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Papirone inviato dalla mailing del Mieli dal Presidente nuovo di zecca ancora incellofanato.

A voi i commenti

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Carə tuttə,

Per la nostra associazione, quelli passati sono stati giorni molto importanti. Sabato scorso infatti si sono tenute le elezioni per il rinnovo delle cariche sociali, a seguito delle dimissioni del precedente consiglio direttivo. Come risultato, sono stato eletto Presidente della nostra associazione, supportato da una lista che abbiamo chiamato “Dorothy”.

Permettimi, dunque, di presentarti la nuova compagine del consiglio direttivo, che a parte me, vede tutti nomi nuovi a questo ruolo.

  • Vicepresidentessa: Ilaria De Marco;
  • Tesoriere: Emiliano Metalli;
  • Consigliere con delega alla cultura: Sajjad Lohi;
  • Consigliere con delega alle politiche e alle relazioni internazionali: Mikael Ekmund Sustersic

Contestualmente si rinnova anche il Comitato dei Garanti, che vede eletti Antonio Sollo, Luca Lobuono e Wladimir Metrano.

Parlando a nome dell’intero consiglio direttivo, vorrei raccontarti quanto sia importante questo momento per noi e per la nostra associazione. Quella che raccogliamo è un’eredità che viene da molto lontano. Una storia che nasce ufficialmente nel 1983, ma che ha nel cuore le battaglie di nostre sorelle e di nostri fratelli che forse lontani nel tempo e nello spazio ma che sentiamo tanto vicini:  Sylvia Rivera, Marsha P. Johnson, Harvey Milk, Maria Silvia Spolato, Mario Mieli, Marco Sanna, Marcella di Folco, Laura Grasso, Bruno di Donato, Massimo Consoli, Marielle Franco e Andrea Berardicurti (solo per citarne alcun*), ma anche tutte quelle persone che – pur non avendo un nome – hanno lottato insieme a noi e non si sono mai voltante dall’altra parte davanti a un pregiudizio, una  discriminazione, un sopruso o un’umiliazione e hanno sempre avuto il coraggio di ribellarsi a un sistema che ci voleva nascoste e ci considerava deviati, anormali e da curare. Per questo dobbiamo raccogliere quella preziosa eredità e con la stessa energia, la stessa determinazione e quella rivoluzione arcobaleno nel sangue, dobbiamo proseguire le tante battaglie che ancora ci attendono.

Se abbiamo avuto la possibilità di eleggere il nuovo direttivo del C.C.O. Mario Mieli lo dobbiamo a tutt* le/i volontar* che in questi 36 anni hanno riempito la nostra associazione, sempre al servizio della comunità. Negli anni, le nostre socie e i nostri soci hanno creato spazi di discussione politica, si sono prese cura delle persone con AIDS fin dagli anni 80, ci danno la possibilità di effettuare i test per le IST, hanno fatto cultura, hanno costruito servizi di supporto, progetti per l’educazione, la corretta informazione e contro il bullismo, hanno creato spazi di socialità e rivoluzione, come Muccassassina, fino al Pride, che con lungimiranza e visione il Circolo ha portato nel nostro Paese. La lista delle cose fatte è quasi infinta, così come non finisce quella delle cose da fare. Oggi noi proseguiamo quel lavoro portando avanti la stessa passione e la stessa voglia di cambiare in meglio questo Paese.

Sarà quindi per noi essenziale creare spazi – fisici o virtuali – per continuare ad affrontare quelle questioni politiche che aspettano il nostro contributo come, per esempio, una legge sull’omobilesbotransfobia bloccata in parlamento mentre il nostro paese non offre ancora le necessarie tutele per difendersi in maniera adeguata dalla discriminazione, dal discorso d’odio e dai crimini d’odio: quanto ancora dobbiamo aspettare la sua approvazione? Vogliamo che il nostro amore venga sancito da una legge nata monca come quella sulle unioni civili o vogliamo lottare per un matrimonio egualitario? Che cosa vogliamo fare per tutte le tutele di cui sono ancora prive le nostre figlie e i nostri figli? Come possiamo immaginare una famiglia che si distacchi dal modello patriarcale? Ma dobbiamo pensare sempre più in grande: la nostra comunità ha una grande potenzialità perché, come tutti i grandi movimenti di trasformazione sociale, non conosce confini. Dobbiamo dunque guardare anche al resto del mondo: in 70 Paesi, i rapporti omosessuali consensuali tra adulti sono considerati un crimine, in 11 Paesi è possibile venir condannati a morte ed in altri 26 Stati si rischiano 10 anni di carcere o persino una detenzione a vita. Vogliamo che la comunità italiana ed europea si faccia sentire? Vogliamo ignorare le grida di coloro che, non troppo lontano da qui, vengono condannati a morte e torturati? I campi di tortura e rieducazione per le persone LGBT+, ci dicono ancora qualcosa? È tempo di ricominciare a parlare di sessualità e di affettività, di corpi, di genere e delle sue varianti nell’espressione e nell’identità, dei femminismi, di salute sessuale e di Prep, dei diritti e dei bisogni della comunità trans, di disabilità: i temi da affrontare sono davvero tanti e sfidanti. E ciascuno di questi temi merita tutta la nostra cura, per non rischiare che il nostro silenzio sia percepito come rinuncia e rassegnazione. Ma noi non rinunciamo! E non ci rassegniamo! Siamo presenti! Nessuno può toglierci quello che abbiamo conquistato. Nessuno può negarci quello che ancora ci spetta. Le parole sono certamente importanti ma vanno accompagnate da lotte quotidiane: usiamo spesso termini come “tossico” o “eteropatriarcato” ma, se ad essi non accompagniamo idee e azioni concrete che speriamo possano nascere dalle nostre discussioni, queste parole rischiano di diventare contenitori vuoti pieni solo di retorica.

Dobbiamo continuare a farci sentire e gridare chiaramente e senza fraintendimenti che noi vogliamo tutto e ora, che non ci sono mai interessate – ora meno che mai – frasi come: “abbiamo comunque ottenuto qualcosa”. Noi non vogliamo diritti a metà. Vogliamo tutto ciò che ci spetta e non ringrazieremo certo per quel poco che abbiamo ottenuto e che ci spettavano da molto tempo. Noi siamo desiderosi di mettere energia su quelle questioni che portano un reale cambiamento della nostra condizione di vita e non abbiamo tempo da sprecare per le liti interne al movimento o per temi di vitale importanza trattati per fare del gossip televisivo.

Ci rivolgiamo quindi alle altre realtà LGBT+ amiche perché possiamo continuare a lottare insieme e creare una comunità più forte, dove l’interesse sia la lotta per i diritti e per il cambiamento culturale di questo Paese e non narcisismi personali.

Voglio concludere, infine, ricordando il momento di cui abbiamo forse sentito più la mancanza lo scorso anno, il nostro favoloso RomaPride. Proprio per questo, abbiamo deciso di dedicare all’evento più inestimabile che abbiamo la nostra tessera 2021 (come potete vedere in foto), con l’augurio di poter tornare presto a ritrovarci in piazza della Repubblica e riempire Roma di tutta la nostra favolosità, con i nostri corpi, la musica, i carri, manifestando orgogliose e orgogliosi la nostra libertà e tutta la nostra rivoluzione arcobaleno. Il Pride è il momento fondante della nostra comunità, per questo torneremo a riprendercelo con tutta quell’energia che ci accompagna da 26 anni. Se sentite bene in lontananza si sentono già le nostre voci che urlano, mentre marciamo e balliamo ascoltando la musica che parte dai carri…e si sente una musica che fa “…benedetto quel tacco che fu lanciato da Silvia a Stonewall, riempiremo le strade di Roma porteremo nel cuore zia Karl, sfileremo con tutto l’orgoglio e canteremo dai carri del Pride”

Se ancora non conosci la nostra storia, se vuoi scoprire di più di quello che ho raccontato, se vuoi far parte della famiglia del Mieli o supportare i nostri servizi, vienici ai trovare sui nostri canali, segui le nostre iniziative e partecipa ai nostri incontri.

Chiudo ricordandoti che è aperto il tesseramento per l’anno 2021. Che sia dal vivo o in digitale, spero di vederti presto.

Un caro saluto!

Claudio Mazzella – Presidente del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli

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postilla: benchè lo conosca da decenni, ancora non ho capito se Claudio è più orgoglioso del suo essere sardo o del suo essere frocio:

piccola bio al volo: era il vice presidente uscente, e di mestiere fa lo psicoterapeuta.

 

Edited by freedog

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