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Ma il Fatto Quotidiano non era LGBT friendly?


Saramandasama

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Renzi è un centrista, punto.

 

Questo è il tuo punto di vista, ovviamente sei un Renziano

ed hai diritto alle tue opinioni, non mi illudo certo tu possa

cambiare idea, ora, dopo decine di interventi scritti al riguardo

in altri topic.

 

Già ci siamo confrontati mille volte sulla legge elettorale ( incostituzionale )

di Renzi e la pseudoriforma costituzionale ( per fortuna, respinta )

 

Se tali leggi fossero passate l'Italia sarebbe diventata un paese populista

e Renzi ha preso il potere perchè il suo partito ( impotente di fronte al populismo)

si è consegnato armi e bagagli ad un populista

 

Quanto al fatto che in Italia i Populisti siano di centro, posso convenire

 

Sia Berlusconi, sia Di Pietro, sia Renzi, sia Grillo...sono tutti populisti di Centro

 

Esiste anche la possibilità di un populismo di destra, abbiamo Salvini la Meloni

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Questo è il tuo punto di vista, ovviamente sei un Renziano ed hai diritto alle tue opinioni

Neanche io mi illudo che tu cambi idea su Renzi, ma ciò nonostante coltivo ancora la speranza di non sentirlo tirare in ballo ALMENO quando si parla di nazionalsocialismo, perché lì siamo semplicemente al delirio psichiatrico. 

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E perché mai? Certo il partito di Grillo è difficile farlo rientrare in categorie specifiche, ma è nel gruppo di Farage al parlamento europeo, ovvero un raggruppamento di partiti nazionalisti e socialisti. 

Certo il termine "nazionalsocialismo" è molto collegato alla forma particolare di socialismo nazionalista che si sviluppo nella Germania fra le due guerre (anche se non così tanto: purtroppo vengono di solito chiamati solo nazisti, un termine che offusca la radice reale nel socialismo nazionalista), ma dire che il M5S, nato come partito sinistroide populista, si sta via via spostando più a destra verso il socialismo nazionale è osservazione di una verità banale. Non ho fatto ricorso all'abusato termine "nazismo" proprio perché ormai i nazisti non sono più propugnatori di una forma di socialismo nazionale, ma solo cattivi dei cartoni animati, il che impedisce di fare il paragone fra loro e qualsiasi situazione o partito reale, perfino con cose come il Front National.

Quelli del M5S a mio avviso non bruceranno ebrei, se è questo quello che volevi puntualizzare, ma ciò non toglie che stiano facendo un percorso già visto e rivisto da sinistra socialista a nazionalismo socialista, come quello che fece Mussolini se preferisci un esempio italiano.

 

Ma se anche mi volessi rimproverare di aver attribuito al M5S un'ideologia più estrema di quella che effettivamente ha, ancora diverso sarebbe il discorso con Renzi, perché il discorso "destra sociale" col renzismo non è neanche descrivibile come un'esagerazione grottesca, ma proprio un ribaltamento totale, visto che l'attuale PD semmai è di sinistra liberale, ovvero l'esatto opposto, e viene rimproverato dalla sinistra per via del  (moderatissimo) liberismo economico e da destra per il (moderatissimo) progressismo sociale. Dire che Renzi sta spostando la sinistra su posizioni nazionalsocialiste è come dire, che so, che la Manif pour Tous è gay friendly o che Trump ama troppo i musulmani; non una travisazione ma un'inversione.

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Roberta Sala, professoressa associata di Filosofia politica, e Roberta De Vecchi, ricercatrice di Filosofia teoretica, entrambe membri del Interfaculty Centre of Gender Studies, istituito presso l’Ateneo Vita-Salute San Raffaele (la stessa università in cui insegna Diego Fusaro) hanno deciso di prendere le distanze dell’articolo di Fusaro (Transgender, perché la nostra società li santifica) pubblicato sul sito del Fatto il 15 febbraio.

 

"Ammetto che, da qualche tempo in qua, non seguo più gli interventi di Diego Fusaro, collega presso l’Università Vita-Salute San Raffaele. Non mi riesce di discutere con lui, e confesso altresì che i contenuti della sua riflessione mi turbano ma, non raramente, generano in me insofferenza, rabbia, disgusto… gli elementi che, ahimè, sono propri dell’intolleranza. Ma l’intolleranza non si combatte con l’intolleranza ed è per questo che, semplicemente, me ne sono venuta via… Ma il post di Bazzi costringe a prendere la parola. Così la prendo, a nome mio e a rappresentanza di colleghe e colleghi che come me appartengono allo Interfaculty Centre of Gender Studies GENDER, istituito presso l’Ateneo Vita-Salute San Raffaele. Prendo dunque la parola anche a nome loro, e soprattutto a nome di Francesca De Vecchi, che dirige il Centro, per esprimere dissenso rispetto a quanto Fusaro sostiene nell’articolo pubblicato il 15 febbraio su Il Fatto Quotidiano. Come prima cosa, spiace dover ribadire che l’ideologia gender, o teoria del gender, non esiste. Parlare di ideologia gender è servito e serve ancora a confondere intenzionalmente i termini e i concetti relativi al genere, per deriderli, per banalizzare le differenze e per farne una caricatura. È servito e serve ancora a chi si ostina a non rispettare le esperienze delle persone e, invece di chiedere spiegazioni di ciò che non comprende, fa proclami per nascondere una rivendicativa ignoranza. Se l’ideologia gender non esiste, se non presso i detrattori della categoria del genere, gli studi di genere o gender studies esistono: sono l’ambito di riflessione interdisciplinare che, a partire dalla distinzione tra sesso biologico e genere, quest’ultimo inteso come costrutto sociale assegnato più o meno arbitrariamente alle differenze di sesso, si propone di difendere il diritto alla visibilità di persone che si riconoscono o non si riconoscono nelle categorie stereotipiche cui sono tradizionalmente ricondotte. La categoria di genere serve così da strumento di analisi critica tesa a smascherare falsi determinismi biologici e naturali. Combattendo ogni ricorso illegittimo alla logica della naturalità e della complementarità dei sessi, la categoria di genere intende denunciare gli effetti di discriminazione di relazioni di potere e di rapporti diseguali. Usare la categoria del genere mira, dunque, a scardinare l’idea di essere naturalmente predisposti a fare cose; mira quindi a difendere la libertà di scegliere chi essere e che fare della propria libertà, poiché la libertà è dell’individuo ma è libertà se è pubblicamente visibile. Difendere tale libertà non significa in alcun modo farsi “sacerdoti del politicamente corretto”, come scrive Fusaro, né significa “santificare la figura del transgender”. Ancor meno significa farsi servi del “liberismo” che, “sul versante sessuale, mira a dissolvere il concetto stesso di limite naturale, dissolvendo l’idea di una natura non risolta integralmente nella società e nella storia”. Anzi, per essere sinceri, di questo preteso connubio con il liberismo (spesso volutamente confuso con il liberalismo!) non si capiscono proprio né l’origine né la ratio. Tornando all’articolo di Fusaro, basterebbe la lettura delle poche righe che qui seguono per uccidere il desiderio intellettuale di un confronto serio su una tematica tanto delicata: “come il transnazionalismo liberista mira al mercato globale deregolamentato e libero da ogni sovranità nazionale democratica, così il transgenderismo eretto a modello mediatico si fonda sulla deregulation sessuale, sull’abbattimento di ogni limite e di ogni sovranità legati all’ambito della natura e della biologia”. Ma quel che appare più incomprensibile è quanto si dice dei gender studies, che collocherebbero “l’eterosessualità su un piano di indistinzione, nel trionfo della separazione tra sessualità e vita etica familiare”. Questa affermazione è falsa e denuncia una manipolazione ideologica degli scopi dei gender studies, che mai hanno negato l’eterosessualità né la famiglia eterosessuale: solo, più semplicemente, si occupano di capire perché ci sono e ci possano essere esperienze differenziate di sessualità, differenze di orientamento sessuale, diversità nella percezione soggettiva dei rapporti tra sesso e genere, avendo sullo sfondo, questo sì, il diritto di ciascuno di vivere la propria vita come si vuole ma nel rispetto reciproco. Ciò che, in questo triste articolo di Fusaro, sembra mancare totalmente."

 

A questa presa di posizione si è aggiunta poi anche quella di Roberta De Monticelli, ordinario di Filosofia della persona, sempre presso l’università San Raffaele:

 

"Sbarco a Francoforte insonnolita venendo da Columbia University, dove la comunità LGBT insieme a tutte le altre comunità gloriosamente liberal moltiplica le iniziative a difesa dei diritti civili, e mi trovo questa bella pensata di Diego Fusaro. Ora io non vorrei infierire, data la libertà di espressione, ma certo, Diego, la tua prosa è illiberale perfino nel lessico e nella sintassi! Se posso confessarlo, io trovo il tuo attacco all’idea di un parlamento europeo, cioè sovranazionale, altrettanto deprimente che questo attacco alla sacrosanta libertà di vivere la propria sessualità come diamine la si intende, nel rispetto di tutti."

Edited by Rotwang
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Io non ho mai detto che Renzi è nazionalsocialista

ho detto che lui si afferma nel PD ( dopo aver perso

le primarie contro Bersani ) grazie allo sfondamento

a Sinistra del M5S

 

A quel punto l'establishment ex DS, che già aveva visto

la nascita del PD come una dolorosa necessità e poi sperava

di poter vincere almeno dopo il crollo di Berlusconi con Bersani

e grazie anche al M5S, si rassegna e consegna il partito al populismo

 

E' un populismo di Centro, come quello di Berlusconi...non ho coniato

io l'espressione "Partito della Nazione" l'ha coniata Renzi

 

Poi questa visione va inquadrata nel contesto di un partito dominato

grazie a primarie da un segretario che fa eleggere i deputati e designa

pure i senatori, in cui le Regioni sono degradate ad enti di spesa ed una

legge elettorale consegna il governo con un ballottaggio chiuso, al meno

peggio fra due partiti che non hanno preso neanche il 40% dei voti

 

La somma di queste due cose: partito della nazione+deriva plebiscitaria

l'ha proposta Renzi

 

Che poi -a sua volta- anche Grillo sia un fenomeno degenerativo della crisi

del sistema dei partiti, da ciò che ho scritto, credo sia facilmente desumibile.

 

L'attuale PD Renziano, è sicuramente liberale ma Renzi non ha una cultura

politica ed istituzionale liberale, o se ce l'ha è pari a quella di un Berlusconi

 

Il ché dal mio punto di vista significa non avercela

 

E lo desumo e dimostro in base alle leggi che Renzi ha proposto, non è che

si tratti di ipotesi

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Io non ho mai detto che Renzi è nazionalsocialista ho detto che lui si afferma nel PD ( dopo aver perso le primarie contro Bersani ) grazie allo sfondamento a Sinistra del M5S

Non lo so di cosa stavi parlando tu (cioè, lo so: del Male rappresentato da Renzi, ma quello avrei potuto indovinarlo pure prima di leggere). Il problema è che io parlavo di un'altra cosa, il che rende la tua risposta fuori posto. O forse parlavamo della stessa cosa, nel qual caso è sbagliata; cioè, non penserai davvero che il M5S sia di sinistra, no? La destra sociale ha sempre corteggiato il "proletariato imborghesito" (i poveri operai con lo smartphone) da "sinistra", ma il fatto che corteggi l'operaio e gli prometta che gliela farà vedere ai ricchi cattivi suonando di sinistra non è argomento che basti per farla di sinistra. Specie se il suo partito è a conti fatti un'impresa privata e macchina per pubblicità e soldi.

Edited by FreakyFred
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Certo Renzi è un male, non può essere una soluzione

se continua a proporre cose sbagliate

 

Non posso vagheggiare pericoli "nazionalsocialisti" se

Renzi tenta di approvare leggi plebiscitarie, che non avrebbero

altro effetto se non quello di rendere tali fantasmi plausibili

 

Il M5S è votato da degli elettori di sinistra, non è di sinistra

 

Come ho già detto è di centro come il PD di Renzi

 

La destra è Salvini, in questo momento e credo abbia anche

buone chance di vincere le prossime elezioni

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No, la Lega non ha nessuna possibilità di "vincere le prossime elezioni"; non so come ti sia venuta in mente una cosa così. Va bene le vittorie a sorpresa ma in nessun sistema politico puoi vincere le elezioni con il 15%, men che meno con quella legge pazzesca prodotta dal nostro secondo organo legislativo, la Corte Costituzionale.

Col 30% invece è molto plausibile che si diventi forza di governo, sia con un sistema proporzionale che con uno maggioritario (anche se a occhio e croce non ne avremo mai uno maggioritario, perché i nostri illustri costituzionalisti hanno deciso a più riprese che se una legge non è proporzionale è incostituzionale).

ll M5S il 30% ce l'ha. Sic stantibus rebus otrebbe dunque avere i numeri per governare attraverso un'alleanza con Salvini. E la farà, se gli serviranno quei voti, sarei pronto a scommetterci dei soldi. Vorrei che gli andasse bene alle elezioni solo per poter dire che l'avevo detto. E sai qual è il bello? Non è escluso che potrebbero perfino eleggersi un Presidente della Repubblica da soli, d'accordo Grillo e Salvini. Il 50%+1 non è certo una soglia irraggiungibile, dopotutto...

Edited by FreakyFred
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Mi pare ovvio che solo con il 15% la Lega non può vincere

 

Il problema della Lega di Salvini è che - attualmente - è ancora

indigesta all'elettorato meridionale, nonostante la conversione sulla

linea Le Pen/Trump, cioè Salvini da qui al 2018 deve convincere i Veneti

al cambio di nome e/o prospettiva politica e formalizzare questo cambiamento

cosa che per ora non ha fatto e spera di evitare con un voto veloce di passaggio

 

Se non lo fa e resta nel guado difficilmente potrà "incarnare" un populismo

di destra al 100% in una elezione entro l'Estate, dopo non è detto...

 

Ci sarebbe Fratelli d'Italia che però attualmente naviga sul 5% e -pare-  non

riuscire a supplire -come faceva AN di Fini- al deficit leghista meridionale.

 

Il punto però è che il populismo fa slittare tutti a destra...non è un fenomeno che

agisce selettivamente funziona esattamente allo stesso modo e con gli stessi effetti

sia su Berlusconi, sia su Renzi, sia su Grillo, sia su Salvini

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Lo scenario che prospetti diventa possibile solo a seguito di un 'emorragia di voti pazzesca da parte del partito populista di destra italiano par excellence, ovvero il M5S. La nostra "fortuna" in Italia è che il voto populista è stato intercettato da una forza di destra relativamente moderata come i 5S, più che dalla Lega. Ma è anche una sfortuna perché il M5S ha gioco facile a sedurre ancora tanti elettori di sinistra; solo in questo senso è "di centro", nel senso che dice a tutti quello che vogliono sentirsi dire.

Sembra che tu prenda la metafora geometrica un po' troppo seriamente; come se davvero la destra e la sinistra esistessero come polarità di un unico spettro. La geometria euclidea però è decisamente inadeguata a descrivere la cosa. Dunque il populismo del PD lo sposta al centro, donde poi lo sposterà via via a destra, si prevede, visto che la direzione è quella. Non è così che funziona però, il M5S infatti c'è arrivato praticamente subito dalla sinistra alla destra, e senza passare dal centro. Forse sarebbe meglio passare alla geometria ellittica :asd:

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Mi pare ovvio che solo con il 15% la Lega non può vincere

 

Se non lo fa e resta nel guado difficilmente potrà "incarnare" un populismo

di destra al 100% in una elezione entro l'Estate, dopo non è detto...

 

Secondo me si tende a confondere il populismo di destra con il neofascismo, Salvini e la Lega rientrano nella seconda categoria, basta vedere la provenienza del 90% dei suoi militanti, quasi tutti ex MSI. Lo stesso Salvini da giovane era un rautiano se non sbaglio. Tra parentesi Salvini sarebbe tranquillamente fermabile applicando seriamente la legge Scelba http://www.uonna.it/legge-scelba.htm

Chi può essere classificato nel populismo di destra sono invece Fratelli d'Italia o il Front National.

 

Più che altro sarebbe da cercare di capire il perchè un partito simile sia passato dal 4-5% scarso al 13-15% senza un terreno fertile su cui crescere, chi ha finanziato l'ascesa leghista? Non raccontiamo la solita balla dell'immigrazione perché dove la lega ha le percentuali più alte è dove il tasso di immigrazione è il più basso (certo sono anche le zone dove il peso della chiesa è più forte)...

 

Che i partiti di destra e centro-destra se si mettono assieme, compreso Alfano, vincerebbero a mani basse le prossime elezioni, questo è certo. Ma è come se nella prima repubblica avessero messo insieme Malagodi e Almirante.

 

Il M5S non lo classificherei nel populismo, ma nei partiti single-issue, sulla tematica della legalità e dell'anti-corruzione, lo vedo come un erede diretto dell'Italia dei Valori, allo stesso modo come erano La Rete sull'antimafia e i Verdi sull'ambiente.

Edited by Fabius81
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Veramente a me risulta che Salvini  frequentasse il Leoncavallo

in gioventù e sia stato il fondatore dei Comunisti padani.

 

Salvini quindi è Comunista come origine politica, non neofascista

 

Ribadisco ciò che i fatti inequivocabilmente dicono

e che alcuni per amor di polemica negano.

 

Nel 2013 il M5S al 15% aveva già preso i voti da destra essendo

in crisi sia Berlusconi che la Lega di Bossi e passò al 25% prendendo

voti da sinistra

 

Ciò avvenne per il combinato disposto di una serie di fattori politici su cui

si può discutere ed ogni opinione è lecita, ma i fatti sono questi

 

Se poi siete alla ricerca di letture storiche controfattuali, per legittimare

vostre interpretazioni a posteriori fate pure...

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