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coming out, ho paura, ma mi sento messo alle strette da mia madre


andy

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circa 6 anni fa mia madre trovò dei giornalini porno a tema gay, in quei giorni però io non ero a casa per problemi di salute e al mio ritorno non trovai mai + i miei giornalini, ma non si parlò mai di quella cosa, come se i giornalini non fossero mai esistiti.

dopo di che, successe un'altra volta che sbadatamente lasciai delle foto hot in camera e mia sorella le consegnò a mia madre, ma questa volta le mise sul suo comodino e dopo mio papà mi ha detto di andare a riprenderle, anche se lui non guardò le foto ma sapeva solo ce c'erano degli uomini sulle foto.

anche li nessuno ha mai preso in mano l'argomento gay o no.

 

sono passati molti anni da allora e adesso iniziano quelle che per me sono delle pressioni che mi spingono a fare CO, perchè ora mi faccio le sopracciglia, curo molto il mio apetto, mi depilo in alcune parti del corpo e mia mamma insiste col dire che sto diventando una donna, un effemminato per l'esattezza.

anche ieri mentre commentavo come si era vestita mia sorella ha detto "ma adesso ti intendi anche di vestiti?"

ero quasi sul punto di scoppiare a dirgli tutto ma mi son fermato.

 

un'altra cosa che mi mette voglia di dirgli chi sono è che mia madre cerca di ostacolare le mie uscite di chat, perchè sa che cerco ragazzi e quindi ha paura di quello che mi potrebbe succedere, mentre mio padre è felice perchè pensa che mi cerco le ragazze in chat, scusa che io uso per depistare il mio essere gay e quindi conviencere mia madre a lasciarmi uscire. ah dimenticavo, ho quasi 24 anni, e nonostante questo mi faccio condizionare da mia madre.

 

però c'è un problema, ed è mio padre, sono l'unico figlio maschio, ho una sorella, e una famiglia molto antica, diciamo che gli zii sopratutto dalla parte di mio padre sono ultra ristretti di mente.

naturalmente ai parenti non ho intenzione di dire nulla per il momento, ma però mio padre è cresciuto con loro e quindi anche con questa mentalità credo, anche se non ha mai fatto commenti pesanti sui gay, a differenza dei miei zii.

e poi c'è da dire che io lavoro con mio padre, siamo nello stesso stabilimento quindi oltre che a vivere assieme ci vediamo sul lavoro e se non dovesse prenderla bene sarebbe un disastro.

i colleghi sanno di me e l'hanno presa bene, un mio collega si è pure offerto di aiutarmi con mio padre, lui ha un figliastro che è gay, quindi potrebbe aiutare mio padre a comprendere la situazione, ma io ho sempre paura che la prenda male o che cmq soffra per questa cosa.

 

da una parte mi sento spinto da mia madre a dire la verità, ma dall'altra ho paura di quello che succederà dopo, cosa mi dite di fare?

io mi sento quasi pronto, ma deve essere pronta anche la famiglia....

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Ciao Andy,

ti auguro di non farti logorare da questa situazione quasi di stallo.

Quando si pensa di fare coming out si tende ad idealizzare il tutto, sperando che anche gli altri siano pronti a ricevere le nostre confidenze, come tu stesso dici. Purtroppo non è sempre facile nè possibile prevedere con assoluta certezza se e quando gli altri siano pronti.

La prima cosa importante è che ti senta pronto tu, magari per affrontare il discorso con tua madre che, da quanto racconti, non ha fatto molto per venirti incontro e facilitare il dialogo. Alcuni suoi timori possono anche essere fondati, tipo quello legati agli incontri via chat, data la virtualità del mezzo di comunicazione. Timori che un genitore avrebbe comunque, a prescindere se incontri ragazzi o ragazze, e che spesso vengono anche amplificati dal risalto che i mass media danno, a volte, agli incontri nati via chat andati a finire male. Ricordo che anche mia madre, anni fa, ebbe le stesse preoccupazioni, ma mi bastò spiegarle che agivo comunque responsabilmente, tenendo la testa sulle spalle, che non avrei mai incontrato chiunque mi fosse passato davanti allo schermo del pc!

In questo sta a te, dunque, cercare di tranquillizzarla, farle comprendere che non hai perso la testa, ma senti il bisogno di confrontarti con altri ragazzi gay, di uscire dal guscio e dalla tranquillità casalinga.

Del tuo racconto, poi, mi ha colpito il ruolo giocato da tua sorella. Perchè consegnare le foto "rivelatrici" a tua madre, invece di venire da te, magari? Lei è più piccola di te? Non potresti intrecciare un dialogo più confidenziale proprio con lei?

Comprendo i tuoi timori relativi all'eventualità di parlarne con tuo padre. In questo caso è una questione di scelta del tempo giusto in cui farlo, soprattutto legata al vincolo anche lavorativo che c'è tra di voi.

Un passo alla volta, saprai gestire tutto nel modo migliore ;)

Un abbraccio

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Ciao andy.....

 

posso dirti che tu avendo 24 anni, devi sapere bene cosa fare... non farti condizionare da tua madre....

se tu sei spinto a rivelare il tuo essere, fallo... vedrai che ti capiranno, non preoccuparti troppo di cosa succederà dopo, la vita è una sola, e va vissuta nel migliore dei modi, non con le preoccupazioni.

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Da quel che racconti io credo che in verita' i tuoi genitori gia' lo sappiano e che viviate una situazione di: "Si sa ma non se ne parla".

Foto di uomini, giornalini porno gay, le continue battutine al fatto che tu tenga molto al tuo aspetto estetico sono tutti elementi che non lasciano molti dubbi.

Inoltre affermi di esserti dichiarato con alcuni colleghi e la domanda viene da se:

Sei cosi sicuro che nessuno di questi colleghi abbia riferito nulla a tuo padre anche involontariamente?

 

Quando si parla di certe cose a lavoro c'e sempre qualcuno che pur promettento/giurando di non dire niente finisce per rivelare qualcosina facendo circolare la voce.

 

Se senti la situazione come qualcosa di opprimente dovresti prendere i tuoi genitori e aprirti a loro, non posso dirti che tutto andra' per il meglio ma non ho (ne io e ne te) elementi sufficienti per pensare che le cose volgeranno al peggio. Sicuramente all'inizio non sara facile e dovranno abituarsi.

Mio padre (ultimo di 4 fratelli maschi di una famiglia all'antica e del sud Italia) non era felicissimo ed era palese cosa pensasse ma nel giro di nemmeno un anno se ne e' fatto una ragione e non mi ha mai trattato diversamente da come mi trattava prima.

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