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oramai anche gli americani sono scesi in piazza contro la casta, la mancanza di lavoro e contro banche e i potenti del mondo. tutti è iniziato in Spagna, poi è venuta la Grecia, poi le ribellioni ai potenti del popolo egiziano e libico. Insomma il mondo si sta muovendo e noi italiani?

 

da tempo in italia ci sono piccole cellule di indignados che lavorano ma con scarsissimo risultato...si organizzano eventi a cui purtroppo solo pochissime persone partecipano. Eppure in giro tutti si lamentano...

 

Insomma cosa si deve fare per smuovere un paese come il nostro???

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Fabio Castorino

Non credo che queste rivolte degli indignados riusciranno a produrre dei grandi risultati a livello politico, almeno che non si costituiscano in un partito, cosa che per ora non mi sembra abbiano intenzione di fare.

In regimi di democrazia rappresentativa, dove a prendere le decisioni sono un governo ed un parlamento eletti, movimenti popolari anche importanti, ma senza una rappresentanza politica, non riescono ad incidere sulle decisioni politiche

In Spagna, dove il movimento è nato, l'insofferenza verso il governo socialista in carica porterà al potere i popolari, che certo non faranno politiche rispondenti alle richieste degli indignados.I sostenitori degli indignandos, d'altronde, non avendo un partito da votare, probabilmente se ne staranno a casa il giorno delle elezioni. Stesso discorso per gli USA, dove il malcontento per la crisi favorirà i Repubblicani ultraliberisti e anti-tasse. Anche lì chi sostiene le proteste anti- Wall Street probabilmente diserterà i seggi.

 

Di tutt'altro tenore sono invece le rivolte che sono esplose in Nordafrica, che avevano lo scopo di abbattere un sistema politico, e hanno secondo me poco in comune con le proteste europee e americane, che si limitano ad esprimere un malcontento per la crisi, ma non vogliono rovesciare la democrazia parlamentare.

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sicuro sono due realtà politiche diverse e non comparabili; solo che vedo il popolo in rivolta (sterile?) contro il sistema (nel caso europoeo contro la casta americano contro i "regimi"). Per gli usa europa il problema e trovare dei sotituti alla classe politica, da cio una marea di non voto futura.

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Il "non voto" direi che è l'ultimo problema dell'Italia.

Penso che siamo il Paese Occidentale con più persone alle urne.

 

Il Partito Socialista post-Zapatero ha praticamente fatto sue

tutte le proposte degli Indignados.

Negli USA le richieste sono molto banali:

mettere in galera i manager che hanno innescato la crisi.

 

Perché in Italia non c'è una rivolta contro il Governo?

Perché da un lato ci sono le elezioni (che in Africa non c'erano),

dall'altro tutti sanno che puoi anche bruciare l'Italia

ma tanto in Parlamento Berlusconi si compra i voti.

 

In molti crediamo che una rivolta in Italia

verrebbe strumentalizzata dalla Destra.

Infatti gli Indignados ci sono soltanto

quando c'è la Sinistra al Governo (Obama e Zapatero).

In Gran Bretagna le rivolte non sono politiche.

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Silverselfer

A novembre e dicembre dell'anno scorso gli studenti inglesi hanno fatto tremare Londra, non dimentichiamocelo.

 

Le stesse proteste degli studenti di dicembre a Roma sono state molto forti, compresa la guerriglia urbana scatenata il 22 (credo fosse il 22). Ma la cosa che personalmente mi ha impressionato più delle molotov, sono stati gli automobilisti che si fermavano e applaudivano, la gente alle finestre che facevano il tifo ... e i romani sono piuttosto indolenti verso le ragioni dei manifestanti (ci sono una media di tre manifestazioni a settimana).

 

I giovani non so dove siano finiti, ma la gente sta ancora per strada. Abbiamo appena raccolto in un solo municipio quasi duemila firme in piena canicola estiva. Quindi non mi sentirei di dire che in Italia non c'è indignazione, non si sono gli studenti in piazza, questo è vero. Però ci sono parecchie mamme e papà e questo non fa onore ai giovani.

 

In Israele si vota è c'è al governo una destra assai poco incline alle rivendicazioni sociali, eppure il paese ha manifestato come non mai, scendendo in piazza per chiedere le stesse cose che chiedono tutti.

 

Trovo semplicistico e anche un po' cinico quando si sente ridurre tutto a una questione di privilegi. Qui si stanno scardinando i principi fondamentali su cui si sono rette le democrazie occidentali. La scuola pubblica per esempio, e in Cile gli indignati l'hanno spuntata, anche lì su un governo di destra. E poi il lavoro. Landini a Piazza Navona durante l'ultimo sciopero generale, ha detto una cosa molto giusta "Se un lavoratore non riesce più a vivere del suo stipendio, allora c'è qualcosa che si è rotto".

Bisogna domandarci cosa si è rotto ...

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Non c'è più niente da domandarsi, le risposte le vediamo già tutte nel quotidiano. E' ora di andare davanti a Montecitorio e Palazzo Madama e riprendersi l'Italia.

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bah, mi pare che le persone che si lamentano, si lamentano a prescindere... senza proporre una soluzione migliore.

insomma rumore e nulla di fatto... per i vari indignados...

questo è il mio parere.

 

mi è capitato a volte di sentirmi dire che tratto la gente come se fosse scema, che dico a ognuno cosa deve esattamente fare in ogni minimo maniacale dettaglio, come un despota... però poi abbiamo successo...

è forse un prezzo troppo grande da pagare ? e dire che non lo faccio perché mi piace, anzi mi richiede di spendere più risorse... comportarmi da control freak...

a volte invece ignoro tutti, lascio andare le cose autonomamente, in genere con mediocri risultati... e spesso ottenendo un disastroso fallimento... il che non fa piacere alla gente... eppure è così, o ci si organizza e si rispettano certi dettami, o si fanno le cose a cazzo perché no, la gente non vuole sbattersi... e si deve accettare che in questo caso si può anche fallire perdendo tempo e risorse... tempo e risorse che non si sarebbero sprecate ascoltando le direttive di una persona che non ha mai voluto fare il despota, ma è semplicemente stata una persona volenterosa di accollarsi l'onere organizzativo.

 

io vedo solo un dibattito fine a se stesso, senza soluzione.

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Silverselfer

La piazza è solo l'ultimo passo di un percorso lungo dove c'è gente che si sbatte per organizzare degli eventi che non gli porteranno soldi in tasca, anzi, i soldi ci si rimettono. In ogni modo, non è di questo che si parla, anche perché il disocrso sarebbe lungo.

 

Ora si è scoperto che quelle donne nella maglieria su cui è crollata la palazzina di Barletta che era stata dichiarata pericolante, lavoravano a nero per 4 euro l'ora.

 

Quello che trovo davvero orribile è che anche dopo, mentre si cercava di tirarle fuori, c'è stato chi ha aspettato per dire quante donne pensava che ci fossero li sotto.

 

E oggi stiamo invece parlando tutti del rilascio di Amanda Knox.

 

In un paese dove solo 670 cittadini dichiarano più di un milione di euro di reddito annuo e si muore per 4 euro l'ora, cosa deve accadere ancora per indignarsi?

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  • 2 weeks later...

Ho visto le interviste in diretta agli indignati italiani. Una massa concentrata di idioti, mi spiace.

Perchè sei indignato? attimi per pensarci, una frase fatta poi prendono forza e hanno una idea, un nemico famoso!

<<Per il governo, Berlusconi. No non per il governo, tutta la classe politica, sì tutta la classe politica.>>

il giornalista si sposta un poì più in là:

<<Per tutto>> Ma contro chi ce l'avete? <<La lega, soprattutto la lega>>

<<Per il sistema, questi quattro capitalisti che dettano le regole>>

<<Perchè non possiamo più fare le scelte che vogliamo, da quando siamo nati, non siamo più liberi>>

Perchè avete sciarpe e caschi?

<<Per ricevere le botte che ci daranno>>

Alla faccia dellla lotta del proletariato, ci sono "ricchi" residenti che si sono trovati con le auto incendiate, tra le lacrime e la rabbia.

Probabilmente sono il sacrificio necessario.

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Alla faccia dellla lotta del proletariato, ci sono "ricchi" residenti che si sono trovati con le auto incendiate, tra le lacrime e la rabbia.

Probabilmente sono il sacrificio necessario.

 

Già. Ogni volta che vedo bruciare e distruggere - soprattutto quando non si tratta di vetrine di banche, ma di proprietà di semplici cittadini, o arredo urbano che è della collettività... - penso subito ai disagi e alle spese che dovranno sostenere persone che non c'entrano un cavolo con le ingiustizie capitalistiche e balle varie, e che anzi magari ne sono a loro volta vittime...

 

Ed ecco che in italia arrivano sempre i black bloc a rompere le scatole ...

Non ho mai capito se distruggendo tutto pensano che cambi qualcosa o se lo fanno per divertimento :(

 

...magari lo fanno perché qualcuno gliel'ha detto... (Kossiga docet)

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io non solo ci sono stato e credetemi è stato davvero qualcosa che somigliava a una guerra, però mi sono scornato fino a qualche minuto fa anche con quanti non volevano ammettere che la stragrande maggioranza di quelli che manifestavano non erano lontanamente assimilabili agli indignati del resto del mondo.

 

Mi sono trovato a passare davanti alla stazione della metro Anagnina verso l'una e ho visto arrivare una decina, dico dieci, torpedoni che hanno scaricato con tanto di scorta di vigili urbani che bloccavano il traffico, una marea di bandiere rosse corredate di falce e martello e bandiere della palestina, con tanto di kefiah al collo e tutto il corredo di militante della sinistra antagonista. Ora mi sono sentito dire che non potevo certo pretendere di dare io la tessera a chi voleva venire a manifestare, oppure che certi "genuini" ragazzi di sinistra non possono che somigliare a se stessi, non come quelli del PDL che prima di uscire di casa fanno la lampada ... io ho risposto loro che non mi permetterei mai di pretendere che un ragazzetto si tolga gli innumerevoli piercing. ma che lasci la bandiera di partito a casa sì, quello lo pretendo. Come avrei gradito che non si lasciasse organizzare il viaggio dal partito.

 

Se qualcuno si domanda perché in un quadro drammatico come quello di oggi, io m'incaponisco su questo che può sembrare un dettaglio. Spiego che a Madrid a New York, come era già stato a Piazza Tahrir, non ci sono bandiere di partito. Questa notte a Porta del sol non sventolano quei vessilli delle "vecchie" ideologie. Il movimento degli indignati è apolide e sfido chiunque sia stato a Roma oggi a dire che il corteo non era un uniforme bandiera di partito. C'era quella dei Cobas, di rifondazione comunista e di Sel e poi qualsiasi altra roba fosse di colore rosso.

 

Sia chiaro che non me la prendo per questo, ma non voglio che si dica che questi erano indignati, altrimenti non avrebbero accettato di farsi mettere in mano quei simboli per diventare loro stessi degli spot elettorali ambulanti. Al NoBday erano tutti viola, eppure vi assicuro che la maggioranza dei manifestanti era militante di qualche partito, per lo più Idv e Sel.Ci fu anche quel primo scandalo per il palco che fu offerto da Di Pietro, ma proprio perché si voleva rimanere apolidi. Quanto sia giusto questo incaponirsi nel rimanere apolidi si può discutere, ma se è un precetto caratterizzante di un movimento, no ci si può presentare con una bandiera che ti mette in mano il partito.

 

Quindi quella di oggi a Roma non era la manifestazione degli indignati italiani ... probabile che in Italia gli indignati non esistano. Le ragioni? Che siano risucchiati dal gorgo dell'antiberlusconismo? Non lo so ...

 

Ora sento dire da molte parti che è stato tutto un complotto sullo stile cossighiano degli infiltrati. Boh, io ci credo poco. Tra l'altro hanno trovato spranghe di ferro e san pietrini acchitati a Piazza di Spagna e in altre zone del centro storico, quindi parte del piano dei facinorosi è stato comunque sventato, il che mi farebbe escludere il complotto di stato. Altri sostengono che i blackblok erano quelli di casa Pound, come se quegli altri della sinistra antagonista non fossero capaci di metter su una guerriglia urbana.

 

Insomma, io non lo so chi erano quelli là; però ho visto con i miei occhi quanto siano poco "professionali" i celerini. Non che ne avessi già avuto conferma in altre occasioni, ma oggi mi ha particolarmente stupito il piano di sicurezza in cui si sono mossi. Prima di tutto c'erano pochi agenti lungo il percorso, in altre occasioni meno a rischio, ne ho visti molti di più, forse anche eccessivi a volte, tanto che certe volte erano di numero superiore ai manifestanti! Oggi no. Prima di andare alla manifestazione sono passato davanti al ministero delle finanze, ho visto ben otto blindati della finanza, che sono grigi e riconoscibilissimi, quindi mi sarei accorto se li avessi rivisti in azione a piazza San Giovanni, ma non c'erano. Questo vuol dire che quegli agenti oggi, mentre Roma bruciava, se ne sono rimasti là a girarsi i pollici.

 

Seconda cosa che ho notato è che le stazioni metro di Manzoni e della stessa Piazza S, Giovanni sono rimaste aperte per tutto il tempo della manifestazione e anche durante le sommosse. Ora chi ha partecipato almeno a una manifestazione, lo sa che le stazioni della metro vengono sistematicamente chiuse per ragioni di sicurezza. Perché oggi sono rimaste aperte? Ma v'immaginate se la gente presa dal panico, cerchi riparo in una stazione della metro, li sotto finirebbe schiacciata, soffocata, senza via d'uscita come un topo in trappola.

 

In ogni modo, qualsiasi siano le ragioni di quanto accaduto, certo questo è un sintomo della degenerazione del costume politico, il quale non intercetta più gli umori della gente e questa è costretta a portare in piazza da sola le proprie istanze. Le quali spesso sono solo umorali, intuitive, perché la piazza non è razionale, non si può pretendere che un tal dei tali ti sappia rispondere le ragioni del suo dissenso, L'indignazione stessa è un sentimento istintivo che nasce dal disagio di vedersi scardinare dei valori in cui la democrazia occidentale si è sempre fondata, non ultimo "il lavoro" e l'istruzione pubblica.

Gli indignati come movimento rifugge ogni sorta di "portavoce" proprio perché vuole rimanere un'espressione di democrazia orizzontale: ognuno è portavoce del proprio dissenso.

 

Questa cosa della democrazia orizzontale io l'ho vista sfasciare il Popolo Viola, ora ridotto ad un arcipelago di gruppo locali che fanno al guerra alla pagina nazionale e bla bla ... Quindi non so quanto sia poi una buon idea, ma per ora regge e il fatto che certi slogan, tutti insieme, ne formano comunque una sorta di manifesto riconosciuto anche da politici ed economisti come Draghi, lascia ben sperare.

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Silver, io per la poca professionalità e lo scarso numero di agenti per la sicurezza ho due ipotesi, e non so quale delle due è peggiore:

1. la scarsa organizzazione era voluta

2. molti agenti non c'erano oggi perché sono di turno domani che c'è il derby.

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Lum, entrambi le tue ipotesi sono tragicamente attendibili.

 

Intanto oggi va in scena la morale televisiva stile Giletti. Secondo me questo è il vero tumore della cultura italiana: i volti televisivi che trasformano la realtà in prodotti mediatici commerciali. Ma è possibile che di tutto quello che è accaduto rimangano solo i cocci di una statua di gesso raffigurante una madonnina e la Meloni che dice "tutti in galera"?

 

Purospirito io ho ancora davanti agli occhi i celerini scappare come conigli davanti ai teppisti e, invece, caricare selvaggiamente i manifestati pacifici. La perfetta metafora di uno stato sempre forte con i più deboli e titubante con i potenti. Sono loro che spingono la gente a dire che se non ci fossero stati i violenti, oggi della manifestazione di ieri non ne avrebbe parlato nessuno. Lo so che questo non fa ridere, ma forse dovremmo proprio smetterla di riderci sopra ...

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Però è un peccato che una grande manifestazione che rivendica un cambiamento nell'organizzazione economica e sociale della nostra società (perché siamo sempre li, si manifesta contro le consiguenze nefaste della globalizzazione che ha arrichito pochi e impoverito molti, in tutto il mondo) debba essere rovinata dalla violenza. I responsabili di questa violenza non sono certo i dimostranti che pacificamente portavano avanti le loro ragioni, ma il solito gruppo di facinorosi vestiti di nero. Ricordo bene il discorso di Cossiga (cui si riferiscono Penna ed altri) su come risolvere il problema delle manifestazioni. Un discorso da brividi per il suo cinismo.

 

Riporto il link:

 

http://www.openpolis.it/dichiarazione/377970

 

Ecco, mi rifiuto di credere che le forze dell'ordine abbiano seguito i consigli di Cossiga per spegnere "democraticamente" nuove forme di terrorismo.

Del resto non siamo piu negli anni '70 e nessuno crede più nel cambiamento violento della struttura sociale ed economica o nella rivoluzione proletaria. Oggi si manifesta (credo) per un maggiore eguaglianza sociale ed economica, non per fare la rivoluzione comunista. Non penso proprio che si voglia portare un attacco al "cuore dello stato", come diceva uno slogan di quegli anni terribili. Si vuole solo che quel cuore batta in modo uniforme per tutti, e non più forte per i ricchi e più piano per i poveri. Per raggiungere questo scopo non è necessaria la violenza, si tratta semplicemente di scrivere nuove regole e costruire democraticamente una società più equa.

Ho apprezzato molto l'analisi di Silver, che era sul posto durante l'evento. E si, forse la presenza di certe bandiere ha dato un colore inopportuno ad una manifestazione che non doveva avere un riferimento politico, perchè era contro tutta la classe dirigente, mi sembra di capire. E probabilmente si è cercata di strumentalizzarla per i soliti fini anti-berlusconiani. E' duro ammetterlo anche da sinistra.

E poi mi chiedo: possibile che centinaia di migliaia di manifestanti, con l'aiuto delle forze dell'ordine, non siano in grado di isolare preventivamente questi black blok così da permettere agli altri di manifestare pacificamente per le loro sacrosante ragioni? Possibile che non ci sia un servizio d'ordine efficiente, da parte degli stessi manifestanti, quando si pianifica una manifestazione così importante? Possibile che questi black blok compaiano come dal nulla e nel nulla svaniscano dopo aver rovinato una manifestazione importante e dopo aver distrutto beni pubblici e privati, magari degli stessi cittadini pacifici che condividevano le ragioni della protesta?

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Purtroppo anche l'ipotesi di purospirito è validissima.

 

Un mio amico ieri ha partecipato alla manifestazione e ieri sera mi ha raccontato che alcuni manifestanti sono riusciti a bloccare un gruppetto di black block e consegnarli alla polizia.. sarà vero?

 

Cmq quando le manifestazioni si svoltano in violenza succedono sempre tragedie. Un ragazzo per allontanare quello che sembrava un fumogeno, ha perso delle dita della mano perché in realtà era un petardo...

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Il problema, akinori, è che questi indignati, hanno una grande pecca: non essere organizzati. A differenza dei black block, che lo sono sempre. E questa mancanza, dovuta anche alla grandissima affluenza, dipende soprattutto dal fatto che tante persone manifestano senza avere chiara in mente la motivazione per cui lo fanno. Si radunano intorno a degli slogan, a un'indignazione appunto, che non può essere considerata certo un criterio di cambiamento economico-sociale. Ma cosa chiedono gli indiginati? siamo sicuri che tutto ciò che urlano e pretendono sia la soluzione reale alla crisi di questo paese?

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no, tancredi, io credo che non sia quello il punto.

chi va a manifestare sa benissimo perchè ci va.

 

anche a me comunque sembra troppo strano che questi black blok arrivino all'improvviso e mettano k.o. la città per diverse ore. Enessuno gli dice niente. Anzi, è stato un manifestante a dire al resto del corteo "mandiamoli via".

ma devo essere io manifestante a mandarli via col rischio di rimanerci secco? e tu forza dell''ordine che cavolo stai a fare?

 

poi, voglio dire, non è la prima volta che manifestazioni degenirino in questo modo quindi di sicuro ci voleva più controllo.

 

purtroppo, e qui avete ragione, poi la polizia se la prende sempre col manifestante pacifico!!

 

oggi hanno fatto vedere come i b.b. abbiano attaccato anche la macchina della polizia, col rischio di ferire i poliziotti.

 

e mi indigna molto maroni che si limita a dire "quello che è successo è assolutamente normalissimo, dobbiamo ringraziare che non ci è scappato il morto". ambè... !!!!

 

e comunque, anche se non c'entra niente coi b.b. sono rimasta un po' male anche per l'episodio di Pannella.

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Mi sono trovato a passare davanti alla stazione della metro Anagnina verso l'una e ho visto arrivare una decina, dico dieci, torpedoni che hanno scaricato con tanto di scorta di vigili urbani che bloccavano il traffico, una marea di bandiere rosse corredate di falce e martello e bandiere della palestina, con tanto di kefiah al collo e tutto il corredo di militante della sinistra antagonista. ... (...)

 

Come avrei gradito che non si lasciasse organizzare il viaggio dal partito. (...)

 

Questa notte a Porta del sol non sventolano quei vessilli delle "vecchie" ideologie. Il movimento degli indignati è apolide e sfido chiunque sia stato a Roma oggi a dire che il corteo non era un uniforme bandiera di partito. C'era quella dei Cobas, di rifondazione comunista e di Sel e poi qualsiasi altra roba fosse di colore rosso.

(...)

 

Al NoBday erano tutti viola, eppure vi assicuro che la maggioranza dei manifestanti era militante di qualche partito, per lo più Idv e Sel.Ci fu anche quel primo scandalo per il palco che fu offerto da Di Pietro, ma proprio perché si voleva rimanere apolidi. (...)

 

Che siano risucchiati dal gorgo dell'antiberlusconismo? (...)

 

Ora sento dire da molte parti che è stato tutto un complotto sullo stile cossighiano degli infiltrati. Boh, io ci credo poco. Tra l'altro hanno trovato spranghe di ferro e san pietrini acchitati a Piazza di Spagna e in altre zone del centro storico, quindi parte del piano dei facinorosi è stato comunque sventato, il che mi farebbe escludere il complotto di stato.

Altri sostengono che i blackblok erano quelli di casa Pound, come se quegli altri della sinistra antagonista non fossero capaci di metter su una guerriglia urbana. (...)

 

 

quoto solo quello che a mio parere è spesso difficile ammettere riguardo tante di queste manifestazioni e che tu sei riuscito ad evidenziare con chiarezza e occhio neutrale.

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Non è che vi fate condizionare troppo

da quello che alcuni fanno alle manifestazioni?

 

C'è una enorme crisi globale

e ci fermiamo su una macchina bruciata

e una statuetta rotta?

 

Se con una mazza da baseball

condizionano così tanto il dibattito,

lo credo che contineranno a fare casino.

E ci credo che le Forze dell'Ordine non intervengano:

senza fare nulla ottengono un risultato politico migliore

ovvero farci parlare di qualcosa di diverso dalla crisi...

 

E' emersa qualche proposta?

A New York le richieste erano molto chiare:

"Vogliamo la galera per i responsabili della crisi"

o "Le banche salvate dal fallimento devono restituire i soldi".

In Grecia gli slogan erano: "Non paghiamo il debito".

In Spagna hanno addirittura stilato un programma,

di fatto constringendo il Partito Socialista a farlo proprio.

 

E a Roma?

Solo un problema di ordine pubblico o di bandiere?

Non ci riesco proprio a credere...

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Divine, io sono pro-manifestazione (ovvero pro manifestazione intelligente) ma da quando ho iniziato a parteciparvi, a cominciare da quelle studentesche, ci ho sempre trovato tanta ignoranza e tanti luoghi comuni. E l'abbiamo visto per l'ennesima volta dai video dei cortei dell'altro giorno: ragazzi che se chiedi loro di argomentare le motivazioni della mobilitazione ti rispondono che è così e basta o se ne escono con sproloqui veramente poveri. Fa parte del gioco, io nè mi scandalizzo, nè giudico moralmente la cosa, ma bisogna ammettere che la mobilitazione di massa non è un evento di nicchia, una cosa culturale, ma di massa appunto. E nella massa regna il clichè, la poca consapevolezza.

Sfido a verificare se tutte le persone che scendono nelle piazze (io ormai mi astengo dal farlo, fatta eccezione per le proteste lgbt) in nome del ''bene comune'' ne siano nella quotidianità veri garanti. Se la scuola e l'università fanno schifo, se la sanità fa schifo, se l'economia pubblica fa cagare, non dipende solo dal mal governo che Destra e Sinistra hanno alternato negli anni, ma anche da una cultura malata a cui gli italiani hanno accondisceso.

Non parlo nemmeno tanto degli studenti delle superiori, che magari si trovano lì trasportati dal sentimento adolescenziale di voler cambiare il mondo o dalla voglia di saltare la scuola e fare casino, quanto di tutto il vecchiume che prende parte a 'ste manifestazioni...ci voglio proprio credere che nessuno di quei dinosauri datati o di mezza età abbia votato Berlusconi o peggio, abbia mai espresso un voto di comodo nella propria lunga vita, magari per farsi raccomandare e assumere nella tale azienda, nella tale ditta, nel tale ufficio. Col fischio! :prrr:

Se eravamo tutti bravi prima, come dovrebbe sembrare da questi cortei, come ci siamo arrivati alla situazione attuale? Chi di voi può dire di non aver mai incontrato nella propria carriera scolastica o accademica un insegnante talmente incapace e stronzo, da domandarsi chi l'avesse raccomandato per stare lì (e siete fortunati se ne avete incontrato solo uno). E idem per medici, infermieri, burocrati vari scofanati dietro scrivanie e sportelli, tanto per fare degli esempi.

Se in passato abbiamo avuto un boom di assunzioni statali e parastatali perchè bisognava prendere figli, fratelli, nipoti, amici e amici di amici, che cazzo pretendiamo se siamo in mobilitazione o in cassa integrazione oggi? Scusate il cinismo, non voglio offendere la posizione di nessuno e ribadisco che per me queste persone fanno bene a dire la propria, sempre che abbiano qualcosa di coerente e sensato da dire, ma penso che gli equilibri come al solito stiano nel mezzo. E non augurerei mai ad alcuno di perdere il proprio lavoro o di vedersi decurtati stipendio e pensione, perchè anche se l'errore è a monte non è giusto che paghino le persone oggi.

Se però, i deficienti intervistati dalle telecamere sanno solo dire che Berlusconi è una cacca ( e grazie, ci volevi tu per ricordarcelo!), che il governo è ladro, che vogliamo la parità, che le banche devono morire, che la Grecia così e la Spagna cosà, a me girano le palle. E il debito pubblico chi lo dovrebbe pagare? Ma nessuno ha il coraggio di dire che la spesa pubblica italiana è così ingente perchè i soldi sono mal ripartiti, i servizi funzionano male, sperperano denaro e dentro ci lavora gente incompetente che altro non fa se non rendere ancora più facile l'intascamento da parte dei corrotti? Vogliamo i diritti inalienabili come quello allo studio, ma per continuare a studiare in scuole o università fatiscenti, sovraffolate, che ti fanno fare lezioni in aule ricavate chi sa dove, in cui - salvando solo le più prestigiose, che si trovano quasi sempre al Nord - la formazione è obsoleta, priva di applicazione pratica e i baroni continuano a perpetrare le loro logiche clienteliste? Pur ripartendo, oggi, meglio le risorse che ci sono rimaste, non ce la faremmo a coprire tutti i costi e a tappare tutti i buchi se ci aspettiamo che la pappa ce la serva solo mamma Stato.

Su, su, siamo indignati del decadimento della cultura, della politica e della società italiana, però poi la maggior parte di quei manifestanti quando torna a casa accende la televisione e guarda la De Filippi, Italia sul 2 e chi sa quali altre porcherie (nelle quali rientrano benissimo certi sciocchi talk show di pseudo politica). Io mi indignerei piuttosto della mediocrità italiana, un'arte che abbiamo coltivato nei secoli e continueremo ancora a colitvare nei secoli dei secoli e amen.

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Tancredi_86, ma quale sarebbe il punto?

Che alle manifestazioni deve andare solo gente preparata,

altrimenti era meglio se rimaneva a guardarsi la De Filippi?

 

Fino a ieri avrei detto che il problema era l'opposto di quello che dici tu,

ovvero che c'è tanta gente pronta a fare belle analisi;

ma nessuno capace di alzare il culo e mobilitarsi :)

 

Per il debito pubblico ci sono solo tre soluzioni politiche:

1) Rifiutarsi di pagarlo

2) Alzare le tasse

3) Tagliare i servizi (scuola, pensioni, sicurezza, sanità)

Vista la gravità della situazione, servirebbe un insieme di queste tre cose.

 

Possiamo fare anche un corso sulla "Storia del Debito Pubblico in Italia"

e spiegare ai manifestanti che è più colpa di Craxi che del suo amico Berlusconi;

ma non credo che sarebbe molto utile in termini pratici.

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Il copione sulla violenza è noto, è perfettamente inutile agli effetti

della rappresentazione mediatica distinguere i Violenti dagli Indignati,

se poi l'italiano medio vede solo servizi sugli atti violenti, di fatto la

violenza copre tutta la notizia e la realtà degli indignati resta ignota.

 

D'altronde invece di parlare dell'incapacità cronica della polizia italiana

si fa l'elogio delle forze di polizia, nè ci si pone il problema tecnico della

gestione dell'ordine pubblico ( inefficace e inefficiente ) e questo senza

una voce di dissenso. In Italia mettere insieme tecnica e politica è quasi

impossibile...ma al di là di dietrologie dovrebbe essere evidente che la

gestione tecnica delle manifestazioni corrisponde all'idea che i manifestanti

siano una "mandria" da indirizzare da un punto A ad un punto B.

 

Non credo si possa pretendere che gli Indignati abbiano le idee più

chiare su questa crisi di Obama e Cameron ( che di idee nuove ne

hanno poche ) nè io ho letto analisi di economisti soddisfacenti, la

realtà è che si naviga a vista.

 

Navigare a vista però significa muoversi in un 'ottica prevalentemente

finanziaria ed in effetti le risposte dei partiti istituzionali sono ristrette a

questa ottica. D'altronde l'indignazione rispetto a politiche simili può

portare ovunque, è una protesta generica oltrechè generale ( al sistema )

 

Non so se in Italia i manifestanti siano più esponenti di partiti di area

antagonista, rimasti senza rappresentanza parlamentare che comuni

cittadini. Se anche fosse resterebbe il problema, altrove e per quel che

conta anche qui, di dare sostanza alla indignazione ( indignati erano pure

i tedeschi che finirono per votare i nazisti per disperazione...)

 

C'è quindi sia il problema di non essere assorbiti in diatribe partitiche

di piccoli soggetti e sigle, ma anche quello di riuscire, non dico a proporre

soluzioni, ma dei valori e degli indirizzi politici chiari da imporre al dibattito

politico.

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Questi discorsi sulla "gestione tecnica" delle manifestazioni mi lasciano un po perplesso. Certo si tratta di indirizzare una massa di persone (che può essere mandria solo per chi desideri strumentalizzarla) da un punto di partenza A a un punto di arrivo B che in genere coincide con una sede istituzionale o un luogo che simbolicamente sia ritenuto adatto a contenere la protesta, ovvero una piazza dove poi si svolge il comizio. Non vedo, in un contesto democratico, cos'altro di "tecnico" ci sia da fare. Il problema è che quando si organizza questo spostamento, chi lo organizza non riesce a controllare infiltrati e violenti. Non è solo un problema di forze dell'ordine (poi che cos'è l'efficienza delle forze dell'ordine? quando ci scappa il ferito o il morto? e allora poi tutti a dare addosso alle forze dell'ordine...ma che dovrebbero fare i poliziotti, prendersi i sanpietrini in testa senza reagire? esporsi al massacro? mah)

Ma è anche un problema di chi organizza queste manifestazioni.

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Per il debito pubblico ci sono solo tre soluzioni politiche:

1) Rifiutarsi di pagarlo

2) Alzare le tasse

3) Tagliare i servizi (scuola, pensioni, sicurezza, sanità)

Vista la gravità della situazione, servirebbe un insieme di queste tre cose.

 

Il rupudio di tutto o di parte del debito di uno stato, ma anche di un privato, si può certo fare, ma implica n piccolo problema: fare in modo di non avere in futuro più bisogno di chi ti abbia concesso il credito che si vuole disconoscere.

 

Ma poiché il nostro debito si è essenzialmente formato nei decenni (non certo a causa di Craxi o di Berlusconi o almeno non solo di loro e in generale non solo a causa dei governi centrali) per l'eccesso di spese rispetto alle entrate, dubito che, evitando di intervenire sulla struttura di spesa dello stato e degli enti pubblici territoriali e no, si possa sperare di non riprodurre in un futuro prossimo la stessa situazione. Anzi, visto che la soluzione del "facciamolo pagare agli altri" è andata bene una volta, ci si potrebbe aspettare un'allegra corsa delle amministrazioni pubbliche a chi più spende, perché quando il debito sarà troppo, si potrà sempre ripudiarlo!

 

Tra l'altro c'è da dire che circa metà del nostro debito pubblico è detenuto da italiani e in buona parte da piccoli risparmiatori che vi hanno investito la liquidazione o i risparmi di una vita e quindi il ripudio totale o parziale implicherebbe un generale ed iniquo impoverimento di calssi sociali già provate dalla crisi.

 

Aumentare i tributi, imposte, tasse, contributi, balzelli vari, è già stato fatto, ma non è che si possa andare oltre certi limiti (a dir la verità già abbobdantemente raggionti e superati fattualmente, se non nominalmente) e il solito ritornello "riduzione dell'evasione fiscale" sembra più una scusa per inasprire procedure che di fatto vessano i soliti noti invece di spaventare i soliti ignoti.

 

Tagliare i servizi ha un senso, purché ovviamente non si taglino quelli essenziali e soprattutto non li si tagli a chi è già in condizioni disagiate per varie ragioni.

 

La soluzione sarebbe, parlo soprattutto da commercialista e quindi con esperienza in ambito fiscale, ma credo che il ragionamento possa valere esattamente per tutta l'amministrazione pubblica, è un'azione decisa ed incisiva sull'esorbitante spesa pubblica e soprattutto sugli sprechi e delle inefficienze annessi e connessi.

 

Difficoltà? Che tutta la spesa pubblica giova alla classe politica, senza distinzioni, per mantenere sé stessa ed il suo potere di controllo delle clientele.

Ma visto che la riduzione di questa spesa dev'essere fatta dalla stessa classe politica che se ne giova, attraverso i partiti, il parlamento, i consigli regionali, i governi centrali e locali, le amministrazioni pubbliche, è ovvio che non si farà mai seriamente, dato che nessuno cederà mai spontaneamente le proprie posizioni di potere e le proprie rendite più o meno lecite.

 

S'è visto nel corso dell'ultima manovra:

prima proclami per riduzioni delle provincie, del numero dei parlamentari, dei loro emolumenti e privilegi, per vendita di immobili, di società partecipate ecc.;

poi, dato che quelli che dovevano votare le rinunzie erano gli stessi che dovevano rinunziare, si è passati alla solita solfa del futuro recupero dell'evasione fiscale, fino al ridicolo della proposta della <tassa sugli evasori> (?????), con annesso giro di vite sulle "società di comodo" (un'ossessione ormai ventennale dell'ineffabile Tremonti), si è passati al solito aumento delle imposte di qui, delle tasse di là, dei tributi di sopra, dei contributi di sotto, mettendo sempre più sotto pressione i contribuenti, già vessati ed impauriti dalle fantasie morbose d'un'amministrazione fiscale che vede respinti quasi metà (!!!!) dei suoi accertamenti da commissioni tributarie in cui pure è presente con gran parte del personale giudicante.

 

Per alcuni la soluzione sarebbero nuove elezioni e la vittoria delle (numerose e l'una contro l'altra armata) opposizioni.

Lasciatemi dubitare, se non altro perché le varie proposte fatte dalle opposizioni in occasione dell'ultima manovra erano non meno raccapriccianti (giuridicamente ed economicamente) di quelle della maggioranza e naturalmente tutte evitavano accuratamente di toccare le rendite di posizione dei partiti e delle loro clientele.

 

Siamo al disastro? Grazie ai nostri lavoratori, alle nostre imprese, forse no, ma certo sarebbe necessario dare un calcio in c**o a buona parte della nostra classe politica, se non a tutta.... Il problema è che la materia prima è quella che è e non è facile trovarne altra in breve tempo.

 

Cercheremo di sopravvivere nonostante le batoste, sperando che la minaccia del disastro faccia non dico rinsavire i governanti, ma almeno eviti loro il precipizio d'una follia distruttiva per tutti.

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Complimenti Mario, il tuo intervento come al solito è puntuale ed esaustivo. Non sono d'accordo solo sulle conclusioni, che mi sembrano un po da rassegnato e da rinunciatario. Io credo invece che bisogna protestare e protestare. Credo che si debba formare una coscienza civile massiva, per cambiare democraticamente le regole del gioco di questo sistema ingiusto. Credo che sia ora di fare una critica spietata di questo sistema sociale e del suo modo di produzione. Ovviamente in modo democratico e senza violenza. Il cambiamento è necessario. Proprio per evitare che la situazione degenri in violenza massiva e anarchia totale. Credo che i governanti debbano prendere coscienza di cio. E non fare un passo indietro: devono andarsene! Occorre un ricambio totale della classe dirigente.

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Non sono d'accordo solo sulle conclusioni, che mi sembrano un po da rassegnato e da rinunciatario. Io credo invece che bisogna protestare e protestare.

 

Vabbe' io ho anche più di 60 anni, quindi vedo le cose in modo forse un po' più rassegnato e distaccato di un giovane.

 

Comunque alla fine la protesta, se non sfocia in una rivoluzione e quindi in una violenza, per forza di cosa se rimane pacifica deve poi tradursi in un voto per essere efficace. Ma se quelle che si presentano alle elezioni sono sempre le stesse teste proposte da quei partiti (praticamente tutti) che sono partecipi, se non costitutivi, di un sistema in buona parte corrotto, ma soprattutto inetto ed inefficiente, capisci che sperare in un rinnovamento è piuttosto difficile.

 

C'è però da dire che la prossimità del baratro in genere fa aprire gli occhi anche ai finti ciechi.... sempre che li aprano in tempo e che non siano ciechi veri, cioè fuori di metafora sempre che non siano tanto corrotti e biecamente interessati al proprio potere ed alla propria borsa, quanto realmente imbecilli....

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