busdriver Posted yesterday at 10:49 AM Posted yesterday at 10:49 AM https://www.ilfattoquotidiano.it/2025/08/27/bologna-pipe-crack-gratuite-polemiche-news/8106194/ La ritengo una cosa indegna. Distribuiscano anche un pò di droga tagliata col plutonio così un kabumm e via! Quote
MARIO8530 Posted yesterday at 01:32 PM Posted yesterday at 01:32 PM 2 hours ago, busdriver said: non c'è abbastanza tossicume? Sì. Quote
luka86 Posted 18 hours ago Posted 18 hours ago Non era ciò che avveniva negli anni 90 e anni 2000 con le siringhe per l’eroina? Quote
busdriver Posted 11 hours ago Author Posted 11 hours ago certo,capitava. E FORSE la distribuzione di siringhe ha evitato a qualcuno di farsi di aids. Con il crak è un goccio diverso . Anche perchè ciò dimostrerebbe che in 30 anni non si è imparato nulla. Se qualcuno si droga è perchè sbaglia modo di approccio al mondo. Se vendono la droga è perchè sulla pelle di chi sbaglia qualcuno ci guadagna. Tutto qui. E FORSE prima di spendere soldi per chi si droga sarebbe meglio sistemare lampioni bruciati o buche nell'asfalto o magari qualche canale che sempre straripa e sempre fa danni. O magari migliorare le condizioni delle case popolari o mettere qualche pulman in più per chi vuole spostarsi senza usare ste razzo di macchine. Punti di vista nè mi raccomando... Quote
busdriver Posted 5 hours ago Author Posted 5 hours ago bè un minimo di logica ma a quanto pare zero totale. Aiutare i tossici che si tossicano alla stazione mi sembra un ercata totale Quote
Almadel Posted 5 hours ago Posted 5 hours ago 13 hours ago, luka86 said: Non era ciò che avveniva negli anni 90 e anni 2000 con le siringhe per l’eroina? Sì e le polemiche ci furono quelle anche all'epoca. Adesso ormai invece è una cosa assolutamente banale. Pare che usare lattine improvvisate per fumare il crack porti a infezioni respiratorie e alle bocca. Inoltre è un modo per tenere monitorata la popolazione di persone dipendenti dal crack. Infatti se io fumassi crack COL CAZZO che andrei da un assistente sociale per una pipetta; se lo faccio praticamente è una richiesta d'aiuto. Non siamo negli anni Ottanta: sappiamo già quali approcci funzionano e quali no, visto che sono trent'anni che li sperimentiamo. Quote
Omocrazia Posted 4 hours ago Posted 4 hours ago 46 minutes ago, busdriver said: bè un minimo di logica ma a quanto pare zero totale. Aiutare i tossici che si tossicano alla stazione mi sembra un ercata totale Non è che non ci sia logica. Suppongo che l'operazione si fondi sull'argomento del male minore. E' come se il Comune deliberasse di stendere materassi ai piedi di un edificio dal cui tetto usassero gettarsi persone in vena di prove di virilità, per dimostrare il proprio coraggio e lo sprezzo del pericolo. Se (com'è probabile) si fanno male, gettandosi sulla terra battuta, li devi raccogliere, portare all'ospedale, curarne le fratture e i traumi... Il tutto a spese pubbliche. Logico quindi che, non potendo impedire che salgano sul tetto e se ne gettino giù, il Comune faccia stendere materassi sotto. Il problema qual è? Che così facendo si stimolano le persone a gettarsi per dare prova di coraggio e di sprezzo del pericolo, essendo i possibili danni attutiti dai materassi, e per di più si dà loro una specie di patente pubblica d'approvazione dell'azione temeraria. Quote
busdriver Posted 3 hours ago Author Posted 3 hours ago 1 hour ago, Omocrazia said: e per di più si dà loro una specie di patente pubblica d'approvazione dell'azione temeraria esatto...colpito,affondato e mitragliato i superstiti Quote
Omocrazia Posted 2 hours ago Posted 2 hours ago 18 minutes ago, busdriver said: mitragliato i superstiti Parce naufragis ☹️ Quote
Gastida Posted 2 hours ago Posted 2 hours ago È grave che la questione si appiattisca a suon di propaganda politica. Come se fosse la politica ad avere senso e non la vita delle persone. Parliamo di una cifra – 3.500 euro – anche irrisoria. La società dovrebbe affrontare la questione da tutt’altra prospettiva e in profondità. Innanzitutto il crack è la sostanza più deleteria per il corpo e la mente di un tossicodipendente. Questa è una realtà che è appena emersa, che dovremmo iniziare a riconoscere. Dobbiamo smettere di concentrarci sulle diatribe politiche e dare invece risposte concrete. Abbiamo bisogno di essere più veloci nell’affrontare questo disagio. Soprattutto, dobbiamo guardare a fondo nel mondo giovanile, perché il problema non sono solo le sostanze in sé: c’è un malessere profondo nei giovani e situazioni sanitarie che non possiamo più ignorare. Le sostanze che circolano oggi, inoltre, alimentano un’aggressività sempre maggiore nei ragazzi e nelle ragazze. L’uso di queste sostanze li rende incapaci di gestire anche la minima frustrazione, e lo si vede bene quando si tenta di inserirli in comunità. Le droghe sono come un cerotto su un’arteria, una soluzione superficiale a un problema grave. Una ragazza che da poco siamo riusciti a tirare fuori dal boschetto di Rogoredo mi ha scritto: “La riduzione del danno sarebbe quella di creare piu’ luoghi in cui queste persone possano curarsi visto che l’ossessione diventa compulsione e nessun tossico vuole la pipa nuova, magari una pronta accoglienza, così inviti anche i più giovani ed inesperti a provare, a mio parere…”. Ecco è preoccupante sentire che anche le istituzioni, come il Comune, sembrino quasi normalizzare il consumo, o comunque lo gestiscono con un approccio che rischia di trasformare un’emergenza in una pratica tollerata. Personalmente, trovo difficile accettare questo indebolimento del ruolo educativo delle istituzioni. Sembra quasi che lo Stato rinunci a combattere: come si può lottare contro la cocaina o il crack se li lasciamo circolare liberamente? D’altro canto, anche noi, nelle scuole, portiamo avanti programmi di prevenzione e educazione. Non andiamo in classe a dire “non drogatevi”, ma facciamo capire che la vita è molto di più. Il nostro è un messaggio indiretto. Non è corretto giustificare tutto puntando solo sull’aspetto sanitario, come l’idea di dare siringhe sterili per prevenire le malattie. Certo, questo può essere utile per le emergenze immediate, ma il vero problema sono le sostanze che circolano. I ragazzi stessi dicono che ciò che assumono è “intossicato”, che c’è di tutto dentro. L’approccio che si limita a contenere solo il danno sanitario ignora il fatto che le sostanze stesse sono dannose per l’organismo. Non possiamo ignorare un mondo che ci sta stravolgendo e di cui non sappiamo più come gestirne le conseguenze. Insomma era davvero necessario parlarne in questi termini? Se un’istituzione consegna strumenti per fumare droga, qualcuno può pensare che l’uso non sia poi così grave. Noi che viviamo ogni giorno questi ‘non luoghi’ del consumo lo sappiamo bene: non sono gli oggetti sterili a salvare o a cambiare una vita. A Rogoredo lo vediamo ogni giorno: un panino, uno sguardo sincero, una parola detta col cuore possono accendere una scintilla di speranza. Molti arrivano devastati nel corpo e nell’anima, con ferite che chiedono cure immediate e mani amiche. Le risorse – poche o tante – dovrebbero servire a questo: ridurre i danni reali, curare quelle lacerazioni sulle braccia e sulle gambe che accompagnano chi è caduto verso una via d’uscita. I giovani che vivono la disperazione non hanno bisogno di pipe sterili. Hanno bisogno di mani tese che li accompagnino fuori dal buio. https://www.vita.it/droga-i-giovani-che-vivono-la-disperazione-non-hanno-bisogno-di-pipe-sterili-ma-di-mani-che-li-accompagnino-fuori-dal-buio/ Quote
busdriver Posted 1 hour ago Author Posted 1 hour ago 15 minutes ago, Gastida said: una cifra – 3.500 euro – anche irrisoria con la stessa cifra metti a punto un autobus con problemi che magari serve poi alla gente che va al lavoro o ai vecchi che vanno al mercato e appunto perchè è guasto in qualche deposito non lo possono usare. 16 minutes ago, Gastida said: il crack è la sostanza più deleteria per il corpo e la mente di un tossicodipendente. Ma il discorso è che nessuno te lo dà a gratis e solitamente è il tossico che lo va a cercare per spegnere il cervello e cercare sensazioni false e bugiarde. 17 minutes ago, Gastida said: è preoccupante sentire che anche le istituzioni, come il Comune, sembrino quasi normalizzare il consumo, o comunque lo gestiscono con un approccio che rischia di trasformare un’emergenza in una pratica tollerata sppunto...negli anni 70 i bucati si beccavano tante mazzate,a loro non serviva per smettere ma almeno gli faceva capire che tanto a posto non erano. Anche la pratica peraltro stupida di certi genitori che li privavavno magari del giradischi amplificato o di certi altri oggetti non serviva a granchè ma se non altro non "aiutava" 20 minutes ago, Gastida said: Se un’istituzione consegna strumenti per fumare droga, qualcuno può pensare che l’uso non sia poi così grave. esatto,già si diceva per la cannabis (molto meno dannosa anche se ha odore di donna di strada 21 minutes ago, Gastida said: I giovani che vivono la disperazione non hanno bisogno di pipe sterili. Hanno bisogno di mani tese che li accompagnino fuori dal buio. VERO ed hanno bisogno anche di mani molto pesanti che colpiscano chi vuole portarli nel buio per il puto dinero Perdonatemi lo spoileramento:dal quarto capitolo della mia biografia. Ne parlo anche perchè penso che aver guidato una macchina con l apatente della moto il secolo scorso sia ultra in prescrizione. LA VITA E L'ADDIO A ROBY A grugliasco ogni tanto vedevo un mio amico,che negli anni pur condividendo la mia passione per la meccanica e l'elettronica aveva preso una brutta strada. Che si drogasse era facile da capire. Da accanito fumatore era passato poco per volta a tossicumi più pesanti ma sempre e comunque senza fare pesare la sua tossicodipendenza e sopratutto sempre senza cercare di tirare nella sua popò altre persone. Aveva lavorato sia dal greco che da un altro riparatore. poi era passato in una officina meccanica.Che roby si drogasse era risaputo un pò da tutti in zona e fuori. Mi era capitato di andare in macchina con lui diverse volte. Aveva un 112 color crema. Una piccola e scomoda auto fiat marchiata autobianchi. La solita auto a 3 porte ma di fatto sui sedili dietro non c'era quasi mai nessuno. C'erano invece spesso e volentieri ruote di scorta,autoradio e altri componenti automobilistici spesso "presi al volo" . Ma diciamolo pure che un terzo di quelli che conoscevamo di legale al 100% non avevano nulla. Lui stesso mi aveva fatto guidare più volte perchè era strafatto e manco si teneva in piedi. Si può dire che le prime guide col foglio rosa le abbia fatte in zona e poco più con lui che però non sorvegliava più di tanto la mia guida. Roby era totalmente l'esempio di quello che io NON dovevo diventare,ed è stato anche esempio per altri oltre a me. Non tutti però in senso positivo. Una sera quando andavamo dove lui aveva un garage che usava come deposito per tutte le vaccate che raccoglieva in giro o si appropriava ...a spese degli altri abbiamo incontrato un nebbione senza senso che di fatto azzerava la visibilità. Quella stradina sterrata che passava vicino al casello ferroviario abbandonato e bene o male si vedeva qualcosa,arrivammo sotto al cavalcavia della tangenziale e di fatto fuori da noi il nebbione era totale e non si vedeva più nulla. ltre che a un macello di roba che trovava nei acconetti o a fianco a essi. Roby si ferma e vedo che scende. Scendo anche io e Roby mi dice di ascoltare. Ascoltare cosa gli chiedo? E lui mi risponde "il nulla Non si vede nulla e siamo in mezzo al nulla."In effetti a parte un ronzio in sottofondo e il rumore della 112 che si raffreddava non c'era proprio nulla. "pensa che bello" mi dice lui "se la città fosse così silenziosa e non si sentisse nulla".Immediatamente mi sono venuti in mente i giorni a Paesana nella vecchia casa quando spento il televisore la notte era accompagnata solo dai peraltro pochi rumori esterni. Poi di improvviso sopra al cavalcavia si sente arrivare un auto veloce poi uno scivolio ma non era uno stridere di ruote era più simile al soffiare di un gatto. Poi uno schianto,forte ,un badabam che finisce col nulla. A Roby scappa una bestemmia e poi aggiunge "gente che ha la fretta fino dentro al buco del [SI QUELLO] rovinano pure il silenzio della notte". Non finisce manco la frase e un altro botto,poi un altro. Si vedevano i fari di un auto puntare di lato. E la reazione di Roby è stata stranissima ad ogni colpo che si sentiva sul cavalcavia lui faceva il tifo come allo stadio con frasi del tipo "avete la fretta in cu[ESATTO]" "schiantatevi bastardi" "morite" " più forte" . Poi di nuovo il silenzio e il lampeggiare arancio di qualcuno che si era riuscito a fermare in tempo. Nel frattempo si cominciavano a sentire le sirene in lontananza e allora si doveva ripartire io mi sono messo a vedetta dal finestrino del passeggero,Roby guidava pianissimo in prima lamentandosi del fatto che non si erano viste le fiamme e non c'era stata nessuna esplosione. Io guardavo il bordo strada e gli dicevo un pò più in là e un pò più in qua. Siamo arrivati alla fine dello sterrato,la nebbia era un pò meno spessa e allora via verso il garage di via Alpignano dove teneva tutto il "materiale trovato" e poi via verso casa. Roby si era messo a cantare la canzone dei CCCP produci consuma crepa e diceva che la dedicava con tutto il cuore a quelli che bocciavano sul ponte. E mentre il motore cantava la sua monotona sinfonia Roby cantava "produci consuma crepa produci consuma crepa" e io gli imitavo i rumori delle auto che bocciavano. E lo facevo con tanta contentezza perchè lui ricambiava facendo gesti di approvazione con la mano che non teneva il volante. Il discorso sulla gente che muore di fretta mi aveva colpito. Lui era e poi lo sono diventato pure io per l'abolizione di tutte le autostrade e tangenziali. Personalmente ancora oggi quando vedo qualche imbecille a 200 e pussa all'ora che magari mi lampeggia vorrei un muro di cemento armato spesso almeno un metro che venga su dall'asfalto e dopo il botto un tizio col folletto a toglierne i cocci che restano. Sapevo perchè me lo aveva detto lui e la avevo vista che teneva una seconda chiave appesa al supporto del radiatore vicino a uno delle staffe che tenevano il ventolone.Seconda chiave che lo aveva salvato già un paio di volte quando a causa del disordine in casa sua "non trovava mai niente" e doveva per forza usare la macchina. Ed è stata la seconda chiave che mi ha permesso di salvargli la macchina dalla depositeria comunale quando ci aveva lasciato la pelle in overdose negli squallidi sotteranei di porta nuova. Era venuto a prenderci alla stazione,forse anche per trovare "qualcuno" o vendere "qualcosa" e poi quando siamo arrivati col treno c'era il sotterraneo che brulicava di pula,probabilmente stava per arrivare il carro funebre. E lui era lì mezzo coperto da una coperta corta. Troppo corta per non che si vedesse un piede con le sue scarpe caratteristiche con la stella. Troppo corta per non fare vedere a terra il borsello col disegno della mini rossa. Guardando bene si vedeva anche un pezzo di braccio ed una mano con il suo braccialetto colorato. E di fianco al corpo la siringa incriminata. E lì che fare? Usciamo dalla stazione. Diamo un occhiata in giro se vediamo il 112,si è parcheggiato (male) insieme alle altre auto . E allora infilo un braccio sotto alla mascherina tocco,caldo,motore,tubo radiatore lo seguo e TROVATO la chiave,la sgancio e via tutti in macchina. Entriamo in auto,infilo la chiave,accendo con un colpo sul pedale come sono abituato a fare,il motore si accende. E allora via dico agli altri di guardare in giro,ci infiliamo nel corso e poi via per corso Vittorio. All'arrivo a corso Francia rallento prudenzialmente e mi faccio sorpassare,poi via nel corso centrale.Ricordo che avevo solo la patente della moto al tempo e pochissima esperienza di guida. Ho pensato "piccola auto ti porto a casa tua,non meriti di finire così" Arriviamo fino a piazza massaua senza rogne poi si accende la spia della benzina ma dà solo un colpetto. Ancora più avanti,freccia destra ci infiliamo nel controviale e la posteggio proprio sotto il palazzo di quel personaggio odioso da cui lui si "riforniva" . Pulisco con un tovagliolino che avevo in tasca la corona del volante e il pommello del cambio per togliere le impronte ,non tralasciando il freno a mano e la maniglia. L'ho visto fare sia nei telefilm del tenente colombo che in kojack.Dico agli altri che non hanno fiatato per tutto il viaggio di non lasciare zaini e vaccate varie dentro allontanarsi appena scesi verso rivoli e via. Tutti fuori ,io mi infilo di nuovo sotto ad appendere la chiave alla staffa del radiatore. E mentre ci allontaniamo riprendo gli altri due perchè non hanno cominciato ad allontanarsi subito appena scesi. Invece di stare a tongolare vicino a un auto del quale nessuno di noi avrebbe avuto diritto di uso. Via via. Forse il mio gesto ha salvato il 112 dalla depositeria comunale perchè ho poi saputo che suo padre lo ha recuperato,forse è stato pure deleterio a quel pezzente di pusher che riforniva di droga i tossici perchè le divise magari hanno fatto 2 + 2 e magari avranno avuto un motivo in più per metterlo ai ferri. O per fare capire a suo padre certe cose. perchè una volta su 3 i genitori o non vedono o fanno finta di non vedere. Anche se io il pusher lo avrei legato sui binari. Sopratutto perchè quello spacciava ai bambini senza nessuna remora. Aveva provato anche a portare Erik sulla brutta strada ma lui no,lui aveva il suo mondo a due ruote e già non aveva cominciato nemmeno a fumare per quello. Per la BMX serve fiato e ne serve tanto. Già le puzze del lavoro in officina il fiato glielo portavano via. Di quel Roby resta tutto sommato un bel ricordo perchè è brutto dirlo ma le "prime guide" con la macchina le ho fatte con lui ancora prima che prendessi il foglio rosa della macchina. Inoltre benche qualcuno di noi tanto più giovani gli chiedesse qualcosa sulle sensazioni della droga lui diceva che prima dovevano crescere un pò così avremmo evitato di caderci. Roby ci ha lasciato a 23 anni, era si più grande di me ,era più grande di tutti come età e forse si era reso conto che non riusciva più essere un buon maestro. Forse non ha avuto buoni maestri per lui.O forse non è stato un buon studente.. Ma ricordo che la sua lezione era servita a molti. Per non caderci come PERE,si guarda caso proprio pere ...cotte a puntino. Forse ha ragione quella stupida di nonna dicendo che se sono più grandi di te sono dei drogati. mah...a lei non andava mai niente. Diceva che Petrucci era "Femminato" ,si lamentava della puzza di Erik o dei capelli di Paf che sembravano la canapa che si metteva sui rubinetti. Manco Uciuta gli andava bene perchè aveva i capelli "sugli occhi" come i cani da pastore. Quote
Recommended Posts
Join the conversation
You can post now and register later. If you have an account, sign in now to post with your account.