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la mia vita a paesana


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Se è vero che i titoli di queste raccolte di avvenimenti  vengono dati più con il cuore che non con la testa bè questo è stato l'anno che ho avuto la conferma che la vita di campagna e provincia mi piaceva molto di più di quella di città.
Già ne ero sicuro al tempo della casa vecchia e ora invece ne ho la certezza matematica. E non solo perchè lassù non c'era l'odioso telefono.
O perchè sentivi cantare gli animali invece del rumore delle macchine.
O perchè non ti svegliavi al mattino con il gustaccio in bocca dato dall'aria sudicia.
O magari chi lo sa,l'acqua al gusto di conegrina o il cibo che sapeva di plastica. Specialmente quello che la nonna prendeva in quell'odioso minimarket sulla via,anche se spesso invece che di plastica non sapeva proprio  di nulla...come se mangiassi il nulla.

Per cui molti fatti che saranno dopo descritti sarannno successi sia a Paesana che a Grugliasco e saranno insieme mescolati. Ma comunque sempre indicati.

Il 1987 ha visto il completarsi della bmx di cui l'anno scorso avevo preso il telaio. Quella piccola biciclettina tanto osteggiata dai matusa tutti e finalmente fatta per la mia grandezza visto che il 99% di quelle vendute sono strutturalmente piccole. Perchè comunque anno anche loro le taglie dei telai. Cosa che il trenta per cento dei venditore ignora o più probabilmente in malafede vuole sbolognarsi dei fondi di magazzino.
 
Molti venditori non sanno manco la differenza tra una bmx da fuoristrada e una da freestyle.
Gli specialisti nel nord italia non arrivano alle dita di una mano. Anche perchè vendere bmx per loro vuol dire non vendere altre bici più delicate e più necessitarie di riparazioni e messe a punto su cui guadagnare.
Molti non sanno manco cosa sia il "rotore" ossia quel particolare oggetto che consente la rotazione completa del manubrio e la trasmissione contemporanea del comando del freno dietro.

E' stato anche l'anno nel quale complice un collega di mia madre ho cominciato a svegliarmi per il discorso meccanica e fare da se.
Mi ha insegnato un approccio scientifico su ciascuna cosa.Pur non avendo nè lauree nè diplomi. Mi ha insegnato in sostanza principalmente a pensare che se una cosa non la sapevo fare dovevo almeno provarci prima di dirlo.
E che frasi come "non si può" "non sono capace" o peggio "è un casino"  a volte uccidono più dei proiettili.

ALTRA PAGLIACCIATA SUI LACCI DELLE SCARPE

Tra le varie stupidità galattiche di mia nonna come negli anni passati c'è stata a lecitima di soia che infelleva tutti i cibi liquidi. Poi era toccato al controllo della mia spazzatura era diventato il suo sport preferito prendere un qualunque oggetto che lei non sapeva cosa fosse e metterlo sulla scrivania. Stessa sorte toccava alle pile che erano scariche altrimenti non sarebbero state nel cestino sotto alla scrivania. Bè,ritornavano nella scatola delle pile! Perchè per lei pur non funzionando più non erano da buttare. Pure le lampadine bruciate che cambiavo!

All'epoca avevo dovuto ogni qualvolta facessi qualche rifiuto diverso da un pezzo di carta o da un sacchettino di nylon metterlo nela tasca dietro dei pantaloni e poi alla prima uscita buttarlo nel primo bidone che capitava.

Questa ennesima pagliacciata di mia nonna mi aveva fatto perdere parecchio tempo quando stavo costruendo un altro lampeggiatore per i led di una bicicletta di un mio amico. Come lo avevo io sulla mia bmx.

Questo perchè avevo i componenti da parte sulla scrivania e mia nonna ha aggiunto un transistor che aveva trovato nel cestino e che era appunto interrotto.
E il lampeggiatore appena finito non lampeggiava.

Solo dopo più prove avevo poi scoperto il misfatto perchè la scritta sul transistor era differente,come caratteri e colore.  Avrei voluto prenderla a sberle quella vecchia ma poi ho preferito ogni qualvolta buttassi un componente tranciargli via le gambette. Di modo che anche se avesse voluto fare la stupida e metterlo insieme a quelli buoni nello stesso cassettino avrei potuto riconoscerlo.

E quest'anno? Quest'anno c'è stata la stupidata di togliere sempre i lacci dalle scarpe perchè di colpo ha capito che si potevano mettere in lavatrice.

E quindi verranno pure più pulite ma la loro durata si dimezza o diventa ancora più breve.
Perchè si scollavano tutte!
Non gli bastava rovinare maglie,pantaloni e giacche lavando tutto tutti i momenti e spesso a temperature sbagliate. No pure sulle scarpe doveva intervenire ma non è stata la prima volta e non sarà manco l'ultima
Tra le vaccate bestiali che aveva fatto mia nonna ai miei danni,oltre per l'appunto a comprare scarpe pessime e spesso con aspetto da sfigato c'erano stati una serie di,non chiamiamoli dispetti ma comportamenti totalmente sbagliati e talvolta dannosi.

Tra quelli possiamo annoverare il lucido sulle scarpe da ginnastica,messo in quantità tali da ungerle come se fossero state a bagno nell'olio.

O lavare in lavatrice roba sintentica e trovarla ristretta e adatta solo per un bambolotto. O stirare roba con scritte e colori che restavano attaccate al ferro. E poi buttavi la maglia.

Adesso si comincia con le stupidaggini sulle stringhe,tolte quasi per ripicca e con la perdita di tempo per rimetterle. Il problema di fondo è che molte delle scarpe hanno stringhe troppo lunghe e allora per evitare che si sleghino tutti i momenti uno dei due lacci o entrambi subiva un accorcio. Con il notevole problema poi a infilarlo di nuovo perchè mancava la parte iniziale più stretta.  E tutte le volte era la stessa manfrina.

Un bel giorno su un solo paio avevo fatto due nodi che non consentissero di sfilare i lacci del tutto e quella cretina li aveva pure tagliati. E me li aveva rinfacciati con la sua solita arroganza. Avrei avuto voglia di tirargli due sberle ma no,non facciamoci il sangue amaro per due scarpe.

Poi,di colpo non si capisce il perchè un bel giorno ha deciso di non lavare più tutti i momenti le scarpe forse perchè uno dei paia suoi che aveva lavato dichiarato vero cuoio con annesso marchio si era disfatto come di cartone.

Quanto rimpiango le scarpe da bmx che avevo comprato da erik quando avevo ancora 42 di piede ,si chiudevano col velcro e,a parte l'odore di quando le ho portare a casa erano comodissime e sopratutto stabili e senza lacci. Penso che ci sia una sorta di congiura e di controllo globale per continuare a usare un sistema di chiusura tanto inefficiente Esiste il velcro,esistono le calamite e pure i cavetti che si stringono da se.

UN AEREO PRENDE UN CAVALCAVIA DELL'AUTOSTRADA

E' successo circa un mesetto fa ma visto che ero in vacanza ne parlo solo ora. Non è reato cambiare canale o spegnere la tv in presenza di cattive notizie.Si dovrebbe farlo più volte secondo me.
E ne parlo perchè sta arrivando la tristezza dell'autunno,sta arrivando l'inizio della scuola e sopratutto sta arrivando l'oscurità delle giornate corte dell'inverno.
Condite da ore e ore perse in quell'odioso pulman 36 del kaiser,che naviga male nel traffico.

In usa un aereo ha preso in pieno un autostrada perchè ha fallito il decollo.
Sapete benissimo come io la penso sugli spostamenti inutili ma il fatto che in un paese in teoria molto più evoluto del nostro e che ha partorito lo snowboard,la mtb e la bmx oltre che probabilmente i patttini in linea  lo skateboard ci siano persone che devono passare ore in macchina solo per andare al lavoro mi mette tanta rabbia.

Poi mi viene in mente che ci è dovuto cadere un aereo per fare spazio sull'autostrada per vedere  le troppe ,troppe macchine sempre in mezzo ai piedi.
Personalmente mi vengono in mente tutte le volte che all'odioso svincolo autostradale di Brescia c'è coda e quando col pulman andavamo a gardaland dovevamo rallentare o fermarci a perdere tempo se qualche beota faceva il botto.

Beota spesso col biemmevvù che poco prima aveva sorpassato il pulman bestemmiandoci sopra perchè col pulmann non andavamo ai 200 kmh e gli rovinavamo la media da casello a casello.

Possibile che non ci si sappia organizzare? Io per non dover sempre fare tanta strada inutile mi sono spostato di casa più volte e sembra che là sia abbastanza comune farlo per inseguire il lavoro ma quando vedo quelle autostrade immense piene di odiose automobili che procedono a passo d'uomo mi viene voglia  davvero di dire che non hanno capito nulla.

Forse forse davvero come nei film di catastrofi vedere un tornado che rimuove le troppe macchine tra i piedi come fosse un gigantesco aspirapolvere che toglie i modellini  da un plastico fa venire voglia di dire che un pò di pulizia è stata fatta. Personalmente dopo aver perso ore in quella tangenziale del razzo di Milano  per lavoro si....i deve fare pulizia!

Parte l'odio e ti viene davvero voglia di dire che quando non c'è nessuno che conosci arrivi un aereo come un angelo della morte a fare pulizia tanto della gente sull'aereo che si sposta con un mezzo inquinante all'estrema potenza tanto quei tongoli due macchine ferma due macchine ferma e si divertono a fare coda e traffico.
Anzi si divertono loro ad essere il traffico e la coda. Per cui beccatevi l'aereo sul groppone e state zitti. Se non eravate in coda per l'ora di punta non ci lasciavate le penne. Ma voi siete in coda,ne fate parte quindi SIETE la coda o almeno una parte di essa.

INCONTRO LO SKIN DELL'ITISON.

Ero in giro a piedi,piazza Massaua se non ricordo male,ero andato all'upim e poi esco e passando vedo un gruppo di persone.
Mi sembrava lui,poi guardo bene ,si è proprio lui. Lo guardo e lui mi riconosce ,mi fermo,il 36 di emme aspetterà. Ci salutiamo,come va lui come va io...Pacche sulle spalla e saluti come sapeva fare lui.

Non lo avevo mai visto così contento,neanche all'itison.
E il motivo era più che chiaro.
Suo fratello è tornato a casa...era in galera perchè aveva mandato da solo all'ospedale una famiglia intera,uno addirittura con la mandibola staccata da un lato .

Lui abitava prima di andare a Grugliasco in uno di quegli schifosi palazzi urbani ,non mi ricordo se in via Venasca o via Muriaglio. Quelli come la madrina del mio battesimo nonchè la matrignia di mia nonna
Quelli con il balcone che ha due o tre alloggi. Lo si chiamava il ballatoio. Anche se da ballare c'è proprio pochino.
Marci come erano sicuramente i travi ci si fosse messi veramente a ballare si sarebbe finiti di sotto nelle cantine e sarebbe stata l'ennesima tragedia che dà da mangiare ai giornalisti.

In uno di quegli alloggi di quel ballatoio c'era una famiglia con un figlio decisamente problematico che quando si faceva vedere era sventurato ma non appena lo si lasciava solo evidentemente sapeva bene cosa fare.

Un pomeriggio caldissimo estivo questo personaggio a mio avviso indegno di essere considerato evoluto era entrato in casa loro e stava frugando i cassetti.
Sembra,dico sembra che con un calcio il down ha ammazzato la gatta che stava miagolando e poi richiamato dal rumore era intervenuto come nel film american history X suo fratello che aveva cominciato a fargli volare via i denti e a macinargli le ossa.
Due colpi ed era a terra con un ginocchio girato e la faccia sanguinante. E giù ancora a colpirlo a terra.
Quale gattaro che sono posso dire cosa buona e nostro dovere.

Il trambusto ha i richiamato i genitori del down che si sono buscati la loro bella dose di legnate e tutti e tre sono finiti in ortopedia con varie fratture,diverse scomposte e una esposta. Addirittura il ragazzo sfigato aveva la mandibola di traverso oltre che un ginocchio andato . Forse per un calcio al volo.

Del resto,pugile e istruttore di arti marziali lo era...Bè dall'accusa di tentato omicidio per si era arrivati al nulla di fatto e allo scontro tra avvocati e giudici.
Loro hanno cambiato casa,lo sfigato con qualche dente in meno è continuato a vivere in quel cesso di condominio. Meglio,fumerà meglio visto che la bocca non la usava per parlare (emetteva solo suoni disarticolati ) ma a fumare ci riusciva benissimo.

Chissà se uno di questi giorni faranno le sigarette con più cancro per fare vivere meno la gente con problemi di comportamento,alla faccia della convivenza civile.
Del resto in tantissimi fumano,è una cosa che puoi fare anche se con la testa non arrivi in alto...anzi,forse fumi solo se sei stupido secondo qualcuno.

Uno degli avvocati che lo ha difeso era poi andato a vivere in quell'alloggio,chissà che strani accordi che hanno preso. Era girata pure la voce che sarebbe andato a vivere lì appunto per fargli girare meglio le scatole a quella famiglia.
Come un tacito patto del tipo non gli facciamo passare nulla. E come compenso prendo l'alloggio. Solo illazioni mi raccomando...ancora oggi dopo 30 anni non si sa nulla.

La cosa importante è che  adesso era libero a poteva godersi il fiore dei suoi trent'anni.
Non so se avevano in mente di fargli la festa a quel personaggio ma sicuramente se lo avessero fatto e lo avessi saputo mi sarei fatto gli affari miei perchè è l'undicesimo comandamento che mi muove in questi discorsi.
Oltretutto a casa mia i gatti sono sacri.

Inoltre lui mi era simpatico e mi aveva difeso in qualche caso mentre quello sfigato sicuramente mi avrebbe causato problemi.
Come mi hanno causato problemi molti deficenti negli anni che hanno fatto danno e poi dato la colpa ad altri.
Ricordo quando ero un goccio più piccolo che ero in garage che giocavo con le mie cose quando l'ennesima chiamata al balcone che hanno fatto mia mamma e nonna e sono dovuto salire sopra mi hanno trattenuto per farmi domande cretine.
Con chi sei,cosa stai facendo ,con cosa stai giocando...
Quando sono sceso uno dei pargoli piccoli che giravano in cortile ha preso le forbici dalla mia cassetta dei ferri ,ha fatto a pezzi la mia cerbottana. Ovviamente nuova appena fatta...tutta demolita,il manico,il mirino fatto con tanto amore dal barattolo del calippo e anche il porta cartocci fatto con il rotolo dello scottex.

E secondo quelle cretine di mamma e nonna la colpa era mia perchè non lo ho guardato....ma se ero sopra a perdere tempo e mi facevate domande inutili ...dietro a voialtre!

Oppure avete presente quando alle elementari il primate di turno spaccava un vetro con una pallonata e tutti saltavano e la gita per colpa sua. O quando tutte le volte vi siete beccati la colpa o delle responsabilità che non vi competevano minimamente.

Ci siamo promessi di rivederci quanto prima lui mi ha promesso di farmi conoscere alcuni amici che in parte la pensavano anche come me...sebbene io avessi capelli ben più lunghi. Ma non è il contenitore che fa ma quello che c'è dentro.

ARRIVA LO STEREO SERIO

Di per se non so cosa spingesse i miei ogni tanto a cambiare o acquistare qualcosa anche se non ce ne fosse un giustificato motivo.
Ma quando arrivò lo stereo io ero comunque contento perchè finalmente potevo avere uno stereo con tutto senza dovermi adattare a qui a là. Alla fine avevo collegato una cassa acustica autocostruita che era fatta con un grosso ellittico e un ellittico più piccolo per i medio alti.
Collegate alla presa uscita della radio grundig C2600 che avevo e obbiettivamente non si sentiva poi così male a basso volume con la radio.

Ad alto o con le cassette lasciamo perdere. Ma in ogni caso io ci andavo pesante con l'ascolto della radio e quella si sentiva tutto sommato molto bene. C'erano diverse stazioni che trasmettevano musica rock e anni 60 quindi me ne sbattevo del fatto di avere dischi e cassette a portata di mano.

Bastava accendere e ascoltare.

Per i dischi avevo una fonovaligia da tirare fuori alla bisogna. Si sentiva di emme ma o era così o era così . A Paesana avevo un giradischi migliore ,sempre fonovaligia ma doveva stare lassù. Secondo mia madre se era a valvole era comunque pericoloso per qualcosa ,anche da spento.

Un bel momento mia madre forse per aiutarmi mentalmente dopo la promozione e decise che si "doveva" comprare lo stereo.
Ed era pure uno stereo  a moduli separati,insomma una cosa come si deve.

Girammo parecchio per cercarlo,addirittura alcune fiere tipo idea casa ,mille idee per un dono e simili dove tutto puoi trovare in termini di ciarpame per la casa ma uno stereo come ti occorre anche no.

Diciamocelo che le donne conoscevano solo quelle.
Personalmente mi sarebbe bastato un compattone che potesse suonare tutto,magari con il piatto automatico BSR come avevano quasi tutti i miei compagni passati e presenti e un amplificatore con un paio di TDA da 10 watt l'uno. Fosse stato anche un philips di quelli con il piatto montato su molle che suonavano molto bene.

Ed effettivamente in zona abbiamo guardato un pò tutto. Stanamente mia nonna non rompeva troppo sul discorso marche perchè lei non ci capiva nulla. Si,una cosa la aveva detta ossia che deve essere giapponese. E si tirava fuori i marchi più famosi,AKAI,SANSUI che vedeva nelle vetrine dell'hi fi...e via così. E ancora più stranamente sembrava che il compattoni con il piatto bsr stessero estinguendosi. Come sempre quando se ne aveva bisogno una cosa non c'è mai. O non si trova più.

L'elettricista Calogero trattava la europhon ma i suoi due modelli esposti non mi sembravano un gran che anche perchè non avevano più il piatto BSR ma una cosa plasticosa non bella.
E sopratutto non automatica,dal greco a forza di ripararli avevo cominciato a capire cosa effettivamente sarebbe stato bene non comprare.

Avevano comunque già l'amplificatore senza transistor al germanio e non suonavano poi male.Diciamo che dallo sparire dei transistor al germanio potevi capire quanto una ditta era evoluta.

Con il greco avevamo dato un occhiata sia a telemarket che in un altro posto ma a parte marchi che non hanno avuto futuro nell'hi fi come saba,seleco o normende di veramente serio non c'era altro.
Sui cataloghi c'era di tutto e di più ma in negozio non andavano oltre al giradischi amplificato base o alla radio a cassette. A volte neanche stereo ma solo bifonica.
Sembrava quasi che certi modelli non volessero venderli per non fare un torto a chi si occupava di soli impianti stereo.

Guarda qui,guarda là qualche cosa di allegro c'era ma poi ti passava la voglia quando li sentivi suonare o vedevi la mancanza di alcune funzioni fondamentali. Alla fine nonostante la spesa era ben superiore a quanto da me preventivato ci siamo portati a casa la serie completa black image series di tensai (insomma non proprio una ciofeca) con un paio di casse acoustical (sottomarca indiana line) con altoparlanti inglesi.
Il piatto bè mia nonna come era dell'idea che le bici non dovessero avere il cambio non voleva in nessun modo un giradischi automatico e allora la scelta è caduta su un tensai modello base che era semi automatico ossia aveva di automatico solo il ritorno.

Già è stato difficile fargli accettare il piatto giradischi grande perchè comunque secondo lei i dischi grandi si potevano suonare anche con quello piccolo.
E la casa non era una discoteca,unico posto dove erano da lei consentiti i giradischi grandi.

Ma l'unico piccolo era un piatto verticale oltretutto automatico e tangenziale che costava più di tutto lo stereo. Quindi per fortuna ce lo siamo risparmiato.

Non è mancato l'odioso mobile specifico con i vetri che ti obbligava ad aprire due coperchi per usare il giradischi invece che uno e sopratutto i piedistalli con le ruote per le casse. Di per se totalmente inutile ma ci va per completare lo stereo e fare in modo che una malata della pulizia possa pulire.

Inoltre le casse in quella posizione consentivano di tenere in piega i pantaloni coricandoli sopra anche se per la stupidità di nonna sembrava che in gioco suo preferito fosse quello di fare cadere tutte le monetine dalle tasche per terra. Ovviamente anche quando stavi dormendo.

Quello stereo suonava? Si...suonava bene rispetto a tanta altra roba che abbiamo sentito ma per il prezzo quattro volte superiore a cosa da me preventivato mi sono venuti incontro i genitori.

Ovviamente tra tutte le rose c'erano spine? Certo...da un lato il fatto che in quella casa l'unica presa utile per lo stereo per camera mia fosse in un punto scomodissimo e che di fatto alla sera prima di andare a nanna spostavo il pesante divano letto a tre posti e staccavo la spina. Al mattino o quando mi serviva lo stereo la riattaccavo.

Avevo provato a usare la prolunga che usava mia madre per la lucidatrice ma me la toglieva sempre perchè c'è sempre da pulire sempre da passare la lucidatrice.

Staccavo sempre la spina anche il per fatto che nella radio restava un lumino verde molto fastidioso sempre acceso. E che sembrava facesse apposta  a puntare negli occhi quando eri a letto. Inutile dire che la radio era l'unica con quella particolarità tra tutte quelle del negozio e i miei l'hanno scelta non capendoci un tubo. E io pirla l'ho scelta senza vederla accesa. O meglio senza spegnerla e vedere il misfatto.

Perchè era solo spegnendola che si accendeva il leddino cattivo.

Qualche mese dopo installai un comodo interruttore sul filo della corrente. Avevo provato a mettere un pezzo di nastro nero sul coperchio del led tuttavia mia nonna e mia madre lo toglievano sempre perchè una cosa nuova sembrava rotta secondo loro. E me lo rinfacciavano con la loro tracotanza.
Avevo provato anche ad annerirlo col pennarello e quasi me le sono buscate perchè non gli andava.

Inoltre anche se lasciavo altri oggetti su un ripiano a coprire il leddino un goccio di luce filtrava sia dallo strumento che dai tasti e sarà perchè ne ero molto prevenuto era come se lo vedevo in faccia. Forse erano raspe mentali causati dall'affrontare una scuola troppo difficile o nel modo sbagliato di vedere le cose.

Di quello stereo non posso dire male,forse il giradischi era un pò stupido perchè già da nuovo ogni tanto quando mancava ancora un pezzo lungo di disco andava in stacco alzava il braccio e tornava a posto. Tuttavia capitava così di rado che non mi dava da pensare. Essendo un giradischi a cinghia bastava fare girare a mano indietro per fare sganciare l'arpione del semiautomatico e scavalcare l'inconveniente.

Bruttino invece il fatto che era poco insonorizzato e che camminando nella stanza a piedi nudi o anche premendo i tasti del registratore si sentivano disturbi meccanici nell'audio. Cosa che il BSR che era montato su molle non faceva. Ma nella riproduzione normale era parecchio più rumoroso. Anzi,forse il bsr era uno dei più rumorosi del tempo per un famoso cuscinetto centrale.

Dopo l'hardware toccò al software. Mia madre mi fece portare via moltissimi dischi vecchi ma di fatto erano già quasi tutti a Paesana.
Sia le filastrocche dei bambini,appunto perchè erano "da bambini" ,qualche canto scout e pure qualche disco dei più rovinati di quelli regalatemi da zio Eugenio che faceva il servizio juke box. Di fatto sentivi solo grattare all'inizio e basta.

Mamma nella ricezione della radio non voleva che ascoltassi le emittenti estere in onde medie e lunghe perchè c'erano "scariche" che in effetti ti facevano sobbalzare.
Perchè finchè le scariche ti infastidivano sulla radio portatile era un altoparlantino piccolo e disturbava poco. Qui c'erano due wooferoni da 20 cm che non aspettavano altro per cantare.

Come ti faceva sobbalzare anche il fatto che se ascoltavi il giradischi e qualcuno spegneva la luce del bagno si sentiva un botto senza senso nelle casse. Ovviamente mia nonna era la preferita perchè quando spegneva la luce lo faceva con incertezza e con la tremolina che aveva e l'interruttore peraltro già molto consunto scintillava maggiormente.
Di per se non ho mai capito perchè solo spegnendo quella luce si sentiva una scarica così forte , ma quell'impianto elettrico dell'alloggio era fatto male.
Era senza terra e sopratutto ad alcune utenze spegnendole veniva tolto il neutro invece della fase.

Negli anni saltarono fuori diverse rognette ma nessuna me ne impediva l'uso. Nella radio le stazioni memorizzate facevano i loro comodi,il giradischi forse perchè era uno strumento di libertà era quello che maggiormente soffriva in quella casa. Prima era morto il freno sulla discesa del braccio e poi un bel giorno si era deciso di tagliare tutti i dischi a metà.
In entrambi i casi feci dei rattoppi non belli ma funzionali e sopratutto nascosti.
Dubito che fossero sabotaggi,semplicemente l'energia negativa della nonna si spandeva ovunque colpendo ogni oggetto costruito con più di una vite e un bullone.
Per le stazioni memorizzate avevo semplicemente staccato il cavo dall'interno che era con un comodo spinotto sullo schedone. Il giradischi invece avevo rimosso un comando meccanico e lo avevo fissato più avanti in modo che non agganciasse.
Dopo averlo chiuso mi sono ricordato del leddino infame ma oramai avevo già l'interruttore sull'alimentazione.
E che probabilmente mi ha salvato lo stereo da un fulmine.

Mia nonna si distinse anche per una sorta di semicensura musicale su alcuni pezzi ,uno a caso buon natale di Paolo Barabani che lei sosteneva che non andava suonato ad agosto e qualche pezzo come segnali di vita di battiato che ricordava vagamente una melodia natalizia e a lei probabilmente le feste e il divertimento davano fastidio.
La sua frase più odiosa era che non era sempre natale. E si che i regali che mi faceva erano pure di pregio! Chi la capirà mai?

SECONDA SUPERIORE

All'internazionale mi aspettava la seconda superiore,ero oramai schiavo di quell'odioso pulman 36 di emme.
Lento,fastidioso,sempre pieno e con fermate continue che sembravano messe apposta per fare perdere i semafori e il tempo.
Ma se vogliamo migliore di quel cesso della navetta 64 che prendevo per l'itison di 3 anni fa. Quella era letame puro.

Perchè comunque il 36 c'era ogni manciata di minuti,la navetta 64 dell'itison ogni mezz'ora e se era quella giusta era piena che scoppiava. Se era quella sbagliata invece o facevi ritardo o arrivavi così in anticipo da farti considerare un secchione.

E quindi a volte venivi bullato...come secchione che arriva un ora prima.

Tra i miei tantissimi errori in quel cesso di scuola di itison degli anni passati era anche l'uso magari del pulman sbagliato visto che magari usando il 36 o il 33 o qualche altra linea avrei avuto orari migliori e strada migliore da fare.

Invece di tappinare come un cretino per tutto viale radick con quella schifosa cartella che pesava manco ci fosse un morto dentro.
Anche quest'anno mi toccava l'odiosa piscina anche se per fortuna visto che c'era da fare più ore al pomeriggio e andare in officina a via campobasso mi sono tolto dai piedi le ore che buttavo ad atletica e sopratutto ridurre quel cesso di piscina in quanto ci sarò andato 4 volte in tutta la stagione invernale. Salvo poi togliermela dai piedi del tutto più avanti.

Almeno quello mia madre e mia nonna l'hanno capito.

Ma non lo hanno fatto per me ma solo perchè potressi fare meglio i compiti del razzo. Del mio tempo libero non gli fregava nulla.
Per le donne il tempo libero serve solo per rischiare di diventare un tossico. Per carità tavolta succede ma non è la regola!
Certe volte sebbene io facessi credere che dal greco guadagnavo solo pochi spiccioli mi mandavano apposta da lui. Ogni qualvolta avevo finito i compiti. E ogni tanto passavano a vedere se fossi lì.
Personalmente era una delle poche cose che non mi dava fastidio perchè comunque dal greco ci stavo bene e una volta finito i compiti era meglio che stare a sopportare la nonna.

Ho sempre creduto che il proprio habitat naturale uno se lo deve creare in un modo o nell'altro. E sopratutto non avvelenarlo con cammionate di roba inutile. Su questo la nonna era il numero uno. Ogni qualvolta serviva qualcosa ,indipendentemente lo avesse avuto nella borsa,in qualche armadio o davanti agli occhi doveva metterci ore a cercarla.

AKIS FUMA NEL CASCO

Se oggi cercando su internet sistemi alternativi per fumare salta fuori il fumare con la maschera antigas,bè posso dire che magari non ne sono l'autore ma sicuramente il perfezionatore di una cosa che aveva inventato Akis il figlio del greco.
La aveva inventata e poi una volta che era con un suo amico,un certo Massimo delle case popolari,fumatore conclamato e dichiarato nella cantina la abbiamo testata con il sottoscritto e Uciuta come spettatori.

Veniamo al dunque. Si sa che il fumo di tabacco fa male,sicuramente noi non ne volevamo cercare più di tanto . Il greco probabilmente fumava molto poco perchè sulla sua postazione di lavoro c'era un posacenere ma non si riempiva mai,ogni tanto appariva un mozzicone,ogni tanto erano due e poi spariva tutto. Se fumava aveva il buon gusto di farlo quando non c'era nessuno o voleva dare il buon esempio.

Nei nostri discorsi non approvavamo i "normali fumatori " ossia quelli che hanno il pacchetto dietro,accendono e fumano.
Quando lo vogliono loro,ossia sempre. Fumano e si fanno aspettare tutti i momenti,inoltre puzzano sempre e se devono dare due pedalate diventano rossi come peperoni perchè hanno i polmoni incatramati. E si che una volta dentro ai bar bene o male si fuma.

Vedendo come friggeva mia nonna quando era in astinenza tutti gli sforzi erano per fare un qualcosa che non arrivasse a quella dipendenza e non consentisse l'uso quando si vuole e dove si vuole.
Akis era deciso,voleva inventare qualcosa per fumare senza fumare ossia inalare fumo ma non farsi venire dipendenze nè intossicarsi.

Voleva insomma un qualcosa di talmente particolare e complesso da renderne impossibile l'uso in un posto diverso da un certo luogo che era previsto per quello appunto per non fumare ovunque.
Inoltre doveva disincentivare il fumare oltre a combattere alcuni sintomi collaterali come le dita gialle.

Un venerdì sera ci siamo trovati prima al negozio un ora abbondante dopo  la chiusura e poi siamo scesi nella cantina del greco (anzi una delle cantine perchè ne aveva più di una) a dare il via alla prima sperimentazione . Il primo prototipo era una maschera antigas piccola di quelle che fanno solo naso e bocca alla quale avevamo aggiunto un tubo,fatto con quello degli impianti elettrici da sotto  poi un cono di quelli che si mettono sulla pistola del silicone dove mettere dentro una sigaretta.

Per migliorare la cosa,visto che la tenuta di quella pessima maschera era precaria ci si metteva sopra il casco integrale senza visiera nero (si quella bruttura che usavamo con put put il motorino demotivato) che sembrava fatto apposta per tenere la maschera a posto ,migliorare la tenuta e per impedire di togliersela.
Era divertente vedere il fumo uscire dall'apertura del casco. Quella dove avrebbe dovuto esserci la visiera. O forse ci sarebbe stata qualche secolo fa visto c'erano ancora i bottoni per metterla.

Ma non andava bene perchè a vedere e sentire Massimo c'era troppa resistenza all'inspirazione e poco fumo . E allora pensa che ti pensa,basandomi forse su quei telefilm dove il malato negli ospedali del kaiser,dove la gente va a morire, è collegato a una macchina che ha un mantice che va su e giù abbiamo visto che facendo passare il fumo attraverso la pompetta del materassino,quella con due attacchi il fumo nelle pause respiratorie si accumulava per essere a disposizione la respirata dopo e migliorava perchè era meno duro da inspirare.

Invece del cono della cartuccia del silicone abbiamo usato un portalampade di plastica con una radice filettata che sembrava fatto apposta perchè la sigaretta si infilasse giusta. Abbiamo tolto il metallo da dentro e incollato molto bene l'esterno in modo da fare si che tutto il fumo generato dalla sigaretta venisse convogliato nel gonfiatore. Penso che sia stata la prima volta in vita mia che ho usato la colla a caldo.
 
Su consiglio di Massimo abbiamo poi sostituito le sigarette chesterfield che avevamo trovato dimenticate da qualche parte da tanto tempo da qualche cliente del laboratorio con le camel perchè puzzavano di più e secondo Massimo dovevano puzzare il più possibile in quell'utilizzo. Lui era l'esperto.

La versione "migliorata " la provai pure io  una settimana dopo e arca vè mi ha dato parecchia sensazione ,in ogni caso ne feci un uso molto molto modesto. Avrei potuto costruirne subito una versione personale da tenere ma non ne ho mai sentito una gran necessità.

Anzi forse pensando al modo di fare da tossica di mia nonna avevo ancora più motivi per starne alla larga.
Visto che al mattino appena alzata già si accendeva il suo succhiotto di cancro. Difatti la costruirò per me solo dopo il militare,ossia tra 6 anni almeno.

Mi ha dato botta? Certo anche perchè io non fumavo e quindi bastava molto poco. Poi una volta ogni tanto,due/tre al mese. Ci trovavamo in 4 o 5 con Akis e andavamo in quella cantina che aveva preso l'odore delle camel.

Ricordo di averne fatto un paio di sessioni complete di una sigaretta sola ma con l'aggiunta di luci lampeggianti,cuffia da bagno per non rovinare i capelli vista la zozzura degli elastici e del casco (in tutta la vita non penso sia mai stato pulito) ,musica pink floyd ummagumma nelle cuffiette...insomma un rilassamento totale. Saremmo stati all'inizio della strada della psichedelia pura? Non si sa ,sicuramente non saremmo andati tanto più in là. E' stata provvidenziale in quella cantina una sedia sdraio con poggiaschiena poggiatesta e poggiapiedi.

La botta che un sistema del genere dava non era chissà perchè ma era il massimo che si potesse fare senza correre troppi rischi.
Forse amplificata dal senso di chiusura di tutta la roba che avevi addosso.
Non si inalava nulla di particolarmente pericoloso perchè a differenza di solventi e gas che molti nostri cotanei usavano o millantavano di usare le sigarette erano fatte per essere fumate . Non era una cosa che potevi fare ovunque perchè comunque serviva il casco,la maschera,la pompetta.

Poi serviva uno che sorvegliasse la sigaretta e la togliesse alla fine quando poi ti arrivava la botta. Insomma non era una cosa da tossichello singolo che fuma perchè si sente solo.

Il suo uso era confinato in quella cantina e poi riposto nella scatola. Massimo riusciva addirittura a fare il bis via una sigaretta l'altra. Ma poi anche a lui girava la testa dopo. Inoltre ha detto che dopo aver usato quel coso lì non gli è più venuta voglia di fumare fino al giorno dopo. Ergo era una cosa anche economica,visto che risparmiavi sigarette.

Ci siamo promessi comunque di non invogliare nessuno a provare che non fosse già fumatore e anche noi segnavamo sul muro le date per vedere di non diventarne dipendenti.
In seguito aggiungemmo anche i braccioli per nuotare per tenere le braccia ferme su supporti apposta che aveva la sedia a sdraio.

Ti sdraiavi con casco e maschera,si gonfiavano i braccioli sui polsi e tu DOVEVI fumare. Nessuna scappatoia esclusa. Quasi come una punizione e appunto per quello non la avresti cercata tanto spesso.

Facevamo le collette per prendere UN SOLO pacchetto di camel e poi suddiividevamo la spesa tra uno e l'altro. Che poi divennero camel 100's perchè più lunghe e più puzzone .
E poi alla fine tra uno e l'altro e due o tre giorni alla fine ne fumavi una o due nel fine settimana e spendevi qualche centinaio di lire per volta.

Era più la compagnia di trovarsi nella cantina sotto il negozio del greco,una sorta di surrogato in piccolo del covo di Erik a Grugliasco centro. Forse anche un covo più tossico diciamolo pure ma a portata di mano visto che per arrivare a grugliasco centro di sera i pulman di emme erano totalmente inutilizzabili come orario,quasi li mettessero solo per i vecchi che vanno al mercato e già per i ragazzi a scuola erano quello che erano.
 .
Ma comunque ci si trova lì,si parlava e poco e un pò si fumava . Essendoci sopra i negozi,quello del greco e altri due anche l'uso di una radio purchè non molto potente non avrebbe irritato le mummie residenti nel palazzo.

E infatti una piccola radio philips a cassette faceva la sua parte. Ovviamente tenuta a basso volume.

Ci siamo sempre tenuti anche tantissimo lontano  dagli alcoolici invece. Non ci attiravano almeno in quel periodo. Anche perchè li collegavamo al personaggio più o meno fallito che si inciucca in cantina e poi vomita ovunque. E qualcuno a scuola lo faceva già.

Sicuramente non ha fatto bene a nostro corpo usare un accrocchio simile,e molti lo usano ancora me compreso ogni morte di papa ma finora non ho avuto mai la voglia mettere una sigaretta in bocca e fumarla normalmente. E ciò è un grande risultato pensando al tossicume delle nuove generazioni.

Chi ci ha rimesso veramente è stato il casco MAC perchè sembrava facesse da calamita per l'odore di fumo. E sebbene "dentro" ci passasse il  fumo di scarico della maschera ha preso un odore persistente appunto di camel ed era comunque molto più piacevole dell'odore di tabaccaccio marcio che faceva mia nonna che invece fumava nazionali.
Tanto è vero che se dovevi metterti quel casco per usare il triste motorino put put era come se fumassi quello avanzato dagi altri.

Ad Akis nei giorni che il negozio era chiuso e passava a prendere un motorino o l'altro sembrava facesse piacere usare quel casco lì al posto dell'altro nuovo,l'agv che gli aveva preso suo padre. Non si sa se per la gomma invece che il tessuto a contatto della pelle o per l'odore.
O perchè nella sua bruttezza era comunque più bello dell'agv che aveva la mentoniera che ricordava lo squallore della griglia di un termoventilatore. Ma nei secoli non mi ricordo siano nati caschi agv belli.

Al greco quale casco usasse suo figlio non importava. Bastava che lo usasse.

Qualche volta mi è capitato di rientrare a casa e puzzare di fumo specialmente nei vestiti ma la giustificazione più pronta è che eravamo andati al bar della bionda,dove c'era una nebbia perenne 24/24 e la puzza compresa nel prezzo insieme ai portacicche pieni su tutti i tavoli.

E i non più giovani che usano la tazzina come posacenere. Ma del resto cicca più caffè è la prima legge del fallito che perde tutta la giornata al bar.
 
LE TELEFONATE FANTASMA

Che magari erano per vedere se eri in casa...

Con il relativo aumento del benessere i furti si facevano sentire maggiormente una cosa che una volta li frenava era l'avere gli oggetti tecnologici relativamente grossi e pesanti.
Al giorno d'oggi un televisore non costa quanto uno stipendio e non pesa più 30 kg come una volta.
Lo stesso per tutto il resto .La miniaturizzazione ha reso la vita molto facile ai ladri perchè la roba di valore è diventata piccola e leggerissima
Già con il diventare portatili dei computer di fatto si faceva il primo favore ai ladri. Visto che i fissi hanno sempre cammionate di periferiche da scollegare.

Ma veniamo alle telefonate fantasma,ovviamente sul telefono fisso. Potevano arrivare  a tutte le ore del giorno e della notte non ho mai capito perchè mia nonna volesse sempre rispondere anche in piena notte e non mi facesse per esempio staccare il telefono. Del resto c'era una comoda spina o bastava appoggiare male la cornetta.

Cosa che peraltro lei faceva ogni tanto,non so se intenzionalmente o cosa. E poi si lamentava che le sue amiche stoppose non chiamano.

La telefonata fantasma poteva essere di tre tipi.

La prima era quella meccanica,diciamo così. Suonava ,rispondevi e di fatto non sentivi nulla . Nemmeno il rumore presente dall'altra parte. Tutto silenzio. E di fatto non riattaccavano. Forse queste chiamate arrivavano per sbaglio per qualche errore delle centrali telefoniche.

Poi c'erano quelle truffaldine ,che si sentiva chiaramente che dall'altra parte c'era qualcuno a non rispondeva,questi però dopo un pò riattaccavano.

C'erano poi i cretini fatti e finiti,spesso ragazzini stupidi che facevano numeri a caso dalle cabine e ogni tanto beccavano il mio.  
Chi non ha mai fatto il cretino quando ti puzzava una moneta  e magari volevi fare lo stupido.
lo avrò fatto pure io una volta,forse c'è ancora chi in via thures sta cercando di spostare il popotamo parcheggiato in doppia fila,del resto nella telefonata ero stato chiaro.

E comunque uno dei motivi per cui non ho più voluto il fisso è anche quello. E' uno strumento di disturbo. Perchè specialmente con i vecchi telefoni non potevi capire chi ci fosse dall'altro lato. E se magari era qualche scocciatore te lo dovevi subire.

Tuttavia per gli operatori telefonici è bisness. Ogni telefonata anche a vuoto sono spiccioli in arrivo e tanti spiccioli messi insieme fanno un bel gruzzolo.

ITALJET INTERRUTTORI CRITICI

Il mio cinquantino da trial italjet non aveva una gran meccanica complicata,era un banale motore a due tempi ,e neanche tanto potente. L'unica cosa complessa che aveva era un cambio a 6 marce e un volano interno per aumentare il tiro. Aveva invece il funzionamento delle luci quanto minimo precario.
Le luci venivano alimentate da una bobina generatrice dentro al volano che buttava fuori una tensione variabile a seconda dei giri del motore e del carico applicato.

Era dichiarata sul generatore 6 volt 18 watt e non c'era scritto nulla d'altro. Il faro anteriore era identico a quello del ciao con una lampadina a piattello e una a siluro ,entrambe 6 volt e 15 watt. La lampadina posteriore era un piccolo sgorbio montato in un fanale di plastica rotto in più parti.

La prima cosa che avevo fatto una volta arrivato a casa era installare un fanale posteriore tondo su supporto in gomma come si usava una volta nel mondo dei trial. Il suo originale era ridotto a un pezzo di plastica metto rotto con la lampadina che pendeva. Il fanale sebbene molto brutto e non un mostro di efficienza impediva alle vibrazioni di assassinare il filamento e bruciare la lampadina tutti i giorni.

Tuttavia nonostante le modifiche continuavo a cambiare un macello di lampadine segno che qualcosa non andava.
Tantissime indagini perchè le lampadine partivano quando gli girava e non a un certo regime di giri o una certa velocità e devo dire che ho fatto tante tante prove prima di beccare il responsabile.

Si,l'interruttore dei fari ,una sorta di blocchetto sul manubrio con a bordo a leva per le luci e il pulsante di clacson e spegnimento non andava per nulla bene. In sostanza fnchè si accendeva il faro ,un modesto anabbagliante tutto andava bene. Quando si metteva la luce di posizione o il comando si scaldava un pò o andava e veniva la lampadina dietro oppure arrivava una tensione alta che illuminava il fanale dietro esageratamente e a seconda se eri svelto a ricommutare o no partiva la lampada anteriore di posizione o quella posteriore.

Come tutti i motorini senza la batteria questa moto a volano magnete la tensione variava mostrosamente. Avevo misurato addirittura 24 volt senza lampadine collegate E da qui l'idea di fare l'uovo fuori dalla cesta...lavorando in corrente continua.

Avevo modificato il cablaggio e le luci andavano su  circuito a corrente raddrizzata con un proprio positivo e negativo senza ovviamente condensatori. La lampadina posteriore che era quella che tutti i momenti si bruciava era adesso regolata da un transistor e con un circuitino che avevo fatto stare dentro al fanalino tondo. Il transistor dissipava sulla staffa posteriore del fanale. E comunque regolava la lampadina dietro abbastanza precisa a 6 volt con punte di 7,5 circa.

Per ovviare al bruciarsi di continuo di quella a siluro anteriore avevo migliorato tantissimo il fanale con un lamierino per dissipare calore. Inoltre avevo notato che quelle lampadine non erano giuste con i dati dichiarati.

Più per raspa mentale che per altro avevo fatto un lunghissimo giro di acquisti comprando appunto in ogni ricambista auto moto che incontravo in giro una lampadina a siluro da 6 volt 15 watt. Se le vedevo di marca conosciuta prendevo anche quella  a piattello della mezzaluce purchè fosse di marca.
Mi sono anche accorto che mentre per l'automobile i marchi delle lampadine erano sempre gli stessi per le lampadine delle moto esistevano marchette e sottomarche che non avevo mai sentito. Se da un lato mi sono venuti in mente i discorsi di mia nonna sulla roba di marca e non dall'altro volevo vederci chiaro.

In ogni caso,una per tipo e i risultati sono stati assurdi,ossia che la metà  di quelle non avevano i watt previsti,una tolleranza costruttiva indegna. A volte sopra il 20%. E non sempre la roba fuori tolleranza era quella non di marca. Anche perchè spesso le lampadine non di marca enivano vendute allo stesso prezzo se non di più di quelle di marca.

Messe alla prova con l'alimentatore stabilizzato addirittura alcune dichiarate e scritte 18 watt che in teoria ne dovevano assorbire di più arrivavano a stento a 12. E quindi paradossalmene si bruciavano più spesso delle 15 watt.
Qualcuna salendo un goccio di tensione variava di brutto la resistenza del filamento. Qualcun altra un pò meno.

Ciò comportava il salire della tensione dai 6 volt previsti a 8 o 9 e le lampadine prima diventavano nere o specchiate e poi si bruciavano...inesorabilmente. Sembrava non ci fosse soluzione

Alla fine avevo poi preso la decisione di aggiungere una resistenza di quelle in ceramica dei tv color a dargli una mano a consumare corrente alla lampadina a siluro ,mi sembra fosse da 10 o 12 ohm.
La avevo imboscata dentro al manubrio e avevo fatto un buco proprio da sotto che non si vedesse. Solo il filo grigetto usciva e si collegava al fanale.
Ci avevo messo tanto ma dopo quasi tre mesi il mio italjet 50 non ha più bruciato una sola lampadina.

La voglia di modificare,elaborare e fare un qualcosa di diverso comunque mi girava intorno. Avevo visto che alcune harley davidson avevano una luce blu che illuminava a parte bassa del mozzo dietro e allora visto che volevo fare qualcosa di fuori dalla cesta volevo mettere su quel piccolo trial un goccio dell'immagine harley. Ma non perchè sbavassi per quelle moto,semplicemente perchè la harley nel loro piccolo mi ricordavano il vecchio west le pianure americane  una vita libera o che almeno lo sembrava.

Nel bidone della spazzatura avevo trovato delle luci blu di Natale di quelle che hanno piccole lampadine da avvitarsi. Stesso attacco delle luci di casa E14 e allora avevo messo due piccoli portalampade da casa ai due lati del parafango posteriore.

Collegandomi direttamente al volano e lampadine che erano da 14 volt con le luci spente facevano una luce molto vivida,con le luci accese sembravano due braci di sigaretta. Ma la loro durata era minima. Era sufficiente sbagliare una scalata o dare una sgasata troppo forte per farle partire. Partivano anche quando prendevi qualche botta nel fuoristrada.

Ed essendo quella una moto da trial il fuoristrada era obbligatorio. Fortunatamente quella catena luminosa avrà avuto 40 lampadine ed erano quasi tutte buone. Avevo pure la possibilità di scegliere vari colori e una buona dose di ricambi.

Con quella piccola motoretta posso anche raccontare la mia prima caduta in moto . A causa dell'asfalto viscido e forse del cambio di marcia troppo brutale che avevo fatto nella prima curva sulla colletta il posteriore mi parte via e mi trovo a prendere una botta con il ginocchio .

Ho zoppicato per una settimana e mia nonna mi ha rinfacciato le peggio cose.
Le solite frasi che si dicono sulle moto dove sempre ci si fa a pezzi,sempre ci si massacra. Poi aggiungeva evidentemente come segno di ignoranza che se la moto la compravo da strada non sarebbe successo nulla...meglio che non sappia che le stradali sono quelle più coinvolte negli incidenti.

Se tuttavia oggi qualche genitore mi chiedesse se è giusto prendere una motoretta 50 da trial io gli direi si. E' giusto e se io ritornassi indietro lo rifarei anche se preferirei un beta o un fantic perchè il verde di quell'italjet era orridume puro.
Sicuramente una moto da trial era venti volte più utilizzabile di una sportiva o di una vespa.

Essendo iniziata la scuola e non servendomi a Grugliasco che era ben fornito di pulmann urbani si era presa la decisione che quella piccola motoretta resterà poi sempre a Paesana.
Per averla per andare in giro e sopratutto perchè a differenza di Grugliasco che era tutto in piano Paesana in piano non aveva praticamente nulla e già nell'uso della bmx che era priva di cambio cercavo in tutti i modi per esempio di evitare via reinaud in salita perchè faceva faticare.

Avendo il cinquantino su a Paesana ne ho approfittato molti sabati sera che avevamo come alternativa allo stare al bar la salita a Crissolo ma sopratutto a Pian munè.
Farlo con la macchina è di una noia assurda ma con le moto 50 era divertimento allo stato puro . Un pò per l'oscurità che scendeva mentre si saliva su. I motori non potevi tirarli troppo e allora ogni tanto facevamo sorpassi a bassa velocità tra di noi.

Nessuno veniva lasciato totalmente indietro perchè non era nel nostro stile. Si rallentava quando si vedeva sparire l'ultimo faro. Io stesso mi ricordo di aver causato un rallentamento perchè ero partito col rubinetto della benzina chiuso.
Poi magari mentre si saliva,una volta lasciate le ultime case si intonavano canti sguaiati e si faceva molleggiare la moto sulle sospensioni alzandosi in piedi e si cantava magari qualche bruttura degli alpini o degli scout storpiata all'inverosimile.

Ed era come se il ruggire o meglio il gridare di quei piccoli motori ,sommato alle nostre voci facessero una sorta di coro. Condito ovviamente dal puzzo della miscela e dalle luci che facevano appena appena il loro dovere.
Ricordo che tra le tante salite di tutti a pian munè una sera che faceva freddo i canti sguaiati quasi sembrava che ci dessero calore.

Quanto ricordo bene quelle serate e quanto mi dispiace che non ci siano più Perchè anche quelle serate erano un simbolo di libertà. E ci divertivamo veramente con niente...
Si partiva si arrivava su...e poi si stava a parlare nè più nè meno di come facevamo in piazza.

UN DIFETTO ALLA VISTA INSPIEGABILE

Il difetto che avevo della palbebra sinistra che dava colpetti non richiesti senza peraltro muoversi era apparito e sparito verso i 12 anni. Stavolta invece arrivando su a pian dei lupi con il mio 50 da trial mi sono fermato e mentre ho aspettato gli altri ho guardato la montagna e ho avuto la sensazione di vedere come se l'immagine stesse convergendo verso il centro dove stavo guardando.
Eppure era pieno giorno,manco una nuvola che potesse dare effetti di luce.

La cosa mi ha da un lato spaventato e dall'altro tranquillizzato perchè solo un illusione poteva farmi credere che la montagna si stesse muovendo.

Ed è successo più volte ,specialmente quando arrivavo in montagna in moto dopo aver subito vibrazioni alle mani o sbalzi di quota.

Un altro difettuccio? A cosa lo sommiamo? Alllora la palpebra stupida se n'è già andato. Le mani gonfie e quella sgradita sensazione non le ho più avute da quando non siamo più andati in quell'odioso Crissolo a quel mercato dove si andava senza aver fatto colazione e mia nonna sapeva solo lamentarsi se avevo sete e quando mi fermavo a bere a una delle tante fontane aveva sempre qualcosa da ridire       
La chiamava acquaccia ma io avevo sete. Troppa sete. Lei invece si accontentava del caffettino da sfigati al mattino facendo tintinnare in modo fastidiosissimo il cucchiaino nel bicchiere.

No,lasciamoci indietro le fobie,i segnali sballati e tanta roba che se ne è andata c'è sempre un motivo. E spesso è spiegabilissimo.

TERESA CI RIPROVA CON ME

Quella ragazza robusta con i capelli scuri che l'anno scorso mi aveva fatto capire cosa doveva fare un maschio ci ha di nuovo provato con me e stavolta ero io a casa sua all'Erasca. Lei figlia unica di provenienza veneta mi aveva convinto ad andare a casa sua ,in realtà cercavo qualcosa di utile nei bidoni dell'immondizia.
E me la trovo di fianco mentre stavo guardando una vecchia tv depositata a fianco dei cassonetti.
Teresa mi guarda chiedendomi se avessi da fare.  Personalmente sapevo benissimo cosa voleva fare con me e con più o meno tutti quelli che aveva conosciuto.

E pure stavolta ci sono cascato....Ho parcheggiato la moto da trial vicino a casa sua e siamo saliti.

Insomma,anche stavolta ha fatto tutto lei ma per lo meno non sono andato a casa con i dolori al pipino perchè forse ha capito che non è come tirare la corda di avviamento di un motocoltivatore,si deve essere un goccio più delicati.

Abbiamo parlato abbiamo pensato e già dall'inizio non mi toglieva gli occhi di dosso. Manco 10 minuti e aveva già la mano nei miei pantaloni. Penso e credo che possa avere una cotta anche per me visto che con un paio di miei coetanei si vedeva spesso.

Tuttavia non mi ispira,non so cosa sia ma ho la netta sensazione che se mi metto con lei perdo tutto il mio mondo e tutto cosa gli gira intorno.

C'è il bambino che c'è ancora in me che mi ricorda che la mia unica donna si chiama regina,pesa 20 tonn e solca le praterie del west sbuffando a 40 mph tra indiani ,nordisti e sudisti e c'è l'adulto che invece dice di guardarsi intorno perchè il mondo reale non è per l'appunto quello dei film.

Ed entrambi gridano,gridano forte e io non li voglio sentire. Aumentano il rumore del mondo che è già troppo. State zitti che voglio pensare. Non so cosa decidere e non voglio decidere.

I ROCKETS

Dei rockets non posso parlare male,sebbene sconosciuti a Giuliana in alcune canzoni hanno alcune quantità di energia buona. E poi effetti spaziali e una coreografia niente male. Ovvio che non arriverei mai a vederli dal vivo (anche perchè non sono un tipo da live) però comunque dicono la loro. Era forse uno dei primi casi di musica da vedere oltre che da sentire. Guardando le immagini sulle copertine mi arrivava questo mondo tutto particolare della musica "aliena".

Pensando alla musica attuale posso dire che erano molto avanti rispetto a oggi. Il primo disco che ho preso dei loro era Atomic,famoso per la copertina. Poi negli anni,mercatino dopo mercatino sono riuscito ad averne altri quattro o cinque.
E posso dire che forse i primi dischi non erano chissà cosa. Forse erano ancora poco "dotati" come effetti e coreografie spaziali.
Purtroppo il Petruccino non li ha visti o sentiti. Lui che sicuramente come ambiva a tutto cosa fosse spaziale...quindi li avrebbe apprezzati.
O forse erano da apprezzare comunque perchè tra vestiario e effetti speciali erano l'esatto contrario del cuore amore sanremese da coma diabetico immediato e il pancreas che alza bandiera bianca.

Insomma ... come quando prendevi il caffè da Madrina che c'era più zucchero che altro. Difatti suo marito nonno Ciro era sempre mentre che si testava la glicemia. E magari il diabete gli ha accorciato la vita,oltre ovviamente a sopportare Madrina che ne aveva sempre una.

Humprey bogart diceva che c'era un tempo per ogni cosa e allora il mio ragionamento era che anche per la musica. Mi sono sempre chiesto perchè certe canzoni esistano e effettivamente penso che sia un dubbio legittimo quando senti certe porcherie alla radio.

ARRIVATA LA UNO
Era così necessario voler fare fuori la 127 ancora funzionante per prendere quel carciofo di uno? Siamo andati avanti con due auto e una sola patente per parecchio tempo. La uno veniva usata solo per partire per la seconda casa e la 127 per andare al lavoro e per le commissioni di tutti i giorni.
Facemmo diverse ipotesi su che modello scegliere. A mia mamma la panda non piaceva,perchè la definiva troppo scatoletta. Valutammo anche alfa e lancia. Ma loro no,sono grosse sono care non vanno bene. E ovviamente la solita macchina a 3 porte,perchè le donne di casa non capiscono nulla Con le 3 porte ogni volta che devi fare salire o scendere qualcuno se davanti hai un trumbun  che ci mette mezz'ora a muoversi facendo ogni sorta di lamento perdi tempo a oltranza.
E' stata la prima occasione di montare un impianto audio su una macchina mia. Ed è stata la prima occasione di provare un circuito totalmente mio basato su alcuni miei più grandi amici elettronici. Il TDA 2002 e 2003 .
Amici dalle spalle larghe e che hanno iniziato con me il discorso del suono libero. In ossequio alla tradizione fiat i fili che portavano alle portiere non c'erano e allora avevo messo solo due altoparlanti peraltro ovali di quelli usati sui televisori geloso sulle predisposizioni dietro che erano previste per altoparlanti da 10 cm...i peggiori.
Gli ellittici anche se in realtà suonano peggio di quelli tondi in realtà hanno un suono più caldo e meno ospedaliero. Chechè si dica ogni altoparlante suona a modo suo.Gli ellittici hanno quel non so che di arcaico nel suono.
Pilotati da un integratino solo e con i due canali in mono, con la manopola del volume messa vicino al piantone di sterzo in un tappo della plancia. La scelta di fare così era anche legata al fatto che una volta si pagava la tassa sull'autoradio e così facendo si usava un portatile e il grosso del consumo ossia l'amplificazione veniva fatta sfruttando la corrente della macchina.
La ricezione della radio era penosa non essendoci antenna e ovviamente secondo la stupidità di mamma e nonna la radio doveva ricevere bene anche senza antenna...ma almeno le cassette si sentivano bene.
Montato tutto e come voleva dimostrasi lì si sono presentati e prime carenze del mio modus operandi. La uno aveva guadagnato tanti rumorini dovuti all'assemblaggio stupido e al fatto che per passare con i fili le fragili plastiche vanno smontate più volte perchè non conoscevo la macchina.
E sono state le volte che la nonna ha cominciato a stare dietro,finalmente cominciava a capire l'imbecillità di un auto a 3 porte.Visto che a salire ha cominciato a prendere capocciate e a fare scrocchiare la schiena le volte che veniva fatta sedere dietro. Oltretutto gli altoparlanti erano proprio dietro alla sua testa e la rintronavano. Oddio venivano pilotati con poco più di un paio di watt caduno.
Ma per lei gli altoparlanti la rintronavano e se aprivi poco qualunque apertura diceva che c'era troppa aria e sarebbe volata via e io che pensavo...magari!
Che il karma di Giuliana avesse ragione? Male non fare paura non avere. Nei primi giorni che la abbiamo avuta e la 127 stava fuori dal garage avevo fatto un sogno strano ossia che quell'auto nuova fosse coinvolta in un incidente ,si fosse girata e fosse partito via il tetto. Era lì cadaverica per terra con le spie del cruscotto accese i fari mezzi smorti e l'asfalto al posto del tetto,schiacciato fino quasi al volante.
Probabilmente avevo previsto l'incidente di Beppe anni dopo che venendo giù da pian munè alla fine di una festicciola aveva sbagliato una curva e di fatto aveva scoperchiato la uno. Ma la sua era il modello successivo di resyling.
La uno comunque non condivideva nulla della mitica robustezza della 127. Il motore era moscio ad accellerare,la 127 era una tigre in confronto,inoltre faceva quel rumore di motore bene educato,quasi una versione palestrata del rumore di gas intestinale della panda 30. La 127 rombava come una macchina americana. Pure le spie del cruscotto e le levette delle luci sembravano fragiline.
Nel suo inizio ebbe diverse rognette,da un alzavetro a manovella che non andava alla dipartita della cinghia del generatore. Tutte nei primi mesi di vita. Evidentemente era anche lei nata dalla fretta di produrre.
Mia madre si era fatta a modo suo fregare per due o tre cosettine,intanto mancava il contagiri e c'era un indegno orologio analogico che puzzava di vecchio,inoltre i fari non erano affatto alogeni. Tuttavia erano già parecchio efficienti rispetto a quelli della 127 .
Inoltre la visibilità dal vetro era ben migliore rispetto alla 127 . E quindi si poteva anche tentare qualche ora in più a paesana invece di venire sempre giù in pieni pomeriggi di sole. Ma a quanto pare l'intelligenza e il coraggio non erano il loro segno distintivo.
UNA OVERDOSE DI CAPRICCIOSA E INSALATA RUSSA.
Nonna e mamma erano assidue frequentratrici di due gastronomie. Una in via Bionaz  a Torino quasi al capolinea del 15 e l'altra a Saluzzo nel quale compravano varie elaborate preparazioni basate principalmente sulla capricciosa e sull'insalata russa.
C'era la variante con i carciofini. Quella col tonno,i gamberetti in salsa rosa  ,quella al gusto esotico e altre dal gusto apparentemente simile.
Quello che non mi andava giù è che dato il prezzo piuttosto elevato quando se ne mangiava molto poca e tra la scarsezza di quello,i prosciutti tagliati finissimi (la nonna su quello era inflessibile) e altre ercate cuciniere della nonna.
C'è da dire che che la roba delle gastronomie era tutto un altro sapore rispetto a quella di quell'odioso minimarket vicino casa a Grugliasco che forniva roba tutto con il solito sapore,invero piuttosto scarsino.
Bè una pomeriggio dopo la scuola  io,Uciuta e  Massimo abbiamo voluto informarci sul discorso di maionesi e insalate varie e alla fine siamo andati allo sma di piazza Massaua. Era l'unico un goccio decente visto che di fatto gli altri mini market avevano solo un tipo di capricciosa o insalasta russa ed erano tutti uniformati come sapore.
Abbiamo comprato una vaschetta di capricciosa per tipo e fuori su una panchina ci siamo andati pesanti con i cucchiai di plastica che abbiamo comprato anche lì.
Sotto lo sguardo odioso delle vecchiette che passavano quasi stessimo facendo un crimine. Poi con calma pedalata dopo pedalata siamo tornati a casa. Un senso di nausea totale. Forse il gusto acido che andava e veniva era troppo.
Sarà stata quella con i carciofini? Sarà stata quella col prosciutto? No troppo dolce,magari quella col tonno. Nessuno di noi aveva digerito nulla. Parata di rutti selvaggi al gusto di uovo marcio.
Quella sera mi sono sentito pure le mie perchè "non mangiavo" e sbadigliavo da parte di quella cretina di nonna. Frasi idiote del tipo "ma è sempre mentre che sbadiglia"  . Non te ne frega niente tanto,vai avanti a mangiare che si fredda e poi i fai le paranoie che non è a temperatura di fusione termonucleare.
Non mi sono osato di dirgli che quella insalata russa e capricciosa che lei tanto decantava come il top in gastronomia in realtà c'è anche al maxi standa o allo sma. Costa meno e c'è n'è di più nelle vaschette...E che ce ne siamo sbafati una cammionata in tre.
Probabilmente si sarebbe irritata visto che l'unica cosa che nonna sapeva dire è di mangiare il pane. e forse lo avessimo mangiato magari non ci saliva quell'orrido gusto acido.
Il pane prima o poi glelo avrei lanciato dietro alla nonna,non sarebbe mancato molto.Non poteva importunare tutti in continuazione.
In ogni caso per lo meno la voglia di insalata russa e capricciosa ce la siamo tolta.
UNA GIRA CON LA MOGLIE DEL GRECO
Siamo andati da Olivari,uno dei più grandi produttori del tempo di lampadari che era in via Pietro Cossa a torino. Più o meno nella zona dove ha abitato nonna Teresa finchè ha vissuto.
La moglie del greco ancora oggi non riesco a ricordarmi come si chiamasse. Ricordo però che aveva una renault 5 e che quel pomeriggio che in laboratorio non c'era nulla da fare ero andato con la signora e Akis in quella ditta.
Siamo entrati nel cortile e abbiamo parcheggiato la macchina. In quello che probabilmente era un capannone industriale c'era l'esposizione e la vendita. Ci saranno stati un centinaio di lampadari appesi. E la metà erano accesi,ne sentivi proprio il calore se ci passavi sotto anche perchè al tempo le lampadine erano tutte a filamento.
La signora li guardava tutti con aria spiritata ,come se cercasse qualcosa. Passava a fare varie espressioni facciali a seconda di quello che vedeva e camminava pianissimo. Akis mi spinge leggermente di lato a guardare i lampadari più moderni.
In ogni epoca c'è una transizione di  qualcosa,in quel periodo la transizione riguardava il passare dal mobiletto del bagno in plastica stampata in un pezzo solo a cose più complicate e più belle a vedersi.
Erano infatti nati in quel periodo i mobiletti country che erano fatti di legno e non di plastica . Non erano ancora diffusi quelli rialzati da terra e attaccati alle pareti. Inoltre le tristissime lampadine dietro ai trasparenti stavano cominciando a lasciare posto ai faretti,prima con lampadine a riflettore e poi a 12 volt.
Un altra transizione di quel periodo era lo sparire dei lampadari a candelabbro per passare a soluzioni più moderne. Intramontabili invece del bocce di vario tipo e forma.
Alcuni lampadari li riconoscevo per averli visti magari non proprio uguali a casa di qualche parente,difatti ne avevo visti un paio che aveva anche zia Luciana e zio Silvano la sorella di mia nonna e qualcuno in casa di zio Mario.
La visita è continuata con l'acquisto da parte della signora di un lampadario per la cucina dopo aver visto e visionato diversi modelli. Era un comune lampadario a piatto specchiato di acciaio con però la predisposizione per tre lampade.
Questo perchè in anni e anni che si producono lampadari di fatto sembra che spesso e volentieri un filo con una lampadina faccia più luce del complesso lampadario che costa come duecento portalampade.
E anzi a forza di chiudere,segregare e imbocciare le lampadine alla fine non vedi quasi più nulla.
Mentre ritorniamo mi viene da pensare principalmente alla tristezza degli oggetti di arredamento presenti a casa mia e quando vedo la roba esposta mi verrebbe voglia di rancare via tutto.
Dal tristissimo specchio del bagno di plastica a una serie di lampadari che proprio hanno stufato. Per colpa di uno di loro e della sua inefficienza (probabilmente) ora porto gli occhiali.
AUTO BAGNATA AUTO FORTUNATA?
Una delle volte che siamo venuti a Paesana con l'auto che ancora odorava di nuovo ci è stata innaffiata di vino da un camion che portava le damigiane. C'erano già in giro i primi dossi per rallentare le macchine e questo camion telonato carico di damigiane ne prende uno proprio all'inizio di Piossasco. Una delle damigiane cade dentro al cassone,molto probabilmente si rompe e il vino comincia a scendere copiosamente dalla sponda posteriore.
Una persona che stava camminando a piedi viene spruzzata e mostra il dito medio al camion che continua a camminare come se non fosse successo nulla. E probabilmente dati gli scarsi specchi di una volta realmente non ha visto nulla. Anche perchè avrebbe sicuramente considerato le perdite economiche della damigiana rotta avrebbe quanto meno variato la velocità per non romperne altre...
A noi sono arrivati pochi spruzzi e un discreto odore di vino. E' stato uno dei pochi avvenimenti allegri che sono successi durante il noioso viaggio da Grugliasco a Paesana con mia madre che guidava come una donnola addormentata e nonna che raccontava le miserie che aveva visto e sentito in settimana.
La colletta poi era la top della guida di mia madre che riusciva a fare soffrire la macchina anche a chi non la soffriva. Complice anche il fatto che la nonna aveva sempre freddo e in macchina era caldissimo.
Si potrebbe dire tanto sui tanti,tantissimi viaggi che abbiamo fatto per la seconda casa e forse tra le tante cose che hanno fatto ammalare e poi hanno ucciso mia madre oltre al cancro e alla chemio è stato tutto lo stress accumulato anche in una serie di viaggi inutili e diciamolo pure...anche dalle arrabbiature che gli facevo prendere con la scuola..
Verrebbe da farsi il conto se mantenere la seconda casa e tutti i viaggi sia stato logico come magari abitare e lavorare in provincia e guadagnare meno ma essere tanto più liberi. E' un argomento che OGGI si sta affrontando ma al tempo era tutto un rifiorire di seconde case ovunque . E file di macchine sempre più lunghe per andare e tornare dalla seconde case con pace per consumi,inquinamento e stress.
Perchè il primo scopo della seconda casa era di avere un posto dove non essere stressati. Dove ricaricarsi.
Anche se c'era chi voleva comunque il telefono o rientrava prestissimo perchè aveva paura. E non solo a casa mia.
RESUSCITO OSCARTUNER

Vi ricordate le punizioni che quelle donne di casa mi facevano perchè studiassi? Avevo portato su a Paesana tutta la mia roba "elettronica" e i vecchi giocattoli. Tutta quella roba che alla promozione mi è stata restituita la avevo prontamente portata inscatolata ,suddivisa per parti e portata su a Paesana.
In cantina benchè umido era il mio laboratorio provvisorio. E forse anche un posto sicuro dove tenerla visto che avevo io l'unica chiave.

Avevo passato giorni a re-inscatolarla dopo che avevano mescolato tutto e messo dentro degli odiosi sacchi neri manco fosse immondizia.
Versato tutti cassettini insieme mettendocisi di impegno avevano mescolato tutti i valori delle resistenze. Messo transistor pnp e npn insieme. Insomma sembrava lo avessero apposta come se quel materiale inanimato gli avesse dato chissà che fastidio e avessero voluto fare le carogne a tutti i costi..

Purtroppo qualche pila ha perso l'acido e rovinato parecchia roba ,ma ricordo che sono donne e se in  qualche regime integralista si discriminano forse un motivo di fondo c'è e magari non hanno tutti i torti.

La cosa di fare valere quanto valevo di elettronica è stata il defungere del televisore. Era già da qualche giorno che la messa  a fuoco faceva pena,le immagini apparivano come sbiadite e un mattino quando la nonna voleva vedere la sua messa a tutti i costi il buon oscartuner ci ha lasciato .
Ovviamente quella cretina voleva ipotizzare di impedirmi di uscire perchè "la tv si vedeva male puoi fare qualcosa?" per guardarglielo ma di fatto ero già sulla porta ,anche perchè avevo sentito scaricare l'eat già prima.
Gli ho detto di no e sono uscito,del resto per loro ero quello che fino a tre secondi prima con l'elettronica perdeva tempo e non studiava. Non mi freghi gallinaccia! Si vede? Si ...male e fuori fuoco...e allora non rompere!

Ho volutamente aspettato qualche ora ai giardini per rendere più aspra la cosa ,poi me ne arrivo a casa e la nonna è li che sgallina in modo indegno perchè la tv è totalmente fuori fuoco. Quasi faceva delle immagini astratte.
Non vede i suoi pretacci schifosi in tv per la messa e sentiva solo l'audio. Ho goduto come un porco in un recinto di scrofe. O una volpe in un recinto di galline.

E allora giro oscartuner,apro il coperchio e vado a colpo sicuro sul regolatore del fuoco e lo vedo bello bruciacchiato,gli rinfaccio a mia nonna il vapore e l'unto di cucina poi mi armo di pazienza e con delle resistenze adatto un altro regolatore del fuoco di valore diverso,stavolta di un philips che avevo nella mia roba,ne avrò avuti una decina ma erano tutti incompatibili.

Accendo,manco una scarica e l'immagine è già molto più a fuoco. Regolo anche se devo andare tutto da un lato. Risultato accettabile ma ho il campione da richiedere alla ceart per finire come si deve...

E nonna nel frattempo con uno straccio e lo spruzzino che voleva pulire dentro. Che cretina. La avessi lasciata fare magari si sarebbe biscottata. Una bella scaricaccia e ce la saremmo tolta dai piedi. Allora comincio il "loro culpa" rinfaccio alle due donne rompine che se mi buttavano via i componenti elettronici come avevano promesso di fare i loro pretacci odiosi  in tv li avrebbero aspettati ancora e ancora di più.
Gli rinfaccio che a fare grasso e uno in cucina senza aprire nulla,manco uno spiraglio gli hanno accorciato la vita e tanto a quel poverino.

E poi via per il resto della domenica. Chi lo sa se avranno capito che nell'elettronica so dire la mia...non era sicuramente il primo tv a colori che riparavo. In ogni caso quel tv color non era il massimo della costruzione,come del resto il vecchio ITT interfunk che era andato arrosto prima di lui.

Quasi si rimpiangeva il vecchio tv philips in bianco e nero che c'era nella casa vecchia. Non mollava mai!

BUONI E CATTIVI CONTINUA i pensieri liberi.

Quando ero alle elementari si faceva il gioco stupido che qualcuno alla lavagna scriveva chi era bravo e chi era cattivo.
Qualcuno sembrava si divertisse a giudicare chi fosse bravo e chi cattivo.
E i nomi erano apponto i nostri della classe.

Una notte ho sognato lo stesso gioco ma con gli oggetti e per ora avevo classificato solo la radio e il telefono. La radio era brava e il telefono cattivo. Il televisore lo avrei giudicato più avanti nel tempo. E magari avrei giudicato anche l'automobile.
Il telefono era tanto cattivo perchè interrompeva,disturbava e portava SEMPRE notizie grame.

Per colpa del telefono si rinunciava a qualche uscita all'aperto o si doveva andare a soccorrere qualche parente che stava sempre male .
Una volta per colpa del telefono eravamo dovuti rientrare prima dal mare perchè avevano derubato zietta. Il telefono era un oggetto che quando ne avevi bisogno tu dall'altra parte non c'era mai nessuno.

Il telefono era cattivo,tanto cattivo ma a Paesana il telefono non c'era. E forse per questo nonna non ci si trovava bene. E io stavo benissimo. Personalmente il telefono lo metterei con il vetro sopra come gli estintori. Usare solo in caso di necessità,ogni abuso sarà punito e con punizioni corporali come 20 frustate qualora COME SEMPRE l'emergenza sia fasulla.

Quindi avevo la radio,poco importa se la vecchia telefunken o i miei accrocchi costruiti.

E la radio era "brava". perchè teneva compagnia e perchè portava bella musica. Difatti a mia nonna la radio non piaceva. Lei voleva la televisione per stare imbambolata davanti allo schermo come una stupida....ah si probabilmente lo era!

Poi pensandoci bene il telefono non era solo cattivo,era proprio una 'mme[NON SI DICE MA E' QUELLA] esatto proprio quella perchè rompeva tutti i momenti e oltre alle notizie grame era un ricettacolo di interruzioni e sopratutto di danneggiamenti di belle giornate.

Mi ero proposto che se la casa fosse andata a fuoco avrei salvato la radio e lasciato bruciare il telefono. Anzi lo avrei totalmente gettato tra le fiamme per essere sicuro che bruciasse. Magari dopo averlo prima buttato a terra per fare si che e plastiche rotte prendessero meglio e il fuoco arrivasse prima ai circuiti interni.

Ricordo che quando si tornava da Paesana con la macchina la prima cosa che la nonna voleva fare una volta arrivati a casa era prendere il telefono fare il numero e dire  "pronto madrina ciao" alla sua matrigna.

Sempre la stessa frase ,sempre detta nello stesso modo e con la stessa tonalità. Chissà forse per quello a mia nonna piaceva andare a battere le ginocchia in chiesa e sentire sempre le stesse frasi delle stesse litanie dette sempre nello stesso modo.

Mi immagino una chiesa del degrado...Il prete dice "Il cesso sia con voi a ogni zampillo" e le ciampornie chiesarole dicono "e con il tuo spirito",e comimcia il concerto di gas intestinali.

NASCE DYLAN DOG

Dylan dog può piacere o no,alcuni episodi sono ben fatti e altri orrendi. Dylan dog benchè farcito marcio di perbenismo e di morali ha portato l'horror alla portata di tutti instradando concetti come il karma e il soprannaturale alla portata dell'uomo comune.

In un periodo dominato dal bigottismo imperante con avanzi democratico-cristiani che ti attendevano ad ogni angolo Dylan Dog mette a nudo il mondo dell'occulto.

Dylan Dog mette alcuni concetti prossimi allo spiritismo puro alla portata di tutti. Se fino al giorno prima una cosa poteva "non andare bene" o "non essere conveniente" dal suo arrivo nel mondo dei fumetti le tenebre sono state messe a nudo.

"indagatore dell'occulto" e quindi a contatto con l'equivalente moderno di orchi maghi draghi e streghe.

L'oscurantismo medioevale aveva creato dei mostri,dylan li ha messi in copertina sulle migliori riviste e non erano poi così mostri .
Anzi in qualche caso erano più mostri gli uomini per certe azioni che facevano.

Tuttavia io non compravo dylan dog regolarmente. lo leggicchiavo qua e là e solo ogni tanto comprano il numero,specie se c'era qualcosa che mi poteva interessare.

IL LUMICINO DELLA NONNA

Sull'armadio del cucinino la nonna aveva da prima che nascessi io un piccolo lume votivo.  Probabilmente messo in servizio da qualche zio o forse dal nonno.
Era fatto con uno dei soliti santini più o meno importante,un piccolo portalampada E10,con avvitata una microscopica lampadina,forse da bicicletta.
Ricordo ancora che era 6 volt 0,3 o 0,6 watt e faceva una luce tristissima. Penso che averla nella bicicletta se la dinamo non girava più che veloce voleva dire farsi investire. Anche se c'era comunque il il rifrangente posteriore...quanti ne avrà salvati!
In piemontese il lumino dietro della bici lo chiamano ciairin ergo....lumicino. Detto tutto!

L'impianto delle vecchie biciclette aveva appunto questo generatore con la ruotina che prendeva il movimento dalla ruota (su qualche bici anteriore e su qualche altra posteriore)  generava quella corrente minima per accendere le luci.
La dinamo generava 3 watt richiedendone almeno il doppio di energia meccanica e usurando il bordo del copertone dove lavorava.

Sulle dinamo abbiamo detto tutto . Era preferita rispetto alle batterie non tanto per motivi ecologisti che ora vanno tanto di moda ma solo perchè l'uso era totalmente gratuito e la filosofia della bici era spostarsi a costo zero.
In molte fabbriche c'erano le rastrelliere su cui appendere le biciclette. A differenza di oggi che siamo pieni di auto in mezzo ai maroni ovunque.

La trasformazione da 220 a 6 volt la faceva un trasformatore  da campanelli. Sono trasformatori che normalmente possono tirare fuori tensioni da 4 a 12 volt e correnti anche di un paio di amper nonostante siano abbastanza piccoli.

Tuttavia sono definiti per servizio intermittente come appunto è il campanello. Il primario è sempre sotto tensione e il nucleo sempre sottoposto l flusso magnetico. Ergo quel trasformatorino della apparente potenza di 20 VA ne buttava in calore un paio e faceva si che la lampadina fosse addirittura meno consumosa di lui.

Non era un segreto che ci fossero delle tolleranze costruttive tra un esemplare e l'altro . Questo per esempio era identico essendo identico a quello presente nei  corridoi delle cantine . Il nostro era silenziosissimo ,quello nel corridoio cantina ronzava una sinfonia che cambiava a seconda di come gli girava.
Un altro trasformatore identico in tutto e per tutto nella cantina dei veneti (ossia l'altra scala) ronzava in modo appena percettibile.

Il guasto era nel trasformatore,tuttavia mi aveva fatto penare , smontare tutto più volte i morsetti erano un pò più stupidi del previsto. Li toccavi e andavano magari per due giorni o tre poi di nuovo oscurità.

Avrei potuto fare in vari modi ma alla fine ho deciso di innovare pesantemente il tutto. Posso dire che è stata una interessante applicazione dei led.
Al tempo non esistevano i led di potenza come quelli di adesso . C'era solo una grande quantità di led leddini e leddetti a bassa potenza da segnalazione.
Per i fanalini dietro della bmx avevo usato dei led gialli recuperati chissà dove che erano potenti. Per il lumicino della nonna avendo relativamente tanto spazio a disposizione avevo fatto una ghianda di led ed erano appunto tutti gialli.

Avrei voluto fare qualcosa di più bello in stile fiamma tremolante ma non era stato possibile perchè l'elettronica del tempo avrebbe richiesto una manciata di integrati che non ci sarebbero stati.
Avevo allora optato per un serie parallelo con resistenza di precisione e un trasformatore raddrizatore a spina.
Ricordo che per sfruttare fino all'ultimo volt il trasformatore avevo esso le serie di tre led gialli per ogni led rosso collegato.

Questo perchè quel trasformatore per campanelli era in ogni caso inaffidabile. A seconda di come lo muovevi interrompeva il primario per darti fastidio.
Magari c'era solo un cavo da risaldare ma era così unto e bisunto dai vapori di cucina che faceva schifo solo toccarlo e poi pagava la nonna...ogni singolo cavo ti lasciava il giallo sulle dita e tra il grasso della cucina ....che schifo!

Roba nuova e basta...

TOPGUN ....LA MUSICA CONTINUA IL MITO

In realtà il film io l'ho visto un anno dopo. Quella che è da ricordare con significatività è la musica,sta cominciando a sparire il tormentone take my brath away che ha imperato in ogni radio e in ogni classifica. Non c'era radio anche piccola che non l'avesse trasmesse almeno una volta. Ma il brano migliore per me resta sempre top gun anathem,ribattezzato in cacoso inglese return to home.
Se parliamo di tutto l'LP che ho poi comprato appena è sceso il prezzo perchè non avevo intenzione di pagare il supplemento pubblicità. Era costume diffuso fare pagare un supplemento per la pubblicità tv. Lo è probabilmente anche adesso.

Tuttavia dopo qualche tempo il prezzo veniva corretto per vendere le eccendenze. E allora mi ero portato a casa  l'lp a prezzo normale e non aumentato.
E' veramente musica che dà la carica. Energia,magari non potente come altre ma energia bella e buona e fa piacere ascoltarlo.
Quando facevo partire il vinile,a parte rotture dei maroni di mia nonna pure lo studio e fare i compiti andavano più veloce. Forse perchè come quegli areoplani che tom cruise guidava tirandogli il collo comunicavano l'energia attraverso gli altoparlanti.

O forse perchè diciamolo pure ,certe cose gli americani le sanno fare meglio.

PATENTE MOTO A TUTTI I COSTI
Nonna e mamma avevano deciso,per cautelarsi dal fatto che avessi potuto usare una moto non mia io dovevo comunque poterla guidare e allora mi avevano iscritto alla scuola guida per la patente A . Ossia la patente della moto.
Il discorso della nonna era chiaro. Non si trattava più del cinquantino scrauso da trial,in futuro se avessi avuto una moto tra le mani la dovevo poter guidare legalmente.
E quindi ci andava la patente.
La patente A una volta la si faceva di sola teoria,sul foglio rosa era chiaramente indicato che non valeva per esercitarsi alla guida. Ho dato la teoria in un cinema a rivoli e un mesetto dopo ho la mia brava patente A.
Valida vista l'età per i motocicli di 125cc.
In realtà le paure della nonna erano giustificate dal fatto che già nell'uso del 50cc da trial nelle vie di Paesana i cartelli e le precedenze li rispettavo per modo di dire. E allora vedendomi sbagliare più di una volta la svolta a sinistra aveva deciso almeno di farmi imparare la circolazione stradale. Anche perchè avrebbero dovuto insegnarla a scuola ma non lo facevano...preferivano smaronare con i problemi del terzo mondo.
Oggi posso dire di ringraziarle per quello che hanno fatto perchè comunque si impara molto di più da giovani che non da vecchi.
E la ho presa poco prima di Natale,giusto per dimostrare alla nonna che non ero una chiavica totale. Lei continuava a insistere che ce la avrei mai fatta.

Avere la moto targata poi non mi sarebbe importato più di tanto ma almeno avrei potuto guidarne una. In ogni caso avevo il mio cinquantino da trial per girare in zona. C'erano varie idee in casa sulle moto. Mio padre aveva una vespa e insieme alla lambretta del nonno sono state entrambe svendute quando era morto il nonno e avevano riunito gli alloggi.

Nè più nè meno come quando era morto mio padre e avevano buttato via un macello di roba elettronica ancora buona. Ma si sa che le donne sanno solo buttare sempre via tutto. La avessimo tenuta magari non si buttavano altri soldi per comprare la moto che ho preso dopo.

CHRISTINE LA MACCHINA INFERNALE

Capita raramente,però ogni tanto c'è qualche film decente in orario serale ,quindi che non ti obbliga a fare orario da tossico e sopratutto non ci sono altri film sdolcinati odiosi che sarebbero a esclusivo appannaggio delle donne di casa.
Cristine la macchina infernale è un film bello che da un lato mi fa venire in mente l'attaccamento morboso che hanno i veneti dell'altra scala per le loro auto.
Ma comunque l'amore per un mezzo meccanico non sempre condiviso al mezzo stesso.

Cristine comunque mostra e dimostra anche l'ottusità dei genitori ,nonostante il mito americano era quello di avere sempre la macchina sotto il didietro . Genitori che comunque danno origine anche a vari pregiudizi perchè comunque alla fine dargli la possibilità di parcheggiare nel vialetto gli avrebbe fatto risparmiare tanti danni e avrebbe risparmiato diversi morti .

E viene fuori da ciò l'egoismo della macchina che poco per volta fa si che il carattere di cunningam cambi da sfigato a carnefice.

Un film in sostanza da capire tuttavia ripensando allo scoramento da me patito in prima superiore due anni fa all'itison mariuana (itis maiorana) se è vero che al tempo avrei voluto come amico kitt supercar (specialmente per le continue defezioni di quell'odiosa navetta 64) ,non avrei voluto christine,forse mi sarei accontentato del maggiolino tutto matto ma una primadonna così non la avrei voluta.
Anche perchè io l'ho vista come personaggio negativo in essere. Sebbene con quei lamieroni ben curvi era molto più affascinante di qualunque auto moderna che sono tutte di plastica.

ENNESIMO GUASTO IN QUELL'ALLOGGIO.

Stavolta a partire sono stati i cavi elettrici che alimentano la lavatrice e le luci della camera da letto.
Non so come mia nonna potesse definire fatto bene l'impianto di quell'alloggio. Stavolta a andare flambè sono stati ii cavi dentro al muro che portano corrente alle luci della camera da letto e alla lavatrice.

In quell'alloggio senza terra l'unica presa ad averla era quella della lavatrice. E i tre cavi che arrivavano erano andati arrosto in vari punti. Dietro alla presa che ogni 5 o 6 anni si fondeva insieme alla spina i cavi si erano abbronzati e si sbriciolavano.

Stavolta l'arrosto ne ha veramente valso la pena. La lavatrice era semplicemente ferma ma in realtà il fumo che usciva dagli interruttori della camera da letto  e la puzza di bruciato dicevano tutto,i cavi erano da cambiare.

Avevano fatta nera anche la tapezzeria.E giù a sgallinare la nonna non sul fatto che fosse stato possibile andare a fuoco ma solo che si era rovinata la tapezzeria.

Riparare e ovviamente e sopratutto da mettere di giusto spessore ma l'impianto era fatto così bene che i tubi erano piccolissimi e di fatto con tante fatiche sono riuscito con la mamma a passare un cavo da 1,5. Nonostante servisse il 2,5 mmq .

Ci sarà stato 1 millimetro quadrato!

Siamo andati avanti due giorni,e prova e taglia e tira alla fine abbiamo fatto funzionare il tutto con i cavi da 1,5 mmq . Ancora ovviamente cretinerie della nonna che sosteneva che si sarebbe potuto riparare il tutto intervenendo solo sui fili della scatola dietro agli interruttori della camera da letto.

E stendiamo un velo pensoso sul fatto che i fili erano tutti giuntati con lo scotc telato e non c'era un morsetto.
Insomma uno schifo immondo. Alla faccia della cosa fatta bene.

Alla fine ho messo i morsetti,i fili giuntati come si deve e anche quando la stracciatrice girava gli interruttori della camera da letto non si scaldavano più,come hanno fatto per anni.

Nonna aveva sempre la detto la sua e aggiungiamo allo stupidario che secondo lei i fili con l'isolamento andato non erano da cambiare,bastava ripararli nei punti cotti...evidentemente pensava che avessi potuto anche infilare le dita dentro i tubi da 10 per nastrarli visto che erano da venti  a trenta centimentri buoni di bruciato. Oppure sfilarli di un pezzo,nastrarli e poi re infilarli con la gomma isolante tutta mangiata e arrostita.

E continuava a dire che l'impianto di quell'alloggio era fatto bene perchè lo aveva fatto il nonno.Peccato che dovevo ancora nascere io e la tecnica è andata avanti.

LUCINI DI LANA

Lo stupidario di mia nonna si è arricchito di una nuova voce ossia  lucini di lana una sorta di combustione puzzosa che ha attivato con le sue razzo di sigarette nel posacenere perchè era pieno di sfliacci di lana messi da lei stessa che stava disfando un maglione.
Non un giorno prima ma una sola ora prima.

E ha impestato tanto la cucina che il cucinino con quella puzza di lana in combustione mista a plastica.
Con annessa fumera bassa in stile nebbia tossica di Torino.
E così... si è sfatato un altro mito ossia che la lana non brucia...ma probabilmente non era totalmente lana ma dall'odore sembrava plasticosa.

E' SCOPPIATO UN CICCIOMERDA

Ci sono persone grasse,ci sono persone sovrappeso e ci sono persone troppo grasse ma tra tutta la popolazione mondiale uno solo si può definire cicciomerda perchè è quella che ha sparso in giro quando è esploso.
Si una vera esplosione con vero esplosivo,peccato che era un film ma è stata la prima volta che ho sentito parlare di "rispetto" per chi se la gioca come peso con una balena.
Tra di noi era abbastanza normale prendersi anche a male parole perchè c'era qualcuno un goccio sovrappeso. O meglio un tantinello non un goccio. Paf stesso era parecchio rotondetto ma in termini di muscolatura faceva la sua parte e con la bici non era da buttare.

Uno dei pomeriggi che ero a casa non avevo compiti,rarissimo,non avevo nulla da fare dal greco e allora mi sono concesso un pò di televisione. Anche perchè oltre ai canali di stato c'erano già le primi tv libere e lì vedevi film vari. Non belli ma li vedevi ed erano abbastanza piacevoli.

Zompettando da un canale all'altro avevo visto questa scena.
Non mi ricordo che film fosse ma la scena era molto esplicita ,film di guerra,in quattro o cinque di cui uno bello rotondo trovano una bomba,cercano di disinnescarla e bum con i pezzi sanguinolenti sparsi un pò ovunque.

E' una scena che mi ha fatto pensare. Si,....bum e non ci sei più. E sopratutto a cosa servono le guerre.
Facciamo le guerre per il petrolio? Bene sfasciamo tutte le macchine,si va a lavorare a piedi così si può lavorare in zona e si spende meno. E basta petrolio.

Si fa la guerra per i televisori? Via tutti i televisori e si ascolti solo la radio . Un altra guerra eliminata. Personalmente quando sento che i popoli meno evoluti del nostro vedono il livello di benessere attraverso la tv via satellite penso e credo che una buona dose di sobrietà non guasterebbe a nessun abitante dei paesi più sviluppati.

SPIEGO A MASSIMO CHI E' REGINA

O meglio che cosa  visto che è una locomotiva.

Ero appena andato via dal greco e stavo andando a casa. Passo vicino alla cabina del telefono e vedo Massimo delle case popolari che sta parlando e in maniera anche abbastanza concitata con qualcuno ....anzi qualcuna visto si rivolgeva al femminile.
Lo guardo,lui mi guarda  poi urla l'equivalente volgare di prostitura e mette giù il telefono tra l'altro in modo parecchio rumoroso.

Forse si aveva bisogno di sfogarsi,forse solo di parlare .
Mi fermo e cominciamo a parlare. Sebbene lui fosse un anno più giovane di me ne dimostrava ben di più.
Tra la sigaretta in bocca,la prima peluria in faccia e i sopracciglia quasi uniti  sebbene io fossi più grosso di lui sembravo quasi un bambinone e lui un uomo intero ma piccolo.

Difatti abbiamo inziato il discorso della più o meno necessità di avere una compagnia femminile e su come debba essere.
Lui all'inizio mi parla delle amiche "virtuali " ossia quelle che all'epoca vedevamo sulle riviste e in tv  .Poi arriviamo a quelle un pò più terra terra.

Insomma arriviamo a parlare della tipa con cui è ora e con cui non sta andando bene. La tipa che lo sta comprimendo assillandola con richieste di telefonate tutti i momenti e poi salta fuori dicendo che è gelosa in questo o quello..
Dalla madre che non vuole che uno che sta con sua figlia fumi.

Dalla scuola che lo considerava troppo bullo,i genitori che annoiavano e alla via così Poi se ne esce chiedendomi se io tenevo a una qualche tipa.
Io gli avevo risposto che per allora l'unica signora a cui tengo è di classe 1885 ed è una locomotiva a vapore quattro quattro zero.

Ci facciamo una risata insieme,ma poi alla fine è un riso amaro perchè è vero che le femmine lo stanno stanno stressando ma io per non farmi stressare mi sono affezionato solo a una regina si,ma del west me che tengo in scala 1/87 nel comodino e che probabilmente ho guidato in una vita precedente.

Si...venti tonnellate di ferraccio in giro per le praterie del west almeno 100 anni fa. Con Massimo parliamo un pò del vecchio west ,del bang bang galop galop e delle cose che si vedono nei film.

Poi ce ne andiamo a casa,io più leggero perchè ho condiviso il pensiero su regina e lui più allegro perchè magari pensandoci di sfuggita si farà due risate...pensando alla locomotiva! E a buttarci  sotto qualcuno che non digerisce.

E PUCCI NON TORNO' PIU'

Grazie nonna! Grazie razza di cretina schifosa che ogni qualvolta il gatto voleva uscire lei stupida lo faceva uscire col risultato che molto probabilmente un automobile me lo ha stirato o qualcuno lo ha accoppato e non è più tornato.
Lo abbiamo cercato per giorni e alla fine nulla. Sarebbe stata un occasione per cominciare a farmi valere con quella vecchiaccia ma anche qui non avevo ancora i giusti argomenti.
E ci ha rimesso Pucci. Il mio gatto,l'unico che mi difendeva in quella casa. Mi sono ripromesso di  averne altri ed effettivamente passeranno una ventina di anni prima di averne un altro. Adesso ne ho ovviamente più di uno.

IL MOZZO A DOPPIO PIGNONE E COMPLETO LA BMX

A volte ci va un pò una botta di fondoschiena a volte basta conoscere solo la gente giusta.
Della bmx di paesana tutto si sa tranne compreso il fatto che alla fine i mezzi erano due. La mia che avevo preso da anni e quella che mi stavo costruendo poco alla volta . Perchè i pezzi a parte le ruote c'erano tutti. E una volta avessi avuto anche le ruote avrei cominciato a montare quel gioiellino. Ma volevo metterci qualcosa di mio. La avrei voluta col cambio ma quel tempo con quegli avvoltoi di fornitori di componenti come gli attacchi da sci decenti che di fatto non si trovavano... il cambio nel mozzo sembrava fosse sconosciuto ai più.

Addirittura  a chiederlo a diversi meccanici di bicicletta quasi ti ridevano dietro o dicevamno la solita frase "non lo ho e non esiste".
E allora dopo aver sentito le pagliacciate dei meccanici avevo ragionato parecchio sul come fare. La risposta la avevo trovata con un pignone posteriore da bici da vecchio che era molto più grande di quello standard.
Allora da cosa nasce cosa ossia avere un mozzo posteriore con due pignoni da poter scegliere a mia voglia se avere il pignone standard o quello più grande.

Ho scartato l'idea del cambio con deragliatore solito perchè all'epoca non volevo nulla troppo in basso che toccasse tutti i momenti. Ogni cambio convenzionale si porta dietro una cinematica ingombrante di ruote e ruotine con peggioramento dell'affidabilità.
Inoltre la bmx esteticamente è senza cambio. Punto.

Mi venne in aiuto un amico di zio Mario ,lo stesso che mise a punto gli sci con gli attacchi marker,primi al mondo con skistopper e che mi costruì un mozzo dal pieno su cuscinetti e in ferro con le due filettature dei pignoni una da lato e una dall'altro in modo che a mio piacimento potevo scegliere se usare un pignone o l'altro e ho dovuto poi fare verifiche per sapere se e quanti denti mettere. Nelle prove simulate sul telaio con un pignone avevo la catena tutta tirata e al pelo all'inizio del tenditore. Con l'altro la avevo all'estremo opposto.
Il mozzo era ricavato da un cilindro pieno di ferro e non alluminio senza nessun alleggerimento e di fatto reggeva l'impossibile. Non c'era nulla di crimpato e instabile come nei mozzi da graziella da 4 soldi che molti spacciavano per mozzi da bmx.

Restava l'incognita seria del freno posteriore che essendo a pattini andava regolato nuovamente a ogni cambio di lato,ma non era una cosa da fare sempre. Del resto con il pignone grande ci giravo a Paesana dove c'erano salite e discese. Col pignone piccolo giravo a torino. Mi sarebbe piaciuto mettere un freno a tamburo ma con le due ruote libere non c'era lo spazio nel mozzo.
Oltretutto i freni a tamburo che normalmente venivano montati sulle atala hot e bici in genere molto pesanti non erano abbastanza precisi e tendevano a fare qualche bloccaggio di troppo. Forse era meglio avere meno frenata che trovarsi con la ruota inchiodata.
Finora comunque posso dire che MAI nelle bici ho trovato carente la frenata,anzi c'è sempre più spazio del previsto.
E ho avuto negli anni sia freni a pattini che a disco.

Il montaggio delle ruote lo avevo fatto fare da un ciclista vicino alla lancia,gli avevo portato i mozzi e i cerchi e lui mi aveva trovato i raggi giusti e aveva fatto le ruote. Ricordo anche che avevo montato dei copertoni da frestyle con disegno a lisca di pesce anche se era un cerchio da fuoristrada. La minore tenuta sul fuoristrada ,peraltro compensata dal mio tonnellaggio era poca cosa rispetto alla minore resistenza al rotolamento e sopratutto al fatto che i copertoni delle bmx da fuoristrada sono rumorosi e questa invece correva silenziosissima.

Il montaggio è durato due o tre fine settimana. Per fare credere ai miei la provenienza gli avevo detto che stavo montando pezzi avanzati da uno e dall'altro. E difatti avevo pure fatto una verniciatura molto approssimativa a pennello con vernice per cancelli.
Anche questa rossa come l'altra da me posseduta.

Del resto le bombolette costavano ,puzzavano e non rendevano. La loro vernice poi saltava via per sport e tutto il lavoro che avevi fatto andava a farsi friggere al primo urto. In qualche caso partiva anche da sola.
Ricordo delle bombolette grigie marchiate rituchin che puzzavano oltre ogni limite di decenza e la vernice poi veniva via appena la toccavi anche solo con un unghia.
Le vendeva ANCHE un autoricambi su via Rieti,al limite estremo della zona autorizzata dove si poteva andare. Erano care rispetto a quelle della ferramenta ma con una moltitudine di colori diversi con assortimento  venti volte maggiore alla ferramenta.
E c'erano colori e tipi di finitura sconosciute anche al bricocenter.

La bmx alla fine l'ho poi completata anche se il freno dietro era sempre molto approssimativo. Diventerà migliore con i consigli e un paio di boccole che mi diede poi Erik di Grugliasco. Allora poi tornava meglio e potevo usarlo in modo più feroce.

E così adesso avevo due bici,una a Paesana e una a Grugliasco,ogni tanto si invertivano ,specialmente quando dovevo fare qualche riparazione importante. Via le ruote e dentro nel bagagliaio e su nel fine settimana,poi si scendeva con l'altra sempre smontata nel bagagliaio.
Talvolta dietro ai sedili se la macchina era piena.
Qualche commento odioso la nonna lo ha sempre fatto ma che ci puoi fare?

Gli avevo chiesto qualcosa per la costruzione della seconda bici? No e allora stesse zitta e non rompesse i maroni perchè aveva davvero stufato oltre ogni limite di decenza.
Tuttavia non dovevo neanche  fare vedere troppo o alzare troppo la voce perchè comunque si girava intorno alle 200 mila lire tra un pezzo e l'altro minimo e quindi si sarebbe insospettita perchè dal greco pensava prendessi solo pochi spicci.
 
CON ANDREA A PIAN DEI LUPI

Il mio odio per i cambi automatici ha radici antiche.
Sebbene il pulman che mi portava a scuola,poco importa se navetta 64 o 36 era mosso da un cambio automatico.

Zio Mario diceva che il cambio automatico era da "andicampati" Io pur non essendo così drastico sostengo che sia quanto minimo da pelandroni che non hanno voglia di impegnarsi a guidare.

Non so se sia per il cambio automatico o per quale altro orpello malfunzionante che un mio amico di Paesana ,Andrea ,possessore di un califfone 2 marce automatiche alla fine in una rabbiosa salita per andare a pian dei lupi ha dovuto posteggiarlo e salire dietro di me sulla moto da trial che invece saliva senza rogne.
Il suo mezzo invece non ce la faceva assolutamente. Quasi come se il motore salisse di giri ma non innestasse ,come se qualcosa mangiasse la poca potenza disponibile.

E allora abbiamo lasciato il motorino nella boscaglia e siamo saliti in due con il 50 da trial che non ha fatto una piega a salire. La cosa che mi ha dato da pensare è stato che mentre io ero abbigliato con un gilet di jeans e una maglia invero bruttina,Andrea era a torso nudo e sudava da paura. Anche perchè aveva dovuto spingere quel carciofo di califfone che non ce la faceva a salire.
Quando era appoggiato alla mia schiena ho sentito un goccio della sua energia. Ne aveva probabilmente parecchia ma non ci siamo mai messi a parlarne.

Quanto vorrei aver ascoltato di più le cose di Giuliana sull'energia universale e magari saperla leggere. O usare per vivere meglio. O chi lo sa magari per friggere chi non la pensava come me.

Alcuni anni più avanti un altro mio amico che chiamavo il topo aveva un motorino con la stessa meccanica,l'atala master e invece saliva benissimo in montagna. Non si sa se era più ben messo o lui tanto più leggero.

In ogni caso la strada che porta fino a Crissolo e Pian del re/regina mette a dura prova tutti i motori. La morte più assurda anche se ben meritata la fanno i ciclomotori Piaggio perchè in alcune versioni autodistruggono le povere frizioni automatiche.
Si sono visti più di una volta arrancare in salita con il miagolio della cinghia e il fumo dalla frizione dalla scocca laterale. Quelli che muoiono sono solitamente i monomarcia perchè quelli col variatore non si cuociono.

E un brutto puzzo di bruciato marcio che arriva dal motore quando si è costretti a fermarsi a causa della salita. Solo allora ci si rende conto di aver fatto la frittata. Perchè normalmente ti sembra solo che stia faticando a salire e vada piano ma in realtà sta cuocendo tutto. Essendo però dietro al tuo naso non senti l'odore di bruciato.
Talvolta cuoce anche la plastica della scocca che copre la trasmissione. Ovviamente  quegli intelligentoni della piaggio non gli hanno fatto manco una piccola presa d'aria.

Una volta mi capitava ogni tanto di andare in moto con il mio 50 cc a San Chiaffredo che è un posto subito dopo Crissolo,una sorta di santuario dove ci sono appesi tanti quadretti con gli incidenti vari dove la gente è stata miracolata. E già le prime 2 o tre curve sono la morte dei monomarcia piaggio. Anche se spesso muoiono prima,quando dopo il bivio di ostana la salita diventa un goccio più seria e allora vedi la gente spedalare nel tentativo di prendere velocità.

C'era un ragazzo di Sanfront che aveva tagliato via il pezzo della scocca e faceva girare all'aperto il pezzo della frizione automatica. Forse era uno dei pochi che si era più volte salvato dalla cottura. Anche perchè se era lanciato piuttosto sorpassava le auto di slancio anche se non poteva piuttosto di accodarsi e rischiare la fusione.
Ovviamente bestemmiando a quei personaggi che alla prima salita in montagna si mettono ad andare a una velocità ridicolmente bassa e si fermano del tutto alla prima curva perchè se la sono fatta sotto.

Io con il mio 50cc da trial invece pur andando su molto lentamente perchè altrimenti consumava l'impossibile non avevo alcun problema a salire su qualunque pendenza.

C'era sempre una marcia "più corta" da innestare per salire su qualunque pendenza. Un primino terrificante che trainava anche un carretto se lo avessi avuto. E' una delle cose che rimpiango maggiormente di quella moto oltre al fatto che mi ricorda i miei anni migliori.

LA VITA E L'ADDIO A ROBY

A grugliasco ogni tanto vedevo un mio amico,che negli anni pur condividendo la mia passione per la meccanica e l'elettronica aveva preso una brutta strada.
Che si drogasse era facile da capire.
Da accanito fumatore era passato poco per volta a tossicumi più pesanti ma sempre e comunque senza fare pesare la sua tossicodipendenza e sopratutto sempre senza cercare di tirare nella sua popò altre persone.
Aveva lavorato sia dal greco che da un altro riparatore. Poi era passato in una officina meccanica. E sempre senza parlare nè male nè bene del lavoro.

Che Roby si drogasse era risaputo un pò da tutti in zona e fuori. Mi era capitato di andare in macchina con lui diverse volte.
Aveva un centododici color crema. Una piccola e scomoda auto fiat marchiata autobianchi.
La solita auto a 3 porte ma di fatto sui sedili dietro non c'era quasi mai nessuno. C'erano invece spesso e volentieri ruote di scorta,autoradio e altri componenti automobilistici spesso "presi al volo" .
Oltre a ogni porcheria trovata a fianco o dentro ai bidoni.
Ma diciamolo pure che un terzo di quelli che conoscevamo di legale al 100% non avevano nulla. Lui stesso mi aveva fatto guidare più volte perchè era strafatto e manco si teneva in piedi.
Si può dire che le prime guide col foglio rosa le abbia fatte in zona e poco più con lui che però non sorvegliava più di tanto la mia guida.E anche qualcuna quando il foglio rosa non lo avevo ancora...

Roby era totalmente l'esempio di quello che io NON dovevo diventare,ed è stato anche esempio per altri oltre a me. Non tutti però in senso positivo.

Di lui ricordo diverse gire in macchina,sempre con la benzina al minimo sindacale (ma mai la spia accesa) e sempre a bassa velocità quasi si andasse a passeggio.

Una sera quando andavamo dove lui aveva un garage che usava come deposito per tutte le vaccate che raccoglieva in giro o si appropriava ...a spese degli altri abbiamo incontrato un nebbione senza senso che di fatto azzerava la visibilità.
Oltre che a un macello di roba che trovava nei cassonetti o a fianco a essi.
Quella stradina sterrata che passava vicino al casello ferroviario abbandonato e bene o male si vedeva qualcosa,arrivammo sotto al cavalcavia della tangenziale e di fatto fuori da noi il nebbione era totale e non si vedeva più nulla.

Roby si ferma e vedo che scende. Scendo anche io e Roby mi dice di ascoltare.
Ascoltare cosa gli chiedo?
E lui mi risponde "il nulla Non si vede nulla e siamo in mezzo al nulla."

In effetti a parte un ronzio in sottofondo che arrivava da lontano e il rumore della centododici che si raffreddava non c'era proprio nulla.
"pensa che bello" mi dice lui "se la città fosse così silenziosa e non si sentisse nulla".

Immediatamente mi sono venuti in mente i giorni a Paesana nella vecchia casa quando spento il televisore la notte era accompagnata solo dai peraltro pochi rumori esterni.
Poi di improvviso sopra al cavalcavia si sente arrivare un auto veloce poi uno scivolio ma non era uno stridere di ruote era più simile al soffiare di un gatto.
Poi uno schianto,forte ,un badabam che finisce col nulla.

A Roby scappa una bestemmia e poi aggiunge "gente che ha la fretta fino dentro al buco del [SI QUELLO] rovinano pure il silenzio della notte".
Non finisce manco la frase e un altro botto,poi un altro.

Si vedevano i fari di un auto puntare di lato.
E la reazione di Roby è stata stranissima ad ogni colpo che si sentiva sul cavalcavia lui faceva il tifo come allo stadio con frasi del tipo "avete la fretta in cu[ESATTO PROPRIO LI']" "schiantatevi bastardi" "morite" " più forte" . Poi di nuovo il silenzio e il lampeggiare arancio di qualcuno che si era riuscito a fermare in tempo.
Nel frattempo si cominciavano a sentire le sirene in lontananza e allora si doveva ripartire io mi sono messo a vedetta dal finestrino del passeggero,Roby guidava pianissimo in prima lamentandosi del fatto che non si erano viste le fiamme e non c'era stata nessuna esplosione.

Io guardavo il bordo strada e gli dicevo un pò più in là e un pò più in qua.
Siamo arrivati alla fine dello sterrato,la nebbia era un pò meno spessa e allora via verso il garage di via Alpignano dove teneva tutto il "materiale trovato" e poi via verso casa.
Roby si era messo a cantare la canzone dei CCCP produci consuma crepa e diceva che la dedicava con tutto il cuore a quelli che bocciavano sul ponte.

E mentre il motore cantava la sua monotona sinfonia Roby cantava "produci consuma crepa produci consuma crepa" e io gli imitavo i rumori delle auto che bocciavano. E lo facevo con tanta contentezza perchè lui ricambiava facendo gesti di approvazione con la mano che non teneva il volante.

Il discorso sulla gente che muore di fretta mi aveva colpito.
Lui era e poi lo sono diventato pure io per l'abolizione di tutte le autostrade e tangenziali. Personalmente ancora oggi quando vedo qualche imbecille a 200 e pussa all'ora che magari mi lampeggia vorrei un muro di cemento armato spesso almeno un metro che venga su dall'asfalto e dopo il botto un tizio col folletto a toglierne i cocci che restano.

Sapevo perchè me lo aveva detto lui e la avevo vista che teneva una seconda chiave appesa al supporto del radiatore vicino a uno delle staffe che tenevano il ventolone.Seconda chiave che lo aveva salvato già un paio di volte quando a causa del disordine in casa sua "non trovava mai niente" e doveva per forza usare la macchina.

Ed è stata la seconda chiave che mi ha permesso di salvargli la macchina dalla depositeria comunale quando ci aveva lasciato la pelle in overdose negli squallidi sotteranei di porta nuova.
Era venuto  a prenderci alla stazione,forse anche per trovare "qualcuno" o vendere "qualcosa" e poi quando siamo arrivati col treno c'era il sotterraneo che brulicava di pula,probabilmente stava per arrivare il carro funebre.

E lui era lì mezzo coperto da una coperta corta. Troppo corta per non che si vedesse un piede con le sue scarpe caratteristiche con la stella. Troppo corta per non fare vedere a terra il borsello col disegno della mini rossa.
Guardando bene si vedeva anche un pezzo di braccio ed una mano con il suo braccialetto colorato. E di fianco al corpo la siringa incriminata.

E lì che fare? Usciamo dalla stazione. Diamo un occhiata in giro se vediamo il 112,si è parcheggiato (male) insieme alle altre auto . E allora infilo un braccio sotto alla mascherina tocco,caldo,motore,tubo radiatore lo seguo e TROVATO la chiave,la sgancio e via tutti in macchina.

Entriamo in auto,infilo la chiave,accendo con un colpo sul pedale come sono abituato a fare,il motore si accende. E allora via dico agli altri di guardare in giro,ci infiliamo nel corso e poi via per corso Vittorio.
All'arrivo a corso Francia rallento prudenzialmente e mi faccio sorpassare,poi via nel corso centrale. Ricordo che avevo solo la patente della moto al tempo e pochissima esperienza di guida.
Ho pensato "piccola auto ti porto a casa tua,non meriti di finire così". Poi mi viene un altra idea ossia di lasciarla giusto un isolato dopo.
Arriviamo fino a piazza massaua senza rogne poi si accende la spia della benzina ma dà solo un colpetto.
Ancora più avanti,freccia destra ci infiliamo nel controviale e la posteggio proprio sotto il palazzo di quel personaggio odioso da cui lui si "riforniva" . A trecento metri da casa.

Pulisco con un tovagliolino che avevo in tasca la corona del volante e il pommello del cambio per togliere le impronte ,non tralasciando il freno a mano e la maniglia. L'ho visto fare sia nei telefilm del tenente colombo che in kojack.

Dico agli altri che non hanno fiatato per tutto il viaggio di non lasciare zaini e vaccate varie dentro allontanarsi appena scesi verso rivoli e via.
Tutti fuori ,io mi infilo di nuovo sotto ad appendere la chiave alla staffa del radiatore.

E mentre ci allontaniamo riprendo gli altri due perchè non hanno cominciato ad allontanarsi subito appena scesi. Invece di stare a tongolare vicino a un auto del quale nessuno di noi avrebbe avuto diritto di uso. Via via.

Forse il mio gesto ha salvato il 112 dalla depositeria comunale perchè ho poi saputo che suo padre lo ha recuperato,forse è stato pure deleterio a quel pezzente di pusher che riforniva di droga i tossici perchè le divise magari hanno fatto 2 + 2 e magari avranno avuto un motivo in più per metterlo ai ferri. O per fare capire a suo padre certe cose. Perchè una volta su 3 i genitori o non vedono o fanno finta di non vedere.
Anche se io il pusher lo avrei legato sui binari.

Sopratutto perchè quello spacciava ai bambini senza nessuna remora. Aveva provato anche a portare Erik sulla brutta strada ma lui no,lui aveva il suo mondo a due ruote e già non aveva cominciato nemmeno a fumare per quello. Per la BMX serve fiato e ne serve tanto. Già le puzze del lavoro in officina il fiato glielo portavano via.

Di quel Roby resta tutto sommato un bel ricordo perchè è brutto dirlo ma le "prime guide" con la macchina le ho fatte con lui ancora prima che prendessi il foglio rosa della macchina. Inoltre benche qualcuno di noi tanto più giovani gli chiedesse qualcosa sulle sensazioni della droga lui diceva che prima dovevano crescere un pò così avremmo evitato di caderci.

Roby ci ha lasciato a 23 anni, era si più grande di me ,era più grande di tutti come età e forse si era reso conto che non riusciva più  essere un buon maestro. Forse non ha avuto buoni maestri per lui.O forse non è stato un buon studente..
Ma ricordo che la sua lezione era servita a molti. Per non caderci come PERE,si guarda caso proprio pere ...cotte a puntino.

Non sono manco potuto andare al suo funerale perchè mia nonna sosteneva che non ero abbastanza imparentato e sopratutto c'erano da guardare i voti,i voti,i voti e ancora i voti.

Forse ha ragione quella stupida di nonna dicendo che se sono più grandi di te sono dei drogati. Mah...a lei non andava mai niente. Diceva che Petrucci era "femminato" ,si lamentava della puzza di Erik o dei capelli di Paf che sembravano la canapa che si metteva sui rubinetti e della sua pelle grassa.
Manco Uciuta gli andava bene perchè aveva i capelli "sugli occhi" come i cani da pastore.

ZIO MARIO NE DICE 4 A NONNA

Vi ricordate il monopolio delle chiavi? Quel modo odioso di nonna di sequestrare tutti i mazzi di chiavi e poi una volta in arrivo darci quelle della seconda casa. All'inizio due mazzi e poi in seguito tre mazzi.
Il mio quello della mamma e il suo.
E poi prima di arrivare su alla seconda casa ci doveva dare i mazzi di chiavi della seconda casa.
Ma ci fosse una volta una che la nonna si dia una mossa già in macchina e non faccia aspettare per avere questi mazzi di chiavi. Si arrivava alla seconda casa e si doveva aspettare i suoi porci comodi.
La goccia ha fatto traboccare il vaso quando sotto una pioggia torrenziale la nonna ha cominciato a fare perdere tempo per cercare le chiavi.
E sotto alla pioggia c'era lei,c'era zio Mario col maggiolino,c'era la mamma con la macchina bella sporgente verso la strada principale.
E chi passava suonava.
Nonna sembrava lo facesse apposta,tirava fuori un mazzo,no non era quello,ne tirava fuori un altro no era di nuovo sbagliato.
No a quel punto al terzo o quarto tentativo zio Mario si altera e comincia a prendergli i mazzi dalle mani e appoggiarli sul cofano della macchina.
Nonna va per riprenderle e lo zio  gli tira una sberla sulle mani. E con fare provocatorio continua  a dire "e tira fuori" una volta,due tre e alla fine saltano fuori PER ULTIME le tre chiavi della seconda casa. Manco lo facesse apposta.
Me le afferro al volo e mi dirigo al cancello.
E mentre io apro il cancello sotto alla pioggia la nonna che continua a tongolare senza motivo con zio Mario che ci fa spirito sopra...

Forse è stato uno dei primi inizi di demenza senile sebbene non avesse ancora 60 anni. O forse la nonna sottoposta a un minimo di tensione nervosa dava forfait perchè non era capace a fare delle cose logiche e ben fatte. In compenso era bravissima a mettere fretta e stupidire gli altri inducendoli in errore. Con me lo ha fatto tante volte.

Si divertiva a mettermi in bocca parole non mie e poi in qualche caso estremo quasi a colpirmi. Ricordo una volta che a tavola voleva tirarmi uno scappellotto perchè non mangiavo il pane e io mi sono girato,ho messo la forchetta per dritta e lei si è forata la mano.

INCENDIO A LONDRA NELLA METROPOLITANA novembre

Si dice che piove sul bagnato o che il tutto va sempre contro a chi non può. Tuttavia al tiggì sono stati chiarissimi: E' successo a Londra non a Caluso o a Gambasca.
E'scoppiato un furioso incendio e ha ucciso tra fumo e fiamme una trentina di persone.In una città grossa 5/10 volte Torino e densamente popolata ,dentro alla metropolitana come le formiche la gente che si accalca per andare e tornare dal lavoro o andare a fare qualche commissione.

E che sembra che chiudano anche gli ingressi quando c'è troppa gente...insomma comportamento a livello della navetta 64 che prendevo per andare all'itison nel 1985!

Una scala mobile decide di incendiarsi così per grazia ricevuta e si comporta da angelo sterminatore ....domanda....era necessario fare una città così grande? Era necessario un formicaio così indegno?

Quando sento di questi eventi tragici davvero a volte penso, maligno. Penso alla mia vecchia seconda casa in campagna dalle quale mia nonna mi ha obbligato ad andare via. Alle serate d'inverno quando mi veniva a trovare qualche amico o io andavo a trovare qualcuno. Ci fermavamo mentre ci spostavamo,ovviamente a piedi e poi magari ci fermavamo e sentivamo.
Il nulla il silenzio della vallata e il rumore di qualche animale selvatico.

Nel silenzio eravamo in un mondo di energia,tanto caro a Giuliana. Sentivi quasi perfettamente le anime degli animali del bosco che ti stavano intorno.

E ora penso...Londra ma che ci si vive a fare in un formicaio simile. A me parte l'odio solo a pensarci. Penso cattivamente allo zio Adolfo che ha provato a spianarla e al fatto di Churchill che ci odiava.

E mi parte l'odio:Per Londra,per lo zio Adolfo,per quel diversamente magro di Churchill e per tutti i londinesi che non hanno avuto ancora il coraggio di lasciare quel formicaio...siete bruciati nella metropolitana...io vivo lo stesso,non vado nella metropolitana e conto di non bruciarci dentro.

Se elimini le città non hai bisogno della metropolitana.
Pensare a un sogno,andare al lavoro in bici o a piedi. Vicino e avere tutto comodo. Basta macchine in mezzo ai balls.

VACANZE DI NATALE A PAESANA e sci ai piedi anche se una volta sola.

E' tipico della pianura padana fare si che la neve venga sempre dopo che le vacanze invernali sono finite. Visto che mi stavo appassionando allo sci ,anche se all'inizio non me ne fregava nulla . Anche se non in modo morboso avevo comunque trovato la cosa abbastanza stressante.
Non avendo iniziato da piccolo non ho potuto imparare tutte quelle malizie che fanno la differenza tra un esperto e uno che più o meno sa andare.
Riuscivo a fare le stesse cose che facevano gli altri ...cose che tutto sommato non erano manco poi così difficili.
Una cosa che non mi è mai piaciuta dello sci è il giorno dopo quando le gambe sono stressate oltre ogni limite di decenza .Anche e sopratutto per la posizione di emme che obbligano a tenere gli scarponi . I polpacci cominciano a fare male già a metà giornata.

Avevo visto qualche vantaggio con gli scarponi a entrata posteriore perchè erano meno costrittivi e soprattutto chiudevano molto meno in alto. Comprati ovviamente di nascosto dello stesso colore e sostituiti.

CAPODANNO A CASA DI SANDRO

Penso che fintanto che a casa ci fossero mia madre e mia nonna di capodanni da devasto non ne ho mai sentito la necessità. E poi mai più di tanto. Anche perchè spesso i capodanni li passavo ai piatti e al mixer. Ma questa è un altra storia. Dopo una certa ora erano tutti così ubriachi ed altro che a me piaceva mettere musica.

A casa di Sandro abbiamo fatto un capodanno tranquillissimo ascoltando la radio portatile che mi ero portato da casa e parlando del più o del meno.
Alla mezzanotte eravamo in giro per paesana e con la radio e ascoltavamo la cronaca di chi festeggiava nel mondo.  Abbiamo visto scoppiare i petardi da altri e fare un goccio di festa in piazza ma quella sera qualcosa non rendeva. Forse l'aria fredda troppo fredda o forse qualche cosa di cui abbiamo parlato.
Mancava Marco ma non si sarebbe divertito più di tanto manco lui. Si ci siamo conosciuti meglio raccontandoci vicende di vita vissuta ma oltre quello nulla più.

Mamma e nonna sapevano che ero a meno di un km e poi a mezzanotte e mezza ce ne siamo andati a dormire. Forse già entrambi capivamo che l'uomo non è un animale notturno.

Sono tornato a casa e c'era ancora la luce accesa in camera da letto che si è spenta appena sono entrato con le chiavi.
Ho visto chiaramente la luce che filtrava in corridoio. Ho appoggiato la radio sul tavolo e buona notte.

E scommetto che era mia madre a tenerla accesa ed essere sveglia e non mia nonna.
Lei quasi manco mi avrebba fatto uscire per i suoi odiosi giochi di carte o a solita tombola che quasi ci si ricorda dove erano tutti i numeri delle caselle.

IL NUOVO  BARBIERE A PAESANA

Ho sempre creduto che tagliarsi i capelli sia una sorta di sottomissione a qualcosa . Ho sempre sognato  desiderato chiome da rockstar...Credo e penso che quasi mia nonna godesse quando arrivavano a una buona lunghezza a farli sempre tagliare ma per fortuna/sfortuna  il barbiere di grugliasco sapeva che volevo un taglio lungo e così faceva.

Tuttavia una sera io e mia madre eravamo andati con la macchina e abbiamo avuto la sorpresa di trovarci il negozio del barbiere chiuso.

Purtroppo non dipendeva da lui,abbiamo poi scoperto che era stato messo in galera per sfruttamento della prostituzione e allora per un pò non ho avuto obblighi e come lunghezza erano arrivati e bene lunghi. E mi piacevano oooo se mi piacevano. Lunghi e lisci come quelli di un cantante/musicista rock.
Ma a qualcuno evidentemente la cosa non andava...Mia nonna ovviamente!. Era sempre lì che sgallinava. Co cooo co coooo co co co. Corocò corocò corocò.

A Paesana c'era un nuovo barbiere nel condominio di fronte al bar sport. Mia madre da un lato mi ci ha mandato di forza ma dall'altro si è beccata le critiche da mia nonna perchè dal barbiere secondo lei si doveva andare per forza in città.

Da un lato aveva ragione perchè non conoscendomi aveva fatto un taglio che non mi stava poi così bene addosso e sopratutto troppo corto. Alti in centro e corti ai lati proprio il contrario di come li volevo. O almeno tutti uguali.
Sembrava lo avesse fatto apposta. Magari quella odiosa di nonna gli aveva parlato prima?

Dall'altro era convinta che solo in città c'erano i barbieri che erano maestri di taglio e avevano chissà che caratteristiche.

Dal barbiere normalmente si parla,specialmente i ragazzi all'epoca parlavano dei loro motorini,delle elaborazioni dei carburatori,marmitte e quant'altro.

Io non ho mai espresso nessun argomento perchè non avendo modifiche sostanziali sul mio cinquantino non mi fregava nulla di cosa si poteva fare maggiorando il carburatore o modificando la marmitta.

Tuttavia avevo notato che molti ragazzi che parlavano delle loro elaborazioni a quel barbiere prima o poi venivano controllati dai locali carabinieri e sopratutto un certo maresciallo sapeva di ogni mezzo esattamente cosa c'era di a posto e cosa c'era di elaborato.

E tanti mezzi venivano rimandati dal locale meccanico per farli rimettere in condizioni di legalità. Con annesso sperpero di denaro. Doppio se si pensa al costo dell'elaborazione e al costo del ripristino.

Tante troppe illazioni e sospetti per sapere chi poteva essere a inquinare i discorsi andando a spifferare tutto cosa c'era di fuorilegge sui mezzi. Allora visto che era un rischio ponderato avevo lanciato nei discorsi il fatto che sulla mia motoretta c'erano quelle due lampadinette azzurre dell'albero di natale aggiunte. Cosa sicuramente meno illegale di raddoppiare la cilindrata e i cavalli.

Ogni tanto mi avevano fermato e a parte un pò di manfrina per il maggiore rumore di un mezzo usurato se sfruttato oltre ogni decenza non avevano detto grandi cose.
Stranamente una settimana esatta dopo mi ri fermano e... casualmente mi fanno una battutina su quelle due lampadine che non si accendono sui lati del parafango.

Non si accendono perchè erano bruciate e avevo quasi già finito i ricambi,le avrei messe poi nuove se ne avessi avuto altre. Ma oramai erano bruciate e capitava dannatamente spesso.

Ma era il fatto che ne avevo parlato proprio dal barbiere. Che dire? Ogni qualvolta si lanciava l'argomento modifiche lui diceva che i soldi si dovevano spendere in benzina per andare in giro e non in elaborazioni . Ma più che quello non ha mai detto .

Fosse stata lui la talpa? Mah non lo sapremo mai e tutto sarà consegnato all'oblio dal tempo. In ogni caso io non ho più parlato di modifiche ed elaborazioni.
Perchè a me non interessava affatto. Io elaboravo "gli stereo" e non i motori. E non c'è nessuna legge che vieta di elaborare uno stereo.

In realtà il mio 50 cc era "liberato" dalle strozzature ma essendo un 50 da trial le marce ultra corte gli impedivano di sviluppare velocità troppo pericolose. Allungando le marce avrebbe potuto raggiungere o superare i 100 kmh perchè sfiorava i 5 CV.
Quasi più di uno scuter moderno e senza la complicanza del cambio automatico e la perdita di rendimento della cinghia da lavatrice.

Il dubbio che possa essere stato il barbiere a spifferare al maresciallo o chi per lui le modifiche che avevano moto e motorini della zona mi è rimasto per un annetto circa,poi con calma si è dissolto anche perchè il mio 50 non ha mai avuto elaborazioni.

Dubbio che avevo detto a diversi ragazzi con i mezzi molto pompati ,ma vuoi per un motivo vuoi per un altro non sono mai stato totalmente creduto.
So di ragazzi che hanno buttato un sacco di soldi in multe e cartaccia infame varia. Ma alcuni se le andavano proprio a cercare perchè avevano mezzi di una rumorosità eccessiva e poi alla prima occasione ,fosse anche la festa patronale andavano stupidamente avanti e indietro col motore spetazzante,a volte sgasando e magari le luci bruciate.

Perchè si spendevano si 300 o 400 mila lire per un cilindro ma le 2 mila lire per una lampadina non si trovavano. Del resto si erano spese per il pacchetto di marlboro belle cancerose che facevano bella mostra di se in tasca.

Io li vedevo in molte feste di paese. Io una volta arrivavo,posteggiavo mettevo la catena a moto e casco e poi andavo a godermi la festa.
Loro invece giravano,giravano,giravano e complice il puzzo della miscela e il rumore continuo a volte le divise si attrezzavano e facevano un posto di blocco oppure li beccavano in diretta fermandoli con la paletta.

Resta sempre da capire il perchè dell'avversione alle moto del maresciallo di Paesana,che pure era motociclista anche lui ed aveva una bicilindrica boxer.
Forse l'idea tipicamente bummarola fumarola e cottimista che le motorette fossero o attirassero delinquenza.

Peccato che la vera delinquenza è solitamente automunita.
Tra le luci ed ombre del suo operato c'e stato sicuramente un contrasto al tossicume che all'epoca imperversava in ogni dove ma anche qui bisogna stabilire cosa c'è di pro e contro su ogni singola azione.

E devo dire che nonostante tutto il suo operato è stato decisamente positivo per contrastare la tossicodipendenza dei giovani. E obbiettivamente ci sono più cose positive e il razzismo nei confronti delle moto (specialmente quelle piccole ) pur non facendogli onore si potrebbe anche perdonare perchè con un minimo di accortezze vivevi tranquillo.

Accortezze a muoversi a non sfattonare in giro e se dovevi sfattonare farlo in modo discreto. Insomma una dose di umiltà che oggi non farebbe schifo.
 
UNA BELLA NEVICATA

Pur non essendo ancora morbosamente attratto dalla neve in quanto non ancora dedito allo snowboard il sopraggiungere di una bella nevicata fa sempre piacere. La neve sembra addormentare il mondo che ci sta intorno.
Le auto vanno più piano e si vede poca gente in giro. L'aria diventa più pulita e quella luminosità rosata quasi riempie il cure di gioia.
I pochi che li hanno a portata di mano usano stivaloni alti o scarponi da montagna ed è una buona occasione per tirarli fuori. Io gli stivali alti li usavo normalmente al covo di erik,ma a casa averne a un paio sembrava quasi proibito. Nonna me ne aveva preso un paio basso di quelli verdi che sapevano di economico da lontano.
Ma non si sono mai rotti anche se come tenuta erano orridi perchè pur non entrando acqua fino a una ventina di centimetri scarsi che erano lunghi ,essendo piuttosto larghini facevano bagnare i pantaloni e poi l'acqua arrivava ovunque.

E oltre a stare con i piedi bagnati erano pure freddi. Una volta in un negozio di scarpe avevo chiesto a mia nonna se era il caso di comprarne un paio alto e mi aveva trattato come un imbecille davanti a tutti perchè a tirato fuori delle frasi come non si deve andare in una palude,a guardare le vacche o altre vaccate....vabbè risparmiati le stupidate nonna che se no si vede che hai il cervello di un dinosauro che era grosso come una noce.

Al mattino quando si deve andare al lavoro la salita del cortile diventa una sorta di cimento invernale con la macchina. Si sente prima il motore sgasare poi le gomme che miagolano poi se va bene sale e se va male torna indietro.

Qualche volta si deve retrocedere perchè essendo una via a passaggio pubblico qualcuno da imbecille si affaccia a vedere cosa succede sulla salita e allora se non molli lo stramazzi sotto.

Una volta era successo che una persona non ricordo più è arrivata a metà della salita poi gasa che dai gas la macchina aveva cominciato a sbandare in qua e in là sbattendo. Mi sembra che era uno dei vecchi odiosi della scala veneta.  

LA PARENTESI DI SANREMO

Che sanremo non fosse il massimo dei miei gusti musicali è risaputo. Che molte persone anche nello stesso condominio miei coetanei o giù di lì avessero gusti diversissimi è palese.
Quest'anno avendo uno stereo migliore le canzoni le sentivi apprezzando ogni minimo particolare. Senza neanche alzare troppo il volume visto che c'era quel magico tastino di nome loudness che aumenta i bassi e gli acuti che poi sono le frequenze che piacciono. E se non bastano i comandi manuali dei toni alti e toni bassi sono lì per quello. A parte le cose costruite da me è solo da adesso che ho a disposizione i comandi separati per alti e bassi

Solitamente l'audio della tv raiuno si riceve sull'inizio delle FM a sinistra degli 88. E difatti lì si riceveva ma non si accendeva la magica lucina verde con la scritta stereo sopra.
Sapevo che normalmente una delle radio rai faceva la diretta da Sanremo in stereofonia,lo pompavano oltre ogni limite nella pubblicità. E allora giù a girare la manopola per cercare la radio rai.

All'inizio sentivo la migliore qualità audio ma dopo la prima canzone che delusione.
I conduttori che dovrebbero stare zitti e muti visto che  una diretta ci parlano sopra e sgallinano a tutto andare impedendo di registrare alcunchè perchè all'inizio e alla fine della canzone è tutto uno sgallinare come le comare al mercato.
Lo fanno apposta sono a mio avviso delle carogne fatte e finite vendute ai discografici.

Alla terza canzone che hanno rovinato parlandoci sopra oltre ad augurargli  la più violenta delle morti (dilaniati dal cacciabuoi di Regina in arrivo a piena velocità sul binario giusto) gli ho detto carogne ad alta voce e via su un altra frequenza.

Ci sarò stato una mezz'oretta a sentire quello sgallinamento da comare inutili e poi soi ritornato sugli 88 all'inzio dove sentivi in monofonia ma senza commenti cretini e riuscivi a registrare qualcosa visto che le registrazioni ufficiali costavano un botto e poi su trenta canzoni avevi due o tre canzoni belle.
Il resto robbaccia sdolcinata con cui rischiare di tagliarsi le vene. Oppure roba brutta e basta.

Ascolta qui ,ascolta là cominciamo dai denovo,a me personalmente non sono piaciuti manco un pò . Mi sono sembrati così deludenti,cosa che è stata poi ampliamente confermata da Stefano del palazzo.

A lui piacevano....ergo è normale che a me facessero schifo.
In 25 anni che lo conosco e ci parlo  insieme non c'è stata una sola volta che abbiamo avuto gli stessi gusti.

Anche nel cibo è così ovviamente.Alcuni gusti di gelato come fragola e limone a me hanno sempre fatto schifo e lui ci impazziva dietro.E udite udite sembra gli piacessero certe orribilate come il melone e l'anguria.

Altro gruppo da ricordare,i new trolls,con il loro inno al volo. Cielo chiaro. Di per se a me gli aerei non piaciono anche perchè inquinano e sono "da ricchi".
Ma lì era diverso in quella canzone non c'erano riferimenti al solito faccendiere del razzo che vola da un continente all'altro per trulpinare il prossimo
Ma solo nel volo fine a se stesso per apprezzare le cose dall'alto. E si che parla di un B36 un grosso bombardiere,non di sicuro un executive da ricchi .

I new trolls hanno sempre fatto roba che a me è piaciuta ma in cielo chiaro pur nascosta c'è la libertà con frasi e mezzi significati in ogni strofa.
Il volo ha sempre stimolato l'essere umano a fare ricerche e esperimenti di vario tipo. Il buonanima petrucci aveva tirato fuori la frase mitica "dammi due ali e volero via" perchè come icaro voleva fuggire dal labirinto lui avrebbe voluto volare lontano pur non avendo ancora deciso dove.
La stessa domanda ossia "se ti spuntassero le ali dove voleresti ?" la avevamo fatta a tanti a quel tempo alle medie ,bè nessuno a parte i rintronati e incancreniti di città avrebbero detto che sarebbero volati "in citta" ma quasi tutti avrebbero scelto destinazioni di comodo ma sempre in periferia,in montagna o al mare

Molto coraggiosi comunque i new trolls a portarla a sanremo dove si deve solo parlare di canzoni sdolcinate da coma diabetrico e rime cuore amore.
Non avranno la grinta della schola cantorum ma sanno farsi apprezzare.

I Future,con canta con noi mi hanno dato idea di cercarli perchè anche loro avrebbero fatto qualche cosa di bello e così era stato.
Avevo trovato l'lp intero dove era contenuta la canzone di sanremo e guarda guarda c'era una canzone bellissima che si chiamava gli alisei.

Una canzone che generava un energia sconfinata e moltissimo mi ha aiutato in uno dei cambi di lavoro quando ero finito a scegliere un pessimo lavoro pur di ritornare a vivere a Paesana e in provincia perchè come ora quai lo dico,la vita di città la odio e non voglio valutare quanto è bella una città ma solo di quanto tritolo serve per raderla al suolo.

Anzi ci vadano i new trolls con il b36 e giù tritolo così imparano a fare traffico,smog e delinquenza.

Su Sanremo ci sarebbe da dire che a me personalmente non piace. Pensare a un teatro pieno di danarosi fa venire voglia di teratoni ma del resto  fa parte dell'italietta bummarola,fumarola e cottimista.

Già nel 1984 prima che conoscessi il Petruccino era successo che una canzone delle nuove proposte (anche se lì era la rassegna estiva di san vincent) che si chiamava "favola triste" era stata cantata da fiordaliso in precedenza e visto che parlava male di qualche santocchieria era stata squalificata con la scusa del regolamento. Anche senza arrivare a Luigi Tenco  io su sanremo non ho mai seguito la classifica e il piazzamento .

Perchè è forse la cosa che mi fa più schifo. Le cantano ,le ascolto ,le giudico. E tutto il resto non mi interessa affatto.
Perchè sanremo è la musica,non le parole o i numeri.

IL GRUPPO DI ERIK SI STA RIDUCENDO

E io non ci posso fare niente purtroppo.
La mia forzata assenza a causa di quelle gallinacce che mi hanno sequestrato in casa lasciandomi poco tempo per uscire per motivi scolastici non mi ha consentito di frequentarlo e ora un pò tutti anche perchè crescono cominciano a perdere un pò la voglia di indagare sulle nostre capacità paranormali. Aggiungendo anche il fatto che da dove abitavo a casa sua c'era mezz'ora di viaggio.

Avremmo avuto la capacità di cambiare il mondo? Forse ma non in quel periodo. Non con i genitori che smaronavano così e sopratutto non con tutte quelle cose da fare.
A ogni richiesta di più tempo libero mia nonna se ne usciva fuori sempre con i voti i voti i voti.

Il mio rapporto in quel gruppo peggiorerà ancora quando mamma e nonna chiudereanno ancora di più il mio tempo libero per le non eccezionali prestazioni scolastiche e allora più avanti il gruppo si scioglierà perchè un pò Erik comincerà a perdere tempo con la donna e un pò perchè tutti bene o male cresciamo e ci rendiamo conto che il mondo è difficile cambiarlo con tutta la gente di emme che c'è.
Troppi,troppi pensano solo al proprio tornaconto e se ne sbattono del proprio prossimo.
Anzi a volte sembra lo facciano apposta

Con Erik continuerò comunque a vedermi per tanto tempo.

Nel gruppo ero uno di quelli che proponeva sempre qualcosa,fosse anche solo di andare in quel tal negozio col pulman. Inoltre Damia si sta poco per volta consolidando come la ragazza di Erik,perchè davvero era una delle poche donne con gli attributi.
Forse sono fin geloso,la avrei voluta io...una donna che non sgallina sempre. Anzi che non ho mai sentita sgallinare.

REGINA BIS

Questa la avevo trovata a un mercatino dell'usato. Un altro esemplare della mitica american 4-4-0 con l'inconfondibile camino conico ,la lanterna e il grosso cacciabuoi. Essendosi mia nonna calmata perchè a scuola andavo un pò meglio me ne sono appropriato. E non ha mai girato. La avevamo provata ed era molto più rumorosa di quella che avevo comprato con i primi soldi del greco, regina bis non ha mai girato su dei binari a casa mia. E' stata messa "sotto vetro" sfruttando una di quelle coperture in plastica trasparente che venivano vendute per le cose di cucina.

La avevo ambientata con un vero pezzo di rotaia e una foto di una vera pianura americana.
L'idea di fargli girare le ruote con un piccolo trasformatore esterno non è mai stata applicata. Ma già il solo guardarla mi caricava di energia. Perchè checchè si dica in giro ,citando una delle tante frasi mitiche che non ricordo più a chi attribuire,a volte non ti sevono astronavi e razzi spaziali ma basta una vecchia caldaia a vapore e qualche cavallo.
Purtroppo regina bis ha fatto una brutta fine perchè è stata venduta in uno dei tanti mercatini dell'usato nel periodo che avevo bisogno di soldi a causa di quell'odioso inquilino che non pagava l'affitto . Insieme a tanti dischi in vinile e tanti oggetti del tempo passato per recuperere soldi per vivere e pagare le spese fatte anche da quell'altro...

Forse è per quello che dal 2005 il mio altruismo è sceso fino a zero. Aiuto chi vive con me e il resto del mondo si arrangi. Anzi se sei un estraneo e vieni a suonarmi il campanello la prima reazione è una bestemmia.

LA BICICLETTA DI DINO

Dino era il marito di Rosina (un nonnetto molto avanti con gli anni ,pelato e fumatore di pipa che morirà pochi anni dopo) e ogni tanto d'estate con andatura irregolare guidava una modesta bicicletta,una sorta di bici sportiva con manubrio a scopino . Erano in sostanza delle quasi bicicletta da corsa con al posto di quello schifo di manubrio a corna di ariete un altro tipo sbagliato manubrio dritto troppo stretto che peggiorava la stabilità.

Ripuliva la sua bici con la massima cautela all'inizio di ogni stagione . La portava fuori dalla cantina quasi parlandogli insieme,passava un pennello su tutte le parti lucide. Poi sempre con lo stesso amore e uno straccetto la faceva rivivere.
Non mi ricordo di che marca fosse,mi ricordo però che aveva le ruote da 28 e le manopole che sembravano di gomma rossa trasparente

Stavolta però era stata troppo ferma. Le gomme erano crepettate e secche ,oramai insicure. Al gonfiare delle gomme probabilmente una parte difettata della gomma dietro ha ceduto perchè alla fine del gonfiaggio si è sentito un BLAM come una fucilata.
E lui quasi piangendo a guardarla per diversi minuti per poi spingerla come un parente malato fino dal meccanico e tornare un ora abbondante se non di più con la bici funzionante e sempre con quella andatura irregolare che lo contraddistingueva.

Dino me lo ricordo come molto simpatico perchè trovava il bello e il divertente su tante cose. Anche le più tragiche come quelle che si sentivano per televisione. Dino riusciva a fare ridere anche su un funerale.
E forse,fosse stato vivo avrebbe fatto ridere anche al suo...alla quale mia nonna non mi fece andare sebbene fossi ultra maggiorenne perchè avrei dovuto saltare una mattinata da scuola se avesse potuto ancora parlare avrebbe fatto ridere tutti .
Non sono potuto andare con la solita scusa dei voti,i voti e ancora i voti. E comunque ci andavano loro...vabbè.

CURDI E TURCHI marzo

Con il gas non so quanti mila morti. Ci fosse stato il Petruccino buonanima avrebbe detto "ma anche se ti rattristi cosa guadagnano loro?"
E penso,ma questi qui che caaaspita fanno?
Cammionate di cadaveri per il gusto di uccidere? Ma siamo pazzi?

E' una delle cose che lasciano totalmente un senso di vuoto in bocca. Si gli animali a volte si uccidono tra di loro a ma mai costruiscono armi di distruzione di massa come gas,e bombe atomiche.

E neanche hanno il buongusto di fare  gasissimo con il gas di casa tirando giù un palazzo. Questi fanno solo gas velenosi. Che pena! Non esplode neanche quel gas.
Ma spianare una città con belle esplosioni in stile ottimo film americano no? Buoni e cattivi,curdi e turchi. Levatevi dai piedi che noi vogliamo stare tranquilli avrebbe detto il buonanima Petrucci,ma anche Paf o Uciuta.

NON C'E' PIU LA SCOLIOSI

A volte succedono le cose più assurde.  
Il mio calvario per la scoliosi era cominciato alle elementari. Vedendomi sempre curvo mamma e nonna avevano interpellato prima il medico curante poi era cominciato  il mio andrivieni da uno all'altro specialista .
Mi ero permesso di leggere uno di quei referti e c'erano scritte le peggio cose,sfilze di platologie che io personalmente non sentivo di avere.

Numeri ,numeri e cifre di valori che di fatto non dicono nulla perchè cambiavano da una visita all'altra in meglio e in peggio.

A sentire i vari medici che ia nonna aveva interpellato e che mi avevano fatto lastre e ogni sorta di controllo la scoliosi ma la sarei dovuta portare dietro a vita. Mamma smaronava dicendo che avrei sempre dovuto portare il busto e altre menate. Che cambiavano significato a seconda del cambiare del vento.

Bene,dopo anni e anni persi a fare ginnastica correttiva vasche e vasche sul dorso in quella odiosa piscina dove il cloro mi distruggeva i capelli e obbligava mia madre a fare lavaggi su lavaggi andandoci pesante con l'odioso balsamo manco ci fosse stata una contaminazione nucleare SEMBRA che la scoliosi sia di colpo sparita.

Alla visita di controllo il sottoscritto prossimo ai 18 anni aveva finalmente una schiena normale.

Ma c'era dell'altro dietro? Direi proprio di si sebbene non sia un medico. Ma dopo le pagliacciate coviddiote tutti ci fidiamo ancora di tutti i medici? Dopo che mia madre aveva un blocco intestinale causato da un tumore grosso come un pompelmo che è cresciuto rapidissimo qualche domanda me la faccio pure io.

Io qualche teoria sulla guarigione la ho,vediamo se sono giuste.

Una è che la terapia ha fatto il suo lavoro,potenziare i muscoli giusti potrebbe essere servito.
Veniamo alle teorie eretiche e chissà fino a che punto vere.

Alle elementari e alle medie sembrava che i ragazzi "storti" erano tutti quelli che portavano a cartella e non lo zaino. Ma guai a dirlo.

Mia nonna è sempre stata categorica perchè secondo lei lo zaino era solo per andare in montagna e andavo a scuola non a divertirmi.
Inoltre i banchi di medie e elementari sembravano fatti apposta per i pigmei. O al massimo i nani.

Erano banchi vecchi indegni sebbene la scuola fosse relativamente giovane basti pensare che in alcuni c'era ancora il buco per quella  porcata indegna e mummificata del calamaio.

La pesante cartella che portavo due anni fa in quel cesso di itison mariuana era pesantissima e totamente sbilanciata.
Ho dovuto farmi a piedi più di una volta dall'itis a casa per le defezioni di quel CESSO di navetta 64. Sempre con una odiosa cartella pesantissima e tutta da un lato.

Sono arrivato più di una volta con le mani segnate dai manici e dovevo pure stare zitto perchè mia nonna avrebbe avuto senz'altro da ridire.

Passando all'internazionale all'inizio la cartella era la stessa ma c'era un terzo del peso in meno. Poi un giorno ne avevo trovata una un goccio più pratica sebbene di veramente pratico c'è solo lo zaino per distribuire il peso sulla schiena.

E lo presi più avanti imponendomi su mia nonna che potè solo dire che non mi avrebbe dato una lira per prenderlo,e un giorno me arrivo con uno zaino simil -invicta ma almeno che non avrebbe fatto pesare su una mano sola il peso di quei libracci.

Bene,qui in seconda superiore la scoliosi era stata vinta...un problema in meno,una libertà in più
Ho poi ancora fatto un paio di visite di controllo ma tutte senza alcun valore pericoloso.

Obbiettivamente qualunque sia stata la causa dello sparire della scoliosi guardiamo al risultato,la abbiamo vinta e ce la siamo tolta.
Mai più piscina che sia sul dorso o no.
Basta ginnastica correttiva con i peggio esercizi che sembravano preparati nei peggio modi per essere il più faticosi possibile e in qualche caso dolorosi.

Basta ,basta basta. Si vada a crocifiggere quacun altro che il sottoscritto ha già dato. Quando è che toccherà a me crocifiggere qualcuno? Perchè davvero sto aspettando.

LO ZIO FOFFO o Alfonso.

Che mia nonna avesse avuto un fratello l'ho saputo solo in quei giorni. Ennesima connivenza e segretezza in stile tossici di emme che non dicono mai nulla.

Lo zio Foffo non so cosa abbia combinato ma era all'ospedale in val d'aosta e bisognava andarlo a prendere.
Lo ho saputo dopo...
Era andato al casinò ,aveva perso tutto e aveva cercato di farla finita. Invece di usare un arma da fuoco (meglio se di grosso calibro) e fare BANG si era ingozzato di farmaci e aveva rischiato veramente grosso.

Lo avevano trovato rantolante in albergo e avevano provato,riuscendo a salvarlo.
Non lo avessero salvato il discorso finiva qui e non ne parlavamo più.

Personalmente sono sempre contrario a salvare un aspirante suicida. Specialmente quando la morte la cerca per aver fatto ercate enormi al casinò e aver sperperato non so quale capitale invece di portarlo a destinazione.
Siamo sicuri che i soldi fossero i suoi? Io no!

Sarei pure dell'idea che certi alberghi nei casinò abbiano le pareti insonorizzate per evitare che un suicidio con un arma possa disturbare gli altri che stanno nelle altre stanze. Bang ,un perdente in meno.
Del resto nessuna legge ti obbliga a giocare nessuna legge ti obbliga a continuare a giocare se perdi e sopratutto nessuno ti obbliga a stare al mondo se ti accorgi che hai appena buttato la tua vita e gli annessi risparmi nel cesso.

Tra le tante cose che eliminerei ci sarebbe il gioco di azzardo perchè l'ambiente dei riccastri con  tavoli verdi e la gente che gioca mi mettono una tristezza indegna.

In tutta la mia vita non sono mai entrato in un casinò e ne vado fiero perchè quell'ambiente di emme con i personaggi che a vedere  si giocano cifre maggiori del mio stipendio e poi li perdono mi fa solo venire una grande pena.

Forse perchè con quello che giocano su quei tavoli di emme in una mano io ci devo campare un mese. Bè che continuino con  i loro giochi d'azzardo. Ogni parola per loro è sprecata. In bene e in male.

PROMOSSO!

Eh si stavolta non si scherza. Sarà servito limitare gli orari per farmi studiare di più? . Sarò io che ho capito che più o meno la scuola funziona così? Non lo so,sono soltanto sicuro al 100 dei risultati perchè ben appesi sul tabellone.
I voti non erano chissà che cosa c'era qualche sette e basta .

Ma rispetto alla pagella dell'itison dove mi avevano segato o al rimando dell'anno scorso finalmente si viaggiava con un minimo di decenza.

Sebbene l'unico argomento di mamma e nonna sono i voti i voti sempre i voti,bè stavolta i voti ci sono e sono passato in tutte le materie senza essere rimandato.
E appunto per quello dopo aver letto la scritta della promozione ho voluto che a tavola non si smaronasse più di scuola fino al prossimo inzio. E quella che riprendevo sempre era mia nonna che a tavola era monotematica.
Era il lavoro giusto quello di zittirla ogni volta che metteva in tavola la parola scuola. Dicevo alla nonna "e ora basta!".

Se ripartiva gli ridicevo...."ho detto basta" "ho detto zitta"  e lei si ammutoliva come una radio dove stacchi la spina.Anzi qualche volta glielo avevo anche detto di staccare la spina.

Qualche volta mamma diceva di non maltrattare la nonna ma pure lei stava capendo che la nonna oramai smaronava di continuo.

Le frasi migliori che stavo per provare con la nonna erano appunto  "stacca la spina" "cambia canale" ,"cambia disco"  e sicuramente "chiudi quel cesso". Ma non mi ricordo quali abbia mai usato o se ne abbia mai usate.
Ma qualcosa sicuramente gli ho detto.

AL MARE A GIUGNO ACQUA FREDDA DEL KAISER

Promosso bè si va al mare e forse come contentino o forse per non portare la pesante radio grundig mia madre ha deciso che si DEVE comprare una radiolina sfigata di quelle piccole perchè il grundig pesa troppo ,occupa troppo spazio in macchina....si in macchina perchè per la PRIMA VOLTA al mare ci andiamo in auto.

Non so se la mamma si è sentita improvvisamente sicura o la nonna ha detto che si poteva fare o cosa altro passasse in quelle teste femminili. Perchè ricordo che se per un maschio uno più uno fa due ,nel cervello femminile uno più uno fa viola. Quindi prendiamo la cosa come va.

Al mare ovviamente che ci fosse poca strada da fare. Quindi Pietra ligure,figuriamoci andare un pò più in giù...una volta che vedi la parte bella della liguria da diano marina a ventimiglia tutto il resto  è solo lì per aspettare uno tsunami con onde purificatrici.
Inoltre in quella parte dove alle donne piaceva andare il fondo è sempre pietroso con ricci.

Di fatto non ci saranno più da portare valige pesantissime per tratti lunghi ,specialmente le loro che erano la negazione pura dell'ergonomia in quanto strapiene di parti sporgenti e di oggetti che si impigliavano in ogni dove. La maniglia inoltre sembrava volutamente messa nel posto sbagliato.
Difatti le raspavo contro ogni spigolo nelle scale e ad entrare nell'ascensore.
E lo facevo intenzionalmente perchè almeno si rovinavano di più,prima o poi magari le avrebbero anche cambiate.

E veniamo a quel bagno in mare dove sono stato male. Non mi ricordo se avevo passato le ore ma ia nonna era molto attenta sul cibo e a guardare l'orologio. Mi avrebbe sicuramente detto qualcosa se mi vedeva entrare in acqua che non avrei dovuto.

Questa volta sono stato male comunque ANCHE per la mia stupidità. Non avevo mai fatto un ipotermia e per fortuna non ne ho mai fatte più altre.
Mi sono sentito strano appena uscito dal'acqua qualche brivido di troppo poi il corpo ha cominciato  a mollarmi e più cercavo di stare tranquillo e rilassarmi a sole per riprendere calore più mamma e nonna mi tempestavano di domande tipo cosa ti senti,cosa fa male e dicevano le peggio vaccate. Ma porco [BESTEMMIA] Lasciatemi riprendere calore,no mi portano all'ombra!Ma quanto sono cretine queste donne.

Hanno pure chiamato un ambulanza che poi è stata disdetta. Ripensandoci ora posso dire che l'insieme del caldo esagerato con l'acqua freddissima mi hanno fatto un brutto scherzo. Qui si che una muta da sub avrebbe fatto la differenza,difatti alcuni tedeschi la avevano anche sui bambini.

Non ho iniziato nessun discorso con mia nonna perchè se per lei la maschera da sub era ragazzacci la muta completa sarebbe stata da delinquenti fatti e finiti. Ma in sostanza la avessi avuta o fossi stato più attento nei tempi e nei segnali non avrei rischiato nulla.  Troppo tempo in acqua e troppo fredda.

Siamo poi tornati dopo una settimana abbondante dal mare sfoggiando la solita abbronzatura da copione per me e mamma . Da peperone rosolato per mia nonna! Che arrossiva,spelava e si riempiva di pustole.
E non contenta si lamentava delle caudane o vampate.
Se non altro non ci ha rovinato le giornate impedendoci di uscire come faceva di solito.

INCONTRO LO SKIN E I SUOI AMICI

Spesso gli incontri avvengono per caso,a volte il destino ci mette del suo per ottenere avvenimenti vari.
Ero andato nella zona di piazza Sabotino per andare a vedere un microfono in un negozio di hi fi. Mi mancava per il mio stereo. Mamma era d'accordo di prenderne due perchè servivano i due canali,nonna no....ce ne va uno solo!

Difatti dopo aver preso quel bel shenneiser ,nelle due settimane dopo ho preparato un bel premplificatore con due uscite alimentato a batteria.Ed era così sensibile da poter registrare dalla tv da camera mia a patto che ci fosse stato un reloigioso silenzio. Insomma mia nonna con le sue sgallinate non fosse in casa.

Esco dal negozio per andare a prendere il 15 e tornare a casa e mi trovo un griuppo di ragazzi che mi passano vicino,vestiti tutti uguali con le bretelle visibili e gli anfibi.
Uno di loro mi chiama ad alta voce,mi giro...è lo skin dell'itison .

Mi presenta suo fratello che era una sorta di bulldozer umano con due manone che se ti tirano uno schiaffo giri per tre giorni sul posto. E poi magari i carabillos ti arrestano per vagabondaggio.

E iniziamo un lungo discorso,non sulla politica .....che invece mi sarei aspettato...ma sul come costruire o comprare uno stereo con gli attributi. Perchè comunque io per loro ero "quello degli sterei". E che già al tempo della mia breve permanenza all'itis mi ero fatto conoscere con alcune riparazioni.

Andiamo al giardinetto lì vicino 'erano un paio di ragazzi che vedendo arrivare "la truppa" se ne sono andati. Potenza del numero,degli anfibi,dei muscoli o forse degli ideali politici.
E via con i discorsi sulla costruzione dello stereo da combattimento.

Ma attenzione non in termini di potenza sonora,di fatto vivevano tutti chi più chi meno in posti dove non puoi suonare un gran chè. Ma si durata,sopportazione dei maltrattamenti e tendenza a non guastarsi.
Ho sentito parlare per la prima volta della radio rurale,che aveva addirittura le griglie per impedire ai topini di campagna di entrare a fare danni,alla possibilità di aggiungere un altoparlante supplementare.

E allora parola dopo parola andiamo avanti a discutere su come costruire un amplificatore che possa accettare 8 e 4 ohm e raddoppiare la potenza giocando con l'impedenza.
Con una potenza e una resa acustica notevole sfruttando più che altro sul rendimento e sensibilità.

Su alcune cose eravamo tremendamente d'accordo. Sull'inutilità dei crossover e sulla sufficienza di un paio di biconi da 130 per l'uso domestico molto pacifico.

Ho parlato quasi con tutti,di fatto avevano tutti un minimo di conoscienza e magari avrebbero anche portato a termine qualche montaggio serio.
Tuttavia a parte con qualcuno di loro che verrà poi anche a trovarmi dal greco ogni tanto non si è più fatto quasi nulla.
Quasi si accontentassero delle riproduzioni mediocri degli apparecchi di serie

Me ne andai dai giardini dopo un altra abbondante ora ,non è che a casa mi avrebbero detto molto,potevo sempre dire che sono andato a vedere in più negozi.

E si sa quanto erano lenti i pulman di emme in quella città,diciamo che sarei potuto essere scusato anche per un ritardo di due ore.

QUEST'ANNO CONSERVA RIDOTTA

Se c'è una dette tante cose che rendono quella casa invivibile è il fare l'odiosa conserva ,manco fosse un rito al culto del pomodoro. Con uno-due giorni di sgallinamenti continui di nonna ,un pò meno di mamma . Ma con entrambe che girano come trottole per casa perchè si "deve" fare la conserva.

Quest'anno invece di usare il pesante pentolone e farne quintali ne facciamo un paio di pentole normali e basta.

Sopratutto la facciamo  a paesana. Forse perchè ne era avanzata all'anno prima ,quasi di sicuro non perchè si sia resa conto che agli altri come me dava fastidio baraccare mezza casa per la conserva.

Non so quante bottiglie ne abbiamo fatte ma erano un terzo del solito. E la cosa mi rallegrava infinitamente perchè un un paio d'ore abbiamo passato e imbottigliato. E poi si era di nuovo LIBERI dal baraccamento della casa

Inoltre a Paesana la casa dove eravamo aveva il cucinino grande e di fatto una cucina vera e propria. A differenza di quel cubicolo indegno di Grugliasco.
Inoltre non essendoci telefono la nonna non chiudeva la finestra e non faceva diventare un forno il tutto.

UNA GITA NELLA VALLE PERDUTA

A volte i sogni si realizzano, volte avvengono e a volte si sognano solo. E tutti i migliori sogni li ho avuti  a Paesana.
Un bellissimo sogno come quello l'anno scorso nel quale ho guidato regina. Qui eravamo su a pian lavarino,ero con i miei amici del tempo. Passati,presenti e futuri.

Non ricordo esattamente quali ma eravamo in tanti. E stavamo molto lentamente salendo.
Ad un certo punto si apre la vallata ,come se a lassù ci fosse stata un altra vallata. Che in realtà non c'è perchè la strada finisce lì.

Non era ancora stato girato il film aquile randagie dove un gruppo di scout trovano una vallata disabitata dove muoversi in piena guerra mondiale...ma ci siamo sentiti proprio così. Come se quelle due o tre case vecchie mezze diroccate che c'erano fossero state la porta per il nuovo mondo. Altro che tre caravelle e gridare terra quando la si vede.

La valle perduta in realtà è un paio di curve sotto agliasco. C'ero stato la settimana prima con la mia moto 50cc da trial e forse quel ricordo si è mescolato nel sogno.
Si entra in una stradina sterrata molto brutta che porta a un piazzale dove c'è una manciata di case.
Una più brutta dell'altra. Poi da lì si procede e si sale su una montagnola. E tutto è poco più grande del parcheggio e del centro commerciale le gru.
Grande si ma non chissà cosa.

Nel sogno era tutto diverso, a un certo punto ci si gira intorno e le case spariscono. Eravamo nel verde , nel nulla  . Ed eravamo tutti noi. Quasi davvero fosse arrivato il treno con Regina a portarci via dalla vita di tutti i giorni in un posto dove ci fosse solo la libertà e basta.

Al diavolo la scuola,gli obblighi,i genitori rompini. Un mondo dove incontrare Tom Savyer e Huckleberry Finn. Vivere nella casa di legno a fianco al fiume e girare liberi nei boschi.

Erik avrebbe voluto una bmx e via ad averne una per ogniuno più o meno uguali e sopratutto con gomme freni e catene che non si consumano.

Io volevo la radio e via....tre o quattro radio una qui una là e una lassù che tutte mandassero musica buona e nessuna notizia grama.
E ovviamente che funzionassero senza  spina della corrente o batterie. E magari anche un giradischi che era un simbolo di libertà.

Qualcuno avrebbe voluto un cane e via due o tre cani che girano tra di noi. Qualcun altro i gatti e via anche con i gatti e che ovviamente vanno d'accordo con i cani.

Non so se gli altri lo hanno notato ma mi sono sentito osservato anche se era un sogno. Non so se fosse lo spirito di qualcuno che negli anni ci ha lasciato o qualcuno che una volta girava con noi e ora magari sta facendo le cozze in qualche città da rinchiuso e controllato da un milione di altri occhi.

O forse qualche divinità ma non delle nostre. Niente cammellari di gallilea,se c'era davvero qualche divinità che ci guardava era molto antica,magari greca. O prima ancora.

O qualcuno che voleva essere più libero e il  pensiero va subito ad Akela,al secolo Diego. Che si arrampicava sugli alberi come uno scoiattolo,che non era più con noi perchè costretto pure lui a lasciare le campagne per l'odiosa città dai genitori.

O al Petruccino che è morto investito da quella macchina.

Anzi,se non ricordo male era poi passato addirittura un battello a ruota del mississippi (in un ruscello dove non passerebbe manco un canotto per bambini) con la musica di una canzone che avevo scritto con Erik che parlava appunto di uno di quei battelli tanto caro anche a mark twain.

Il battello era la "bella del baju" ,ne ricordo ancora il nome.
E la canzone nel ritornello faceva "oh no,oh no con la bella del baju io tornerò" . C'è sempre da pensare che il fiume che passa in quella vallata è poco più che un torrentello da due soldi. Farci passare un battello è utopia pura!

Un film che ha contribuito non poco ai miei sogni liberi è stato "Sam la grande avventura" dove con una quasi irreale preparazione un ragazzino vive per mesi nella natura più selvaggia dribblando gli adulti.

E purtroppo deve venire via perchè una carogna con  un fucile in mano gli ammazza il suo falco predatore che aveva addestrato.
Ma del resto è un film se avessero fatto vedere che restava lì e magari ne arrivavano altri poteva nascere una comunità di gente libera.

E ciò sarebbe stato deleterio per la attuale società. Perchè la società ricordo che si tiene in piedi  principalmente grazie a chi brucia la sua vita negli inferni cittadini.

Fatto sta che più di una volta il pensiero è corso a questi bellissimi sogni di libertà ,ambientati sempre nei posti più sperduti e mai in una citta. Ciò dovrebbe fare capire tante cose.Compresa la  lacrima che mi scese la prima volta che ascoltai montagne verdi di Marcella.

ESPERIMENTI CON LA RADIOLINA SULLA MOTO 50

Sulla moto non avevo la radio,ovvio quella moto non aveva manco la batteria e con quella tensione così fluttuante qualunque circuito elettronico sarebbe durato il battito d'ali di una farfalla

Francesco il figlio del panettiere di Paesana d'inverno che non c'erano troppi controlli metteva le cuffiette del walkman entro il casco.
Nel mio purtroppo non ci stavano,lo spazio era troppo sacrificato. Sarà stato un caso? ricordo che lo aveva scelto mia nonna.

Oltretutto durante il funzionamento quel piccolo motore a scoppio generava tali e tanti disturbi elettrici che dopo pochi scoppi dalla marmitta azzeravano qualuque ricezione che peraltro a Paesana era indegna.

I disturbi erano così intensi che anche il walkman a cassette che avevo veniva disturbato durante la lettura con dei rumori ad ogni scoppio del motore.

All'epoca non esistevano o forse non conoscevo le candele resistive che avrebbero risolto il problema.
E quindi avvicinando al piccolo due tempi acceso qualunque circuito che amplificasse i tac tac tac dell'accensione entravano all'interno.

Mah,sarà sfortuna o cosa non si sa. Manco la radio in moto riesco a sentire.

ANCORA ARGOMENTO SCUOLA

I compiti delle vacanze o meglio i compiti ROVINAVACANZE servono probabilmente per fare credere agli insegnanti di essere i padroni del tempo altrui o forse sono dati apposta per rovinare le vacanze perchè anche solo pensare a un pò di libertà è vietato

Il mio criterio era quello di farli subito e toglierli dai piedi specialmente se stava piovendo E allora via al volo. Nonna ovviamente disapprovava ,erano da fare nelle vacanze e si dovevano portare dietro.

E non è la prima volta che una serie di materie se posso me le levo quanto prima. Del resto non la capisco perchè se a lei importano solo i voti,i voti i voti allora se una cosa è fatta è fatta. Perchè si deve continuare a smaronare su una cosa passata?

ELEFANT 125

Gira che ti gira alla fine la moto l'ho avuta. E anche bella!

Regalo della promozione? Non si sa,forse mia nonna pensava che rendendomi più indipendente negli spostamenti avrei potuto evolvermi meglio. Oppure voleva fare  a gara con mia madre per il regalo migliore. Non lo sapremo mai.
Mentre oggi è relativamente facile e breve fare assicurazioni e voltura una volta si era schiavi delle agenzie di pratiche auto ,dei faccendieri con il loro piccolo studio assicurativo e in qualche caso dei loro porci comodi. Quindi era da preventivare un mesetto da quando il mezzo si aveva a quando si poteva usare minimo minimo.

Anche se io a Paesana avevo la mia motoretta 50 e questa era un "di più". In compenso era completa,aveva frecce,stop ,clacson funzionante e un bel portababagli dietro.

La siamo andata a prendere a casa di una mia collega,era ancora assicurata e registrata a nome di suo figlio che ovviamente aveva 18 anni e voleva qualcosa di più allegro  Partiamo e manco abbiamo girato una curva e dal cielo viene giù l'impossibile.
Diluvio indegno,probabilmente per grazia ricevuta. Il casco che poi mi avrebbe lasciato,peraltro unico suo della mia taglia era un ghibli diws una sorta di boccia spaziale con visiera a sfera che si apriva con una levetta in basso ma che a un certo punto si è chiusa e non voleva più sapere di aprirsi.

Devo dire che il pensiero che mi è venuto è che adesso si riempie di fumo come quello che usiamo dal greco per fumare..ma poi il pensiero è sparito e il fumo nell'aria dietro alla moto è rimasto quello della marmitta.

Una volta che la moto era in garage a me di usarla subito non mi interessava molto,il mio imperativo era leggere il libretto uso e manutenzione e capirla tutta e bene. E con la mia modesta esperienza ho visto che di cose da migliorare ce ne erano tantissime.

E' cominciato quindi una sorta di corsa all'acquisto forsennato di tutta una serie cose che erano si utili ma non in quantità così elevate e in un tempo breve.
L'olio è stato il primo,li avevo presi tutti,uno per tipo. Il castrol,il bardahl l'elf e anche uno per tipo quelli di marche minori. Avevo solo evitato l'oliofiat perchè sebbene facessero un olio anche per la miscela l'odio atavico per la multinazionale dell'auto era già presente.

Dopo aver speso un capitale essermi approvvigionato dell'olio che mi sarebbe servito per una stagione intera è toccato alle ...lampadine!

Accaparramento e raspe mentali sulle lampadine per moto per auto e marche. Non è che la nonna con la mania delle marche mi stesse contagiando ,spero almeno di no . Fatto sta che il tavolo della mia scrivania sembrava una collezione di lampadine.

E il mio alimentatore stabilizzato ha faticato parecchio in tutte le prove per gudicare quanto spingessero e consumassero. Forse si mi stava venendo la fissa ma delle lampadine efficienti e non di quelle di marca.

Quelle che più mi hanno impressionato sono state le prove con varie lampade 45/40 delle varie marche. Affettuosamente con Pries le chiamavamo le "bocce" perchè c'erano quelle a sfera perfetta tipo le orion e  quelle più a oliva come le narva.

Inutile dire che se misuriamo gli amper esatti e piccole variazioni erano papabilissime e non sempre in bene per i marchi migliori.

L'idea comunque era di mettere una lampada alogena nel faro anteriore e allora essendo le alogene più alte di consumo metto il voltmento sul più sottochiave per vedere che la batteria non andasse troppo giù.
Era comunque la prova lampante che le città fanno male alle moto visto che ogni tanto una caricata alla batteria dovevo dargliela.

Molte volte ritardavo l'accensione della mezzaluce anabbagliante all'arrivare delle tenebre per dare più tempo alla batteria di ricaricarsi. Non era di obbligo accendere i fari anche di giorno.
Avevo messo pure un relè dietro per spegnere la posizione nel fanale quando si frenava visto che anche 5 watt in meno erano un toccasana per la batteria.

CASCHI N25 e DIWS

Sebbene non ancora maggiorenne io già pensavo al casco,prima cosa mio e poi quello del passeggero. Il nolan N25 che mia nonna mi aveva preso perchè non prendessi freddo con il trial si era rivelato un vero cesso in quanto la visiera sapeva solo appannarsi. D'estate dava quasi un aria di soffocamento e d'inverno sembrava amplificasse il freddo.

Difatti col 50 usavo il mio casco jet giallo bruttissimo ma che almeno faceva il suo lavoro. Non mi è passato manco nell'anticamera del cervello il portarlo su e giù da Paesana e usarlo per l'elefant perchè sarebbe stato voler amplificare ancora di più il rumore del viaggio. Sembrava che amplificasse bestialmente qualunque rumore.

Il ghibli diws aveva un indecente sistema di comando della visiera e piuttosto di trovarmi la visiera giù e in pieno appannamento referivo destinarlo al futuro passeggero.
Era pure stato usato nel covo di akis per fumare perchè chiudeva molto bene ma il complesso cinturino con arrotolatore rendeva impossibile farlo passare comodamente sopra alla maschera.
 
Mi sono fatto l'idea che di caschi ne dovevo provare tanti per cercare quello giusto . E probabilmente non lo avrei mai trovato in poche settimane.

ASSICURATORE MI TRATTA MALE

Avevano ragione quelli del fuan universitario e di altri gruppi sovversivi quando dicevano che  nemici del popolo non erano le forze dell'ordine o  politici ma tutti quei personaggi che giocano con i soldi ,spesso non loro e rovinano la gente.

Insomma banche ,poste (che adesso fanno anche le banche),la borsa e assicurazioni  . Questo personaggio,un matusa odioso si permette quando andiamo ad assicurare la moto di farmi la paternale,perchè secondo lui sempre ci si massacra ,sempre ci si fa a pezzi e sempre ci si finisce nella ciotola del gatto come frattaglie.

Insomma quei discorsi imbecilli che si sentono su certi forum motociclistici dove contano più i cavalli della moto che gli asini che ci sono sopra.

Ha fatto la ramanzina a mia madre perchè mi ha comprato la moto e mi ha quasi trattato come una popò.

Che persona di emme,ti stiamo pagando con soldi buoni e tu ci tratti così,poi mia madre andando a casa pure lo difendeva. Ma dove siamo arrivati? Giù a descrivere i peggio incidenti. Sempre si cade,sempre ci si fa a pezzi...ma che menagramo.

La mia idea sarebbe stata di andare da un altro e mandarlo a dare via il gnau.

Ma mia mamma è troppo buona certe volte. Io gli avrei risposto e gli avrei tolto pure la polizza dell'auto.

ELEFANT LUCINE SUL PORTAPACCHI

Come nel cinquantino avevo messo quelle due lampadine di natale ai lati del parafango dietro,anche qui ho voluto fare una piccola modifica che però data la forma del parafango stava molto bene Avevo aggiunto ai lati del fanale dietro due piccole gemme con lampadina da 1,2 watt delle spie messe come due piccole frecce supplementari,ovviamente sempre accese.
Man mano che le lampadine poi si sono bruciate non le ho più cambiate sempre per il discorso della poca corrente disponibile nella batteria.
Una volta non c'erano tanti controlli sul mezzo e non c'era manco la revisione.

Anche se il primo ad aggiungere le luci era stato zio Mario con il maggiolino. Aveva messo due retronebbia sul paraurti dietro.

27 LUGLIO INCIDENTE FERROVIARIO

Un treno pendolari si è schiantato contro un altro treno,ennesima cosa che mi fa venire rabbia.
Già allora ero dell'idea che meno ci ci sposta per motivi inutili e meglio è .
Il fatto che si disti tanti km dal posto di lavoro mi mette una pena immensa. Bruciare una parte della propria vita nel traffico insieme ad altre persone che stanno facendo lo stesso.

E sopratutto un incidente che capita poco prime delle ferie e dopo aver agognato il meritato riposo ci si trova a dover fare i conti con un destino amaro. Quasi come ribadendo il concetto che qualcuno diceva in una frase mitica delle tante anche se non mi sembra arrivasse dal Petruccino ossia: sembra quasi che divertirsi sia un reato. Anche se al tempo era riferita ai troppo compiti che si davano e il fatto che i compiti in eccesso sembravano coincidere con le belle giornate che rendevano quasi una prigionia stare a casa a farli.

Potrei dire quasi con certezza che quella frase arrivava da Paf o da Uciuta ma non da Erik perchè a lui il lavoro nell'officina del padre bene o male piaceva. Il petruccino era già morto e sepolto.E io non sarei stato così diplomatico nel definire una situazione.

ELEFANT SURRISCALDA nel traffico e in salita

La prima gira che ho fatto a Grugliasco è stata andare fino alla collina torinese  in salita quando si aveva a che fare con auto che in salita non camminano la temperatura ha cominciato a salire in modo indegno. Arrivando fino al rosso. Complice anche il termometro molto ottimista.
Ricordo che per tenere l'andatura modesta di un mio amico che aveva un 50 dovevo andare piano e allora giù a scaldare.
Era un problema molto diffuso sui 125 di quel tempo perchè il radiatore non era affiancato da nessuna ventola.
E il top della produzione italiana ,le 4 grandi ditte italiane di moto ossia aprilia cagiva gilera e honda (italia) su nessuna moto 125 montano le ventole.
Confidando forse sul fatto che le moto tanto in salita che nel traffico bene o male vanno. Ma sotto la calura estiva i motori bollono come pentoloni.

La prima ventola che avevo montato era un ventilatore da macchina di quelli estivi che si mettono con la ventosa sul cruscotto. E già faceva scendere un goccio i gradi.
Poi in seguito avevo messo una ventola 12 x 12 da computer che veniva accesa da un termostato attaccato con l'attak sul radiatore.

Una parola su questi radiatori,erano tutti marchiati IPRA ed erano uno peggio dell'altro. Qualcuno perdeva,qualcuno raffreddava poco e tutti,ma proprio tutti giravano con la guarnizione mezza scollata all'interno che girava nell'acqua.

Ovviamente inutile un adesivo cagiva messo sul lato del radiatore perchè era sotto al fianchetto.

E ancora più iniutile l'adesivo sul serbatoio di ricordarsi di usare il casco (c'era una legge e non serviva l'adesivo stupido) di rispettare la natura (e scritto da un costruttore che ha fatto una moto 2T che inquina e fuma peggio di un alfetta 2000 lo ritengo ipocrita) e di essere prudente.

E va bè,vai di nastro isolante sopra. Come ho cancellato tante altre scritte compreso il 125 della cilindrata.

I GIRI CON PRIES

Sebbene fossi minorenne quindi non potessi portare nessuno ogni tanto qualche volta la abbiamo sgarrata perchè ero uscito più volte con Pries il mio amico del piano di sopra.
E devo dire che dopo una certa ora di sera Grugliasco era terra di nessuno abbiamo fatto un sacco di giri non vedrendo manco un controllo.
Sempre per non fare sentire che prendevo la moto la spingevo di corsa sulla salita dei garage.
E poi andavamo in zona da uno e dall'altro.

Nel caso avessimo visto le divise da dietro avremmo poco per volta e tranquillamente raggiunto casa. Se invece avessero fatto posto di blocco sapevamo dove lo facevano e non siamo mai stati fermati.

E si che bene o male abbiamo girato e non sempre solo in zona.

PRIES SCOPPIA TELEVISORE

Eh...si che botta! Una volta la sostituzione del tubo catodico qualche volta conveniva specialmente per molte elettroniche tedesche che duravano tantissimo,d'altro conto talvolta i tubi se ne venivano fuori con difetti .
E il malcostume di molti faceva lasciare spesso in giro o il televisore o il tubo catodico che mostrava il suo aspetto di vecchia damigiana.
Ci eravamo messi molto defilati poi abbiamo cominciato a lanciare sassi su sassi e all'arrivo della solita pietra un colpo ben assestato il tubo catodico,a occhio un 90 gradi a colori da 26 pollici esplode come una bomba facendo partire ogni razza di cocci che sono finiti tutti sulla strada.

Poi il silenzio,solo l'eco dei cani che abbaiavano a più non posso. Io e Pries ci guardiamo in faccia,commentiamo l'esplosione che sembrava una bomba e poi via via via con le moto.
Mentre andavamo via ridevamo a denti stretti....arce vè che botta!

Mai come in quella sera possiamo ringraziare il nebbione che imperversava nella zona e che poco per volta negli anni si è andato a perdere.

ERIK COMPRA CATERINA

Di per se mi ero sempre chiesto perchè Erik di Grugliasco non avesse un passatempo oltre  a fare il dannato in bmx,poi un pomeriggio passavo da lui e un tizio col carro attrezzi che ogni tanto gli portava le macchine bocciate stava scaricando una 500 vecchia di quelle con le porte che si aprono al contrario.

E ho visto sguardi quasi compiaciuti di Erik come se stessero scaricando un carico di oro proveniente da fort knox.

Era poi solo una 500 e anche abbastanza mal messa. i fari davanti erano rotti le lamiere mezze bocciate in più punti,il motore perdeva olio e ovviamente non era funzionante.

Quasi mi era venuta in mente Christine la macchina infernale nel film di Spilberg.
Pure quella era rossa oltretutto anche se questa era arancione scuro più che rossa.

Erik la volle chiamare "caterina" in onore di una sua nonna paterna,della precedente proprietaria che, sembra addirittura che fosse una tossica e l'auto gli fosse stata sequestrata per qualche motivo, non voleva nulla in comune. Non mi ha mai rilevato il suo nome.

Caterina fu smontata tutta,di fatto la aveva pagata poco più di una cena al ristorante in un asta di auto ma sarebbe dovuta diventare la "sua auto".
Ed effettivamente se vogliamo essere pignoli non valeva tanto di più. Erano più le cose che non andavano di quelle buone.
Ogni tanto lo vedevo mentre tra un auto e l'altra smontava qualche pezzo o faceva l'elenco.

E ...oddio che elenco.

Il motore era andato,aveva girato basso d'olio,del resto era l'auto di una ragazza tossica quindi zero cura dell'auto. Metà dei fari e luci rotte,qualche vetro,bozzi e rotture ovunque. Pure i sedili non erano stati risparmiati. Uno sembrava addirittura tagliato di proposito.
Chi lo sa magari la rabbia per aver cercato della droga visto che la precedente proprietaria era più bucata di uno scolapasta. Qualche divisa troppo zelante o qualche altro tossico? Bè entrambi da evitare.

Mentre guardavo l'elenco e i danni che aveva ,Erik se ne arriva con un autoradio della philips pure lei mal messa e me la affida per ridargli vita. Sarebbe diventata la sua radio della sua macchina.

Ogni volta che lo vedevo ogni tanto se parlavamo dell'auto lui non diceva nulla e deviava il discorso su altri argomenti. Non mi sono mai posto il problema sul perchè lo facesse,semplicemente avrà avuto pensare lui alla sua auto

Ogniuno ha delle cose che vuole vedere e sentire tra lui e lui. E in ultima analisi lui era meccanico di macchine,studiava da perito meccanico e caterina era un auto.
Che si poteva avere di più. Io se fossi stato quella vecchia 500 sarei stato contento.

Per la radio aveva detto che non aveva fretta e quindi mi attrezzai per risistemargliela un pezzo alla volta. E volevo anche fargli tirare fuori un pò di grinta in più visto che comuque a Erik ci tenevo.
Ma non al suo odore corporeo. Suo marchio di fabbrica...E anche la radio della philips ne aveva...

Pries si dilettava a disegnare automobili a tempo perso ed aveva disegnato una versione oggi diremo tuning di quella 500.

Avevo portato il disegno a vedere a Erik e stranamente sebbene non fosse un tipo da tuning estremo ha apprezzato molto il disegno. Specialmente il cruscotto "moderno" ispirato a quello del maggiolino con particolari areonautici e agricoli  insieme.
Chissà cosa girava in quella mente operosa si sentivano gli ingranaggi girare . Sicuramente avrebbe tolto l'odioso posacenere,l'odio viscerale che lui aveva per il cancro di stato era palese.

Per ora caterina rimaneva smontata e i suoi pezzi modificati e migliorati poco per volta. Faceva un pò ridere la scritta "nuova 500" ,e ci si chiedeva come fosse orrida la vecchia se quella era appunto "nuova".

SI INIZIA IN TERZA SUPERIORE

E finalmente non è più il biennio "uguale per tutti" e che non serve a un razzo. Si inizierà con le verie materie tecniche e non più con questo pagliacciume fritto e rifritto. Inutile dire che il vero argomento di storia ossia la seconda guerra mondiale non è mai stato fatto in nessuna classe che ho fatto. Nè elementari,nè medie nè superiori e nè università.
I programmi di storia di fatto parlano solo di sumeri,babilonesi e altra robaccia. La roba contemporanea dà fastidio. Sul libro le mettono ma non solitamente non si riesce a farli perchè l'anno finisce prima e si perde sempre tempo su robaccia inutile.

Finalmente le materie cambiano e non ci sono più certe cose che obbiettivamente per attaccare 4 fili non ti servono a nulla.E nemmeno per capire dove i 4 fili vanno attaccati.

Io non mi sono mai spiegato come mai la scuola italiana generi solo impreparati su tutta la linea.

-Impreparati per il mondo del lavoro.

Perchè quello che insegnano non è minimamente attuale e nemmeno coerente con la professione. Era più attuale la scuola radio elettra che ha formato centinaia di radiotecnici che tutte queste inutili tiritere ministeriali che puzzano di vecchio.

-Impreparati per la vita di tutti i giorni.

Perchè si perde tempo a imparare porcherie che servono a nulla e invece non si fa nulla per insegnare a migliorare la sicurezza nella vita,nel comportamento e nell'evitare di esere fregati. Ma del resto la società vuole i bambascioni che non capiscono nulla e si fanno fregare.
Come hanno fregato zietta con un firma lì alla banca e gli hanno dimezzato i risparmi.
O come Madrina che teneva i soldi nel cassetto in bella vista,asciugata al volo! E poi sgallinava al telefono.
In una società basata sul culto del denaro come quella che si stava preparando la totale impreparazione di tanti era semplicemente comica. Anche se poi diventava tragica pensando a chi doveva subire le conseguenze.

-Impreparati per tenere a posto la casa.

Si,è possibile che un medico non sappia cambiare una lampadina? Magari è possibile che un tecnico non sappia cambiare una guarnizione di un rubinetto o un tubo al neon? O magari montare un mobile o uno scaffale?
Posso capire che serve a poco nel lavoro di contabile o di medico ma sono cose della vita di tutti i giorni che bene o male aprono la strada anche a lavori domestici che porterebbero via solo tempo per i loro disservizi.

-Impreparati nei rapporti sociali

Insomma creare gente inutile! Ma che sanno tutti chi è quello sfigato del Leopardi che pascola insieme a altri personaggi come lui che sanno solo infastidire il prossimo. Non si può comprimere,concentrare addensare il tutto in meno parole,meno perdite di tempo. Tizio è nato è morto il ed ha fatto quello ,quello ed altro. Una paginetta e finita lì.
Si insegni solo cosa serve! Perchè di alcune cose siamo proprio stufi.

TE LO TOLGO IO QUESTO VIZIO DEL RAZZO

Una trappola da topi,avete presente quelle che che servono per acchiappare i topolini,bè forse è stata la prima cosa che ha contribuito a fare capire a mia nonna che deve stare al suo posto.
Regina nel mio comodino dentro una scatola dormiva tranquilla da anni ,e mi dava la buonanotte quando una volta spento la luce aprivo il cassetto,infilavo la mano e ne accarezzavo il fumaiolo e la lanterna dandogli la buona notte.

Una sera mi trovo invece mi trovo la cabina di guida e il muso è davanti appoggiato malamente sul tender. Se avesse preso una botta in quella posizione si sarebbero rotti i respingenti.

Chi ha toccato? Accendo la lampada sul comodino. Regina è stata girata dal lato opposto ,la scatola chiusa male e il tender appoggiato di traverso.
Avrei avuto voglia di andare in cucina a smaronare alla nonna ma il fatto che stesse fumando e appestasse l'aria mi ha fatto desistere. Sapevo benissimo che era stata lei ma non volevo perdere il controllo e lo avrei perso di sicuro con quella gallinaccia fumarola. E non volevo guastarmi il sonno.

Ma non finisce qui razza di ficcanasa,perchè mi deve guardare nel comodino e toccare toccare sempre tutto. Che fastidio ti dà questa locomotiva? Magari per te non significa nulla ma per me è un simbolo di libertà. E pensa che ti ripensa...

Gli attacco la 15 mila a regina e friggo la nonna?
No,è vietato ed è omicidio anche se vendicherei il Petruccino.
Uno scorpione? No,magari morde mia madre che non c'entra nulla . E magari mode pure me.
 
Una vipera o cosa? No,per mia nonna ci va un cobra reale ,il più grosso serpente velenoso al mondo ,se no rischia di morire la vipera.
La avveleno con il cianuro? No costa troppo!
 
Poi ci penso,e il giorno dopo in ferramenta prendo la più piccola trappola da topi che hanno.
E il giorno dopo la metto in uno dei cassetti della scrivania . Ovviamente caricata e pronta a scattare.

Niente per tre giorni poi un giorno arrivo a casa e la nonna si lamentava con un dito viola.
La prima cosa che faccio è guardare,la trappola da topi è sparita.

Sono andato di là e ho cominciato a guardare duro ,la prima cosa che chiedo è dove se lo è fatto e lei si fa piccola piccola e dice che voleva guardare cosa c'era nella scatola. Insomma una balla visto che sapeva benissimo che là dentro.

Non dicesse che gli serviva una penna o altro per scrivere visto che la robbaccia di cancelleria è nel cassetto di sopra.

Nel cassetto sotto ci sono solo carabattole di nessun valore,un paio di libri e poche altre cose degne di nota.
C'è la lampadina che mi aveva regalato Nonna Gonella buonanima ci sono un pò di immagini di biciclette. C'è qualche componente elettronico raro e una o due spine triple.

Forse c'è ancora la cassetta audio con la voce del Petruccino che cantava una canzone per gli scout.

No nonna non si fa così,frega nulla che è casa tua. Si chiede e si guarda,non ci si comporta da infami. O se guardi e frughi devi avere il buon gusto di rimettere le cose come stanno.

Stavolta ha rischiato davvero.
Parto con  una sberla? Gli grido solo? Pertanto che sei mia nonna chi ti autorizza a frugare nei miei cassetti della scrivania.

Vado e gli parlo direttamente senza imbufalirmi,non vale la pena.
Non dire che cercavi qualcosa per scrivere perchè lo avresti trovato nel cassetto sopra e le mie penne vanno meglio delle tue perchè le uso.

E non dire che cercavi la droga,frase fatta e stupida visto che io sono meno tossico di lei,non facendo manco uso continuo di cancro di stato.

Gli chiedo che forma può avere la droga e lei guarda nel vuoto. Vorrei dargli due sberle ma mi fa soltanto schifo. Come fai a cercare una cosa che non sai che forma ha? io si che ho visto e solo visto forma ed effetti ma di sicuro non mi va di prendere certe strade.

Questa volta mi sono controllato,speriamo per le prossime. Finisce qui questo capitolo perchè si va per i 18 anni

 

 

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