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Quando dirlo è superfluo?


gius1989

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Dice Alessandro Fullin, l'ex comico di Zelig, che lui non ha mai avuto il bisogno di confessare la propria omosessualita' perchè.."l'han sempre capito prima" :P ed io un po' mi ci ritrovo in questa sua battuta.

 

Come ho avuto modo di dire, da un annetto ho preso consapevolezza della mia vera identita', prima ero incerta,ma adesso l'arcano è stato svelato, per cui i miei atteggiamenti sono un po' piu' "liberi" di esprimere la mia identita', non mi importa piu' di nascondere i miei atteggiamenti un po' effeminati (un po eh,,,non è che sono Platinette magra) o miei discorsi piu' tendenti al femminile, come magari facevo prima. Ricordo che a 16 anni mi prendevano in giro dandomi della "femmina mancata", da un lato mi offendavano, perchè volevo mascolinizzarmi, ma nello stesso tempo non sapevano che era una sorta di complimento per me :D Illusi!!

 

A casa non ho mai detto nulla, pero' io sono certa, quasi certa, che mia mamma lo sa',e in genere la mia famiglia. Ad esempio ieri: siccome ho i capelli un po' lunghetti e quando fa caldo o li leghi o ti suicidi, e mia mamma mi dice:"di questo passo ti puoi fare il "tuppo" (il tuppo, in siciliano, è quando tu porti tutti i capelli sopra la testa e li tieni fermi li). Ovviamente è un'acconciatura tipica femminile. Generalmente non si dice ai maschietti :P. Forse si sa', ma non si dice. A me va bene cosi...magari un giorno daro' la conferma, piu' che la confessione!

 

C'è qualcuno o qualcuna che magari ha vissuto o vive una situazione di "coming out automatico"?

 

Ps. pero' l'effeminatezza non è sempre sinonimo di omosessualita' o transessualita' o che altro, io conosco un ragazzo abbastanza effeminato fidanzato con una ragazza. Diciamo che nel MIO caso, è stato cosi.

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Il CO in realtà diventa superfluo man mano che ci si trova in contesti in cui la possibilità di trovarsi dinanzi un omosessuale non venga scotomizzata. Mi è capitato giusto quest'estate di trovarmi in un contesto (Spagna, Barcellona) in cui l'omosessualità è talmente accettata e “possibile” (nel senso che non rimane isolata o contestualizzata in un “fuori”, in un'alterità, divenendo invisibile) che un ragazzo eterosessuale italiano che vive a Barcellona (un tipo di ragazzo al quale qui in Italia nemmeno mi avvicinerei per timore di omofobia: il classico carino che se le scopa tutte, che nel mio immaginario è automaticamente un macista omofobo) che ho conosciuto lì una sera semplicemente mi ha chiesto «sei gay, vero? Be' qua hai da divertirti, sei un bel ragazzo! Potrei anche presentarti un mio amico che ha quanto pare ha un certo successo...».

 

Quando ti succedono cose simili, oltre a riprendere un po' di fiducia nell'umanità, capisci quanto la mentalità che hai a casa tua sia una merda, perché lì la visibilità che ha l'omosessualità è talmente alta che viene a disfarsi la precomprensione per cui qualsiasi persona di genere maschile che mi si para davanti è automaticamente eterosessuale, non potendo partecipare di altri modi di vivere l'orientamento di desiderio.

 

Ancora una volta quell'episodio ha riconfermato come anche qua in Italia il discorso dominante sia eterosessista-eterocentrico-macista.

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st'estate ho letto un bel romanzo proprio su questo tema,

Il caso Eddy Bellegueule, autobiografico ed ambientato nelle ruvidezze della Piccardia.

 

Certo, è parecchio più strong dei tuoi racconti, cmq te lo consiglio, anche perchè è scritto molto bene

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Ci sono vari casi.

O sei effeminato o lo hai detto ai giornali o alle TV

o frequenti solo ambienti in cui sono tutti gay.

Non capisco la battuta sui giornali o le tv :) No, non ho amici gay, a parte il mio fidanzato che è un gay piu' tendende all' etero (visto che molti qua ci tengono al l'etichetta)

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@@gius1989,

ma tu parli di stess* al femminile, quindi non ti senti propriamente gay

sul fatto che l'effeminatezza non corrisponda automaticamente ad omosessualità è vero, altrimenti non si spiegherebbero fenomeni cone Renato Zero, Renato Balestra   e via dicendo...

Mentre per quanto riguarda Mario Giordano, che ci tiene a precisare la propria etrosessualità in contrapposizione ai gay, si tratta, probabilmente, di un caso, tutto particolare, di disormonazione

ma comunque ciò dimostra che non è superfluo il C.O.

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Disomonazione! Ahahah! Si, ho scritto un post su "spunti e riflessioni" sul mio "caso". Io mi reputo una donna, senza vagina e ovaie, ma una donna :P quindi non posso non darmi la vocale A. Diciamo che, per comodita', spesso una o uno nelle mie condizioni si definisce gay. Perchè è complicato fare capire a tutti come sei, accidenti se lo è; anche qui in questo forum è complicato, figurarsi in un ambiente "normale"!

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