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Silverselfer

Prime impressioni sulla gestione Maccarrone?

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Silverselfer

Il punto interrogativo posto sul titolo di questa discussione sta proprio a significare che quanto si scrive è una risposta alla domanda, opinioni personali e non giudizi.

 

Fatta questa premessa .... dico la mia.

 

Certo che dopo neanche due mesi dalle elezioni che hanno portato Maccarrone alla presidenza del Mario Mieli, parlare di svolte politiche e cambiamenti radicali, parrebbe quanto meno prematuro se non addirittura tendenzioso, nel caso che queste inducessero a una critica ... seppure costruttiva.

 

Tuttavia l'elezione di A.M. è la vittoria di una parte politica che ha portato ad una giunta amministrativa "monocolore", quindi non è difficile da comprendere che ci sia una visione condivisa sulla strada da battere (espressione che si presta a doppi sensi!). Una volontà sicuramente rafforzata dalle trascorse gestioni che l'hanno repressa, ignorandone ogni istanza.

 

Per farla breve: Dopo una Imma Battaglia che palesava senza mezzi termini la voglia di svincolarsi dall'idea che si può essere lgbtq solo se di sinistra o la gestione Praitano che potremmo definire "neoliberista", convinta che solo il mercato e quindi la convenienza politica potesse garantire la sopravvivenza del circolo e di conseguenza la sua posizione politica; oggi pare palese che Maccarrone ha volto la prua del circolo dritta verso la sinistra radicale.

 

Per il vero si tratta di una scelta che non sorprende. Sia per quanto scritto nel preambolo, sia per la storia personale del neo presidente. Giusto per rinfrescare la memoria, bisogna ricordare che il Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli affonda le sue radici in questa area politica, nel senso che l'idea stessa della prima associazione di cultura omosessuale italiana nacque proprio in quegli ambienti e proseguì la sua fortunata storia conservandone lo spirito "rivoluzionario".

 

Più volte mi è capitato di ascoltare Maccarrone mentre ribadiva che "noi siamo un associazione di sinistra", che non è scontato dopo il recente passato avuto dal MM. In particolare la sua posizione è proprio quella delle origini, cioè essere di sinistra conservando l'indipendenza di produrre una propria visione del presente e quindi del futuro delle istanze lgbtq.

 

Beh, gli effetti di questa politica si stanno facendo sentire. Già l'aver schierato il circolo in modo netto e senza tentennamenti affianco alla risposta antifascista che sta coinvolgendo la capitale, a seguito dell'azione politica che sta infiammando le associazioni di estrema destra, in testa a tutte CasaPound; ci dice qualcosa di scontato, ma allo stesso tempo non dà adito a dubbi sulla facilità con cui questo direttivo ha recepito le modalità della protesta.

 

A questo punto la domanda che sorge spontanea è come verrà gestito il "Business core", come lo definiva la Praitano. Ella stessa aveva presagito una gestione strangolata da una eccesso di politica e conseguente burocrazia. Senza dubbio gli affari hanno bisogno di una gestione agile e scevra da condizionamenti ideologici. Io non so da chi sia partita la decisione di lasciare Mele alla gestione della serata Muccassassina, so però che è stata una decisione veramente illuminata.

 

Dalle giornate di fuoco in cui la Praitano soffiava nelle trombe dell'apocalisse, venne fuori che Maccarrone aveva tentato di contattare Mele per proporgli proprio una continuità nel caso di cambio politico alla guida del MM. All'epoca la risposta fu un "niet", ma si sa che la musica cambia sempre quando il nuovo direttore inizia a far suonare l'orchestra.

 

La settimana scorsa si è stappato lo spumante per festeggiare il buon esito delle serate al Mucca, quindi credo che bisogni proprio dare atto a Maccarrone di essere capace anche di rivedere le proprie posizioni, quando queste sono palesemente improbe ... Mele sta sicuramente bene dove sta e bisognerebbe metterlo per iscritto che una carica tecnica non può essere meramente "elettiva".

 

Questo del resto non condiziona minimamente il nuovo corso del MM, proprio Maccarrone nell'ultima riunione diceva di aver invitato alcuni dei candidati alle primarie del PD al Mucca, usando chiaramente la serata "ludica" a scopo "politico". Cioè, usare quello spazio come un palco non ufficiale del Mieli ... questo dice da sé come stanno cambiando le cose.

 

In finale, un anno fa, proprio di questi tempi, mettevo piede per la prima volta al Mieli. La prima impressione fu proprio brutta. Nel senso che i corridoi erano deserti, poca gente agli incontri e soprattutto, sempre le stesse facce. Più del glorioso Mario Mieli sembrava di essere a una bocciofila di periferia. Oggi la situazione è radicalmente cambiata e nel giro di poche settimane .... troppo poco per dipendere solo dal cambio del direttivo o, meglio, forse che tutti i fuoriusciti a seguito delle due dittature scorse, i dissidenti e quant'altro, abbiano deciso di convergere di nuovo nel MM? Questa sì che sarebbe una grande vittoria per Maccarrone che, secondo me, lo consegnerebbe alla storia del circolo.

 

In ogni modo, posso testimoniare che la partecipazione è altissima e c'è tanta voglia di fare .... il guaio ovviamente è per quanti non si sentono di sinistra, come me. Ma ovviamente, io non faccio testo e resterò fino a quando il circolo non sfilerà accanto alla sinistra radicale per bruciare bandiere di Israele .... ma confido molto nella capacità politica di Maccarrone e sono sicuro che non compirà mai una sciocchezza del genere ....

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Silverselfer
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  • Dopo aver espresso i miei dubbi, trovo doveroso continuare le mie riflessioni sulla gestione Maccarrone. Premetto che non partecipo più alle attività del circolo né da volontario, né come utente, tuttavia ho rinnovato la tessera perché, pur non potendo condividere le finalità sociali dell'associazione, oggi più che mai mi sento di dire che sposo per intero la linea politica e le conseguenti rivendicazioni sociali del più antico circolo di cultura omosessuale d'Italia .. appunto intitolato alla figura che meglio personifica tutto ciò: Mario Mieli. 

     

    Il periodo storico che attraversiamo è ideale per meglio soppesare un presidente e Maccarrone si sta rivelando un personaggio di caratura eccezionale.

     

    Partiamo dall'aspetto basico della sua gestione, cioè lo stabile che tanti anni fa gli attivisti del neonato movimento occuparono abusivamente; ebbene, era ridotto in condizioni a dir poco fatiscenti, vi dico solo che pure i ragni sul soffitto erano morti di fame, lasciando a loro memoria drappi di ragnatele sporche, che solo l'altezza dei soffitti dell'ex edificio industriale impedivano di toccare le teste dei soci. Oggi non solo sono state ripulite, ma i locali si sono illuminati e la passerella d'ingresso si è colorata dei colori di un gioioso arcobaleno. I corridoi si sono rianimati di giovani gay orgogliosi di essere tali. Le convenzioni con i locai e i teatri capitolini si moltiplicano, favorendo le rappresentazioni lgbtq. La cultura omosessuale ha ripreso a fluire in quei luoghi inariditi dalle precedenti gestioni. 

     

    Le serate della Muccassassina mi dicono si sono un po' spopolate della clientela etero, ma in compenso la frocitudine ne ha tratto un sicuro giovamento. Il tesseramento e le altre attività di sensibilizzazione della popolazione omosessuale capitolina ha riavuto il posto di predominanza e soprattutto la libertà sessuale garantita da una una ferma intenzione di tenere fuori dal locale certi intenti moralistici che altrove vorrebbero i bacchettoni gay migliori di chi si gode la propria identità ritrovata.

     

    Dal versante prettamente politico, ho avuto modo di constatare che i miei timori erano del tutto infondati. Maccarrone continua a stupirmi con la sua più completa refrattarietà all'ambizione politica. Pur avendo ricevuto una proposta di candidato nelle liste di Rivoluzione Civile, ha rimesso ogni sua decisione alla volontà dell'assemblea del gruppo volontari, delegando poi, molto diplomaticamente e quindi con intelligenza politica, ad altri a lui vicino quella opportunità che garantirà al circolo una sponda istituzionale dopo le elezioni.

     

    In fine, ringrazio qui come ho già fatto direttamente a lui, per la capacità e la convinzione con cui non ha ceduto di un millimetro sulla linea originaria del circolo Mario Mieli, in special modo nel giorno della memoria. L'ho ascoltato con sincera e convinta commozione mentre declamava un discorso sotto la lapide dei deportati zingari accanto a tutte le rappresentanze dei reduci di quei tristi giorni. Una persona che non posso definire in altro modo: splendida. Ho sentito una persona parlare col cuore e come tale pronta a mettersi in gioco per le sue convinzioni che sono dei gay, ma sono anche di tutti quelli come noi, messi ai margini di una società che si dice civile, ma che definisce il popolo "capitale umano". Insomma, noi del Mieli possiamo dirci bene orgogliosi di avere un presidente giovane che ha davanti a sè un sicuro futuro politico di cui possiamo dirci tutti veramente fortunati. 

     

     

    Stop- 

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