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mmm sono un caso umano?


MrTentenna

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be non saprei bene da dove incominciare...

 

ho quasi 30 anni e forse mi sto rendendo conto di essere gay... ma non riesco ad accettarlo e alla fine mi sento quasi spaventato!

 

vi racconto un po' di me

 

le prime avvisaglie ( forse è una cosa stupida o perversa) le ho avute quando ho capito che i piedi maschili mi eccitavano in maniera incredibile, se un compagno di classe si toglieva le scarpe a casa mia o mi obbligava a toglierle a casa sua creava in me forte eccitazione… o vedere ragazzi in ciabatte. (nulla di più!)

Poi ovviamente ho avuto una discreta fase di amicizie maschili che raggiungevano il limite della morbosità, e quando questa morbosità arrivava al culmine spesso pure le mie amicizie crollavano in maniera inesorabile.

Nel frattempo cercavo comunque approcci con le ragazze, ma si rivelavano decisamente fallimentari.

Finché pochi anni fa ho iniziato ad accettare e quelle che chiamavano amicizie erano dei veri e propri innamoramenti che ovviamente non erano assolutamente corrisposti.

 

In tutto questo io sono cattolico, e ovviamente mi mette a disagio questa situazione.

la mia famiglia non accetterebbe mai una cosa del genere e sinceramente non riesco a parlarne neanche con gli amici più cari e mi dispiace e non riesco a capire il perchè non riesco a farlo. alcuni sono miei amici da decenni!

Non sono una persona infelice comunque perché riesco a vedere il bello in ogni situazione. ho tanti amici sono solare e allegro, ho uno stile di vita intenso tra lavoro, hobby e parecchio volontariato… per molti amici sono una spalla e un riferimento eppure nessuno mai immaginerebbe questo mio stato d’animo interiore e ho davvero paura. temo che farei crollare l'idea che hanno di me perchè è come se io mentissi da anni... Inoltre nell’ambiente lavorativo in cui mi trovo, sarebbe inaccettabile.

 

anche se sembra brutto quello che sto per dire quelle poche persone gay che conosco (2 conoscenti) sono proprio, passatemi il termine “2 che^^he isteriche” come tipologia e io non mi identifico in loro, se anche uscissi allo scoperto non è che inizierei a mettermi dei pantaloncini inguinali e una borsa da donna a tracolla!!! non riesco ad intravedere dei miei simili... certo che conosco il mondo gay solo molto superficialmente!

 

Io sono alla ricerca dell’amore; io desidero degli uomini, ma desidero baciarli prima di tutto e non lo desidero di qualsiasi maschio che passa per la strada, lo desidero solo di quelli che sono stati miei amici o di quelli per i quali provo un sentimento.

Pensate l’altra sera sono entrato per la prima volta in chat e sono stato tampinato da uno che voleva incontrarmi solo per s^^^^^e… e io che continuavo a dirgli:”se vuoi incontriamoci per parlare”… ma nulla!!

 

Non sono moralista ma a volte il mondo gay è davvero fatto di s^^^o e incontri occasionali e non mi ci trovo!

 

Mi sento sf^^^^o che alla mia età io stia così sbarellando!!! Son un caso umano?

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Il fatto che tu censuri la parola sesso mi sembra un tantino esagerato (eufemismo)........

 

Sarò breve, ma, spero incisivo. In quello che hai scritto ho trovato le seguenti assurdità:

1. Sei cattolico e giudichi le "checche"

2. Non è bello che tu abbia più paura di rovinare l'immagine che i tuoi amici hanno di te, che di rovinare il rapporto di amicizia

3. Non esistono leggi su come vestirsi: che tu sia gay, bi, etero, pansessuale puoi mettere quel che più ti aggrada

4. Esprimi opinioni sul mondo gay dopo essere entrato in una chat una volta e aver conosciuto due ragazzi gay

5. Hai 30 anni... se i tuoi non accettano come sei penso tu sia grande abbastanza da essere indipendente

6. Se pensi che l'essere "out" possa metterti in difficoltà sul lavoro, nessuno ti obbliga a girare con cartelli (anche se in caso si tratterebbe di discriminazione, ergo di un comportamento contrario alla legge)

7. Ti sembra strano che il ragazzo con cui hai chattato non abbia cambiato idea su cosa cerca? Ehm... se vai dal macellaio a comprare una bistecca e ti ritrovi nel sacchetto una pesca per te è indifferente? Se cercava sesso punto. Meglio così che non fingere interesse per arrivare al sesso e poi ciao... non trovi?

 

Alla luce di quanto sopra.... accettati. Va per gradi. Non c'è bisogno di fare chissà cosa fin da subito... cominciare a poter pronunciare la parola sesso, gay o altro senza censure sarebbe già qualcosa. Di ragazzi e ragazze gay è pieno il mondo e sono le persone più diverse... qualcuno con cui hai delle cose in comune, che non cerca sesso e con cui confrontarti lo puoi trovare... non ne nascerà magari una storia, ma almeno potrai trovare qualcuno con cui parlare più liberamente.

 

Scusa il modo un po' diretto, ma con un uomo di 30 anni mi sento di essere un po' schietto.

 

Dunque.. sei un caso umano? No. Devi solo cominciare ad aprire un po' la tua mente, accettarti, evitare di auto-crearti muri.

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innanzi tutto grazie per la risposta!!!

 

comunque le censure c'erano perchè avevo scritto su un altro forum e mi usciva che avevo violato il codice di quel forum riguardo le parole, allora per facilitare ho censurato tutte le parole che sembravano "parolacce" :-)

 

detto questo grazie per la franchezza.

comunque odio scrivere e faccio schifo...

 

2) certamente la mia preoccupazione è quella di rovinare i miei rapporti di amicizia... sopratutto perché recentemente nel nostro gruppo di amici ci sono stati dei coming out di ragazze e ho visto le reazioni... pettegolezzi che vanno avanti da anni!

 

1 - 3) io non volevo giudicare ma a me in qualsiasi campo e situazione le persone che enfatizzano o si esaltano pesantemente non piacciono... dai cattolici che pensano che solo il cattolicesimo sia l'unica religione possibile alle checche isteriche (richiedo scusa per il termine) che vedono un po' di bisessualità in ognuno. e comunque ho visto conoscenti che da quando si sono dichiarati gay hanno compiuto metamorfosi estetiche...

 

4) le oppinioni me le sono fatte frequentando anche questi forum da mesi e non sai che coraggio ci è voluto per me per scrivere qua sopra! detto questo i forum mi sono sembrati le situazioni migliori dove esprimersi...

 

5-6) io sono abbastanza indipendente dai miei non vivo neanche con loro, ma so che sarebbe una grande delusione e vergona proprio per i miei genitori che mi piaccia o no!!!

 

7) per quanto riguarda il ragazzo è vero, e che io speravo di trovare qualcuno con cui parlare e ho tentato di dirgli se ci potevamo vedere per parlare... me è evidente che ho sbagliato il tiro :-)

 

infine sarà pieno il mondo ma non è così facile incontararsi, a me piacerebbe anci sogno un incontro naturale, per gradi, sul lavoro, in un bar... un amicizia che poi sfocia in amore... o k sarò davvero patetico!!!!

 

e mi sono sempre detto appena avrò una relazione lo potrò dire! ma questo non è avvenuto neanche per sbaglio!

 

bah sento il tempo che mi scorre addosso e non riesco a fare nulla per risolvere questo problema!

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Devi scegliere tra essere cattolico: vivi in castità, dimentica le chat, tieniti stretti i tuoi amici pieni di pregiudizi, vai in chiesa, prega, confessati e non ci pensare più.

E tra accettare la tua omosessualità: dici quello che sei ai tuoi cari amici, se la prendono male te ne freghi altamente, sono problemi loro, se continuano a vederti male li fanculizzi, partecipi ad un raduno del forum e ti fai nuovi amici che non ti giudicano per i tuoi gusti sessuali.

Poi smetti di criticare i modi di vestire e di essere degli altri, e di pensare che cercare sesso on line sia sbagliato (posso capire che non ti piace cercare sesso in questo modo, ma non che consideri come persona spregevole chi lo fa.)

a te la scelta.

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Un'altra cosa, volevo editare il mio precedente post ma è scaduto il tempo.

Se vuoi parlare e discutere è meglio farlo qui sul forum non in una chat, leggendo noto che già hai avuto un coraggio a iscriverti e raccontarci di te, diciamo che questo è il primo passo, quello più facile, dovrai liberarti di tutta una serie pregiudizi se vuoi fare i passi successivi, vedo che l'impegno ce lo stai mettendo, la voglia di andare avanti ce l'hai.

Dovresti pensare di farti una comitiva gay, frequentare locali, almeno potrai avere approcci di persona anziché cercarli virtualmente.

Poi non so se ti spaventa il mondo gay... da come descrivi i tuoi conoscenti direi di si

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Se sei indipendente e vivi da solo niente ti impedisce di approcciare il mondo gay

Pensare al problema dell'accettazione da parte della tua famiglia e degli amici,

ambiente in cui peraltro altri CO sono avvenuti e quindi sono possibili ( provocando

del gossip, il chè mi pare sopportabile visto le frequentazioni cattoliche ) è prematuro

dal momento che devi ancora accettarti tu, per quel che sei.

 

In ultimo poichè hai 30 anni e sai benissimo che il tuo problema è esserti represso

per tanti anni, eviterei di soffermarmi sul problema delle "enfatizzazioni" degli altri.

 

Mi soffermerei invece sul fatto di vivere al servizio degli altri...col volontariato, facendo da

spalla e confidente, vivendo della loro approvazione e delle loro emozioni e tutto

questo non solo per bontà o virtù, ma perchè sei troppo debole per riuscire a

vivere le tue emozioni, la tua vita.

 

Il tuo problema quindi è quello contrario e speculare rispetto a chi enfatizza ed è

un problema assai più grave, devi quindi partire dall'unica cosa che conta " io

desidero gli uomini "

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volevo farei i complimenti a Dreamer88! :)

e che (al contrario di quello che dice The Invisible Man) non è necessario il coming out con gli amici! non credo che loro vengano a raccontarti cosa fanno loro sotto le coperte, quindi non capisco perchè un gay debba dichiararsi. la pensavo come te (per quanto riguarda le amicizie decennali) ma poi mi sono reso conto che non è necessario che lo sappiano,

1_se sono così amici e non hanno mai avuto il dubbio che tu sia gay... chiediti il perchè, magari a loro non interessa o non sono poi così amici

2_se lo vengono a sapere e lo "accettano" bene, altrimenti avrai una buona occasione per sbarazzarti di amicizie che, per quanto possano sembrare longeve, sono superficiali.

 

Ho amicizie decennali che non sanno della mia omosessualità (o se lo sanno non sentono il bisogno o non hanno le palle per affrontare l'argomento) e mi sta bene così. le persone più importanti per me lo sanno.

 

A meno che tu non viva in mezzo al nulla, all'incrocio di due strade e quattro case, prova a conoscere gente nuova! hai 30 anni, è un po' tardi ma sei ancora in tempo per dare una svolta alla tua vita da represso.

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non è necessario il coming out con gli amici! non credo che loro vengano a raccontarti cosa fanno loro sotto le coperte, quindi non capisco perchè un gay debba dichiararsi. la pensavo come te (per quanto riguarda le amicizie decennali) ma poi mi sono reso conto che non è necessario che lo sappiano

secondo me è necessario perché:

- se ti devi fidanzare e non sei dichiarato si crea un conflitto che ostacola la relazione, es. non teniamoci per mano perché altrimenti scoprono che siamo gay ecc...

- gli etero sbandierano in faccia a tutti il fatto di essere etero, e non si fanno problemi a commentare le tette della prima donna che passa

- serve a filtrare da subito chi è degno di essere nostro amico e chi no

- quello che si fa sotto le coperte non centra nulla, confondi la vita privata con l'accettazione della propria sessualità. es. se dico che sono gay dico che mi piacciono gli uomini, non dico che vado a letto con Fabrizio.

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Pure io i primi gay che ho incontrato erano delle isteriche, ma a parte quello, la sessualità non incide, intendo dire, se la gente è stupida e stronza, lo è anche da etero.

Non fare di tutta un'erba un fascio, immagino che ci siano molti gay che siano maschili nei modi di fare e non si vestono in maniera femminile.

Su quanto riguarda il coming out, io sinceramente lo andrei a dire ai tuoi amici, hai paura che non ti accettino, ma la società di oggi è più aperta rispetto a prima, senza contare che ti sentiresti sollevato e anche più sereno. Se poi hai desiderio di dirlo anche ai tuoi ben venga. Se poi quest ultimi non ti accettano, significa che non ti amano come figlio. Non dico che devono essere felici, ma qualunque cosa accada ad un figlio bisogna sempre volergli bene.

Credo di avere riconferamto parecchie cose già dette prima XD In ogni caso hai 30 anni, cerca di prendere la situazione in mano e di provare ogni situazione che pensi possa renderti felice senza avere rimpianti. (Ovviamente che non sia pericolosa).

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Tra credere nei principi cattolici e credere nella morale cattolica del clero vi è un abisso.

Amare il prossimo, non uccidere, non rubare, ... sono principi morali, ereditati dal Cattolicesimo, dai grandi pensatori e dai saggi uomini dell'antichità pagana. E sono regole di vita che valgono da sempre e per sempre. Tutta la restante morale cattolica, costruita nel corso della storia da parte della Chiesa, ad hoc, per dominare il popolo ignorante, con lo scopo di arricchirsi e gestire il potere temporale, che la massa popolare stessa gli assicurava, è da selezionare criticamente. Non sono qui a farti lezioni di storia, credo che tu sappia quanti papi, cardinali e via discorrendo, scopavano liberamente ed erano circondati dai figli illeggittimi nati dalle loro continue trasgressioni. Quanta gente hanno sterminato nei secoli, ipocritamente rifacendosi la verginità per i loro scempi autoinfliggendosi punizioni corporali? Facciamo adesso questo semplice ragionamento.

Dio ha creato il mondo, Dio è la perfezione, il creato è opera Sua, il Creato riflette la perfezione del Creatore. Diciamo anche che l'Uomo è la Sua creatura, unica creatura a cui ha consentito con il "libero arbitrio" di compiere il Bene o il Male sulla terra, di raggiungere la "salvazione" o le "pene dell'inferno". L'uomo e la donna omosessuale compiono peccato, perchè per la Chiesa, compiono la scelta peccaminosa dell'omosessualità. Piccola chiosa: nessuno fa la scelta kamikaze di essere gay o lesbica, ma segue la propria inclinazione "naturale", perchè sarebbe "innaturale" non compierla. Ma tornando al nostro ragionamento: se il creato riflette la perfezione del Suo Creatore, e l'Uomo è l'unica creatura libera di poter compiere il Bene o il Male, perchè mai il mondo perfetto della Natura è pieno di comportamenti omosessuali? Gli animali non hanno certamente libero arbitrio, ma compiono la perfezione del Creato!!!

E' sempre difficilissimo argomentare in poche righe, questioni complesse, ma spero che queste mie poche righe possano indurti a riflettere, se a 30 anni, a maturità cerebrale compiuta, puoi ancora permetterti il lusso di credere acriticamente alle leggi create dagli uomini di Chiesa. Ti porterei mille altre argomentazioni, ma non è questo l'argomento principale del discorso.

Da cattolico tu hai il compito come tutti gli uomini, cattolici o no, di rispettare il prossimo,la vita umana e la libertà altrui. Per il resto, il tuo unico compito è di perseguire la tua Felicità.

L'Amore non ha sesso, non ha età, non ha genere, è un sentimento slegato dalla materialità dei corpi. Non ami con la gamba, non ami con il fegato, non ami in base al fatto di essere giovane o vecchio...

L'Amore è il primo principio cattolico da compiere. Perchè mai allora l'Amore gay, dovrebbe essere di minor o senza alcun valore rispetto a quello etero? E non rispondermi dicendo che non ha valore perchè non porta alla procreazione, perchè a quel punto cosa dovremmo dire delle coppie etero sterili? Compiono peccato fornicando senza riprodurre?

Bene, quel che ho provato, non tanto velocemente a cercare di farti capire è, continua giustamente a credere nei valori in cui credi, ma non farti condizionare la vita e la tua Felicità da ciò che artificialmente e in maniera calcolata è stato creato dalla Chiesa per dominare le masse e tenerle assoggettate.

Per quanto riguarda gli amici, l'Amicizia VERA è un sentimento profondo che lega due persone, di qualunque sesso, religione,... siano. E' la piena accettazione e condivisione di quel che si è. E' fiducia, è fedeltà. Se le persone che definisci amici, non sapranno continuare ad accettarti per quel che sei, ed il tuo sentimento per loro non cambia pur essendo gay, direi che amici non sono. Di cosa rattristarsi allora? Cosa avrai mai perso? Degli ipocriti pieni di pregiudizi?

Sulla base di quanto detto per l'Amicizia ci spostiamo sul discorso genitori. I Genitori con la G maiuscola sono quelli che per il corso della vita, mettono alla luce ed accudiscono la propria creatura con Amore, provvedendo a lei con ogni sacrificio. Un genitore non può smettere di amare un figlio perchè gay. Prima e dopo averlo saputo, sa che suo figlio è lo stesso di sempre, è lo stesso figlio che ama più della sua vita. Certo può rimanere spiazzato, è umano, può preoccuparsi per il suo futuro in un mondo che esilia la diversità ai margini, ma non smette di amarlo.

Non sono genitori quelli che all'Amore per il proprio figlio antepongono il "cosa penserà la gente?", "hai infangato il buon nome della famiglia". Anche nell'errore più grande, un genitore vero non si esime dal proteggere, perdonare ed aiutare il proprio figlio. Figuriamoci dall'essere gay, che non è nè un errore e nè una colpa.

Se hai genitori di altri tempi, con una mentalità rigida, sarà tuo compito educarli pian piano, fargli conoscere un mondo che loro ignorano o conoscono sulla base di pregiudizi altrui. E considera che, prima di fare ciò, sei TU a dover CONOSCERE PRIMA il MONDO GAY, che da quanto dici è chiaro che non conosci affatto.

Gay non significa essere "checca". Gay significa provare sentimenti profondi per persone dello stesso sesso. Un prigioniero che sfoga la sua sessualità con un altro prigioniero non è gay, ha solo un comportamento omosessuale, ma non è gay.

E' scontato riconoscere l'essere gay in un ragazzo dagli atteggiamenti femminili. Loro sono solo la punta dell'iceberg, ma esiste tutto il mondo gay sommerso, quello degli "insospettabili", i ragazzi del supermercato, della porta accanto.... E cosa c'entra il vestiario? Essere gay non significa indossare pantaloncini modello inguinale o con lo spacco sul sedere, ed agitare una tracolla a destra e sinistra.

Etero e gay esprimono la loro personalità in così tanti modi differenti. E sono appariscenti o discreti, bravi o cattivi, fedeli o infedeli, .... allo stesso identico modo.

Così come la ricerca di sesso omosessuale è esattamente pari alla ricerca di sesso etero. Chi lo cerca e lo vuole fare anche con sconosciuti è liberissimo di farlo, ma non parlarmi di gay o di etero.

Gay ed Etero sono parole legate alla sfera spirituale fra persone dello stesso sesso. Che poi vengano utilizzate impropriamente per estendere il discorso a due uomini che si penetrano o un uomo che penetra una donna, questo è un'altra cosa.

E per piacere, smetti di dire:

per molti amici sono una spalla e un riferimento eppure nessuno mai immaginerebbe questo mio stato d’animo interiore e ho davvero paura. temo che farei crollare l'idea che hanno di me

Che fai? La pensi esattamente come non vorresti pensassero di te i tuoi genitori una volta saputo che sei Gay?

Nell'ambiente di lavoro non sei tenuto a render noto che vai a letto con l'uomo che ami. Quindi non servono cartelloni con su scritto "Sono Gay".

Concludo dicendoti, perchè mi sono dilungato veramente troppo, parti dal conoscere il mondo gay, ma non dai siti di chat ed incontri. Se vai dal panificio sai che troverai il pane, non puoi aspettarti di trovare frutta e verdura. Per cominciare frequenta assiduamente questo forum perchè ci sono tanti ragazzi e ragazze gay che sapranno aiutarti con la loro esperienza personale o di quella di loro amici, così come di grande aiuto ti potrà servire leggere tanto in questo forum e testi recenti che affrontano di tematiche gay.

Poi il passo successivo sarà educare i tuoi genitori.

Detto ciò, chiedo perdono a tutti per essere stato così prolisso. PERDONO!!! :)

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Ma dire che agli amici non c'è nessuna necessità di dirlo mi sembra una grandissima cavolata.

Mi accodo ad Isher nel dire che forse non è questo il momento di dirlo perché devi essere tu il primo ad accettarti e a liberarti dei mille pregiudizi che hai, perché altrimenti non riuscirai a fare dei CO sereni che prima o poi arriveranno se riuscirai ad accettarti.

 

@ Tarrou: Qua non si parla mica (come ti hanno già fatto notare) di dire agli altri quello che fai sotto le coperte. Nessuno ti dice che devi sbandierare al mondo con chi sei a letto o di dire che posizione usi, che cosa fai a letto e che cosa ti piace fare. E' semplicemente un discorso di essere sé stessi. E' un discorso di affettività, mica di sesso in senso stretto.

Mi porto solo io come esempio, io una donna nemmeno l'ho mai baciata, eppure so benissimo di esser lesbica e ai miei amici gliel'ho detto. Quindi come vedi il sesso come atto in sé c'entra ben poco.

 

Se permetti se io frequento degli amici o dei conoscenti non vedo perché, una volta che io abbia la ragazza, la dovrei presentare come un'amica. E' una cosa che mi farebbe molto male.

Se per te non è necessario che i tuoi amici lo sappiano perché son fatti tuoi, beh, buon per te. Io così non riuscirei a vivere e non capisco nemmeno come non si possa sentire il desiderio di condividere con le persone a noi vicine la nostra affettività.

Non sto dicendo che fare CO sia facile. Ma dire che tanto mica è necessario farlo, per evitarsi il problema, non mi pare una gran soluzione.

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Grazie Tarrou :)

 

@ Madoka: Penso che Tarrou si riferisse ad amicizie storiche che però non sono le amicizie strette con cui ci si frequenta abitualmente e con cui ci si confida più di tanto... nel caso se uno non si sente più di tanto di dirlo, a meno che non venga il discorso di suo non ci vedo nulla di male a non fare CO. Anche perchè c'è una differenza tra il non dirlo (=fare discorso) e cercare di nasconderlo. Nel primo caso se hai una relazione la vivi tranquillamente perchè se ti incontrano in giro per strada non succede nulla, capiranno che sei gay e se ne vogliono parlare bene sennò ciccia. Se invece vuoi nasconderlo allora si comincia a vivere male...

 

Comunque sottolineo, dando ragione a Isher che il primo passo è quello di accettare te stesso.... una volta fatto potrai pensare al coming out! Ad ogni modo, a 30 anni, anche secondo me è il caso di prendere le redini della situazione senza aspettare che le cose piovano dal cielo. Non perchè a 30 anni si sia vecchi (lol, ovvio), ma semplicemente perchè si dovrebbe avere la maturità e l'indipendenza (anche psicologica) di vivere la propria vita senza dover dipendere da opinioni e giudizi altrui.

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secondo me è necessario perché:

- se ti devi fidanzare e non sei dichiarato si crea un conflitto che ostacola la relazione, es. non teniamoci per mano perché altrimenti scoprono che siamo gay ecc...

- gli etero sbandierano in faccia a tutti il fatto di essere etero, e non si fanno problemi a commentare le tette della prima donna che passa

- serve a filtrare da subito chi è degno di essere nostro amico e chi no

- quello che si fa sotto le coperte non centra nulla, confondi la vita privata con l'accettazione della propria sessualità. es. se dico che sono gay dico che mi piacciono gli uomini, non dico che vado a letto con Fabrizio.

 

- non mi tengo per mano con il mio fidanzato perchè temo il linciaggio

- il fatto che (alcuni) etero sbandierino il fatto di esserlo facendo apprezzamenti a tette e culi non significa che anche io mi senta in dovere di commentare alla vista di un manzo

- per filtrare da subito chi è "degno" di essere mio amico e chi no ho altri criteri

- per me la mia sessualità fa parte della mia vita privata, quindi perchè dovrei sbandierarla?

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Ma non devi "sbandierare" la tua sessualità,

il coming out si fa in vista di un progetto sentimentale.

Prima o poi avrai un ragazzo, ci andrai a vivere insieme

e farai tutte le cose che fanno le coppie normali:

puoi anche non dirlo, tanto lo capiranno tutti.

 

Ti immagini un etero che non dica di avere la fidanzata,

né agli amici né ai genitori, che ci convive e ci fa figli;

cambiando argomento ogni volta che gli fanno domande?

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Ma non devi "sbandierare" la tua sessualità,

il coming out si fa in vista di un progetto sentimentale.

Prima o poi avrai un ragazzo, ci andrai a vivere insieme

e farai tutte le cose che fanno le coppie normali:

puoi anche non dirlo, tanto lo capiranno tutti.

 

Ti immagini un etero che non dica di avere la fidanzata,

né agli amici né ai genitori, che ci convive e ci fa figli;

cambiando argomento ogni volta che gli fanno domande?

 

Almadel di solito mi trovo d'accordo con quello che dici, ma su questo non proprio.

Sono fidanzato da anni, e lo sanno in pochi. Sarei altrettanto riservato se si trattasse di una ragazza (come mi è successo negli anni passati). e certo, cambio argomento se ritengo che la persona che mi pone la domanda non sia così "intima" da potergli confidare quello che faccio, quello che è il mio orientamento sessuale e volendo anche il mio numero di scarpe.

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Se dai, ma non si sta parlando di andare a dire in giro a chiunque passi con chi hai una relazione. Io Dreamer credo proprio di aver capito cosa intendesse Tarrou.

 

Non dico che bisogna andare apposta a dire a tutti del nostro orientamento. Ma se esco con un gruppo di conoscenti con la mia ragazza la presento come tale, non vado a dire che è una mia amica o non la nascondo in casa perché nessuno deve sapere i miei fatti privati.

 

E se esco con un gruppo di conoscenti e uno mi chiede se ho il ragazzo o gli rispondo: "non sono fatti tuoi" e ci sta, altrimenti gli dico: "no, ma ho la ragazza" ... di sicuro non andrei a dire: "ho il ragazzo".

 

E se avessi la ragazza Tarrou sei proprio sicuro che a domanda cercheresti di cambiare argomento? Se è così allora mi dispiacerebbe per lei e più che un senso di essere riservato, daresti (secondo me) l'idea di essere uno che si vergogna di qualsiasi cosa faccia o sia.

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Gente riesce a scrivere dilungandosi in modo eccessivo dimenticando che l'essere sintetico è una virtù la prolissità no.Cmq sia non giudicarti come un caso umano, ogni persona ha il suo '' cas'' e quindi o tutti siamo un caso umano e nessuno lo è.Sono certo che riuscirai a prendere una decisione giusta ed equilibrata e il mondo non ti cadrà addosso perche ti è caduto quando hai scoperto questa cosa.Semmai si solleva.E non giudicare male quelle persone che tu giudichi isteriche perche spesso sono le più serene potendo vivere il proprio mondo in modo cosi libero fragandosene del giudizio degli altri, quello di cui tu hai tanto terrore.Secondo te chi è che è infelice tra te e loro?

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Tarrou, tu dici che sei una persona molto riservata a prescindere

e non perchè gay, essendo stato riservato anche nel caso di una

relazione etero tuttavia ammetti di non andare in giro mano nella

mano del tuo fidanzato perchè temi che rischieresti il "linciaggio".

 

Qualcosa non torna...ad occhio e croce.

 

L'eccesso di riservatezza potrebbe comunque essere un tratto

del carattere che si è formato in modo coessenziale alla tua

omosessualità, proprio per proteggerti da questi timori ed anche

nel periodo in cui credevi di essere etero.

 

Devi riconoscere che cambiare argomento ogni volta che ti si

pone una domanda sulla tua coppia, per quanto possibile e forse

connaturato in te in ottica difensiva, difficilmente può essere un

qualcosa di svincolato dalla tua omosessualità ( nessun etero

lo farebbe...a pena di non risultare "strano" )

 

Non è una novità, moltissimi gay han fatto così

per secoli, pur non essendo un modo molto moderno

di vivere la coppia è certamente ammissibile...che la

tua omosessualità non c'entri però non è vero.

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stiamo un po' uscendo dal discorso di MrTentenna, comunque come dici tu, io condivido con le persone a me più vicine la gioia che provo nello stare con il mio ragazzo. sono pochi amici, che conosco da tempo o che conosco abbastanza da potermi fidare. lo conoscono, usciamo insieme, sono contenti per me e mi chiedono di lui/noi.

se non sbandiero le mie relazioni, etero o gay che siano, un motivo serio c'è e non sono qui per condividerlo.

alle persone di cui mi importa poco/niente presento il mio ragazzo come amico a lui non disturba, anzi lo fa anche lui con i suoi amici. e la vergogna non centra proprio nulla. se mi vergognassi di qualcuno non lo frequenterei proprio.

solo penso che molte persone sono limitate, non capirebbero o comunque non voglio che sappiano certe cose. è necessario che sul luogo di lavoro sappiano se sei gay o no? è necessario che gente che incontri una sera, amici di amici, sappiano che sia gay o no? e i vicini di casa? e l'autista dell'autobus? ma chissene frega!

 

siamo alle solite, i clichè non mi sono mai piaciuti. molti etero pensano, come dice MrTentenna, che i gay vanno in giro in short inguinali e borsetta, e molti gay pensano che per essere gay bisogna farlo. bhè a me non va, non accetto il C.O. forzato, non accetto le categorie, il riconoscimento delle distinzioni; dichiararsi gay è come accettare di essere "diversi da" e questo concetto di "essere diversi" è alla base delle mentalità omofobe.

la parità dei diritti, l'equilibrio e tutto ciò a cui dovremmo puntare non si risolve con un c.o. ovvero dichiarando "io sono diverso da te" ma da "io sono come te".

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dichiararsi gay è come accettare di essere "diversi da" e questo concetto di "essere diversi" è alla base delle mentalità omofobe.

la parità dei diritti, l'equilibrio e tutto ciò a cui dovremmo puntare non si risolve con un c.o. ovvero dichiarando "io sono diverso da te" ma da "io sono come te".

 

anche starsene zitti è alla base delle mentalità omofobe. Hai ragione sul "io sono come te" ma allora dovresti veramente essere come gli altri e se ti chiedono chi è il tuo ragazzo dire "è il mio ragazzo" non un mio amico.

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Hinzelmann caspita mi conosci a fondo!

però forse non ti ricordi di quella volta che ero sul tram con la mia fidanzatina di allora, non ci stavamo sbaciucchiando e strusciando come molte coppiette fanno abitudinariamente per strada, eravamo semplicemente seduti una sull'altro, per mancanza di posti (come potrebbero fare tranquillamente anche una coppia di amici).

ad un certo punto salì sul tram una coppia di ragazzini che colpiti dalla scena cominciò a fissarci e praticamente a masturbarsi, così in pieno giorno e su un tram. magari alcuni ci avrebbero provato piacere (nel sapere di eccitare qualcun'altro a tal punto da darsi da fare così apertamente) ma io rimasi sconvolto e da allora cominciai a limitare i baci in pubblico, a camminate mano nella mano e ad altre effusioni.

contenti?

ora andate al diavolo

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Fare CO non vuol dire dichiarare di essere diversi. Vuol dire semplicemente condividere una parte di sé con gli altri, senza nascondersi.

Siamo tutti diversi e non solo per l'orientamento sessuale. L'unica differenza è che non abbiamo gli stessi diritti.

 

A me pare che alla base della mentalità omofoba ci stanno tutti i ragionamenti che hai fatto tu, non di certo fare CO.

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Tarrou, la tua ultima frase è un po' contraddittoria. Siamo tutti diversi ma con gli stessi diritti e gli stessi doveri, suona meglio?

Comunque lungi da me nel farti fare per forza il CO, se riesci a star bene con i tuoi amici sono contento per te.

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Tarrou, la tua ultima frase è un po' contraddittoria. Siamo tutti diversi ma con gli stessi diritti e gli stessi doveri, suona meglio?

Comunque lungi da me nel farti fare per forza il CO, se riesci a star bene con i tuoi amici sono contento per te.

 

la mia ultima frase è "andate al diavolo"

non trovo contraddizioni in questo.

e comunque... che novità, la comunità gay è così aperta che non riesce a rispettare le idee degli altri... se non indossi i top paillettati e vai in giro cantando "I was born this way" non puoi pensare di essere gay.

MrTentenna adeguati.

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Ma non è assolutamente vero. Dici così perché di persone gay non ne conosci.

A parte che ognuno ha il diritto di vestirsi come ti pare e nessuno, ma proprio nessuno ti sta dicendo di andare in giro con i top pailettati o metterti a fare il gay. Che poi cosa vuol dire, ma ne conosci di persone omosessuali?

 

Oggi a mensa eravamo in 8 persone. 7 ragazzi gay e me (lesbica). Siamo tutti dichiarati nel senso che i nostri amici gay o etero lo sanno del nostro orientamento. Ma se tu ci avessi visto oggi da esterno niente ti avrebbe potuto far dire quale fosse il nostro orientamento. Non andiamo in giro con scritto gay in faccia e nessuno di loro ha modi neanche vagamente effeminati (ma anche fosse non vedo il problema).

 

E nessuno obbliga nessuno a fare CO. Se la tua vita ti piace così com'è e non senti l'esigenza di farlo: benissimo. Chi ti dice niente?

Solo non tirare fuori come motivazione del tuo non CO il fatto che poi dovresti andare in giro vestito da donna perché così non fai che sottolineare di quanti pregiudizi sia carico tu stesso.

 

Qui si voleva solo far capire a MrTentenna che l'unico modo per lui per stare meglio è cercare di abbandonare i pregiudizi che ha per il mondo gay. Cercare di accettarsi per quello che ed una volta accettatosi forse sarà il primo a voler condividere con le persone a cui tiene (e dico forse, perché poi quello che vorrà fare lo deciderà lui).

 

Dichiararsi gay non vuol dire dover cambiare il proprio atteggiamento e il proprio essere. Da quando io ho fatto CO non ho cambiato assolutamente niente di me. Come mi vestivo prima, mi vesto ora. Gli amici son rimasti gli stessi. L'unica cosa ho ampliato le mie conoscenze omosessuali. E a parte questo non ho dovuto stravolgere i miei modi di fare o diventare una persona diversa.

 

Il fatto è che MrTentenna già ha tanti pregiudizi di suo e non credo gli sia di molto aiuto qualcuno che non faccia che fomentarli questi pregiudizi.

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Allora... innanzi tutto grazie a tutti per la sensibilità e la pazienza.

 

Ci tengo a precisare alcune cose io vengo da una città del Nord di medie dimensioni.

da un lato vorrei trovare l'occasione giusta per dirlo a qualche mio amico e so anche che alcuni di loro hanno delle amiche lesbiche, ma nonostante questo quando ne parlano ovviamente c'è sempre la fase risa e scheza su chissà come lo fanno... non cattiverie!!! dall'altro lato mi dico anche ho mai baciato un uomo? no! e allora come faccio ad avere la certezza... anche se mi dichiarassi con alcuni (oltre che so che poi lentamente la voce si diffonde) mi ritroverei da passare a quello sfigato con le ragazze, allo sfigato con i ragazzi...

Comunque io credo che alcuni lo pensino che io lo sia ma non osano chiedermelo... perché la battutina: "non sarai mica frocio ovviamente ogni tanto salta fuori".

 

poi essendo la mia una piccola città se andassi in un locale gay... (nell'unico) beh forse rischio di incontrare qualcuno che conosco!!! e dovrei dare spiegazioni?! vabbè ok sono paranoico!!! :-)

 

poi ci tengo a dire una cosa davvero mi avete frainteso per quello che ho scritto riguardo al vestiario o alle chat! sul primo non è mia intenzione giudicare nessuno a me piace di più il genere "insospettabile" ma è questione di gusti... ma non è che non rivolgo la parola a che è eccentrico anzi! sul tema delle chat incosciamente sapevo a cosa andavo incontro e ho voluto mettermi alla prova per capire fino a che punto sarei arrivato... e comunque anche se non l'ho incontrato ero molto eccitato...sono stato li li dicendomi stai facendo una cazzata!!! e mi sono fermato! sarebbe stato forse un trame dal quale non mi sarei mai ripreso:-)

 

la mia famiglia è vero è tasto dolente, la definirei omofoba a tratti anche se sono certo dell'amore dei miei genitori... però so che proverebbero vergogna ed è una cosa che devo accettare... i miei sono dei tipi che se vedono un uomo sopra i trentanni vivere da solo ti dicono sarà un culo!

 

tra tutti i discorsi l'essere cattolico la cosa mi turba meno, perchè so bene che dipende con che prete parli... ognuno dice una cosa diversa su questo tema... e Gesù come ha detto qualcuno diceva solo ama il prossimo tuo come te stesso... non specificava di che sesso!

 

infine io mi ritengo abbastanza aperto quando si parla degli altri... anche il atri temi... gravidanze/aborti, tradimenti ecc... però verso me stesso non riesco ad essere così aperto...

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Però per conoscere qualcuno di "insospettabile" un minimo bisogna rischiare di esporsi :). I ragazzi non cascano dal cielo (e nemmeno le ragazze, purtroppo).

Il mio discorso di prima era comunque più incentrato a quello che aveva scritto Tarrou, non a quello che avevi detto tu.

 

Io volevo solo farti capire che il percorso di accettazione ti porterà quasi sicuramente a sentirti meglio. E una volta che ti sei accettato forse sarai il primo a voler condividere con le persone che ami. Forse no, forse si. Ma devi anche sapere che esser dichiarato non vuol dire andare in giro in gonna. Nessuno ti dice che dovrai cambiare i tuoi modi di fare. Sarai sempre tu.

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