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Aarwangen

Perché i millennial non riescono a fidanzarsi

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Almadel
12 minutes ago, FreakyFred said:

 

Guarda che se si crea un sistema in cui l'unico modo in cui è possibile fare le cose è X, nessuno che non faccia X ci riuscirà. Non certo perché X è il sistema migliore concepibile, ma perché è l'unico.

 

Ascoltami bene, gesùsantissimo.

Ci sono molti casi in cui ci sono strade diverse per pervenire allo stesso risultato,

ma questo è un giudizio che diamo a posteriori.

Il pollo viene buono sia in padella che al forno? Sì.

Allora è da stupidi dire che ci sia solo un modo possibile per cuocerlo.

A scaldarlo col culo non si cuoce? A nessuno che ci ha provato è venuto bene?

Ok, allora smettiamo di dire che sia una tecnica che potrebbe funzionare.

Si tratta proprio di metodo scientifico.

 

18 minutes ago, FreakyFred said:

D'altro canto non vedo quale sia la tua autorità nel dare consigli a chi è solo, non ci sei mai stato. Vanti un'esperienza di vita che non possiedi, e lo sai.

Chiaro, funziona proprio così. :D

Bisognerebbe seguire i consigli di chi ha un ristorante in cui non va nessuno,

d'altra parte che ne sa uno chef di un locale che funziona della mancanza di clienti?

Io infatti quando ho problema col PC domando sempre a mia nonna:

che ne sanno i tecnici del computer di computer che non funzionano? A loro - maledetti - funzionano sempre

29 minutes ago, FreakyFred said:

Guarda che puoi avvicinartici. Perché non ci provi? Ok, non posso immergerti in un mondo fatto di Freakyfred come io lo sono in un mondo di almadellini, ma se vuoi sperimentare l'eremitaggio per un paio d'anni... è un inizio. Io ho provato ad essere fidanzato. Tu hai provato a fare il clown di mezzanotte? È elettrizzante...

Come?

Non ho capito se siamo in un mondo di gay costantemente soli (composto in prevalenza da FreakyFreddini)

in cui apparentemente solo io ho una vita sentimentale soddisfacente

o in un mondo in cui finiamo a convivere - a volte anche stupidamente - dopo un paio di mesi (composto in prevalenza da Almadellini).

dove solo tu apparentemente non riesci a trovare l'anima gemella.

Io credo che i due mondi invece convivano simultaneamente:

con la la differenza che gli Almadellini si trovano benissimo tra loro e un po' si dispiacciono di non costruire una comune tutti insieme

e i FreakyFreddini invece si considerano reciprocamente dei lebbrosi e sperano solo che ci venga un coccolone.

C'è chi si diverte anche quando è single e poi si fidanza & chi si dispera e rimane da solo.

Per qualche insondabile motivo ai ragazzi piace chi sa divertirsi ed evita chi è infelice.

(Beatissimi quelli che - come me - cercano di divertirsi anche se muoiono dentro,

potessi farti dono di questa mia dote non mancherei di farlo).

52 minutes ago, FreakyFred said:

Comunque sembra che dovremo contenderci l'anima del forum in eterno, nevvero? Una sana dialettica. Per me è già una vittoria. 

Ho già le mie nemesi, ma tu sei il mio preferito.

Sei il mio preferito solo perché mi piaci come persona, non per i tuoi argomenti.

Sei come il ragazzo carino ma vegano o quello bravo a scopare ma di Forza Italia.

Rispetto il fatto che tu sia amareggiato, ma mi sta sul cazzo che ragioni come un incel.

Non puoi fare allo stesso tempo quello cinico e quello sensibile:

perché se sei pronto a tirare calci devi prepararti alla lotta

e se invece vuoi essere quello fragile devi prepararti alle coccole.

Questo vale anche con me - ma vale con tutti - o frigni o mordi.

Se vuoi "una sana dialettica" non appellarti alla mia empatia se ti pare di perdere terreno,

bastonami più forte e - se non ci riesci - dì qualche malignità sul mio conto.

Se invece vuoi "un amichevole scambio di opinioni" dosa il tuo cinismo e cerca di non triggerarmi.

Non so se questa seconda opzione sia recuperabile, ma nel caso prendilo come un consiglio generico.

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Priscilla

ma secondo voi anche all'estero è cosi?

 

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FreakyFred
9 hours ago, Almadel said:

Bisognerebbe seguire i consigli di chi ha un ristorante in cui non va nessuno,

d'altra parte che ne sa uno chef di un locale che funziona della mancanza di clienti?

Dipende. Se quello che ha i clienti mi dicesse che il suo segreto è stare bene senza clienti, senza averne mai avuti e senza la prospettiva di averne, perché in realtà quello è uno stato di grazia, in primis non mi fiderei di lui perché chiaramente deve far pace col cervello, dopodiché domanderei a qualcuno che effettivamente è in quella condizione per capire com'è.

E d'altro canto la metafora stride, perché mai s'è visto pieno di clienti un ristorante che se ne frega dei clienti... A meno che non abbia il miglior chef del mondo, o stia giusto sotto la Torre Eiffel. Nel qual caso però il discorso è biased, perché non tutti hanno lo chef migliore del mondo o stanno davanti alla Tour Eiffel. 

9 hours ago, Almadel said:

Non puoi fare allo stesso tempo quello cinico e quello sensibile:

Davvero? E chi l'ha detto? Tu sei quello fidanzato da vent'anni che fa la parte del single felice.

9 hours ago, Almadel said:

Se vuoi "una sana dialettica" non appellarti alla mia empatia se ti pare di perdere terreno,

Non lo faccio per chiederti la cortesia di trattarmi bene. Lo faccio per chiederti la cortesia di trattarTI bene. Stai divendo il riflesso speculare di Adinolfi, un po' in tutto (sembri convinto che il male diventi bene semplicemente invertendo i poli, e non è così). È triste da vedere. Ci hai fornito degli spettacoli che mi hanno onestamente fatto sentire in imbarazzo, ultimamente.

9 hours ago, Almadel said:

Come?

Non ho capito se siamo in un mondo di gay costantemente soli (composto in prevalenza da FreakyFreddini)

in cui apparentemente solo io ho una vita sentimentale soddisfacente

o in un mondo in cui finiamo a convivere - a volte anche stupidamente - dopo un paio di mesi (composto in prevalenza da Almadellini).

dove solo tu apparentemente non riesci a trovare l'anima gemella.

Io credo che i due mondi invece convivano simultaneamente:

con la la differenza che gli Almadellini si trovano benissimo tra loro e un po' si dispiacciono di non costruire una comune tutti insieme

e i FreakyFreddini invece si considerano reciprocamente dei lebbrosi e sperano solo che ci venga un coccolone.

Gli almadellini non sono piccoli Almadel, non più di quanto i grillini non siano piccoli grilli.

C'è in effetti una cosa che invidio attivamente di te: ti ho visto riuscire, una volta, a dire merda di chi non fa sesso anale e a vedere uno che non lo fa intervenire contro di me invece che contro di te. Fa riflettere, non è vero? Non sarei mai riuscito in un trucco del genere, lo ammetto...

Vedi, non serve essere tutti come te per abbracciare il tuo ragionamento, come non serve essere Bezos per alimentare un sistema capitalistico. In effetti non serve nemmeno essere d'accordo con te. Basta... subirti.

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Hinzelmann
12 hours ago, schopy said:

Spe...non è che non si fosse creata una sorta di intimità...è che poi si trasformava in un dialogo tra delusi che è un pessimo inizio per una frequentazione :D comunque, ora le evito.

Giocavate ad eccitarvi alimentando uno le aspettative dell'altro dài su, se lo facevate -diciamolo- mica c'è da vergognarsi

Ovviamente sarebbe l'esatto opposto del creare intimità...insomma è chiaro che da un lato uno non si può mai essere all'altezza delle cose che si dicono per provocare o per eccitare o semplicemente piacere e dall'altro si rischia di sembrare dei personaggi da ricovero psichiatrico

Quindi è chiaro che, se il contenuto della chat è questo...meglio evitare, ma assolutamente fisiologico per un ragazzino passarci attraverso

Chiaro che se la chat è solo questo è comunque qualcosa da archiviare, come sintomatico di immaturità

12 hours ago, schopy said:

Trascuri il fatto che molte persone fidanzate sono più inclini al compromesso di molte persone single...o almeno, così mi pare guardando ai single e alle coppie che conosco.

Questa è una tua impressione che però potrebbe significare cose diverse, perchè "compromesso" non è in genere interpretato come qualcosa di positivo, neanche il fatto di essere "troppo esigente", però insomma dividere il campo fra persone troppo esigenti e disponibili al compromesso, ammetterai che non è una visione entusiasmante

Se invece intendi dire che tu hai mirato "troppo in alto" nel senso dell'ingombro fallico, con il risultato di non riuscire poi a creare una relazione con queste persone ok questo è plausibile, nella misura in cui in ambito gay ci sono due maschi e quindi l'ingombro fallico non è solo in chi si esibisce ( come in genere accade tra gli etero ) ma anche in chi ammira l'esibizione.

 

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schopy
11 hours ago, Hinzelmann said:

Questa è una tua impressione che però potrebbe significare cose diverse, perché "compromesso" non è in genere interpretato come qualcosa di positivo, neanche il fatto di essere "troppo esigente", però insomma dividere il campo fra persone troppo esigenti e disponibili al compromesso, ammetterai che non è una visione entusiasmante

No, però essere troppo selettivi talvolta impedisce di vedere quel che di buono s'incontra strada facendo...comunque, la solitudine sarà penosa, però, da single, troverei molto strano aprire la chat ogni due giorni col fermo proposito di incontrare il ragazzo perfetto con cui fidanzarmi. Io non so se i single del forum si comportino così, qualche volta ne danno l'impressione...e sono ragazzi svegli, capaci in molti ambiti...

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FreakyFred
2 hours ago, schopy said:

troverei molto strano aprire la chat ogni due giorni col fermo proposito di incontrare il ragazzo perfetto con cui fidanzarmi. Io non so se i single del forum si comportino così, qualche volta ne danno l'impressione...e sono ragazzi svegli, capaci in molti ambiti...

Schopy, come ho detto più e più volte, questo è uno strawman, una parodia.

Io vorrei fidanzarmi, questo è chiaro. Ma non significa che prendo il primo che vedo, gli metto le manette, inizio a telefonargli mattina e sera o ad assillarlo perché dobbiamo metterci insieme e dopo due ore inizio a fare il programma delle nozze.

Se vuoi saperlo, l'ultima volta ho tirato avanti una frequentazione "chiaramente ambigua", se mi si permette l'ossimoro, ci ho messo due mesi - due mesi di contatti giornalieri prolungati - prima di dire "ahò, ma che stamo a fa'?". Lo so, non sembrerà tanto due mesi rispetto a certi record che sono stati settati qui, ma tirare avanti una situazione di quel genere, dove l'altro sostanzialmente sta facendo di tutto per non farti capire cosa sta accadendo, per due mesi, è un livello di stress mostruoso, specie se sei innamorato perso. A me basterebbe che non passi il messaggio che una cosa del genere è normale: NO, non puoi tirare avanti la situazione ambigua per mesi, perché sottoponi l'altro ad uno stress che non sempre è in grado di sopportare, e che comunque MAI è giusto infliggergli.

Va di moda questa immagine del gay disperato che va in giro a chiedere a tutti "ci fidanziamo? ci fidanziamo? ci fidanziamo?", questo per creare "il pazzo" della situazione e avere gioco più facile a rimuoverlo. Nell'Almadel-pensiero questo accade perché questo qui è anche un disperato che non scopa (o almeno non con modalità e frequenza standardizzate secondo i protocolli) e quindi proietta il desiderio sessuale sul romanticismo.

La realtà però è che più o meno tutti i gay della terra dopo un paio di botte toste iniziano a troieggiare, o se preferiamo, a dissociare il fisico dallo psichico. Anche io. Non penso che questa sia una conquista, ma comunque è una cosa che accade. Gli incontri diventano sempre meno importanti, le frequentazioni sempre più prudenti e sempre più incerte e indefinite le loro modalità. Questo tipo di modalità ha UNA SOLA funzione: serve ad allentare la paura del legame e dunque di ferire o essere feriti. Effettivamente siamo tutti più rilassati se non dobbiamo pensare subito di sposarci dopo due ore passate insieme, è chiaro. Di certo abbiamo bisogno di un margine un minimo sfumato, un periodo di prova se vogliamo, eccetera eccetera. Ma parliamo di una cosa breve, confortevole, e soprattutto condivisa, con degli standard che definiscono il rapporto su cui i due si intendono. Ma non possono essere indefinite:

 

- le parole che usiamo (tutte, da "relazione" ad "amicizia" a "scopamicizia")

- i gesti che compiamo (tutti, dal bacio, alla carezza, all'abbraccio, al petting, al sesso orale, al sesso anale)

- le situazioni che viviamo (tutte, dalla cena fuori al weekend in montagna al cinemino alla passeggiata sulla spiaggia mano nella mano) 

- I mezzi di comunicazione (tutti, dalla chat, al forum, alla conversazione a quattr'occhi, alla lettera, alla mail)

- I tempi, i luoghi, le distanze (tutti, dalla vicinanza geografica, al numero degli incontri, alla durata degli incontri, alla durata della frequentazione)

Insomma non può essere indefinito TUTTO. Ragazzi, è così difficile capire questa cosa? Qualcosa che stia fermo ci vuole, porca troia. Come si fa a pensare di costruire relazioni senza comunicazione? L'Almadel-teoria si basa sull'assunto che la comunicazione fluisca sempre naturalmente, ed è un assunto platealmente falso. Non succede quasi mai, segue sempre dei codici. E in effetti Almadel ha dedicato tutto il suo abbondante tempo libero a stendere la sua enciclopedia dei codici gay, peccato che anche così non li abbia ancora capiti nessuno, e li condividano meno di nessuno. 

Sto leggendo proprio in questo momento un bellissimo saggio psicologico che si intitola "lo sforzo di far impazzire qualcuno". In esso l'autore suggerisce la tesi che le psicosi possano essere inconsciamente aggravate (o con-causate) dalla presenza intorno a noi di persone che si sforzano attivamente di farci impazzire. Per esempio, costringere qualcuno a stare per lunghi periodi in una situazione ambigua ed indecifrabile è un efficace strumento per farlo impazzire, e in alcuni casi per scaricare su di lui la propria pazzia. Ma questo non significa, intendiamoci, che l'atto sia fatto consciamente: in effetti la follia è contagiosa, e l'ambiguità dei messaggi mandati e ricevuti si riproduce da sé. Se non so cosa significano i messaggi che mi mandano, a un certo punto non saprò più nemmeno cosa significano quelli che mando io, perché chissà l'altro come li interpreta. Da lì è un passo a non riconoscere più il modo stesso in cui ci si sente. E come si può pensare che da questo caos assoluto possano nascere relazioni stabili? Ovvio che non riusciamo a fidanzarci, sarebbe strano il contrario.

E per inciso... il messaggio che "l'unico modo per fidanzarsi è fare di tutto per non fidanzarsi"... non vi pare abbastanza contraddittorio da sollevare il sospetto che sia fatto esattamente per cercare di farvi impazzire? Se lo metti alla prova nella prassi, non funziona se non in un caso su un milione, come il nostro iron84 ha sperimentato. Per cui necessità dell'ulteriore addentellato, che non so come facciate a digerire, che le relazioni sono un privilegio riservato a pochissimi fortunati belli, simpatici e dotati del misterioso fattore X. E non parliamo dei numerosissimi casi in cui la relazione funziona, ma non è passata attraverso la fase di tortura psicologica reciproca, che come tutto ciò che contraddice la teoria, si scarta. Se quell'argomento poi lo dissezioni logicamente, è una pura contraddizione in termini, perché entrare in una relazione è ovviamente un atto condizionato ad una scelta sia inconscia che cosciente. E nel tentare di eseguire il metodo, quasi immancabilmente, uscirete pazzi come cavalli, perché dovrete accettare via via cose sempre più pazzesche, al punto che bisognerà postulare che FreakyFred, e specificamente lui, è geneticamente incapace di avere relazioni. Per ora solo lui. Per ora. Il prossimo sei tu che stai leggendo in questo momento.

Questa è follia pura, ragazzi. Lucida, e per questo tanto più inquietante, ma sempre follia pura

Edited by FreakyFred

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Beppe_89
22 minutes ago, FreakyFred said:

Sto leggendo proprio in questo momento un bellissimo saggio psicologico che si intitola "lo sforzo di far impazzire qualcuno".

Hai letto la recensione di "Joker" su Esquire? 

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FreakyFred
Just now, Beppe_89 said:

Hai letto la recensione di "Joker" su Esquire? 

Bravo Beppe :D 

Dopodiché sono andato a cercarmi l'articolo. Me lo sono -ahem- legalmente procurato. È molto, molto interessante.

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Hinzelmann
11 hours ago, schopy said:

No, però essere troppo selettivi talvolta impedisce di vedere quel che di buono s'incontra strada facendo...comunque, la solitudine sarà penosa, però, da single, troverei molto strano aprire la chat ogni due giorni col fermo proposito di incontrare il ragazzo perfetto con cui fidanzarmi.

Certo può accadere,  è capitato a tutti di scegliere o essere scelti per l'aspetto fisico e/o essere scartati rispetto ad una persona più attraente di noi

Quando tu però dici che questo può impedirci di vedere "quel che di buono s'incontra" stai dicendo in fondo che esiste una dimensione "relazionale" del desiderio, che chiaramente non può scaturire da una chat erotica in cui giochiamo a provocarci ( diamo solo un supporto narrativo alle immagini-foto al desiderio di godere sessualmente ) ma da un incontro in cui c'è un riconoscimento reciproco di valore. Nel momento io cui io dico che tu sei una persona che vale, che ha valore, io in fondo sto dicendo che essere desiderato/riconosciuto da te mi piace e mi interessa di più del resto, non lo definirei un "compromesso".

Un primo problema è che molti gay non si piacciono e quindi hanno molta paura di sottoporsi realmente ad un giudizio di valore, meglio aderire ad una piccola identità sessuale che mi garantisce il soddisfacimento del desiderio di godere, anche se è un desiderio destinato a consumarsi.

Se tu mi scrivi che serve un "compromesso" è come se implicitamente mi dicessi che io non ti sto attribuendo un valore vero ( mi piace/interessa più del resto ) ma mosso dalla paura della solitudine mi "accontento" di te, con il risultato che io sono uno "sfigato" che vive in solitudine, ma anche te non vali granché. Insomma lo scenario che delinei non è entusiasmante e non lo generalizzerei.

 

 

 

Edited by Hinzelmann

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davydenkovic90

Ribadisco che quello di non riuscire a fidanzarsi sia un problema facilmente comprensibile caso a caso ma difficilmente generalizzabile. Il motivo per cui Gigi Hadid è single non è lo stesso per cui Schopy è single, che non è lo stesso per cui altri sono single. Però, in ognuno di questi casi, VOLENDO, si può capire il perché ed eventualmente correggere qualcosa per aumentare le probabilità di riuscita. 

Se uno ha problemi con l'essere single e il rimorchio non dà mai i suoi frutti, be', intanto può basarsi sulle esperienze che non sono andate a buon fine, cercando di capire perché non sono andate a buon fine, e poi eventualmente chiedere a un amico, schietto e fidato, qualche dritta per poi correggere e mettere in discussione se stesso, non "gli altri", "i gay", a meno che non voglia fondare il forum dei brutti gay e omofobi.

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FreakyFred

Neanche il motivo per cui Pippo è disoccupato sarà esattamente lo stesso per cui lo è Gigio, ma dal 2008 in poi la disoccupazione galoppa, e sono molto identificabili le ragioni socioeconomiche per cui ciò si verifica. E se non si agisce su di esse continuerà a salire. Di certo esistono le storie personali con tutto il livello di dettaglio che vuoi, ma poi esiste anche una storia collettiva di cui dobbiamo avere consapevolezza.

Naturalmente, pensare che davvero una società abbia una malattia è difficile, perché richiede necessariamente che ciascuno si interroghi sul ruolo che egli ha in quanto vi partecipa.

D'altro canto, una cosa è un legittimo invito all'autoanalisi (che però alla settantacinquesima volta scoccia un pochino pure quello), un'altra è castrare a sforbiciate la riflessione sui problemi sociali riducendo tutto, e dico tutto, anche problemi di diffusione quasi pandemica, a responsabilità individuali.

Quello è quello che fanno i suprematisti bianchi in USA: se gli si fa notare che i neri sono incarcerati il triplo dei bianchi e questo è jn problema sociale su cui dobbiamo agire come società, ti dicono "è perché l'individuo nero commette più reati, dipende dalla persona". Il fatto che i neri come gruppo sociale siano poveri, abitino in case più malsane, frequentino scuole di merda e abbiano meno possibilità di studiare non esiste. Se davvero dipendesse tutto dalla persona, allora i neri non sarebbero incarcerati tre volte di più. Si può anche dire che alla fine la responsabilità specifica del reato è in capo all'individuo, in un certo senso è anche vero, ma questo non autorizza ad astrarre l'individuo dal suo contesto sociale.

 

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davydenkovic90

Per me il paragone con la disoccupazione non è tanto calzante perché ognuno di noi, volendo, può accedere in pochi clic a un numero enorme di profili di ragazzi gay della propria città, tutti alla ricerca della stessa cosa. Comunque, seguiamo questo paragone. Quando nasce il problema? Quando uno non ha neanche finito il liceo e vuole fare un concorso per diventare professore universitario, oppure quando uno alto 1,50 vuole campare di sfilate a Milano e Parigi. E' chiaro cosa c'è che non funziona e non possiamo dare la colpa agli atenei o agli stilisti che, poveretti, hanno i loro standard evidentemente per poter fare qualcosa di buono dal loro punto di vista.

Se un ragazzo molto bello non mi vuole, io lo capisco e non pontifico. Intanto perché non serve, perché ho quasi trent'anni e non 12, e poi perché è controproducente farsi il sangue amaro come nel forum dei brutti, e anche peggio perché là sono misogini, che già è orribile, e qui ce la prendiamo l'un con l'altro, che è peggio.

E se anche la colpa fosse davvero dei gay, della giungla di superficiali, cattivi e ambigui che stanno là fuori, che senso ha dare loro tutto questo peso mettendosi a discutere? Piuttosto provare a correggere qualcosa nell'approccio, capire se stiamo corteggiando le persone sbagliate, se effettivamente noi siamo, per gli altri, piacevoli da frequentare e se provano qualcosa verso di noi oppure no,  agire di conseguenza e magari frequentare solo quella nicchia di ragazzi che riteniamo maturi e corretti (e ce ne sono) magari anche solo in amicizia.

E chiedere magari a questi amici (non su un forum) qualche dritta su come far andar bene una cosa che finora non ha dato frutti.

Edited by davydenkovic90

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FreakyFred

Momento momento: stai dicendo che neanche la disoccupazione è un problema sociale?

E suppongo che non abbia neanche senso discutere, dunque, delle ragioni sociali della disoccupazione, crisi, tassazione, condizioni del mercato, visto che non esistono e se non trovi lavoro la colpa è sempre tua. E anche se non lo fosse, non bisogna dirlo, perché "non è produttivo", "è una lagna" e via ciarlando. 

Mi sorprende veramente il blocco totale che sembri sperimentare nel momento in cui si debba discutere di qualcosa che vada oltre io me ed Irene. È davvero eccessivo; ma chi ha detto che il gay forum debba essere solo una - pessima - posta del cuore? Non dico che le esperienze personali non contano, ma possono, e dovrebbero anche, rientrare in un discorso più ampio. È chiaro che la difficoltà ad accoppiarsi è un problema sentito e condiviso da molti. Quando incontri altri che hanno il tuo stesso problema di norma sviluppi una coscienza collettiva, "di classe" se vogliamo stiracchiare il concetto, è naturale. Eppure tu continui ad insistere che ognuno se lo tenga strettamente per sé il suo problema, o al massimo (MEGLIO!) che te lo dia in pasto con un bigliettino che dice "aiutami ti prego sono un povero sfigato spiegami come si diventa cool come te". Perché? Perché questa pretesa assurda?

Tu cerchi di colmare il gap fra le esperienze individuali e i fenomeni collettivi nel modo più banale: negando i secondi. Ma è sbagliato. As simple as that. Non si può assecondare una pretesa del genere, è folle. Ma è vero che l'apice della disgregazione sociale è raggiunto proprio quando la gente inizia a ragionare come te, ovvero diventa incapace di cogliere un quadro delle cose che vada oltre l'individuo-atomo, e perde perfino le categorie ideali per ragionare di ciò. Una specie di lobotomia incruenta.

Edited by FreakyFred

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schopy
12 hours ago, Hinzelmann said:

Se tu mi scrivi che serve un "compromesso" è come se implicitamente mi dicessi che io non ti sto attribuendo un valore vero ( mi piace/interessa più del resto ) ma mosso dalla paura della solitudine mi "accontento" di te, con il risultato che io sono uno "sfigato" che vive in solitudine, ma anche te non vali granché. Insomma lo scenario che delinei non è entusiasmante e non lo generalizzerei.

Può essere che io utilizzi aggettivi impropri, ma se per me qualsiasi cosa di meno di, che ne so, Eric Clapton nel 1975 rappresenta "un compromesso", magari per fidanzarmi occorre cedere al "compromesso"...o meglio, devo concedere delle possibilità ad un ragazzo che pure non corrisponde al mio ideale e forse, se tutto va bene, lo svolgersi degli eventi reali avrà la meglio sulle fantasie.

20 hours ago, FreakyFred said:

Se vuoi saperlo, l'ultima volta ho tirato avanti una frequentazione "chiaramente ambigua", se mi si permette l'ossimoro, ci ho messo due mesi - due mesi di contatti giornalieri prolungati - prima di dire "ahò, ma che stamo a fa'?". Lo so, non sembrerà tanto due mesi rispetto a certi record che sono stati settati qui, ma tirare avanti una situazione di quel genere, dove l'altro sostanzialmente sta facendo di tutto per non farti capire cosa sta accadendo, per due mesi, è un livello di stress mostruoso, specie se sei innamorato perso.

Non vorrei essere indelicato, ma tu davvero contatti per primo qualcuno continuativamente per due mesi in chat per capire che intenzioni ha con te?

21 hours ago, FreakyFred said:

Per esempio, costringere qualcuno a stare per lunghi periodi in una situazione ambigua ed indecifrabile è un efficace strumento per farlo impazzire, e in alcuni casi per scaricare su di lui la propria pazzia. Ma questo non significa, intendiamoci, che l'atto sia fatto consciamente: in effetti la follia è contagiosa, e l'ambiguità dei messaggi mandati e ricevuti si riproduce da sé. Se non so cosa significano i messaggi che mi mandano, a un certo punto non saprò più nemmeno cosa significano quelli che mando io, perché chissà l'altro come li interpreta.

Direi che questi sono i casi in cui è bene diventare assertivi prima che la cosa faccia male ad entrambi; prima che il periodo si allunghi tanto da renderci tutta la situazione angosciosa trovo corretto palesare le proprie intenzioni e richiedere un confronto. 

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FreakyFred
5 hours ago, schopy said:

Non vorrei essere indelicato, ma tu davvero contatti per primo qualcuno continuativamente per due mesi in chat per capire che intenzioni ha con te?

Ora tu mi dirai esattamente cosa ti fa pensare che contattassi io per primo.
Ovviamente non è vero. Non l'ho mai detto, e infatti non era così.
Dunque voglio sapere perché e su che basi ti sei inventato questa componente immaginaria della vicenda. 

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Hinzelmann
12 hours ago, schopy said:

Può essere che io utilizzi aggettivi impropri, ma se per me qualsiasi cosa di meno di, che ne so, Eric Clapton nel 1975 rappresenta "un compromesso", magari per fidanzarmi occorre cedere al "compromesso"...o meglio, devo concedere delle possibilità ad un ragazzo che pure non corrisponde al mio ideale e forse, se tutto va bene, lo svolgersi degli eventi reali avrà la meglio sulle fantasie.

Intendiamoci non nego che il fenomeno che descrivi possa esistere , diciamo che se qualcosa del genere capitasse a te ( ma anche a me ) io non direi che tu o io abbiamo accettato un "compromesso" o più precisamente :

Se ci riferiamo ai desideri irrealistici dell'adolescenza sicuramente tutti siamo venuti ai patti con la realtà, nella misura in cui ognuno di noi forse deve estrarre da "Eric Clapton" ( o altri oggetti di desiderio da ragazzini ) dei "pezzi" del puzzle della sua immagine ,che sia realistico poter trovare in altri ( solo a queste condizioni il desiderio può diventare un bisogno che può essere soddisfatto non implicando più una forma di riconoscimento assoluto  ). D'altronde questo step dal desiderio irrealistico al desiderio realistico, dovrebbe segnare il passaggio fisiologico dall'inattività sessuale all'attività sessuale. Può anche accadere che in una prima fase tu abbia bisogno di una chat erotica di supporto, poi però dovrebbe formarsi una immagine desiderabile realistica, che è ciò che usualmente viene definito come "il tuo tipo" ( che è un insieme di caratteristiche abbastanza fungibili )

Ovviamente io posso continuare a differire dal "tuo tipo" anche se non è più Eric Clapton, e viceversa. Diciamo pure che il cd "colpo di fulmine" altro non è che il casuale incontro con una persona che corrisponde in più di un singolo pezzo feticistico al nostro tipo ( anche se questa persona si rivelerà essere la peggiore del mondo, perchè di fatto non la conosciamo neanche ) Tuttavia converrai con me che per innamorarsi occorre un di più, occorre che io ravvisi nella tua persona qualcosa di infungibile, che è solo tuo ed implica un giudizio di valore complessivo e questo è un desiderio relazionale, non un compromesso ma un "andare oltre".

Dài non litigate....

6 hours ago, FreakyFred said:

Dunque voglio sapere perché e su che basi ti sei inventato questa componente immaginaria della vicenda. 

Edited by Hinzelmann

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FreakyFred

Mi sarei anche un pochettino rotto il cazzo di farmi cucire addosso etichette basate sul nulla. Io ora voglio sapere da dove ha preso schopy l'idea che io sia questa cozza che scrive tutti i giorni per due mesi ad uno che non lo caca.

OVVIO che venissi cercato anche io, pensate che non abbia niente di meglio da fare che perdere i mesi in quel modo? 

Che io sia un allucinato che i segnali d'interesse se li sogna pensavo che ci credesse solo Davy per chissà quale motivo suo, e magari Almadel perché è Almadel, ma che pure schopy si sia slurpato goduriosamente questa fantasiosa immagine proiettandomene addosso gli attributi è una - irritante - sorpresa.

 

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Priscilla

Forse pensano che tu sia solo un disperato bavoso morto di cazzo alla disperata e matta ricerca del twink ideale secondo il tuo immaginario neuroatipico, i quali però se ne approfittano altamente sfruttandoti solo per sesso e drinks. Forse. Ma pare strano perché nessuno ha scritto niente. Quindi vorrei capire anche io come fate a trarre tutte queste deduzioni su Freaky

Edited by Priscilla

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Hinzelmann
3 hours ago, FreakyFred said:

Mi sarei anche un pochettino rotto il cazzo di farmi cucire addosso etichette basate sul nulla.

Ovviamente se dici questo l'intervento di @Priscilla lo chiami...nessuna sorpresa

Quanto a Schopy non so, in realtà l'esperienza di essere in qualche modo in balia del desiderio ( arbitrario /capriccioso ) dell'altro, è una esperienza che avete anche condiviso

Forse la differenza è che @schopy lo ha vissuto al 100% come esperienza anche sessuale di dipendenza, ma con un carico di angoscia certamente maggiore

 

 

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FreakyFred

Ok. Mettiamola così: visto che devo andare alla sbarra, vi va bene se convoco un testimone? Così finalmente avrete quello che volete da me, il porno sentimentale, e io quello che voglio da voi, che la smettiate di proiettarmi minchiate addosso. Lo vogliamo fare? Facciamo il realiti sció ad uso e consumo del nuovo ("nuovo") troll?

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FreakyFred

(Nel frattempo cerco di identificare Priscilla; per ora il solo dato certo è che sbaglia la concordanza dei verbi; purtroppo è un po' poco)

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schopy
17 hours ago, FreakyFred said:

Ora tu mi dirai esattamente cosa ti fa pensare che contattassi io per primo.

Dal modo in cui raccontavi l'accaduto...comunque, anche fosse stato, io in genere non condanno l'ingenuità 🙂

E poi dai Freaky, vai sciallo, qua io non ho lezioni da dare a nessuno; il mio primo morosetto io l'ho stalkerato per mesi, avrebbe dovuto denunciarmi e invece è un ragazzo davvero buono, del quale posso felicemente dirmi amico dopo tanti anni.

11 hours ago, Hinzelmann said:

Tuttavia converrai con me che per innamorarsi occorre un di più, occorre che io ravvisi nella tua persona qualcosa di infungibile, che è solo tuo ed implica un giudizio di valore complessivo e questo è un desiderio relazionale, non un compromesso ma un "andare oltre".

Convengo convengo. Andiamo oltre il compromesso.

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FreakyFred
8 minutes ago, schopy said:

Dal modo in cui raccontavi l'accaduto...comunque, anche fosse stato, io in genere non condanno l'ingenuità 🙂

Io sì, se urta i nervi o fa danni.

Comunque no, ciò che ho detto è solo che era una situazione ambigua, ma una situazione in cui X desidera stare con Y e lo dimostra costantemente, e Y invece cerca solo di ignorare X, non è ambigua, è molto chiara, e dopo quindici anni ho imparato un tantinello a riconoscerla. Se ancora qualcuno riesce a fottermi a questo gioco è perché veramente gioca sull'ambiguità quasi ad arte. Anche io ho avuto la mia fase stalker. Finita circa sette anni fa. 

Mi scoccia tutto ciò perché, come hai ben visto, c'è chi mi ha letteralmente intrappolato a vita in questo ruolo dello stalker, e non è piacevole. Proprio perché in passato ho avuto la mia fase stalker e ne ho molto sofferto, oggi sono più sgamato e considerevolmente più sicuro di me, oltre che, sul versante negativo, estremamente sensibile ai segnali di rifiuto. Del tipo, se non mi rispondi a un messaggio per quattr'ore io già mollo la spugna perché penso di non piacerti abbastanza.

Quindi se capita che mi trovo intrappolato in una situazione tossica vuol dire, poco ma sicuro, che dall'altro lato c'è una persona che mi ha davvero messo in difficoltà con un comportamento molto contraddittorio. Magari non necessariamente di proposito o per malizia, ma è certo che lo abbia fatto.

Il problema generale, di dinamiche sociali, di cui parlo (e di cui parla l'articolo che citavo) consiste proprio nel fatto che i comportamenti contraddittori sono stati normalizzati e istituzionalizzati. Il che significa che, in effetti, Gigio può davvero giocare come gli pare con la mia testa e col mio cuore, trattandomi un giorno come un fidanzatino, il giorno dopo come un amico platonico e quello dopo ancora come uno sconosciuto per poi ricominciare da capo, e giustificare questo carosello di schizofrenie come una prassi ordinaria nella gestione dei rapporti (una "scopamicizia"), nella quale toccava a me l'onere di sapermi barcamenare... Ma in cui in realtà è quasi impossibile barcamenarsi, perché non ci sono categorie per farlo. Dove conduce tutto ciò è ovvio e lo vediamo tutti i giorni; ma per esempio vorrei ricordare che su queste pagine c'è stato perfino chi ha giustificato la pratica del seduci-e-abbandona; era considerata tradizionalmente (a ragione) l'epitome della stronzaggine in amore, mentre ora se succede una cosa del genere è colpa del sedotto-passivo che "non doveva farsi i film". Se su queste cose belle ci volete riflettere, food for thought, se no stigrancazzi.

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Hinzelmann
On 10/10/2019 at 8:33 PM, schopy said:

il mio primo morosetto io l'ho stalkerato per mesi

Non mi pare un peccato capitale, soprattutto da ragazzini o da newbie, chi non ha fatto pasticci con il primo morosetto?

D'altronde se esiste il ghosting siamo già approdati a qualcosa che si presta ad essere interpretato come fenomeno speculare e contrario : tu mi stalkeri ed io ti faccio il ghosting...ma anche e solo, tu per certi versi mi dimostri di sentire la mia mancanza ( che è già l'apertura ad un desiderio amoroso ) ed io ti faccio il ghosting. Ovviamente nel primo caso sono più giustificato che nel secondo, perchè è legittimo che tu provi un desiderio amoroso nei miei confronti, ma non deve diventare una ossessione nel caso in cui non sia reciprocato...mi pare però che di fatto la gente scompaia in entrambi i casi

On 10/10/2019 at 8:33 PM, schopy said:

Convengo convengo. Andiamo oltre il compromesso.

Insomma è chiaro che tu non sei più quel ragazzino insicuro che ha fatto degli errori di immaturità, all'epoca magari credevi che il sesso fosse un istinto naturale oggi sarai consapevole del fatto che è qualcosa di intrinsecamente molto più fragile

 

 

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