September 1, 201412 yr Il Presidente iraniano Hassan Rouhani chiede al clero sciita del paese di essere più tollerante con l'uso delle nuove tecnologie e in particolar modo di Internet. In un discorso in tv il capo del governo moderato della Repubblica Islamica ha detto che sia di vitale importanza consentire alle nuove generazioni l'accesso al mondo del web, proprio quando recentemente l'ayatollah Makarem Shirazi ha dichiarato Internet "immorale e illegale". Rouhani, eletto l'anno scorso, si è già speso per una maggiore libertà di stampa nel paese ed ha incontrato subito forti resistenze. Nella capitale Teheran gli ayatollah più conservatori si sono opposti alla diffusione di servizi di telefonia mobile e web perché a parer loro favoriscono la diffusione di immagini e contenuti immorali. Tuttavia il governo ha concesso negli ultimi tempi la licenza 3G a ben tre compagnie telefoniche. In ultimo il governo ritiene che il web sia indispensabile per la comunità scientifica e che non può chiudere le sue porte ai giovani. Facebook, Twitter e YouTube sono bloccati in Iran dal 2009, ma la maggioranza degli iraniani aggira le censure e i blocchi grazie a svariate applicazioni. Fonte: http://www.internazionale.it/news/iran/2014/09/01/il-presidente-iraniano-chiede-al-clero-di-essere-piu-tollerantei-sulluso-di-internet/ Prime possibili aperture e moderazioni nella teocrazia iraniana?
September 1, 201412 yr Rouhani si sta dimostrando molto più aperto e colto rispetto agli altri. Speriamo bene.
September 2, 201412 yr Cmq, in tanti mi dicono che la società persiana sia molto meno monolitica e più complessa di come appaia (o venga descritta..) qui da noi. Sinceramente non ho abbastanza elementi per farmi una bozza di idea di cosa significhi concretamente sta frase, però. di sicuro è un po' che fortunatamente non sento più parlare di ragazzi condannati a morte perchè gay (o, se è successo recentemente, la cosa mi è sfuggita) speriamo sia un bel segnale anche questo! Edited September 2, 201412 yr by freedog
September 3, 201412 yr @Olimpo anche in Corea del Nord ma lì non c'è di mezzo la religione. Neanche in Cina..lì è una questione di politica.
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