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LuxAeterna

(Dis)umanità omosessuale

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Hinzelmann
4 hours ago, FreakyFred said:

Molto probabile. 

E poiché, come notavi tu, i gay hanno molto risposto alla discriminazione, alla vergogna, alla colpa erotizzandoli, allora curiosamente spesso trovano che la cosa più erotica in assoluto sia proprio farli sentire in quel modo... 

Ma allora parliamo di questo

Perchè ancora oggi io leggo l'intervento di Schopy e la parola omofobia o omonegatività non compare?

Devo leggere un discorso sul simbolo ( in generale come se non ne potessero esistere di positivi ) e sulla artificiosità, certo magari ispirato dal contesto della discussione ( visto che vi piace rispondere a Mario1944 ) ma un discorso semplice e lineare del tipo : a 19 anni mi ero rassegnato al fatto di essere gay, ma non ero orgoglioso di esserlo e questo ha guastato la mia vita sessuale e affettiva negli anni migliori, facendomi avere esperienze negative piutttosto che positive etc?

Un discorso di questo tipo non c'è verso di leggerlo

Edited by Hinzelmann

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freedog
4 hours ago, FreakyFred said:

Magari canto.

Ma solo canzoni noiose, se no vado out of character.

cos'è, una minaccia?

😁

 

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Saramandasama
29 minutes ago, Hinzelmann said:

Ma allora parliamo di questo

Perchè ancora oggi io leggo l'intervento di Schopy e la parola omofobia o omonegatività non compare?

Devo leggere un discorso sul simbolo ( in generale come se non ne potessero esistere di positivi ) e sulla artificiosità, certo magari ispirato dal contesto della discussione ( visto che vi piace rispondere a Mario1944 ) ma un discorso semplice e lineare del tipo : a 19 anni mi ero rassegnato al fatto di essere gay, ma non ero orgoglioso di esserlo e questo ha guastato la mia vita sessuale e affettiva negli anni migliori, facendomi avere esperienze negative piutttosto che positive etc?

Un discorso di questo tipo non c'è verso di leggerlo

This!

be proud be happy!

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FreakyFred
43 minutes ago, Hinzelmann said:

visto che vi piace rispondere a Mario1944

Su, su, bambini, lo sapete che per me siete tutti uguali. 

Ma colgo il tuo assist, parlando di una cosa che conosco.

Essere "rassegnati" all'essere omosessuali è spesso la prima reazione. Ed è anche abbastanza comprensibile. Gettarcisi a capofitto e con entusiasmo non è semplice. Si consideri che lo stereotipo gay, pare non del tutto infondato, parla di una persona che fa una vita sessuale sregolata, perfino "sporca" in senso igienico (infetta) ma non è in grado di mantenere un rapporto e costruirsi una famiglia.

Malgrado ci sia chi reagisce allo stereotipo con un'ostentazione di retorica di facciata antifamilista (*COFF COFF*) secondo la quale, "ma dai, che vuoi che sia, non potersi fare una famiglia, mica è una delle esperienze fondanti dell'esistenza umana etc.", già uno deve digerire che non potrà avere figli (che è diverso dal decidere di non averne, significa scontrarsi con un limite), e poi deve pure digerire l'idea di essere destinato ad un'esistenza scopereccia ma priva di qualsiasi sentimento. E sottolineo: pure gli adolescenti etero che sognano lo scopare in libertà generalmente non fanno dello scopare senza freni un *progetto di vita*. Un gran bel passatempo, magari, sicuro. Non una prospettiva di vita. 

Sempre procedendo linearmente, la sessuofobia che già il gay ha in quanto declinata come omofobia, ovvero paura della propria sessualità, viene acuita dal fatto che vuole cercare di sfuggire a quella "maledizione gay" che sente sul proprio capo, una maledizione che lo condanna ad un'esistenza a base di sesso vuoto, un vissuto superficiale. E non v'è peggiore condanna per l'anima. Certo, non è il sesso il problema, anzi: i nostri adolescenti gay come tutti gli adolescenti hanno una spinta a scopare con qualsiasi cosa si muova; il problema è però che hanno una paura, anche abbastanza giustificata, di gettarsi in una vita di relazione che offre sempre e solo sesso. Cioè, io esco pazzo per le lasagne, ma se mi diceste che sono condannato a mangiare solo quelle per tutta la vita un pochettino sarei sospettoso quando iniziate ad offrirmi piatti di lasagne a ogni piè sospinto.

Ma come facciamo a conciliare il fatto che il sesso ci piace e lo vogliamo, e tuttavia non vogliamo finire a fare solo quello?

Un concetto che menzionavo in altra sede, credo a molti sia sfuggito perché dovevano proiettare cose su di me: porre la profondità come prerequisito per la superficialità. Non farò sesso senza amore, in questo modo eludo la maledizione ed elaboro la sessuofobia.

Una linea di ragionamento abbastanza banale, ma si scontra con una doppia problematica.

Un primo problema è che a questa negazione del sesso come "punto di partenza" non corrisponde una controproposta. Il nostro adolescente non sa come altro iniziare. Vorrebbe una relazione, ma la naturalezza con cui un etero può fluire dalla molteplicità delle esperienze scoperecce al momento in cui ne ha avute abbastanza, e nel frattempo ha fatto comunque esperienze significative in senso emotivo, "mette la testa a posto", è già andata a puttane in partenza. Vorrebbe una relazione, ma non sa come sarebbe fatta, non sa come iniziarla, non sa neanche qual è il bisogno effettivo che quella relazione andrebbe a soddisfare. E frattanto c'ha 'sto cazzo di desiderio di sesso costante che lo tiene sveglio la notte. 

Secondo problema: questo porre la profondità come prerequisito per la superficialità si articola di solito in una richiesta generica di romanticismo, in una vaga sensazione di affetto, nel desiderio di sentirsi di contar qualcosa e di essere amati. Tutto sempre molto molto vago, vaghezza è la parola d'ordine qui; sensazioni, impressioni.
Ma tutte queste sono mere sensazioni, requisiti di forma, che come tali non sono cose profonde. Una scatola di cioccolatini, un tramonto, una canzone romantica da quattro soldi alla radio, non significano niente. I seduttori etero hanno imparato nei secoli ad utilizzare tutto questo set di smancerie proprio per superare le difese delle donne e farsela dare. Per l'adolescente gay da un lato il romanticismo esorcizza la paura di una vita vuota, e dall'altra è come una "dose" per il drogato, si bea di quell'aroma artificiale di sentimento che gli ricorda la roba vera. Ma appunto è solo droga, finito l'effetto di una dose hai bisogno di un'altra. Il desiderio di sesso dal canto suo persiste. Ho perso il conto dei ragazzi che mi fanno il discorsone su quanto è importante l'amicizia, o il controllo degli impulsi, o conoscersi bene e vivere legami spirituali prima di buttarsi a letto... e poi vogliono scopare venti minuti dopo. Il punto è che resta un anelito, pienamente legittimo, alla profondità, ma al contempo manca qualsiasi esperienza della profondità e in compenso c'è l'orrore della profondità che la nostra società semplicemente ci insegna quotidianamente. È in questo microambiente caldo ed umido che prospera la nevrosi. 

Ma la soluzione per chi sente un anelito alla profondità non è certo l'invito ad essere più superficiale perché la verità è che essere superficiali è stra-facile. È solo molto insoddisfacente.

  

Edited by FreakyFred

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schopy
3 hours ago, Hinzelmann said:

Perchè ancora oggi io leggo l'intervento di Schopy e la parola omofobia o omonegatività non compare?

Devo leggere un discorso sul simbolo ( in generale come se non ne potessero esistere di positivi ) e sulla artificiosità, certo magari ispirato dal contesto della discussione ( visto che vi piace rispondere a Mario1944 ) ma un discorso semplice e lineare del tipo : a 19 anni mi ero rassegnato al fatto di essere gay, ma non ero orgoglioso di esserlo e questo ha guastato la mia vita sessuale e affettiva negli anni migliori, facendomi avere esperienze negative piuttosto che positive etc?

Ma non è vero che l'omofobia abbia guastato la mia vita sessuale negli anni migliori; certo quando son stato scaricato dal mio primo ragazzo ho sofferto talmente tanto da capire che le mie preoccupazioni chiamiamole "omonegative" erano decisamente secondarie...raccontata così ti piace di più?

Mo' mi tocca riscrivere la mia autobiografia...non sono un esempio di autorealizzazione, tuttavia sono meno "complessato" di quanto potrei dare a vedere.

 

 

2 hours ago, FreakyFred said:

Ma la soluzione per chi sente un anelito alla profondità non è certo l'invito ad essere più superficiale perché la verità è che essere superficiali è stra-facile. È solo molto insoddisfacente.  

Occorre però anche accordarsi su cosa intendiamo per profondità; talvolta accusare l'altro di superficialità è un trucco antipatico che permette al contempo di porsi in posizione di superiorità. Se c'è una caratteristica che, mi pare, faccia difetto a molti di noi è un filino di umiltà, di "spontaneità"...che penso ci aiuterebbe se non altro nella fase iniziale di una relazione.

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FreakyFred
1 hour ago, schopy said:

Occorre però anche accordarsi su cosa intendiamo per profondità; talvolta accusare l'altro di superficialità è un trucco antipatico che permette al contempo di porsi in posizione di superiorità.

Per me è importante solo che sia chiaro che la superficialità non è un'inclinazione o una disposizione umana, ma solo una comportamento. 

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Mario1944
41 minutes ago, FreakyFred said:

Per me è importante solo che sia chiaro che la superficialità non è un'inclinazione o una disposizione umana, ma solo una comportamento. 

Dicevano invece che solo ad un dio fosse riservata la sapienza,  agli uomini essendo solo concesso averla cara senza poterla conseguire, da cui l'esercizio della filosofia....  😉

D'altronde all'esame superficiale, seppur pomposamente appellato filosofia, siamo necessitati in virtù dei nostri ineluttabili limiti spaziali e temporali, non solo come individui, ma anche come specie:

ergo, se è un comportamento, dipende necessariamente dalla nostra natura e non possiamo comportarci altrimenti.

 

5 hours ago, FreakyFred said:

Non farò sesso senza amore, in questo modo eludo la maledizione ed elaboro la sessuofobia.

Dubito che la sessuofobia sia l'effetto del proposito di non fare sesso senz'amore:

semmai credo ne possa essere la causa o meglio una delle possibili cause, benché mi paia che la sessuofobia generalmente condanni l'attività sessuale a prescindere dall'affettività eventualmente connessa, la quale al più si stima possa edulcorare un male inevitabile perché insito nella partecipazione della stirpe umana alla corruttibilità della materia.

Infatti direi che il proposito di non fare sesso senz'amore o meglio senz'affettività, proposito che peraltro condivido pienamente, dipenda piuttosto dal ripudio di quella dicotomia anima corpo in forza della quale si stima che l'uomo possa fare certe cose fisicamente senza parteciparvi spiritualmente, quasi che le consideri perpetrate da un altro che da sé, dalla sua parte peggiore, più vile, caduca: dal corpo appunto,  senza implicarvi l'anima sua, destinata ad attività scevre da materialità contaminanti.

D'altronde, per la mera soddisfazione fisica dell'esuberanza sessuale, soprattutto nell'adolescenza e nella gioventù, l'autoerotismo è un rimedio facile e comodo:

perché impegolarsi con estranei senz'alcun godimento affettivo?

 

 

 

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FreakyFred
6 minutes ago, Mario1944 said:

ergo, se è un comportamento, dipende necessariamente dalla nostra natura e non possiamo comportarci altrimenti.

Un comportamento è una "possibilità". Non una tendenza. Non un destino. Non una natura. È ammesso dalla natura, ma questo non ne fa una natura. È questo è un sofisma scadente.

6 minutes ago, Mario1944 said:

Dubito che la sessuofobia sia l'effetto del proposito di non fare sesso senz'amore:

Ma se ho detto l'opposto? xD

La richiesta di romanticismo come presupposto per la sessualità soddisfa la necessità di "nobilitare" e rendere meno "sporca" l'attività sessuale, e al contempo esorcizza la paura di essere condannati al percepito destino-gay di una vita senza amore. 

Edited by FreakyFred

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Mario1944
42 minutes ago, FreakyFred said:

Un comportamento è una "possibilità". Non una tendenza. Non un destino. Non una natura. È ammesso dalla natura, ma questo non ne fa una natura.

Direi che hai un concetto limitato di comportamento:

ma va bene.

Ciò non toglie che i nostri limiti spaziali e temporali ci costringano alla superficialità:

al più possiamo essere, in certi campi, meno superficiali dei nostri antenati, ma una profondità sapienziale "divina" ci è preclusa.

 

42 minutes ago, FreakyFred said:

Ma se ho detto l'opposto?

"Non farò sesso senza amore, in questo modo eludo la maledizione ed elaboro la sessuofobia. "

Che intendi per "elaboro la sessuofobia"?:

io l'ho inteso nel senso:

"lavoro di concetto per divenir sessuofobo" 😉

42 minutes ago, FreakyFred said:

La richiesta di romanticismo come presupposto per la sessualità

Ma che romanticismo!:

si tratta solamente di non considerarsi scissi in anima e corpo, sì che il corpo possa pur andarene a spasso per conto suo a soddisfarsi dove gli pare, anche nelle condizioni più schifose, perché l'anima se ne sta tuttavia pura ed illibata ad aspettare la liberazione dalla corruttela fisica terrena o la sua anticipazione nell'amore d'un'altra anima.

 

42 minutes ago, FreakyFred said:

La richiesta di romanticismo come presupposto per la sessualità soddisfa nel contempo la necessità di "nobilitare" e rendere meno "sporca" l'attività sessuale

La richiesta d'amore o meglio d'affettività, che tu chiami pomposamente romanticismo, come presupposto del piacere sessuale non servono a "ripulirlo",  bensì servono a ricongiungere godimenti che una considerazione schizontica dell'uomo ha voluti separare.

 

Edited by Mario1944

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Hinzelmann
11 hours ago, schopy said:

Mo' mi tocca riscrivere la mia autobiografia...

Ho scritto "un discorso del tipo" cioè una tipologia di discorso che bypassa completamente il tema, è chiaro poi che se ha pesato 5 o 50 lo sai tu

Ma ovviamente quello che vale per te, vale per tutti ; cito te solo perchè l'intervento l'hai scritto tu

11 hours ago, schopy said:

ho sofferto talmente tanto da capire che le mie preoccupazioni chiamiamole "omonegative" erano decisamente secondarie...raccontata così ti piace di più?

Beh non mi pare irrilevante il fatto di essere dovuti passare attraverso esperienze prevalentemente emotive e per giunta dolorose per mettere in secondo piano l'omonegatività

 

 

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FreakyFred
20 hours ago, Mario1944 said:

Che intendi per "elaboro la sessuofobia"?:

io l'ho inteso nel senso:

"lavoro di concetto per divenir sessuofobo" 😉

Metabolizzo

20 hours ago, Mario1944 said:

La richiesta d'amore o meglio d'affettività, che tu chiami pomposamente romanticismo, come presupposto del piacere sessuale non servono a "ripulirlo",  bensì servono a ricongiungere godimenti che una considerazione schizontica dell'uomo ha voluti separare.

Momento.

Lo chiamo romanticismo. Forse avrei potuto chiamarlo sentimentalismo. Forse ancora melenseria. Si tratta non tanto dell'effettivo vissuto spirituale, bensì di tutta una serie di formalità, di riti, di gesti, che evocano il sentimento, ma sussistono benissimo senza alcun sentimento. La scatola di cioccolatini, per dire... Magari una scatola di cioccolatini speciali e costosi, sapendo che io sono appassionato di quello specifico tipo di cioccolato, al mio compleanno oppure all'anniversario, hanno un significato. Ma una scatola di cioccolatini da 2.99€ della Lidl regalata ad una persona che conosci da venti minuti è un gesto tanto vuoto quanto un pompino ad uno sconosciuto in dark room. 

Il sesso può essere separato dal sentimento. Ma anche il romanticismo, la smanceria, può essere dissociata dal sentimento. In effetti è facilissimo farlo.

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Mario1944
1 hour ago, FreakyFred said:

Il sesso può essere separato dal sentimento. Ma anche il romanticismo, la smanceria, può essere dissociata dal sentimento. In effetti è facilissimo farlo.

Be', a parte che romanticismo non mi pare il termine adatto, quanto alla smanceria, alle formalità da cioccolatini di prezzo vile eccetera è ovvio che hanno poco a che fare con i sentimenti e che potrebbero anzi benissimo essere inserite in un "corteggiamento" al fine di mera soddisfazione fisica sessuale senz'ombra alcuna d'affettività.

Ma appunto non si tratta, od almeno io non ho trattato, di simil affettività, ma di affettività autentica, da cui a mio parere il sesso si può separare, facendolo vivere per così dire di vita propria, solo in virtù della preventiva separazione tra anima e corpo, tra spirito e materia con una dicotomia dell'uomo che forse risale alla formazione primitiva della nostra specie.

 

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