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Libri, Arte & Cultura
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Lum
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L'angolo della poesia
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Topic: L'angolo della poesia (Letto 10675 volte)
thomas80
Orsetto Gommoso
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I'm the lemon on your wounds
L'angolo della poesia
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il:
22 Novembre 2005, 04:46:01 »
Un classico di Trilussa, sempre simpatico per chi non lo conosce
L'Uccelletto
Era d'Agosto e il povero uccelletto
ferito dallo sparo di un moschetto
ando', per riparare l'ala offesa,
a finire all'interno di una chiesa.
Dalla tendina del confessionale
il parroco intravvide l'animale
mentre i fedeli stavano a sedere
recitando sommessi le preghiere.
Una donna che vide l'uccelletto
lo prese e se lo mise dentro il petto.
Ad un tratto si senti' un pigolio:
cio cio, cip cip cio.
Qualcuno rise a 'sto cantar d'uccelli
e il parroco, seccato, urlo': "Fratelli!
Chi ha l'uccello mi faccia il favore
di lasciare la casa del Signore!"
I maschi, un po' sorpresi a tal parole,
lenti e perplessi alzarono le suole,
ma il parroco lascio' il confessionale
e: "Fermi - disse - mi sono espresso male!
Tornate indietro e statemi a sentire,
solo chi ha preso l'uccello deve uscire!".
A testa bassa e la corona in mano,
le donne tutte uscirono pian piano.
Ma mentre andavan fuori grido' il prete:
"Ma dove andate, stolte che voi siete!
Restate qui, che ognuno ascolti e sieda,
io mi rivolgo a chi l'ha preso in chiesa!"
Ubbidienti in quello stesso istante
le monache si alzaron tutte quante
e con il volto invaso dal rossore
lasciarono la casa del Signore.
"Per tutti i Santi - grido' il prete -
sorelle rientrate e state quiete.
Convien finire, fratelli peccatori,
l'equivoco e la serie degli errori:
esca solo chi e' cosi' villano
da stare in chiesa con l'uccello in mano!"
Ben celata in un angolo appartato,
una ragazza col suo fidanzato,
in una cappelletta laterale,
ci manco' poco si sentisse male,
e con il volto di un pallore smorto
disse: "Che ti dicevo ? Se n'e' accorto!"
Ma in un angolo ancor piu` appartato,
un'altra ragazza col suo fidanzato,
disse: "caro non s'e` accorto, perche`io non sono sciocca,
in quanto io l'uccello, lo tenevo in bocca!"
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Solesilenzioso1
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L'angolo della poesia
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Risposta #1 il:
22 Novembre 2005, 15:16:32 »
INNO ALLA BELLEZZA
Vieni dal ciel profondo o l'abisso t'esprime,
Bellezza? Dal tuo sguardo infernale e divino
piovono senza scelta il beneficio e il crimine,
e in questo ti si può apparentare al vino.
Hai dentro gli occhi l'alba e l'occaso, ed esali
profumi come a sera un nembo repentino;
sono un filtro i tuoi baci, e la tua bocca è un calice
che disanima il prode e rincuora il bambino.
Sorgi dal nero baratro o discendi dagli astri?
Segue il Destino, docile come un cane, i tuoi panni;
tu semini a casaccio le fortune e i disastri;
e governi su tutto, e di nulla t'affanni.
Bellezza, tu cammini sui morti che deridi;
leggiadro fra i tuoi vezzi spicca l'Orrore, mentre,
pendulo fra i più cari ciondoli, l'Omicidio
ti ballonzola allegro sull'orgoglioso ventre.
Torcia, vola al tuo lume la falena accecata,
crepita, arde e loda il fuoco onde soccombe!
Quando si china e spasima l'amante sull'amata,
pare un morente che carezzi la sua tomba.
Venga tu dall'inferno o dal cielo, che importa,
Bellezza, mostro immane, mostro candido e fosco,
se il tuo piede, il tuo sguardo, il tuo riso la porta
m'aprono a un Infinito che amo e non conosco?
Arcangelo o Sirena, da Satana o da Dio,
che importa, se tu, o fata dagli occhi di velluto,
luce, profumo, musica, unico bene mio,
rendi più dolce il mondo, meno triste il minuto?
Charles Baudelaire
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Lapis
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delenda est
L'angolo della poesia
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Risposta #2 il:
22 Novembre 2005, 15:51:45 »
posto per intero una poesia che ho solo citato in un altro topic
PIANTO SILENTE
Il mio volto fra le mani incerte stringo
come estremo sostegno alla paura
silenzi... coperti da singulti e pianti
lamenti muti, ignorati
come lo sguardo d'un vecchio pensoso,
come il pianto d'un bimbo impaurito.
I miei palmi bagnati da tormenti e incertezze
non c'è vento che asciughi il mio pianto silente.
[Marzia Carocci]
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Stefano83
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L'angolo della poesia
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Risposta #3 il:
22 Novembre 2005, 20:10:29 »
Torino... sei sicuro che sia di trilussa?!?!?!?!? :-O
Io la conoscevo,ma come barzelletta mentre di Trilussa ne ho lette molte, ma più dialettali......
Illuminami! 8)
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thomas80
Orsetto Gommoso
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I'm the lemon on your wounds
L'angolo della poesia
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Risposta #4 il:
22 Novembre 2005, 20:24:26 »
Citato da: Stefano83
Torino... sei sicuro che sia di trilussa?!?!?!?!? :-O
Io la conoscevo,ma come barzelletta mentre di Trilussa ne ho lette molte, ma più dialettali......
Illuminami! 8)
oddio, dopo averla sentita recitata in una rappresentazione di teatro di strada e avrla trovata in giro per la rete ho controllato anche in una raccolta di poesie di trilussa di mia madre... e c'era... o era un'edizione tarocca... o è sua
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Stefano83
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L'angolo della poesia
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Risposta #5 il:
22 Novembre 2005, 20:25:53 »
Ok, mi fido
E' che l'avevo sentita più volte, ma non ho mai saputo che fosse sua... e poi mi sembrava ci fosse poco dialetto
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Lapis
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delenda est
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Risposta #6 il:
26 Novembre 2005, 11:58:30 »
Deserto
Passi e pensieri
in un deserto.
Le dune,
oscurano il tuo volto.
Il vento del deserto,
mi ruba il tuo cuore,
non c'è la tua oasi
nei miei miraggi.
I miei passi,
non sono ascoltati da te,
sono passi silenziosi
di un cuore solo.
Forse sei dopo
la prossima duna,
forse ti vedrò
al prossimo
sorgere del sole.
Il mio cammino
è sempre più lento,
sempre più debole.
Solo il tuo pensiero,
trascina il mio cuore.
I granelli di sabbia
mi sembrano la tua
pelle dorata.
Il sole,
i tuoi occhi pieni di calore,
le onde di sabbia,
i tuoi capelli al vento.
Nel tramonto leggo
i colori della tua anima,
la purezza della tua grazia.
Questi passi verso
l'ignoto non so
dove porteranno,
non conosco cosa
ci sia dopo questa duna.
Forse un altra duna,
forse la tua oasi
di felicità.
Cammino... cammino...
Sperando che la tua voce,
un giorno,
gridi il mio nome.
[Roberto Perin (credo)]
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kiano
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L'angolo della poesia
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Risposta #7 il:
01 Dicembre 2005, 23:40:43 »
Ne ho letta una martedì molto bella...l'ho riportata sul mio journal, non la riporto quì perché mi sembra di essere ridondante....leggetela sul mio journal :-D
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Alexarcus
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Scrivendo et pensando
L'angolo della poesia
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Risposta #8 il:
02 Dicembre 2005, 19:05:53 »
Ritorno con un cavallo di battaglia
Er padre de li santi
Er cazzo se po di' radica, ucello,
Cicio, nerbo, tortore, pennarolo,
Pezzo-de-carne, manico, cetrolo,
Asperge, cucuzzola e stennarello.
Cavicchio, canaletto e chiavistello,
Er gionco, er guercio, er mio, nerchia, pirolo,
Attaccapanni, moccolo, bruggnolo,
Inguilla, torciorello e manganello.
Zeppa e batocco, cavola e tturaccio,
E maritozzo, e cannella, e ppipino,
E ssalame, e ssarciccia, e ssanguinaccio.
Poi scafa, canocchiale, arma, bambino.
Poi torzo, crescimmano, catenaccio,
Minnola, e mi'-fratello-piccinino.
E tte lascio perzino,
Ch'er mi' dottore lo chiama cotale,
Fallo, asta, verga e membro naturale.
Quer vecchio de spezziale
Dice Priapo; e la su' moje pene,
Segno per dio che nun je torna bene.
Giuseppe Gioachino Belli, Roma, 6 dicembre 1832
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grissom88
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L'angolo della poesia
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Risposta #9 il:
02 Dicembre 2005, 19:49:21 »
MILLE E TRE, di Paul Verlaine
I miei amanti non appartengono alle classi ricche:
Son operai di sobborghi o campagna
I lor quindici o vent'anni alla buona malmessi
Brutali di forza e di modi grossolani.
Li gusto in abiti da lavoro, giacca e giubba;
Non sanno d'ambra e olezzano di salute
Pura e semlice; l'andatura un po' pesante va, lesta
Tuttavia, perché giovane, e grave nell'elasticità;
Gli occhi franchi e furbi crepitano di malizia
Cordiale e parole ingenuamente astute
Partono, - non senza un'allegra bestemmia che dà sapore -
Dalle loro bocche fresche dai solidi baci;
Il loro cazzo vigoroso e le loro chiappe allegrotte
Rallegrano la notte il mio uccello e il mio culo;
Sotto la lampada e all'albra le lor carni allegrotte
Risuscitano il mio stanco desiderio, mai vinto.
Cosce, anime, tutto il mio essere alla rinfusa,
Memoria, piedi, cuore, schiena e orecchio e naso,
E le frattaglie, tutto sgola in un ritornello
E un gran casino scalpita nelle loro forsennate braccia.
Un casino, un ritornello, pazzo e pazza,
E più divini che infernali, più infernali
Che divini, da perdermici, e vi nuoto e vi volo,
Nei lor sudori e respiri, in quei balli.
I miei due Carli; uno, giovane tigre dagli occhi di gatta,
Specie di chierichetto che cresce da soldataccio;
L'altro, fiero marcantonio, bel sfrontato che stupisce
Solo la mia discesa vertiginosa verso il suo dardo.
Odilon, un ragazzino, ma struttura già d'uomo,
I suoi piedi amano i miei innamorati alluci
Ancor meglio, ma non più che del resto insomma
Adorabile tutto, ma i piedi incomparabili!
Carezzanti, raso fresco, delicate falangi
Sotto le piante, attorno alle caviglie,
E sulla curvatura venosa, quei baci strani
Cosi dolci, di quattro piedi dall'anima, sicuro!
Antonio, dal dardo ancor proverbiale,
Lui, mio re trionfante e mio supremo Dio,
Rode tutto il mio cuore con la pupilla azzurra,
E il mio culo col suo spiedo spaventoso.
Paolo, un atleta biondo dai superbi pettorali,
Petto bianco, dai duri capezzoli succhiati
Come la punta buona; Francesco agile come un fascio,
Le sue gambe di ballerino e il superbo batacchio!
Augusto che diviene di giorno in giorno più maschio
(Era proprio grazioso quando quello ci è capitato!)
Giulio, un po' puttana con la sua bellezza pallida;
Ed Enrico mi va che, con coscritti ahimè, se ne va;
E voi tutti in fila o in bande confusi
O soli, visione così netta dei giorni passati,
Passioni del presente, futuro che cresce e si drizza
Cari innumerevoli ma mai abbastanza!
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Lapis
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delenda est
L'angolo della poesia
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Risposta #10 il:
03 Dicembre 2005, 00:37:51 »
Citato da: Alexarcus
Ritorno con un cavallo di battaglia
Er padre de li santi
Er cazzo se po di' radica, ucello,
Cicio, nerbo, tortore, pennarolo,
Pezzo-de-carne, manico, cetrolo,
Asperge, cucuzzola e stennarello.
Cavicchio, canaletto e chiavistello,
Er gionco, er guercio, er mio, nerchia, pirolo,
Attaccapanni, moccolo, bruggnolo,
Inguilla, torciorello e manganello.
Zeppa e batocco, cavola e tturaccio,
E maritozzo, e cannella, e ppipino,
E ssalame, e ssarciccia, e ssanguinaccio.
Poi scafa, canocchiale, arma, bambino.
Poi torzo, crescimmano, catenaccio,
Minnola, e mi'-fratello-piccinino.
E tte lascio perzino,
Ch'er mi' dottore lo chiama cotale,
Fallo, asta, verga e membro naturale.
Quer vecchio de spezziale
Dice Priapo; e la su' moje pene,
Segno per dio che nun je torna bene.
Giuseppe Gioachino Belli, Roma, 6 dicembre 1832
hihihihihi questa la conosco bene XD
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dolcepensiero
Dolce Pensiero 86
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il mio dolce pensiero...
L'angolo della poesia
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Risposta #11 il:
13 Dicembre 2005, 01:40:45 »
SILLABE A ERATO (Salvatore Quasimodo)
A te piega il cuore in solitudine,
esilio d'oscuri sensi
in cui tramuta ed ama
ciò che parve nostro ieri,
e ora è sepolto nella notte.
Semicerchi d'aria ti splendono
sul volto; ecco m'appari
nel tempo che prima ansia accora
e mi fai bianco, tarda la bocca
a luce di sorriso.
Per averti ti perdo,
e non mi dolgo: sei bella ancora
ferma in posa dolce di sonno:
serenità di morte estrema gioia.
... il Belli è uno dei mie preferiti..!
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sei tu, il mio dolce pensiero...
Aky_86
B. YUPPI DU
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GhIrO dOlCiOsO dI kIkI *_*
L'angolo della poesia
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Risposta #12 il:
16 Dicembre 2005, 00:37:06 »
AMORE MANCATO
Senza amore,
mi sento vuoto,
solo e perduto,
tra le braccia della tristezza
cullato dal dolore,
annebbiato dal significato
di queste parole
mentre il ricordo,
del calore passato,
si accinge nel mio cuore
vuoto
e spezzato....
(autore: thomas)
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IL NOSTRO AMORE HA UN BEL COLOR VERDE PISELLO xD...
03/08/2007:per sempre nel mio cuore
Alexarcus
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Scrivendo et pensando
L'angolo della poesia
«
Risposta #13 il:
28 Dicembre 2005, 17:01:27 »
Bella! Ma chi è questo Copyright? Non lo conosco....
eheh suvvia. Montale per respirare un po'
I Limoni
Ascoltami, i poeti laureati
si muovono soltanto fra le piante
dai nomi poco usati: bossi ligustri o acanti.
Io, per me, amo le strade che riescono agli erbosi
fossi dove in pozzanghere
mezzo seccate agguantano i ragazzi
qualche sparuta anguilla:
le viuzze che seguono i ciglioni,
discendono tra i ciuffi delle canne
e mettono negli orti, tra gli alberi dei limoni.
Meglio se le gazzarre degli uccelli
si spengono inghiottite dall'azzurro:
piu' chiaro si ascolta il sussurro
dei rami amici nell'aria che quasi non si muove,
e i sensi di quest'odore
che non sa staccarsi da terra
e piove in petto una dolcezza inquieta.
Qui delle divertite passioni
per miracolo tace la guerra,
qui tocca anche a noi poveri la nostra parte di ricchezza
ed e' l'odore dei limoni.
Vedi , in questi silenzi in cui le cose
s'abbandonano e sembrano vicine
a tradire il loro ultimo segreto,
talora ci si aspetta
di scoprire uno sbaglio di Natura,
il punto morto del mondo, l'anello che non tiene,
il filo da disbrogliare che finalmente ci metta
nel mezzo di una verita'.
Lo sguardo fruga d'intorno,
la mente indaga accorda disunisce
nel profumo che dilaga
quando il giorno piu' languisce.
Sono i silenzi in cui si vede
in ogni ombra umana che si allontana
qualche disturbata Divinita'.
Ma l'illusione manca e ci riporta il tempo
nelle citta' rumorose dove l'azzurro si mostra
soltanto a pezzi, in alto, tra le cimase.
La pioggia stanca la terra, di poi; s'affolta
il tedio dell'inverno sulle case,
la luce si fa avara - amara l'anima.
Quando un giorno da un malchiuso portone
tra gli alberi di una corte
ci si mostrano i gialli dei limoni;
e il gelo del cuore si sfa,
e in petto ci scrosciano
le loro canzoni
le trombe d'oro della solarita'.
Loggato
yrian
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Posts: 2.618
Teatrante vagabondo
L'angolo della poesia
«
Risposta #14 il:
29 Dicembre 2005, 20:15:25 »
OK, ragazzi. Aprirò un topic per le poesie degli utenti e uno per quelle "celebri", così non facciamo confusione. Scusatemi se editerò i vostri post. Auguro lunga vita alla poesia e a entrambi i thread!
Loggato
Ma io sono la mitica anitra migrante,
sono ancora una volta perpetuo moto
sono la brocca sognante
desiderio di vuoto.
E se le mie arroganti parole di un tempo,
son finite segnalibri di un volume dimenticato
pure ti chiedo ara il mio campo
a scoprirlo.
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