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Omicidio Yara, preso il presunto assassino: è un muratore incensurato di Mapello


ben81

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di Cristiana Mangani

 

Si chiama Massimo Giuseppe Bossetti, ha tre figli, è sposato e vive a Mapello, il presunto assassino di Yara Gambirasio, la tredicenne di Brembate Sopra uccisa tre anni e mezzo fa.

Il presunto assassino. L'uomo che è stato arrestato è un muratore sposato, ha 45 anni e tre figli. E' nato da una relazione clandestina tra l’autista Giuseppe Guerinoni (morto nel ‘99) e una donna del luogo, che faceva le pulizie a casa di Yara Gambirasio. Il presunto killer, che ha anche una sorella gemella, è stato identificato grazie al Dna lasciato sul corpo della vittima. L'ultima conferma sull'analisi scientifica era arrivata nell'aprile scorso contenuta nella relazione dell'anatomopatologa Cristina Cattaneo, la stessa esperta che aveva eseguito l'esame sulla salma della giovane vittimauccisa a Brembate il 26 novembre 2010.

 

Nel corso dell'interrogatorio di fronte agli inquirenti nella caserma del Comando provinciale dei carabinieri di Bergamo, Massimo Giuseppe Bossetti si sarebbe avvalso della facoltà di non rispondere. In caserma è stata convocata anche la moglie. L'uomo è titolare di una piccola azienda edile. Gli investigatori gli hanno sequestrato una Volvo.

 

La scienza non lasciava dubbi: l'autista di Gorno è il padre del presunto killer della 13enne il cui corpo fu trovato esattamente tre mesi dopo la scomparsa in un campo di Chignolo d'Isola. La relazione dimostrava che la probabilità che Guerinoni fosse il padre del cosiddetto 'Ignoto 1' è del 99, 9999987 per cento, un dato che era stato estratto dalla polizia scientifica. Una paternità della quale probabilmente nessuno in paese ne era a conoscenza. L’indagine è stata effettuata dalla polizia scientifica insieme con i carabinieri del Ros che hanno incrociato le informazioni e sono arrivati a Massimo Bossetti.

 

I familiari del fermato. «Non è il momento»: risponde così, al telefono della casa di Mapello, una donna, molto probabilmente la moglie, di Massimo Giuseppe Bossetti.

 

I vicini di casa di Bossetti. «Un bravo ragazzo, un muratore in proprio che conduceva una vita tranquilla». Così i vicini di casa di Giuseppe Massimo Bossetti. «Non è di qua», tengono a sottolineare i vicini, «è arrivato qui e si è sposato con una ragazza del posto. Speriamo solo che non sia vero», concludono.

 

La conferma del fermo è arrivata direttamente dal ministro dell'Interno Angelino Alfano. L’uomo è ora in caserma per l’interrogatorio. «Siamo in una fase delicatissima», si è limitato a dire il procuratore della Repubblica di Bergamo, Francesco Dettori.

 

Il ministro Alfano. «Le Forze dell'Ordine, d'intesa con la Magistratura, - afferma Alfano - hanno individuato l'assassino. Ringraziamo tutti, ognuno nel proprio ruolo, per l'impegno massimo, l'alta professionalità e la passione investiti nella difficile ricerca di questo efferato assassino che, finalmente, non è più senza volto». Complimenti al comandante generale dei carabinieri Leonardo Gallitelli e al capo della Polizia Alessandro Pansa sono arrivati anche dal presidente del Consiglio Matteo Renzi che li ha ringraziati per l'impegno dei loro uomini eper la grande sinergia nelle indagini che hanno portato al fermo. «L'Italia è un Paese dove chi uccide e chi delinque viene arrestato e finisce in galera - ha aggiunto Alfano - Può passare del tempo o può finirci subito. Ma questo è il destino che attende i criminali. Oggi, due successi che dedichiamo ai familiari delle vittime e agli italiani onesti».

 

Le indagini - Il presunto assassino di Yara Gambirasio ha 45 anni, è sposato e ha tre figli. Vive a Mapello, un paese vicino a Brembate. Lo stesso luogo dove si sono concentrate a lungo le indagini perché proprio lì si spegne definitivamente il cellulare di Yara. Sempre a Mapello si trova il cantiere dal quale sono partite le indagini che avevano portato sulle tracce, poi risultate sbagliate, del lavoratore immigrato.

 

Il sindaco di Brembate Sopra. «Se è vero siamo felici, era un atto dovuto alla famiglia e a tutta la comunità». Lo ha detto all'ANSA il sindaco di Brembate Sopra (Bergamo). «Da quando è scomparsa da casa, a Brembate, e da quando è stata trovata uccisa a Chignolo Po (Bergamo), attendevamo questo momento. Ringrazio tutti quelli che hanno messo tante risorse in campo per arrivare a questo risultato».

 

Il parroco. «Penso a questa persona. Spero che ora non prevalgano sentimenti di vendetta nei suoi confronti. Questa comunità in questi anni è stata molto matura. Pur impaurita e ferita non ha ceduto a sentimenti di vendetta. Il papà di Yara mi ha detto che se lei è morta è perchè noi diventassimo più buoni. Se ora questa notizia verrà confermata cosa facciamo nei confronti del presunto assassino? Invochiamo la pena di morte? No, certo. A me interessa che Yara sia stata e continui ad essere un dono per la nostra comunità». Queste le prime parole di don Corinno Scotti, il parroco di Brembate di Sopra, alla notizia dell'individuazione dell'assassino di Yara Gambirasio, date al sito di Famiglia Cristiana. «Ho tirato un sospiro di sollievo ma ancora non so nulla di preciso», dice. «Proprio quindici giorni fa abbiamo inaugurato qui in oratorio un monumento in ricordo di Yara che ho voluto chiamare stele di luce. Perchè comunque andrà a finire questa dolorosa vicenda Yara è così che deve essere ricordata: come un dono, un dono prezioso».

 

L'avvocato di Fikri. Per Mohamed Fikri, il marocchino che era stato fermato qualche giorno dopo la scomparsa di Yara Gambirasio, rilasciato dopo 2 giorni e definitivamente scagionato dall'accusa di omicidio poco più di un anno fa, il fermo del presunto assassino della ragazza «è una ulteriore riabilitazione, perchè c'era qualcuno che ancora nutriva dubbi nei suoi confronti». Lo ha spiegato il suo legale, l'avvocato Roberta Barbieri.

 

Lunedì 16 Giugno 2014 -  Fonte: Il Messaggero

 

 

Pensavo che non ci sarebbero mai arrivati... Chi l'ha visto sta mandando in onda un'edizione straordinaria sulla vicenda.... finalmente un po' di giustizia, e speriamo almeno in una punizione esemplare.

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a me non tornano parecchie cose in questa vicenda: da quello che si legge lo hanno riconosciuto unicamente dall'esame del DNA fatto sul suo presunto padre

ma allora doveva già essere sospettato, altrimenti non avrebbero riesumato il padre per fare l'esame del DNA: ma se era sospettato, perché l'esame del DNA non l'hanno fatto direttamente a lui?

inoltre viene detto che nessuno in paese conosceva la vicenda di questa paternità: ma allora torna la questione di prima, che senso ha incolparlo sulla base dell'esame del DNA del suo presunto e segreto padre? immagino che dovranno rifare l'esame con il suo stesso DNA... dunque aspetterei a dire che "hanno trovato il colpevole"

altra perplessità, di carattere più generale: l'esame del DNA secondo me non basta a definire un quadro probatorio, può essere la conferma di un sospetto (maturato però avendo ben chiaro il movente e l'arma del delitto, dopo attenta verifica degli alibi)

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sono arrivati per vie traverse al dna di suo padre e poi a lui perchè si sapeva che il dna su yara era di un figlio del padre dell'arrestato.

 

se il dna è sufficiente per condannarlo non lo so ma il suo dna come è finito su yara e sulle sue mutande ?

 

la sua attuale linea di difesa (facoltà di non rispondere) è il meglio che può fare secondo me.

Edited by marco7
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@marco7 commentavo più che altro la notizia così come era stata data, notizia dalla quale non si capisce niente

immagino (o spero) che le prove siano ben più fondate e schiaccianti di quanto esposto in quell'articolo, approssimativo

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Più che altro non ho capito come abbiano deciso di prendere una marca da bollo per ricavarci un DNA e poi collegare il tutto... 

Se lui confessa.. ok, bene.. che vada in prigione. 
Ma credo che diventerà come il Delitto di Via Poma.. un accanimento mediatico dove lui viene poi assolto, vita comunque rovinata e un assassino ancora in libertà. 
 

C'è anche da dire che sul cadavere di Yara c'erano tante tracce di Dna (non solo quella del presunto assassino).. in 3 mesi tutto può essere successo. 

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@conrad65

 

il suo dna verrà di sicuro analizzato e comparato con quello trovato su tara e su i suoi vestiti. nel passato lessi che del dna sulle mutande di yara era quello del figlio di quell'autista (che è il padre di questo tipo).

 

se lui non risponde e il dna è il suo la cosa non so come finisce. da una parte è l'unica prova e teoricamente qualcuno avrebbe anche potuto mettere il dna di lui sui vestiti di lei ma è una cosa molto strana in ogni caso.

 

il fatto che non risponde in una qualche maniera lo fa apparire sospetto. se incolpassero me e io fossi innocente risponderei alle domande, se fossi colpevole invece penso mi rifiuterei pure io di rispondere.

 

 

 


in 3 mesi tutto può essere successo. 

 

si ma come è vinito il suo dna sulle mutande di yara ? 

Edited by marco7
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se lui non risponde e il dna è il suo la cosa non so come finisce. da una parte è l'unica prova e teoricamente qualcuno avrebbe anche potuto mettere il dna di lui sui vestiti di lei ma è una cosa molto strana in ogni caso.

 

......

 

si ma come è vinito il suo dna sulle mutande di yara ? 

 

@marco7 comprendo la tua fiducia nella giustizia (almeno in quella svizzera) ma qui in Italia è successo e succede di tutto...  la giustizia è sincronizzata, le intercettazioni telefoniche e gli interrogatori che dovrebbero essere secretati escono sui giornali e nessuno si cura di indagare come sia possibile, c'è la carcerazione preventiva per cui intanto ti sbattono dentro poi vai nel tritacarne dei tre gradi di giudizio...

questo non è uno stato di diritto, ma una società tribale e pre-feudale con l'apparenza di una democrazia occidentale, in mano a camorre, mafie, vaticano e apparati dello stato più o meno deviati

Edited by conrad65
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Il dna nelle mutande può voler dire che hanno fatto sesso . Poi bisogna costruire la correlazione con il delitto, poichè le due cose non sono per forza conseguenti .

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si ma come è vinito il suo dna sulle mutande di yara ? 


Boh!! 

Intanto non si sa da dove proviene quel dna.. sangue? Saliva? Capello? Sperma? 

Se dovesse essere sperma ok, penso si possa capire ;)
Ma il resto? 

Ho letto da qualche parte che l'accusato è il nipote della colf di casa Gambirasio.. quindi ti immagini se la colf a volte si porta i panni a casa propria per stirare (come fa peraltro la mia a casa mia) e ci è caduta sopra qualche traccia del nipote che è andato a trovarla? 

La traccia inoltre è sui leggings, poi sulle mutandine.. ma come al solito le informazioni sono frammentarie: sono in due punti diversi? O la traccia dai leggings si è diffusa anche alle mutandine? 

Non dico per difendere il presunto assassino.. però se le prove sono quel che ci dicono.. stiamo freschi se con la giustizia italiana venga condannato.. basta un buon avvocato per smontare tutto e invalidare le perizie. 
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bisognerebbe sapere se il dna sulle mutandine è da sperma o da altro. di sicuro secondo me hanno controllato se c'è sperma sulla vittima.

 

se lui avesse fatto sesso con la ragazzina non indica necessariamente che l'ha ammazzata ma che ci fa a far sesso con una tredicenne ?

 

il cellulare del tipo inoltre stava nella cella dove era yara il giorno del delitto.

 

tara aveva polvere di calce addosso e nelle vie respiratorie e il tipo è muratore o ha una ditta di costruzioni.

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Ho letto da qualche parte che l'accusato è il nipote della colf di casa Gambirasio.. quindi ti immagini se la colf a volte si porta i panni a casa propria per stirare (come fa peraltro la mia a casa mia) e ci è caduta sopra qualche traccia del nipote che è andato a trovarla?

 

Pare sia addirittura il figlio della colf.....

Comunque anche la storia della certezza che le tracce siano sue al 99,99% non è certo tranquillizzante:

è vero che lo 0,01% è proprio poco, ma la vincita alla lotteria di decine di milioni ha percentuali di probabilità anche minori, eppure qualcuno ogni tanto vince!

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il cellulare del tipo inoltre stava nella cella dove era yara il giorno del delitto.
tara aveva polvere di calce addosso e nelle vie respiratorie e il tipo è muratore o ha una ditta di costruzioni.

 

Allora potrebbe essere colpevole anche l'Arabo agli inizi sospettato, se non si fossero accorti per tempo della traduzione sbagliata!

Del resto anche gli errori e le coincidenze del caso Tortora non fanno ben sperare:

un numero di telefono nell'agenza di un delinquente con accanto scritto "Tortora il presentatore", peccato che il numero di telefono non fosse di Tortora il presentatore di Portobello, ma di un Tortora detto il presentatore per la comunanza di cognome!

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