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SabrinaS è impazzita totalmente, ecco l'ennesima sparata choc: "L'IMPATTO AMBIENTALE DEGLI ANTICHI ERA NETTAMENTE MAGGIORE RISPETTO ALLA NOSTRA."


SabrinaS

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Il problema principale è che conseguendo il naturale rimboschimento non ad una politica forestale, ma come dice Demò ad abbandono ( di pascoli, campi e boschi integrati in sistemi agricoli tipo castagneti o fruttiferi ) per la natura del territorio italiano si pone un problema di aumento di frane ed alluvioni ed in parte anche di incendi nel senso che non dovremmo lasciare al caso la selezione delle specie che meglio si adattano alla siccità o alle tempeste di vento etc.

Si inizia a pensare alla possibilità che su amplissime porzioni di proprietà privata boschiva in stato di abbandono palese, possa reintrodursi un sistema generalizzato di usi civici

Insomma si tratterebbe di "derecintizzare le proprietà private" consentendo a tutti coloro che possono avervi interesse di svolgere attività che oltre a consentire dei guadagni possono accompagnare dei processi ecologici ritenuti positivi

 

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Paedicator1987
6 minutes ago, SabrinaS said:

O pensi che i nostri antenati avessero le discariche e gli impianti di depurazione lol ma vai a zappare 

Dimentichi sempre il numero delle persone che inquinano.

E comunque, se noi siamo tanto poco inquinanti, mi dici da dove nasce l'isola di bottiglie di plastica che s'è formata nel Pacifico?

Mi dici da dove viene l'inquinamento dei nostri fiumi e dell'aria delle nostre città?

Residui del Medioevo? lol

Edited by Paedicator1987
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Dalla gente maleducata (forse tu?) che butta le bottiglie a mare invece che nei cestini della monnezza per esempio. Ma mica è colpa delle tecnologie che anzi ci aiutano a prelevare la monnezza dagli oceani. Sei solo un analfabeta funzionale.

Che poi in gran parte è tutta colpa dei paesi del terzo mondo o in via di sviluppo. 

14 minutes ago, Paedicator1987 said:

Residui del Medioevo? lol

il fatto che vivessero nella monnezza e nella sporcizia e morissero di lebbra, vaiolo, colera, tifo e influenza ti dice niente? In ogni caso niente ti vieta di vivere nella casa di paglia e merda dei tre porcellini se credi di fare bene alla terra così. Il mito della "overpopulation" è una idea nazista. 

Edited by SabrinaS
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Paedicator1987

Ma sei fusa?

chi ha parlato di <colpa della tecnologia>?

Sei tu che hai affermato che noi inquiniamo meno dei nostri antenati!

Infatti ancora ai tempi di mio padre giovane si poteva bere l'acqua dei fiumi lombardi e piemontesi.

Oggi non puoi nemmeno usarla per irrigare i campi.

I frammenti di plastica si trovano perfino ai poli.

L'aria delle città è inquinata ed in alcuni casi irrespirabile - a Pechino girano con la mascherina antigas.

Poi forse personalmente io e i miei cugini inquiniamo meno di nostro nonno, ma siamo in dieci contro uno.

Aggiungi tutto quello che sta alle mie spalle per farmi inquinare - forse - meno di mio nonno e capirai che alla fine io inquino più di mio nonno, molto di più...

Edited by Paedicator1987
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Paedicator1987
14 minutes ago, SabrinaS said:

il fatto che vivessero nella monnezza e nella sporcizia e morissero di lebbra, vaiolo, colera, tifo e influenza ti dice niente?

Ma che c'entra?

Confondi la salubrità della nostra vita - comunque valida per i Paesi sviluppati - con l'inquinamento che produciamo, che è anche, benché non solo, in funzione di questa salubrità.

16 minutes ago, SabrinaS said:

In ogni caso niente ti vieta di vivere nella casa di paglia e merda dei tre porcellini se credi di fare bene alla terra così.

Va bene, ma se si parla di mele e tu rispondi sassi...

17 minutes ago, SabrinaS said:

Il mito della "overpopulation" è una idea nazista. 

Che comunque valeva per le razze inferiori, non certo per quella ariana.

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22 minutes ago, SabrinaS said:

O pensi che i nostri antenati avessero le discariche e gli impianti di depurazione lol ma vai a zappare 

Il problema della spazzatura è un problema dell'ultimo mezzo secolo; prima quando non vi era plastica né imballaggi non esisteva la spazzatura. I resti di cibo venivano dati alle bestie o utilizzati per concimare e il sapone mia nonna lo faceva con la cenere. Quindi @SabrinaS la preoccupazione per il particolato causa riscaldamento a legna in un mondo in cui non vi erano fabbriche né automezzi è una preoccupazione ridicola. I nostri antenati privi di impianti di depurazione per l'acqua ogni tanto si ammalavano di colera e ci lasciavano le penne 😔

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Paedicator1987
2 minutes ago, SabrinaS said:

credi che la gente prima non bevesse acqua contaminata?

Sì, certo, nel Medioevo bevevano inquinata dagli scarichi radioattivi, dalle produzioni industriali massive del '900, dalla plastica - inventata alla metà del '900...

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Just now, Paedicator1987 said:

Sì, certo, nel Medioevo bevevano inquinata dagli scarichi radioattivi, dalle produzioni industriali massive del '900, dalla plastica - inventata alla metà del '900...

Ma no infatti sarà stata acqua sporca e basta...insomma, per pigliare la leptospirosi non occorre mica che l'acqua sia radioattiva, basta bagnare una ferita con acqua sporca di piscio di topo...

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Paedicator1987

Troppo sporca probabilmente non era, quantomeno non tanto da non essere sopportata dalle difese immunitarie di gran parte della popolazione, visto che non c'erano ancora i depuratori per l'acqua potabile e infatti anche i famosi acquedotti romani attingevano direttamente da fiumi e laghi.

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la tua vita è in Italia (o al massimo in Europa che è il continente più ricco e sviluppato al mondo), vivi più a lungo, ti ammali meno, mangi meglio, inquini di meno e parli della Cina dove l'aspettativa di vita è più bassa, inquinano di più e vivono peggio ed è un paese in via di sviluppo (oltre che ex comunista...ops). Stessa cosa in India che è un paese in via di sviluppo con l'aspettativa di vita piu bassa della cina. Che è la stessa cosa che avveniva a Londra, solo che le mascherine non andavano di moda all'epoca e ai tempi di tuo padre i fiumi  lombardi facevano più schifo di oggi, ovvero negli anni 50 e 60, e giocavano nell'amianto a guardia e ladri con i ladri veri. 

Nel medioevo all'età che hai oggi mentre stai scrivendo scemenze qui, ti sarebbero rimasti altri 10 anni... al massimo

basta sei troppo stupido, mi fai sprecare troppe energie.

Edited by SabrinaS
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1 hour ago, Paedicator1987 said:

Troppo sporca probabilmente non era

Se c'è una cosa che credo abbia distinto nettamente la civiltà romana dai contemporanei è proprio l'aver compreso certe norme igieniche con largo anticipo; gli acquedotti servivano a portare acqua di sorgiva in città, perché mica bevevano quella del Tevere, che piuttosto veniva utilizzato come scarico...

Nel mio paese credo che l'acqua potabile nelle case sia arrivata poco più di cinquant'anni fa; prima banalmente si andava a prendere l'acqua ai pozzi (ce n'erano diversi, appendevi il secchio al manubrio della bicicletta e via). Al solito @SabrinaS è caotico nella sua argomentazione, quindi non si capisce nulla di quel che vorrebbe dire...forse perché il tema è molto vasto.

Poi se per "antichi" intende indistintamente romani, medievali, cittadini londinesi al tempo della prima rivoluzione industriale e Rocco e i suoi fratelli...vabbè 😄

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io mi spiego sempre benissimo e in modo chiaro, voi parlate per sommi capi e filosofeggiate sul nulla senza mai raggiungere una conclusione 

e se la raggiungete di solito è sbagliata perché siete delle Laura Castelli che non ce l'hanno fatta.

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Paedicator1987
15 minutes ago, schopy said:

Se c'è una cosa che credo abbia distinto nettamente la civiltà romana dai contemporanei è proprio l'aver compreso certe norme igieniche con largo anticipo; gli acquedotti servivano a portare acqua di sorgiva in città, perché mica bevevano quella del Tevere, che piuttosto veniva utilizzato come scarico...

Non saprei dire se le norme igieniche siano state distintive della civiltà romana.

Comunque l'igiene è da riferire soprattutto alla costruzione della Cloaca Massima che raccoglieva i liquami cittadini e li gettava nel Tevere.

Gli acquedotti avevano invece funzione di rifornimento idrico, ma furono costruiti per attingere l'acqua dai luoghi montani non perché l'acqua là fosse più pulita - sarebbe infatti bastato attingerla dal Tevere prima dell'ingresso in Roma  - ma perché era necessario avere una presa molto più alta rispetto alla città e ai suoi colli, così da avere una pressione sufficiente a farvi giungere l'acqua.

Sfruttavano semplicemente il principio dei vasi comunicanti.

 

 

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Il rifornimento idrico produceva anche maggiore igiene pubblica, alimentava le terme pubbliche disponibili gratuitamente per il popolo i bagni-latrine e le fontane pubbliche, oltrechè ovviamente il consumo domestico dei ricchi. Questi servizi possono esistere solo se c'è un certo volume di rifornimento idrico, quindi al di là della consapevolezza o meno dell'importanza della qualità dell'acqua ( forse si sapeva per esperienza che l'acqua stagnante era meno salubre dell'acqua corrente ) certamente si era consapevoli del problema quantitativo.

Mi sembra comunque abbastanza intuibile che per tutte le società agrarie preindustriali il problema di un corretto rapporto con l'ambiente si riduce quasi solamente al consumo del suolo, anche le piccole attività artigianali di lavorazione del metallo incidevano più sul consumo di legname che per le emissioni inquinanti

 

 

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17 hours ago, SabrinaS said:

io mi spiego sempre benissimo e in modo chiaro

Ma no! Perché siccome qui stiamo ripassando nozioni di scuole medie sugli acquedotti romani, o spieghi con precisione qual è la tua tesi o nessuno può replicare nel merito; se quel che vuoi suggerire è che la coscienza ecologica sia un'acquisizione recente ne convengo. 

On 9/24/2020 at 11:34 PM, SabrinaS said:

Oggi è l'epoca migliore per vivere, sia dal punto dei diritti e delle possibilità, sia dal punto di vista della sostenibilità ambientale e qualità della vita.

Non ho mai pensato che non fosse così...però è tutto talmente vago quel che affermi. Quando viene la parte in cui ci ricordi che in fondo i neri hanno il ritmo nel sangue? E la vita è fatta a scale?

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Paedicator1987
On 9/28/2020 at 9:00 AM, Hinzelmann said:

Il rifornimento idrico produceva anche maggiore igiene pubblica, alimentava le terme pubbliche disponibili gratuitamente per il popolo i bagni-latrine e le fontane pubbliche, oltrechè ovviamente il consumo domestico dei ricchi.

Certamente, ma la costruzione degli acquedotti non fu dovuta alla necessità di ripulitura della città dai liquami prodotti - con questo fine fu costruita la Cloaca Massima - bensì alla necessità di avere una presa d'acqua ad altezza superiore a quella dei punti più alti della città, cioè i colli.

Se non fosse stato per questa necessità, avrebbero potuto prelevare l'acqua dal Tevere a monte dell'ingresso in Roma, perché allora era ancora il <biondo Tevere>.

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Il tevere era biondo anche in una accezione negativa, nel senso che era un po' troppo limaccioso, la purezza dell'acqua sorgiva, consentiva di ridurre la sedimentazione e la manutenzione per ostruzione di tubazioni, serbatoi valvole e rubinetti

Quindi no, l'unica esigenza non era quella della presa d'acqua alta, ma anche la presa di un'acqua di qualità

 

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Paedicator1987

Il Tevere era detto biondo perché attraverso l'acqua limpida si vedevano le sabbie di colore giallo, prima infatti era chiamato Albula per il colore bianco delle acque.

Infatti l'acqua limacciosa non ha un colore che si possa definire <flavus>.

Enciclopedia Treccani:

"Gli autori antichi non sono d'accordo sull'etimologia del nome: Varrone (De ling. lat., V, 29) dice che gli uni derivavano il nome dal regolo dei Veienti Thebris, gli altri dal re latino Tiberino. Questa è l'opinione più comune delle fonti pervenuteci. Tiberino, re degli Albani, sarebbe perito nelle acque del fiume che da lui ebbe il nome; prima, dice Varrone, e con lui altri, si chiamava Albula, dal suo colore. I poeti gli aggiungono spesso l'epiteto di flavus."

 

 

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Sulle questioni etimologiche non entro, più volte ho sostenuto che la riduzione delle discussioni al livello dizionario è una forma ossessiva di nevrosi a cui non intendo partecipare inoltre basta pensare a quello che sarebbe successo nel caso si fosse pescato acqua da un fiume in giornate di piena o pioggia ( anche posto a livello superiore, rispetto ad una città costruita a quello inferiore )

 

 

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1 hour ago, Hinzelmann said:

Sulle questioni etimologiche non entro, più volte ho sostenuto che la riduzione delle discussioni al livello dizionario è una forma ossessiva di nevrosi a cui non intendo partecipare 

Credo che Paedicator fondamentalmente non intendesse darmi ragione; trovo anch'io un po' eccessivo il ricorso al dizionario...è un po' strano, perché fino ad una decina d'anni fa mica linkavi le definizioni e i contenuti dell'enciclopedia...🤔

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Paedicator1987
1 hour ago, Hinzelmann said:

Sulle questioni etimologiche non entro, più volte ho sostenuto che la riduzione delle discussioni al livello dizionario è una forma ossessiva di nevrosi a cui non intendo partecipare

Nevrotico mi sembri tu, anche perché sei stato tu il primo a farne questione etimologica dicendo che biondo si riferiva all'acqua limacciosa.

Se tu non avessi voluto farne questione etimologica, sarebbe stato sufficiente che osservassi che biondo era un uso poetico fantastico e non descrittivo.

1 hour ago, Hinzelmann said:

basta pensare a quello che sarebbe successo nel caso si fosse pescato acqua da un fiume in giornate di piena o pioggia ( anche posto a livello superiore, rispetto ad una città costruita a quello inferiore )

Già perché i fiumi o i laghi da cui pescavano gli acquedotti erano collocati nel Paradiso Terrestre e non sopportavano né piene né piogge a differenza del Tevere... lol

15 minutes ago, schopy said:

è un po' strano, perché fino ad una decina d'anni fa mica linkavi le definizioni e i contenuti dell'enciclopedia

Non vedo che ci sia di strano.

Fino a una decina di anni fa mica c'erano in internet.

15 minutes ago, schopy said:

Credo che Paedicator fondamentalmente non intendesse darmi ragione;

Non ti do ragione riguardo alla questione della costruzione degli acquedotti, perché questa dipendeva dalla necessità di prelevare l'acqua da altitudini che permettessero un'adeguata pressione per la distribuzione diffusa e non dalla necessità d'evitare l'impurità delle acque del Tevere, che prima dell'ingresso in Roma non poteva essere certo inquinato o almeno non più inquinato degli altri fiumi o laghi da cui gli acquedotti prelevavano.

Edited by Paedicator1987
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16 minutes ago, schopy said:

Trovo anch'io un po' eccessivo il ricorso al dizionario...è un po' strano, perché fino ad una decina d'anni fa mica linkavi le definizioni e i contenuti dell'enciclopedia...

E' un fenomeno impressionante...uno fa un gioco di parole osservando l'ovvio è cioè che l'acqua sorgiva non contiene sedimenti e terra

E sbroccano come dei pazzi

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Paedicator1987

Pazzo mi sembri tu...

Comunque l'acqua sorgiva può contenere sedimenti e terra, visto che pur sempre dalla terra viene e in ogni caso gli acquedotti romani non prelevavano dalle fonti sorgive, che generalmente sono insufficienti per quantità, ma dai laghi o dai fiumi da quelle formate.

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3 hours ago, Paedicator1987 said:

Infatti tu ne sei l'esempio!

Io non ho parlato con ingegneri romani; possiamo ipotizzare che le due esigenze (acqua pulita e acqua disponibile per la distribuzione diffusa) fossero egualmente sentite?

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Paedicator1987

Bisognerebbe concedere che l'acqua del Tevere prima dell'ingresso in Roma fosse considerata - per le conoscenze del tempo ovviamente - inquinata o comunque non pura, ma non vedo perché, visto che il primo acquedotto, l'aqua Appia, fu costruito nel 312 a.C. quando Roma stessa era una città popolata da poche decine di migliaia di abitanti e non c'è motivo di credere che prima di giungere a Roma il Tevere fosse la cloaca di un numero tale di persone da poterne essere inquinato più dei laghi o delle altre fonti da cui attingevano gli acquedotti.

D'altronde ad esempio l'Anio vetus, il secondo acquedotto, raccoglieva le acque dell'Aniene presso Tivoli, non quindi da una fonte in alta montagna lontana da centri abitati.

Il problema risolto era essenzialmente di potenza idrica grazie all'altitudine della presa d'acqua e ovviamente di copiosità e continuità  della vena da cui si prelevava.

 

 

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