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  3. davydenkovic90

    Perché i millennial non riescono a fidanzarsi

    In generale, i gay sono in controtendenza rispetto a queste dinamiche. Infatti non mi sembra molto un topic da forum gay, direi piuttosto un topic ad personam. I gay di generazioni passate tendenzialmente non avevano, tra le alternative, quella di fidanzarsi con un altro ragazzo e accasarsi, non c'era una progettualità da parte di nessuno per raggiungere questo obiettivo, e ovviamente non potevano nemmeno sposarsi. L'unica era fare tanta carriera e rendersi talmente autonomi, privilegiati ed avulsi da potersi permettere due o tre vite parallele. Altrimenti matrimonio di copertura o carriera ecclesiastica. Quelli di generazioni più recenti (o comunque chi ha saputo e potuto aggiornarsi), abbandonate le paure, fatti i dovuti coming out, mirano a trovare il ragazzo più bello simpatico e intelligente in circolazione e godere con lui di quella "normalità" che è mancata in passato.
  4. iamtheibis

    Il vostro rapporto con altri gay.

    Premetto che sto leggendo tutti i post con attenzione e che la discussione è veramente stimolante. Vorrei chiedere la vostra opinione su un aspetto: quanti dei tratti che stiamo attribuendo agli etero ce li hanno in quanto etero e non gay, e quanti invece sono stereotipi o comportamenti generalmente diffusi che prescindono dall'orientamento sessuale? Cioè: quanto siamo diversi dagli etero proprio in quanto gay? presupponendo che ovviamente ognuno risponderà in base al proprio vissuto e non ci sarà una risposta univoca (neanche io saprei dare una "mia" risposta, non aspettatevi un quadro coerente 😆) Esempio: il discorso di @davydenkovic90 sulle "amicizie da bar", che, se non ho frainteso (sono pronto a fustigarmi pubblicamente in caso contrario ), sono quelle che sono date per scontate, che nascono per routine e per forza di cose. Credo che nella categoria possano rientrare le amicizie di quartiere, le amicizie di piazzetta, gli amici del liceo, dell'università, gli amici della scuola di musica (anche se quest'ultima e simili possono essere visti come luoghi di aggregazione meno "scontati", dato che chi va in una scuola di musica lo fa per sua scelta, non "di default"). Io, personalmente, non etichetterei come "etero" questo tipo di relazioni; penso che la maggior parte di noi sia incappato in relazioni e contesti simili, naturalmente con maggioranza di persone eterosessuali, ma non solo. Il discorso diventa ovvio finché si è bambini, ma comunque penso si possa estendere a tutte le età: certe relazioni vengono intraprese non in quanto etero. La mia esperienza personale mi ha portato, ad esempio, ad avere un giro di amici di quartiere, all'interno del quale ovviamente alcuni rapporti sono sinceri, altri superficiali e di routine, ma nel gruppo c'è tanto la coppia eterosessuale con maschio alfa aspirante pater familias quanto la lesbica, la frocia (il sottoscritto) e la frociarola. Ed ho un rapporto più o meno "di routine" sia con il maschio alfa sia con la lesbica. (Prendo la lesbica come metro di paragone perché, non essendoci un altro gay in questo gruppo, non saprei dire come sarebbe stato). Per quanto riguarda invece il mio giro di amici del liceo, ormai disgregatosi, eravamo in due ad essere gay; di tutto il giro, sono rimasto amico solo del gay (e di un'altra amica). Ma ha avuto importanza il fatto che fossimo gay? Probabilmente sì, non saprei dare una risposta netta. Effettivamente questi giri di amicizie "di routine" della mia vita tendono piano piano a sgretolarsi. Invece, per la vostra esperienza, gli etero tendono a mantenere questi rapporti di amicizia formali, "da bar", mentre i gay no? Mi viene in mente un gruppo di amici di cui fa parte la mia migliore amica: tutti etero (anche se sospettano che quello laziale fascista sia represso; infatti fino a un paio d'anni fa lo beccavo al gay village 😈), sono sempre loro, fanno sempre le stesse cose negli stessi posti. Da osservatore esterno mi sembra proprio quel tipo di rapporto. Forse effettivamente gli etero sottostanno a norme sociali non scritte dalle quali noi riusciamo a svincolarci più facilmente? In sostanza: mi pare di capire, in base alla mia esperienza, che le "amicizie da bar" non sono "etero" in quanto tali, ma che gli etero vi rimangano incappati più dei gay, che come leggiadre libellule volano sulle ninfee più belle. Eppure non credo che, in questo, etero e gay siano diversi in senso assoluto, "di default". Mi piacerebbe sentire la vostra esperienza a riguardo: avete amicizie "da bar", e c'è stato un dissidio interiore tra questo giro di amici ed un (eventuale) giro di amici gay? Altro discorso mi sembra, invece, quello di @LocoEmotivo sulla coppia eterosessuale costruita secondo modelli e schemi obsoleti ai quali la coppia gay non sottostà per forza di cose. Qui entra in gioco l'avito eteropatriarcato, che esiste proprio in quanto contrappone un uomo dominante, orgoglioso timoniere e valoroso generale, ad una donna sottomessa e fertile che gli fa da ornamento. Questo tipo di modello invece è propriamente etero, ma per definizione. In questo aspetto siamo appunto "di default" diversi dagli etero. (benvenuti alla sagra dell'ovvio) Ed è naturale che gente che condivide determinati valori tenda a socializzare con gente che condivida gli stessi valori, da qui tutto il discorso delle uscite etero a coppie super formali ecc, cosa che a quanto pare non esiste tra gay e che non ho mai sperimentato infatti. (S'è capito qualcosa de quello che ho scritto?)
  5. Almadel

    Perché i millennial non riescono a fidanzarsi

    La settimana scorsa sono stato a un raduno di un gruppo Facebook. Su dieci persone del gruppo gli unici a essere fidanzati eravamo io e l'altro gay della comitiva (peraltro con una storia assurda e assolutamente non invidiabile). Tutti gli altri - di età compresa tra i 26 e i 55, con una sola ragazza - erano non solo single, ma convintamente sicuri di NON volere una relazione (tranne l'unico straniero, che una ragazza l'avrebbe voluta). Io e il mio fidanzato siamo rimasti sbalorditi. Le motivazioni erano le più disparate. Da "Non mi è mai capitato di innamorarmi" a "Non voglio gente che gira in casa mia" passando per "Ce l'ho piccolo" (lo straniero celibe involontario) a "Ho molti interessi e non potrei gestire una relazione". Io parlavo dell'imminente matrimonio, l'altro gay della sua storia travagliata e tutti gli altri di aneddoti buffi con Tinder o con scopamiche a distanza. E' probabile che i fidanzati non abbiano il permesso di andare a un raduno il sabato pomeriggio e che pertanto la mia casistica fosse di molto falsata, comunque la cosa ci ha piuttosto colpito.
  6. Yesterday
  7. iamtheibis

    Doppiaggi di Cosma

    quello della LOSSIONE lo so praticamente a memoria pure io ormai quando parlo condisco tutto con le sue citazioni e i suoi neologismi ("la kula" ormai è stata accettata dalla Crusca, vero?) Altri video che adoro: quelli con LE BAMBINE MOSTRO ❤️ Di Marcelo Que Belo mi mancano i video in cui toccava tematiche più serie (ad esempio disturbi psicologici ecc), mi piaceva molto il misto di comicità e tragicità. Riconosco che ora si sia buttato solo sul far ridere, che effettivamente acchiappa molto di più. Però proprio oggi (o ieri? non ricordo) ha pubblicato un video "old school" sul disturbo dissociativo.
  8. IlFinnico

    Perché i millennial non riescono a fidanzarsi

    Ah vabbè io pure nello spogliatoio ci passo solo per prendere cose come portafoglio,ombrello etc.che non mi porto in sala. Neanch'io parlo,però molti fanno lunghe chiacchierate. Se mi capita,interagisco solo con un paio di settantenni che ogni tanto tirano fuori discorsi interessanti ,ma più che altro ascolto. Una volta,però, un giovane mi ha parlato;eravamo solo io e lui ed era rimasto incastrato sotto al bilanciere 😂
  9. IlFinnico

    Scacco matto (ci siamo?)

    Grazie a tutti e tre. @LocoEmotivo tu ci devi mettere sempre.un tocco commovente?☺️ Sì e no; cioè, mi sono legato le.mani da solo ma non me ne pento. Alcuni mi contattavano fino a qualche tempo fa,sono io che ho tagliato i ponti; se non lo avessi fatto avrei qualche amicizia,ma non di quelle che piacciono a me. Quindi ho fatto una scelta se vogliamo egoista,ma in questo momento della.mia vita voglio mettermi io al centro della mia,dopo aver vissuto la vita di altri. E poi, questi famosi amici etero ricambierebbero tutta la dedizione che ho dato loro quando avevano bisogno di consigli,per esempio sulla vita sentimentale, di cui potevo facilmente sbattermi? Conoscendoli,non credo. Tra l'altro,con mia.grande sorpresa, davo pure.consigli giusti...chissà se capisco pure i rapporti gay ahaha...comunque sì,forse ho capito che intendi, il co attirerebbe verso di me gente friendly....gli "amici"che avevo però non lo erano tanto...alla fine ci stiamo ricollegato al topic di @davydenkovic90 Concordo,ma non nel mio caso. Loro lo sanno da anni. Le altre cose le racconto da solo, poi vabbè, avendo una vita triste non è che escano sti gran racconti,ecco....magari se parla de na cannetta che me so fumato mezza vorta, ma niente di particolarmente grave.
  10. Ghost77

    Perché i millennial non riescono a fidanzarsi

    Beh io non parlo con nessuno, la palestra è piccola e col fatto che è proprio qui sotto casa mia (realmente sotto) mi cambio e doccio direttamente a casa per evitare di annusare la puzza di peli e docciashampo "for men" con quell'odore pungente terribile. Quindi faccio poco specie. Però gli unici con cui ho avuto modo di comunicare sono paradossalmente i giovani. Forse perché pure loro comunicano poco come me e pensano a fare i loro esercizi. A parte che, oltre a salutare e chiederti a vicenda se la tale macchina la userai per molto, che ti devi dire con gli altri? Comunque, davvero non ti saluta nessuno negli spogliatoi ? Strana palestra 😐 No vabbè @LocoEmotivosembra che ci sincronizziamo nelle risposte 😂
  11. LocoEmotivo

    Perché i millennial non riescono a fidanzarsi

    Io non romperei mai il cazzo ad uno della tua età, in palestra. (A parte che non parlo con nessuno e basta, ma va bene.) Io, alla loro età, crederei che se il tizio viene a parlare con me c'ha qualcosa che non va nella testa. Perché siamo su pianeti diversi, totalmente opposti. L'unica dinamica interattiva possibile, a mio avviso, sono io che vado in palestra con la maglietta di un gruppo/videogioco/serie tv o roba simile (magari di nicchia) e tu mi fai i complimenti (o qualcosa del genere): in quel caso c'è un ponte che lega le nostre diverse realtà e non escludo che al prossimo allenamento possiamo farci ancora due chiacchiere, ma deve partire tutto DA TE. Ché da palestrato a molestatore all'uscita delle scuole è un attimo, eh.
  12. LocoEmotivo

    Il vostro rapporto con altri gay.

    Questa fase di transizione credo sia generale e probabilmente connaturata, proprio come lo è l'istinto migratorio o quello letargico: da ragazzino scoppi di energia, da giovane uomo vai ancora a ballare tutta la notte, da adulto "stasera vado a dormire presto perché domani devo andare a dormire presto". Il discorso relativo alle relazioni etero, però, non si esaurisce in quella che tu definisci "vita fissa": fatti salvi gli ovvi impegni di chi deve accudire la prole, assistiamo ad una imposizione culturale che a noi coglie solo di striscio. Quello del "mi ci vuole la fidanzata" cui accennavo da qualche parte è un ragionamento tipico etero, perché la loro immagine della coppia impone una gabbia erotico-affettiva in cui la negazione del desiderio è una delle forme più alte di martirio (pensa a Doppio sogno, che è un capolavoro borghese perché si dimentica di essere borghese): da noi le cose non vanno così di pari passo e una sedentarizzazione di coppia non implica inevitabilmente la morte dell'amore, perché in molti tentano la strada di una condivisione del desiderio e del piacere che non sia esclusiva. Se gli etero fanno i figli che sono praticamente dead men walking (come dici tu), questo è dovuto al loro sistema di riferimento condiviso più che personale. Cosa dire, infatti, di tutte quelle coppie anomale? Di tutte quelle persone coraggiose che hanno tentato la loro strada, anche quando le cose non sono andate come volevano e sono finite col culo sentimentale per terra? E proprio qui si rivela il rovesciamento della questione: per gli etero, gli anormali sono questi pionieri; per noi, quelli strani sono quelli che ricalcano le coppie etero. (Ci ho preso? Sono andato fuori tema? Boh, c'ho sonno.)
  13. IlFinnico

    Perché i millennial non riescono a fidanzarsi

    Lo so sono un rompipalle però devo smentirti. È davvero più facile parlare con i più grandi,anche per me che di anni ne ho 21. I giovani adulti,o ancor più gli adolescenti, si parlano solo se vanno in palestra che già erano amici o se si conoscono,che ne so,perché si riuniscono a giocare a calcetto il sabato.Approcciarsi coi giovani non è così semplice,ti snobbano,magari hanno le cuffiette...e poi,per esempio,quando esco dallo spogliatoio per educazione saluto chi ci sta in quel momento,e se ci stanno solo i giovani è come salutare gli armadietti (vabbè che finora con l'armadietto ho avuto uno stretto rapporto,però un "ciao" umano se po pure fa',no ?)
  14. IlFinnico

    Il vostro rapporto con altri gay.

    @LocoEmotivo Se dici così mi costringi a rispondere. È la fase di transizione "vita fissa-vita movimentata" a cui accennavo pomeriggio. Le generazioni più mature(dico così perché la maggior parte di voi che scrivete attivamente sul forum avete più di 40 credo) sono nati e cresciuti con l'idea: trova lavoro,donna,matrimonio,casa,macchina,figli. Vita fissa. Se fai tutte le tappe fino alla macchina entro i 25 anni,fai conto,a 25 anni hai più o meno finito di vivere. Poi ci sono i figli,che sono l'unica cosa che si muove in questo quadro castrante(ed è per questo,secondo me,che molti genitori per ovviare alla loro vita monotona,scaricano tutte le loro aspettative e frustrazioni sull' unico "aspetto vivente" che hanno davanti( io parlo di una situazione simile alla mia,con genitori che hanno lavori umili,magari chi fa lavori più flessibili e remunerati a casa manco ci sta,e forse per i figli non è per forza un male). Se da etero non segui le tappe sei un fallito. Il gay invece é allenato a questa flessibilità,al continuo costruire e distruggere,ed è un bene,secondo me, d'altronde polemos è padre di tutte le cose. Le nuove generazioni (dai 35 in giù?) lo stanno capendo ed è tutto meno fisso(poi ci sono anziani illuminati e giovani più chiusi degli ottantenni, non voglio generalizzare eh). Oggi c'è un conflitto generazionale,e quello colpisce tutti,ma sta di fatto che nel modo di vivere gli etero si stanno avvicinando ai gay. E, ricollegandoci all'altro topic in cui hai risposto,i ragazzi non si fidanzano perché scopano,quindi perché vogliono essere più liberi e perché scopare fa status( l'altra faccia di tutto questo sono gli incel).
  15. LocoEmotivo

    Scacco matto (ci siamo?)

    E allora vai manzo: non complicare situazioni che già per loro non sono facili da gestire. Molto spesso, la trasparenza è l'alibi perfetto per nascondere qualcosa. "Frocio? Io? Ma come, con tutto quello che racconto vi pare che non l'avrei detto?" Magari non consciamente, però il risultato può essere questo. Ma tu la stai già vivendo, la tua sessualità. Non in maniera completa, certo, ma è la tua sessualità che ti ha spinto qui. Che ti fa scrivere. Che ti fa riflettere. Che ti fa immaginare un futuro diverso, un futuro più libero e tuo, un futuro che hai a portata di mano. Quindi (come fischietterebbe Perez Prado), why wait? Noi facciamo il tifo per te!
  16. Anche io sono sempre stato molto ambizioso nelle mete, ma non avrei mai posposto la realizzazione amicale, i sentimenti, una relazione, a obiettivi lavorativi, di carriera, di prestigio. I miei amici, se sono realmente tali, cioè grandi affetti, me li tengo, e non mi separerei mai da loro – ugualmente, sarebbe per me impensabile rinunciare a una relazione sentimentale per migliorare la mia posizione lavorativa: ci può stare un conflitto, un'indecisione, una lotta, il cui esito è però già scritto in cielo. Non so se questa proiezione a livello internazionale giochi un ruolo così importante come sostiene l'articolista: forse è più giusto pensare che è responsabile dell'aumento esponenziale della contingenza, che è il vero tratto della contemporaneità – e non da oggi: è un esito verso il quale il nostro mondo è da tanto tempo incamminato. Tante più occasioni, opportunità, possibilità, che comportano anche una certa perdita di valore del presente, uno smarrimento del qui e ora – di quel particolare al quale si conferisce però un valore fortissimo. Ricordo, tanti anni fa, un mio carissimo amico, che decise di andare a fare un dottorato a Parigi: una distanza che oggi fa ridere, perché il mondo è diventato più piccolo e facilmente percorribile. Per noi amici fu un trauma: ci abbandonava, sceglieva un altrove, l'amicizia – quella reale, quella vissuta – era finita.
  17. Ghost77

    Perché i millennial non riescono a fidanzarsi

    È anche normale, hai 35 anni, sei dalla parte degli "uomini grandi", è più facile comunicare con loro. Fossi un ventenne fissato con le ripetizioni staresti coi ventenni a farti aiutare a reggere i bilancieri e viceversa!
  18. Ghost77

    Il vostro rapporto con altri gay.

    Dovrebbero dispiacersi loro, mica tu 😁
  19. LocoEmotivo

    Il vostro rapporto con altri gay.

    Ma io sono noioso, e non solo non lo nascondo ma lo rivendico da sempre. Però io mi sto costruendo la mia vita e la mia coppia senza soluzioni preconfezionate, senza rifugiarmi in modelli stantii e quasi totalmente inutilizzabili: quanti etero possono dire una cosa simile? Pochi, molto pochi - e quei pochi godono di tutta la mia stima e, in molti casi, persino del mio sincero affetto. Ma quello che per noi è un fare di necessità virtù, per loro è uno scoglio molto difficile da superare: ti basti l'esempio della mia collega che è stata piantata dal fidanzato perché questo nuovo lavoro le fa fare degli orari strani e, delitto imperdonabile!, le fa guadagnare più di quanto porta a casa lui. Ora, con la larghezza di spirito a te propria (cit.), vuoi dirmi quanta considerazione io possa nutrire per un subumano di tale risma, uno che ha fondato la propria identità di genere sull'essere signore economico e padrone de facto di tutto ciò su cui può mettere mano, uno che non solo non è orgoglioso di una fidanzata lavorativamente affermata ma che ha bisogno di averla dietro di sé, a supportarlo e idolatrarlo e a sfornare bambini e governare la casa. E parliamo di una rottura avvenuta tre mesi fa, eh!, mica tre secoli. Vuoi davvero istituire un paragone tra noi che cerchiamo ogni giorno nuovi equilibri sulla nostra pelle e branchi di disadattati simili che hanno bisogno di affermarsi sulla pelle degli altri? Dai, su: siamo seri! (Comunque, non vorrei che pensassi male di me: guarda che ho molti amici etero, eh! )
  20. LocoEmotivo

    Perché i millennial non riescono a fidanzarsi

    Perché scopano.
  21. marce84

    Il vostro rapporto con altri gay.

    Queste sono generalizzazioni. E poi ci saranno etero che trovano noioso te.
  22. LocoEmotivo

    Il vostro rapporto con altri gay.

    La mia collega dell'altra settimana, una ragazzina di manco ventitré anni che credeva scherzassi e che solo dopo un po' si è convinta, ha cominciato col solito repertorio delle mezze stagioni in salsa gay. Cioè, io capisco che venga dal paesello e tutto, ma non te ne puoi uscire con: "Perché voi avete una marcia in più!". Anche perché poi non mi trattengo mica dal dirle che confonde la marcia con la leva del cambio No, perché sono noiosi.
  23. marce84

    Il vostro rapporto con altri gay.

    Vedo che li odiate in tanti, forse perchè spesso non si sono comportati bene, e mi spiace molto per questo.
  24. davydenkovic90

    Il vostro rapporto con altri gay.

    Ok, ma intendevo dire un'altra cosa, forse sono stato frainteso... intendevo dire che la gente [etero] che trovi al bar del paese e la gente [gay] che trovi a Porta Venezia, pur nelle analoghe dinamiche (tutti bevono e socializzano) non possono essere paragonate, in quanto la prima è lì di default, per comodità, per noia, molto spesso integrata in una certa situazione da anni, che è tanto rassicurante quanto castrante e asfissiante (almeno per chi non ama andare nella solita discoteca tamarra o guardare la solita partita della juve dal maxischermo), mentre la seconda molto spesso è emigrata dal paesello di cui prima proprio per avere la speranza di relazionarsi con altri lgbt, è più intraprendente, varia e aperta a qualsiasi possibilità. E non è solo una differenza fra paese e città ma anche fra ambiente etero e ambiente gay. Comunque la discussione mi ha fatto venire in mente questo (Incontro milanese, Laura Betti). Facilmente reinterpretabile in salsa gay e veramente geniale 🙂 https://dai.ly/x33l03d
  25. Ghost77

    Il vostro rapporto con altri gay.

    Ma non è che uno deve andare a Milano e poi cercare compagnia gay. Uno semmai se la cerca prima, organizza e poi si sposta. Basta chiedere, aggregarsi. Così come c'è gente che chiede a me, ci saranno altri che accetteranno. Magari gli accompagnatori spereranno in un finale di sesso o di limone duro, però intanto si va a Milano non da soli e si inizia a buttare l'occhio. Nessuno muore per aver concesso un bacio, e magari serve a diventare amici. E se il venerdì Gondo o un altro come lui vuole passare il tempo coi vecchi amici al paese e il sabato con quelli nuovi, che problema c'è? Se non riuscirà a gestirli o se capirà che non varrà la pena di parlare di se stesso con loro prima o poi taglierà dei rami. Io non avevo amici da bar, né mai ci andavo poiché mi è sempre stato insegnato che sono soldi buttati, avevo comunque gli amici del liceo. Scopertomi gay ho sfumato le uscite con loro poiché le nostre vite si stavano separando in tutto e non volevo condividere con loro la mia vita per poi magari essere visto come "oh poverino". Come l'altro giorno, una mia collega voleva presentarmi una sua amica per accoppiarmici "è lesbica ma devo capire se è irrecuperabile ma è nerd come te" e al mio "grazie ma il mio ragazzo non sarebbe contento... " ha fatto quello che più odio :"che bello che bello grazie di avermelo detto!sono così elettrizzata! " Ma che bello che? Ma stocazzo, non è un coming out, ti ho solo risposto, ficcati il tuo entusiasmo su per🎤🍑✖️❇️🎇🎃! Ecco perché odio gli etero 😐
  26. pianist93

    Il vostro rapporto con altri gay.

    Nei 2 anni e mezzo scarsi decorsi dal mio CO a ora, ho provato a conoscere quanti più ragazzi gay possibile e formarmi una qualche rete di amicizie, ma con scarsi risultati. Di conseguenza, la mia impressione sulla qualità dei rapporti tra gay non è esattamente rosea. La mia situazione attuale di conoscenze gay è questa: - Ho due amici storici gay (cioè, li conoscevo già prima, non ci siamo conosciuti in quanto gay). Il primo è un amico di infanzia (elementari medie e liceo insieme), continuiamo a vederci più per appartenenza a uno stesso minigruppo (quello delle elementari) che per rapporto stretto tra noi. Nonostante fu il primo con cui feci CO, non si è mai creata una intesa particolare e davvero profonda. Oltre a ciò, sta insieme al suo ragazzo da millemila anni, convivono e fanno la vita da maritini (beati loro eh, però tendono a isolarsi un po'). Giugno scorso gli chiesi di accompagnarmi al Pride, la risposta fu "eh ma la mattina devo lavorare". L'altro amico storico invece è di un gruppo di amici (ex) musicisti, ed è una contraddizione vivente: ha un po' il personaggio della diva sfranta, ma non ha mai fatto CO apertamente, contando sul fatto che gli altri ci arrivassero da soli. Credo non abbia mai fatto sesso e mi sembra piuttosto bloccato su certi argomenti: non lo giudico di certo per questo, ma per quanto sia un amabile coglione e gli voglia un gran bene, rende difficile condividere con lui determinate cose. Anche a lui proposi di andare al Pride, la risposta fu "mi fanno schifo le manifestazioni". - Gente conosciuta sulle app: è stato il mezzo principale con cui ho incontrato altri ragazzi gay in questi anni. Ci sono stati diversi che ho conosciuto e mi sarebbe piaciuto continuare a vedere in amicizia. In alcuni casi era gente a cui piacevo che non mi piaceva, che si è defilata dopo qualche uscita perché evidentemente si aspettava qualcosa di più (solo un ragazzo recentemente sembra voler andare in controtendenza). In altri, gente con cui ho fatto sesso una o più volte e che poi è sparita, e mi è dispiaciuto perché anche se magari non erano più interessati al sesso mi avrebbe fatto piacere anche solo vedersi per una birra. Come tendenza generale, però, devo dire che mi pare difficile uscire in due senza che vi sia alcuna attrazione da nessuna delle due parti. - Le associazioni non le ho ancora mai sperimentate, ma vorrei provare visto il fallimento degli altri mezzi - anche se a leggere le esperienze degli altri utenti sul topic mi si abbassano un po' le aspettative. Per concludere posso dire che mi sento molto più in sintonia con il mio migliore amico etero che con la stragrande maggioranza dei gay che conosco. Almeno a lui ormai posso raccontare pressoché qualsiasi dettaglio - poverino. Nonostante questo, il desiderio di farmi un giro di amici gay rimane, ma non sembra possibile trovarne uno composto di persone con interessi simili ai miei - che davvero, sono vari: puoi portarmi a ascoltare l'integrale delle sinfonie di Beethoven come alla serata frocia in discoteca, mi diverto in entrambi i casi
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