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Silverselfer

Il Paradosso di Marc Caltagirone (Riflessione sulla realtà virtuale)

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Spoiler

Il titolo è quello che è, ma l'unica alternativa che mi era venuta era ---> Il Digrafo Controverso ... e sono ancora indeciso, ma già si tratta di una riflessione e se ci metto un titolo ancora più tedioso! 

Insomma, oramai è più di un anno che non scrivo niente di originale e non vorrei che si trattasse del blocco dello scrittore! 

In realtà, è dall'estate scorsa che ho iniziato a scrivere sta roba ... era nell'ambito della mia strampalata teoria della letteratura entropica e sulla nuova consapevolezza ... tutto che forse un giorno andrà sotto il nome di "Cronache del Domani Domani" <--- titolo di merda anche questo ... lo so.

Tecnicamente si tratta di posare le dita sulla tastiera e lasciarsi andare al puro ragionamento ... una roba che per me equivale la masturbazione :banana: ... quindi un piacere sterile che mi ha portato a scrivere tanta roba senza capo ne coda, nel senso che questo che pubblico qui è ... è ... è un'ennesima rielaborazione perché ogni volta che ci metto mano, mi riparte la scuffia e aggiungo e tolgo e aggiungo ancora e mi dispiace lasciare fuori quello che ho tolto e che palle! Quindi adesso metto qui le prime 4 cartelle, non le rileggo neanche per i refusi o errori vari ... così sono sicuro che non lo posso più editare e vaffanculo ...

Vi sto propinando un'analisi del caso di gossip oramai bello che andato, di Pamela Prati e il suo presunto sposo, ovviamente parto da lì per finire ancora non so dove. Sostanzialmente, rifletto su come è cambiata la nostra percezione del reale. 

Ci tengo a precisare che non voglio assolutamente insegnare niente a nessuno, quanto invece offrire un spunto di riflessione per acquisire >>appunto<< nuova consapevolezza ... stop

 

Il Paradosso di Marc Caltagirone

La Verità al Tempo di Internet

 

Marc Caltagirone non esiste, tuttavia è vissuto nel mondo virtuale, creando un caso mediatico durante l’estate del 2019, questo nel momento che è stato fatto uscire dalla sua dimensione social network, concretandosi in una menzogna molto particolare. La truffa, in fondo, non era diversa da tante altre montate ad arte dallo showbitz che sfama le celebrità della cronaca rosa. In questo caso stiamo parlando di un’ex showgirl che già aveva ricorso a irreali pretendenti al fine di riguadagnare popolarità. Questa volta però è accaduto qualcosa di diverso --> Come ha potuto un’ex showgirl in declino a creare un così grande clamore mediatico con la banale messa in scena di una storia d’amore?

Man mano che gli smaliziati professionisti del gossip cercavano di smascherare il fantomatico Marc Caltagirone, la tragedia romantica svelava altri amanti virtuali come Simone Coppi, la cui consistenza reale era costituita da un profilo Facebook --> Una delle due agenti dell’ex soubrette credeva addirittura di condividere con il Sig. Coppi un reale talamo nuziale da ben dieci anni! Il deus ex machina dell’intera storia era però l’altra agente che aveva creato questi falsi profili Facebook ai tempi dell’università. Questa lesbica velata li usava per travestirsi, cioè per intrattenersi in chat con le spasimanti plagiate.

I giornalisti hanno allungo discusso appassionatamente per qualcosa che si palesava adducendo prove di consistenza tutta virtuale. Il processo mediatico è stato tuttavia reale e contiene gli indizi per una seria indagine su com'è cambiata la percezione della realtà dopo la rivoluzione informatica. Interfacciarsi sui social conduce a una realtà aumentata di una o più identità virtuali, in cui non vale più la propriocezione del corpo che ci proietta nel mondo concreto attraverso delle sensazioni e, tanto meno, nella realtà virtuale siamo soggetti alle forze fisiche che strutturano la materialità dei nostri cinque sensi. I sentimenti stessi non rispondono più a degli stimoli convenzionali, prendendo corpo in modo concettuale, invalidando così le barriere del mondo fisico e quindi anche del gender.  

 

Teoria del digrafo controverso

 

Il paradosso di Marc Caltagirone mi fa pensare alla Teoria dei Grafi della geometria combinatoria, usata molto nell'informatica e in particolare per gli algoritmi che soppesano un social network. Questi grafici sono composti di nodi che possono essere semplici, cioè non orientati tra di loro o con un verso “da – a”, in tal caso otteniamo un digrafo e i collegamenti tra i nodi sono detti cammini. Fino ad oggi, il rapporto tra realtà e virtuale lo abbiamo visto orientato dal nodo reale in cammino verso quello virtuale, nel paradosso di Marc Caltagirone il cammino tra i nodi si è invertito e quanto accadeva nella rete ha cominciato a riflettersi nel mondo reale. Questo prova che il grafo di una realtà aumentata, cioè avente un’interfaccia virtuale, può invertire il verso di andata delle informazioni, e quelle formatosi in rete si sviluppano in deroga alle regole con cui siamo abituati a misurare la realtà oggettiva.

Le fake news di cui si parla tanto, secondo la mia teoria, non sarebbero un mero inganno creato ad arte e quindi rispondendo alla tradizionale logica di causa ed effetto, bensì sono un digrafo controverso che dalla rete immette realtà virtuale in quella oggettiva --> Nel virtuale si può anche confutare che la terra sia tonda perché  lì non viviamo su un pianeta soggetto al mondo fisico. La contraddizione nasce quando una serie di nodi digrafi terrapiattisti, si riuniscono in convegno iniziando a immettere nel mondo oggettivo una verità puramente intellettuale, cioè prodotta da un’azione della mente e non dal mondo fisico. La stessa cosa si potrebbe dire delle scie chimiche o dei no-vax e man mano che il termine di confronto oggettivo è meno evidente, come nel caso dei sentimenti, queste verità virtuali provenienti dalla rete creano distorsioni nella percezione della realtà.  

 

Discrasia della Realtà nella Verità

Come il virtuale diventa attendibile

 

Siccome, la coscienza della realtà scaturisce dall'elaborazione razionale di un pacchetto d’informazioni trasmesse dalla percezione dei sensi, la realtà dipende dalla relazione che intercorre tra l’oggetto e il soggetto che lo osserva. Il processo che porta ad una realtà collettiva elabora per comparazione di similitudini questi dati soggettivi, i cui insiemi formeranno delle unità di natura etica, con cui si elabora un modello sociale in grado di contenerci tutti; ossia, si adopera una convenzione che chiamerò Buon Senso. Il quale può variare assecondo i parametri etici utilizzati per campionare le similitudini. Per esempio, l’elaborazione del Buon Senso Religioso e quello Scientifico conducono a due verità  spesso in contraddizione tra esse.

Contrariamente a quanto si è portati a credere, il Buon Senso non si sviluppa tra le persone in modo relazionale. Senza imporre dei parametri di etica generale, i gruppi di affiliazione scaturirebbero tra similitudini che si aggregano per imporre il proprio punto di vista soggettivo. Nello stesso tempo, ogni genere di affiliazione etica non può corrispondere l’individualità poiché persegue i bisogni dell’intera società. Questo forma la discrasia di una realtà soggettiva nella verità collettiva. Le leggi, favorendo l’utilitarismo etico, creano una frattura tra ciò che è la visione d’insieme del vero e l’individualismo della realtà soggettiva ed è qui che s’insinua il dubbio dell’opinione virtuale, ispirando l’idea che solo la rete tutela la libertà di essere se stessi, contro un mondo di complotti operati da entità collettiviste tesi a soggiogarci per interessi superiori (Establishment/Elite).

Il paradosso di Marc Caltagirone fa emergere come nei social network si condivide un’esperienza fenomenica percepita con dei parametri diversi dall'oggettività dei cinque sensi fisiologici, creando così un nuovo tipo di realtà soggettiva che, invertendo il cammino del digrafo realtà>virtuale, andrà a formare una discrasia con il Buon Senso collettivo. Un paradosso come quello in questione già accadde con il caso di Amina Abdallah Arraf al Omari, alias A Gay Girl in Damascus, la blogger che appassionava il mondo con il suo punto di vista sul regime di Bashar-al Assad e che, con la sua repentina scomparsa nel 2011, animò le proteste di piazza scatenando un effetto domino che dura fino ad oggi. Fu quando gli organi di stampa iniziarono a intervistare Amina via e-mail, che si invertì il digrafo realtà>virtuale e solo dopo che il blogger Ali Abunimah riuscì a trovare il termine di confronto reale, cioè Jelena Lelic, la vera ragazza ritratta nelle foto di Amina, che si riuscì a risalire a Tom MacMaster, quarantenne americano residente a Edimburgo e sposato con un’attivista esperta in questioni siriane. Il quale impersonava Amina al di là degli intenti politici, tanto da intrecciare una relazione amorosa con una lesbica canadese che era convinta di essere realmente la compagna di Amina!

Il digrafo controverso di Amina creò effetti fenomenici importanti e non può essere derubricato solo come Fake perché oggettivamente aveva la faccia barbuta di un americano eterosessuale. La logica geopolitica, legata alla causa ed effetto, ne suggerisce una chiara intenzionalità destabilizzatrice; tuttavia, le manifestazioni di piazza trovarono presto un reale martire in Hamza Khatib, uno dei tanti adolescenti che caddero in quegli inizi di rivoluzione, tanto da costituire una prova di come il Mukhabarat siriano avesse individuato nei più giovani l’elemento eversivo che metteva in crisi il Buon Senso collettivo ispirato dalla dittatura. Sono molteplici gli esempi negli ultimi decenni di come l’identità aumentata dalla rete coaguli nelle piazze una protesta con dinamiche mai viste prima, questo perché si tratta di digrafi controversi; cioè di qualcosa che pur originando da fatti concreti, maturano in un ambiente percepito attraverso diversi canoni sensoriali.

Nel mondo reale siamo la risultante vettoriale di un insieme complesso di circostanze determinate dal mondo oggettivo, ma cosa succede quando iniziamo ad esistere in un mondo in cui tutto questo diventa virtuale, cioè una convenzione? Senza un corpo anche la questione del gender diventa un puro concetto, tanto che ci si può innamorare persino di un assistente vocale. Ma il cervello come può essere stimolato e quindi percepire ciò che non esiste? La razionalità del telencefalo elabora dei dati originati da bisogni psichici provenienti dal mesencefalo, il quale agisce con dei processi precognitivi come accade nel diencefalo sensoriale, creando così l’illusione di una materialità virtuale che esiste a prescindere della nostra volontà. La realtà soggettiva virtuale somiglia a quella di un gioco di ruolo, dove l’etica rimane circoscritta nella piattaforma internet che la gestisce con le sue regole. Queste nuove realtà soggettive si concretano nel caso di un digrafo controverso, cioè quando un fatto virtuale produce effetti nella realtà oggettiva, solo in tal caso il mentire sull'oggettività diventa eversivo perché attenta all'ordine costituito dal Buon Senso.

 

Economia e Realtà

Il Buon Senso del Marketing

 

L’idea che la funzione tra l’oggetto e il soggetto produca la realtà è la logica materialista in cui si è forgiata la società del ventesimo secolo. Secondo l’umanesimo positivista, ogni sensazione è correlata ad una funzione fisiologica e corrisponde una ben determinata emozione. Una tesi che mette meccanicamente in relazione il bisogno e la soddisfazione dello stesso. Siccome per replicare un dato oggettivo, questo deve risultare sempre pari a uno, anche questo “ Buon Senso” esclude i decimali di ogni realtà individuale.  

La volontà funzionale allo scopo condusse all’economicismo della rivoluzione industriale, dal cui progresso tecnologico scaturì il surplus produttivo responsabile del consumismo. La  società industriale era un motore assemblato in insiemi (masse), dove ogni realtà era espressa dalla funzione dell’oggetto che esprimeva (lavoro); invece, per quella consumistica, la funzione dell’oggetto rifletteva il desiderio del soggetto e fu così che il marketing creò una società d’insiemi assimilati in target commerciali. Una visone d’insieme alternativa alla verità di qualsiasi Buon Senso che usa un’etica diversa dal compiacimento di uno o più insiemi sociali.

Il modello economicistico fu un Giano Bifronte, la cui filosofia sociale funzionava con l’enunciato della meccanica deterministica: si può sempre trovare una relazione tra quantità osservabili è quindi riprodurne il medesimo effetto. I due volti che pretendevano entrambi di guardare il futuro, erano il comunismo e il capitalismo. Il primo prescriveva un Buon Senso etico incompatibile con la realtà soggettiva, imponendo il modello di pensiero positivista che riduceva l’individuo in minimi comuni denominatori, escludenti i decimali individuali (irrazionali). Al contrario, il capitalismo preservava la dimensione della libertà soggettiva, ma l’assimilava a quella del capitale, di conseguenza la libertà diventava una variabile relativa al capitale. La repubblica garantiva la libertà attraverso dei paletti (diritti civili), ma essendo gestita da organi elettivi, la funzione della politica iniziò subito a riflettere il desiderio degli elettori, diventando un paradigma del Marketing.

La democrazia è per sua natura dipendente dal consenso ed è su questa debolezza che il marketing s’innesta. Maggiore è il livello di democrazia è più forte si manifesteranno gli effetti del marketing, facendo crescere la conflittualità tra gli insiemi sociali che cercano d’imporre dei bisogni tanto più esacerbati, quanto più il marketing li finalizzerà allo scopo politico. La Propaganda di regime, invece, preserva il Buon Senso, a prescindere la bontà che la sua etica esprime. Un antidoto al marketing politico è dunque la propaganda di Stato, altrimenti nota come “storytelling” o narrazione. Si sta comunque parlando di manipolazione della percezione della realtà attraverso i media di massa.

Tutti quei decimali soggettivi non tenuti di conto dal Buon Senso collettivista oggi sono finiti nei social network, i quali esprimono una moltitudine di punti di vista che rifiutano ogni formula di sintesi etica. Questo è il dato costituente di una prosodia comune a tutte le lingue internettiane, che poi si concreta in tentativi di “democrazia orizzontale” più volte manifestatesi nell'ultimo ventennio. La democrazia orizzontale è una disgregazione degli insiemi sociali --> uno vale uno. Questo conduce ad un parossismo del marketing che intercetta i desideri di tutti gli utenti e ci riesce perché nel mondo virtuale basta credere in qualcosa per sentirlo reale. E’ la complessità della realtà con i suoi riferimenti oggettivi a concretare la democrazia orizzontale, facendola diventare come una delle tante utopie perseguite dalle ideologie, con la sola differenza che questa non può ricorrere ad una sintesi etica che escluda delle identità soggettive.

La differenza tra i tradizionali media e quelli che operano in rete sta nella interattività, nel senso che ogni utente sceglie di diventare il mezzo della propaganda di riferimento. Seppure questo possa apparire una garanzia di indipendenza o “sincerità”, per il vero, il filtro applicato dal moderatore internet è molto più efficace di qualsiasi censura di Stato che, al contrario, è sottoposta alle leggi di garanzia e tutela della libera espressione.  Infatti, la globo sfera internettiana sfugge ad ogni controllo legislativo regolato sia a livello Statale, sia a livello internazionale. Questo fa sì che ogni opinione può costruire la propria piattaforma di propaganda, da cui far partire un sottogenere di marketing capace di manipolare la percezione della realtà oggettiva. In tal modo, crescere di numero di utenti fino a invertire il senso del digrafo, che dalla rete inizierà ad immettere nella realtà dei concetti virtuali (Fake News).

Si tratta di una meccanica piuttosto comune anche prima dell’avvento della rete, riguardante a tematiche concettuali tipo la teosofia o politiche fortemente ideologizzate in cui il desiderio spinge a credere; tutte questioni vecchie che hanno ritrovato forza in rete. Sostanzialmente, nella realtà oggettiva il meccanismo funziona quando il riferimento empirico è meno evidente,  ma in rete la dimostrazione empirica è sempre di natura concettuale e allora anche la terra può diventare piatta in assenza di quella tonda. Questa condizione crea un ambiente ideale per il marketing che può svincolarsi dal confronto oggettivo e con un’attenta mappatura degli avventori della rete (big-data),  può assecondare i desideri di ognuno, senza mai preoccuparsi di realizzare alcun che, in quanto il desiderio esiste nella sua condivisione.

E’ il marketing a creare dei digrafi controversi per importare nella realtà degli effetti virtuali, applicando la tesi della meccanica deterministica che razionalizza la misura finalizzandola allo scopo. Compie un vero e proprio campionamento d’insiemi messi in relazione attraverso dettagliate similitudini, come si è sempre fatto per la formazione di un Buon Senso etico, ma in questo caso lo scopo non è quello di un aggregante sociale capace di contenere la diversità, quanto invece ricreare continuamente delle condizioni speculative da finalizzare agli scopi particolari di un qualsiasi committente. Tuttavia, per quanto l’intento del marketing riesca a concretare delle formule di calcolo apparentemente vincenti, internet non è vincolato ad alcuna oggettività che lo rallenti, questo fa sì che la meccanica dei quanti produce i suoi effetti in maniera “palpabile”. Ogni volta che il marketing campiona i Big-Data per ottenere uno scopo, quella stessa realtà virtuale è già mutata prima che si realizzi il digrafo controverso capace di trasmetterla nel mondo oggettivo; con l’effetto di un mondo reale a rincorrere ogni apparente realtà virtuale.

L’evento denominato Collasso della funzione d’Onda, noto in meccanica quantistica come postulato di Von Neumann, ci dice che la misurazione cambia lo stato del sistema, producendo il collasso della funzione d’onda entropica ---> è come dire che non ci si bagna mai nello stesso fiume. Nel momento che si diventa coscienti di quanto ci sta accadendo (misurazione), si cristallizza un evento che continua a finire nel momento in cui si percepisce. Questo significa che la realtà manipolata con il marketing virtuale produce solo uno scopo oggettivo, cioè il ritorno finanziario nel mondo reale. Si tratta di un artificio irrealistico come l’oggettività di Marc Caltagirone nel mondo reale. Il digrafo controverso ha potuto concretare Marc Caltagirone perché si è creata una corrispondenza logica nell'oggettiva funzionalità dello scopo cercato --> Marc Caltagirone esiste in quanto crea ricchezza.

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