fra1991 Posted yesterday at 03:09 PM Posted yesterday at 03:09 PM 2 hours ago, Omocrazia said: Infatti una persona disturbata e possessiva verso un altro (un'altra) non è necessariamente innamorata dell'altro (altra) nemmeno all'eccesso, se non altro perché il "possesso" ha implicazioni diverse: altro è il possesso erotico, altro quello parentale, altro quello coniugale, altro quello amicale ecc. Che c'entra? In ogni caso si può ancora chiamare bastardo uno per insultarlo pur senza riferimento alla legittimità matrimoniale della sua nascita, perché bastardo ha (e aveva) significato di persona mala a prescindere dalle sue vicende natali. Non conosco nessuno che in Italia nel 2026 chiamerebbe bastardo un figlio nato fuori dal matrimonio o che si farebbe pagare in sale perché salario deriva da salarioum, perché i soldati romani venivano pagati in sale visto che all' epoca il sale era considerato prezioso . Attaccarsi all' etimologia della parola ha poco senso ,visto che il significato delle parole evolve nel senso . Ovviamente il possesso di cui parlo è quello rivolto a un partner ed è visto come patologico da parte di molte scienze come la psicologia e la psichiatria.
Omocrazia Posted yesterday at 03:45 PM Posted yesterday at 03:45 PM 16 minutes ago, fra1991 said: Non conosco nessuno che in Italia nel 2026 chiamerebbe bastardo un figlio nato fuori dal matrimonio o che si farebbe pagare in sale perché salario deriva da salarioum, perché i soldati romani venivano pagati in sale visto che all' epoca il sale era considerato prezioso . Neppure io e infatti non ho nemmeno detto il contrario... Ma non capisco che c'entri. 18 minutes ago, fra1991 said: Attaccarsi all' etimologia della parola ha poco senso ,visto che il significato delle parole evolve nel senso . Attaccarsi all'etimologia non è lo stesso che indagare l'etimologia per una migliore comprensione del mutamento del significato secondo tempi e costumi. Se poi per te una ricognizione etimologica è sempre deprecabile, meglio (o peggio...) per te. 20 minutes ago, fra1991 said: Ovviamente il possesso di cui parlo è quello rivolto a un partner ed è visto come patologico da parte di molte scienze come la psicologia e la psichiatria. Non c'è bisogno della psicologia e della psichiatria per reputare morboso un possesso erotico che culmini nell'omicidio (femminicidio o maschicidio o suicidio o altro -cidio) o anche solo in ferimenti o maltrattamenti. Infatti (a prescindere dal linguaggio medico scientifico) in tali casi si parla di amore malato, morboso, folle o simili. Non so che ci sia di tanto assurdo in tali appellazioni, se non altro perché indicano una deviazione (per eccesso) non solo dall'affezione più diffusa, ma anche da quella reputata non malata, non morbosa, non folle o simili.
fra1991 Posted 21 hours ago Posted 21 hours ago 3 hours ago, Omocrazia said: Neppure io e infatti non ho nemmeno detto il contrario... Ma non capisco che c'entri. Attaccarsi all'etimologia non è lo stesso che indagare l'etimologia per una migliore comprensione del mutamento del significato secondo tempi e costumi. Se poi per te una ricognizione etimologica è sempre deprecabile, meglio (o peggio...) per te. Non c'è bisogno della psicologia e della psichiatria per reputare morboso un possesso erotico che culmini nell'omicidio (femminicidio o maschicidio o suicidio o altro -cidio) o anche solo in ferimenti o maltrattamenti. Infatti (a prescindere dal linguaggio medico scientifico) in tali casi si parla di amore malato, morboso, folle o simili. Non so che ci sia di tanto assurdo in tali appellazioni, se non altro perché indicano una deviazione (per eccesso) non solo dall'affezione più diffusa, ma anche da quella reputata non malata, non morbosa, non folle o simili. Non è deprecabile ,ma bisogna tenere conto che quella parola ha cambiato significato nel tempo . Se è una deviazione vuol dire che si è divisa dal suo significato originario e che lo ha modificato . Un amore malato non è amore è come dire che un comunista è un socialista perché il comunismo deriva dal socialismo . Un amore malato è qualcosa che è andato oltre dal significato originale della parola amore. Chiedi a un criminologo se un uxoricida ama la sua vittima .
schopy Posted 6 hours ago Posted 6 hours ago On 4/22/2026 at 11:06 AM, cornyear said: D'altronde per inciso, essendo io un metafisica del sesso enjoyer, direi che l'unico amore degno di essere chiamato tale è quello dove c'è passione erotica. Altro che il tiepidume. Ma ti riferisci a Evola...? 18 hours ago, Omocrazia said: Non c'è bisogno della psicologia e della psichiatria per reputare morboso un possesso erotico che culmini nell'omicidio (femminicidio o maschicidio o suicidio o altro -cidio) o anche solo in ferimenti o maltrattamenti. Infatti (a prescindere dal linguaggio medico scientifico) in tali casi si parla di amore malato, morboso, folle o simili. Da diversi anni si ritiene socialmente inaccettabile parlare di "amore morboso" o di "amore malato", o di "amore folle"; l'idea, condivisibile, è che non si possa parlare di "amore" se c'è morbosità. Sarei tentato di dire che non si può parlare nemmeno di "amore" se c'è follia, ma qui la cosa è più complessa, perché si cerca anche di scrostare il termine "follia" di tutto il suo portato negativo: bene ricordare che il folle soffre, male ricordare che il folle potrebbe essere imprevedibile o pericoloso, e se lo è non lo è in quanto folle (proprio come spiegava a me @andreaquartu qui sopra)...l'espressione "amore folle" quindi è diverso da "amore morboso", parimenti problematica ma per ragioni diverse. Poi, proporre riflessioni sul linguaggio e sull'uso che se ne fa, ad esempio, in ambito giornalistico, ha una sua funzione: io capisco pienamente la posizione di @andreaquartu, che è quella più "corretta" oggidì. Mi piacerebbe però che, tanto più in un forum come questo, si facesse lo step successivo e si provassero ad analizzare alcuni fenomeni un po' meno grossolanamente.
fra1991 Posted 5 hours ago Posted 5 hours ago 34 minutes ago, schopy said: Ma ti riferisci a Evola...? Da diversi anni si ritiene socialmente inaccettabile parlare di "amore morboso" o di "amore malato", o di "amore folle"; l'idea, condivisibile, è che non si possa parlare di "amore" se c'è morbosità. Sarei tentato di dire che non si può parlare nemmeno di "amore" se c'è follia, ma qui la cosa è più complessa, perché si cerca anche di scrostare il termine "follia" di tutto il suo portato negativo: bene ricordare che il folle soffre, male ricordare che il folle potrebbe essere imprevedibile o pericoloso, e se lo è non lo è in quanto folle (proprio come spiegava a me @andreaquartu qui sopra)...l'espressione "amore folle" quindi è diverso da "amore morboso", parimenti problematica ma per ragioni diverse. Poi, proporre riflessioni sul linguaggio e sull'uso che se ne fa, ad esempio, in ambito giornalistico, ha una sua funzione: io capisco pienamente la posizione di @andreaquartu, che è quella più "corretta" oggidì. Mi piacerebbe però che, tanto più in un forum come questo, si facesse lo step successivo e si provassero ad analizzare alcuni fenomeni un po' meno grossolanamente. C' è una cosa che non mi torna . In una delle discussioni precedenti che avevamo fatto (quella sull' adultolescenza),mi criticavi perché secondo te avevo la pretesa di dire cosa provano le altre persone . Eppure ora sostieni che sei tentato di dire che dove c' è follia non c' è amore (giudicando tu stesso i sentimenti altrui). Non è un' incoerenza ? ovviamente il mio non vuole essere un attacco ,ma un capire il tuo punto di vista .
cornyear Posted 5 hours ago Posted 5 hours ago 1 hour ago, schopy said: Ma ti riferisci a Evola...? Sì, anche, ma non l'unico. Mi piace tutto l'argomento affrontato da diversi autori e pensatori.
schopy Posted 2 hours ago Posted 2 hours ago 3 hours ago, fra1991 said: C' è una cosa che non mi torna . In una delle discussioni precedenti che avevamo fatto (quella sull' adultolescenza),mi criticavi perché secondo te avevo la pretesa di dire cosa provano le altre persone . Eppure ora sostieni che sei tentato di dire che dove c' è follia non c' è amore (giudicando tu stesso i sentimenti altrui). Non è un' incoerenza ? Non stavo esponendo quel che penso sull'amore, stavo replicando a @Omocrazia, spiegandogli perché per una persona, diciamo, mediamente istruita e mediamente sensibile, certe espressioni come "amore folle" o "amore morboso" sono oggi problematiche, per quale motivo tanti giornali cercano di evitarle, etc...mi è molto più facile intuire come gli altri si formano delle opinioni su un tema generale (nello specifico, su amore e violenza) che indovinare i loro sentimenti 🙂
fra1991 Posted 1 hour ago Posted 1 hour ago 10 minutes ago, schopy said: Non stavo esponendo quel che penso sull'amore, stavo replicando a @Omocrazia, spiegandogli perché per una persona, diciamo, mediamente istruita e mediamente sensibile, certe espressioni come "amore folle" o "amore morboso" sono oggi problematiche, per quale motivo tanti giornali cercano di evitarle, etc...mi è molto più facile intuire come gli altri si formano delle opinioni su un tema generale (nello specifico, su amore e violenza) che indovinare i loro sentimenti 🙂 Direi che è un folle non prova amore è un giudizio sui sentimenti di una persona (mi riferisco alla tua frase in cui sei tentato di dire che dove c'è follia non c' è amore ). Ma ci sta il giudizio è umano ,spesso non ci rendiamo contro che malgrado critichiamo gli altri per giudicare gli altri ,lo facciamo noi stessi . È normale ,in fondo come tutti sei umano e le persone tendono a essere contraddittorie nella vita(compreso il sottoscritto a volte ) 😀.
Omocrazia Posted 1 hour ago Posted 1 hour ago 18 hours ago, fra1991 said: Non è deprecabile ,ma bisogna tenere conto che quella parola ha cambiato significato nel tempo. Certamente: anche a ciò serve l'indagine etimologica, a riconoscere eventuali significati diversi occorsi nei secoli. 18 hours ago, fra1991 said: Un amore malato non è amore è come dire che un comunista è un socialista perché il comunismo deriva dal socialismo . Non direi che il paragone sia corretto: dovresti parlare semmai di "comunista decadente" o simili espressione per paragonarlo adeguatamente. Io invece penserei ad esempio a "uomo malato" (in senso intellettuale o morale) o "uomo folle". Data una nozione di "uomo" comunemente diffusa (ovviamente nella cultura in cui si ragiona), l'uomo "malato" o l'uomo "folle" è quello che per pensieri, detti e atti devii lontano dalla via comune. Il medesimo vale per "amore malato" o "folle" o "morboso". Il punto è la nozione di "amore" (o di uomo o d'altro) cui ci riferiamo perché il vocabolo ha un'ampia varietà semantica. Trascrivo ad esempio i primi due del Sabatini Coletti: 1 Affetto intenso, assiduo, fortemente radicato per qlcu. SIN tenerezza, bene. 2 Sentimento, affetto che comporta anche attrazione sessuale SIN passione, attrazione. Avere tenerezza verso qualcuno è diverso (per intensità di sentire) che avere passione verso qualcuno, ma la passione può perturbare la mente a tal segno da allentare il freno razionale sulle azioni. Cosa che non mi pare possa fare la tenerezza. 19 hours ago, fra1991 said: Un amore malato è qualcosa che è andato oltre dal significato originale della parola amore. Tu vuoi fare una ricognizione etimologica della parola amore, dopo avere rimproverato me d'averla fatta? 😇 Comunque sia, l'aggiunta d'un aggettivo "malato", "morboso", "folle" implica certo uno scostamento dal significato comunemente inteso. E quindi perché non si potrebbe usare tale locuzione? Dico "amore malato" perché non intendo l'amore come normalmente inteso. Francamente non vedo il problema, anzi non vedo il dissidio... 19 hours ago, fra1991 said: Chiedi a un criminologo se un uxoricida ama la sua vittima . Premesso che non tutti i mariti amano le mogli (o viceversa): non è che manchino i matrimoni senz'amore, la questione non è se l'uxoricida ami o no la sua vittima, ma se l'amore che ha per lei è tanto intensamente perturbante da indurlo, se rifiutato o altrimenti deluso, all'uxoricidio e spesso anche al suicidio. 19 minutes ago, schopy said: stavo replicando a @Omocrazia, spiegandogli perché per una persona, diciamo, mediamente istruita e mediamente sensibile, certe espressioni come "amore folle" o "amore morboso" sono oggi problematiche, Grazie della spiegazione, ma so che molte espressioni finora usate possono essere per alcuni "problematiche". Ma non è che io (come tutti del resto...) possa rincorrere qualunque nuova problematicità altrui. Io tento di rimanere nei limiti della decenza ordinaria e della legalità corrente. Per il resto, se alcuno reputa che io sia troppo spesso "extra ordinem" e se ne adonta, può saltare i miei commenti a piè pari e anche a piè... dispari 😁
fra1991 Posted 1 hour ago Posted 1 hour ago 4 minutes ago, Omocrazia said: Certamente: anche a ciò serve l'indagine etimologica, a riconoscere eventuali significati diversi occorsi nei secoli. Non direi che il paragone sia corretto: dovresti parlare semmai di "comunista decadente" o simili espressione per paragonarlo adeguatamente. Io invece penserei ad esempio a "uomo malato" (in senso intellettuale o morale) o "uomo folle". Data una nozione di "uomo" comunemente diffusa (ovviamente nella cultura in cui si ragiona), l'uomo "malato" o l'uomo "folle" è quello che per pensieri, detti e atti devii lontano dalla via comune. Il medesimo vale per "amore malato" o "folle" o "morboso". Il punto è la nozione di "amore" (o di uomo o d'altro) cui ci riferiamo perché il vocabolo ha un'ampia varietà semantica. Trascrivo ad esempio i primi due del Sabatini Coletti: 1 Affetto intenso, assiduo, fortemente radicato per qlcu. SIN tenerezza, bene. 2 Sentimento, affetto che comporta anche attrazione sessuale SIN passione, attrazione. Avere tenerezza verso qualcuno è diverso (per intensità di sentire) che avere passione verso qualcuno, ma la passione può perturbare la mente a tal segno da allentare il freno razionale sulle azioni. Cosa che non mi pare possa fare la tenerezza. Tu vuoi fare una ricognizione etimologica della parola amore, dopo avere rimproverato me d'averla fatta? 😇 Comunque sia, l'aggiunta d'un aggettivo "malato", "morboso", "folle" implica certo uno scostamento dal significato comunemente inteso. E quindi perché non si potrebbe usare tale locuzione? Dico "amore malato" perché non intendo l'amore come normalmente inteso. Francamente non vedo il problema, anzi non vedo il dissidio... Premesso che non tutti i mariti amano le mogli (o viceversa): non è che manchino i matrimoni senz'amore, la questione non è se l'uxoricida ami o no la sua vittima, ma se l'amore che ha per lei è tanto intensamente perturbante da indurlo, se rifiutato o altrimenti deluso, all'uxoricidio e spesso anche al suicidio. Benissimo chiedi a un criminologo se un uxoricida ama lo moglie,molto probabilmente chi lavora in questo ambito può dirti che ne è ossessionato,ma che non è innamorato(ovviamente parlo di quei soggetti che sostengono di provere o avere provato amore per la persona uccisa). E' un pò come se io ti dicessi che ti voglio bene,ma un secondo dopo iniziassi a dirti che sei una persona schifosa. Una persona scissa non è stabile nei suoi sentimenti,una psicologa che ho conosciuto ad esempio sosteneva che un borderline grave spesso ha una personalità così scissa che non sà nemmeno lui chi è e cosa prova per gli altri. Comunque basandomi su ciò che dici l' amore non è solo passione, quando manca l' affetto e il rispetto per la persona amata,questo sentimento decade.
Omocrazia Posted 1 hour ago Posted 1 hour ago 4 hours ago, schopy said: l'idea, condivisibile, è che non si possa parlare di "amore" se c'è morbosità. Se aggiungi "morboso" o "malato" necessariamente correggi la nozione ordinaria (quale che sia) di "amore". Non vedo il problema. Si potrebbe usare anche "non autentico" sempre con riferimento alla nozione ordinaria di "amore". Certo non è un'esattezza matematica, ma circa i sentimenti si può dare una tale esattezza? (Forse sì, pensando a Spinoza e alla sua Ethica ordine geometrico demonstrata ?😉). 13 minutes ago, fra1991 said: Comunque basandomi su ciò che dici l' amore non è solo passione, quando manca l' affetto e il rispetto per la persona amata,questo sentimento decade. La si può vedere in questo modo (e non discuto che psicologhi ecc la vedano così...), ma la si può vedere anche in altro modo. Se non altro perché, almeno quando all'omicidio dell'amato(a) s'aggiunga il suicidio dell'amante, v'è una volontà di ricongiungere oltre la vita quel legame amoroso che s'è dissolto o è stato impedito nella vita presente.
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