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Doctoralf88

Vorrei interrompere le sedute dallo psicoterapista, ma non so come dirglielo;

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Doctoralf88
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  • Lo psicologo non è un medico;

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    Olimpo

    se non parla mai potrebbe anche essere un lacaniano..

     

    cmq..al di là di tutto..ogni psicoterapia ha i suoi effetti

    solo che la psicoterapia analitica ha costi più alti.

     

    l'importante è che l'analista individui bene il problema

    ad esempio , una analista da cui  sono andato per tre mesi  pensava che fossi psicotico paranoide, ed invece ero un ossessivo

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    ciuciuta

    Allora, attenzione, mi sento di fare un po' di chiarezza;

    Anzitutto, a chi si è messo a fare i conti di quanto spendo eccetera; si, sono 83,60 a seduta perché lui mi fa sempre la ricevuta con marca da bollo di 2 euro più c'è un 2% di qualcosa tra le voci che non riesco a capire che comunque sono 1,60 euro; più 80 euro di seduta, costo 83,60 euro;

    Poi il fatto dei 700 euro, ho arrotondato per eccesso; capirai, per 42,00 euro; mica ho detto 700 al posto di 500.....

    Ma che poi, comunque, il discorso/problema non è neanche lui come professionista;

    Il mio problema è prettamente un problema di soldi; continuo a ripetere, se avessi un lavoro fisso, e uno mi chiedesse se volessi continuare ad andarci, io continuerei ad andarci senza problemi; ma sinceramente quei soldi non so dove andare a prenderli; in casa, mi ha aiutato per un po' solo mia mamma all'inizio; ma poi anche lei, vengono fuori e dentista, e cazzi, e mazzi....giustamente pure lei mi dice più di un tot, non posso;

    Certo, diciamo che la motivazione principale del perché io mi sia rivolto a un professionista deriva un po' anche perché lo ha voluto proprio Lia mamma; gli ultimi mesi sono stato veramente pesanti, ero diventato quasi cattivo, con tutti, senza motivo, irrequieto, triste, sempre perennemente con la luna storta; quindi mia mamma che se ne è accorta, ha fiutato qualcosa che non mi stava facendo stare bene, e così si è informata tramite una sua cugina la quale conosce una psicoterapeuta per i bambini che a sua volta, conoscendo il mio attuale terapeuta, mi hanno indirizzato a lui;

    Però, diciamo che c'era un po' da parte nostra l'aspettativa che magari appunto per "vie traverse" ci sarebbe in un certo senso venuto incontro con i pagamenti, o comunque, almeno per me, io non mi aspettavo una seduta a settimana;

    Ripeto, mi fossi trovato in un'altra condizione economica, avrei detto..... Massi, non vedo una grandissima differenza, però chissà, continuiamo;

    Ma nelle condizioni in cui sono......... Boh;

     

     

    COMUNQUE, mi complimento per la CATTIVERIA di alcuni di voi;

    Se per te sono problemi da bambini di 10 anni, caro il mio Hinzelmann, beh per me non lo sono; troppo facile parlare quando si sta bene con se stessi e con questo schifo che si chiama omosessualità; quando si riesce a fare coming-out senza problemi in casa; quando si trova la persona giusta; troppo facile;

    Beato te, e chi come te ci è riuscito, ad accettarla, a conviverci e ad avere sempre avuto la vita facile;

     

    Doctor, ho cercato di fare ironia per sdrammatizzare tentando di esprimere

    un concetto tra le righe,,, che non sto certamente a spiegare per intero perchè altrimenti non rientrerebbe trai discorsi che si fanno tra le righe...

    Il conto era, almeno in parte, solo un pretesto.

     

    Sulla questione della semplicità di fare coming-out, o per trovare la persona giusta, o per riuscire ad accettare se stessi... non pensare che per gli altri

    sia poi tanto più facile. Spesso non lo è. Spesso è difficile anche quando non si capisce che lo sia. E' difficile capire. E' difficile trovare. E' difficile conservare. 

    Ed il primo passo importante, secondo il mio veramente modesto apporto, è cominciare a capire che facile non sarà mai... nè che sia così importante debba

    esserlo...

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    Dreamfighter

    Entro anche io in questa discussione perché la trovo estremamente interessante.

    Dopo aver letto tutta la conversazione ed aver individuato degli spunti interessanti, posso dirti Doctoralf88 che ha ragione chi ti dice che si tratta pur sempre di un contratto (io te la metto in termini giuridici); uno scambio di prestazioni che, data la natura particolare del lavoro che fate, può essere interrotta in qualsiasi momento, anche per ragioni economiche.

    Io da più di tre anni e mezzo faccio psicoterapia; l'orientamento della mia dottoressa e il socio-relazionale se non sbaglio (psicologi all'ascolto sentitevi liberi di correggermi se ho detto una boiata) ed i risultati di questo lavoro lì comincio a sentire davvero da qualche mese a questa parte. Certo è che io l'ho cominciata a vedere con una frequenza minore della tua fin dall'inizio e il prezzo che mi è stato accordato è di particolare favore, ma come te anche io all'inizio nutrivo qualche dubbio sull'utilità dell'essere solo ascoltato. Dopo circa una decina di sedute, lei aveva un quadro di me tale per cui aveva capito tante cose che non avevo detto o non avevamo introdotto in terapia e da là, molto spesso, mi ha dato delle chiavi di lettura diverse per affrontare certi fatti del mio passato che mi condizionano ancora oggi.

     

    Con la psicoterapia non si guarisce, perché non ritengo si debba fare un discorso malattia/cura. Tu non sei malato, devi solo affrontare un discorso che ti scopre nudo: è come se dovessi trovare dei vestiti più adatti per te, perché quelli che hai adesso ti stanno un po' stretti o larghi.

    Io ho trovato giovamento dal notare una serie di miei comportamenti, dal comprendere meglio il rapporto con mia madre dove ho spesso assunto un ruolo paterno ed i contrasti con mio padre con cui non sono riuscito ad avere un dialogo sereno per almeno 20/22 anni.

     

    Vado verso la chiusura di questo percorso con ancora una questione da indagare, cioè il modo in cui sempre io cerchi di razionalizzare l'emotività (che sembra un paradosso in termini e invece :D).

    Arrivare a questo punto però ha comportato un lavoro precedente e molto faticoso per certi versi.

    Credo tu sia un ragazzo giovane e posso capirti quando dici di non sentirti pronto per fare il grande passo a casa. Tranquillo, ognuno ci ha messo il suo tempo (io ho aspettato i 24 anni mi pare di ricordare ed in famiglia ho esempi di chi ci ha messo anche meno tempo).

     

    Condivido l'opinione di chi ha detto che è un problema pratico di soldi, ma aggiungo anche che spero tu voglia continuare - eventualmente con qualcun altro se la reputi una scelta migliore - questo percorso che ti darà tante soddisfazioni. :)

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    Doctoralf88
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  • Lo spero;

    Grazie per il tuo appoggio e per il tuo punto di vista;

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