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Bamb

gli etero esistono? e i gay?

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Bamb

Non so se già è stato aperto un passato un post del genere.

Ogni tanto mi chiedo....ma esistono gli etero?

secondo me la gran maggioranza degli etero sono solo dei poveri ipocriti....voglio dire probabilmente chiunque ha avuto "attenzioni" per persone dello stesso sesso tra gli etero come a molti gay è capitato di trovare interesse per persone del sesso opposto.

Io ad esempio so di essere "gay" al 100% ma spesso non disdegno qualche apprezzamento al sesso opposto con cui se capitasse potrebbe anche succedere qualcosa, anche se mai mi sono innammorato di una ragazza. Non ho mai escluso che in linea di massima  tutto potrebbe accadere nella vita, anche che mi sposi con una donna. ( cosa assai improbabile  :ok: )

 

Non pensate che questa distinsione in categorie di preferenze sessuali sia solo frutto di secoli di stronzate, moralismi, bigotti vari, preti, family day, buttiglioni, mastella, rutella, fasci etc???

I gay che in genere si conoscono meglio avendo fatto un percorso personale, sanno ammetere quello che vogliono in ogni caso, hanno subito già questa società del cavolo. Ma sti etero tutti "casa e chiesa", "fica e calcio"  ?? Esisteranno davvero o molti saranno solo dei vigliacchi servi di un sistema che gli impone di essere in un determinato modo?  :eek::cry:

non è che la maggior parte della gente potrebbe essere bisex ?(magari senza neanche sapere che significa)

:asd::sbav:

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mirko366

siamo tutti bisex, almeno cosi si dice, e gli etero non esistono, altro famoso detto del mondo frociarolo, ma sarà vero?io penso che un minimo di bisessualità esista in tutti, ma in molti la nostra società cerca di rimuoverla, nelle società del passato non era cosi, guardate nell'antico egitto, l'antica grecia o Roma, poi è arrivata santa romana chiesa ed è nato il bigottismo.

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cambiapelle

beh non bisogna nemmeno dimenticare che la societa' gira attorno agli etero on certo attorno a noi che non apportiamo nulla alla naturale prosecuzione della nostra specie.

dire che l'etero non esiste e che siamo un po tutti mezze finocchie sarebbe sbagliato... ma dire che una minoranza di etero si nasconde dietro la fica ed il calcio per mascherare una possibile bisessualita' mi sembra piu' ragionevole.

l'eterosessualita' credo che come termine sia recente... cioe' che prima non ci fosse il bisogno di coniare una parola che definisse l'etero visto che era scontato che tutti lo fossero... quindi l'eterosessualita' era in contraposizione all'omosessualita' che era definita una malattia mentale.... almeno credo

oggi come oggi la maggiorparte degli etero si confrontano regolarmente con i gay e talvolta grazie a loro (noi) sono riusciti a prendere maggiore contatto col loro lato femminile... cosa che prima era impensabile visto che il maschio doveva essere maschio...

io credo che sia l'ora di abbandonare tutte queste etichette ma mi rendo conto che pure io ne sono schiavo.. anche peche', se un giorno la societa' decidesse che siamo uguali agli etero non avremmo piu' alcuni privilegi che tanto mi sono a cuore... ovvero dei uoghi tutti nostri....

insomma... quando davanti ad una disco vedo scritto '' discoteque gay'' un po mi sento felice.

vabbeh... sto divagando troppo..

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cicuta

Ottimo argomento, complimenti! :sbav: Gli etero esistono nella misura in cui è normale aspettarsi che esistano. Mi spiego meglio: ho sentito citare la civiltà ateniese, qui e in tantissimi altri post in cui si tratta la bisessualità, in cui si praticava in maniera sistematica l'omosessualità e l'eterosessualità. Di fatti non esisteva né l'eterosessualità né l'omosessualità. In questa società, fatti di steriotipi profondissimi, vedi Ciao Darwing, ma pure quello che scrivi sugli etero tutti calcio e fica, ma è proprio così? Io spero di no. Guardandomi intorno noto che, malgrado la tv e il cinema ci vogliano far credere che le cose rispetto a 30 anni fa siano cambiate, i cosidetti etero raccapricciano all'idea di due uomini che si sbaciucchiano, che fanno sesso ecc ecc. Se poi dietro a tutto questo c'è o ci sarebbe, la voglia di provare, io non lo so, so solo che se non esistono gli etero non esistono nemmeno gli omo. E se non esistessero né gli etero e né gli omo non ci sarebbe bisogno del termine bisesssualità di fatto: non esisterebbero nemmeno i bisessuali!!! E l'umanità non si estinguerebbe perché, in talune fasi della vita, le donne si -accoppierebbero- con gli uomini, darebbero figli alla terra e tutto proseguirebbe come sempre.

Ma tutto ciò è utopia. Come ci ricorda Nino Manfredi in questo spezzone di un film praticamente introvabile che consiglio ai ragazzi nati dopo '80 perché girato proprio in quegli anni e specchio di una società che non è cambiata x niente, dicevo: come ci ricorda Manfredi:"Che te pare che stamo nella Grecia antica?"  http://it.youtube.com/watch?v=SAULcRrwMoE&feature=related

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Alkemico

Credo che gli etero esistano e gli eventuali bisex (e perchè no, anche gay) si sentano spinti dalla NOSTRA società (italiana) a nascondere la loro vera natura (società effettivamente basata su 'figa e calcio'...)

 

La grecia antica cosiccome il giappone sono da considerarsi società + avanzate da questo punto di vista: per la prima non vi era differenziazione tra orientementi seesuali (gay/etero) e pur essendo vero che si sente parlare riguardo a quel periodo di una libertà sessuale del mondo maschile molto accentuata (tutti andavano con tutti insomma) è pur vero che esistevano uomini (evidentemente etero) che disprezzavano o non accettavano tale comportamento per così dire libertino.

Mentre per quanto riguarda i nostri amici nipponici, tolleravano l'omosessualità sin dal medioevo anzi, dico di +, non coglievano la differenza tra etero e omosessuale.

Erano società da qst punto di vista + avanzate...

 

Ora la divisione etero/gay è globale...ma sto divagando troppo!!!! (e non ricordo come abbia fatto ad arrivare a tale discorso...)

 

Quindi sia etero che gay che bisex esistono eccome, pur concedendo che la società in cui viviamo spinge coloro che si sentono 'diversi' a nascondersi, ad 'amalgamarsi' agli etero...

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Thelema 93

Personalmente mi definisco gay non omosessuale, o eterosessuale, per un motivo ben preciso. Oltre al fatto che omosessuale è una parola brutta che ha assunto una connotazione dispregiativa e un retrogusto di malattia mentale nel corso dei secoli(chi sa quando è stata "coniata", e da chi?), c'è un'altra motivazione: dal punto di vista strettamente sessuale sono attratto sia dai maschietti che dal genere femminile. Però mi innamoro(finora in maniera univoca) dei ragazzi. Sono gay perchè amo i maschi. Mi definirei etero se amassi le ragazze. Il sesso da questo punto di vista conta poco, anche se non mi piace andare a letto con qualcuno di cui non mi sia innamorato.

Se voi mi dite che allora sono bisex non ho nessun problema, anche perchè delle definizioni non me ne frega un granche, io sono io e basta. Però conosco anche altre persone che la pensano come me.

E credo proprio che la maggior parte delle persone siano bisessuali, e gli etero non vogliono ammettere questa loro bisessualità(nota bene, per me si può essere gay e bisessuali, etero e bisessuali, bisex e bisessuali) perchè se ne vergognano. Altrimenti come si spiega la derisione, l'emarginazione, la discriminazione nei confronti dei gay? Se non per il fatto che si intravede nell'altro una parte di sè che si vorrebbe escludere?

Comunque viva l'antica Grecia!

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Almadel

Orcocane,

andiamoci piano a parlare della grecia Classica come di un mondo dove gli uomini facevano sesso con chi volevano.

Ad Atene era tollerata la pederastia, ma solo quella; tanto per dire

(Passivo dai 12-17; Etero dai 18 ai 25; Attivo dai 26 in sù)

Platone considerava Volgari i Bisessuali, Celesti gli Omosessuali e ignorava esistessero gli Eterosessuali.

Ognuno aveva le sue rogne, insomma.

 

Le parole hanno un senso? Sì, ce l'hanno.

 

Chi è un eterosessuale maschio?

1)Un maschio non attratto dai maschi

2)o un maschio attratto dalle femmine?

 

Un prete potrebbe sentirsi benissimo etero 1).

Anche i bambini delle elementari si sentono etero 1); anche se a loro fa schifo vedere un maschio e una femmina che si baciano (alle elementari "etero" era un insulto; se un bambino diceva che gli piaceva una bambina veniva sfottuto a morte).

In questa "fase immatura" della propria eterosessualità l'omofobia diventerà poi importante: nessun tredicenne maschio parla volentieri con le ragazze ma ci tiene a dare del "finocchio" a tutti.

 

L'etero 2) è tutta un'altra cosa.

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Riazor e ToXiCa

Ragazzi, ma interesse verso il sesso opposto (o il proprio, dipende dai casi) è una cosa normalissima. L'attrazione verso una persona non significa però che sia di tipo sessuale. Si può benissimo essere atratti e provare interesse per una persona, anche fisicamente, senza avere alcuna implicazione sessuale!

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Almadel

Ragazzi, ma interesse verso il sesso opposto (o il proprio, dipende dai casi) è una cosa normalissima. L'attrazione verso una persona non significa però che sia di tipo sessuale. Si può benissimo essere atratti e provare interesse per una persona, anche fisicamente, senza avere alcuna implicazione sessuale!

 

:sbav:

 

Credo fosse implicito l'interesse SESSUALE, no?

Stiamo parlanso di SESSUALITA': omoSESSUALI, eteroSESSUALI... queste cose qui...

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Ganimede

Ne approfitto allora per suggerire a Bamb di leggersi anche il mio topic "Cos'è che definisce l'omosessualità?" :eek:

 

In base alle opinioni che riscontrai lì, gli etero esistono eccome, in base ad una preferenza più o meno netta,

poi però bisognerebbe capire perché tanti etero non considerano più etero chi manifesta anche tendenze minoritarie di senso omo...

 

E forse per capire se gli etero esistono & se chi abbiamo davanti lo è, si potrebbe fare la domandina: in un'isola deserta, se potessi portare una sola persona con te, quale sesso sceglieresti?...

Ma se pensiamo a quante implicazioni o inibizioni entrerebbero persino in una valutazione del genere

(es. se scelgo uno del mio sesso ho molte meno probabilità di fare sesso, se mi piacciono entrambi e ho bisogno di entrambi perché devo scegliere ecc.)

capiamo che forse non sapremo mai la verità.

 

Mi viene in mente, a titolo di esempio apparentemente OT, una frase che ho orecchiato in un recente episodio del telefilm "Criminal minds",

i detectives cercavano una killer che adescava uomini ovunque con grande facilità, e una delle protagoniste si chiedeva com'era possibile che le vittime ci cadessero in massa, un collega allora le ha risposto (più o meno) "è perché non sei un uomo, gli uomini seguirebbero una donna disponibile fino in Thailandia e scalzi, malgrado i rischi di capitare con chissà chi, dipende dal testosterone, è un fatto",

..........ah sì?!??? allora quegli uomini gay che trascorrono un'intera vita negandosi alla ricerca di altri uomini, sono tutti deficitari di testosterone? oppure i timori di venire scoperti dalla società o di realizzare pienamente la propria omosessualità sono di per sé molto più forti del timore di capitare con una serial killer? :sbav:

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Bamb
  • Topic Author
  • Carinissimo il pezzo di film con Manfredi!

    :sbav::asd::eek:

    A quanto pare comunque siete tutti daccordo che ci sono molti, molti ,molti, molti più bisex e gay di quanto si immagina. Peccato che non verranno mai fuori e si godranno la loro vita triste e piena di bugia con bei rimorsi da tenere dentro!

    Ho scoperto di essere gay/bisex ovvero ho amato solo ragazzi ma non disdegno il resto pur ritenendolo improbabile e meno "appetitoso" per i miei gusti! Devo trovarmi subito un dottore, io voglio essere un sano gay!! :cry::ok::(:D

     

    Se tutti questi "etero/bisex" partecipassero ai pride sarebbe il movimento più potente del mondo! :D

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    cambiapelle

    dopo anni di esperienze varie posso tranquillamente affermare che non esistono solo bisex, etero, omo e trans...

    la sfera sessuale -emotiva umana e' assai piu' complessa e saebbe riduttivo sacchiuderla in queste quattro categorie.

    ci sono quindi etero convinti ma che non disdegano un bel sedere maschile per esempio senza per questo doverli definire bisex o gay... insomma io non credo come gia' detto nelle definizioni anche se devo dire che talvolta vengono comodo... e' un po un abitudine della razza umana classificare tutto... e non e' sempre positivo.

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    Chibi

    Dal mio punto di vista(perdonatemi se dico cose gia state dette ma non ho letto tutti i post) : o si è etero o si è gay.Non credo nella bisessualità,in quanto penso sia un momento transitorio e confusionale,o come spesso accade è solo semplice voglia di trasgredire un po'.

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    Guest uomoTO

    Buon giorno a tutti,

     

    nemmeno io ho letto tutti i posts, però, secondo me dire o si è "gay" o si è "etero" a mio modesto parere sembra un opinione piuttosto  generalizzata (ovviamente nel rispetto di chi non è del mio stesso parere), in quanto bisogna tener conto che la sessualità è anche vissuta in modo soggettivo, percui varia da individuo ad individuo!

    Non sono un "sessuologo",  ma credo che vi  siano diversi stadi di "etrosessualità"  ed "omosessualità" , da cui può determinare anche una via di mezzo  intesa come "bissesualità" di cui quest'ultima può essere vissuta in modo "accomodante" (ovvero, in mancanza di donne e di uomini), "trasgressiva" (per la ricerca o curiosità di nuove sensazioni) oppure "istintiva" o "naturale" (come dir si voglia)!

    Io mi colloco nel 3° caso, infatti sin dalla mia infanzia nutrivo attrazione per entrambi i sessi (seppur sessualmente ancora immaturo) e, posso dire che per me è stato un dramma, specialmente per le mentalità di 40 anni fà nella nostra nazione!

    Avevo cotte per donne, ma anche per uomini nello stesso tempo, solo che per le prime ci si poteva confidare, con le seconde, invece, rimaneva un segreto di tomba...altrimenti si veniva "bollati"  esclusi, ingiuriati, perseguitati...e sto parlando di un piccolo paese del sud, dove sono nato e vissuto fino all'età di 17 anni (ma credo che in ogni piccolo paese di tutta Italia fosse la stessa cosa)!

    E' stata una condizione che mi ha reso molto infelice, avrei preferito essere del tutto gay o etero, almeno avrei vissuto un unica condizione sessuale e sentimentale...specialmente perchè crescendo, poi, si deve fare una scelta, o vivere da gay o vivere da etero...e la mia scelta fù da "etero" sposandomi e diventando padre di 2 figli (22/18 enni) soffrendo la condizione di non poter dar sfogo alla parte gay che era in me...di cui le varie "cotte" con uomini... rimanevano solo "amori platonici"!

    Perlomeno, adesso che sono divorziato sto cercando di appagare questa parte di me mai coltivata, anche se ormai mi ritrovo in un età non del tutta giunta alla "rottamazione" ma nemmeno "giovanissima"!

    Per non annoiarvi ulteriormente, concludo nel dire che la "bisessualità" seppur può sembrare una forma "ambigua", in alcuni casi esiste davvero e si fà sentire!

    :bah:

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    Hinzelmann

    La tua storia però, mi pare la storia di una persona che ha represso la sua parte gay ed ha vissuto sostanzialmente da eterosessuale.

    Quindi una bisessualità teorica o comunque platonica.

     

    E' chiaro che qui bisogna distinguere i comportamenti sessuali dall'orientamento.

     

    I gay spesso e volentieri negano agli eterosessuali, ciò che riconoscono a se stessi: il fatto cioè di essere gay al 100% pur avendo avuto

    dei comportamenti eterosessuali. Noi vorremmo vedere gay ovunque...

     

    Poi c'è il gradino successivo ( tolte le esperienze "devianti"... :bah: ) essere orientati, non significa essere definiti.

     

    Però nell'orientamento DEVE esserci il comportamento sessuale. Altrimenti si parla di una bisessualità in cui la parte gay è sublimata e desessualizzata, ovvero una bisessualità asimmetrica che non è il frutto di una scelta consapevole, ma di repressione.

     

    A me, gay al 100%, non verrebbe mai in mente di dire che sono bisessuale perchè ho avuto un paio di storie sessuali con ragazze nell'adolescenza, li considero comportamenti devianti, nè tantomeno perchè, dopo, ho nutrito affetti o forti amicizie platoniche con donne...che non definiscono la mia sessualità.

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    Guest uomoTO

    Ciao Hinzelmann  e a tutto il forum,

     

    Non escludo nemmeno la tua opinione in questo, probabilmente avrai anche ragione!

    Dico "probabilmente"  perchè comunque rimangono sempre "ipotesi" e non "certezze" che variano da interpretazione ad interpretazione!

    Io so solo che ho vissuto questa condizione che non si limitava ad essere "teorica" ma anche con desiderio sessuale verso gli uomini, di cui adesso che sto trovando sfogo in questo, rimane per me una conferma concreta!

    Se al contrario avessi represso la parte "etero"...avrei avuto gli stessi problemi...ma non considero "repressione" una "scelta" (non si può vivere con 2 piedi in una scarpa)!

    La mia è una di quelle storie particolari...non si possono azzardare spiegazioni definite sulla psiche di ciascuno di noi, a volte è un mistero per se stessi e per gli altri!

     

    Buon pomeriggio a tutti!

    :bah:

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    Hinzelmann

    Beh certo è evidente che ogni caso è un caso specifico.

     

    Tuttavia tu confermi che oggi ti puoi definire a posteriori bisessuale, perchè sei riuscito a vivere pure il tuo lato

    omosessuale. L'esperienza nella vita è essenziale, soprattutto in un campo afferente, bene o male al sesso.

     

    In poche parole, se rimaniamo nel campo del non agito, occorre distinguere il desiderio dalla fantasia.

    E ti posso assicurare che se sei dichiarato come gay, inevitabilmente ti imbatti ad un certo punto in alcuni

    "amici" etero che ti ronzano intorno, fantasticando su di te. Da qui al tradurre la fantasia in un desiderio

    concreto e il desiderio concreto in un comportamento sessuale ce ne corre...

     

    Solo dopo che hai agito un desiderio puoi dire di aver trovato la via di riconoscerlo come tale, come un

    desiderio...e non una fantasia sessuale. E tu mi pare, che lo confermi... Peraltro la tua esperienza non

    è singolare, se non forse nella tempistica.

     

    Ovviamente ora  hai l'esigenza di spiegarti la tua vita. Ed è giusto probabilmente spiegartela con un

    orientamento bisessuale.

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    Dream_River

    Le Parole sono convenzioni metalinguistiche per distinguere fra 2 individui un determinato concetto

     

    Quindi non penso serva mettere i puntini sulle "i", dire "Sono gay" non significa "io provo attrazzione solamente e esclusivamente per i maschi, le donne mi fanno tutte schifo"

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    darkvenu

    io non credo di poter dire "sono etero", perchè mi piacciono i maschi, non possono dire "sono gay" perchè in effetti mi piacciono anche le femmine, ma non provo le stesse cose per maschi e femmine... cioè è strano... quando mi prendo una cotta per un maschio provo delle sensazioni, quando mi succede con una femmina delle altre :bah:

     

    mi resta da capire COSA sono :), sempre che alla fine sia importante... forse bisex... e credo che in fondo tutti lo siamo, ma spesso tendiamo a sviluppare di più la parte gay o quella etero... o ci reprimiamo

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    Ganimede

    mi resta da capire COSA sono :bah:, sempre che alla fine sia importante

     

    Infatti a mio parere sarebbe più interessante e cruciale capire PERCHE' ciascuno debba scoprire "cosa" è in tal senso... Come se io, quando devo scegliere una pizza da mangiare, siccome scelgo quasi sempre quella rossa ai funghi anche se non disdegno diversi altri gusti anche diversissimi come quella bianca alle patate, debba considerarmi un "pizzafungaro" anziché un "capricciosaro", e come tale presentarmi, vivere la mia identità gastronomica ecc. :)

    :bah:

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    Dream_River

    Concordo pianamente con Ganimede, non c'è bisogno di auto-etichettarsi

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    Eled

    Non mi piace filosofeggiare,mi piace la schiettezza dei fatti.

    Eterosessualità: uomo che ha attrazione sessuale per una donna e viceversa.Esiste?Sì.

    Omosessualità: persona che ha attrazione sessuale per una persona dello stesso sesso.Esiste?Sì.

    Quindi qual'è il problema?

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    Almadel

    La domanda è "perché ci diamo un'identità?"

     

    Questa sarebbe una buona domanda.

     

    "Essere gay" per me è principalmente una questione POLITICA.

    Se chi mangia la pizza capricciosa non potesse sposarsi, io rivendicherei il fatto che mi piace; vorrei che fosse ben chiaro a tutti quale sia il mio gusto in fatto di pizza.

     

    Se definirsi bisex è un passo per farsi avanti politicamente, ben venga.

    Se è un modo per tirarsi indietro dalla "questione gay", non mi garba.

    (Un po' come un mulatto che dicesse: "dell'apartheid non me ne frega niente, tanto sono mezzo bianco...")

     

    Ci sono gay che hanno un sacro terrore della vagina, altri a cui ogni tanto capita un'esperienza etero.

    Differiscono in qualcosa dal punto di vista esistenziale? No.

    Come non esistono differenze essenziali tra attivi o passivi....

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    Isher

    A me sembra che il titolo di questo topic, e anche alcune affermazioni di Bamb che lo ha aperto, siano infantili (scusa Bamb!) e paradossali, e che si possano spiegare solo con una ancora forte insicurezza di chi le fa.

    Esistono gli eterosessuali? Ma vogliamo scherzare? Sono la stragrande maggioranza degli esseri viventi.

    Il desiderio eterosessuale e quello omosessuale esistono e sono entrambi naturali.

    Dire "siamo tutti bisessuali" significa implicitamente non riconoscere il diritto di ciascuno a essere (e anche a voler essere) quello che distintamente è: è un discorso implicitamente totalitario, o almeno poco liberale.

    Tu domandi agli eterosessuali di farsi un'analisi per capire cosa eventualmente nascondono sotto la loro predilezione per cosce tette e vagina? Ma allora dovrai riconoscere a loro il diritto di domandarti di fare un'analisi per capire cosa si nasconde sotto la nostra predilezione per il pisello. E non ti converrà...

     

    La domanda è "perché ci diamo un'identità?"

     

    Questa sarebbe una buona domanda.

     

    "Essere gay" per me è principalmente una questione POLITICA.

     

    Sono d'accordo. Anche se può esserlo solo se a monte è una questione sessuale, di preferenza sessuale, di immaginario sessuale, insomma se implica l'accettazione della «distinzione» (ognuno di noi è qualcosa) e il rifiuto di un confusivismo che non dimostra nessuno dei suoi asserti (siamo tutti bisessuali, io sono gay ma potrei anche essere etero, però non so non-mi-definisco, gli etero sono repressi - perché, scusate, noi non siamo repressi?)

     

     

    Se definirsi bisex è un passo per farsi avanti politicamente, ben venga.

    Se è un modo per tirarsi indietro dalla "questione gay", non mi garba.

     

     

    Anche qui sono d'accordo, ma:

     

    - anche ammesso che la bisessualità sia un modo di restare a mezza strada, e non lo è sempre secondo me, questa è una scelta altrettanto politica. Può essere una scelta che non ti garba (hai scelto bene le parole) ma è una scelta che ha una sua giustificazione, una storia dietro di sé, una visione del mondo. O perlomeno può acquisire tutto ciò, sfuggendo, eventualmente, a una confusività o ipocrisia di partenza. Se non riconosciamo questo diritto ai bisessuali ci comportiamo come gli eterosessuali omofobi verso di noi.

     

    - in Grecia esisteva effettivamente una bisessualità largamente maggioritaria rispetto a una omosessualità pura e una eterosessualità pura che pure esistevano fin d'allora. Quindi originariamente, in una società molto evoluta, fondata sul rispetto della "natura di ciascuno" (questo è il significato originario della parola greca «natura», prima che si facesse strada il concetto totalizzante e devastante di «Natura» - unica e uguale per tutti), esistono tutti e tre gli orientamente sessuali che anche oggi conosciamo.

     

    Certo dopo secoli di Storia (eteronormativa) quei 3 volti originari si sono modificati e magari deformati in modo non esaltante. Per questo ognuno dei 3 deve compiere un qualche lavoro su di sé (ricongiungersi a un suo archetipo?). Siamo tutti (in teoria) immersi in questa situazione, ma solo a un livello evoluto (=scelta politica, o equivalente: scelta di vita, autoconoscenza, altro). Forse gli etero sono esonerati de facto da una simile riflessione, perché loro alla società vanno bene tal quali sono: ma basta che si confrontino seriamente con gli/le omosessuali, o con i loro figli omosessuali, perché possano compiere questo salto.

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    Bamb
  • Topic Author
  • Caro Isher io sono sicuramente infantile (e forse mi piace anche) e anche insicuro di tante cose.

    (adesso poi non so neanche più per chi votare... :D)

    Quello che intendevo dire è che le etichette sono state create dalla società, gli animali tra loro non si definiscono o discriminano certo per le tendenze sessuali ne tantomeno si fanno problemi psicologici.

    Gli umani si, devono essere uniformi al pensiero comune per paura di essere derisi o etichettati.

    :D

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    Isher

    Caro Bamb, anch'io sono un po' infantile...credimi!

    Ovviamente sono d'accordo con te nel biasimare la discriminazione e anche l'etichettare.

    Ma definirsi non è necessariamente etichettarsi.

    Inoltre, purtroppo, non siamo Animali: di questo dobbiamo prendere atto!

    :D :D

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    Hinzelmann

    Anche gli animali poverini c'hanno i loro problemi...nessuno li etichetterà

    ma rischiano di essere mangiati in continuazione, praticamente è come

    se avessero su l'etichetta del supermarket....

     

    Se io mi definisco non per questo mi etichetto ( sono due cose diverse, fatte da diversi soggetti: io, loro )

    se esiste una etichetta e per paura di essere etichettato non mi definisco,

    ha vinto l'etichettatore e ho perso io. E' più forte l'etichetta della definizione.

     

    Se a tutto ciò trovo una spiegazione naturale ( sono come gli animali ) cerco una

    spiegazione che giustifichi la mia paura e ragiono come Ratzinger ( anche se

    lui dice che è naturale solo l'eterosessualità ) il tipo di argomento è lo stesso.

     

    Fin qui ci muoviamo in un discorso politico.

     

    Ma c'è anche un implicito esistenziale alla volontà di non definirsi.

    Chi non è capace di definirsi in alcun modo è disorientato.

     

    Nel momento stesso in cui io decido che voglio definirmi, devo cercare cose

    da mettere in questa definizione: sesso, politica, cultura, estetica...

     

    Non è neanche detto le debba personalmente condividere, però mi misuro

    rispetto ad un qualcosa a cui sento di rispondere: che mi interroga in modo

    personale.

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    Thelema 93

    Io non mi definisco in alcuni ambiti, in altri si. Mi sento maschio, okay, è una definizione che mi hanno dato e che accetto perchè mi ritrovo. Se fossi trans, non mi ritroverei nella definizione che mi avrebbe dato la società e me ne darei una personalmente. Le definizioni debbono essere date dall'uomo(individuo) per l'uomo, non possono essere utilizzate come lacci con cui controllare gli individui da parte della società.

    E dirò di più. Io non ci vedo nulla di male nel non accettare alcuna definizione. Vedi le persone transgender, la maggior parte delle volte si tratta di gente con un'intelligenza assai superiore alla media e dotate di grande sensibilità. Certo, alla società fa paura. L'individuo che rivendica la propria libertà è un pericolo per essa. Ma qui si tratta di difendere l'individuo proprio dalla società, società che emargina il diverso, lo deride, in alcuni casi lo priva della dignità e persino della vita.

    Allora smettiamola di appellarci alla presunta diversità tra uomo e animale, perchè l'animale ci ri-guarda. Il fatto che il gatto miagoli invece di parlare, che le formiche possono essere schiacciate con facilità dalla suola delle nostre scarpe, e che l'uomo ha avuto il sopravvento sulle altre specie tramite l'indiscutibile superiorità di intelletto e di energia spirituale(volontà), tutte queste cose non ci esonerano dal tener conto che siamo parte di una natura fatta di regole e di eccezioni, di logiche palesi e di insondabili misteri.

    Gli schemi possono aiutare fino a un certo punto, oltrepassato il quale essi diventano padroni dell'uomo e lo rendono schiavo degli idoli che lui stesso ha creato.

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    Isher

    1. Ma qui si tratta di difendere l'individuo proprio dalla società, società che emargina il diverso, lo deride, in alcuni casi lo priva della dignità e persino della vita.

     

    2. Allora smettiamola di appellarci alla presunta diversità tra uomo e animale, perchè l'animale ci ri-guarda. Il fatto che il gatto miagoli invece di parlare, che le formiche possono essere schiacciate con facilità dalla suola delle nostre scarpe, e che l'uomo ha avuto il sopravvento sulle altre specie tramite l'indiscutibile superiorità di intelletto e di energia spirituale(volontà), tutte queste cose non ci esonerano dal tener conto che siamo parte di una natura fatta di regole e di eccezioni, di logiche palesi e di insondabili misteri.

     

    3. Gli schemi possono aiutare fino a un certo punto, oltrepassato il quale essi diventano padroni dell'uomo e lo rendono schiavo degli idoli che lui stesso ha creato.

     

    Scusa Thelema, spiega meglio.

     

    1. Nella prima parte del tuo post dici che bisogna difendersi dalla società che emargina il diverso e fin qui ti seguo (naturalmente dovremmo discutere sul «come» ci si può realmente difendere, ma questo lo possiamo rinviare).

     

    2. Ma il passo sugli animali, in che senso si connette a questa tesi generale? E ugualmente il passo sulla natura, fatta di regole ed eccezioni eccetera, che rapporto ha con questa tesi?

     

    3. Per ultimi gli schemi. Se con questo intendi dire che lo stesso bisogno di definirsi (spiegato molto bene da Hinzelmann nel post sopra) può diventare un laccio per l'individuo, io ti rispondo sì: può diventarlo, ma sempre «dopo» che ci si è realmente definiti, mai «prima». E qui mi riallaccio al discorso con Bamb. Quello che voi chiamate etichettatura, è sempre qualcosa che può sopravvenire quando una persona si è definita, orientata, quando si è assunta: allora, per evitarla, bisognerà fare un passo, dei passi, avanti, in senso psicologico - ma non dei passi all'indietro, rinunciando al definirsi! Se non ci si è definiti, quale mai etichetta può sopravvenire?

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    cicuta

    Scusa Isher ma non concordo sul termine -scelta- quando si parla di sentimenti, e tu hai definito la bisessualità una scelta, non credo che lo sia, non credo che si scelga di essere gay o etero al massimo sono in molti che si sentono etero e, siccome stanno sul cosidetto carro dei vincintori (dei + se preferisci) ci si tengono belli attaccati evitando qualsiasi distrazione. Poi è vero anche che certi bisessuali, i tanto citati uomini con prole che si fanno la trombatina settimanale in sauna con altri maschietti ecc, sono dei repressi totali e fanno schifo pure a me, e l'unica giustificazione che trovo è che non tutti hanno le palle per essere gay in una società talmente omofoba come questa, come (per fare uno sciocco esempio) me che non ho abbastanza attributi per educare mio figlio a casa anziché mandarlo a scuola dove orde di impiegati scontenti della loro busta paga e quant'altro gli faranno il lavaggio del cervello. Ma i motivi cui molti gay si appellano contro i bisessuali o contro gli etero con tendenze omo, sono spesso cattivi e faziosi. Alcuni sono in effetti gelosi perché, come ha detto almadell, sono comletamente allergici alla vagina e soffrono di un senso di inferiorità, altri non  lo accettano perché siccome hanno difficoltà a piacere a veri gay 100% non si capacitano di come alcuni gay riescano ad affascinare uomini fino a quel momento completamente eterosessuali, altri (penso la maggior parte) perché hanno impiegato un lungo percoso doloroso per arrivare ad accettarsi e chiamano vigliacchi tutti quelli che non fanno altrettanto, ma credo che un bisessuale possa rivendicare i diritti di un gay anzi lo debba fare, perchè nel momento che ama un uomo (o donna nel caso di una donna) vedrà in serio pericolo i propri diritti di cittadino ed essere umano in caso contrario. Anzi a questo proposito credo che tutti, dico tutti, cittadini etero e omo dovrebbero lottare a favore dei diritti dei gay perché uno stato in cui i diritti di tutti sono tutelati, è uno stato veramente libero. A parte questa dissertazione politica, direi che secondo me è sbagliato estremizzare la questione: esistono i gay,gli etero, esiste tutto ma soprattutto, esistono le persone, la vita, i cambiamenti, non si può mai essere sicuri di essere etero per sempre credo, questa è la mia convinzione, sennò il mondo sarebbe talmente noioso e tutto sarebbe così scontato che tanto varrebbe non essere mai nati.

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