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Dall'11 aprile, l'Italia riconoscerà diritti a coppie gay... purché non italiane


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Segnalo la notizia data da gay.it, a cui i mezzi di comunicazione non hanno dato alcuna risonanza, come era prevedibile.Riporto uno stralcio, rimandandovi al link riportato di seguito per la lettura integrale:"(...) I cittadini europei sono tutti uguali? Niente affatto: nel nostro paese quelli stranieri sono più... europei di noi italiani. Conseguenza del recepimento (dovuto) dell'Italia della Direttiva 2004/38 della Comunità Europea, relativa al diritto dei cittadini dell'Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri. Si tratta di una normativa che è stata elaborata durante gli anni del governo Berlusconi e vi ha contribuito l'allora ministro alle politiche comunitarie Rocco Buttiglione. La libera circolazione dei cittadini europei da un paese all'altro è uno dei cardini sui quali si basano gli accordi comunitari. Il cittadino europeo che si sposta ha il diritto di portare con se i propri familiari e nella maggioranza dei paesi europei, come noto, le coppie omosessuali sono considerate famiglia, con varie modalità giuridiche di riconoscimento che variano da paese a paese."http://www.gay.it/channels/view.php?ID=22731

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:eek:Riporto un altro pezzo dell'articolo di cui sopra:Ogni Stato membro ospitante deve effettuare un "esame approfondito della situazione personale e giustifica l'eventuale rifiuto del loro ingresso o soggiorno". "Il diritto di ingresso e di soggiorno dei cittadini dell'Unione e dei loro familiari, qualsiasi sia la loro cittadinanza, può essere limitato solo per motivi di ordine pubblico o di pubblica sicurezza". Arriverà l'Italia a rifiutare dei permessi di soggiorno a delle coppie gay francesi o danesi perché le considera addirittura delle minacce per l'ordine pubblico? Come reagirebbero i nostri partner europei a una simile, grottesca eventualità?Io sono veramente sconcertata dal livello di stupidità che c'è in Italia sull'argomento matrimonio/unioni civili per le coppie omosex (per non parlare di altri argomenti)...

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Io quasi quasi spero che succeda qualcosa del genere. Ormai solo un'ingiunzione dall'Unione Europea potrebbe smuovere le torbide acque italiane... Di fronte a incidenti diplomatici del genere penso che sarebbero costretti ad adeguarsi e approvare uno straccio di legge.

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Direttamente, no...certo che nel tempo diverrà stridenteil contrasto fra cittadini europei garantiti in Italia nei lorodiritti nazionali e cittadini italiani non garantiti.

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Ma possibile che i cittadini Italiani, o almeno una parte, debbano essere sempre discriminati dal resto di quelli europei? Io penso e spero che le cose cambieranno ... anche se a pensarci bene mi sembra un utopia

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Tigrotta, potranno ritardare il processo di riconoscimento delle unioni civili (comprese quelle gay) il più a lungo possibile, ma alla fine dovranno riconoscerle. Non si scappa.Nel frattempo, non possiamo far altro che continuare a mettere i nostri politicanti di fronte alle proprie responsabilità e contraddizioni.

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Si, ritardare il processo, ma di quanto? Io penso di molti,molti anni!Per non parlare del matrimonio fra omosex...Io spero veramente in un cambio dell'Italia e della mentalità del cittadino italiano

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ombra della notte

secondo me lo stato italiano sogna la fine dell'omosessualità perchè a me sembra che voglia far scappare tutti i cittadini in altri paesi per potersi vedere riconosciuti i loro diritti...purtroppo il nostro è sostanzialmente un paese di ignoranza e di omertà...quello che servirebbe sono politici in grado di pensare prima agli italiani e poi a loro stessi...

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a questo punto spero anche io che succeda uno "scandalo"...per lo meno potrebbe muoversi qualcosa! forse con qualche richiamo dell'unione europea riusciamo a ottenere quello per cui combattiamo!

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:eek:Riporto un altro pezzo dell'articolo di cui sopra:Ogni Stato membro ospitante deve effettuare un "esame approfondito della situazione personale e giustifica l'eventuale rifiuto del loro ingresso o soggiorno". "Il diritto di ingresso e di soggiorno dei cittadini dell'Unione e dei loro familiari, qualsiasi sia la loro cittadinanza, può essere limitato solo per motivi di ordine pubblico o di pubblica sicurezza". Arriverà l'Italia a rifiutare dei permessi di soggiorno a delle coppie gay francesi o danesi perché le considera addirittura delle minacce per l'ordine pubblico? Come reagirebbero i nostri partner europei a una simile, grottesca eventualità?
Chi ha scritto questo articolo?? Da dove gli salta fuori l'idea che francesi e danesi abbiano bisogno di "permessi di soggiorno" per vivere in Italia?? Ma che stiamo scherzando? Nella UE vige la libera circolazione di persone, e se una coppia francese vuole trasferirsi in Italia lo fa, punto e basta. Di sicuro non gli nega di vivere in Italia perché sono gay. Che poi la loro unione non sia riconosciuta, e la coppia possa andare incontro a bruttissime vicende, è un altro conto. Ma una frase del genere mi lascia davvero allibita. Sarebbe da scrivere a gay.it e fargli presente che i loro giornalisti studino un pochino prima di scrivere certe cose.So che faccio un po' la bastian contrario ad essere shockata da un'imprecisione dell'articolo più che dal contenuto, ma il contenuto secondo me non dice niente di nuovo. Lo "scandalo" che invoca dorian.gay, sono sicura che sia già successo innumerevoli volte, ma i vari episodi di coppie gay straniere "sfavorite" dalla legge italiana saranno certamente passati in sordina.
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Sarebbe da scrivere a gay.it e fargli presente che i loro giornalisti studino un pochino prima di scrivere certe cose.
In effetti non lo fanno (quasi) mai. Anch'io trovo sconcertante questa faciloneria. Creare false informazioni, o informazioni sballate, è grave. Anche perché chi le ripetesse potrebbe essere messo bruscamente a tacere da una persona più informata, con un effetto boomerang.
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L'articolo di gay.it non è il massimo della chiarezza, ma da quel che ho letto, fa riferimento a vari casi, tra cui quello di partner extracomunitari di cittadini europei che si trasferiscano in Italia. In questo senso, mi pare di capire che l'autore dell'articolo intenda per "coppie francesi o danesi", coppie composte da un cittadino europeo e da uno extracomunitario la cui unione sia riconosciuta da qualche forma giuridica del paese europeo di provenienza.

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Sul sito della "Presidenza del Consiglio dei Ministri" è possibile leggere il testo del decreto legislativo per l'attuazione della direttiva 2004/38/CE.Dalla lettura del decreto legislativo risulta chiaro che un cittadino italiano che si rechi o soggiorni in uno Stato membro dell'Unione europea non può essere seguito o raggiunto dal partner (dello stesso sesso o sesso diverso, convivente e non avente la cittadinanza di uno Stato membro), dal momento che non può dimostrare di avere una relazione stabile "debitamente attestata" dallo Stato italiano e men che mai attestare di avere contratto con il cittadino italiano un'unione registrata (che non sia il matrimonio per le coppie eterosessuali).A ciò si aggiunga che anche nel caso in cui il partner avesse la cittadinanza italiana, la coppia non si vedrebbe comunque estendere i diritti previsti per le unioni registrate nel Paese ospitante.http://www.governo.it/Governo/Provvedimenti/testo_int.asp?d=30516Riporto solo alcuni articoli del decreto legislativo:Articolo 1(Finalità)1. Il presente decreto legislativo disciplina:a) le modalità d'esercizio del diritto di libera circolazione, ingresso e soggiorno nel territorio dello Stato da parte dei cittadini dell'Unione europea e dei familiari di cui all’articolo 2 che accompagnano o raggiungono i medesimi cittadini;:kiss: il diritto di soggiorno permanente nel territorio dello Stato dei cittadini dell'Unione europea e dei familiari di cui all’articolo 2 che accompagnano o raggiungono i medesimi cittadini;c) le limitazioni ai diritti di cui alle lettere a) e :eek: per motivi di ordine pubblico e di pubblica sicurezza.Articolo 2(Definizioni)1. Ai fini del presente decreto legislativo, si intende per:a) «cittadino dell'Unione» : qualsiasi persona avente la cittadinanza di uno Stato membro;:) «familiare» :1) il coniuge;2) il partner che abbia contratto con il cittadino dell'Unione un'unione registrata sulla base della legislazione di uno Stato membro, qualora la legislazione dello Stato membro ospitante equipari l'unione registrata al matrimonio e nel rispetto delle condizioni previste dalla pertinente legislazione dello Stato membro ospitante;3) i discendenti diretti di età inferiore a 21 anni o a carico e quelli del coniuge o partner di cui alla lettera :);4) gli ascendenti diretti a carico e quelli del coniuge o partner di cui alla lettera :);c) «Stato membro ospitante» : lo Stato membro nel quale il cittadino dell'Unione si reca al fine di esercitare il diritto di libera circolazione o di soggiorno.Articolo 3(Aventi diritto)1. Il presente decreto legislativo si applica a qualsiasi cittadino dell'Unione che si rechi o soggiorni in uno Stato membro diverso da quello di cui ha la cittadinanza, nonché ai suoi familiari ai sensi dell'articolo 2, comma 1, lettera B), che accompagnino o raggiungano il cittadino medesimo.2. Senza pregiudizio del diritto personale di libera circolazione e di soggiorno dell'interessato, lo Stato membro ospitante, conformemente alla sua legislazione nazionale, agevola l'ingresso e il soggiorno delle seguenti persone:a) ogni altro familiare, qualunque sia la sua cittadinanza, non definito all'articolo 2, comma 1, lettera B), se è a carico o convive, nel paese di provenienza, con il cittadino dell'Unione titolare del diritto di soggiorno a titolo principale o se gravi motivi di salute impongono che il cittadino dell'Unione lo assista personalmente;B) il partner con cui il cittadino dell'Unione abbia una relazione stabile debitamente attestata dallo Stato del cittadino dell’Unione.3. Lo Stato membro ospitante effettua un esame approfondito della situazione personale e giustifica l'eventuale rifiuto del loro ingresso o soggiorno.Articolo 5(Diritto di ingresso)1. Ferme le disposizioni relative ai controlli dei documenti di viaggio alla frontiera, il cittadino dell'Unione in possesso di documento d’identità valido per l’espatrio, secondo la legislazione dello Stato membro, ed i suoi familiari non aventi la cittadinanza di uno Stato membro, ma in possesso di un passaporto valido, sono ammessi nel territorio nazionale.2. I familiari non aventi la cittadinanza di uno Stato membro sono assoggettati all'obbligo del visto d'ingresso, nei casi in cui è richiesto. Il possesso della carta di soggiorno di cui all'articolo 10 in corso di validità esonera dall’obbligo di munirsi del visto.3. I visti di cui al comma 2 sono rilasciati gratuitamente e con priorità rispetto alle altre richieste.4. Nei casi in cui è esibita la carta di soggiorno di cui all’articolo 10 non sono apposti timbri di ingresso o di uscita nel passaporto del familiare non avente la cittadinanza di uno Stato membro dell’Unione europea.5. Il respingimento nei confronti di un cittadino dell'Unione o di un suo familiare non avente la cittadinanza di uno Stato membro, sprovvisto dei documenti di viaggio o del visto di ingresso, non è disposto se l’interessato, entro ventiquattro ore dalla richiesta, fa pervenire i documenti necessari ovvero dimostra con altra idonea documentazione, secondo la legge nazionale, la qualifica di titolare del diritto di libera circolazione.Articolo 6(Diritto di soggiorno fino a tre mesi)1. I cittadini dell'Unione hanno il diritto di soggiornare nel territorio nazionale per un periodo non superiore a tre mesi senza alcuna condizione o formalità, salvo il possesso di un documento d’identità valido per l’espatrio secondo la legislazione dello Stato di cui hanno la cittadinanza.2. Le disposizioni del comma 1 si applicano anche ai familiari non aventi la cittadinanza di uno Stato membro che accompagnano o raggiungono il cittadino dell'Unione, in possesso di un passaporto in corso di validità, che hanno fatto ingresso nel territorio nazionale ai sensi dell’articolo 5, comma 2.3. Fatte salve le disposizioni di leggi speciali conformi ai Trattati dell’Unione europea ed alla normativa comunitaria in vigore, i cittadini di cui ai commi 1 e 2, nello svolgimento delle attività consentite, sono tenuti ai medesimi adempimenti richiesti ai cittadini italiani.

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Mi pare che il discorso in soldoni sia:esiste un diritto "comunitario" ( europeo ) alla libera circolazione delle persone se un francese si pacsa con un extracomunitario e ai sensi della legge franceseottiene il permesso di soggiorno l'Italia deve far prevalere sul diritto nazionaleche vieterebbe la permanenza sul proprio territorio, a quel titolo, all'extracomunitarioil diritto europeo alla libera circolazione del francese. Cioè il diritto che prevale èquello del francese a muoversi e portarsi dietro il partner in ogni paese europeocome potrebbe fare in Francia, secondo la legge francese.Praticamente il divieto dell'ordine pubblico italiano permane ( viene citato ) ma si ritrae,non si applica, davanti a legislazioni di altri paesi membri che riconoscano ai propricittadini tali diritti.Questo perchè con l'Unione Europea esiste oramai una doppia cittadinanza.La Corte Costituzionale Italiana in questo caso non può dire niente perchèsalvi i principi supremi dell'ordinamento costituzionale, i trattati europeiprevalgono sulla stessa costituzione, e il giudice di quei trattati è la corteeuropea.Purtroppo il diritto è un diritto alla libera circolazione.Rimane di competenza nazionale tutto il resto.

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Come sottoliea Hinzelmann il problema del permesso di soggiorno non si pone quando ad essere uniti sono due partner entrambi francesi o danesi ma quando uno dei due è extracomunitario. In questo caso anche il partner extracomunitario, che in Italia non avrebbe titolo al permesso di soggiorno, dovrebbe ottenerlo per "ricongiungimento familiare". E non penso che si possano frapporre problemi di ordine pubblico...un altro aspetto sarebbe e il cittadino/ italiano/a che era residente e pacsato/a o sposato/a in Francia o Spagna con un/a extracomunitario/a può rientrare in Italia portandosi il compagno o la compagna dello stesso stesso? Il Cittadino Italiano è anche egli cittadino europeo, ma sul punto nutro dei dubbi: In Caso negativo sembra chiaro che riccorrerei per via giusdiziaria per discriminazione (rispetto agli altri cittadini europei).

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Se non sbaglio la proposta Biondi sul CUS non solo vietal'ingresso dell'extracomunitario al fine di unirsi civilmentecon un italiano, ma espressamente vieterebbe pure lapermanenza in Italia di chi, regolarmente entrato e civilmente unito,perda magari lavoro e permesso di soggiorno...Ovviamente un Italiano non può giovarsi della legge spagnola o francesea meno che non sposi o pacsi uno spagnolo o un francese. Quindi io nonposso sposare in Spagna un extracomunitario...e non posso neanche chiederepermesso di soggiorno e libera circolazione.

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Guest equalmarriage

La proposta CUS deve essere migliorata, non c'è dubbio.Sulla Spagna... io ricordo che lì si possono sposare tutti, a prescindere da cittadinanza spagnola appartenenza alla Comunità Europea e riconoscimento delle coppie gay nel Paese di origine. Questo in conseguenza alla volontà del Governo di non cozzare nemmeno per via indiretta con la volontà di garantire eguaglianza tra etero e gay. In Spagna le prime nozze gay con, o tra, stranieri sono state celebrate a metà 2005... noto è stato il caso di uno spagnolo che ha sposato un indiano dopo che il Ministero della Giustizia ha smentito una corte locale che aveva negato ai due il permesso di matrimonio. (vedi: http://www.365gay.com/newscon05/08/081005spain.htm )

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ma come ho fatto a perdermi questa chicca,questa autentica perla di saggezza!!!! :roll:quindi ora come se non bastassero le complicazioni che ci sono già,si rischia d creare coppie di serie A e coppie di serie B... :rotfl:

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