontani.

Dai, così sembri patetico.

Pare che te la sei tirata tutta la vita e adesso che ti senti solo,

magicamente hai bisogno di qualcuno che ti sostenga.

I gay possono essere teneri cuccioli da proteggere e sostenere,

ma possono anche essere il pilastro su cui altri si possono appoggiare.

Magari invece del nerboruto trentacinquenne bisex con la svastica tatuata sul petto,

potresti fare da mentore al delizioso twinkino tunisino al suo primo buco col testosterone. 

Posted
43 minutes ago, cornyear said:

Per me ora, quindi immagino attorno ai 30 anni quando si realizza che non si ha un appoggio, che magari si sta iniziando una vita da soli e si è veramente soli senza appunto un appoggio emotivo, gli amici magari sono lontani.

Personalmente mai successo prima quello che mi sta succedendo ora. Prima ero solitario volutamente e uscivo con gli amici senza pensarci troppo ma a volte mi isolavo di mio. Oggi sto cercando volutamente la compagnia perché sento di non farcela più. Il problema è che non mi basta la compagnia qualunque. 

Mi spiace che tu dica così; hai pensato magari di parlarne con uno psicoterapeuta?

Posted
1 hour ago, cornyear said:

Per me ora, quindi immagino attorno ai 30 anni quando si realizza che non si ha un appoggio, che magari si sta iniziando una vita da soli e si è veramente soli senza appunto un appoggio emotivo, gli amici magari sono lontani.

Personalmente mai successo prima quello che mi sta succedendo ora. Prima ero solitario volutamente e uscivo con gli amici senza pensarci troppo ma a volte mi isolavo di mio. Oggi sto cercando volutamente la compagnia perché sento di non farcela più. Il problema è che non mi basta la compagnia qualunque. 

Poi ho sempre fatto tutto da solo, andavo a ballare da solo e tutto, e ora mi sento male se lo faccio perché mi sento solo. Questo mi ha portato anche a trovare delle soluzioni per dissociarmi, pur di non sentire questa cosa, e infatti ora che lo so evito perché non vale la pena ammazzarsi il fegato per non sentirsi soli. È assurdo come è cambiata la situazione, sento che sono arrivato un po' all'estremo.

Oltretutto personalmente non vedo una soluzione sociale nell'ambiente gay.

I miei "ambienti" sono eterosessuali, condivido lì interessi e cazzeggio e mi diverto. Non ho occasione di ritrovo o condivisione di cose simili però con maggioranza gay. L'unica cosa che ho sentito qua è che esistono locali dove si gioca tipo a bingo ogni tanto. Lol.

Se posso chiuderti ,hai mai provato a coltivare altri hobby in solitaria ?

Ad esempio io fa alcuni anni faccio molte cose che prima non facevo in solitaria (cole andare in concerti e viaggiare),secondo me aiuta molto .

Per quanto riguarda il volere compagnia è umano ,basta non accontentarsi di chi si frequenta ed essere selettivi .

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