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E' meglio curare, che prevenire!


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AndrejMolov89
Posted

Questo topic lo scrivo per partito preso.

L'Italia, oltre ad essere famosa per le opere d'arte, è altrettanto famosa per i : rischi idrogeologici, rischi sismici, rischi vulcanici. Una triade perfetta di eventi naturali inevitabili - soprattutto gli ultimi due-, ma limitabili.

 

L’Italia cade letteralmente a pezzi. Cinquecentomila sono le frane censite. Il 70 per cento del territorio nazionale è a rischio idrogeologico, per un totale di 5mila 581 Comuni. Da Nord a Sud in quasi tutte le regioni è elevatissimo il rischio sismico. Sono numeri che rispuntano fuori, dopo ogni calamità. Ribadirli dovrebbe suonare quasi banale. Eppure il governo Berlusconi, in barba a qualsiasi politica di prevenzione, ha deciso di chiudere i tre quarti dei dipartimenti universitari di geologia in Italia. È la conseguenza della riforma universitaria del ministro Gelmini. Dopo la riduzione degli stanziamenti e un piano straordinario per il rischio idrogeologico mai veramente partito, ora la scure viene calata sulla ricerca. «In questo modo – è l’allarme che lancia Gian Vito Graziano, presidente dell’Ordine nazionale dei geologi italiani - si rischia di raggiungere un punto di non ritorno. Si smette di salvaguardare il Paese dai grandi rischi e si preferisce rincorrere le emergenze»[....]

Si rischia dunque di azzerare la ricerca, nonostante la geologia italiana rappresenti a livello internazionale un vero e proprio settore di eccellenza. Secondo l’agenzia internazionale di ranking scientifico Scimago, le Scienze della terra italiane, per pubblicazioni e qualità della ricerca, si posizionano al nono posto (in una classifica che comprende oltre 200 paesi) dietro al Giappone e alla Germania e davanti a paesi come l’Australia, la Svezia, l’Olanda e la Spagna. «Sembra quasi che all’aumentare delle calamità naturali – spiega Rodolfo Carosi, preside del corso di laurea di geologia a Pisa e componente del Consiglio nazionale dei geologi - ci sia un disegno perverso teso a ridimensionare la crescita di quei professionisti che incassano a livello internazionale i riconoscimenti più alti»

*http://www.terranews.it/news/2011/02/il-governo-cancella-le-facolta-di-geologia

Si sta uccidendo un importante settore, ma soprattutto si sta uccidendo il rispetto per il territorio, si sta uccidendo la responsabilità e l'amore per l'ambiente in cui abitiamo.

Questo topic, seppur parta da premesse geologiche, è anche un modo per fare una riflessione: da quando curare è meglio che prevenire? E soprattutto che valore ha la ricerca scientifica? (l'idea del topic mi è nata dal topic su ruby, ruby, in cui sembra che l'italia debba sacrificare gli studi umanistici per la ricerca scientifica d'avanguarda)

In tutti i settori della vita pubblica italiana c'è questa tendenza di curare il danno, e non prevenirlo, come se ci augurassimo le tragedie.

Posted

In quanto a tragedie: la ricerca è spesa pubblica, il disastro è speculazione privata.

La prevenzione "conviene soltanto alla collettività", e per prevenire certi disastri sarebbe bastato molto meno della "ricerca d'avanguardia". In qualsiasi campo.

 

Riguardo alla premessa: la fusione con dipartimenti affini non mi sembra così tragica (i finanziamenti briciole sono e briciole restano, e sono proporzionali alla dimensione del dip.to), perlomeno in atenei medio-grandi dove "scienze della terra" non è l'unico dell'area GEO/xx.

(all'autore dell'articolo costava tanto spendere qualche secondo su google, per scoprire che facoltà, dipartimento e corso sono tre organi distinti, non sinonimi?)

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