July 20, 201511 yr La Cassazione dice no alla sterilizzazione forzata per la rettificazione degli atti di stato civile delle persone transessuali Con una decisione storica la prima sezione della Corte di cassazione (sentenza n. 15138/2015) ha deciso sul ricorso presentato dagli avvocati e le avvocate di Rete Lenford - Avvocatura per i diritti LGBTI (Avvocati Bilotta, Gracis, Genova), che per ottenere la rettificazione degli atti anagrafici non è obbligatorio l'intervento di adeguamento degli organi riproduttivi. L'assistita, una persona trans di 45 anni aveva già ottenuto nel1999 una sentenza che l'autorizzava all'intervento chirurgico. Ciononostante aveva rinunciato alla demolizione/ricostruzione chirurgica dei propri caratteri primari, avendo raggiunto nel tempo un equilibrio psico-fisico e che da 25 anni vive ed è socialmente riconosciuta come donna. Sia il tribunale di Piacenza che la corte d'appello di Bologna, a cui la stessa si era rivolta per ottenere la rettificazione dello stato civile pure in assenza dell'intervento chirurgico, avevano respinto la richiesta aderendo a quella giurisprudenza di merito, sino ad oggi prevalente, che subordinava la modificazione degli atti anagrafici all’effettiva e concreta esecuzione del trattamento chirurgico sui caratteri sessuali primari (organi genitali). La cassazione sostiene che “La percezione di una disforia di genere (secondo la denominazione attuale del D.S.M. V, il manuale statistico diagnostico delle malattie mentali) determina l’esigenza di un percorso soggettivo di riconoscimento di questo primario profilo dell’identità personale né breve né privo d’interventi modificativi delle caratteristiche somatiche ed ormonali originarie. Il profilo diacronico e dinamico ne costituisce una caratteristica ineludibile e la conclusione del processo di ricongiungimento tra ‘soma e psiche’ non può, attualmente, essere stabilito in via predeterminata e generale soltanto mediante il verificarsi della condizione dell’intervento chirurgico”. E ancora: “il desiderio di realizzare la coincidenza tra soma e psiche è, anche in mancanza dell’intervento di demolizione chirurgica, il risultato di un’elaborazione sofferta e personale della propria identità di genere realizzata con il sostegno di trattamenti medici e psicologici corrispondenti ai diversi profili di personalità e di condizione individuale. Il momento conclusivo non può che essere profondamente influenzato dalle caratteristiche individuali. Non può in conclusione che essere il frutto di un processo di autodeterminazione verso l’obiettivo del mutamento di sesso, realizzato mediante i trattamenti medici e psicologici necessari, ancorché da sottoporsi a rigoroso controllo giudiziario. La complessità del percorso, in quanto sostenuto da una pluralità di presidi medici (terapie ormonali trattamenti estetici) e psicologici mette ulteriormente in luce l’appartenenza del diritto in questione al nucleo costitutivo dello sviluppo della personalità individuale e sociale, in modo da consentire un adeguato bilanciamento con l’interesse pubblico alla certezza delle relazioni giuridiche che costituisce il limite coerentemente indicato dal nostro ordinamento al suo riconoscimento”. Secondo la Cassazione, in conclusione: “L’interesse pubblico alla definizione certa dei generi, anche considerando le implicazioni che ne possono conseguire in ordine alle relazioni familiari e filiali, non richiede il sacrificio del diritto alla conservazione della propria integrità psico fisica sotto lo specifico profilo dell’obbligo dell’intervento chirurgico inteso come segmento non eludibile dell’avvicinamento del some alla psiche. L’acquisizione di una nuova identità di genere può essere il frutto di un processo individuale che non ne postula la necessità, purché la serietà ed univocità del percorso scelto e la compiutezza dell’approdo finale sia accertata, ove necessario, mediante rigoroso accertamenti tecnici in sede giudiziale”. La presidente dell'Associazione avv. Maria Grazia Sangalli esprime la propria soddisfazione per l'esito del procedimento "che ha finalmente chiarito che l'intervento chirurgico di riassegnazione – quando non è frutto di una scelta personale - è uno strumento lesivo dell’integrità fisica e della dignità umana. In molti casi, le terapie ormonali e gli interventi sui caratteri sessuali secondari garantiscono alla persona di raggiungere il proprio equilibrio e fissare la propria identità di genere a prescindere dalla modificazione chirurgica dei caratteri sessuali primari, che comporta interventi dolorosi, invasivi e con conseguenze negative in un’alta percentuale di casi”. Copia pdf della sentenza n. 15138/2015 LINK Fonte: Rete Lenford http://www.retelenford.it/854-la-cassazione-dice-no-alla-sterilizzazione-forzata-per-la-rettificazione-degli-atti-di-stato-civile-delle-persone-transessuali.html
July 20, 201511 yr Qualcuno in questo forum ci rimarrá male, dato che considerava la non demolizione degli organi genitali una " scorciatoia"!! Notizia molto positiva!
July 20, 201511 yr fosse per me la gente andrebbe in giro vestita del genere che vuole a prescindere dal percorso di transessualità, quindi tanto di guadagnato.
July 20, 201511 yr Author La Corte di cassazione è la suprema corte italiana, le sue sentenze son definitive.
July 20, 201511 yr grazie, non essendo italiano avevo il dubbio. sai nei gradi inferiori di giudizio che si decise su questa faccenda ? a me sembra che è la solita faccenda italiana in cui i tribunali stanno in avanti rispetto alla politica. Edited July 20, 201511 yr by marco7
July 20, 201511 yr è la solita faccenda italiana Beh, no insomma Non è che ci sono sentenze americane maiuscole e sentenze italiane minuscole! Ovviamente piacerebbe aver successo su tutti i fronti contemporaneamente e non solo sul fronte giudiziario ma quando c'è una vittoria, bisogna solo gioire
July 20, 201511 yr Author In effetti son stato fin troppo asettico in questo topic, perché l'ho postato di corsa prima di uscire appena letta la notizia. Ora gioisco! sai nei gradi inferiori di giudizio che si decise su questa faccenda ? È scritto nell'articolo. Sia il tribunale di Piacenza che la corte d'appello di Bologna, a cui la stessa si era rivolta per ottenere la rettificazione dello stato civile pure in assenza dell'intervento chirurgico, avevano respinto la richiesta aderendo a quella giurisprudenza di merito, sino ad oggi prevalente, che subordinava la modificazione degli atti anagrafici all’effettiva e concreta esecuzione del trattamento chirurgico sui caratteri sessuali primari (organi genitali).
July 21, 201511 yr In pratica la sentenza conderma solo che non sono gli organi genitali a determinare se siamo maschi o femmine. Ma per tanta gente e' dura da capire. Edited July 21, 201511 yr by marco7
July 21, 201511 yr Io sono del parere che il sesso di una persona è una questione biologica e che si possa solo emulare l'altro sesso. Detto ciò sono comunque contento, perché regala un po' di gioia ai trans e perché farà urlare le scimmiette omostransfobe.
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