fra1991 Posted Wednesday at 03:09 PM Posted Wednesday at 03:09 PM 2 hours ago, Omocrazia said: Infatti una persona disturbata e possessiva verso un altro (un'altra) non è necessariamente innamorata dell'altro (altra) nemmeno all'eccesso, se non altro perché il "possesso" ha implicazioni diverse: altro è il possesso erotico, altro quello parentale, altro quello coniugale, altro quello amicale ecc. Che c'entra? In ogni caso si può ancora chiamare bastardo uno per insultarlo pur senza riferimento alla legittimità matrimoniale della sua nascita, perché bastardo ha (e aveva) significato di persona mala a prescindere dalle sue vicende natali. Non conosco nessuno che in Italia nel 2026 chiamerebbe bastardo un figlio nato fuori dal matrimonio o che si farebbe pagare in sale perché salario deriva da salarioum, perché i soldati romani venivano pagati in sale visto che all' epoca il sale era considerato prezioso . Attaccarsi all' etimologia della parola ha poco senso ,visto che il significato delle parole evolve nel senso . Ovviamente il possesso di cui parlo è quello rivolto a un partner ed è visto come patologico da parte di molte scienze come la psicologia e la psichiatria.
Omocrazia Posted Wednesday at 03:45 PM Posted Wednesday at 03:45 PM 16 minutes ago, fra1991 said: Non conosco nessuno che in Italia nel 2026 chiamerebbe bastardo un figlio nato fuori dal matrimonio o che si farebbe pagare in sale perché salario deriva da salarioum, perché i soldati romani venivano pagati in sale visto che all' epoca il sale era considerato prezioso . Neppure io e infatti non ho nemmeno detto il contrario... Ma non capisco che c'entri. 18 minutes ago, fra1991 said: Attaccarsi all' etimologia della parola ha poco senso ,visto che il significato delle parole evolve nel senso . Attaccarsi all'etimologia non è lo stesso che indagare l'etimologia per una migliore comprensione del mutamento del significato secondo tempi e costumi. Se poi per te una ricognizione etimologica è sempre deprecabile, meglio (o peggio...) per te. 20 minutes ago, fra1991 said: Ovviamente il possesso di cui parlo è quello rivolto a un partner ed è visto come patologico da parte di molte scienze come la psicologia e la psichiatria. Non c'è bisogno della psicologia e della psichiatria per reputare morboso un possesso erotico che culmini nell'omicidio (femminicidio o maschicidio o suicidio o altro -cidio) o anche solo in ferimenti o maltrattamenti. Infatti (a prescindere dal linguaggio medico scientifico) in tali casi si parla di amore malato, morboso, folle o simili. Non so che ci sia di tanto assurdo in tali appellazioni, se non altro perché indicano una deviazione (per eccesso) non solo dall'affezione più diffusa, ma anche da quella reputata non malata, non morbosa, non folle o simili.
fra1991 Posted Wednesday at 06:56 PM Posted Wednesday at 06:56 PM 3 hours ago, Omocrazia said: Neppure io e infatti non ho nemmeno detto il contrario... Ma non capisco che c'entri. Attaccarsi all'etimologia non è lo stesso che indagare l'etimologia per una migliore comprensione del mutamento del significato secondo tempi e costumi. Se poi per te una ricognizione etimologica è sempre deprecabile, meglio (o peggio...) per te. Non c'è bisogno della psicologia e della psichiatria per reputare morboso un possesso erotico che culmini nell'omicidio (femminicidio o maschicidio o suicidio o altro -cidio) o anche solo in ferimenti o maltrattamenti. Infatti (a prescindere dal linguaggio medico scientifico) in tali casi si parla di amore malato, morboso, folle o simili. Non so che ci sia di tanto assurdo in tali appellazioni, se non altro perché indicano una deviazione (per eccesso) non solo dall'affezione più diffusa, ma anche da quella reputata non malata, non morbosa, non folle o simili. Non è deprecabile ,ma bisogna tenere conto che quella parola ha cambiato significato nel tempo . Se è una deviazione vuol dire che si è divisa dal suo significato originario e che lo ha modificato . Un amore malato non è amore è come dire che un comunista è un socialista perché il comunismo deriva dal socialismo . Un amore malato è qualcosa che è andato oltre dal significato originale della parola amore. Chiedi a un criminologo se un uxoricida ama la sua vittima .
schopy Posted 21 hours ago Posted 21 hours ago On 4/22/2026 at 11:06 AM, cornyear said: D'altronde per inciso, essendo io un metafisica del sesso enjoyer, direi che l'unico amore degno di essere chiamato tale è quello dove c'è passione erotica. Altro che il tiepidume. Ma ti riferisci a Evola...? 18 hours ago, Omocrazia said: Non c'è bisogno della psicologia e della psichiatria per reputare morboso un possesso erotico che culmini nell'omicidio (femminicidio o maschicidio o suicidio o altro -cidio) o anche solo in ferimenti o maltrattamenti. Infatti (a prescindere dal linguaggio medico scientifico) in tali casi si parla di amore malato, morboso, folle o simili. Da diversi anni si ritiene socialmente inaccettabile parlare di "amore morboso" o di "amore malato", o di "amore folle"; l'idea, condivisibile, è che non si possa parlare di "amore" se c'è morbosità. Sarei tentato di dire che non si può parlare nemmeno di "amore" se c'è follia, ma qui la cosa è più complessa, perché si cerca anche di scrostare il termine "follia" di tutto il suo portato negativo: bene ricordare che il folle soffre, male ricordare che il folle potrebbe essere imprevedibile o pericoloso, e se lo è non lo è in quanto folle (proprio come spiegava a me @andreaquartu qui sopra)...l'espressione "amore folle" quindi è diverso da "amore morboso", parimenti problematica ma per ragioni diverse. Poi, proporre riflessioni sul linguaggio e sull'uso che se ne fa, ad esempio, in ambito giornalistico, ha una sua funzione: io capisco pienamente la posizione di @andreaquartu, che è quella più "corretta" oggidì. Mi piacerebbe però che, tanto più in un forum come questo, si facesse lo step successivo e si provassero ad analizzare alcuni fenomeni un po' meno grossolanamente.
fra1991 Posted 20 hours ago Posted 20 hours ago 34 minutes ago, schopy said: Ma ti riferisci a Evola...? Da diversi anni si ritiene socialmente inaccettabile parlare di "amore morboso" o di "amore malato", o di "amore folle"; l'idea, condivisibile, è che non si possa parlare di "amore" se c'è morbosità. Sarei tentato di dire che non si può parlare nemmeno di "amore" se c'è follia, ma qui la cosa è più complessa, perché si cerca anche di scrostare il termine "follia" di tutto il suo portato negativo: bene ricordare che il folle soffre, male ricordare che il folle potrebbe essere imprevedibile o pericoloso, e se lo è non lo è in quanto folle (proprio come spiegava a me @andreaquartu qui sopra)...l'espressione "amore folle" quindi è diverso da "amore morboso", parimenti problematica ma per ragioni diverse. Poi, proporre riflessioni sul linguaggio e sull'uso che se ne fa, ad esempio, in ambito giornalistico, ha una sua funzione: io capisco pienamente la posizione di @andreaquartu, che è quella più "corretta" oggidì. Mi piacerebbe però che, tanto più in un forum come questo, si facesse lo step successivo e si provassero ad analizzare alcuni fenomeni un po' meno grossolanamente. C' è una cosa che non mi torna . In una delle discussioni precedenti che avevamo fatto (quella sull' adultolescenza),mi criticavi perché secondo te avevo la pretesa di dire cosa provano le altre persone . Eppure ora sostieni che sei tentato di dire che dove c' è follia non c' è amore (giudicando tu stesso i sentimenti altrui). Non è un' incoerenza ? ovviamente il mio non vuole essere un attacco ,ma un capire il tuo punto di vista .
cornyear Posted 20 hours ago Posted 20 hours ago 1 hour ago, schopy said: Ma ti riferisci a Evola...? Sì, anche, ma non l'unico. Mi piace tutto l'argomento affrontato da diversi autori e pensatori.
schopy Posted 17 hours ago Posted 17 hours ago 3 hours ago, fra1991 said: C' è una cosa che non mi torna . In una delle discussioni precedenti che avevamo fatto (quella sull' adultolescenza),mi criticavi perché secondo te avevo la pretesa di dire cosa provano le altre persone . Eppure ora sostieni che sei tentato di dire che dove c' è follia non c' è amore (giudicando tu stesso i sentimenti altrui). Non è un' incoerenza ? Non stavo esponendo quel che penso sull'amore, stavo replicando a @Omocrazia, spiegandogli perché per una persona, diciamo, mediamente istruita e mediamente sensibile, certe espressioni come "amore folle" o "amore morboso" sono oggi problematiche, per quale motivo tanti giornali cercano di evitarle, etc...mi è molto più facile intuire come gli altri si formano delle opinioni su un tema generale (nello specifico, su amore e violenza) che indovinare i loro sentimenti 🙂
fra1991 Posted 17 hours ago Posted 17 hours ago 10 minutes ago, schopy said: Non stavo esponendo quel che penso sull'amore, stavo replicando a @Omocrazia, spiegandogli perché per una persona, diciamo, mediamente istruita e mediamente sensibile, certe espressioni come "amore folle" o "amore morboso" sono oggi problematiche, per quale motivo tanti giornali cercano di evitarle, etc...mi è molto più facile intuire come gli altri si formano delle opinioni su un tema generale (nello specifico, su amore e violenza) che indovinare i loro sentimenti 🙂 Direi che è un folle non prova amore è un giudizio sui sentimenti di una persona (mi riferisco alla tua frase in cui sei tentato di dire che dove c'è follia non c' è amore ). Ma ci sta il giudizio è umano ,spesso non ci rendiamo contro che malgrado critichiamo gli altri per giudicare gli altri ,lo facciamo noi stessi . È normale ,in fondo come tutti sei umano e le persone tendono a essere contraddittorie nella vita(compreso il sottoscritto a volte ) 😀.
Omocrazia Posted 16 hours ago Posted 16 hours ago 18 hours ago, fra1991 said: Non è deprecabile ,ma bisogna tenere conto che quella parola ha cambiato significato nel tempo. Certamente: anche a ciò serve l'indagine etimologica, a riconoscere eventuali significati diversi occorsi nei secoli. 18 hours ago, fra1991 said: Un amore malato non è amore è come dire che un comunista è un socialista perché il comunismo deriva dal socialismo . Non direi che il paragone sia corretto: dovresti parlare semmai di "comunista decadente" o simili espressione per paragonarlo adeguatamente. Io invece penserei ad esempio a "uomo malato" (in senso intellettuale o morale) o "uomo folle". Data una nozione di "uomo" comunemente diffusa (ovviamente nella cultura in cui si ragiona), l'uomo "malato" o l'uomo "folle" è quello che per pensieri, detti e atti devii lontano dalla via comune. Il medesimo vale per "amore malato" o "folle" o "morboso". Il punto è la nozione di "amore" (o di uomo o d'altro) cui ci riferiamo perché il vocabolo ha un'ampia varietà semantica. Trascrivo ad esempio i primi due del Sabatini Coletti: 1 Affetto intenso, assiduo, fortemente radicato per qlcu. SIN tenerezza, bene. 2 Sentimento, affetto che comporta anche attrazione sessuale SIN passione, attrazione. Avere tenerezza verso qualcuno è diverso (per intensità di sentire) che avere passione verso qualcuno, ma la passione può perturbare la mente a tal segno da allentare il freno razionale sulle azioni. Cosa che non mi pare possa fare la tenerezza. 19 hours ago, fra1991 said: Un amore malato è qualcosa che è andato oltre dal significato originale della parola amore. Tu vuoi fare una ricognizione etimologica della parola amore, dopo avere rimproverato me d'averla fatta? 😇 Comunque sia, l'aggiunta d'un aggettivo "malato", "morboso", "folle" implica certo uno scostamento dal significato comunemente inteso. E quindi perché non si potrebbe usare tale locuzione? Dico "amore malato" perché non intendo l'amore come normalmente inteso. Francamente non vedo il problema, anzi non vedo il dissidio... 19 hours ago, fra1991 said: Chiedi a un criminologo se un uxoricida ama la sua vittima . Premesso che non tutti i mariti amano le mogli (o viceversa): non è che manchino i matrimoni senz'amore, la questione non è se l'uxoricida ami o no la sua vittima, ma se l'amore che ha per lei è tanto intensamente perturbante da indurlo, se rifiutato o altrimenti deluso, all'uxoricidio e spesso anche al suicidio. 19 minutes ago, schopy said: stavo replicando a @Omocrazia, spiegandogli perché per una persona, diciamo, mediamente istruita e mediamente sensibile, certe espressioni come "amore folle" o "amore morboso" sono oggi problematiche, Grazie della spiegazione, ma so che molte espressioni finora usate possono essere per alcuni "problematiche". Ma non è che io (come tutti del resto...) possa rincorrere qualunque nuova problematicità altrui. Io tento di rimanere nei limiti della decenza ordinaria e della legalità corrente. Per il resto, se alcuno reputa che io sia troppo spesso "extra ordinem" e se ne adonta, può saltare i miei commenti a piè pari e anche a piè... dispari 😁
fra1991 Posted 16 hours ago Posted 16 hours ago 4 minutes ago, Omocrazia said: Certamente: anche a ciò serve l'indagine etimologica, a riconoscere eventuali significati diversi occorsi nei secoli. Non direi che il paragone sia corretto: dovresti parlare semmai di "comunista decadente" o simili espressione per paragonarlo adeguatamente. Io invece penserei ad esempio a "uomo malato" (in senso intellettuale o morale) o "uomo folle". Data una nozione di "uomo" comunemente diffusa (ovviamente nella cultura in cui si ragiona), l'uomo "malato" o l'uomo "folle" è quello che per pensieri, detti e atti devii lontano dalla via comune. Il medesimo vale per "amore malato" o "folle" o "morboso". Il punto è la nozione di "amore" (o di uomo o d'altro) cui ci riferiamo perché il vocabolo ha un'ampia varietà semantica. Trascrivo ad esempio i primi due del Sabatini Coletti: 1 Affetto intenso, assiduo, fortemente radicato per qlcu. SIN tenerezza, bene. 2 Sentimento, affetto che comporta anche attrazione sessuale SIN passione, attrazione. Avere tenerezza verso qualcuno è diverso (per intensità di sentire) che avere passione verso qualcuno, ma la passione può perturbare la mente a tal segno da allentare il freno razionale sulle azioni. Cosa che non mi pare possa fare la tenerezza. Tu vuoi fare una ricognizione etimologica della parola amore, dopo avere rimproverato me d'averla fatta? 😇 Comunque sia, l'aggiunta d'un aggettivo "malato", "morboso", "folle" implica certo uno scostamento dal significato comunemente inteso. E quindi perché non si potrebbe usare tale locuzione? Dico "amore malato" perché non intendo l'amore come normalmente inteso. Francamente non vedo il problema, anzi non vedo il dissidio... Premesso che non tutti i mariti amano le mogli (o viceversa): non è che manchino i matrimoni senz'amore, la questione non è se l'uxoricida ami o no la sua vittima, ma se l'amore che ha per lei è tanto intensamente perturbante da indurlo, se rifiutato o altrimenti deluso, all'uxoricidio e spesso anche al suicidio. Benissimo chiedi a un criminologo se un uxoricida ama lo moglie,molto probabilmente chi lavora in questo ambito può dirti che ne è ossessionato,ma che non è innamorato(ovviamente parlo di quei soggetti che sostengono di provere o avere provato amore per la persona uccisa). E' un pò come se io ti dicessi che ti voglio bene,ma un secondo dopo iniziassi a dirti che sei una persona schifosa. Una persona scissa non è stabile nei suoi sentimenti,una psicologa che ho conosciuto ad esempio sosteneva che un borderline grave spesso ha una personalità così scissa che non sà nemmeno lui chi è e cosa prova per gli altri. Comunque basandomi su ciò che dici l' amore non è solo passione, quando manca l' affetto e il rispetto per la persona amata,questo sentimento decade.
Omocrazia Posted 16 hours ago Posted 16 hours ago 4 hours ago, schopy said: l'idea, condivisibile, è che non si possa parlare di "amore" se c'è morbosità. Se aggiungi "morboso" o "malato" necessariamente correggi la nozione ordinaria (quale che sia) di "amore". Non vedo il problema. Si potrebbe usare anche "non autentico" sempre con riferimento alla nozione ordinaria di "amore". Certo non è un'esattezza matematica, ma circa i sentimenti si può dare una tale esattezza? (Forse sì, pensando a Spinoza e alla sua Ethica ordine geometrico demonstrata ?😉). 13 minutes ago, fra1991 said: Comunque basandomi su ciò che dici l' amore non è solo passione, quando manca l' affetto e il rispetto per la persona amata,questo sentimento decade. La si può vedere in questo modo (e non discuto che psicologhi ecc la vedano così...), ma la si può vedere anche in altro modo. Se non altro perché, almeno quando all'omicidio dell'amato(a) s'aggiunga il suicidio dell'amante, v'è una volontà di ricongiungere oltre la vita quel legame amoroso che s'è dissolto o è stato impedito nella vita presente.
schopy Posted 14 hours ago Posted 14 hours ago 2 hours ago, fra1991 said: Direi che è un folle non prova amore è un giudizio sui sentimenti di una persona (...) È normale ,in fondo come tutti sei umano e le persone tendono a essere contraddittorie nella vita(compreso il sottoscritto a volte ) Ma io non ho mai scritto che un folle non prova amore 😅 ho scritto che l'espressione "amore folle" è problematica, tanto più che da anni si cerca sia di ridurre lo stigma sulla malattia psichica (e quindi usare l'aggettivo "folle" per descrivere una passione amorosa che poi ha delle conseguenze negative è problematico), sia di non parlare mai di "amore" quando si descrivono i sentimenti di qualcuno che finisce per usare violenza verso la partner. 1 hour ago, Omocrazia said: Se aggiungi "morboso" o "malato" necessariamente correggi la nozione ordinaria (quale che sia) di "amore". Non vedo il problema. Se pensi che si possano usare con serenità le espressioni "amore morboso" o "amore folle" in un articolo, ad esempio, su di un femminicidio, si vede che negli ultimi 15 anni dormivi e non hai mai sfogliato "La Repubblica", "La Stampa", "Internazionale", "Il Post", etc... 1 hour ago, Omocrazia said: La si può vedere in questo modo (e non discuto che psicologhi ecc la vedano così...), ma la si può vedere anche in altro modo. Se non altro perché, almeno quando all'omicidio dell'amato(a) s'aggiunga il suicidio dell'amante, v'è una volontà di ricongiungere oltre la vita quel legame amoroso che s'è dissolto o è stato impedito nella vita presente. Tutto questo però ci riporta appunto al fatto che spesso gli autori di femminicidi sono uomini profondamente disturbati (e che il patriarcato non c'entra quasi mai col femminicidio...magari c'entra con la lapidazione delle adultere, che però è tutto un altro fenomeno)
fra1991 Posted 14 hours ago Posted 14 hours ago 39 minutes ago, schopy said: Ma io non ho mai scritto che un folle non prova amore 😅 ho scritto che l'espressione "amore folle" è problematica, tanto più che da anni si cerca sia di ridurre lo stigma sulla malattia psichica (e quindi usare l'aggettivo "folle" per descrivere una passione amorosa che poi ha delle conseguenze negative è problematico), sia di non parlare mai di "amore" quando si descrivono i sentimenti di qualcuno che finisce per usare violenza verso la partner. Se pensi che si possano usare con serenità le espressioni "amore morboso" o "amore folle" in un articolo, ad esempio, su di un femminicidio, si vede che negli ultimi 15 anni dormivi e non hai mai sfogliato "La Repubblica", "La Stampa", "Internazionale", "Il Post", etc... Tutto questo però ci riporta appunto al fatto che spesso gli autori di femminicidi sono uomini profondamente disturbati (e che il patriarcato non c'entra quasi mai col femminicidio...magari c'entra con la lapidazione delle adultere, che però è tutto un altro fenomeno) Perché non si può usare la parola amore per un persona violenta con il proprio partner ? Anche quello è un giudizio sui sentimenti che una persona prova (giudizio che tra l'altro condivido ). Ad esempio l' omicida Abe Sada sosteneva di amare il tizio che aveva strangolato e castrato .
Almadel Posted 11 hours ago Posted 11 hours ago On 4/22/2026 at 8:56 PM, fra1991 said: Chiedi a un criminologo se un uxoricida ama la sua vittima . Di fronte a un delitto mi sembra superfluo chiedersi se la amava o meno. Io non ho mai amato qualcuno al punto di rischiare l'ergastolo nel caso mi molli. E spero ardentemente che nessuno mi ami mai così tanto: né al punto di uccidermi, né al punto di uccidersi (in genere fanno entrambe le cose; il profilo del femminicida e quello del suicida sono sovrapponibili). Oggi - per motivi educativi - non usiamo più la parola "amore" quando si declina in modo così tossico, per evitare di romanticizzare i delitti.
fra1991 Posted 10 hours ago Posted 10 hours ago 31 minutes ago, Almadel said: Di fronte a un delitto mi sembra superfluo chiedersi se la amava o meno. Io non ho mai amato qualcuno al punto di rischiare l'ergastolo nel caso mi molli. E spero ardentemente che nessuno mi ami mai così tanto: né al punto di uccidermi, né al punto di uccidersi (in genere fanno entrambe le cose; il profilo del femminicida e quello del suicida sono sovrapponibili). Oggi - per motivi educativi - non usiamo più la parola "amore" quando si declina in modo così tossico, per evitare di romanticizzare i delitti. E per fortuna . Comunque romanticizziamo ancora legami tossici (senza arrivare all' omicidio). Basta pensare al successo di film e libri come le cinquanta sfumature di grigio.
Almadel Posted 10 hours ago Posted 10 hours ago Just now, fra1991 said: Basta pensare al successo di film e libri come le cinquanta sfumature di grigio. Io trovo arrapanti le situazioni tossiche, per questo preferisco la pornografia femminile. Non ho letto Cinquanta sfumatorure di Grigio, ma conosco Pauline Reage (La Storia di O) e Anais Nin (Il Delta di Venere). Potrei dire che l'unico interesse che ho per l'erotismo femminile derivi dalla loro depravazione, intesa come capacità di utilizzare i sentimenti per pratiche di umiliazione sessuale. Essendo gay sono un cattivo studente: alla fine in me prevale sempre il cameratismo e certe perverse sottiglienza mi sono - ahimè -esclude. Ai maschi etero "Cinquanta sfumature di grigio" ha fatto cagare: gli uomini preferiscono farsi le seghe su bisessuali muscolose come Xeena, pricipessa guerriera e non su timide ancelle travolte dalla passione per sadici stronzetti. A volte penso che sia uno spreco di cazzo. Come però dico spesso a una mia amica ultra-femminista e mistress: "Il Buon Dio ha voluto nella sua saggezza dare un grosso cazzo a me, che possiedo un'etica; invece che a te: che sei cattiva come il gin alla merda e ne avresti fatto un pessimo uso". L'evoluzione funziona così. Se gli Alani avessero avuto il carattere dei Chihuahua li avremmo estinti subito e se i Chihuahua avessero avuto il carattere degli Alani, se si sarebbero mangiati le pantegane. Se domani uomini e donne si scambiassero i corpi. noi finiremmo tutti in ospedale e loro tutte in galera.
andreaquartu Posted 6 hours ago Posted 6 hours ago 4 hours ago, Almadel said: (in genere fanno entrambe le cose; il profilo del femminicida e quello del suicida sono sovrapponibili). Aridaje: secondo ISTAT 2024, il suicidio dell’autore avviene nel 34% degli omicidi di partner o ex partner e nel 31,3% dei casi familiari/affettivi più ampi. Quindi la componente suicidaria esiste è importante,ma comunque minoritaria. Ma proprio questi numeri mostrano anche il limite della tesi opposta: se solo circa 1 caso su 3 finisce con il suicidio, significa che la maggioranza dei femminicidi non segue quel pattern. Non si può quindi ridurre tutto a “suicidio maschile che a volte coinvolge una donna”. Anche lo studio CDC sugli uomini suicidi con problemi di coppia mostra che la grande maggioranza non uccide la partner: su oltre 30.000 suicidi maschili con problemi relazionali, solo circa il 5% rientrava nell’omicidio-suicidio di partner. Se il profilo fosse davvero sovrapponibile, questa percentuale sarebbe molto più alta. Inoltre i casi di omicidio-suicidio erano più associati a separazione imminente, problemi legali e precedenti di violenza domestica: elementi che parlano di controllo e conflitto relazionale, non solo di depressione,un depresso classico NON fa questo. Le review sul femminicidio trovano infatti come fattori centrali soprattutto: controllo coercitivo, stalking, escalation della violenza, gelosia possessiva, minaccia di separazione, precedenti abusi e senso di possesso sulla partner. Il nucleo psicologico spesso non è “voglio morire”, ma “non accetto che tu mi lasci / non accetto di perdere il controllo”. Questo distingue il femminicidio dal suicidio classico, dove prevalgono disperazione auto-diretta, colpa e ritiro sociale. Quindi semmai: alcuni femminicidi appartengono alla categoria dell’omicidio-suicidio e lì la componente suicidaria è forte,però il femminicidio nel suo complesso ha una struttura diversa, più legata a possesso, dominio e gestione violenta della separazione. Correlazione non significa identità: il fatto che suicidio maschile e femminicidio condividano alcuni fattori di rischio non prova che abbiano la stessa causa principale. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/31187883/?utm_ https://journals.sagepub.com/doi/10.1177/0886260519849656? 4 hours ago, Almadel said: Io trovo arrapanti le situazioni tossiche, per questo preferisco la pornografia femminile. Non ho letto Cinquanta sfumatorure di Grigio, ma conosco Pauline Reage (La Storia di O) e Anais Nin (Il Delta di Venere). Potrei dire che l'unico interesse che ho per l'erotismo femminile derivi dalla loro depravazione, intesa come capacità di utilizzare i sentimenti per pratiche di umiliazione sessuale. Essendo gay sono un cattivo studente: alla fine in me prevale sempre il cameratismo e certe perverse sottiglienza mi sono - ahimè -esclude. Ai maschi etero "Cinquanta sfumature di grigio" ha fatto cagare: gli uomini preferiscono farsi le seghe su bisessuali muscolose come Xeena, pricipessa guerriera e non su timide ancelle travolte dalla passione per sadici stronzetti. A volte penso che sia uno spreco di cazzo. Come però dico spesso a una mia amica ultra-femminista e mistress: "Il Buon Dio ha voluto nella sua saggezza dare un grosso cazzo a me, che possiedo un'etica; invece che a te: che sei cattiva come il gin alla merda e ne avresti fatto un pessimo uso". L'evoluzione funziona così. Se gli Alani avessero avuto il carattere dei Chihuahua li avremmo estinti subito e se i Chihuahua avessero avuto il carattere degli Alani, se si sarebbero mangiati le pantegane. Se domani uomini e donne si scambiassero i corpi. noi finiremmo tutti in ospedale e loro tutte in galera. Mental healt Is very undervalued today,Kids.
fra1991 Posted 3 hours ago Posted 3 hours ago 7 hours ago, Almadel said: Io trovo arrapanti le situazioni tossiche, per questo preferisco la pornografia femminile. Non ho letto Cinquanta sfumatorure di Grigio, ma conosco Pauline Reage (La Storia di O) e Anais Nin (Il Delta di Venere). Potrei dire che l'unico interesse che ho per l'erotismo femminile derivi dalla loro depravazione, intesa come capacità di utilizzare i sentimenti per pratiche di umiliazione sessuale. Essendo gay sono un cattivo studente: alla fine in me prevale sempre il cameratismo e certe perverse sottiglienza mi sono - ahimè -esclude. Ai maschi etero "Cinquanta sfumature di grigio" ha fatto cagare: gli uomini preferiscono farsi le seghe su bisessuali muscolose come Xeena, pricipessa guerriera e non su timide ancelle travolte dalla passione per sadici stronzetti. A volte penso che sia uno spreco di cazzo. Come però dico spesso a una mia amica ultra-femminista e mistress: "Il Buon Dio ha voluto nella sua saggezza dare un grosso cazzo a me, che possiedo un'etica; invece che a te: che sei cattiva come il gin alla merda e ne avresti fatto un pessimo uso". L'evoluzione funziona così. Se gli Alani avessero avuto il carattere dei Chihuahua li avremmo estinti subito e se i Chihuahua avessero avuto il carattere degli Alani, se si sarebbero mangiati le pantegane. Se domani uomini e donne si scambiassero i corpi. noi finiremmo tutti in ospedale e loro tutte in galera. Non mi risulta che il delta di venere abbia pretese di parlare di amore ,sono racconti erotici che Anais Nin scrisse per un collezionista di narrativa erotica su raccomandazione di Henry Miller ,mentre per quanto riguarda historie d' o' la tematica dell' amore salvifico non esiste . Il problema non è la dominazione sessuale ,ma la solita cretinata dell' amore che salva il bad boy di turno . Ora ci sta che una donna si attratta da un uomo sicuro di sé,ma non si capisce la differenza tra un uomo problematico e uno con una buona autostima ,iniziano i problemi .
schopy Posted 2 hours ago Posted 2 hours ago (edited) 4 hours ago, andreaquartu said: Le review sul femminicidio trovano infatti come fattori centrali soprattutto: controllo coercitivo, stalking, escalation della violenza, gelosia possessiva, minaccia di separazione, precedenti abusi e senso di possesso sulla partner. Il nucleo psicologico spesso non è “voglio morire”, ma “non accetto che tu mi lasci / non accetto di perdere il controllo”. Questo distingue il femminicidio dal suicidio classico, dove prevalgono disperazione auto-diretta, colpa e ritiro sociale. Quindi semmai: alcuni femminicidi appartengono alla categoria dell’omicidio-suicidio e lì la componente suicidaria è forte,però il femminicidio nel suo complesso ha una struttura diversa, più legata a possesso, dominio e gestione violenta della separazione. E tu credi che "controllo", "stalking" e "gestione violenta della separazione" abbiano a che fare più col patriarcato che con lo squilibrio psichico degli aggressori? È qui che io non ti seguo del tutto. Il giovane assassino di Giulia Cecchettin dormiva con un orsacchiotto a 22 anni, ti sembra il comportamento di un uomo intriso di cultura patriarcale? Forse intendiamo delle cose diverse con "patriarcato". Edited 2 hours ago by schopy
cornyear Posted 1 hour ago Posted 1 hour ago (edited) 57 minutes ago, schopy said: Il giovane assassino di Giulia Cecchettin dormiva con un orsacchiotto a 22 anni, ti sembra il comportamento di un uomo intriso di cultura patriarcale? Immagina se il padre di Turetta avesse scritto RADIOSBORO su Twitter. Uhh. Pare che il patriarcato, un po' come altre cose, sia quella corta dogmaticamente certa e innegabile che però non ha precisa forma né colore. Nel mio negazionismo e nella mia eresia continuerò, attualmente, a ritenere pericoloso un ragazzo insicuro che mai nella vita è stato a contatto con l'idea che è il maschio è nato per dominare. Voglio dire, pure il ragazzetto disagiato di 14 anni è arrivato ad accoltellare l'insegnante per qualche stronzata scattata nella testa. Figurati in amore dove ste cose accadono sempre. Edited 1 hour ago by cornyear
Almadel Posted 1 hour ago Posted 1 hour ago 5 hours ago, andreaquartu said: Correlazione non significa identità: il fatto che suicidio maschile e femminicidio condividano alcuni fattori di rischio non prova che abbiano la stessa causa principale. E cosa lo proverebbe? Che dati ti convincerebbero che abbiano la stessa causa? Io mi sono accorto della loro correlazione da due fatti. Il primo è che i Paesi coi più alti tassi di femminicidi in Europa sono anche quelli col più alto tasso di suicidi maschili. E poi per il caso della Svezia: anni fa il numero dei suicidi era davvero molto alto e cominciarono delle campagne di prevenzione: il risultato fu il crollo del numero dei femminicidi. Anche nella mia esperienza - diretta e indiretta - con persone depresse e con tendenze suicidarie era sempre presente mania del controllo e stalking verso il partner.
Recommended Posts
Please sign in to comment
You will be able to leave a comment after signing in
Sign In Now