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Poli- o pan-sessualità


thomas80

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alysonmichelle

da quando è tutto un brodo, un fritto misto, una grigliata incommestibile di qualcosa che non sai se è carne o pesce?

Capisco che in questo momento va di moda "scegliere di non scegliere", che essere unifornemente bisessuali è liberal-chic...

 

Ti sei risposto subito dopo. Inconsciamente chi decide di non scegliere è spinto dalle mode, dalla condizione del mondo adesso e visto che mai come ora (forse negli anni 70 ma io ancora non c'ero) è diventato cool non definirsi o definirsi bisessuali curiosi o insicuri.

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Guest NSAIBOY

Sono d'accordo con React...

Bisogna percorrere la propria strada con le idee chiare. Accettarsi è il primo passo verso consapevolezza di sè e felicità...

E poi come si fa a non definirsi??? Spersonalizzante è un eufemismo in questo caso...§

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>come possiamo essere tutti bisessuali? O meglio, come può una precisa generazione di >vent'anni definirsi pressochè unifornemente bisessuale?

 

Probabilmente l'atteggiamento sessuale più diffuso è quello bisessuale. Può essere che molti bisessuali neghino la parte omo per ragioni culturali, sociali, politiche, limiti personali, ecc...

cmq le definizioni hanno poca importanza, quello che invece ne ha molta è che ognuno possa amare liberamente chi vuole senza paura e discriminazioni.

:sbav:

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Guest Trisketto87

In realtà nasciamo tutti bisessuali, almeno così dice la psicologia...la sessualità deriva poi dall'ambiente in cui si cresce, dalla cultura e dall'educazione trasmessa dai genitori. Ma da qui a dire che in età matura siamo tutti bisessuali ne passa...ad un certo punto della crescita ognuno di noi prende consapevolezza della propria sessualità ed allora è capace di capire quali sono le proprie tendenze, la bisessualità in età adulta è quasi inesistente...

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Su quello che dice la psicologia sarebbe meglio stendere un velo, considerando che proprio le teorie psicologiche hanno portato a patologizzare da un punto di vista psichiatrico l'omosessualità creando un pregiudizio nei confronti degli omosessuali.

Che la sessualità poi sia data da fattori sociali, culturali, eccetera eccetera non mi risulta sia mai stato dimostrato. Tra l'altro esiste anche nel mondo animale e mi pare difficilmente spiegabile con le teorie psicologiche. In realtà non è mai stata dimostrata alcuna teoria sull'omosessualità. L'OMS l'ha definita semplicemente una "variante naturale del comportamento sessuale umano". E quando si parla di "variante naturale" non si può parlare di una "causa" (nel senso di problema) che sta dietro a questa "scelta".

 

:sbav:

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Guest Trisketto87

Su quello che dice la psicologia sarebbe meglio stendere un velo, considerando che proprio le teorie psicologiche hanno portato a patologizzare da un punto di vista psichiatrico l'omosessualità creando un pregiudizio nei confronti degli omosessuali.

Beh hai ragione quando dici che la psicologia ha definito l'omosessualità una malattia...ma guarda che dopo freud la psicologia ne ha subite di variazioni!!E personalmente sono più incline a pensare che sia vero che ognuno di noi nasca bisessuale scegliendo e sviluppando la propria sessualità in seguito a fattori esterni, rende la sessualità altrettanto naturale...

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e per gli omosessuali uomini hanno tirato anche fuori la genetica... suvvia...

Una spiegazione l'avranno forse tra 20, 30 generazioni.

Che l'inclinazione sessuale piu' diffusa sia la bisessualità non ci crederei neanche vedendolo. Conosco almeno tre persone che si dichiarano bisessuali non essendolo, e molte piu' che si dichiarano bisessuali essendo omosessuali.

La 'libertà sessuale' va di moda, le ragazzine vogliono un amico gay, i ragazzini non lo so XD

Bisogna dimostrare d'esser adulti e aperti, e in un periodo in cui, socialmente parlando, fa quasi piu' parlare il gay pride che la manifestazione per la pace lo credo bene che buona fetta della popolazione eterosessuale si dichiari bisex. Fa figo, fa impegnato.

Come girare con l'eskimo neanche troppi anni fa insomma XD

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Riprendo un attimo in discorso su freud & co per dire solamente:

La maggior parte degli psicologi usano come scusa per l'omosessualita' maschile la lontananza (fisica o psicologica) di una figura paterna durante la propria infanzia. Ora, se davvero cosi fosse, le ultime due generazioni (almeno!) dovrebbero avere una percentuale omosessuale del... 75%? 80?

Insomma, concordo sullo stendere veli pietosi (piu' di uno oramai)...

E... "Fa figo, fa impegnato."... non e' terribilmente "liberal-chic"?

=)

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>La maggior parte degli psicologi usano come scusa per l'omosessualita' maschile la lontananza >(fisica o psicologica) di una figura paterna durante la propria infanzia.

 

Queste teorie credo ormai sia sorpassate e comunque sono indimostrabili.

Come ho già detto la scienza medica, con la dichiarazione dell'organizzazione mondiale della sanità del 1993, non considera più l'omosessualità una malattia o un disturbo.

E' un fatto naturale, secondo me innato.

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Guest Trisketto87

Esatto bside, è la stessa cosa che ho detto io. La psicologia oggi giorno è molto cambiata rispetto al passato i concetti a cui fate riferimento risalgono ai primi del 900!

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ragazzi state facendo un sacco di confusione. la psicologia NON cura malattie, e certamente non può patologizzare niente dal punto di vista psichiatrico :asd:

 

Per favore, prima di sparare a raffica, un po' in documentazione :eek:

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Infatti nessuno ha detto che la psicologia cura malattie, ma non puoi negare che siano esistite teorie "psicologiche" sull'omosessualità, né che l'omosessualità è stata considerata fino al 1993 un disturbo d'identità di genere; e non stiamo parlando di secoli orsono, ma di una quindicina d'anni fa.

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D'accordissimo con Trisketto...

La bisessulaità è il trapasso dalla paura alla felicità per la propria sessualità.  Nulla di più nè nulla di più duraturo.

Chi la decanta ancora dopo troppo tempo dai suoi primi dubbi ha solo timori più grossi della possibilità di accettarsi.

Io, per esempio, credo di esser "stato" bisessuale solo prima di essermi davvero innamorato di qualcuno del mio medesimo sesso.

In quel preciso istante ho capito chi ero veramente...§

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Io, per esempio, credo di esser "stato" bisessuale solo prima di essermi davvero innamorato di qualcuno del mio medesimo sesso.

In quel preciso istante ho capito chi ero veramente...§

 

Come sopra.

Comunque o sei eterosessuale, o sei omosessuale, o sei bisessuale. E un conto è non dire di essere omosex o bisex, un conto è autodefinirsi interiormente come un essere che volendo può farsi tutti.

Tutto questo ovviamente IMHO.

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Fondamentalmente credo di aver capito cosa mi blocca dal concepire la bisessualità come realtà effettiva.

Ovviamente ognuno sotto le lenzuola può far tutto e con tutti ma dopo? Come ci si sente a non filtrare i propri rapporti in base alle proprie inclinazioni più vere???

Io non credo di poter più riuscire a fare qualcosa che vada al di là del baciotto giocoso con una ragazza...§

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  • 2 weeks later...

Secondo me c'entrano molti anche certi modelli che si sono diffusi negli ultimi anni... Non so se mi spiego, ma certi attori e attrici, cantanti e compagnia bella, che esibiscono in pubblico una omosessualità, oppure un sadomasochismo, etc, che non sono realmente parte del loro essere ma semplicemente una scelta commerciale finalizzata al successo... Ecco, costoro hanno plagiato la mente di molti giovanissimi/e ancora in formazione. Praticano magari esperienze bsx o di sesso di gruppo, e poi allo stesso tempo ce l'hanno col "diverso"... Si vede che nelle loro teste alberga parecchia confusione. Il marketing li ha mandati nel caos.

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Nel senso che secondo te un tredicenne che non abbia in sé alcun istinto bisessuale rischia di diventare bisessuale solo perché gli piace mettiamo David Bowie?

 

Di questo passo, invece che concedere PACS e cotillons  vieteranno ai gay di insegnare, di fare i camerieri e magari anche di caminare per strada senza museruola... "Continuiamo così, facciamoci del male..."

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No, non è questo quello che intendevo... E' che il marketing ha trasformato quella che sarebbe l'identità sessuale di una persona in un modo di essere. Quando Madonna si bacia con la sua collega, o le Tattoo si baciano fra di loro, diffondono l'immagine che "essere bsx fa figo". Questo, dal mio punto di vista, è quanto di più offensivo vi sia nei confronti di chi è veramente bisex: l'aver trasformato le sue preferenze sessuali, del tutto legittime e soprattutto personali, in una moda che rende "cosmopoliti" coloro che la praticano. Il risultato della diffusione di questi modelli sarà proprio quello di trovarsi poi con il baciapile di turno che chiederà la messa al bando del gay o del bisex (quelli veri!).

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No, io non credo proprio.

Chi legge i miei post sa che sono il primo a scagliarmi contro l'attuale cultura della "immagine vuota". Ma credo che qualsiasi forma di visibilità GLBT sia utile alla nostra causa.

Lascia pure che qualche bempensante si scandalizzi per le TATTOO, le quali intanto, facendo leva sull'influsso che le star hanno sui loro fan (e magari non del tutto disinsteressatamente), magari contribuiranno a rendere qualche teenager un po' meno omofobo e qualche lesbica a sentirsi un po' meno sola.

L'importante è che nesusno vada in giro a dire che si può diventare GLBT solo perché si segue l'esempio di un attore o di un cantante.

Anche perché questa della polisessualità, poi, è una solenne boiata: solo l'ennesima epifania della libertà sessuale. Si può essere E, G, L, B, T... Non esiste nessun'alternativa a parte la castità.

E' una moda vecchia anche rifiutare provocatoriamente le etichette, ma queste non sono etichette, sono dati di fatto.

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non appena ho letto il titolo di questo post mi si sono aperti i cieli..."aures suopte rumor tintinat..."e cose del genere, purtroppo poi ho visto che il ragazzo che l'ha aperto criticava ciò che è per me è poesia e il sogno è sfumato.parlo ovviamente a livello personale; mi capita che mi si chieda i miei gusti sessuali, di definirmi, di classificarmi con un'etichetta di serie come le macchine prodotte in fabbrica..."io sono un T930 e tu?"...il classificarsi entro limiti ben precisi che noi chiamiamo nozioni, questo per me significa spersonalizzarsi...non è con la dottrina delle categorie di aristotele che siamo giunti fino a qui, non torniamo indietro vi prego...tralasciando questa considerazione...non trovate estremamente poetico, idealizzante per un essere umano rispondere alla fatidica domanda: che sesso ti porti a letto? con una risposta del genere( come fu la prima che diedi): nè donne nè uomini, amo solo una persona  e mi definisco illumsessuale( per capirci non ho risposto con -illum- ma ho anticipato il nome del mio ragazzo). è un modo di affermare un amore totalizzante che non si vincola a semplici parole che mettono ordine e ti permette di dire appieno cosa ami, non tutto il sesso femminile o maschile, ma quella persona...un pò come catullo( non ha caso ho citato lui sopra). catullo non lo definirei eterosessuale, ma lesbiasessuale, lui amava solo lesbia...è ovvio che non sto dicendo che io amerò solo una persona nella mia vita e perciò non potrò sempre definirmi tiziosessuale, ma cambierò un giorno in caiosessuale e poi chissà forse in semproniosessuale...ciò non toglie che affermare un qualcosa del genere è più nobilitante, non trovate?è almeno come la vedo io, non definirsi entro limiti che possono essere quelli dei gusti sessuali, ma anche di altro, può significare anche aver coscienza della propria evoluzione come persona e dei propri sentimenti...non per forza non definirsi è uno sfuggir illuso dall'ammettere chi si è, può capitare anche quello è vero, ma non siate così "categorici" nel giudicare o potreste scoprire un giorno di esservi schierati in un gruppo sbagliato e il vostro mondo crollerebbe come "gli idoli suoi in terra sparsi"

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sì, sì... E' tutto molto bello e poetico. Anche io amo dire che "in fondo siamo tutti bisessuali" eccetera eccetera. Ma, sia dal punto di vista della sociologia che da quello - banalissimo - della logica, tutta questa storia è un'emerita sciocchezza.

 

Ricordo benissimo che se ne era parlato anche nel vecchio Forum: la fonte della notizia era un anonimo rotocalco mondano che riportava dei confusi dati ottenuti tramite un superficiale studio condotto in una oscura scuola di una sperduta provincia statiunitense. Notizie come queste non hanno alcuna consistenza scientifica e vengono diffuse solo per poter fare della morbosità o del moralismo. Non siamo davanti a chissà quale nuovo fenomeno evolutivo della sessualità umana: è solo aria fritta.

 

In questo senso sono d'accordo con Fil, solo che credo lui punti il dito nella direzione sbagliata: lasciamo che la gente di spettacolo faccia appunto spettacolo (ché magari ne viene fuori qualcosa di buono) e non consideriamo certa stampa-spazzatura come niente di più di che è: spettacolo sotto mentite spoglie.

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Caro Petrarca,

è romantico che tu ti consideri sufficientemente monogamo da mettere la persona che ami prima di qualunque altra definizione.

Implicitamente dai ragione a chi, in questo forum, sostiene che bisogna "essere precisi" e tu fai sfoggio di una precisazione assai assai stretta. ("Illumsessuale" mi pare il contrario di "polisessuale")

Paradossalmente sembri più tu "una marca di automobile", targato col nome del tuo amore; più di quanto non sia chi semplicemente sa di essere un'auto piuttosto che un camion...

 

In realtà essere gay piuttosto che etero non è la realtà della tua vita sessuale, ma appunto una "tendenza".

E quale sia questa tendenza non la scopri dal presente; ma dal passato (qual'era il sesso delle persone con le quali sono stato?) o dal futuro (quale quello del mio prossimo amore?), a seconda di quale dei due tempi ci pare più significativo.

 

Caro Yrian,

se c'è un pensiero della contemporaneità che ho sempre faticato a giustificare è quel figlio di Foucault chiamato Queer che spesso ha infestato le mie discussione politiche al tempo della mia militanza.

Questa benemerita creatura è Colei che Sfugge a Ogni Definizione, anche se (a ben guardarla) era solo Trangender, Versatile e Bisessuale.

Molto invocato questo Essere era, per molti dei miei compagni, veramente un Idolo che avrebbe spazzato via le orrende "definizioni di sè", strumenti del Potere per ridurci a target commerciali; ma era un parto dell'ideologia e non mi piegai a questa adorazione.

 

Quando si parla oggi di "sfuggire alle definizioni" a mio avviso si intende quel fenomeno che è detto "metrosessualità" (sessualità metropolitana).

Ovvero una trasfusione di comportamenti tipici dell'omosessualitò al giovane maschio eterosessuale, che rende i ragazzini di oggi così simili ai loro fratelli maggiori gay: "gay in tutto eccetto che per l'omosessualità".

E' stata una selezione darwiniana: le ragazze preferiscono i gay e gli eterosessuali hanno attuato una mimesi per conquistarle.

(Non diversamente da quel fenomeno metrosessuale che mi coinvolge, lo straight acting, sembrare etero perchè i gay preferiscono gli etero)

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Almadel, sono perfettamente d'accordo con te: appartengo alla generazione di coloro che - in altri tempi - erano soliti "non definirsi", "valutare non schedare" e "rifiutare ogni etichetta"... Mi sto scagliando soltanto contro pesudoscienziati, pseudosociologi e pseudogiornalisti (anzi, per la verità in origine avevo solo chiesto spiegazioni a Fil in merito al suo post, cioè se secondo lui si possa cambiare orientamento sessuale solo per spirito di emulazione). Mi sto scagliando contro coloro che credonoche la nuova generazione sia tutta pansessuale per averlo letto su "TV sorrisi e canzoni"... Quello che tu chiami "metrosessualità" è un fenomeno già differente, perché è sotto gli occhi di tutti e perchè ha davvero caratteristiche nuove (pur discendento dal vecchio mito dell'androgino). La "pansessualità", invece, la considero una corbelleria, perché: (1) non ha proporzioni macroscopiche, (2) è paradossalmente un concetto potenzialmente distruttivo per la battaglia GLBT, (3) riguarda non una moda (come la "metrosessualità") ma l'orientamento sessuale tout court e quindi non può essere indagata con tanta leggerezza. Per me sono tutti liiberissimi di riflettere su questo concetto, se vogliono, per utilizzarlo come provocazione sociopolitica oppure (sospetto) gingillarsi con l'idea di una folla di adolescenti allupati e pronti a tutto... ma non sotto pretese scientifiche: non siamo di fronte a un fenomeno generazionale e ciò che di interessante c'è in questa idea... è roba vecchia come il cucco.

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io mi trovo d'accordo con yrian, e credo di averlo già detto.

Volevo fare una precisazione pero' (pure OT ecco):

Ha ragione falcon82... voi state facendo confusione... la psicologia non c'entra nulla, semmai è la psichiatria. L'omosessualità, la forma egosintonica almeno, è stata tolta nel 1973 (e non nel 93) per la prima volta dall'indice delle malattie psichiatriche e dai relativi manuali. Totalmente fu tolta nel 1987... dall'elenco della malattie psichiatriche e dai relativi manuali. Ovvero non è piu' una malattia mentale o una patologia psichiatrica... nei manuali di psicologia invece si parla ancora di omosessualità, per il semplice fatto che, non curando la psicologia malattie mentali ma essendo solo una forma di supporto per l'essere umano, gli psicologi hanno bisogno di saper trattare anche con gli omosessuali.

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cavolo, evvai!

una risposta così non me l'aspettavo davvero, ma bravo(Almadel)

anche se , se posso permettermi, oserei dire che credo tu non abbia capito fino in fondo ciò che volevo dire...l'illumsessuale è un particolare unico, capiterà raramente che un vero amore per una persona possa essere rivolto da un'altro alla stessa persona ed avere due individui che si definiscono quell'illumsessuale...forse mi sono espresso meglio, anche se in modo un pò più contorto...

non è una marca d'automobile di serie impressa a vernice sulle lamiere di migliaia e migliaia di esseri, ma un marchio a fuoco sulla pelle il cui stampo rovente è stato plasmato nel metallo da un artigiano, incapace di ripetere tale opera e troppo orgoglioso per riutilizzarla...forse la metafora rende meglio come la penso, ma con quello che ho detto non volevo criticare nè chi vuole le "categorie" nè chi si definisce pansessuale, solo dire che la discussione a riguardo parte già da un presupposto dove si devono fare categorie e divisioni sistematiche(chi si definisce così e chi in altro modo)....è come discutere su quanti petali stanno su un fiore partendo da teoremi che negano che sui fiori possano stare petali...

 

l'unica cosa che posso dire, nonostante tutto quello che ho già versato fuori, è che solo per la risposta che mi hai dato  t'inviterei a cena per conoscerti meglio

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>L'omosessualità, la forma egosintonica almeno, è stata tolta nel 1973 (e non nel 93)

 

Io ho scritto che l'omosessualità non è più considerata UFFICIALMENTE malattia dall'Organizzazione Mondiale della Sanità dal 1993. Informati.

Se fosse poi come dici, ovvero che l'omosessualità la psichiatria non la considerava più una malattia mentale dal 1973, come si spiega che chi dichiarava di essere omosessuale alla visita di leva veniva esonerato in base ad una serie di articoli (che trovi sul sito dell'arcigay) in cui si parla proprio di "disturbo d'identità di genere".

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Come ho detto subito dopo è stata eliminata nell'87 dall'indice delle malattie psichiatriche (del tutto stavolta) :roll:

L'esercito ha sempre fatto come voleva (e infatti ha coninuato anche dopo il 93 da te citato a riformare persone causa orientamento sessulae. Da notare è la domanda su fiori e fiorai del test attitudinale, che c'è ancora ad esempio) e comunque, nonostante all'indice debba fare riferimento ogni psichiatra, in italia, comunque,  'l'aggiornamento' è stato piu' lento.

(e, comunque, nel mio manuale di psichiatri del '90 non c'è tra le malattie, in quello che uso' mio zio all'epoca si).

 

Tornando al topic:

(non ricordo se l'aevo già detto, probabilmente si, comunque...) essere omnisessuali, polisessuali, pansessuali (o qualsiasi cosa finisca con -sessuali) credo sia diventata una moda, né piu' né meno di quanto lo fosse la bissesualità neacnhe molto tempo fa.

Con quasto non intendo, ovviamente, che chiunque si dichiari una delle cose sopracitate stia necessariamente mentendo o seguendo una moda, ma vista la mia esperienza con persone simili mi permetto di dubitare di un buon 90% di questi.

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Guest Hunter

Secondo me, per una persona sufficientemente matura, non definirsi non significa necessariamente non prendere coscienza ma semplicemente rifiutare uno stereotipo forzato che non ci rappresenta. Eh si che io credevo che al giorno d'oggi andasse di moda stereotiparsi e classificare maniacalmente tutto! Forse mi sbagliavo?! Al di là di questo ammetto che risulta anche indubbiamente idiota negare il giusto nome alle "cose" che si tratti anche di orientamento sessuale.. Prima d'ora non avevo mai sentito parlare di omnisessualità o pansessualità.. le etichette non mi sono mai piaciute! :X

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