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Ma come sono belli!


Fergus

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Dragon Shiryu

 

 

Immagino di sì, però la presenza delle donne nel matrimonio etero rende tutto più difficile.

 

a me non sembra. tutto è difficile, che sia con  uomo o donna

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Ma deve essere oggettivamente difficile avere a che fare con una moglie che si mette là a gambe aperte, aspettandosi che sia tu a menare le danze.

ahahahahhahaa ti giuro mi fai morire, simpatico :sisi:

non credo la tua sia una visione oggettiva del rapporto piuttosto è una visione soggettiva-pessimista dettata dalla tua condizione fallocentrica dei cm e lo si nota :aha:

 

E magari è pure capace di criticare: non ti muovi abbastanza, ce l'hai troppo piccolo, non duri quanto vorrei...

 ridurre tutto a un gioco unilaterale dove la donna sta ferma e il maschio penetra è riduttivo, anzi è una visione semplicistica delle relazioni che potrebbe scindere il mero rapporto eterosessuale da te criticato. 

credo sia difficile discutere con chi ha un forte "pregiudizio" e lo metto tra virgolette perchè è l'unico termine che mi passa per la testa stamattina xD e io potrei capire la forma del tuo discorso, infatti se si parla di rapporto sessuale con i vecchi mi troverei anche io nella tua stessa visuale di schifo. Ma non potrei e ne dovrei azzardarmi a etichettare con "oggettivo" un mio pensiero. 

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Pure gli uomini sanno essere cagacazzi quanto le donne. 

Stai tranquillo per le risposte delle checche isteriche, il forum ne è pieno.

 

Comunque sì, tra uomini e donne non c'è paragone che tenga.

Edited by PiNKs
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Non so chi abbia detto queste parole sante ma è così: l'omosessualità è la quintessenza della virilità.

 

E' una citazione dal discorso di Aristofane nel Simposio di Platone:

"Sin da giovani, poiché sono una frazione del maschio primitivo, si innamorano degli uomini e prendono piacere a stare con loro, tra le loro braccia. Si tratta dei migliori tra i bambini e i ragazzi, perché per natura sono più virili. Alcuni dicono, certo, che sono degli spudorati, ma è falso. Non si tratta infatti per niente di mancanza di pudore: no, è i loro ardore, la loro virilità, il loro valore che li spinge a cercare i loro simili. Ed eccone una prova: una volta cresciuti, i ragazzi di questo tipo sono i soli a mostrarsi veri uomini e a occuparsi di politica. Da adulti, amano i ragazzi: il matrimonio e la paternità non li interessano affatto - è la loro natura; solo che le consuetudini li costringono a sposarsi ma, quanto a loro, sarebbero bel lieti di passare la loro vita fianco a fianco, da celibi. In una parola, l'uomo cosiffatto desidera ragazzi e li ama teneramente, perché è attratto sempre dalla specie di cui è parte."

 

Comunque la questione è interessante non solo astrattamente, ma anche praticamente, perché il fondamento ideologico può avere effetti importanti in ambito etico, sociale ed anche giuridico:

pensiamo ad esempio al modo di considerare le omocoppie ed i loro diritti e doveri anche in relazione al matrimonio.

 

Brevemente si può osservare che la riflessione filosofica sull'omoerotismo, anche quando l'ha condannato come aberrazione innaturale, l'ha sempre considerato, se non come la quintessenza della virilità, almeno come una maschilità senza cedimenti alla femminilità:

esemplare è appunto il mito narrato da Platone per bocca di Aristofane delle forme sferiche originarie nel genere umano, alcune costituite di coppie di maschi, altre di coppie di femmine, altre ancora ermafrodite, cioè costituite di coppie di un maschio e di una femmina; Zeus le tagliò in due per contenerne l'arroganza e da allora ogni metà cerca l'altra metà amputata e quindi alcune metà maschili cercano le proprie originarie metà maschili, alcune femminile le proprie originarie metà femminili ed alcune maschili o femminili le proprie originarie metà rispettivamente femminili o maschili da cui furono divise.

 

Anche quando successivamente l'omoerotismo fu considerato immorale o addirittura peccaminoso, la teoria non sembra aver mai accusato il maschio omoerotico di "cedevolezze partecipative" verso il sesso femminile, ma semmai al contrario l'accusò di rifiuto contronaturale della "mistura" tra i due sessi opposti necessaria alla perpetuazione della specie.

 

Accenni a femminilizzazioni del maschio impegnato in attività omosessuali furono fatti in ambito comico o popolare già in età greca classica, ma riguardarono di solito il membro passivo del rapporto omoerotico e per lo più quando si trattava di irriderne l'eccesso di passività che ne snaturava la maschilità.

 

Probabilmente la prima teoria della femminilizzazione dell'homo homoeroticus o almeno della sua maschilità "minus habens"  si ha con Karl Ulrichs alla metà del XIX secolo:

egli, che era omoerotico e che fu il primo a rivendicare il diritto alla liceità dell'omoerotismo, riteneva che questa inclinazione in certi uomini dipendesse dall'avere "un'anima muliebre inclusa in un corpo virile" (anima muliebris virili corpore inclusa), teorizzando dunque la sostanziale femminilità del maschio eroticamente attratto da altri maschi, come sembra dedursi dall'uso della parola "anima" e non di "animus".

 

Tale teoria non fu tuttavia diffusamente recepita né in ambito omofilo, vedi ad esempio l'opinione contraria del contemporaneo Karl Kertbeny, l'inventore della parola "omosessuale" (homosexual), ma neppure in ambito omofobo, se ancora un secolo dopo il gerarca nazionalsocialista Himmler in un discorso agli ufficiali delle SS poteva affermare che la perversione omoerotica dipendesse da un disprezzo delle donne e della femmilità, effetto anche d'un eccessivo ed esclusivo cameratismo dei maschi tedeschi in età adolescenziale.

 

Recentemente mi sembra invece che sia prevalsa, anche in ambito gayo, la teoria della femminilizzazione del maschio  con inclinazioni omoerotiche e specularmente la teoria d'una maschilizzazione della femmina con pari inclinazioni.

 

Personalmente non mi sento di condividerla, almeno per l'esperienza che ho di me stesso e del mio ragazzo, ma non posso certo escludere che la natura in altri si sia sviluppata altrimenti; 

quello che però a mio giudizio sarebbe da evitare, nell'interesse dell'armonico sviluppo della personalità di ciascuno, è un adeguamento forzoso di sé stessi a certi stereotipi teorici creati per far ridere il volgo, specialmente quello "televedente".

Edited by Mario1944
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Grazie Mario per l'indicazione dell'origine della frase in questione.

Condivido il tuo appello a rifiutare le caratterizzazioni imposte dagli altri, gli eterosessuali infatti si sentono come i veri rappresentanti della virilità ed effettivamente si divertono a fare degli omosessuali delle macchiette.

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lecosechenondici

Se sei serio hai un problema chiamato "sessismo osseo", condizione in cui il sessismo è radicato fin dentro le ossa. Vedi di curarlo perché lamentarsi dell'omofobia ed essere sessisti non possono stare insieme.

 

Inviato dal mio ONEPLUS A3003 utilizzando Tapatalk

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Lecose sarà come dici tu ma io non ho la pretesa di essere coerente.

In fondo la mia è semplicemente la manifestazione della soddisfazione di aver evitato la vita coniugale eterosessuale.

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Grazie Mario per l'indicazione dell'origine della frase in questione.

 

Ma di che?:

dovere di forumista partecipante....

 

 

 

 

gli eterosessuali infatti si sentono come i veri rappresentanti della virilità

 

Ineffetti è urtante, anzi urticante, soprattutto quando è la pretesa di certi soggetti..... ;-)

 

 

 

 

lamentarsi dell'omofobia ed essere sessisti non possono stare insieme

 

Anzi, direi che possono benissimo convivere, se l'avversione all'omofobia sconfina nell'eterofobia!

Edited by Mario1944
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Tra l'altro questo credo sia un pensiero più da etero che da gay, inteso come sminuire e sottomettere la donna. Insomma dovresti essere trollofoba, non omofoba visto che questi soggetti non rappresentano la categoria.

 

Potrei darti ragione se fosse qualcosa inerente solo al mondo sfigato virtuale di questo forum.

 

Il problema è che l'eterofobia è in realtà abbastanza diffusa fra lesbiche e gay.

 

Ed ho incontrato svariati esempi di gay misogeni.

 

Ora, capisci tu che tirar fuori l'argomento spiegando il perché è insensato essere sia misogeni che eterofobi, puntando il dito contro l'unico nemico comune che è il machismo che affligge praticamente l'umanità intera, sarebbe praticamente inutile.

 

Diamo degli sfigati agli adinolfiani, quando a volte fra loro e svariati esponenti della nostra fazione  non trovo poi così tanta differenza.

 

E quasi mi vien da giustificare quelli che ci danno addosso, perché davanti a ragionamenti presumibilmente di normodotati, non ho spiegazione razionale da dare.

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Ed ho incontrato svariati esempi di gay misogeni.

 

Interessante "misogeni" :

errore di scrittura per "misogini" o voce dal sen fuggita?

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@@marco7,

 

 

 

Il problema è che l'eterofobia è in realtà abbastanza diffusa fra lesbiche e gay.

 

Le ho già citate.

Pensi che son più tenera con le lesbiche?

Va tranquillo che blasto anche loro, solo non qui perché non ce ne sono.

Per il resto ce ne son quante te ne pare di eterofobiche, pseudo femministe della domenica, rancorose verso gli uomini senza motivo, con le manie di persecuzione che ritengono i rapporti fra le donne superiori rispetto a quelli eterosessuali.

Però appunto, non son scesa nello specifico perché andrei off topic, quindi ho parlato di eterofobia&cazzate varie negli omosessuali tutti come da me specificato alla fine dell'intervento.

Il mio unico problema con gli uomini è che son troppo pelosi in faccia e la barba mi infastidisce, ma sono pelofobica, è un'altra questione quella.

 

@@Mario1944, L'ho sbagliato ben due volte a scriverlo. Pardon, la vecchiaia e l'estero han peggiorato notevolmente il mio italiano.

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@Mario1944, L'ho sbagliato ben due volte a scriverlo. Pardon, la vecchiaia e l'estero han peggiorato notevolmente il mio italiano.

 

Be', quello è piuttosto greco che italiano.

Peraltro ci poteva forse stare anche "misogeni", dato il tenore dei tuoi post:

se non conosci il greco, ti informo che significherebbe "che generano odio".

 

 

Per il resto, mi domando e ti domando se tu non sia un po' troppo severa:

dopo tutto ciascuno parla sempre pro domo sua e quindi è normale che un maschio difenda e si compiaccia della sua maschilità, una femmina della sua femminilità, un homo (maschio o femmina) homoeroticus del suo omoerotismo, un homo (maschio o femmina) heteroeroticus del suo eteroerotismo, anche con un pizzico di vanto di superiorità per la sua condizione, pur senza esagerare ovviamente, come non si deve esagerare col sale sui cibi, spesso naturalmente sapidi;

d'altronde chi sta male nella sua condizione, maschile o femminile, omoerotica od eteroerotica che sia, non è considerato psicologicamente disagiato e degno di cure per accettarsi?

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Nowhere:

 

Ma ci sono piu' lesbiche che sono gayfobiche o gay che sono lesbobobici intesi nel senso che questi gay non fanno distinzioni tra donne etero e lesbiche e lesbiche che non distinguono tra uomini etero e uomini gay nelle loro fobie ?

 

Tu parli solo di eterofobia di lesbiche ma questo esclude le lesbiche che pure sono fobiche sugli uomini gay.

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anche con un pizzico di vanto di superiorità per la sua condizione, pur senza esagerare ovviamente

 

Contando il tenore di questo post, fidati che non mi son sentita troppo severa nell'intervenire, anzi, direi quasi che mi son auto-moderata.

Difendere e compiacere il mio essere non significa denigrare e definire inferiore ciò che è diverso.

Nel senso: non ho bisogno di dire che gli eterosessuali son inferiori a me per sentirmi felice nell'essere lesbica, anzi.

Il bisogno di denigrare il diverso per supportare la propria condizione è per quanto mi riguarda l'origine di ogni male su questa terra.

Se ognuno fosse felice di quel che è senza bisogno di rompere i coglioni al prossimo, sarebbe quasi il dipinto di una società perfetta.

Dato che però ciò non accade, io ricordo ai presenti che fra le affermazioni che leggo qui e quelle di Adinolfi non ci trovo poi così tanta differenza.

 

 

 

Tu parli solo di eterofobia di lesbiche ma questo esclude le lesbiche che pure sono fobiche sugli uomini gay.

Ho scritto anche "rancorose verso gli uomini" oltre che eterofobiche.

Sinceramente non ho mai incontrato od avuto a che fare con lesbiche che ce l'avessero con i gay nello specifico, solo con gli uomini in quanto tali.

Ma ho incontrato svariati gay che non avevano in simpatia le lesbiche, ma quello è perché effettivamente le lesbiche a differenza dei gay tendono a far comunella fra loro e risultare parecchio chiuse ed aggressive.

Ma l'essere chiuse ed aggressive non è un comportamento che si attua esclusivamente verso un omosessuale di sesso maschile ma a volte contro il genere umano intero :asd:

 

 

Comunque, marco, provo a risentitezzare quanto ho detto nuovamente, visto che non capisco il punto del tuo discorso:

Per me essere omosessuale (donna o uomo) ed essere eterofobico o avere un odio immotivativato verso il sesso opposto è una stronzata.

Sicuramente una stronzata figlia di una società machista che alla fine della fiera continua ad influire sulla testa persino dei fricchettoni sessualmente liberati, ma sempre una stronzata rimane.

 

E che fra un adinolfiano che ritiene la coppia uomo donna superiore e un omosessuale che ritiene la coppia dello stesso sesso allo stesso modo, non trovo nessuna differenza.

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Difendere e compiacere il mio essere non significa denigrare e definire inferiore ciò che è diverso.

 

Diciamo che è una questione di misura:

in tanto, in quanto difendi e ti compiaci del tuo essere, deprimi e ti dispiaci dell'altrui e questo a ben guardare è il principio vitale di ogni ente animato e financo inanimato,  senza il quale esso neppure potrebbe incominciare a vivere. non che possa poi sopravvivere;

certo non bisogna esagerare, facendo di ogni nostro pensiero ed atto un'arma di denigrazione, depressione, compressione e repressione dell'essere altrui:

infatti la misura, il "nulla troppo", è il principio della convivenza civile.

 

Per rimanere al topic, Fergus ha esordito in modo forse un po' troppo rozzo, dimenticando le regole del galateo, raccomandate massimamente quando si parla del gentil sesso, ma in sostanza ha espresso il principio vitale dell'omoerotismo maschile, quello cioè della sovrabbondanza di maschilità.

Edited by Mario1944
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Se ognuno fosse felice di quel che è senza bisogno di rompere i coglioni al prossimo, sarebbe quasi il dipinto di una società perfetta.

MAGARA FOSSE!!! 

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Se ognuno fosse felice di quel che è senza bisogno di rompere i coglioni al prossimo, sarebbe quasi il dipinto di una società perfetta. Dato che però ciò non accade,

 

Né potrà mai accadere, sia perché la perfezione, soprattutto quella sociale, è solo un'astrazione inetta presente nella mente umana sia perché anche lì non è affatto perfetta, come alcuni pretendono, nelle sue definizioni sia pur immaginarie, :

infatti, quando si chiedono chiarimenti esplicativi, si ottengono sempre descrizioni vagheggianti e vaneggianti del tipo di quella di Marx  "e tutti riceveranno secondo i loro bisogni"  che corrispondono a quella delle favole per bambini "e tutti vissero felici e contenti".

Edited by Mario1944
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Né potrà mai accadere, sia perché la perfezione, soprattutto quella sociale, è solo un'astrazione inetta presente nella mente umana sia perché anche lì non è affatto perfetta

 

Utopia sicuramente.

Ma sicuramente ciò non significa che quando leggo o sento fregnacce del genere, mi tiro indietro dal far presente la questione.

 

Se ci riesco io e ci riescono altri omosessuali ed eterosessuali a non legittimizzare la propria esistenza solo spalando merda su quella altrui, confido che il numero può andar via via crescendo.

 

Di certo non mi metto a giustificare l'analfabetismo funzionale di certa gente perché "è nella natura umana".

 

Si lotta tanto per i pari diritti e fregnacce varie che sinceramente mi sembra veramente quanto modo discutibile tirar fuori giustificazioni per visioni sessiste ed eterofobiche dellla gente.

 

A meno che tu, Mario, non voglia legittimizzare anche Adinolfi quando ci spala merda addosso perché così si può sentir realizzato come eterosessuale.

 

La cosa che più detesto del mondo omosessuale e che mi ha portato a mandare al diavolo l'associazionismo ed in generale circa il 95% del mondo mainstream omosessuale, è la nostra totale e completa incapacità di essere autocritici.

 

E cioè che se qualcuno ci attacca dall'esterno è sempre brutto e cattivo, nonché l'insensibile e crudele antagonista di turno.

 

Noi invece nascondiamo tutto sotto un bel tappeto color arcobaleno.

 

Si, questa è un'affermazione nettamente più generica e che esula dal topic, ma non è colpa mia se determinati atteggiamenti e determinati ragionamenti mi hanno riportato alla mente il motivo per cui mi son piacevolmente ritirata a vita da eremita rispetto a tutte le questioni politiche lgbt italiane.

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A meno che tu, Mario, non voglia legittimizzare anche Adinolfi quando ci spala merda addosso perché così si può sentir realizzato com

 

Ho citato il "nulla troppo" come fondamento del convivere civile, che è l'esatto contrario dello "spalar merda" (absit iniuria verbo) su qualcuno.

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Capricorno57

 

 

Oggi è la festa della liberazione di noi frosci

:grin: 

 

Apprezzo il punto di vista qualitativo e puntiglioso di Nowhere già letto in altre occasioni,  

ma inevitabilmente la via praticabile è quella della quantità sostenibile. 

Tutti a turno sappiamo essere occasionalmente incoerenti, ingiusti, maleducati eccetera, l'impostante è non esagerare. 

Non superare la altrui soglia di fastidio, cercare di farlo il meno possibile e caso mai controbilanciare con un momento di piacere. 

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:grin:

 

Apprezzo il punto di vista qualitativo e puntiglioso di Nowhere già letto in altre occasioni,  

ma inevitabilmente la via praticabile è quella della quantità sostenibile. 

Tutti a turno sappiamo essere occasionalmente incoerenti, ingiusti, maleducati eccetera, l'impostante è non esagerare. 

Non superare la altrui soglia di fastidio, cercare di farlo il meno possibile e caso mai controbilanciare con un momento di piacere. 

 

Grazie Capricorno del tuo consiglio, cercherò di metterlo in pratica.

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Mario io continuo a trovare disfunzionale ritenere gli altri inferiori per trovare legittimazione sulla propria esistenza.

Anche se mi dici che è un sentimento presente solo in piccola parte, lo trovo comunque disfunzionale e pericoloso.

Nonché pericolosamente narcisista.

Nulla mi smuoverà da questa idea, visto che è tranquillamente possibile campare anche senza bisogno di sentimenti come questi.

Ovviamente rimaniamo nel piano utopico immaginare l'illuminazione in ogni essere umano, ma ciò non significa che non debba far presente l'inconsistenza di una posizione come questa.

 

Capricorno sono perfettamente consapevole di essere in questo caso terribilmente poco elastica e improntata ad accettare palesi problemi di ragionamento.

Ma dato che ho in estrema antipatia l'incapacità di autocritica della mia stessa categoria, non posso esimermi dal continuare a blastare l'idiozia umana.

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Mario io continuo a trovare disfunzionale ritenere gli altri inferiori per trovare legittimazione sulla propria esistenza.

 

Disfunzionale rispetto ad una parità perfetta?:

avresti perfettamente o, meglio, astrattamente ragione, se la parità perfetta fosse realmente possibile;  per disgrazia, o forse per grazia....., non è realmente possibile.

Ergo ci si deve accontentare d'un'opinione di superiorità, quando sia presente, non eccessivamente conculcante degli altri, con riguardo ai tempi, ai luoghi ed ai modi.

 

 

 

 

Nonché pericolosamente narcisista.

 

E chi mai non è un poco Narciso?:

forse anche, sotto sotto, lo stesso Fergus, a dispetto del suo continuo lamentarsi della sua inferiorità fisica e sociale.

 

 

 

 

Nulla mi smuoverà da questa idea

 

Quale scoglio immoto resta..... ;-)

Nessun problema, per altro.

 

 

 

 

è tranquillamente possibile campare anche senza bisogno di sentimenti come questi

 

Di ciò permettimi di dubitare:

è la vita stessa, anche in senso strettamente biologico, che è competizione aspra, spesso crudele, in cui prevale chi sa affermarsi, almeno in qualche tempo, luogo e modo, sugli altri enti circostanti ed anche introstanti, anteponendo dunque sé agli altri e quindi ritenendoli almeno un poco a sé inferiori.

 

 

 

 

Ovviamente rimaniamo nel piano utopico immaginare l'illuminazione in ogni essere umano, ma ciò non significa che non debba far presente l'inconsistenza di una posizione come questa.

 

Di che precisamente ti lamenti, a parte la questione universale dell'affermare sé stessi contro gli altri?:

Fergus ha espresso, con un linguaggio certamente crudo e censurabile sul piano della buona educazione tradizionale, peraltro oggi quotidianamente e comunemente sbeffeggiata, un desiderio di affermazione della dignità dell'omoerotismo che per più di un millennio è stato svergognato e condannato e calpestato dalla cultura dominante ed inevitabilmente l'affermazione del troppo a lungo calpestato comporta anche una compiacenza di rendere pari servizio, calpestando il calpestatore.

 

Certo non siamo entro i confini del "se schiaffeggiato su una guancia, porgi l'altra", ma queste sono utopie buffe di certi visionari, sbeffeggiate ampiamente anche dai loro stessi seguaci.

 

Semmai il tuo problema, in quanto parte del gentil sesso, dovrebbe essere che Fergus esalta l'omoerotismo maschile, ma nulla t'impedisce di considerare specularmente l'esaltazione, riferendola dunque all'omoerotismo femminile, con adeguata "sprezzatura" delle membra genitali maschili:

rendigli pan per focaccia o, meglio, focaccia per pane, nello spazio che questo forum riserva all'omoerotismo femminile e che nessun maschio s'azzardi a contraddirti, lodando la maschilità ;-)

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E chi mai non è un poco Narciso?

 

Un poco è un conto, un po' tanto è un altro.

 

 

 

è la vita stessa, anche in senso strettamente biologico, che è competizione aspra, spesso crudele, in cui prevale chi sa affermarsi, almeno in qualche tempo, luogo e modo, sugli altri enti circostanti ed anche introstanti, anteponendo dunque sé agli altri e quindi ritenendoli almeno un poco a sé inferiori

 

Quindi dimmi, in che modo affermare la superiorità della razza frocia permetterebbe la sua sopravvivenza in natura?

Direi nessuna, visto che la superiorità dell'essere eterosessuali od omosessuali non influisce in alcun modo sulla possibilità di campare.

No, di strettamente biologico qua non ci vedo nulla.

 

 

 

Di che precisamente ti lamenti, a parte la questione universale dell'affermare sé stessi contro gli altri? ........... un desiderio di affermazione della dignità dell'omoerotismo che per più di un millennio è stato svergognato e condannato e calpestato dalla cultura dominante ed inevitabilmente l'affermazione del troppo a lungo calpestato comporta anche una compiacenza di rendere pari servizio, calpestando il calpestatore.

 

Affermare la dignità dell'omoerotismo è una cosa.

Ma se tale dignità non può essere autonoma ma deve campare sull'inferiorità altrui, significa che allora non è poi così forte se ha un rapporto di codipendenza così stretto.

Anzi, lo trovo praticamente identico al ragionamento di adinolfi che ritiene la """razza""" eterosessuale superiore a quella omosessuale.

Ebbene, provo forte astio per ragionamenti come questi che voglio l'esistenza di qualcosa legittimizzata sulle spalle dell'esistenza di qualcos'altro che debba essere inferiore al primo.

 

Fra l'altro, storia insegna che il bisogno di rivalsa per calpestare il calpestatore ha dato tipo origine ad una certa idea di superiorità della razza ariana&cagate annesse, o sbaglio?

 

 

 

Certo non siamo entro i confini del "se schiaffeggiato su una guancia, porgi l'altra", ma queste sono utopie buffe di certi visionari, sbeffeggiate ampiamente anche dai loro stessi seguaci.

 

Difatti non sono assolutamente fautrice del porgi l'altra guancia.

Ma non vado a cercar scontri gratuiti con altre categorie.

 

 

 

Semmai il tuo problema, in quanto parte del gentil sesso, dovrebbe essere che Fergus esalta l'omoerotismo maschile, ma nulla t'impedisce di considerare specularmente l'esaltazione, riferendola dunque all'omoerotismo femminile, con adeguata "sprezzatura" delle membra genitali maschili: rendigli pan per focaccia o, meglio, focaccia per pane, nello spazio che questo forum riserva all'omoerotismo femminile e che nessun maschio s'azzardi a contraddirti, lodando la maschilità ;-)

 

E' quello il problema, e cioè che non ho bisogno di disprezzare il pene maschile affermando la superiorità della razza lesbica per dar dignità alla mia persona.

 

L'unico problema qui dentro è che non ci son lesbiche che fanno 'sti discorsi, così da togliermi la possibilità di dimostrarvi come blasto incondizionatamente ogni affermazione che poggi sul tacciare di inferiorità qualcuno che non appartenga alla categoria.

 

In questo caso, potete solo fidarvi della mia parola.

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Un poco è un conto, un po' tanto è un altro.

 

Ah, certo, ma poi nei fatti è sempre difficile stabilire quando il po' sia giusto un po' e quando sia un po' troppo.

 

 

 

 

Quindi dimmi, in che modo affermare la superiorità della razza frocia permetterebbe la sua sopravvivenza in natura? Direi nessuna, visto che la superiorità dell'essere eterosessuali od omosessuali non influisce in alcun modo sulla possibilità di campare.

 

"Razza frocia"?:

ma no, io parlavo dei singoli individui che biologicamente devono affermare sé stessi contro il mondo circostante.

L'erotismo può essere uno dei campi in cui si sviluppa l'affermazione di sé stessi come individui, ma non certo l'unico e tanto meno l'esclusivo.

 

 

 

 

 

Affermare la dignità dell'omoerotismo è una cosa. Ma se tale dignità non può essere autonoma ma deve campare sull'inferiorità altrui, significa che allora non è poi così forte se ha un rapporto di codipendenza così stretto. Anzi, lo trovo praticamente identico al ragionamento di adinolfi che ritiene la """razza""" eterosessuale superiore a quella omosessuale. Ebbene, provo forte astio per ragionamenti come questi che voglio l'esistenza di qualcosa legittimizzata sulle spalle dell'esistenza di qualcos'altro che debba essere inferiore al primo.

 

Non considerare la faccenda astrattamente, ma inserisci l'affermazione, pur molto superba, della dignità dell'omoerotismo in un contesto per quasi due millenni oppressivamente omofobo:

forse ti riuscirà più facile giustificare la superbia, ma, se non ci riuscirai, pazienza!  ;-)

 

 

 

 

Fra l'altro, storia insegna che il bisogno di rivalsa per calpestare il calpestatore ha dato tipo origine ad una certa idea di superiorità della razza ariana&cagate annesse, o sbaglio?

 

Be', non è che gli Ariani fossero proprio stati oppressi nei millenni, almeno in Europa......

 

 

 

 

Ma non vado a cercar scontri gratuiti con altre categorie.

 

Non c'è nulla di "gratuito" in questo "scontro" ideologico:

è tutto stato pagato  da noi omoerotici a caro prezzo per secoli.

Se tu vuoi fare sconti, nulla contro, ma non a tutti i negozianti piace praticare il "prendi due e paghi uno".....

 

 

 

 

 

E' quello il problema, e cioè che non ho bisogno di disprezzare il pene maschile affermando la superiorità della razza lesbica per dar dignità alla mia persona.

 

Si tratta d'una metafora per sineddoche:

il pene maschile (nel caso di Fergus la vagina femminile) rappresenterebbe non tanto la maschilità (la femminilità per Fergus) bensì il canone dell'eteroerotismo che per secoli ha oppresso l'omoerotismo.

 

 

 

 

L'unico problema qui dentro è che non ci son lesbiche che fanno 'sti discorsi, così da togliermi la possibilità di dimostrarvi come blasto incondizionatamente ogni affermazione che poggi sul tacciare di inferiorità qualcuno che non appartenga alla categoria. In questo caso, potete solo fidarvi della mia parola.

 

Mi fido della tua parola.

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ma no, io parlavo dei singoli individui che biologicamente devono affermare sé stessi contro il mondo circostante.

 

Ogni reazione biologica risponde ad una regola semplice semplice: la sopravvivenza della specie e, in senso più grande, dell'ecosistema intero.

Quindi nah, la fregnaccia della superiorità di un sesso rispetto ad un altro non è questione di biologia, ma umana.

 

 

 

Non considerare la faccenda astrattamente, ma inserisci l'affermazione, pur molto superba, della dignità dell'omoerotismo in un contesto per quasi due millenni oppressivamente omofobo: forse ti riuscirà più facile giustificare la superbia, ma, se non ci riuscirai, pazienza! ;-)

 

Guarda, l'unico sforzo che posso fare è essere più indulgente se l'opener avesse 16 anni ed in una piena crisi brufolo-ormonale.

Il problema è che avendo visto ed assistito più volte a discorsi del genere da parte di omosessuali, ho seriamente molta poca pazienza verso persone normodotate che fanno discorsi del genere.

 

 

 

Be', non è che gli Ariani fossero proprio stati oppressi nei millenni, almeno in Europa......

Beh, non è che non sia risaputa la condizione tedesca con i termini pattuiti post fine prima guerra mondiale e quanto je rodesse il culo per il trattamento ricevuto.

 

 

 

è tutto stato pagato da noi omoerotici a caro prezzo per secoli.

Quindi sono condannata a vedere una categoria che continuerà ad essere vittimista  sempre e, per tal motivo, a  dover comprendere e fare pat pat sulla testa a qualsiasi stronzata venga partorita perché "eh, siamo stati vessati così a lungo" ?

C'è ancora tanto da lavorare, per carità, ma santo iddio, basta eh.

Non è che miglioriamo la situazione dando degli inferiori ad un sesso o sputando sugli eterosessuali.

 

 

 

il pene maschile (nel caso di Fergus la vagina femminile) rappresenterebbe non tanto la maschilità (la femminilità per Fergus) bensì il canone dell'eteroerotismo che per secoli ha oppresso l'omoerotismo.

E ok e ripeto: a meno che non si abbiano 16 anni, non lo trovo giustificabile.

E non ci si libera del canone dell'eteroerotismo prendendosela con un sesso o con gli eterosessuali.

Sarebbe più opportuno iniziare ad analizzare la cosa in maniera più generale e rendersi conto che tutti, donne uomini etero od omo, abbiamo un solo grande nemico ed è il machismo. Se si iniziasse a vedere un nemico comune per tutti invece che prenderci a borsettate fra categorie, sarebbe un bel passo avanti.

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Il problema è che avendo visto ed assistito più volte a discorsi del genere da parte di omosessuali, ho seriamente molta poca pazienza verso persone normodotate che fanno discorsi del genere.

 

500 messaggi per comunicare a tutto il Gay-Forum che sono minidotato e tu che mi dai del normodotato.

Non è violenza questa?

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Quindi nah, la fregnaccia della superiorità di un sesso rispetto ad un altro non è questione di biologia, ma umana.

 

Veramente non si tratta della superiorità di un sesso (scilicet quello maschile) sull'altro, ma piuttosto dell'omoerotismo sull'eteroerotismo.

Comunque, ciò che è umano è biologico.

 

 

 

 

Beh, non è che non sia risaputa la condizione tedesca con i termini pattuiti post fine prima guerra mondiale e quanto je rodesse il culo per il trattamento ricevuto.

 

Ma la questione della razza ariana era antecedente e comunque si presentò anche in altre nazioni pur vincitrici in quella guerra.

 

 

 

 

Quindi sono condannata a vedere una categoria che continuerà ad essere vittimista sempre e, per tal motivo, a dover comprendere e fare pat pat sulla testa a qualsiasi stronzata venga partorita perché "eh, siamo stati vessati così a lungo" ?

 

Ma no, comprendere e spalleggiare "qualsiasi stronzata", no;   ma io parlavo d'un certo orgoglio di sé stessi che inevitabilmente procede da una lunga repressione e che comprensibilmente implica una qualche idea di superiorità sugli oppressori, se non altro perché costretti a recedere dalla repressione.

 

 

 

 

Sarebbe più opportuno iniziare ad analizzare la cosa in maniera più generale e rendersi conto che tutti, donne uomini etero od omo, abbiamo un solo grande nemico ed è il machismo.

 

Vedo che anche tu vuoi fabbricarti un "solo grande nemico" comune da contrastare unendo le forze:

cambi gli addendi, ma non il risultato di contrasto contrappositivo.

 

 

 

N.B.: 

Non voglio fare il difensore, peraltro non richiesto, di Fergus e delle sue forse troppo colorite metafore, se pur siano metafore....., ma non posso non indulgere, se non  altro perché io stesso interessato, ad un'affermazione d'orgoglio che segue millenni d'oppressione svergognante e svergognata.


 

 

500 messaggi per comunicare a tutto il Gay-Forum che sono minidotato e tu che mi dai del normodotato. Non è violenza questa?

 

Mi sa che devi trovarti uno psichiatra piuttosto che un avvocato, se metti le mani avanti e ti definisci minus habens ;-)

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