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Costretto...?


aol

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Salve a tutti. Appena posso andrò ad aprire il topic di preaentazione, anche se non voglio lasciare nessun dato sensibile su questo forum (scusate se così potrei mancarvi di rispetto, mi dispiace)

Detto ciò, ecco a voi il segreto della mia vita di cui non è a conoscenza nessuno, (ad eccezione del diretto interessato ovviamente), ma tant'è, visto che non ho mai avuto il coraggio di parlarne con alcuno:

Sono stato da piccolo un bambino piuttosto timido, taciturno, ma non potevo farci niente, essendo sempre stato sotto la custodia serrata di mia madre facevo fatica, e forse ritenevo piuttosto inutile, oserei dire, fare fare amicizia con altri bambini, potendo contare su mia madre...

Crescendo però, mi accorsi che la mia "asocialità" era dovuta ad un "grosso peso" (non so come dovrei definirlo) che mi porto dietro... presentandolo ex abrupto: a partire dall'età di nove anni, infatti, ho dovuto iniziare a fare, a causa dell'inconsapevolezza infantile, delle "esperienze sessuali" per volontà di mio fratello. Esse consistevano, scendendo nel particolare, in seriali rapporti anali e orali, a cui mi sottoponevo malvolentieri... l'unico motivo forse era passare tempo e far piacere a quella persona, che in fin dei conti non si è mai dimostrata essere un fratello, e per cui non proco il minimo rispetto. Ah, e tutto ciò, come si può immaginare, si è malsposato con pe mie varie difficoltà sociali.

Questo suo comportamento vergognoso da parte sua ha avuto una conclusione solamente nell'autunno del 2009 (quando avevo 14 anni, ora ne ho 18)... Ma oramai il "danno" era compiuto: sotto questa orribile serialità, non avendo mai conosciuto altre possibilità, ho iniziato a masturbarmi guardandomi video porno gay, anziché etero, a preferire gli "addominali" rispetto ai seni di una ragazza, e così via... E quindi, per mio dispiacere e per "evoluzione del problema", ho dovuto anche subire vari innamoramenti nei confronti dei ragazzi che mi stavano intorno, qualcosa che io non avevo assolutamente richiesto, e che mi sono ritrovato a subire involontariamente, partendo dalla mia esperienza...

Il motivo per cui scrivo qui alla fine è semplicemente che, più cerco di uscire da questa situazione, più mi ritrovo a passare ore al giorno dietro a video gay, a fantasticare dietro a improbabili relazioni con ragazzi, e tutto ciò giustificandomi con il ricorrente "non è colpa tua se stai facendo questo, è colpa di tuo fratello"... Ma la verità è che io non voglio più ritrovarmi a dovermi arrendere a situazioni a me spiacevoli... a volte mi chiedo che sarebbe successo se non mi fossi mai masturbato in vita mia, se mio fratello bon fosse mai nato, se avessi rifiutato dal principio di sottopormi a quello che ho passato... forse, forse avrei avuto una vita felice come quella degli altre persone che conosco, senza aver avuto la necessità di passare momenti di simil-depressione e sconforto assoluto...

Vorrei solo essere felice in questo momento, e so che dichiararmi omosessuale, arrendendomi all'evidenza non sarebbe la soluzione giusta, anzi, dolo la vittoria di quell'essere inutile e ripugbante che mi ritrovo come fratello...

Non ho il coraggio di rileggere quello che ho scritto, scusate...

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Fino a che non accetti di essere gay non uscirai da questa situazione.

So che ti sembra di dargliela vinta, ma la tua vita è questa e non migliorerà

se ti sforzerai cercando di viverla in maniera diversa.

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posso chiederti di quanti anni è più grande di te tuo fratello ?

 

quel che hai vissuto non è bello e il fatto che riesci a raccontarlo qua, seppure in modo anonimo, è già un primo passo.

 

io ti direi che secondo me dovresti forse andare da uno psicologo o da uno psichiatra per tirare fuori quel che ti rode dentro e piano piano vedrai che ti sentirai meglio. devi però avere un terapeuta con cui ti senti a tuo agio, altrimenti ti serve a poco. per questo se col primo o col secondo terapeuta che tu frequenti non ti senti tranquillo, meglio provarne un'altro. essi hanno il segreto professionale che ti garantisce che nessuno saprà ciò che racconti loro.

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Il problema di fondo è la tua convinzione, errata, che tu sia "diventato" gay per colpa delle violenze subite, quando in realtà gay non si diventa, ma ci si nasce. 

Te lo dimostra il fatto che la stragrande maggioranza di noi gay e' tale senza aver mai subito alcuna violenza, ed addirittura senza aver nemmeno avuto contatti con persone o realta' omosessuali.

Semplicemente sia tu che tuo fratello siete gay da sempre, e statisticamente e' ovvio che esistano anche vittime di violenze tra i bambini omosessuali, non e'  che l'essere gay protegge da eventuali abusi.

Se tu fossi stato etero ad oggi preferiresti comunque le donne, e magari, in base alla tua esperienza negativa, probabilmente i gay li odieresti pure...altro che eccitarti...

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Direi che ben81ti ha spiegato molto bene la situazione..

 

Almeno lo hai denunciato??

E i tuoi genitori non si son mai accorti di nulla??

 

Io glielo avrei staccato a morsi..

 

Ps.

D'ora in poi cerca di trovare il tuo equilibrio

E la tua accettazione e poi cerca di conoscere altri ragazzi

E di viverti finalmente una bella storia.. ;)

 

In questo modo tuo fratello sará doppiamente sconfitto!

Edited by faby91
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Le parole con cui hai scritto della tua infanzia sono a dir poco spiazzanti e crude. 

Una vittima non dovrebbe mai sentirsi in colpa per ciò che gli ha fatto il proprio carnefice. E tu non hai niente da colpevolizzarti. 

Qui, su questo forum in cui hai scritto, non ci sono risposte ai tuoi tormenti. Almeno, io non le ho; non potrei mai averle, perché le risposte sono dentro di te in attesa.

Ti è successo qualcosa di orrendo e destabilizzante in un percorso della tua vita in cui stavi iniziando a formarti psicologicamente e sessualmente. Non so quanto la violenza subita abbia potuto influire, ma di sicuro non eri pronto a quel che ti è accaduto. 

Ben81 ha detto una cosa "gay si nasce", ed è così. Anche io ho avuto "esperienze" giocose con mia cugina quando avevo 10 anni, ma ti assicuro che sapevo (per quanto concedesse la giovane età) benissimo cosa stavo facendo. A me le ragazze erano sempre piaciute, anche prima.

Ti consiglio di parlarne con uno psicologo o psichiatra che ti aiuti a tirare fuori ogni orrore che ti tieni dentro prima che ti consumi dall'interno.

 

In bocca al lupo.

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Molto freudianamente, potrei azzardarmi a dire che quello che hai fatto fino al 2009 inconsciamente ti piaceva. Sia chiaro: non lo dico né con cattiveria né per fare quello che "la sa diversamente". Lo dico nel massimo rispetto; il fatto è che la tua omosessualità precede di fatto i rapporti che tuo fratello ti costringeva (se così possiamo dire) ad avere con lui. Come ha detto lucidamente Ben81, anche lui è sempre stato gay e deve avere notato che tu stesso lo sei, pertanto si è trovato una sorta di "vittima consenziente" per fre quello che voleva.

 

Sei gay, sei nato in un mondo in cui le regole della tua mente contraddicono quelle della collettività. Non ci sono colpe attribuibili a te, e nemmeno puoi fingere che le regole della tua testa non esistano, quindi scendi a patti con esse anziché attribuire la loro esistenza a tuo fratello.

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Caro Aol, tranquillizzati. Non sei gay perchè tuo fratello ha abusato di te, di storie come la tua ne ho sentite parecchie anche da parte di eterosessuali abusati da padri, zii, cugini e così via...

Quindi inizia a elaborare diversamente la cosa, frequenta delle persone diverse, puoi iniziare da questo forum come stai facendo, non ti chiudere in questi pensieri assurdi e comincia a vivere la vita, la realtà. Tu desideri relazioni con ragazzi, il tuo desiderio è assolutamente naturale, non devi sentirti in colpa per questo, quando comincerai ad amare e avere una vera relazione, capirai tutto. Tu devi impegnarti a fare lo sforzo di aprirti con le persone che sappiano accettarti e rispettarti per quel che sei e vedrai che la tua vita migliorerà e guarderai il passato con occhi diversi.

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Ciao, io più o meno ho avuto la stessa esperienza, però all'inizio con mio cugino, poi con un compagno delle elementari, poi crescendo alle medie, non ero costretto, ma l' eccitazione e il piacere erano troppo forti per pensare che quello che stavo facendo era sbagliato, dopo diciamo il godimento veniva il rimorso, ma passata qualche ora o giorno il desiderio di rifarlo aumentava sempre di più fino a esaudire ogni mia voglia, non sono mai stato con una ragazza e non mi eccita proprio il motivo non lo so però, ora sono contento per quello che sono :)

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Costretto...? il titolo centra in pieno quello che ti è accaduto

le cose che hai vissuto, quello a cui sei stato costretto non dovrebbero mai succedere a nessun bambino

tuo fratello ha fatto cose orribili e vergognose e tu gli dai giustamente tutta la colpa

 

ma anche i tuoi genitori hanno molte colpe, è impossibile che per 5 anni non si siano accorti quello che stavi subendo

anche perchè i genitori si accorgono sempre quando nei loro bambini c'è qualcosa che non va, anche per le cazzate minime

figuriamoci una cosa del genere

 

l'unica cosa a cui non sei stato costretto da tuo fratello è diventare gay, perché gay si nasce già e per quanto ciò che ti è accaduto sicuramente abbia avuto ripercussioni notevoli su di te in termini psicologici mentali e sociali

la violenza subita non può aver influenzato la tua sessualità anzi avrebbe dovuto farti provare adesso ribrezzo (e non eccitazione) nei confronti dell'atto sessuale con uomini

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leggendo il tuo topic, caro Aol, anche ai miei occhi è sembrato evidente che il racconto della tua esperienza fosse come viziato dall'errata convinzione che, con le parole di Ben81, "tu sia diventato gay per colpa delle violenze subite" da tuo fratello.

 

anche se non m'azzardo oltre, a dire che essere omosessuali significa esserlo dalla nascita, come se fosse un destino.

 

pure l'interpretazione freudiana di Amor-fati, secondo la quale dietro il ripetersi per cinque anni dei tuoi seriali rapporti anali e orali con tuo fratello potrebbe celarsi un'inconscio piacere da parte tua, mi è sembrata a prima vista plausibile.

 

anche se le tue parole tornano più volte a parlare di mancanza di rispetto, di vergogna, di danno, di offesa, di estremo disagio.

 

di certo, però, credere che potresti essere più felice, nascondendo a te stesso l'evidenza della tua omosessualità, non ti porterà che a corroderti, a vivere nell'insania che l'odio verso se stessi, purtroppo, in ogni caso, alimenta.

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ma anche i tuoi genitori hanno molte colpe, è impossibile che per 5 anni non si siano accorti quello che stavi subendo

anche perchè i genitori si accorgono sempre quando nei loro bambini c'è qualcosa che non va, anche per le cazzate minime

figuriamoci una cosa del genere

infatti... posso capire se è successo una volta, quel particolare a un genitore può sfuggire, ma addirittura da un componente della famiglia... e per tutti quegli anni.

Mi chiedo se il fratello a sua volta sia stato abusato da qualcuno...

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Mi scuso ancora se il mio messaggio precedente era a tratti incomprensibile,  solo ora che ho riletto mi rendo conto di quanto io abbia scritto male...

Comunque seguo questo forum da anni ormai, e questo direi fosse un 'esperimento': volevo sapere che effetto facesse vedere per iscritto e trovarsi a parlare con altre persone di ciò di cui discuto da solo, con me stesso, tutti i giorni... E devo dire che è strano... dopo essermi quasi sollevato, ho dovuto irrimediabilmente affrontare la realtà dei fatti, che non è piacevole...

Tengo a precisare due cose su mio fratello: lui è più grande di me di 2 anni e non ritengo proprio sia omosessuale anch'egli, Essendo stato già fidanzato con ragazze, e avendo avuto rapporti con esse... Il motivo a capo del suo comportamento nei miei confronti ormai l'ho ricondotto ad una sua necessità di "fare le prime esperienze sessuali" tipiche di un ragazzo della sua età, nel suo caso non "soddisfatto" dal materiale di cui disponeva... (e che agisce così ritrovandosi ad avere un fratello, ma se avesse avuto una sorella avrebbe fatto lo stesso)

Che dire, mi sto un po' commovendo a leggere le risposte: il fatto è che se provassi a paragonare la mia vita con quella di quelli che mi circondano, mi rendo conto che mentre la loro è basata su una storia fatta di famiglia, amici, sport o musica,  tutta la mia quotidianità e tutte le azioni che compio si basano su questa situazione... È come se io avessi perso una irripetibile oppurtunità, ovvero quella di vivere "come fanno tutti"...

Da quello che leggo, posso chiarire che: il "ribrezzo" io sì lo provo, ma paradossalmente ricordandomi gli episodi specifici della "serialità" di cui parlavo, il piacere in passato c'era stato, ma solo perché quelle erano le occasioni uniche che avevo di passare del tempo assieme a lui, visto che mi trascurava il resto del tempo (non si è mai dimostrato un vero fratello, d'altronde, e per me non esiste neppure piú come persona)

Io purtroppo, penso che il fatto di essere chiuso socialmente, e il "non aver avuto alternative" mi abbiano portato a questa situazione, forse questa giustificazione potrebbe apparire piuttosto 'scarna' agli occhi di chi difende leggittimamente la propria posizione dell'"essere gay dalla nascita"... Il fatto è che sono giunto necessariamente a questa conclusione, a pensare che così deve per forza essere, per rendere la situazione meno pesante nei miei confronti...

Gaysha: (Almadel prima?) Il tuo modo di dare risposte così secche e inesorabili manda nello sconforto me e tutti quelli che si trovano nella mia situazione... ma almeno aiuta a confrontarmi con la realtà del problema:

Io vi dirò, forse non avrei problemi ad accettarmi come "diverso" ma il problema è sempre il perché di questa diversità

Marco7: non penso che sia la soluzione giusta... A parte che non ho finanze adatte, la terapia potrebbe eolo "aiutarmi ad accettare l'eventuale omosessualità: cosa che io forse accetterei autonomamente... se provenisse da me

Clem: so di non trovare risposte qui, il motivo perché sto scrivendo qui, così in modo anonimo e per confrontarmi con altri,  visto che non ho il coraggio di farlo dal vivo...

Rui: la cosa che temo di più è questa: adesso la situazione è tranquilla, nel senso vivo in una città piuttosto piccola e gli unici gay che conosco di vista sono fastidiosamente effeminati da essere sopportati, ma già so che non appena mi dovessi trovare di fronte ad un ragazzo, non so, con cui ho qualcosa in comune, disponibile,  ecc. me ne innamorerei, ed è questa la mia paura: vivere una vita in una situazione socialmente scomoda, senza possibilità di fondare famiglia (avere figli), con una serie infinita di persone pronte a darti in testa... So bene che non mi dovrei preoccupare, ormai non do più conto ai giudizi delle persone, ma questo è quanto: io NON voglio dover ritrovarmi a vivere qqueste situazioni, non sono stato io a volerlo, Non è semplicemente giusto in qualunque prospettiva llasi consideri.

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io penso che se tu ora ritieni d non seguire il mio consiglio perchè non ti senti di farlo fai bene. chissà che tra alcuni anni cambi idea.

 

forse anche solo il continuare a scrivere su questo forum e a dialogare con altre persone può aiutarti.

 

riguardo al fatto che temi di vivere socialmente discriminato io penso che più passa il tempo e meno discriminazione c'è per i gay. Hai 18 anni e sei giovane. se renzi mantiene le promesse anche l'italia avrà una legge sulle unioni civili e vedrai che con essa anche il clima in italia per i gay inizierà a migliorare.

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Rui: la cosa che temo di più è questa: adesso la situazione è tranquilla, nel senso vivo in una città piuttosto piccola e gli unici gay che conosco di vista sono fastidiosamente effeminati da essere sopportati, ma già so che non appena mi dovessi trovare di fronte ad un ragazzo, non so, con cui ho qualcosa in comune, disponibile,  ecc. me ne innamorerei, ed è questa la mia paura: vivere una vita in una situazione socialmente scomoda, senza possibilità di fondare famiglia (avere figli), con una serie infinita di persone pronte a darti in testa... So bene che non mi dovrei preoccupare, ormai non do più conto ai giudizi delle persone, ma questo è quanto: io NON voglio dover ritrovarmi a vivere qqueste situazioni, non sono stato io a volerlo, Non è semplicemente giusto in qualunque prospettiva llasi consideri.

Aol, tu ripeti a te stesso che "la vita degli altri è migliore", "vorrei fare le cose come fanno tutti", vivi con ansia il rapporto con gli altri, e lo sai perchè? Perchè non conosci gli altri, vivi come spettatore della vita, perchè se li conoscessi davvero ti renderesti conto che ognuno ha il suo fardello, il suo dolore. La vita non è facile per tutti (anche per gli etero), ma ciò non significa che la vita non può darti grandi momenti di gioia vera. Chi li ottiene è perchè si apre al mondo, si mette in gioco, supera la paura. Oltretutto la paura ti porta a giudicare la vita delle coppie gay come infelice, tormentata, ti assicuro che non è così, proprio perchè tu non hai la minima idea di cosa sia amare una persona sapendo che quella persona rimarrà accanto a te per tutta la vita. Vivi di ipotesi, invece di fatti, ti rifiuti di fare esperienza d'amore perchè non ne hai mai ricevuto, ti rifiuti sostanzialmente di vivere. Il che non va bene, e lo sai anche tu, questa situazione non può andare avanti, ti distrugge dentro e magari ti fa sperare che un giorno tu riesca a trovare il coraggio di mollare tutto... è una cosa comune a tutte le persone che hanno vissuto esperienze simili alla tua. Ma ciò che ci trattiene qui, ciò che ti ha spinto a scrivere anche questo post, è la dimostrazione che invece, come tutti gli esseri umani hai una gran voglia di vivere...perchè lo sai benissimo che la vita offre sempre delle possibilità, proprio perchè ognuno possiede il libero arbitrio. La possibilità di essere felici è sempre lì, dietro l'angolo, spetta a noi fare delle scelte, i passi si fanno poco alla volta, ma si fanno. Ti senti ferito ed è normale che pretendi che qualcuno ti "salvi", ma ci sono tante persone ferite come te che pretendono lo stesso, ecco perchè è importante che tu smetta di fare supposizioni negative e inizi a fare un piccolo sforzo affinchè ci si possa "incontrare".

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@aol  sei molto giovane , non devi arrenderti , al giorno d'oggi (lo so mi ripeto) ci sono molti più mezzi per confrontarti ed essere aiutato.

Usa questo forum per confrontarti ed esprimere i tuoi timori, io ho subito in famiglia , sopratutto da mio padre (tra l'altro in modo del tutto inconsapevole da parte sua) una violenza psicologica tale  da arrivare a pensare addirittura di essere l'unico gay al mondo, provando un senso di solitudine interiore totale, al punto di accantonare la mia identità  per molti moltissimi anni mettendola in un angolo buio della mia anima!

La forza per reagire è in ognuno di noi ed ognuno di noi ha percorso un cammino diverso per accettarsi e vivere se non felice serenamente.

Io alla fine ci sono riuscito!

Il fatto è che  anche se in forma anonima ti sei confidato con noi devi interpretarla come una cosa positiva , vuol dire che stai prendendo coscienza di ciò che sei e vuoi essere, quindi faccio il tifo per te!

Un abbraccio   

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Caro aol, ciò che hai subito da tuo fratello è terribile, però penso che l'aiuto di uno psicologo non possa far altro che giovare alla tua situazione. ci sono dei consultori dove puoi parlare con dei bravissimi psicologi gratuitamente, l'unica cosa da fare è trovare coraggio e andare. non è mai troppo tardi per prendere la propria vita in mano, non guardare solamente da spettatore, vivila, senza paura e senza timore, senza preoccuparsi del giudizio della gente. con un pò di coraggio e con l'aiuto di qualcuno avrai la forza per riuscire a superare tutte le tue barriere..

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solo due precisazioni: non è che ti abbiamo detto che omosessuali si nasce tanto per consolarti, ma perché é la semplice realtà dei fatti, anche se tu non la accetti e preferisci dare la colpa ad un fattore esterno.

 

Comunque l'alibi che ti sei creato da solo è, oltre che assurdo, anche indice di omofobia interiorizzata... Non a caso gli omofobi, e solo loro, sostengono che gay si diventa in base ad esperienze e compagnie"sbagliate".

 

Sul fatto che tuo fratello abbia avuto ragazze: conosco gay sposati e con figli grandi, famiglie create appositamente per costruirsi un alibi, versi gli altri, e verso se stessi, e non é quindi garanzia di eterosessualità.

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@aol

Scusa la franchezza ma a 14 anni non potevi sottrarti alle sue avances? Una cosa è avere 10 un'altra 14. Ma ti piaceva avere rapporti con lui? Lo vedo un po strano fare una fellazio contro voglia. Altra cosa. Quando hai sogni erotici lui è ancora presente?

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@aol

Scusa la franchezza ma a 14 anni non potevi sottrarti alle sue avances? Una cosa è avere 10 un'altra 14. Ma ti piaceva avere rapporti con lui? Lo vedo un po strano fare una fellazio contro voglia. Altra cosa. Quando hai sogni erotici lui è ancora presente?

potevi evitare di trolleggiare in questo topic...

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A me non sembra una trollata, ma una domanda legittima e ovvia,visti i fatti narrati. A 13-14 anni non si è bambini stupidi ed inermi, inoltre non parliamo di violenze perpetrate da un adulto, che avrebbe potuto rivolgere minacce concrete alla vittima... Non capisco quindi nemmeno io il perché di tale passività (inteso come mancanza di reazione)...

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si chiama accondiscenza... io penso che a quell'età, con quella storia alle spalle, in quel preciso contesto sociale, non può essere altrimenti. Una persona che non si accetta non può che essere accondiscente, perchè non ha sviluppato un senso di dignità e di autostima che gli permettano di opporsi a qualcosa, forse perchè non conosce neanche altre realtà affettive, la realtà gli appare piatta. Anche la scoperta del sesso in età prematura, quasi per "gioco" perverso, ha reso le cose complicate, sec me il "discorso" calza. Che poi alla fine la maggior parte delle persone che vengono abusate finisce così, nello stato di accondiscenza. Cmq il fatto che abbia scritto in questo forum è un passo enorme.

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@ben81 sono d'accordo con te ma la domanda sui sogni erotici sembra anche a me francamente eccessiva ed inappropriata… 

appunto, è il modo con cui è formulata la domanda che fa schifo... e poi è un troll, punto.

Edited by Rui
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si chiama accondiscenza... io penso che a quell'età, con quella storia alle spalle, in quel preciso contesto sociale, non può essere altrimenti. Una persona che non si accetta non può che essere accondiscente, perchè non ha sviluppato un senso di dignità e di autostima che gli permettano di opporsi a qualcosa, forse perchè non conosce neanche altre realtà affettive, la realtà gli appare piatta. Anche la scoperta del sesso in età prematura, quasi per "gioco" perverso, ha reso le cose complicate, sec me il "discorso" calza. Che poi alla fine la maggior parte delle persone che vengono abusate finisce così, nello stato di accondiscenza. Cmq il fatto che abbia scritto in questo forum è un passo enorme.

 

La categoria di persone alle quali ti riferisci è che solitamente sucisce abusi da parte di adulti, adulti che spesso hanno pure certa autorità su di loro, quindi, oltre a minacciarli di violenze reali, hanno anche un forte potere psicologico nei confronti delle vittime minorenni.

 

Qui parliamo invece di un rapporto da fratelli, addirittura quasi coetanei, e quindi di un rapporto paritario.

 

L'utente sopra sarà anche stato troppo esplicito nella domanda, ma provate a pensare a voi stessi a che so, 13 o 14 anni: se un vostro coetaneo o quasi, parente o meno, avesse tentato di farvi fare una fellazio, gliel'avreste fatta? Io, ripensando a me a 14 anni, ma anche prima, posso affermare che quantomeno lo avrei aggredito, glielo avrei morso, e/o lo avrei sicuramente anche sputtanato per il tentativo di violenza, come del resto mi sono sempre ribellato a semplici soprusi, figuriamoci in casi così gravi... ecco perchè parlo di una passività per me inconcepibile.

 

Comunque non so se reati del genere vadano o meno in prescrizione, oltre al fatto che anche chi abusava era minorenne... ma a sputtanarlo fa ancora in tempo...

Edited by ben81
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NamelessDreamer

Mi dispiace tanto per la tua storia...
Io non ho subito nessuna violenza, eppure sono gay. Anche tu lo sei, semplicemente perché sei nato così. La violenza esercitata da tuo fratello ti ha segnato profondamente, ma non è stata la causa della tua omosessualità.
Prima lo accetti e prima starai meglio. Devi farlo per te stesso, non pensare agli altri!
 

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Constato ancora, con mestizia, che il principio 'etero o gay si nasce e non si diventa' è più vivo che mai
E allora ripeto ancora una volta le mie posizioni
Non c'è nessuna prova scientifica dell'orientamento sessuale già definito alla nascita
Si parla e si studia sempre di più la predisposizione genetica, il che è ben diverso
Sembra avere un ruolo incisivo anche l'ordine delle nascite (avere fratelli maggiori maschi, che siano uno due tre o più)
Non esistono però prove scientifiche che escludano l'influenza delle esperienze post-parto
Ovvero non esistono prove scientifiche per cui 'etero o gay si nasce e non si diventa'
Anzi semmai il modello più accreditato è quello bio-psico-sociale

Che non si applica solo all'omosessualità devo dire, ma anche a tante caratteristiche umane

Detto questo, le teorie sull'abuso più seguite dicono che, in caso di violenze di un maschio su un altro maschio, è più probabile che accada che chi subisce violenza sviluppi disgusto verso i maschi, piuttosto che il contrario.

Un altra cosa, mi sembra che tu debba dire a te stesso sono in questa situazione ma non l'ho voluta io
Guarda che anche chi è etero, non lo è perché lo ha voluto lui
E nemmeno chi è bisessuale, e nemmeno chi è trans
Stai passando molto tempo a pensare alle cause di ciò che sei
Ma le cause non sono semplici e probabilmente non si esauriscono in ciò che è accaduto con tua madre né con tuo fratello
Fissarti con le cause della tua attrazione per i maschi però sicuramente ti permette di non dover pensare alle conseguenze
Invece secondo me cominciare a pensare alle conseguenze sarebbe molto utile, magari aiutato da uno psicologo, magari esperto
 

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