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Napolitano: cittadinanaza per i figli di immigrati nati in Italia


Fabio Castorino

  

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  1. 1. Dare la cittadinanza ai figli degli immigrati nati in Italia

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Fabio Castorino

Il Presidente della Repuibblica Giorgio Napolitano, ha definito "una follia" che i bambini nati in Italia e figli di stranieri non abbiano la cittadinanza italiana, ed ha invitato il Parlamento a provvedere con una legge.

Le forze politiche si sono divise: favorevoli il centro-sinistra e il terzo polo, contrari sia il PdL, che minaccia di far cadere il governo Monti se si occupertà della questione, e la Lega, che minaccia addirittura "barricate nelle piazze".

 

http://www.corriere....81e7faa5e.shtml

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Così tutte le furbette immigranti clandestine che arrivano coi barconi a Lampedusa, belle gravide, avranno un figlio italiano.

Casomai io chiederei il parere del popolo con un bel referendum, altro che legge approvata prima di Natale. Ma stiamo scherzando? E' una cosa che DEVE ottenere il consenso della popolazione, visto che riguarda più noi cittadini che lui presidente.

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Certo perché una è così furbetta a subire una cosa così leggera e senza conseguenze come una gravidanza, lo fa proprio solo per fregare gli italiani...

 

Io sono completamente favorevole, essere cittadini comporta anche doveri, non solo diritti, non dimentichiamocelo.

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Trovo che sia una proposta giustissima, è pieno di ragazzi che sono italiani di fatto ma non di passaporto. Tuttavia non mi sorprende affatto che la Lega sia contraria.

Krypto potresti fare un elenco di cose negative che potrebbero succedere a chi italiano è già?

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Non sarà una cosa architettata a tavolino, ma avere un figlio italiano è sicuramente un vantaggio non indifferente che molte potrebbero sfruttare se la questione andasse in porto.

Comunque non saprei esprimere la mia posizione netta, perché è una cosa molto delicata, e per questo io credo sia giusto ottenere il consenso dei cittadini, per non creare eventuali disappunti e/o intolleranze poco gradite.

 

@Lum non ho detto che sia una cosa DANNOSA, ho detto solo che potrebbe essere sfruttata, e che si tratta comunque di una cosa delicata da non prendere così alla leggera.

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Forse per esprimere meglio il mio punto di vista devo fare un distinguo.

 

Io farei una scissione tra i figli d'immigrati che hanno un lavoro e che sono integrati, rispetto ai figli d'immigranti che non lavorano.

NOTA: Non è un discorso discriminatorio, è un discorso basato su una realtà oggettiva.

Un figlio di un immigrato regolare e che si sostenta economicamente è giusto che diventi immediatamente italiano, in modo tale da evitare noiose e tedianti pratiche burocratiche infinite. Le cose s'agevolerebbero per tutti.

Tuttavia, la cosa andrebbe analizzata meglio in caso di figli di immigrati che non lavorano. Perché questo discorso apparentemente discriminatorio? Per il semplice fatto che si immetterebbero nel sistema italiano nuovi bambini che non hanno una base d'appoggio in Italia (con tutti i problemi annessi che potrebbero facilmente creare disappunti - come ho detto prima) e che, per volere delle leggi europee, dovrebbero essere espulsi vista l'assenza di un sostentamento economico proprio.

 

A parer mio, la cosa è piuttosto delicata e da non prendere alla leggera anche per questo motivo (come ho già espresso prima).

 

E aggiungo, che per far sì che questa legge sia approvata, bisogna ricorrere ad una modifica della costituzione, la quale permette l'acquisizione della cittadinanza per nascita SOLO in caso di genitori apolidi (e non con diversa cittadinanza).

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Messa così la cosa, non vedo cosa c'entrino i cittadini italiani. Perché fare un referendum su qualcosa che a loro non tocca direttamente? (mentre tu hai detto che tocca i cittadini prima).

Inoltre, scusa ma la questione non sta in piedi. Il permesso di soggiorno è legato al lavoro, se uno in seguito lo perde ricade nel caso di cui sopra, quindi o a tutti o a nessuno... Non è che a un bambino puoi ritirare la cittadinanza se i genitori perdono il lavoro.

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Sì inizialmente ho fatto confusione! Intendevo dire che siccome la cosa riguarda tutti i cittadini sarebbe stato corretto ottenere il consenso. Ma mi sono poi reso conto che in via prioritaria bisogna guardare la questione dal punto di vista economico e legale.

Lum, io ho riportato solo ciò che dice la legge, previsto addirittura dalle leggi comunitarie. E' una norma, prevista anche dalla stessa costituzione italiana, che andrebbe rispettata se si vogliono fare le cose in maniera consona. Bisogna prima modificare la costituzione e poi far proseguire l'iter legislativo per questo disegno di legge.

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Io sarei anche d'accordo da una parte con il concedere la cittadinanza ai nati in Italia ma con genitori stranieri.. è una situazione che succede in alcune parti del mondo (Argentina se non ricordo male e alla fine concedono il doppio passaporto), ma dall'altra io metterei delle condizioni: il bambino deve comunque dimostrare che farà un qualcosa di bene all'Italia, sia per se stesso che per gli altri e allo stesso tempo rispettare le tradizioni e le regole italiane senza contravvedere in qua e là pretendendo di essere rispettati come se fossero al loro paese di origine, in base alla loro religione.

Mi spiego: a Pisa ci sono moltissimi rom che vanno a chiedere l'elemosina, sia grandi che piccini. Fin qui non penserei a nulla di male se non che sono disperati ecc.. ma molte volte sono proprio "furbi", vanno ai semafori a chiedere l'elemosina oppure a rubare mettendo le mani dentro i finestrini (è successo un sacco di volte) e non lo fanno solo per sfamarsi.. ma perché per loro è come se fosse una tradizione, il padre non lavorerà mai, non cercherà mai di fare qualche lavoretto serio per mandare i figli a scuola per imparare un lavoro, o per avere una possibilità di futuro migliore rispetto ai genitori.. questi non lo fanno, addirittura se intervengono i servizi sociali per portarli a scuola, i genitori si oppongono e poi li mandano a rubare. Questo è quello che succede a Pisa.

Altro esempio: la famosa polemica del crocifisso, io premetto di non essere religioso, ma rispetto chi lo è, io sono perfettamente d'accordo sul togliere il crocifisso dai luoghi pubblici perché non serve a niente, l'Italia dovrebbe essere uno stato laico ecc.. eppure se vengono qui quelli appartenti ad altre religioni (per quanto in Italia ci sia la libertà di culto, a differenza di molti stati islamici, tra cui l'Iran) hanno sempre da ridire, si dicono offesi, vorrebbero che si facesse come a casa loro, essere trattati da ospiti ecc.. e questo sinceramente mi dà fastidio, dovremo essere tutti uguali ma non lo fa nessuno, pure loro e quindi non compatiamoli ;)

 

Alla fine io vengo tacciato di razzismo, giustamente, ma almeno io non li uccido mentre sarebbe la prima cosa che mi farebbero se andassi a Teheran e dicessi "Gesù mi ama" (si.. mi e non vi). Quindi.. cittadinanza italiana, ok, ma devono volerlo e guadagnarsela.

Da una parte invidio gli USA che ti dicono espressamente all'Immigration: "Non hai nessun diritto ad entrare negli Stati Uniti d'America", la possibilità si, ma il diritto no.

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Io sarei anche per concedere il voto alle elezioni amministrative per gli immigrati che risiedono da alcuni anni nel comune in cui si svolgono, anche se non sono italiani. Dato che le tasse (=doveri) le pagano, è giusto che abbiano la possibilità di scegliere (=diritti) come vengano usati i loro soldi.

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Quindi agli italiani che rubano o delinquono togliamo la cittadinanza? Ma ci rendiamo conto di quello che dite? Come si fa a dire a un neonato "ti diamo la cittadinanza però devi fare qualcosa per il bene dell'Italia"?

Dare la cittadinanza tra l'altro poterebbe a un maggior processo di integrazione.

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Appunto per questo dare la cittadinanza ad un un bambino appena nato inevitabilmente si riflette sui propri genitori!

In caso di immigrazione clandestina, come la metti, Lum? Automaticamente un genitore immigrato clandestino (e sottolineo clandestino) potrebbe far leva su questa cosa per rimanere in Italia - come ho specificato nel mio primo post - (a meno che non decida di dare in adozione il nascituro). L'immigrazione clandestina è illegale, per definizione.

Quindi o genitori sono integrati, e la cosa si rifletterebbe sul nuovo nascituro cittadino italiano in maniera positiva (doveri, diritti, etc), altrimenti la cosa andrebbe MOLTO ponderata.

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Attualmente comunque possono chiedere la cittadinanza al compimento dei 18

anni, previa domanda, sulla base del fatto di essere nati in Italia e aver risieduto

nel paese con stabilità ( cosa che non è detto sia facile...in concreto ) i 3 requisiti

sono questi: nascita+stabile residenza+18 anni

 

Il fatto di avere un figlio minorenne già si riflette sullo status dei genitori, nel senso

che non sono espulsi i genitori clandestini nel caso in cui l'esplusione possa compromettere

lo sviluppo psico-fisico del bambino: ad esempio si riconosce il diritto alla bigenitorialità nel

caso di un genitore col permesso ed uno senza, per non dividere la famiglia.

 

Il problema di un cambiamento quindi si porrebbe solo nel caso di genitori entrambi clandestini

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Lum gli italiani di per sé pagano per certi servizi e se sgarrano vengono (dovrebbero essere) arrestati. I clandestini, per quanto riguarda i servizi, non pagano, e molte volte è una cosa voluta dei genitori (vedi l'esempio dei rom che ho fatto) quindi a regola dovrebbero essere espulsi allo scadere del permesso di soggiorno se non hanno trovato un lavoro. E' ovvio che tutto si ripercuote sul neonato. Quindi a cosa serve la cittadinanza italiana in sé?

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A parte che i clandestini non credo abbiano tutto questo interesse ad andare a registrare la nascita di un figlio, proprio perché sono clandestini. Alla domanda ha risposto in parte Hinzelmann.

In secondo luogo, la maggior parte dei Rom non sono clandestini...

Terzo, non mi risulta che i clandestini non vengano arrestati/perseguiti in caso di violazione di legge, per cui non capisco a cosa vuoi arrivare. Gli italiani pagano per i servizi, i clandestini no, perché non ne usufruiscono! Soprattutto ora che esiste il reato di clandestinità, non arrischiano per esempio ad andare in ospedale per paura di essere denunciati, quindi di nuovo non capisco di cosa stiamo parlando.

Senza contare che, a parte tutto, la maggior parte degli stranieri è in Italia legalmente ed è soprattutto a loro che sarebbe rivolta la legge. Anche perché i clandestini difficilmente si muovono con la famiglia.

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Tra le altre cose, non vorrei sbagliarmi, ma i minorenni nati in italia possono chiedere di ottenere la cittadinanza solo appena compiuti i 18 anni, in caso contrario diventano immediatamente clandestini senza neppure dargli un lasso di tempo per richiedere il permesso di soggiorno.

 

Ad ogni modo, considerando che abbiamo molti italiani (la lega, tanto per dirne una) che non si sentono italiani e che sfruttano il fatto di essere italiani solo quando gli fa comodo, e però quelli sono italiani anche se si puliscono il didietro con la nostra bandiera, perchè allora non dovrebbero essere italiane persone nate e cresciute in Italia, che parlano italiano e magari pure il dialetto, e che probabilmente si sentono molto più italiani della prima categoria?

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Io ho sentito storie allucinanti di giovani figli di immigrati che, ormai completamente integrati in Italia, e con una vita da italiani a tutti gli effetti, hanno rischiato di non avere la cittadinanza magari per aver fatto un viaggio nel loro paese d'origine, o che non potevano tornare d'estate dai loro parenti perché non sapevano se avrebbero potuto rientrare, eccetera. Magari ti muoiono i nonni in Pakistan senza che tu li rivedi, perché se lasci l'Italia rischi di perdere tutto quello che hai costruito nel frattempo.

A me queste cose sembrano inumane, è davvero "follia" che la legge sia ancora così rigida e arretrata rispetto alle esigenze reali delle persone, ci vuole sicuramente una revisione.

 

Detto questo, il problema sollevato da Krypto esiste in questi termini: cosa succede quando i figli hanno la cittadinanza e i genitori no?

Se è vero che "non sono espulsi i genitori clandestini nel caso in cui l'esplusione possa compromettere lo sviluppo psico-fisico del bambino", come scrive Hinzelmann, non trovo differenza tra

 

genitori senza cittadinanza e figlio senza cittadinanza

genitori senza cittadinanza e figlio con cittadinanza.

 

In entrambi i casi un figlio sarebbe una buona "scusa" per restare in italia.

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E poi smettiamola di fare i buonisti, per favore.

Già lo Stato ha poche risorse, poi se questa notizia prendesse il largo, arriverebbe un'orda di migranti provenienti, chessò, da Libia e altri PVS e basterebbe che sfornassero un individuo qui in Italia perché esso abbia tutti i diritti di un cittadino italiano. Tutto ciò comporterebbe il diritto alla sanità, alla mutua, etc. etc... E chi le paga queste cose? Noi.

 

Tutto questo buonismo dilagante è disgustoso, oltre che essere totalmente fuori luogo. Posso capire la questione riguardante gli immigrati con figli che studiano, che sono integrati da tempo nel tessuto socio-economico italiano, ma tutto questo andrebbe a ricadere per la maggiore sui figli degli immigrati non in regola.

 

E cara Lum, non c'è bisogno di registrare per forza un figlio se questa legge passasse, perchè è sufficiente che 10 donne gravide arrivino coi barconi in Italia (esempio) e partorissero qui per far sì che 10 nuovi bambini diventino cittadini italiani a SPESE NOSTRE. Cosa fai, lasci un bambino in mezzo alla strada solo perchè figlio di un clandestino? No, perchè infrangeresti i diritti dell'uomo!

Andate a raccontare queste storielle a qualcun'altro.

 

Quindi, se si vuole fare una legge che veramente porti del bene in Italia e non altre cazzate, è bene fare un distinguo e dare la cittadinanza a CHI gioverebbe in primis al sistema nazionale, ergo persone che studiano, che lavorano, che hanno costruito qualcosa qui in Italia, che si sono date da fare per integrarsi, eliminando del tutto noiosissime pratiche burocratiche.

 

Giusto per tirare in ballo l'UE, nessun altro paese dell'Unione Europea dà la cittadinanza così, a gratis. Prova ad andare in UK, o in Francia, e prova a chiedere una riforma del genere. Ti sputano in un occhio.

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Caro Krypto, se se stai male e vai in ospedale, ti curano anche se sei non sei cittadino italiano, lo sai sì?

E per tua informazione, il 90% di quelli che arrivano con i barconi predono il permesso di soggiorno per diritto d'asilo, per cui davvero di fare un figlio solo perché così sarà cittadino italiano non se lo sognano proprio. E tra l'altro di quelli che arrivano con gli sbarchi sono veramente pochi quelli che vorrebbero fermarsi in Italia.

I diritti dell'uomo esistono a prescindere dalla nazionalità, per cui, giustamente come dici tu, non si lascia un bambino in mezzo alla strada perché è figlio di un clandestino (ma ci sarebbe da discutere)... Per cui il fatto che il ragazzino in questione sia o non sia italiano non c'entra niente.

 

Ah e cmq in Francia è da secoli che si può avere la nazionalità nascendo sul territorio nazionale.

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@@Lum dopo che il nascituro ha compiuto 18 anni di età se ne è residente per almeno 5 anni dagli 11 in poi, però (risiedere per 5 anni comporta almeno un lavoro, una sistemazione - ergo integrazione, o per lo meno un sostentamento grazie a qualcuno). Puoi osservare qui, nel paragrafo "Filiazione o nascita", punto D.: http://www.associna....e=article&sid=8

 

E comunque, la situazione che hai descritto tu è quella attuale, non quella che potrebbe delinearsi se questa legge passasse.

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In entrambi i casi un figlio sarebbe una buona "scusa" per restare in italia.

 

Il fatto stesso che abbiamo una legge come la Bossi-FIni è il miglior incentivo per rimanere in Italia è in clandestinità.

Se viene reso praticamente impossibile entrare in un paese per vie legali, le persone non se ne stanno certo a morire fuori dall'Italia, supereranno le peggiori difficoltà pur di entrare, e vi rimarranno anche se non trovassero lavoro o le opportunità che speravano, proprio perché una volta usciti sarebbe difficilissimo rientrare

 

Se si vuole combattere la criminalità e tutto il mondo sommerso (inclusa l'economia) che sta dietro il business dei clandestini è necessario spingere queste persone a regolarizzarsi, in modo che per lo stato abbiano un identità ed esistano sulla carta.

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Se non sbaglio in Svizzera la prassi per ottenere la cittadinanza è ancora più difficile che qui in Italia, e questo mi sorprende essendo il paese elvetico storicamente più aperto verso l'estero e meno nazionalista di noi.

Io sono favorevole in parte, ovviamente non per i clandestini o chi viene apposta qui a partorire, ai 18 anni il ragazzo secondo me può scegliere, comunque ci sono casi di doppia cittadinanza (avendo lavorato in questi ambiti so che alcuni paesi fanno pagare parecchio).

Troppo permessivismo, e lo dico da persona di idee liberali e socialiste, porta ad una reazione esagerata all'opposto : il caso dell'Australia è da esempio, fino agli anni '60-'70 bastavano due (!) anni di lavoro sul territorio per prendere la cittadinanza, adesso esagerano all'opposto come reazione, se hai più di 45 anni non puoi trasferirti a meno che non sei molto ricco, perciò stiamo attenti.

Comunque dal punto di vista "numerico" l'immigrazione in Italia non è ancora una cosa rilevante, come numeri siamo più vicini ai paesi dell'est rispetto a Francia, Regno Unito, Scandinavia e date le nostre premesse economiche penso rimarrà così. L'ostilità secondo me è più data da una "chiusura" di base della popolazione italiana, che si avvicina molto alla mentalità dell'Europa orientale e dei Balcani (dove il nazionalismo è molto forte).

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Credo che l'Italia sia il Paese con meno immigrati d'Europa

e che questo numero sia destinato a calare.

Siamo un Paese troppo difficile e razzista per un migrante.

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Credo che l'Italia sia il Paese con meno immigrati d'Europa

e che questo numero sia destinato a calare.

Siamo un Paese troppo difficile e razzista per un migrante.

 

C'è anche ben di peggio di noi, l'Ungheria per dirne una ha pochissimi immigrati ma ha dato il 16% ad un partito apertamente nazistoide. Idem la Polonia, i Balcani e peggio di tutti la Turchia (in alcune zone anche i turisti stranieri vengono malvisti) :( .

Il razzismo è proporzionale a quanto un paese è rimasto arretrato economicamente, più è arretrato più è nazionalista (più che razzista userei questo termine). Il nord Europa, il Regno Unito, Francia, Irlanda, ecc... hanno già superato da tempo questi problemi, è questione di tempo.

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