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L'Italia del Sud si sta "desertificando"


Rotwang

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Una terra a rischio desertificazione industriale e umana, dove si continua ad emigrare, non procreare e impoverirsi: in cinque anni le famiglie assolutamente povere sono aumentate di due volte e mezzo, da 443 mila a 1 milione e 14 mila individui. Il rapporto della Svimez (Associazione per lo sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno) parla chiaro: dal 2008 al 2013 la manifattura meridionale ha perso il 27% e ha ridotto i propri investimenti del 53% sottolineando anche che nel Nord la crisi non sia stata altrettanto profonda (16% e 24%). La povertà assoluta nel Sud è aumentata del 2,8% rispetto all'anno scorso contro lo 0,5% nel Nord.

 

L'arretramento occupazionale registrato nel 2013 riporta il Meridione ai livelli del 1977, cioè sotto i 6 milioni di lavoratori. Secondo recenti studi proprio il Mezzogiorno si sta spopolando e se manterrà questi andamenti demografici nel 2030 potrebbe avere la metà della popolazione odierna (meno di 10 milioni di abitanti comprendendo la Sicilia). Si aggiunge che la maggioranza degli Italiani che emigra è proprio meridionale, circa il 52,8%, sempre dalla Sicilia e dalla Campania.

 

Quale futuro per una terra depressa da così tanto tempo?

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  • 1 month later...

Molti immigrati qui sono solo di passaggio e tantissimi giovani decidono di frequentare altrove l'università. È una terra che offre poco e non si può negare che molti la abbandonino... ma parlare di desertificazione mi sembra esagerato

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La mia città natale è ben più a sud di Napoli, lurida e devastata dalla malavita e dalla mentalità ristretta delle persone che vi abitano. 

Sarà la crisi che, oltre ad aver portato povertà pecuniaria, ha al contempo generato un'ondata di povertà di valori che si ripercuote sulla vita di tutti i giorni.

Per fortuna, l'aiuto economico dei miei genitori sempre presenti mi ha permesso di emigrare. Tuttavia, ogni qual volta mi reco a casa per fare visita ai miei, vedo la situazione generale sempre diversa (leggasi peggiorata). 

 

Quindi si, in definitiva, penso che il Meridione si stia "desertificando".

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son d'accordo con @@losvedese, anche io qui non vedo nessuna possibilità per i giovani se non quella di provare a creare un'alternativa e qualcuno (per sua fortuna) ci riesce. Ma riuscire a trovare un posto di lavoro regolare è piuttosto difficile. Addirittura nei bar di paese pretendono la qualifica dell'alberghiero per stare dietro il bancone a fare il caffé!

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@@Pix, tu dici? Io ho visto il mio ex che appena laureato ha SUBITO trovato lavoro...nel giro di pochi mesi era strapieno di impegni e offerte di lavoro. Qui se aspetti che accada lo stesso, stai fresco! E credo tu lo sappia...
A meno che tu non abbia il calcio in culo....e allora ti si aprono tutte le porte...

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  • 3 weeks later...

@Olorin purtroppo è così anche al nord.

 

Mi spiace dirti che nonostante la crisi sia in tutta Italia e la disoccupazione abbastanza alta al Nord la mobilità sociale rimane comunque superiore ed in movimento.

Edited by Rotwang
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Ho amici del nord che si lamentano proprio come quelli del sud. Basta propaganda.

 

Al Nord ci si lamenta come al Sud, ma non sempre per gli stessi motivi. Conosco siciliani che non capiscono ad esempio come un lombardo possa lamentarsi di qualche minuto di ritardo o qualche treno cancellato quando da loro (così mi è stato detto) a momenti neanche passano i treni. Forse sarebbe il caso di non essere municipalisti caro Pix nessuno infanga la tua amata Napoli :)

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Ma solo da me si frequenta l'università a Napoli e la città si sta riempiendo di immigrati?

 

Scusami Pix ma Napoli negli ultimi 20 anni ha perso un quarto dei suoi abitanti siamo passati da 1.250.000 a circa 970.000 dall'ultimo censimento

Edited by Iron84
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http://www.wakeupnews.eu/sempre-piu-giovani-fuggono-via-dall%E2%80%99italia-nel-2012-espatri-30/

 

 

Tra le regioni italiane in cui è più forte il fenomeno dell’emigrazione c’è la Lombardia: soltanto nel 2012, 13.156 lombardi hanno trasferito la propria residenza all’estero. Li hanno seguiti 7.456 veneti, 7.003 siciliani, 6.134 piemontesi, 5.952 laziali, 5.240 campani, 5.030 emiliano-romagnoli, 4.813 calabresi, 3.978 pugliesi e 3.887 toscani.

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Sto studiando il Risorgimento e la storia italiana contemporanea. Mi risulta che gli abitanti del Mezzogiorno per cultura secolare siano sempre stati più passivi agli eventi storici, culturali e politici rispetto a quelli del Settentrione. Ergo hanno quasi sempre accettato uno stato di cose senza fare nulla. Basta propaganda.

Edited by Rotwang
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Sto studiando il Risorgimento e la storia italiana contemporanea. Mi risulta che gli abitanti del Mezzogiorno per cultura secolare siano sempre stati più passivi agli eventi storici, culturali e politici rispetto a quelli del Settentrione. Ergo hanno quasi sempre accettato uno stato di cose senza fare nulla. Basta propaganda

Beh i siciliani no, purtroppo con la perdita dell' indipendenza e il passaggio agli aragonesi son rimasti ostaggio di varie centinaia di feudatari mafiosi

 

I campani invece fino all'arrivo dei normanni erano un'isola di libertà comunali stretti tra papi e bizantinismi feudali, in pratica un pezzo di nord nel meridione, come(quasi) pure le città marittime pugliesi.....il resto, troppo spopolato, troppo poco urbanizzato, troppo poco fertile per svilupparsi.....ma almeno non fossero finiti sotto quei cani degli angioini e peggio, degli spagnoli poi.

 

A me piace molto l'episodio di Masaniello, quell'uomo sarà pure impazzito, ma se le parole finali che gli sono attribuite sono vere, è stato un eroe(sconfitto) immenso:

 

« Amici miei, popolo mio, gente: voi credete che io sia pazzo e forse avete ragione voi: io sono pazzo veramente. Ma non è colpa mia, sono stati loro che per forza mi hanno fatto impazzire! Io vi volevo solo bene e forse sarà questa la pazzia che ho nella testa. Voi prima eravate immondizia ed adesso siete liberi. Io vi ho resi liberi. Ma quanto può durare questa vostra libertà? Un giorno?! Due giorni?! Eh già, perché poi vi viene il sonno e vi andate tutti a coricare. E fate bene: non si può vivere tutta la vita con un fucile in mano. Fate come Masaniello: impazzite, ridete e buttatevi a terra, perché siete padri di figli. Ma se invece volete conservare la libertà, non vi addormentate! Non posate le armi! Lo vedete? A me hanno dato il veleno e adesso mi vogliono anche uccidere. Ed hanno ragione loro quando dicono che un pescivendolo non può diventare generalissimo del popolo da un momento all'altro. Ma io non volevo far niente di male e nemmeno niente voglio. Chi mi vuol bene veramente dica per me solo una preghiera: un requiem soltanto quando sarò morto. Per il resto ve lo ripeto: non voglio niente. Nudo sono nato e nudo voglio morire. Guardate!! »

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I campani invece fino all'arrivo dei normanni erano un'isola di libertà comunali stretti tra papi e bizantinismi feudali, in pratica un pezzo di nord nel meridione, come(quasi) pure le città marittime pugliesi.....il resto, troppo spopolato, troppo poco urbanizzato, troppo poco fertile per svilupparsi.....ma almeno non fossero finiti sotto quei cani degli angioini e peggio, degli spagnoli poi.

 

In realtà a parte sotto il regno normanno (particolarmente prospero perché univa cultura bizantina, araba e germanica) ci furono altri momenti di sviluppo e ricchezza per il Napoletano, ma che dopo poco abortirono a causa della scelta dei governanti (specie dal 1730 in poi, quando ascesero i Borbone) di annientare ogni liberalità e affidare tutto il potere ai baroni e latifondisti (tra cui camorristi). Quindi il mancato sviluppo del Sud non è stata una colpa dei Savoia o dell'Italia unita, bensì di secoli di arretratezza culturale ed economica che risalgono al Trecento. La Sicilia da tempi immemori tentò di staccarsi da Napoli senza mai riuscirci, per questo quando arrivò Garibaldi i siculi si unirono ai Mille, ce l'avevano a morte coi mafiosi borbonici.

Edited by Rotwang
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Oddio, la colpa è degli spagnoli soprattutto: il regno di Napoli per loro era solo Napoli: il resto l'hanno venduto ai baroni per far cassa. E infatti Napoli era l'unico pezzo di civiltà nel sud e cresceva, cresceva: una testa enorme in un corpo atrofizzato, come è stato immaginificamente detto. 

 

Carlo iii di spagna non è stato male, il primo dei Borboni. Ma era un cazzo di spagnolo che pensava a costruirsi palazzi enormi invece che a far strade e poste per far rifiorire il paese come facevano i sovrani illuministi....cazzo i Savoia nel settecento con un regno piccolissimo di poveri montanari erano diventati una piccola potenza militare, cosa poteva diventare il meridione se Carlo invece che la reggia di Caserta avesse lasciato un esercito potente?

 

Ma il peggio è stato quel figlio d'un cane di ferdinando iv, quel mona codardo che pensava solo a tenersi il culo sul trono senza curarsi di governare

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Oddio, la colpa è degli spagnoli soprattutto: il regno di Napoli per loro era solo Napoli: il resto l'hanno venduto ai baroni per far cassa. E infatti Napoli era l'unico pezzo di civiltà nel sud e cresceva, cresceva: una testa enorme in un corpo atrofizzato, come è stato immaginificamente detto. 

 

Carlo iii di spagna non è stato male, il primo dei Borboni. Ma era un cazzo di spagnolo che pensava a costruirsi palazzi enormi invece che a far strade e poste per far rifiorire il paese come facevano i sovrani illuministi....cazzo i Savoia nel settecento con un regno piccolissimo di poveri montanari erano diventati una piccola potenza militare, cosa poteva diventare il meridione se Carlo invece che la reggia di Caserta avesse lasciato un esercito potente?

 

Ma il peggio è stato quel figlio d'un cane di ferdinando iv, quel mona codardo che pensava solo a tenersi il culo sul trono senza curarsi di governare

 

Basti pensare alla testimonianza di Goethe, che all'inizio dell'Ottocento viaggiò in Italia e annotò di come gli fosse stato difficile raggiungere la Sicilia dopo Roma a causa di mancanza di strade efficienti e dovette proseguire in nave.

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Basti pensare alla testimonianza di Goethe, che all'inizio dell'Ottocento viaggiò in Italia e annotò di come gli fosse stato difficile raggiungere la Sicilia dopo Roma a causa di mancanza di strade efficienti e dovette proseguire in nave.

 

Infatti!! 

Non è un caso che gli unici due regni d'Italia fossero il Sud e il Piemonte(dopo lo scambio della Sicilia per la Sardegna con Vittorio Amedeo)

 

Cioè due aree meno urbanizzate ed  arretrate, con maggiori tradizioni feudali rispetto al resto del paese: e di per se non era un male, le borghesie del nord e la toscana a suo tempo erano state troppo potenti per consentire la nascita di uno stato centrale solido, al massimo stati regionali come Milano, Venezia e Firenze in cui pochi governavano la città sovrana e questa comandava le città sottomesse.

La differenza vera tra meridione e piemonte e gli esiti che conosciamo, si sono determinati nel '700 con quegli imbecilli dei Borboni. 

 

Ma siccome i campanilismi e gli indipendentismi meridionali sono figli delle associazioni reazionarie che i borboni usavano per reprimere i carbonari, la colpa di tutto è dei Savoia senza dio, i Borboni erano dei cari leader e Masaniello e la rivolta palermitana di metà seicento(entrambi episodi popolari anti nobili e anti sovrani spagnoli) sono un vezzo per storici di sinistra

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Allora io sono culturalmente Neoborbonico (non politicamente of course) e ci sono tante inesattezze.
La prima: i Savoia hanno potuto conquistare l'Italia grazie agli aiuti militari inglesi e francesi, questi sono dati storici pacificamente accettati. L'interesse primario era la creazione di uno stato unitario italiano che fosse cuscinetto e tenesse a bada le mire espansionistiche asburgiche e soprattutto l'influenza ecclesiastica. La Rivoluzione francese aveva portato alla nascita e al predominio culturale ed economico della classe borghese che si è poi lentamente affermata in tutto il mondo occidentale fino ai giorni nostri. La scesa sabauda è stata principalmente politica, il Regno era tutt'altro che prospero, ricco o sviluppato, o meglio di certo aveva le sue eccellenze ma da solo avrebbe potuto al massimo conquistare la Repubblica di San Marino.

Ad ogni modo sulla s toria del Regno di Sardegna non nè so molto di più ma sul Regno di Napoli andiamoci piano e non crediamo a tutte le stronzate che sono state scritte sui libri di storia.

 

In primo luogo Napoli era insieme a Parigi e Londra la terza città d'europa e forse la quarta o la quinta al mondo per popolazione ma non solo aveva una floridissima industria, di indirizzo sicuramente statale ma efficente (una sorta di comunismo alla cinese).

Avevamo i cantieri navali più importanti del mediterraneo a Castellamare, leader nella produzione di tessuti pregiati (San Leucio), nella coltivazione intensiva (carditello), nelle ceramiche (Capodimonte) ecc. Napoli era un grandissimo porto commerciale, quindi non può tutto essere ridotto ad agricoltura e pastorizia, semplicemente era un sistema dove era ancora in auge la Nobilità e il Clero mentre il Regno Sabaudo era da sempre un satellite anglofrancese.

 

Napoli era una capitale culturale di assoluto rilievo si passava da eccellenze in campo scientifico (settore medico, bilogico e del diritto) fino agli studi filosofici, artistici ed alla letteratura e il teatro, l vennero costruiti i primi impianti fognari, l'illuminazione pubblica delle strade, fino alla raccolta differenziata!

E' vero che soprattutto durante l'Ottocento c'erano problemi di gestione dell'ordine pubblico usciti dalla regione napoletana ma è anche vero che esclusa la Sicilia, a Napoli e dintorni viveva il 50% della popolazione del regno.

 

E' anche vero che sebbene mancassero servizi importanti, la pressione fiscale è sempre stata bassissima, la bilancia dei pagamenti in attivo e le casse piene.
Certo si crearono forme di autogestione del popolo, oggi chiamate volgarmente criminali, ma in realtà erano una sorta di soviet popolari, che si istituzionalizzarano con Garibaldi che fu lui a legittimarne il potere.

Che poi i meridionali siano più asserviti questa poi è una cazzata storica, i Vespri Siciliani o la rivolta di Masaniello della Repubblica napoletana ma forse non tutti sanno che la prima e unica città a liberarsi autonomamente del giogo nazista fu Napoli nelle sue quattro giornate.

 

Il cosidetto brigantaggio altro non era che la resistenza contro l'invasore piemontese.

L'Italia è nata per la volontà dell'intellighenzia europea e della massoneria in opposizione alla classe dominante del tempo e al clero.

E' stata un'opera di conquista, Napoli venne lentamente spogliata di tutto ciò che aveva, le attivitò produttive portate al nord e il Piemonte potè portare la bilancia dei pagamenti in attivo grazie alle risorse meridionali.
Ma è anche giusto che sia così, ogni azione militare nasce per avere un ritorno economico ci mancherebbe altro! La guerra e guerra ma di certo l'Italia non è nata da uno spirito unitario, lo spirito unitario esisteva solo nei salotti degli intellettuali e in qualche incappucciato con il filo e il compasso.

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E' stata un'opera di conquista, Napoli venne lentamente spogliata di tutto ciò che aveva, le attivitò produttive portate al nord e il Piemonte potè portare la bilancia dei pagamenti in attivo grazie alle risorse meridionali.

 

 

Solo per questa frase (ma anche per tutte le oscenità che hai scritto) non ti risponderò oltre. Capisco che al Sud vi facciano il lavaggio del cervello fin da piccoli per giustificare le vostre inerzie storiche e culturali incolpando qualcun altro, ma stravolgere la storia è da criminali. L'Unità d'Italia non ha contribuito a migliorare una condizione che come ho scritto è ben più antica. Quali attività produttive? Tre attività napoletane che sono crollate dopo, non esisteva l'industria se non due fabbriche intorno a Napoli e una ferrovia costruita per collegare la capitale alla reggia borbonica. Sai da quanto esiste l'agricoltura di tipo capitalistico in Lombardia? Da prima dell'Inghilterra della rivoluzione industriale. Studia.

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Ma come ti permetti di dire così? Ma vai a cagare e io che ho perso tempo pure a scrivere ma va va (poi chi ha parlato di Lombardia? )

Edited by Iron84
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