Almadel Posted Wednesday at 12:35 AM Posted Wednesday at 12:35 AM 2 hours ago, andreaquartu said: Non c'entra nulla: il livello di servizi essenziali e sicurezza dell' epoca oggi manca in molte parti dell' est europa. Sono passati quasi quarant'anni. In effetti è come rimpiangere il Fascismo nel 1982. Pure oggi in Italia c'è chi rimpiange Andreotti. Quote
andreaquartu Posted Wednesday at 01:37 AM Posted Wednesday at 01:37 AM 58 minutes ago, Almadel said: Sono passati quasi quarant'anni. In effetti è come rimpiangere il Fascismo nel 1982. Pure oggi in Italia c'è chi rimpiange Andreotti. questa e' la classica semplicazione che non tiene conto dei vari aspetti sociali: Le riforme economiche rapide e le privatizzazioni causarono crisi, inflazione, disoccupazione e povertà, mentre molti servizi sociali, come sanità e welfare, si indebolirono. Le nuove economie di mercato aumentarono le disuguaglianze, favorendo pochi ricchi e lasciando molti cittadini in difficoltà. La transizione provocò anche emigrazione di massa e spopolamento di alcune regioni. Tutto questo ha generato insicurezza sociale, sfiducia nelle élite e nei politici, e un senso di perdita di stabilità rispetto al passato. Per molte persone, restano impressi gli aspetti positivi della vita quotidiana sotto quei regimi, come il lavoro sicuro e i servizi garantiti. Poi uno può dire che la soluzione non può essere una dittatura, giustamente,ma nemmeno si può ignorare il fatto che molte problematiche sollevate dalla popolazione a seguito di questa trasformazione,sono reali. Quote
andreaquartu Posted Wednesday at 04:28 PM Posted Wednesday at 04:28 PM Le aspettative di vita sono migliorate un po' dappertutto,ma con quale qualità? In Italia oggi si vive automaticamente meglio su tutto rispetto a 50 anni fa' perché viviamo di più? In alcuni ex regimi l'occupazione precaria e' passata ad essere prossima allo zero(con tutti i problemi del caso) a quasi o metà popolazione in alcuni ex regimi, ovvio che questo generi malcontento,incertezza, criminalità. L'aumento delle disuguaglianze e la disparità nell' acceso a determinati servizi pubblici (di fatto ancora insufficienti e sotto gli standard occidentali) sono un' altro fattore. La gente percepisce i miglioramenti a livello di libertà ovvio, ma non necessariamente come COMPLESSIVA qualità di vita. Quote
Uncanny Posted yesterday at 07:53 AM Posted yesterday at 07:53 AM Anche l'Australia ha un problema crescente con i giovani musulmani che adescano, insultano e filmano adolescenti gay e bisessuali. E non sono nemmeno discreti riguardo al movente religioso che guida il loro odio. Articolo che spiega il fenomeno: https://www.abc.net.au/news/2026-02-25/lgbtq-sydney-teenagers-bashed-on-camera-in-is-inspired-attacks/106381614 Quote
andreaquartu Posted yesterday at 01:11 PM Posted yesterday at 01:11 PM UK Islamophobic assaults surged by 73% in 2024, anti-hate crime charity reports | Islamophobia | The Guardian https://share.google/ua6lBFl0SXiQ2Uj6N Muslim communities in Australia and the ‘mainstreaming’ of outer-group suspicion and apprehension | Melbourne Asia Review https://share.google/6DAQln7TGYKHBT5Hg Non e' che le comunità musulmane nei paesi occidentali non subiscano loro stesse discriminazioni con anche attentati e aggressioni,e non da poco tempo. O in questi casi la cosa e' accettabile? Il crescente clima di tensione politica e scontro ideologico ,i contesti socio culturali sono il terreno fertile per gli estremismi come e' sempre stato e bisognerebbe casomai operare su QUESTI aspetti per creare un clima disteso anziché proporre soluzioni inutili e inefficaci come quelle già affrontate nel topic.(Posto che i crimini vanno ovviamente puniti e la sicurezza pubblica ci deve essere) Ma ovviamente riduciamo tutto a: "musulmani merda,musulmani non integrabili" (Che poi, come ho già detto, generalizzare a milioni di individui diversi anche etnicamente le colpe di alcuni gruppi fa sorridere) Ricordo anche che uno degli attentatori di Bondi Beach a dicembre e' stato fermato da un fruttivendolo musulmano intervenuto sul posto, individuo anti occidentale anche lui? Senza contare che quote significative di potenziali attentati islamisti in occidente viene sventata anche grazie al contributo segnalati o degli stessi parenti o membri comunitari degli attentatori. https://www.consilium.europa.eu/en/eu-response-to-terrorism/?utm_ Quote
schopy Posted yesterday at 03:22 PM Posted yesterday at 03:22 PM On 2/25/2026 at 1:35 AM, Almadel said: Sono passati quasi quarant'anni. In effetti è come rimpiangere il Fascismo nel 1982. Pure oggi in Italia c'è chi rimpiange Andreotti. Infatti; probabilmente moltissimi rimpiangono la loro gioventù più che il comunismo 🙂 Quote
andreaquartu Posted yesterday at 03:41 PM Posted yesterday at 03:41 PM 15 minutes ago, Uncanny said: Ma non riesci proprio a ragionare,se non per fomentazione emotiva? Non riesci proprio ad accendere il cervello e schiodarti dalle solite narrative generalizzanti da quattro soldi contro un'intera comunità perché ti sta sul culo l'Islam, ignorando che gli stessi fenomeni sociali si riscontrano in una marea di altre comunità a seconda del contesto geografico e sociale? Siamo ai livelli dei catto-bigotti e delle loro battaglie contro ogni visibilità dell' omosessualità a priori. Eccole un po' di ricerche sulle opinioni dei giovani musulmani in Australia per restare in tema: https://www.mdpi.com/2077-1444/11/8/419?utm_s https://melbourneasiareview.edu.au/australias-muslims-strongly-reject-an-association-of-islam-with-violent-extremism/?utm_ Quote
Almadel Posted yesterday at 03:46 PM Posted yesterday at 03:46 PM 1 minute ago, schopy said: Infatti; probabilmente moltissimi rimpiangono la loro gioventù più che il comunismo 🙂 Ah beh li capisco. Io non posso ancora farlo perché sono trent'anni che la destra ripete le stesse cose sulla famiglia tradizionale, la magistratura rossa e l'invasione degli immigrati. Mi pare di avere ancora sedici anni. A volte mi sento come "congelato" in un momento storico infinito. Quote
andreaquartu Posted yesterday at 03:47 PM Posted yesterday at 03:47 PM 24 minutes ago, schopy said: Infatti; probabilmente moltissimi rimpiangono la loro gioventù più che il comunismo 🙂 La mancanza di occupazione stabile in effetti deve essere una sensazione Quote
MARIO8530 Posted yesterday at 04:07 PM Posted yesterday at 04:07 PM 21 minutes ago, andreaquartu said: Siamo ai livelli dei catto-bigotti e delle loro battaglie contro ogni visibilità dell' omosessualità a priori. Figurarsi... L'utente, il suddetto, si è scomodato a linkare sky tg24 Australia... Tanto valeva prendere skytg Burkina Faso, tanto il livello di bigottismo e chiusura sociale è quello. Ma forse, al suddetto, non frega neanche quando sono le persone trans ad essere attaccate, invece che l'islam... Forse, al suddetto, non frega neanche degli lgbt in Australia... Quote
Almadel Posted yesterday at 04:12 PM Posted yesterday at 04:12 PM 16 minutes ago, andreaquartu said: La mancanza di occupazione stabile in effetti deve essere una sensazione Guarda che non serve a niente avere un lavoro stabile, se hai il supermercato vuoto. Certo, deve essere stato un bello shock inizialmente: in Russia comprensibilmente c'è ancora tanta nostalgia. Per i Paesi dell'Est Europa invece è stata una "mano santa". Gli unici davvero che hanno nostalgia del comunismo sono gli Jugoslavi.: perché non c'era una cortina di ferro che li divideva dal resto del mondo e perché poi è arrivato il nazionalismo e la guerra. Quote
MARIO8530 Posted yesterday at 04:14 PM Posted yesterday at 04:14 PM 6 minutes ago, MARIO8530 said: Forse, al suddetto, non frega neanche degli lgbt in Australia... Be'... la conclusione è che certe argomentazioni di attualità sono mosse da propaganda di estrema destra. Questa è la conclusione. Questi sn i diritti civili. Alcuni cittadini sono più uguali degli altri, evidentemente😅 Quote
andreaquartu Posted yesterday at 04:15 PM Posted yesterday at 04:15 PM (edited) 4 minutes ago, Almadel said: Guarda che non serve a niente avere un lavoro stabile, se hai il supermercato vuoto. Certo, deve essere stato un bello shock inizialmente: in Russia comprensibilmente c'è ancora tanta nostalgia. Per i Paesi dell'Est Europa invece è stata una "mano santa". Gli unici davvero che hanno nostalgia del comunismo sono gli Jugoslavi.: perché non c'era una cortina di ferro che li divideva dal resto del mondo e perché poi è arrivato il nazionalismo e la guerra. Esistevano sistemi di razionamento di beni essenziali universali, oggi no e di fatto puoi letteralmente morire di fame e finire per strada.😊 Ma poi non sto facendo l'ode dei regimi, né mi interessa farlo,ho semplicemente osservato posizioni di fatto sulla questione da parte della popolazione e come sempre la questione si é allungata all' infinito 5 minutes ago, Almadel said: ". Gli unici davvero che hanno nostalgia del comunismo sono gli Jugoslavi.: https://it.euronews.com/embed/2818395 Edited yesterday at 04:16 PM by andreaquartu Quote
Uncanny Posted yesterday at 04:35 PM Posted yesterday at 04:35 PM 8 minutes ago, Almadel said: Gli unici davvero che hanno nostalgia del comunismo sono gli Jugoslavi.: perché non c'era una cortina di ferro che li divideva dal resto del mondo Il modello economico jugoslavo era unico nel panorama del blocco socialista, anche affascinante per certi versi Vigeva una sorta di socialismo di libero mercato, molto differente dal sistema sovietico di socialismo di stato a pianificazione centrale Le aziende jugoslave erano gestite direttamente dai lavoratori (e non erano di proprietà dello stato) ed erano in competizione fra loro. I prezzi non erano fissati per decreto ma influenzati dalla legge della domanda e dell'offerta Questo modello ha garantito un tenore di vita mediamente superiore rispetto agli altri paesi socialisti I cittadini jugoslavi potevano poi viaggiare liberamente all'estero, a differenza di quelli del blocco sovietico È quindi comprensibile che un balcanico possa essere più nostalgico di quei tempi rispetto ad un polacco o un ceco Quote
Almadel Posted yesterday at 04:59 PM Posted yesterday at 04:59 PM 5 minutes ago, Uncanny said: Le aziende jugoslave erano gestite direttamente dai lavoratori (e non erano di proprietà dello stato) ed erano in competizione fra loro. I prezzi non erano fissati per decreto ma influenzati dalla legge della domanda e dell'offerta Questo è precisamente il mio modello di comunismo: libera concorrenza tra cooperative. Dalla rivolta di Kronstandt all'abrogazione della NEP da parte di Stalin si era capito che in URSS il popolo non era al centro del sistema economico, ma semplicemente aveva "cambiato padrone" e i Bolscevichi erano quello nuovo. Poi è chiaro che se le alternative che hai visto sono state lo Zar e Putin, il periodo sovietico non ti sembra poi tanto grigio. Quote
Uncanny Posted 22 hours ago Posted 22 hours ago 1 hour ago, Almadel said: Questo è precisamente il mio modello di comunismo: libera concorrenza tra cooperative. Ho parecchi dubbi sull'effettiva efficacia di questo sistema, ma lo trovo sicuramente interessante e degno di essere indagato. Un libero mercato senza capitalisti fondamentalmente. Un socialismo non-marxista. L'aberrazione fondamentale del marxismo e del socialismo come comunemente inteso (il comunismo sarebbe ancora altro e più un'utopia che altro) è il disconoscimento delle leggi di mercato basilari, a partire da quella della domanda e offerta. Che le aziende e i capitali siano in mano ai lavoratori piuttosto che ad un imprenditore non mi sembra invece dirimente rispetto al successo del sistema economico. Quote
Omocrazia Posted 18 hours ago Posted 18 hours ago 5 hours ago, Almadel said: Questo è precisamente il mio modello di comunismo: libera concorrenza tra cooperative. Guarda che le cooperative sono spesso sospettate di dissimulare nei cooperanti i lavoratori dipendenti sottopagati... Hai inventato l'acqua calda. 🙄D'altronde la libera concorrenza è proprio il contrario dell'idea comunista che vuole distribuire a ciascuno secondo le sue necessità, non secondo le sue facoltà concorrenziali, che inevitabilmente conculcano incapaci, inetti, deboli, ignoranti... E comunque, quando si tratti di produzione di beni e servizi per milioni (o addirittura miliardi) di persone), come si regolano le cooperative concorrenti? Se sono piccole realtà, non sono adeguate, se sono grandi realtà, in che differiscono da una grande impresa non cooperativa? Mera differenza formale. Né potrebbe essere altrimenti. 7 hours ago, andreaquartu said: La mancanza di occupazione stabile in effetti deve essere una sensazione Beh sai, se la stabilità dell'occupazione fosse un bene assoluto (oggi è di moda attibuire assolutezze a tutto...), l'organizzazione lavorativa migliore sarebbe quella servile, perché gli schiavi sono stabilmente occupati per la vita! 😇 On 2/25/2026 at 5:28 PM, andreaquartu said: La gente percepisce i miglioramenti a livello di libertà ovvio, ma non necessariamente come COMPLESSIVA qualità di vita. Eh, ma sei fissato col paradiso in terra!😁 Per necessità strutturale alcuni stanno meglio oggi, altri stavano meglio ieri, altri ancora staranno meglio domani, alcuni prosperano qui, altri là, alcuni vivono meglio in un modo, altri in un altro, alcuni s'illudono di questo, altri di quello. Non c'è niente di fisso e stabile a questo mondo e ai miglioramenti di questi corrispondono i peggioramenti di quelli, che siano famiglie, città, classi, stati, nazioni, imperi. Il bello e buono per tutti indistintamente e stabilmente non è possibile, perché i beni di questa Terra sono finiti e d'altronde il giudizio stesso circa il bello e il buono è diverso tra gli uomini. L'eguaglianza non ci potrà mai essere, perché gli uomini non sono uguali! Quote
Almadel Posted 18 hours ago Posted 18 hours ago 44 minutes ago, Omocrazia said: Guarda che le cooperative sono spesso sospettate di dissimulare nei cooperanti i lavoratori dipendenti sottopagati... Sì, anche le aziende capitaliste sono spesso sospettate di assumere in nero. Questo però non ci dice molto sulla bontà di un sistema. 45 minutes ago, Omocrazia said: D'altronde la libera concorrenza è proprio il contrario dell'idea comunista che vuole distribuire a ciascuno secondo le sue necessità, non secondo le sue facoltà concorrenziali, che inevitabilmente conculcano incapaci, inetti, deboli, ignoranti... Io evidentemente non condivido questa idea comunista. Distribuire l'essenziale comunque è normalissimo welfare, diffuso anche nelle società capitaliste. Anzi molto più diffuso in quelle capitaliste di quanto non fosse nel socialismo reale; dove nessuno ti pagava la sanità se non avevi un contratto di lavoro (come negli USA). 48 minutes ago, Omocrazia said: comunque, quando si tratti di produzione di beni e servizi per milioni (o addirittura miliardi) di persone), come si regolano le cooperative concorrenti? Se sono piccole realtà, non sono adeguate, se sono grandi realtà, in che differiscono da una grande impresa non cooperativa? Mera differenza formale. L'unica differenza è che nel capitalismo a gestire l'azienda è il figlio del proprietario, che per diritto feudale di nascita la eredita dal padre. Nel socialismo invece sono i lavoratori a eleggere l'amministratore delegato. La superiorità del socialismo rispetto al capitalismo è una sola ed è la differenza che c'è tra il feudalesimo e la monarchia. Nessuno vuole farsi comandare da un incestuoso ritardato come qualche Asburgo, così come nessuno vuole che il suo futuro sia affidato a Leonardo Maria del Vecchio o a quale altro rampollo cocainomane e cerebroleso. Quote
Omocrazia Posted 17 hours ago Posted 17 hours ago (edited) 34 minutes ago, Almadel said: Questo però non ci dice molto sulla bontà di un sistema. Certamente. D'altronde, se vuoi demolirne uno, per costruirne un altro, dovresti dare ragioni valide del suo essere migliore. Se altrimenti, solo sognatori o inetti ti seguirebbero, facendo più danni che miglioramenti. 34 minutes ago, Almadel said: Distribuire l'essenziale comunque è normalissimo welfare, diffuso anche nelle società capitaliste. Infatti la proposta comunista (quella marxiana) non mi pare sia distribuire l'essenziale a ciascuno, ma a ciascuno secondo le sue necessità, che è diverso ( almeno a me sembra...). Peraltro il concetto d'essenziale è assai incerto. Oggi in Italia si considerano essenziali cose che mille anni fa probabilmente erano considerate superflue, se non di lusso. 34 minutes ago, Almadel said: Nel socialismo invece sono i lavoratori a eleggere l'amministratore delegato. Sì, i lavoratori... i quali, guarda caso, avevano tutti cognome prima Lenin, poi Stalin, poi Kruscev, poi Bresnev in Russia, Mao in Cina ecc. 😁 Edited 17 hours ago by Omocrazia Quote
Almadel Posted 16 hours ago Posted 16 hours ago 26 minutes ago, Omocrazia said: Certamente. D'altronde, se vuoi demolirne uno, per costruirne un altro, dovresti dare ragioni valide del suo essere migliore. Se altrimenti, solo sognatori o inetti ti seguirebbero, facendo più danni che miglioramenti. Credo che Lapo Elkann sia un esempio sufficiente. Il fatto che i mezzi di produzione siano ereditabili è ridicolo: un giorno lo penseremo delle aziende come oggi lo pensiamo degli Stati. 29 minutes ago, Omocrazia said: Sì, i lavoratori... i quali, guarda caso, avevano tutti cognome prima Lenin, poi Stalin, poi Kruscev, poi Bresnev in Russia, Mao in Cina ecc. 😁 Come ho detto prima - cerca di seguirmi - il socialismo reale non c'entra nulla col comunismo di cui parlo. Nel socialismo reale le aziende non appartengono ai lavoratori (cooperative), sono a tutti gli effetti delle aziende statali. Per questo i comunisti libertari sono soliti chiamare l'esperienza socialista: "Capitalismo di Stato". Quote
Omocrazia Posted 4 hours ago Posted 4 hours ago (edited) 12 hours ago, Almadel said: Credo che Lapo Elkann sia un esempio sufficiente. Non direi. Le imprese operative non le controlla e tanto meno le amministra. Ha solo una partecipazione di minoranza nella prima controllante. Comunque sia, il problema è il patrimonio ereditato o la conduzione d'un'impresa? Se il conduttore dell'impresa vale, che l'abbia ereditata o no, che importa a tutti quelli che ci lavorano? E parimenti che importa loro, se non vale? 12 hours ago, Almadel said: Il fatto che i mezzi di produzione siano ereditabili è ridicolo: un giorno lo penseremo delle aziende come oggi lo pensiamo degli Stati. Suppongo tu ponga limiti inferiori alla mole delle imprese non ereditabili: fare storie per l'impresa del muratore con una decina di dipendenti che immette il figlio nell'impresa, penso sia ridicolo. Minima non curat praetor. A parte questo, se la struttura imprenditoriale privata è oppressiva per i dipendenti, che l'imprenditore sia ereditario o no, che muta per quelli che sono soggetti? Del resto oggi molte imprese sono partecipate da numerosi soci che non hanno ereditate le partecipazioni, ma acquistate, spesso in borsa per collocare i propri risparmi. Ma non mi sembra che tali imprese abbiano strutture imprenditoriali (considerate dalla parte dei dipendenti) diverse da quelle i cui imprenditori siano ereditari. 12 hours ago, Almadel said: il socialismo reale non c'entra nulla col comunismo di cui parlo. Lo credo bene! Il socialismo reale s'appella così appunto perché è quello che realmente i teorici riuscirono a combinare. Il tuo è tutto fuorché reale. Almeno finora. In futuro si vedrà... 😉 12 hours ago, Almadel said: Nel socialismo reale le aziende non appartengono ai lavoratori (cooperative), sono a tutti gli effetti delle aziende statali. La parola comunismo è molto abusata, sia dai fautori sia dagli avversatori. Ma rimanendo pure all'etimologia (bene comune), che una cooperativa possa in qualche modo essere considerata comunista, dipende molto dalla sua mole e dalle relazioni che ha con il resto del mondo (economico, politico, giuridico). Milioni (o miliardi...) di cooperative nel mondo non potrebbero convivere e prosperare proficuamente e pacificamente senza un coordinamento unico, non foss'altro per assegnare equamente le fonti d'approvvigionamento esistenti (dato che nessun bene su questa Terra è infinito o parimenti accessibile). Quello che puoi fare (forse...) nella piccola cooperativa che coltiva l'orticello comune o che muove il molino comune (per rimanere all'agricoltura che è l'attività più antica dell'uomo), non è replicabile (se non nei sogni), quando i terreni coltivabili o i molini sono migliaia o addirittura milioni. Non parliamo poi di attività industriali o di servizi che richiedono investimenti ingenti ed economie di scala, non per arricchire gli imprenditori, ma per dare beni e servizi a prezzi accessibili ai consumatori (cioè alla gran parte delle persone). 12 hours ago, Almadel said: Per questo i comunisti libertari sono soliti chiamare l'esperienza socialista: "Capitalismo di Stato". Infatti l'errore non sta nell'assegnare a questo(i) o a quello(i) la proprietà del capitale, ma nel voler annullare il capitale stesso. Edited 4 hours ago by Omocrazia Quote
andreaquartu Posted 2 hours ago Posted 2 hours ago 16 hours ago, Omocrazia said: . Beh sai, se la stabilità dell'occupazione fosse un bene assoluto (oggi è di moda attibuire assolutezze a tutto...), l'organizzazione lavorativa migliore sarebbe quella servile, perché gli schiavi sono stabilmente occupati per la vita! 😇 Gli schiavi non avevano diritto garantito a servizi pubblici mi pare. 16 hours ago, Omocrazia said: . L'eguaglianza non ci potrà mai essere, perché gli uomini non sono uguali! Ti si e' ripetuto all' infinito che se i mezzi con cui partono non sono uguali per tutti,non sono le qualità personali a fare la differenza. E siccome non c'è nulla di fisso e stabile,auspico che nel futuro siano i ricchi rimetterci, anche a costo di una seconda rivoluzione.😊 Quote
Omocrazia Posted 1 hour ago Posted 1 hour ago (edited) 1 hour ago, andreaquartu said: Gli schiavi non avevano diritto garantito a servizi pubblici mi pare. Neppure i non schiavi. O almeno dipendeva dai tempi e dai luoghi. A Roma ad esempio c'erano le tessere per il frumento e per gli spettacoli (panem et circenses...) per i cittadini romani. Nell'Atene di Pericle si eseguivano (a spese degli alleati...) le opere pubbliche cui lavoravano i cittadini ateniesi artigiani. Comunque mi riferivo alla stabilità dell'occupazione per tutta la vita. Difficile assicurarla a tutti, se non forse in ambito pubblico. Ma anche lì... 1 hour ago, andreaquartu said: Ti si e' ripetuto all' infinito che se i mezzi con cui partono non sono uguali per tutti,non sono le qualità personali a fare la differenza. Ma lo so benissimo. Non sono un sognatore!🙄 Solo che non credo sia possibile che le condizioni iniziali potranno mai essere uguali per tutti. E' una condizione naturale l'ineguaglianza. Leggi, decreti, attività pubbliche possono ridurla in parte, ma null'altro. Tanto più se consideriamo i numeri milionari delle popolazioni nelle singole comunità. Non parliamone poi se consideriamo il mondo intero come comunità unitaria! 1 hour ago, andreaquartu said: E siccome non c'è nulla di fisso e stabile,auspico che nel futuro siano i ricchi rimetterci, anche a costo di una seconda rivoluzione. No, scusa, vorrai dire a costo di una PRIMA rivoluzione! Non conosco rivoluzioni che abbiano soppresse ricchezze e povertà, facendo tutti uguali. Al massimo scambiavano gli uni con gli altri... Edited 1 hour ago by Omocrazia Quote
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