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Olimpo

Stefano Gabbana: 'Sono stufo di essere chiamato gay'

86 posts in this topic Last Reply

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Mario1944
1 hour ago, Ilromantico said:

quando si è tra coppie o in gruppi misti non mi pongo problemi, ma se è un'uscita di puro compagnerismo voglio viverla e farla vivere come tale.

Va be', ma questo è un altro discorso:

sta bene che una coppia omo non faccia certe cose in pubblico che non farebbe neppure una coppia etero, non sta bene invece che non faccia certe cose che una coppia etero farebbe, per timore di suscitare disapprovazione e ribrezzo in quanto cose fatte tra persone dello stesso sesso.

Il problema è sempre questo:

il nostro ritegno è figlio di un pudore comune o d'un pudore esclusivamente nostro?

E' chiaro che se il pudore è esclusivamente nostro, molto probabilmente, se non certamente, è indotto dall'omofobia ambiente e dunque implica una non parità dell'affettività omoerotica rispetto a quella eteroerotica.

Dal che poi consegue la necessità o almeno l'opportunità del ritrovarsi tra simili per sentirsi (più) liberi di manifestarsi.

Ripeto che tali considerazioni non devono essere giudicate astrattamente, ma concretamente in un contesto finora ed in parte ancora ferocemente omofobo:

non stiamo parlando del circolo degli amanti delle rose nere, ma di quello degli amanti dei bei ragazzi ;-)

Per tanto la pregressa ed in parte ancora attuale omofobia non è un evento marginale in queste considerazioni:

se la si assume come tale, cioè come evento marginale, è ovvio che le mie considerazioni divengono inconsistenti:

c'è indifferentemente il circolo degli amanti delle rose nere e quello degli amanti dei bei ragazzi.

Ma a me non pare proprio che siamo in concreto giunti a tale indifferenza.....

Edited by Mario1944

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davydenkovic90
2 hours ago, Mario1944 said:

l nostro ritegno è figlio di un pudore comune o d'un pudore esclusivamente nostro?

E' chiaro che se il pudore è esclusivamente nostro, molto probabilmente, se non certamente, è indotto dall'omofobia ambiente e dunque implica una non parità dell'affettività omoerotica rispetto a quella eteroerotica.

Dal che poi consegue la necessità o almeno l'opportunità del ritrovarsi tra simili per sentirsi (più) liberi di manifestarsi.

Ritrovarsi tra simili non serve più a essere liberi di manifestarsi. Serve proprio, al contrario, per farsi forza, reciprocamente, per confrontare esperienze con simili e affrontare con più coraggio e consapevolezza di sé il mondo esterno.

Chi va in associazioni, ad esempio? Mica uno che vuole rinchiudersi lì e fare la parodia di Mina vita natural durante. Ci va chi ha bisogno di consigli su come fare coming out, per paura della reazione dei genitori, per vivere serenamente la propria condizione di gay senza bisogno di nascondersi, anche solo per conoscere altre storie lgbt e solidarizzare con determinati problemi (E non ti è difficile capire di che parlo, caro Mario, dato che sono gli stessi argomenti di cui si parla nella quasi totlaità del forum)

Anche se, ovviamente la ragione principale per cui i gay cercano contesti gay, è rimorchiare. Sì, se vai in un bagno di un locale gay ci sta che tu trovi due ragazzi che fanno sesso. Ma non è che li trovi lì perché nel locale etero provano vergogna a fare una cosa del genere... li trovi lì perché si sono incontrati lì e scopano nel primo bagno che capita a tiro. 

I locali gay o i battuage o le saune esistono ancora, ma non svolgono più la funzione di nascondiglio, almeno per i gay più giovani (poi sicuramente ci sarà ancora qualche sposato della vecchia guardia che va al battuage e non vuole che si sappia)

Socialmente. essere gay non è come essere amanti delle rose nere, ma ci stiamo avvicinando molto. Lo stesso non-riconoscimento delle famiglie arcobaleno a livello giuridico non corrisponde per nulla a come tali famiglie vengono recepite nei contesti sociali in cui si trovano: le maestre nelle scuole  dove ci sono  bambini figli di due papà o di due mamme, accettano senza problemi la situazione di fatto. Stessa cosa negli ospedali.

L'omofobia, dato che si tratta di ignoranza, è propria solamente di quelle persone che, non sforzandosi minimamente di capire situazioni di vita diverse dalla propria, si impegnano a smontare l'omosessualità in tutte le sue forme bibbia alla mano e con una retorica da quattro soldi. Senza alcun tipo di ragionamento logico dietro, se non quello del demagogo di turno che brandisce l'omofobia per garantirsi voti per le prossime elezioni. Ad esempio, a me scandalizza la presenza di una "cosa" che si chiama "comitato difendiamo i nostri figli". Intanto non si capisce da cosa volete difendere i figli, perché, ripeto, a meno che non vogliate farli crescere dentro una palla di vetro, si dovranno relazionare per forza con persone di etnia, religione, gusto sessuale diverso. Ma poi, perché mettere in mezzo i bambini? Come si può giustificare la legittimità di una paranoia o di una discriminazione utilizzando come "scusa" quella dei bambini? 

Per strada davvero non è una cosa che si respira. Direi piuttosto che - nel quotidiano - suscitiamo curiosità, e anche quella - se uno è molto riservato e se tale curiosità diventa un po' troppo maldestra e va oltre - può infastidire. Ma anche io ci sto facendo l'abitudine, e sono assai timido e riservato.

Proprio prima di natale sono entrato in un negozio dicendo che volevo un regalo "per un ragazzo", e la commessa, senza colpo ferire, ha cominciato a dire frasi del tipo "ma al tuo ragazzo può piacere questo?". E io non sono Malgioglio.

Il mondo esterno è ben più abituato di quanto crediamo.

Anche sempre questo detto "l'Italià non è ancora pronta"... ma pronta a cosa? A parte che matrimonio egualitario non è un bunjee jumping nell'ignoto, semmai è un mettere ordine nella società di cui si sente il bisogno. Ma poi, tutte queste Meloni, Adinolfi e seguaci vari, cosa pensano che accada se, un bel giorno, il matrimonio civile verrà esteso anche alle coppie dello stesso sesso? Che improvvisamente il cielo diventi rosa shocking e volino unicorni in cielo?

E Gabbana cosa pensa che tolga, a lui, alla sua attività di stilista, a un suo eventuale compagno futuro, l'uso di termini come gay, marito, e via dicendo? Che superino queste psicosi invece di stare a cercare scappatoie tipo "Non è mio marito, è un compagno di vita", "no, non sono gay, io sono un maschio".

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castello

ma parliamo di cose serie...

@davydenkovic90 che regalo gli hai fatto per natale?

                  8)

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davydenkovic90
1 hour ago, castello said:

ma parliamo di cose serie...

@davydenkovic90 che regalo gli hai fatto per natale?

Di certo non un trattato filosofico scritto da Stefano Gabbana.

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Zafkiel
On 23/12/2017 at 10:48 AM, Mario1944 said:

E' possibile, ma non mi sembra che l'uso di gay o di altri termini desueti od ingiuriosi implichi necessariamente un'etichetta di femminilità:

ad esempio sodomita certamente non l'implicava e,  pur nell'incertezza etimologica, forse neppure frocio, ricchione e finocchio; 

semmai un'etichetta d'effeminatezza si potrebbe leggere in culo, busone e simili, che sono significativi di passività sessuale, ma che però non valgono per la parte attiva del rapporto omoerotico e che comunque sembrano connotare più l'eccesso intemperante che l'attitudine normale:

vedi l'uso analogo nel greco classico, e quindi in una cultura non omofoba, di katapugon, lakkoproktos, euryproktos, kinaidos.

Mario alludevo all'episodio che ha portato come esempio, mentre camminava per strada fu etichettato "gay". 

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Mario1944

L'etichetta di gayezza è sempre intecambiabile con quella d'effeminatezza nell'opinione d'un etero che ti addita, probabilmente con disprezzo, come gay?

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R.POST
On 20/12/2017 at 8:55 PM, Syfy said:

Ma sono d'accordo con lui quando dice perché bisogna ancora classificare i film gay come "cinema gay" e non come semplicemente film romantici.

questa è una finezza di ragionamento a cui miriamo tutti, ed è il motivo per cui facciamo attivismo, così che un giorno si possa considerare storia d'amore un film che abbia come protagonisti  una coppia di principi, una coppia  di principesse o una coppia principe+principessa

ovviamente però non è quello che intendeva il signore qui citato, che in tante intervista diceva di essere contrario al matrimonio gay perché la famiglia è quella tradizionale

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Krad77
On 20/12/2017 at 8:55 PM, Syfy said:

Sono della tua stessa opinione. Non dico che l'essere gay sia una gabbia, ci mancherebbe. Ma sono d'accordo con lui quando dice perché bisogna ancora classificare i film gay come "cinema gay" e non come semplicemente film romantici

Ma no questo è sbagliato.
Sia per motivi pratici, che teorici.

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Tigrone
On 20/12/2017 at 5:27 PM, davydenkovic90 said:

Questo è, in fondo, quello che faccio: cercare di persuadervi, giovani o vecchi che siate, a non prendervi troppa cura del corpo e dei beni materiali prima che della vostra anima perché divenga migliore, di dirvi che non dalla ricchezza nasce la virtù, ma che dalla virtù derivano, piuttosto, ogni ricchezza e ogni bene, per l'individuo come per gli stati. [Platone, Apologia di Socrate, XVII]

Purtroppo il signor Gabbana pensa che il fatto che il suo cospicuo conto in banca e la sua capacità di fare vestiti maculati che piacciono alle star con cui organizza i party nelle sue ville, lo autorizzino ad avere voce in capitolo su qualsiasi argomento senza prima informarsi. La parola gay è servita per fare tante battaglie, mentre lui era impegnato ad andare a pregare a San Babila per la fortuna che ha avuto nel suo lavoro. E' il classico omofobo machista che pensa solo ai soldi e si schiera sempre dalla parte del più forte, ecco perché è allergico alla parola gay, non c'è molto altro da dire.

Non vedo perché quotare l'Apologia di Socrate, come se vi fosse un nesso tra le due cose. Il punto è che Gabbana ha perfettamente ragione nel momento in cui una persona viene identificata per la sessualità viene messo in secondo piano quello che è la persona. Prima di tutto si è individui con la propria cultura e conoscenze,  poi uomini, poi omo.

Edited by Tigrone
typo

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Almadel
6 hours ago, Tigrone said:

Prima di tutto si è individui con la propria cultura e conoscenze,  poi uomini, poi omo.

Di sicuro "uomini" viene prima.

Nessuno si sognerebbe di indicarti col termine "persona Tigron*" invece che con "Signor Tigrone".

Se poi sia meglio per il signor Gabbana dire prima che è un milanese (cultura), uno stilista (conoscenze) o un gay (orientamento)

questo non lo so dire, di certo nessuna di queste cose mette in secondo piano il fatto che egli sia una persona (cos'altro dovrebbe essere? un pinguino?).

Ci sconcerta il fatto che non abbia le medesime preoccupazioni che ha per "gay" anche per "stilista" o per "milanese"

eppure le persone che amiamo a me sembrano più importanti della città in cui sono nato o del lavoro che faccio.

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wwspr

Trovo troppo idealista (o ipocrita, in questo caso) chi si batte per l'eliminazione delle etichette. In una società eteronormativa in cui essere etero e cisgender viene dato per scontato e assunto come la condizione di default, è fondamentale rivendicare la propria identità, perché la propria esistenza viene negata se non lo si fa, ed è impossibile far sentire la propria voce.

Posso anche decidere di non considerare l'orientamento sessuale una componente importante di chi sono, ma devo prepararmi ad essere perennemente identificato come etero dagli altri. E la cosa è profondamente svilente e anti-emancipatoria.

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Mario1944
6 hours ago, Almadel said:

Ci sconcerta il fatto che non abbia le medesime preoccupazioni che ha per "gay" anche per "stilista" o per "milanese"

Avresti ragione, Almadel, se si trattasse di stati equivalenti nella considerazione culturale ambiente;   ma non lo sono, perché è accertato che usciamo, a mala pena, da secoli d'omofobia ancora ampiamente vigente.

Quindi innanzi tutto e specificamente presentare uno come stilista o Milanese non è la stessa cosa che presentarlo come gay od eventualmente omosessuale (lascioperdere ovviamente parole usualmente ingiuriose come frocio, culo, ricchione eccetera).

Poi c'è un problema di pertinenza, che peraltro può valere anche per stilista, Milanese eccetera, ma che nel caso di gay è ovviamente più notevole proprio in forza dell'omofobia ambiente:

come ho già detto in un post precedente, se in un ambito amicale uno mi dicesse: "dai! andiamo a puttane" ed un altro gli obbiettasse "lascialo in pace: è gay (omosessuale)", non avrei nulla d'offendermi per i termini usati, almeno in senso strettamente concettuale;

ma se uno mi presentasse dicendo "questi è  un commercialista, gay (omosessuale)", avrei da offendermi, non per la gayezza dichiarata, ma per l'impertinenza con la mia professione, che inevitabilmente m'indurrebbe a pensare ad una connotazione con propositi omofobici.

45 minutes ago, wwspr said:

è fondamentale rivendicare la propria identità, perché la propria esistenza viene negata se non lo si fa, ed è impossibile far sentire la propria voce.

 Ma è proprio quello che si  va dicendo:

la connotazione di gayezza, proprio perché rivendicata, implica un'omofobia ambiente radicata e persistente o comunque recente.

Niente omofobia, niente connotazione di gayezza, se non in ambito strettamente erotico sessuale, come nell'esempio che ho qui sopra riportato.

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castello

@Mario1944,

come al solito dici cose che al 99% non c'entrano nulla...

il nostro gentil mr Gabbana non vuole essere appellato  "gay"  non per timori relativi alla diffusa omofobia italica,

altrimenti non sarebbe dichiarato e non ci ammorberebbe con la pubblicazione delle foto con il suo nuovo ragazzo, con i suoi interventi volgari e pacchiani sul trono gay, ecc....

Mr Gabbana è un gay di destra e individualista al quale non frega niente dei diritti dei gay,

lui non è gay:

lui è un ricco signore - milanese, stilista, di destra, ecc  - che scopa uomini ma questo è un FATTO PRIVATO.

Per mr Gabbana la sua omosessualità, che ci propina in social e chiacchiere a vuoto, è un fatto privato, meglio un fatto che soddisfa con i suoi molti soldi e... basta.

Tutto qui. Nessuno pensa Gabbana = GAY

Solo Gabbana è anche, comunque, tra l'altro, gay.

Come è uno stilista, come è milanese, come è ricco, come è di destra, ecc...

Nessuno di noi credo che se lo incontrasse gli direbbe: "Ahh Lei è Gabbana, il frocio!"  Tuttalpiù gli direbbe "Ahh Lei è Gabbana, lo stilista!"   :D

Capisci,  @Mario1944 ?

Una cosa è volere rilegare all'intimo il proprio orientamento sessuale dopo averlo cmq sbandierato ai quattro veti,

altro è chiedere, giustamente!, rispetto per l'integrità della propria persona.

E' solo un problema di accettazione ovvero (soprattutto in questo caso) di visione della propria sessualità non come una cosa da cesso negli autogrill, come pensano i fascistelli e i cattolici di destra... e un pochino mr Gabbana ...   e un pochino anche tu,  @Mario1944

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davydenkovic90
19 hours ago, Tigrone said:

Non vedo perché quotare l'Apologia di Socrate, come se vi fosse un nesso tra le due cose. Il punto è che Gabbana ha perfettamente ragione nel momento in cui una persona viene identificata per la sessualità viene messo in secondo piano quello che è la persona. Prima di tutto si è individui con la propria cultura e conoscenze,  poi uomini, poi omo.

L'ho citata per dire che, purtroppo, ci sono persone che pensano che l'essere ricchi e l'aver fatto una carriera di successo, peraltro parteggiando sempre per i poteri forti, possa dar loro una qualche voce in capitolo o visione filosofica del mondo che li autorizzi impunemente a calpestare la comunità lgbt esprimendosi in un modo incivile e retrogrado.

Prima si è individui con la propria cultura e conoscenze, dici tu? Benissimo, che Gabbana impari anche a conoscere e a farsela una cultura, prima di parlare, e non pensi solo a fare i giretti sullo yacht col tronista di Maria de Filippi o a che vestito maculato preferiranno le tamarre dell'alta borghesia la prossima primavera. O almeno che abbia la decenza di chiudere il becco.

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Rui

Io rimango sempre più esterefatto dall'ignoranza e dall'arroganza di quest'uomo. A parte che l'etimologia della parola gay, non significa affatto essere "femminile"...... ma proprio rifiutarla, come già espresso da voi, significa rinunciare a emanciparsi e a superare l'omofobia. Che tristezza che mi fa quest'uomo, non si rende conto che se lui può parlare liberamente come omosessuale é proprio grazie a quelle persone che hanno usato quella parola per uscire dalla categorizzazione clinica (per troppo tempo associata a disturbi psichiatrici e infelicità), per rivendicare la gioia di vivere e di amare in quanto omo. Boh.. rimango senza parole.

Edited by Rui

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Mario1944
4 hours ago, Rui said:

l'etimologia della parola gay, non significa affatto essere "femminile"......

Non mi pare che Gabbana abbia detto questo.....

e comunque potrebbe riferirsi non all'etimologia, ma al significato attribuito da alcuni.

4 hours ago, Rui said:

ma proprio rifiutarla, come già espresso da voi, significa rinunciare a emanciparsi e a superare l'omofobia.

Anche questo non mi pare sia corretto:

Gabbana mi pare non impugni l'uso di gay, ma l'abuso in certi contesti.

Così almeno ho interpretato io.

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davydenkovic90
23 minutes ago, Mario1944 said:
5 hours ago, Rui said:

l'etimologia della parola gay, non significa affatto essere "femminile"......

Non mi pare che Gabbana abbia detto questo.....

e comunque potrebbe riferirsi non all'etimologia, ma al significato attribuito da alcuni.

Abbiamo già detto tante volte che l'etimologia delle parole, molto spesso, ha ben poco a che vedere con la realtà che queste parole vanno a descrivere. Esempi a caso, "captivus" (prigioniero) che è diventato cattivo, "familia" (servi e schiavi patrimonio del paterfamilias) che oggi è la famiglia in tutte le sue molteplici sfaccettature, ecc.

"Gay" è un termine che in inglese significa anche"gaio", appunto. Ma si può usare anche per chi è taciturno e imbronciato. Semplicemente esprime l'omosessualità e nient'altro, non è offensivo in nessuna cultura (come lo sono diventati termini come "negro").

Nell'intervista, lui dice qualcosa di totalmente insensato: "non sono gay, io sono biologicamente un maschio". e questa frase fa pensare che o non ha capito la differenza tra orientamento sessuale e identità di genere (come tutti gli omofobi, del resto) e che attribuisce a "gay" un significato lesivo della propria virilità. Cosa che non corrisponde minimamente all'uso che si fa, oggi, di quel termine. 

L'abuso del termine gay non esiste. E se esiste è pari all'abuso dei termini "mamma", "figlia", "marito" o "moglie". In nome della parola "gay" sono state combattute battaglie che oggi ci consentono di dichiararci e di vivere più serenamente la nostra condizione rispetto a 30 o 50 anni fa. Quindi non mi sembra proprio il caso di sputarci sopra. Piuttosto che se la prenda con gli omofobi e coi poteri forti.

Edited by davydenkovic90

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R.POST
On 18/1/2018 at 1:26 PM, castello said:

Mr Gabbana è un gay di destra

scusami, non offendiamo

Mr Gabbana è un gay berlusconiano

fixed

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castello
55 minutes ago, R.POST said:

scusami, non offendiamo

fixed

come siete permalosi voi di destra!

no, i berluscones sono molto più di bocca buona....

    :D 

Edited by castello

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prefy

Piu che "gay" dovrebbe sentirsi stufo di esser chiamato in altro modo (come molti sicuramente lo appelleranno)

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Mario1944

Cioè?:

qual è l'altro modo?

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LocoEmotivo

Mi permetto un intervento a latere: è bellissimo constatare quanto simili e stupide affermazioni (quella di Gabbana) diano origine a discussioni così piacevoli e stimolanti.

Bravi, ragazzi miei.

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Mario1944

Se la discussione è stimolante, forse l'affermazione non era tanto stupida....

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prefy
On 20/1/2018 at 4:01 PM, Mario1944 said:

Cioè?:

qual è l'altro modo?

Per non farla troppo lunga, tutti quegli epiteti dispregiativi affibbiati dalla società omofoba ai gayss per decenni

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LocoEmotivo
8 hours ago, Mario1944 said:

Se la discussione è stimolante, forse l'affermazione non era tanto stupida....

Lo era, lo era. Ricordi?

"Dai diamanti non nasce niente, / dal letame nascono i fior"

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Mario1944
10 hours ago, prefy said:

Per non farla troppo lunga, tutti quegli epiteti dispregiativi affibbiati dalla società omofoba ai gayss per decenni

Certamente un problema è l'epiteto in sé dispregiativo, ma un altro problema può ben essere l'epiteto in sé non dispregiativo, ma usato con intento dispregiativo dal parlante.

D'altronde può esserci anche l'epiteto in sé dispregiativo usato dal parlante con intento non dispregiativo.

Comunque è abbastanza chiaro che la questione posta da Gabbana prescinde dall'essere l'epiteto in sé non dispregiativo, perché presuppone, a torto od a ragione, un disprezzo implicito nell'uso a sproposito d'un epiteto che  significa una connotazione omoerotica.

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