1 hour ago1 hr Film del 1949 di King Vidor, ispirato alla figura dell'architetto Frank Lloyd Wright e che fonda il suo significato nella filosofia di Ayn Rand, dal cui romanzo prende il tema. Ayn Rand è nata e cresciuta nella Russia che poi diventa socialista, e a vent'anni decide di stabilirsi in Usa. L'egoismo razionale della sua filosofia si unisce alla dimensione politica conservatrice e della protezione radicale del libero mercato.La trovo interessante, non tanto per le ricadute politiche, infatti ebbe un discreto apprezzamento da parte dei conservatori liberali americani. Personalmente, è un film che apprezzo, soprattutto visivamente. Lo consiglio semplicemente perché io ci vedo una realizzazione e dei temi interessanti. Il film, a livello di tema si basa su una contrapposizione: il liberalismo occidentale, che "valorizza" l'individuo, il comunismo che nasce da un organismo collettivo (la filosofa Rand era ostile alla società della madrepatria, l'URSS). Questo la dice lunga non solo sul pensiero della filosofa, ma soprattutto sulla mentalità imperante dell'epoca, negli States e in Europa. Ovviamente, io dico che il progresso moderno non può che avere altro modello di ispirazione che la democrazia socialista. Invece, quanto al film, se ne può trarre un ragionamento articolato, vivo, che si nutre della diversità degli interlocutori. È un'opera intellettuale (tratto da un libro, dello stesso regista) e in quanto tale non ha un colore politico. È creazione.Quindi, se il mondo che l'ha concepita era quello Occidentale ad esso contemporaneo, la riflessione più vivace non può che intendere il superamento di questa visione "ambigua". Basta (!) esprimersi oggi con queste dicotomie degli inconciliabili, queste riprovazioni faziose, mettete da parte questa mentalità ambigua, questa prigione dell'individuo, e fatene una sintesi plurale in un unico individuo complesso.In poche parole: create.
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