fra1991 Posted 22 hours ago Posted 22 hours ago 2 hours ago, Omocrazia said: Infatti una persona disturbata e possessiva verso un altro (un'altra) non è necessariamente innamorata dell'altro (altra) nemmeno all'eccesso, se non altro perché il "possesso" ha implicazioni diverse: altro è il possesso erotico, altro quello parentale, altro quello coniugale, altro quello amicale ecc. Che c'entra? In ogni caso si può ancora chiamare bastardo uno per insultarlo pur senza riferimento alla legittimità matrimoniale della sua nascita, perché bastardo ha (e aveva) significato di persona mala a prescindere dalle sue vicende natali. Non conosco nessuno che in Italia nel 2026 chiamerebbe bastardo un figlio nato fuori dal matrimonio o che si farebbe pagare in sale perché salario deriva da salarioum, perché i soldati romani venivano pagati in sale visto che all' epoca il sale era considerato prezioso . Attaccarsi all' etimologia della parola ha poco senso ,visto che il significato delle parole evolve nel senso . Ovviamente il possesso di cui parlo è quello rivolto a un partner ed è visto come patologico da parte di molte scienze come la psicologia e la psichiatria.
Omocrazia Posted 22 hours ago Posted 22 hours ago 16 minutes ago, fra1991 said: Non conosco nessuno che in Italia nel 2026 chiamerebbe bastardo un figlio nato fuori dal matrimonio o che si farebbe pagare in sale perché salario deriva da salarioum, perché i soldati romani venivano pagati in sale visto che all' epoca il sale era considerato prezioso . Neppure io e infatti non ho nemmeno detto il contrario... Ma non capisco che c'entri. 18 minutes ago, fra1991 said: Attaccarsi all' etimologia della parola ha poco senso ,visto che il significato delle parole evolve nel senso . Attaccarsi all'etimologia non è lo stesso che indagare l'etimologia per una migliore comprensione del mutamento del significato secondo tempi e costumi. Se poi per te una ricognizione etimologica è sempre deprecabile, meglio (o peggio...) per te. 20 minutes ago, fra1991 said: Ovviamente il possesso di cui parlo è quello rivolto a un partner ed è visto come patologico da parte di molte scienze come la psicologia e la psichiatria. Non c'è bisogno della psicologia e della psichiatria per reputare morboso un possesso erotico che culmini nell'omicidio (femminicidio o maschicidio o suicidio o altro -cidio) o anche solo in ferimenti o maltrattamenti. Infatti (a prescindere dal linguaggio medico scientifico) in tali casi si parla di amore malato, morboso, folle o simili. Non so che ci sia di tanto assurdo in tali appellazioni, se non altro perché indicano una deviazione (per eccesso) non solo dall'affezione più diffusa, ma anche da quella reputata non malata, non morbosa, non folle o simili.
fra1991 Posted 18 hours ago Posted 18 hours ago 3 hours ago, Omocrazia said: Neppure io e infatti non ho nemmeno detto il contrario... Ma non capisco che c'entri. Attaccarsi all'etimologia non è lo stesso che indagare l'etimologia per una migliore comprensione del mutamento del significato secondo tempi e costumi. Se poi per te una ricognizione etimologica è sempre deprecabile, meglio (o peggio...) per te. Non c'è bisogno della psicologia e della psichiatria per reputare morboso un possesso erotico che culmini nell'omicidio (femminicidio o maschicidio o suicidio o altro -cidio) o anche solo in ferimenti o maltrattamenti. Infatti (a prescindere dal linguaggio medico scientifico) in tali casi si parla di amore malato, morboso, folle o simili. Non so che ci sia di tanto assurdo in tali appellazioni, se non altro perché indicano una deviazione (per eccesso) non solo dall'affezione più diffusa, ma anche da quella reputata non malata, non morbosa, non folle o simili. Non è deprecabile ,ma bisogna tenere conto che quella parola ha cambiato significato nel tempo . Se è una deviazione vuol dire che si è divisa dal suo significato originario e che lo ha modificato . Un amore malato non è amore è come dire che un comunista è un socialista perché il comunismo deriva dal socialismo . Un amore malato è qualcosa che è andato oltre dal significato originale della parola amore. Chiedi a un criminologo se un uxoricida ama la sua vittima .
schopy Posted 3 hours ago Posted 3 hours ago On 4/22/2026 at 11:06 AM, cornyear said: D'altronde per inciso, essendo io un metafisica del sesso enjoyer, direi che l'unico amore degno di essere chiamato tale è quello dove c'è passione erotica. Altro che il tiepidume. Ma ti riferisci a Evola...? 18 hours ago, Omocrazia said: Non c'è bisogno della psicologia e della psichiatria per reputare morboso un possesso erotico che culmini nell'omicidio (femminicidio o maschicidio o suicidio o altro -cidio) o anche solo in ferimenti o maltrattamenti. Infatti (a prescindere dal linguaggio medico scientifico) in tali casi si parla di amore malato, morboso, folle o simili. Da diversi anni si ritiene socialmente inaccettabile parlare di "amore morboso" o di "amore malato", o di "amore folle"; l'idea, condivisibile, è che non si possa parlare di "amore" se c'è morbosità. Sarei tentato di dire che non si può parlare nemmeno di "amore" se c'è follia, ma qui la cosa è più complessa, perché si cerca anche di scrostare il termine "follia" di tutto il suo portato negativo: bene ricordare che il folle soffre, male ricordare che il folle potrebbe essere imprevedibile o pericoloso, e se lo è non lo è in quanto folle (proprio come spiegava a me @andreaquartu qui sopra)...l'espressione "amore folle" quindi è diverso da "amore morboso", parimenti problematica ma per ragioni diverse. Poi, proporre riflessioni sul linguaggio e sull'uso che se ne fa, ad esempio, in ambito giornalistico, ha una sua funzione: io capisco pienamente la posizione di @andreaquartu, che è quella più "corretta" oggidì. Mi piacerebbe però che, tanto più in un forum come questo, si facesse lo step successivo e si provassero ad analizzare alcuni fenomeni un po' meno grossolanamente.
fra1991 Posted 3 hours ago Posted 3 hours ago 34 minutes ago, schopy said: Ma ti riferisci a Evola...? Da diversi anni si ritiene socialmente inaccettabile parlare di "amore morboso" o di "amore malato", o di "amore folle"; l'idea, condivisibile, è che non si possa parlare di "amore" se c'è morbosità. Sarei tentato di dire che non si può parlare nemmeno di "amore" se c'è follia, ma qui la cosa è più complessa, perché si cerca anche di scrostare il termine "follia" di tutto il suo portato negativo: bene ricordare che il folle soffre, male ricordare che il folle potrebbe essere imprevedibile o pericoloso, e se lo è non lo è in quanto folle (proprio come spiegava a me @andreaquartu qui sopra)...l'espressione "amore folle" quindi è diverso da "amore morboso", parimenti problematica ma per ragioni diverse. Poi, proporre riflessioni sul linguaggio e sull'uso che se ne fa, ad esempio, in ambito giornalistico, ha una sua funzione: io capisco pienamente la posizione di @andreaquartu, che è quella più "corretta" oggidì. Mi piacerebbe però che, tanto più in un forum come questo, si facesse lo step successivo e si provassero ad analizzare alcuni fenomeni un po' meno grossolanamente. C' è una cosa che non mi torna . In una delle discussioni precedenti che avevamo fatto (quella sull' adultolescenza),mi criticavi perché secondo te avevo la pretesa di dire cosa provano le altre persone . Eppure ora sostieni che sei tentato di dire che dove c' è follia non c' è amore (giudicando tu stesso i sentimenti altrui). Non è un' incoerenza ? ovviamente il mio non vuole essere un attacco ,ma un capire il tuo punto di vista .
cornyear Posted 2 hours ago Posted 2 hours ago 1 hour ago, schopy said: Ma ti riferisci a Evola...? Sì, anche, ma non l'unico. Mi piace tutto l'argomento affrontato da diversi autori e pensatori.
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