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.Gi@como.

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.Gi@como.

Ciao mamma.

Ti scrivo due righe per dirti quello che mi sta succedendo in questo periodo. Hai visto? ho utilizzato un foglio azzurro - come i tuoi occhi e come le note del tuo cuore. Siediti, magari mentre leggi sorseggia qualche bevanda e, soprattutto, non cominciare ad agitarti. Una lettera non è altro che il momento in cui apriamo il nostro cuore a qualcun altro che non può non ascoltarci. E' un atto di grande affetto e commozione, riservato solo alle persone che ci sono veramente care.

Tra poco più di un mese compirò diciannove anni, sono sempre stato il cocco di casa in quanto figlio unico e non ho mai causato problemi di alcun genere. Circa tre anni fa decisi di fare un passo più lungo della mia gamba e ti confessai la mia omosessualità (divenuta, col tempo, bisessualità) e tu, come ben sai, non la prendesti molto bene. Ad oggi, nonostante sia passato molto tempo, sono sicuro che tu soffra ancora per questa mia inclinazione naturale, e sono convinto che in un ben preciso angolo del tuo cuore covi ancora la speranza che io possa cambiare e, in futuro, renderti nonna.

Mamma tu non sai cosa sta passando il mio animo in questo preciso momento della mia vita. Ora, come non mai, mi sento un benemerito fallito, un poeta maledetto che va cercando la realtà nel suo mondo di illusioni. Non sono mai stato sicuro cosa volere da me e dalla mia vita, ma adesso come adesso sento di volere al mio fianco una persona che sappia ascoltarmi, capirmi, potermi sorreggere ed essere al contempo sorretta. Ho bisogno dei tanto decantati baci rubati alla luna, delle rincorse a perdifiato come sono soliti fare i bambini, dei teneri abbracci, degli sguardi languidi - di quell'amore tanto idealizzato, cercato, preteso. Ho bisogno di discussioni sul luogo e sull'ora dell'appuntamento, di alterchi per le più infime sciocchezze, di sollazzi, di menefreghismo 'paranoiageno' e del distacco che è tipico dei primi appuntamenti. E' una fase di transizione per me, mamma. A breve comincerò l'ennesima tappa della mia vita, la dolceamara univeristà. Sai cosa significa arrivare a diciannove anni e non avere nessuno col quale poter gioire delle nostre conquiste? Ho compiuto diciotto anni: ero solo. Ho preso la patente: ero solo. Mi sono diplomato col massimo dei voti: ero arcisolo. E' vero, tu e papà ci siete stati sempre, mi avete supportato e per me siete i gioielli più preziosi che si possa avere. Eppure, e penso che tu possa capirmi, mi manca fare l'amore dopo aver raggiunto tappe così importanti. Voglio inebriarmi di sorrisi a trentadue denti, di mani sfiorate e di piedini quando la tovaglia del ristorante è lunga.

Anzi, sai cosa vorrei veramente? vorrei sentirmi normale nel mio essere 'diverso'. Vorrei poter vivere tutte le mie giornate con la stessa leggerezza dell'altra sera, quando non ero esattamente dove ti dissi di essere. Ho cominciato a mentirti da un po' di tempo a questa parte, mamma, ma solo per il tuo bene. Posso immaginare quanto tu soffra nel sentirti dire 'esco con un ragazzo', e di conseguenza ogni volta che ho un appuntamento del genere, io per te in realtà 'esco con Valeria'. In più, so anche per certo che tu ti fidi di me. Ti sei sempre fidata ciecamente di me, ed anche papà. E questo, infatti, causa in me innumerevoli sensi di colpa che non potete neanche immaginare. D'altronde, però, cosa non si farebbe per un po' d'affetto sottratto alla caducità di questo mondo? Mi sono stufato di invidiare le gioie degli altri, di spilluccare qua e là la gaiezza che è propria delle uscite di gruppo tra amici. Vorrei possedere un bene del quale godere costantemente, al quale poter confidare ogni cosa e col quale

vivere

una

storia.

Sì, mamma, alla fine dei giochi è proprio una storia che mi manca. E ultimamente ho imparato che per trovare la persona ad hoc non si devono effettuare delle scelte su dei tristissimi social network. Bisogna uscire, frequentare nuove persone, far entrare nel nostro corpo, nella nostra testa e nei nostri polmoni aria di cambiamento - e nel nostro cuore. Per questo, scusami se in questo periodo non sono molto di compagnia. In realtà sto soffrendo, ma non voglio né palesarlo a te, né palesarlo a me. Mi bastano, infatti, alcune lacrime raminghe che non hanno tempo né luogo. Sono riuscito a costruirmi una maschera più solida della mole delle piramidi regali, e per un certo verso ne vado fiero.

Scusami per tutto questo; spero, come te, in una prossima risoluzione.

Con tutto l'affetto di questo mondo,

ti amo.

 

Giacomo.

 

 

 

(Chiedo scusa per la banalità dell'argomento e dello stile narrativo, ma questa sera l'umore mi ha ispirato ciò. Spero non vi dispiaccia).

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Casper

Chiedi scusa???  :ok:

E' semplicemente stupenda... molte cose che hai scritto le capisco molto molto bene ;)

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.Gi@como.
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  • Ti ringrazio molto, ma è uno scritto da quattro soldi.

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    Axl_89

    - un poeta maledetto che va cercando la reltà nel suo mondo di illusioni

     

    - Posso immaginare quanto tu soffra nel sentirti dire 'esco con un ragazzo', e di conseguenza ogni volta che ho un appuntamento del genere, io per te in realtà 'esco con Valeria

     

    - In realtà sto soffrendo, ma non voglio né palesarlo a te, né palesarlo a me. Mi bastano, infatti, alcune lacrime raminghe che non hanno tempo né luogo. Sono riuscito a costruirmi una maschera più solida della mole delle piramidi regali, e per un certo verso ne vado fiero.

     

    Mamma mia sembra un mix di poesia e vita reale!

    Mi ci ritrovo in questi 3 versi, cioè sono proprio io in questi versi, e credo come me e te un migliaio di persone che leggeranno questo breve stralcio della tua interiorità. Splendido guarda, soprattutto la prima citazione "un poeta maledetto che va cercando la reltà nel suo mondo di illusioni"!!!

    Bravissimo bravissimo bravissimo :ok:;) ;)

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    .Gi@como.
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  • Sei sempre troppo buono, Axl..

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    Mercante di Luce

    è veramente bellissima. Veramente senza parole...

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    .Gi@como.
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  • Grazie.. ><

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    .Gi@como.
  • Topic Author
  • E grazie pure a te. ><

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    Wunderkind

    E' una lettere bellissima. Mi rispecchio in ogni singola parola; tutto quanto così simile...Ho riscritto per due volte la stessa lettera, sempre per i miei genitori, ma entrambe le volte l'ho strappata in pezzi piccolissimi piangendo. Non avrei mai avuto il coraggio di farla leggere a qualcuno. In realtà però conservo un'alta lettera più diretta alla persona che amo, che non lo sa e che non può saperlo, che potrebbe essere trovata solo a seguito della mia scomparsa, così da avere la possibilità di non finire proprio nel nulla e lasciare qualche spiegazione. Mi sento ridicolo a dire una cosa del genere ma è la verità.

     

    Ad ogni modo però, bellissime parole, di nuovo.

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    .Gi@como.
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  • A volte bisogna trovare il coraggio di avere coraggio.

    Sono con te. (:

    e grazie.

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