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Donatore di sangue: rifiutato perchè gay!


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Ehm, io credo modestamente di aver capito - grazie alle vostre riflessioni! :ok: - il triste inghippo, poi correggetemi se sbaglio...

 

I rapporti omosessuali tra maschi figurano tuttora inseriti tra i comportamenti ufficialmente, e quindi da considerare per i medici, a rischio, al pari dei rapporti eterosessuali con prostitute e via dicendo; la cosa dunque non cambia anche se il caso specifico riguarda un maschio omosessuale che ha un rapporto stabile di coppia ecc. :D

 

Ciò stabilito e non abolito (l'identificazione dei rapporti omosex tra maschi come fattore di rischio è stata ribadita persino in una puntata del famoso telefilm Dr. House Medical Division, l'anno scorso), ogni direttiva del governo o di altre autorità non mediche contro la discriminazione finisce per avere un valore generico, che i medici possono disattendere opponendo la convenzione della loro comunità scientifica. Quindi, finché, quella identificazione non viene eliminata nelle direttive specifiche dei medici per i medici, un ospedale che permette ai maschi omosessuali di donare il sangue commette una violazione di norme considerate preziose per la salute pubblica.

 

E purtroppo, ancora più tristemente, il problema non è affatto risolto dal fatto che sui test che troviamo in ospedale non ci sia la domanda sul tipo di rapporti sessuali praticati... perché la domanda è implicitamente contenuta in quella nei comportamenti a rischio!! :ok:

Cioè, se un maschio omosessuale praticante (per così dire) risponde NO a quella domanda se ha avuto comportamenti a rischio

(correggetemi se sbaglio perché non ho mai visto quel questionario :ok:),

automaticamente sta dichiarando IL FALSO, perché la domanda presuppone la conoscenza dei fattori di rischio, al limite se non si conoscono i fattori di rischio si possono chiedere ai medici presenti e allora l'inghippo viene fuori. :D

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Ganimede, ti chiedo scusa: non vorrei pensassi che sto cercando di accanirmi contro di te, dato che non è la prima volta che mi trovo a rettificare o smentire alcuni tuoi post, però...

Quindi, finché, quella identificazione non viene eliminata nelle direttive specifiche dei medici per i medici, un ospedale che permette ai maschi omosessuali di donare il sangue commette una violazione di norme considerate preziose per la salute pubblica.

... devi prendere atto di una realtà OGGETTIVA e che non può essere stravolta discrezionalmente: non solo i rapporti STABILI tra omosessuali (maschi o femmine) non sono maggiormente a rischio rispetto ai rapporti STABILI tra eterosessuali, ma non esiste alcuna nota, postilla, direttiva, specifica o quant'altro nel protocollo medico, che dichiari il contrario o che autorizzi il personale medico ad applicare discrezionalità.

 

Quanto alla compilazione del questionario: solo chi risponde NO a quella fatidica domanda, sapendo di avere una vita sessuale dissoluta e caratterizzata da continui cambi di partner e magari senza usare protezioni, è un CRIMINALE.

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Ganimede, ti chiedo scusa: non vorrei pensassi che sto cercando di accanirmi contro di te, dato che non è la prima volta che mi trovo a rettificare o smentire alcuni tuoi post, però...... devi prendere atto di una realtà OGGETTIVA e che non può essere stravolta discrezionalmente: non solo i rapporti STABILI tra omosessuali (maschi o femmine) non sono maggiormente a rischio rispetto ai rapporti STABILI tra eterosessuali, ma non esiste alcuna nota, postilla, direttiva, specifica o quant'altro nel protocollo medico, che dichiari il contrario o che autorizzi il personale medico ad applicare discrezionalità.

Però aspetta, una cosa è la realtà oggettiva dei fattori di rischio, che poi non può avere nulla di oggettivo perché quando si parla di fattori si parla di modelli causali e di convenzioni,

altro è proprio la convenzione ufficiale che "mi pareva di aver capito" che ha stabilito i fattori di rischio, in cui "mi pareva di aver capito" che figura l'item dei rapporti omosessuali tra maschi, tuttora e in maniera chiara... E' invece la questione della discrezionalità, una questione che mi pare posta scorrettamente dal mondo politico, perché deriva da un fraintendimento di quella regola che ho spiegato e che "mi pareva di aver capito". Preciso che la base della mia deduzione erano le risposte di alcuni medici che ho letto nelle interviste e in altri forum, però non ci ho parlato direttamente e non conosco neppure la struttura delle fonti che regolamentano il lavoro dei medici e degli ospedali; tu ora mi dici che invece nella classificazione dei fattori di rischio, se è così allora hai ragione.

 

Quanto alla compilazione del questionario: solo chi risponde NO a quella fatidica domanda, sapendo di avere una vita sessuale dissoluta e caratterizzata da continui cambi di partner e magari senza usare protezioni, è un CRIMINALE.

Ma esattamente com'è formulata la domanda? se cita soltanto generiche diciture come "comportamenti a rischio", bisognerebbe verificare se c'è una congruenza tra significato conosciuto dal paziente e quello inteso dalla sanità che sottopone il questionario...

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