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Rotwang

Qual è il senso delle istituzioni studentesche nelle università?

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Rotwang

Qual è il senso delle istituzioni studentesche nelle università? Hanno un'utilità per voi?

Edited by Rotwang

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Simba

A Bologna, per quanto ho potuto vedere, è fare polemica sui tornelli resisi necessari per evitare che la biblioteca universitaria diventasse un ennesimo punto di ritrovo per fancazzisti e spaccini. Poi c'è la battaglia per la riapertura di un centro sociale che occupava abusivamente un edificio (altra piazza di spaccio). C'è il supporto per i graffitari, anche quando questi si laureano in arte con una tesi che letteralmente ha del penale, dato che si trattava di un progetto artistico per cui una figura stilizzata di una testa che fuma un cannone veniva disegnata con gli spray su diversi palazzi storici (anche del 1200) della città in oltre 100 rappresentazioni. Ovviamente il supporto per i graffiti che vandalizzano patrimoni artistici è garantito anche a chi non lo fa per motivi di "studio". Poi c'è il collettivo studentesco, le cui locandine rappresentano l'apice delle loro conquiste rivoluzionarie: un cassonetto rovesciato in piazza. Che ovviamente verrà sistemato a spese dei contribuenti senza alcuno schiaffo all'establishment. Infine la costante occupazione di alcune vie del centro di Bologna, in cui non puoi fare due passi senza che ti vengano offerte droga e biciclette rubate, in cui l'aroma dell'urina degli studenti sui muri è gradevolmente bilanciata dalle esalazioni di cannabis e i poveri residenti hanno appeso striscioni per ricordargli che anche il loro sonno è un diritto che viene calpestato, ma quello evidentemente non è un concetto abbastanza proletario.

Insomma, per quello che vedo io, mi sembrano raduni di figli di papà parcheggiati all'università in fuoricorso che si divertono a fare casino con la scusa di protestare e andare contro il sistema, danneggiando il patrimonio artistico della città, favoreggiando la microcriminalità, deturpando le vie e molestando i residenti. Tutto questo ad opera della futura classe intellettuale. Poi con i gay sono tranquillissimi: l'omofobia è passata di moda per fortuna! Ma anche se non mi chiamano frocio penso di non avere comunque molto di cui parlare con questo tipo di persone.

Da ex-studente di un'altro ateneo in cui queste cose per fortuna mancavano, mi chiedo davvero anche io a cosa servano le istituzioni studentesche.

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schopy
On 9/6/2018 at 3:44 PM, Simba said:

A Bologna, per quanto ho potuto vedere, è fare polemica sui tornelli resisi necessari per evitare che la biblioteca universitaria diventasse un ennesimo punto di ritrovo per fancazzisti e spaccini. Poi c'è la battaglia per la riapertura di un centro sociale che occupava abusivamente un edificio (altra piazza di spaccio). C'è il supporto per i graffitari, anche quando questi si laureano in arte con una tesi che letteralmente ha del penale, dato che si trattava di un progetto artistico per cui una figura stilizzata di una testa che fuma un cannone veniva disegnata con gli spray su diversi palazzi storici (anche del 1200) della città in oltre 100 rappresentazioni. Ovviamente il supporto per i graffiti che vandalizzano patrimoni artistici è garantito anche a chi non lo fa per motivi di "studio". Poi c'è il collettivo studentesco, le cui locandine rappresentano l'apice delle loro conquiste rivoluzionarie: un cassonetto rovesciato in piazza.

Certo, a Bologna hai una percezione tutta alterata della faccenda, però non fare il vecchio a vent'anni, eddai... :D

Le istituzioni studentesche dovrebbero essere meglio strutturate, intervenire in Consiglio di Ateneo per tutelare studenti meritevoli privi di mezzi, premere per spillare cash all'Università. Nei centri sociali non direi che incontri molti figli di papà, piuttosto tanti ragazzi che vengono da famiglie già di "sinistra"...perciò c'è meno ribellismo di quel che ci si potrebbe aspettare, e più ideologia di quanta se ne vorrebbe trovare.

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Simba
On 9/12/2018 at 10:12 PM, schopy said:

Certo, a Bologna hai una percezione tutta alterata della faccenda, però non fare il vecchio a vent'anni, eddai... :D

Le istituzioni studentesche dovrebbero essere meglio strutturate, intervenire in Consiglio di Ateneo per tutelare studenti meritevoli privi di mezzi, premere per spillare cash all'Università. Nei centri sociali non direi che incontri molti figli di papà, piuttosto tanti ragazzi che vengono da famiglie già di "sinistra"...perciò c'è meno ribellismo di quel che ci si potrebbe aspettare, e più ideologia di quanta se ne vorrebbe trovare.

Hai ragione, mi sento un po' un vecchio a dire ste cose e fare il brontolone. 🤣 Però resto davvero deluso dalla mancanza di ideali dietro molte associazioni studentesche, sembrano spesso una scusa per fare casino. Con figli di papà intendevo comunque persone che vengono da famiglie che hanno i soldi per permettersi di essere mantenuti come fuori sede e senza molta fretta di finire gli studi prima che questi soldi finiscano, visto che se la prendono ben comoda e purtroppo anche lì di ideologia ne vedo poca. Un po' come quando vedo le scritte sui muri a carattere antifascista. Credo che ci sia più fascismo nel strillare la propria idea sopra le altre e danneggiare il bene di tutti per farlo, che fascisti veramente offesi e colpiti dal gesto 😜

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Bloodstar

Le asscociazioni studentesche fasciste sono le uniche a mantenere una loro vitalità e coerenza. Almeno a Roma.

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Hinzelmann

Beh la Sinistra non gode di buona salute da nessuna parte ed in nessuna classe di età.

Paradossalmente è evaporata durante la più grande crisi economica dal 1929.

Qualora non lo sappiate a Firenze l'estrema destra ha 32 eletti su 58 alla consulta provinciale degli studenti, ovviamente parliamo di scuola media superiore e come si sa vota una esigua minoranza...mai però l'estrema destra aveva conquistato i licei fiorentini.

La speranza è che gravi su risultati del genere l'assenza del M5S ed il fatto che il PD si è impiccato sulla cd buona scuola e l'alternanza scuola-lavoro, cioè dei fattori contingenti che li hanno messi totalmente fuori gioco.

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dreamer_
On 8/31/2018 at 8:04 PM, Rotwang said:

Qual è il senso delle istituzioni studentesche nelle università? Hanno un'utilità per voi?

Il senso è portare avanti i diritti degli studenti in una logica di contrapposizione tra giovani squattrinati clienti dell'università contro anziani benestanti gestori dell'università.

Questo di esplica nella quantità di borse di studio e servizi offerti agli studenti e nella richiesta di apertura ideologica al progressismo da parte dell'università come istituzione.

Hanno utilità? In teoria sì -ricoprono lo stesso ruolo dei sindacati dei lavoratori- di fatto quasi no perché al pari dei sindacati perdono anno dopo anno potere contrattuale per via di uno scarso coinvolgimento della propria base elettorale (lo studente universitario che vuole solo laurearsi e non istruirsi) e perché in Italia l'università pubblica dipende più dal ministero che dagli studenti per ricevere i fondi necessari.

Periodicamente riescono ad ottenere qualche minuscola rivendicazione quindi il loro operato è sia a priori che a posteriori utile agli studenti.

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Bloodstar
16 hours ago, dreamer_ said:

perdono anno dopo anno potere contrattuale per via di uno scarso coinvolgimento della propria base elettorale (lo studente universitario che vuole solo laurearsi e non istruirsi)

Iscriversi all'università per istruirsi presuppone una famiglia facoltosa (e bendisposta) alle spalle. Oltretutto la pia illusione di farsi una cultura non è raro che si infranga sull'inadeguatezza complessiva dell'accademia nostrana.

Le istituzioni studentesche non fasciste, almeno alla Sapienza, sono una vera e propria sopravvivenza frazeriana dei bei tempi andati, cristallizzate su fondamentali questioni di principio ed elevatissime rivendicazioni ormai portate avanti per pura inerzia. Vanno avanti stancamente nel silenzio e il disinteresse generali.

On 9/12/2018 at 10:12 PM, schopy said:

Certo, a Bologna hai una percezione tutta alterata della faccenda,

Ma infatti. Io sono sorpreso dall'apprendere che le istituzioni studentesche felsinee mantengono quel minimo di vitalità e seguito da fare un'occupazione o una contestazione (giuste o sbagliate che siano).

Edited by Bloodstar

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dreamer_
3 hours ago, Bloodstar said:

Iscriversi all'università per istruirsi presuppone una famiglia facoltosa (e bendisposta) alle spalle.

Nient'affatto, io non parlo né di andare fuori corso né di fare dell'università una fantomatica esperienza di vita.

Quello a cui mi riferisco è il diverso rapporto che si è venuto a formare tra studente e corso di laurea. Gli studenti si iscrivono per ottenere una certificazione e l'università si sforza di offrirgliela senza curarsi troppo di quello che vi si nasconde dietro. Quello che importa ad entrambe le parti è la certificazione in sé e non il livello di istruzione che viene erogato che è dovrebbe invece essere il fulcro dei temi delle istituzioni studentesche.

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Bloodstar
On 11/14/2018 at 12:07 PM, dreamer_ said:

fare dell'università una fantomatica esperienza di vita.

Per carità d'Iddio, mai e poi avallerei una simile tesi.

On 11/14/2018 at 12:07 PM, dreamer_ said:

Quello che importa ad entrambe le parti è la certificazione in sé e non il livello di istruzione che viene erogato che è dovrebbe invece essere il fulcro dei temi delle istituzioni studentesche.

Dal mio punto di vista discutere del "livello di istruzione" è oramai una causa persa. Per chi fa una facoltà scientifica il problema di ricevere una adeguata istruzione si scontra coi concreti problemi economici e organizzativi che tutti conosciamo. Mentre le facoltà umanistiche sono talmente  (e convintamente) votate all'irrilevanza che è futile farsi degli scrupoli simili.

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