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31 Luglio 2010, 17:57:27
Gay-Forum.it  |  Gay Forum  |  Coming Out (Moderatori: Casper, Fujimoto)  |  Topic: Il mio NON - Coming Out Ricerca Avanzata
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Topic: Il mio NON - Coming Out  (Letto 679 volte)
Fox85
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da Salerno Citta


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« il: 05 Marzo 2010, 02:01:03 »

Vediamo se riesco a risparmiare la psicoterapia prendendo magari qualche consiglio qui, per evitare di sembrare prolisso vi riassumo in concetti la situazione.

Vivo con mia madre e mia sorella con le quali ho un pessimo rapporto praticamente da sempre, forse da quando in fase di crescita mi resi conto di essere gay e quindi capii che in una famiglia dove regna la discriminazione razziale, sessuale e sociale non mi sarei mai potuto aspettare anche in un futuro lontano una situazione alla Will&Grace. Di conseguenza da circa 10 anni si litiga tutti i giorni per i motivi più disparati, il telefono mi serve.. l'estathé è finito... gira su italia1... etc. Non credo che farò mai un CO in famiglia o almeno non prima di avere una mia casa e un mio reddito visto che dirlo equivale implicitamente a dover fare i bagagli.

Frequento gli stessi amici praticamente da 20 anni, con alcuni andavo all'asilo insieme, ma nessuno di loro sa di me, o meglio... tra di loro ne parleranno certamente e credo ne abbiano la certezza al 99.9% ma non gli ho mai dato conferma perché sinceramente non ci riesco e quando sto con loro e ipotizzo un dialogo mi sale il nervoso e rinuncio.
Diciamo che i motivi credo siano due, questi miei amici 4 anni fa andarono a fare un viaggio a Medjugorie... da allora sono diventati totalmente fissati con la chiesa... il peccato... la bibbia... e tutto l'armamentario. Considerando quindi che la Bibbia dice molto chiaramente che io sarei un abominio, non so fino a che punto potrebbero mettermi sopra alla sacre scritture in fatto di importanza.

Si le so le frasi classiche "se sono tuoi amici ti accetteranno"... ma essendo io realista penso: se io sono amico di X e allo stesso tempo ritengo che essere omo sia un abominio... E X mi dicesse di essere omo... reagirei in due modi, o lo allontanerei... O farei l'ipocrita per convenienza fingendo che non me ne importi. Quindi visto che non è l'ipocrisia quella che voglio e allo stesso tempo non voglio perderli visto che li conosco da 20 anni, me li devo tenere così come sono.
Ho detto che c'erano due motivi, io ritengo che certe cose le si dovrebbero capire senza doverle necessariamente rivelare. Anche a me capita di capire molto dalle persone senza che loro mi dicano "A", potrebbero fare anche loro lo stesso con me.

L'unica persona a cui ho fatto il CO fu una mia ex collega di lavoro che da me ha avuto solo la conferma perché lo sapeva già da sola. In pratica uscii con un ragazzo, questo ragazzo era il parrucchiere di questa mia collega... il resto della storia è ovvio "W l'inciucio"... Quindi una sera lei me lo disse e io le dissi la verità, ci rimasi male per una cosa che mi disse "non ti preoccupare per me non ci sono problemi sono tranquilla su queste cose, io rispetto tutte le scelte"... Il fatto che lei pensi che la mia sia una scelta mi fece innervosire e pensai che se "una collega" (che nei parametri d'importanza affettiva è a pari merito con la Zanicchi) mi diceva questo e ci stavo male, figuriamoci se fossero stati gli amici d'infanzia a dirmi la stessa cosa...

Come vorrei procedere, allora... al momento non sono in cerca e non mi intriga fare la vita gay in locali e discoteche (anche perché dalle mie parti non c'è niente), se però conoscessi un ragazzo a cui io piaccio e che resistesse alle fatidiche 24 ore dopo un rapporto sessuale... Si potrebbe senza problemi andare anche a vivere assieme, sarà l'evidenza dei fatti a concretizzare il CO.
Che ne pensate?
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Casper
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« Risposta #1 il: 05 Marzo 2010, 02:29:49 »

Ciao Fox...
mi spiace dover leggere di questa tua situazione che stai vivendo così male. Il CO in famiglia è sempre un passo impegnativo (il termine "difficile" ha delle connotazioni quasi negative...) perchè implica lo sconvolgimento di un rapporto non solo amicale, ma familiare, con tutti gli annessi e connessi.
Oltretutto, per chi non è economicamente autosufficiente, il rischio di una reazione estrema come l'allontanamento da casa potrebbe essere veramente un bel casino da fronteggiare, quindi non biasimo mai chi non se la sente di rivelarsi in casa (io stesso, 33enne economicamente autosufficiente e casa-munito, in famiglia non do notizie della mia vita privata).
Per quanto riguarda gli amici, vero che "se sono amici veri ti accetteranno" è quasi una frase fatta... ma in fondo racchiude in se tutta l'essenza di un vero rapporto di amicizia, l'amico è quello che non ti giudicherà.
Concludi il tuo post con un proposito su come pensi di comportarti e ci chiedi un consiglio: se al momento quest'idea ti sembra la più confacente alla tua situazione perchè non provi semplicemente a seguirla? Più o meno è quello che, dopo un po' di mazzate sui denti, ho deciso di fare anche io... alcuni sanno perchè c'è stata l'occasione di aprirmi con loro, altri no... e sul fronte CO penso di continuare con questa filosofia.
Per l'argomento relazioni, se arriverà un boy importante che mi rapirà il cuore, lui verrà prima, in importanza, di possibili problemi in famiglia o cose simili: abbiamo una sola vita e non ha senso viverla da infelici, solo per compiacere gli altri.

Spero di essere stato, almeno un po', utile alle tue riflessioni.
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Sel
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« Risposta #2 il: 05 Marzo 2010, 08:15:10 »

Caro Fox, intanto un abbraccio perché la situazione è pesantina. Mi spiace tanto.

Poi, quanto ti manca per una tua indipendenza economica? Credo che la prima cosa per te sia andare a vivere fuori di casa.
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Hinzelmann
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« Risposta #3 il: 05 Marzo 2010, 11:19:36 »

L'indipendenza economica deve avere la priorità e deve contemplare
la possibilità-opportunità di un trasferimento.

Il fatto che tu sia omosessuale implica la necessità di assumere la tua
omosessualità, fartene carico e fare delle scelte per essa. perché questo
ti farà vivere meglio. Questo percorso può dar esito ad un CO o a altre
cose, non è necessario o obbligato l'esito, ma il percorso sì.

Nel tuo caso la scelta da fare mi pare sia andarsene e iniziare a vivere
una vita gay più libera.

Il fatto che i tuoi migliori amici siano degli integralisti cattolici :
Se tu sai che l'alternativa con loro è il rifiuto o l'ipocrisia, il  silenzio tra di
voi ti evita il rifiuto, ma non l'ipocrisia...che già c'è, visto che al 99,9% lo
sanno già. Questa situazione di sospensione del giudizio può andare bene
per loro, che sono etero, perché è una situazione comoda. Per te, che
sei gay non è altrettanto comodo. In poche parole devi trovarti altri amici.

Quindi esci dal periodo ipotetico "se conoscessi" ed inizia a programmare
una serie di scelte funzionali a farti vivere meglio. Trovare un lavoro, se
possibile lontano da casa, anche a condizione di coabitare per ridurre i costi
etc. etc. E' dura, ma la strada è questa.
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Sel
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« Risposta #4 il: 05 Marzo 2010, 11:26:24 »

Concordo in pieno con quanto detto da Hinzelmann. Tornavo or ora per ampliare il mio discorso e farmi capire meglio, ma ci ha pensato Hinzelmann ;). Fai sul pratico Fox, a passi: primo indipendenza economica e valutare dove vivere. Poi il resto, tenendo conto di ciò che dice Hinzelman sull'assumere il tuo orientamento sessuale - abbracciarlo, amarlo e farlo 'vivere' perché essere gay è parte di te e se non lo fai starai male alla lunga.
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hook
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« Risposta #5 il: 05 Marzo 2010, 12:29:18 »

Hanno già detto tutto sisi

La situazione è ovviamente non delle migliori, inoltre tu non vivi pienamente la tua omesessualità, dunque e come se continuassi a reprimere tutto. Fatti avanti, e prendi in mano le redini del gioco. Non puoi, come dice Casper, sprecare certe occasioni, sei giovane e dunque vivi da giovane. Appena raggiunta l'indipendenza ;), non è detto che tu debba dirlo per forza, ma almeno vivi questa tua vita, in maniera serena con te stesso e con gli altri, in modo da non soffrire più!

Un abbraccio!! ;)
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zigulì
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« Risposta #6 il: 05 Marzo 2010, 16:40:01 »

Ok. la situazione non è delle migliori. In famiglia sono d'accordo sul fatto di aspettare. E' ormai una prassi andare a vivere da solo e quindi essere autosufficiente prima di un ipotetico CO.

I tuoi amici, sono i classici cattolici a mezzo servizio e che purtroppo saranno fissati sul peccato altrui e mai sul loro. Quindi come dice Hinzelmann cambia compagnia o per lo meno trova un nuovo gruppo e frequenta di tanto in tanto i vecchi amici, se proprio non li vuoi perdere.

Come vorrei procedere, allora... al momento non sono in cerca e non mi intriga fare la vita gay in locali e discoteche (anche perché dalle mie parti non c'è niente), se però conoscessi un ragazzo a cui io piaccio e che resistesse alle fatidiche 24 ore dopo un rapporto sessuale... Si potrebbe senza problemi andare anche a vivere assieme, sarà l'evidenza dei fatti a concretizzare il CO.
nella presentazione hai scritto che non credi nell'amore e ora dici che non sei neanche in cerca.. poi ti contraddici e dici che vorresti che un ragazzo si invaghisca di te e che potresti valutare l'ipotesi di andare a convivere con lui scegliendo come indice di giudizio il rapporto sessuale consumato col tipo...
Concludi dicendo che in pratica (almeno da come l'ho capita io) questa persona ti servirebbe per far vedere che sei gay e non perché realmente ne sei innamorato/attratto. bhè prima o poi 2 parole le dovrai fare uscire per spiegare la situazione o per lo meno per difenderti
Secondo me non ti è chiaro come muoverti
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« Risposta #7 il: 05 Marzo 2010, 17:50:10 »

secondo me sbagli a pensare che il giorno che avrai un ragazzo fisso e ci andrai a vivere assieme "i fatti parleranno da sè". Anche se riuscirai a realizzarti in questo modo, ovvero ottenendo indipendenza dalla tua famiglia, e trovandoti una relazione fissa che vuoi portare al livello successivo, per me è sempre meglio dire le cose come stanno invece di lasciare che siano i fatti a parlare. Questo perché non DIRE le cose porta a situazioni assai imbarazzanti di detto/non detto, dove la gente ti fa capire che le cose le sa, ma ci gira attorno, perché hanno tutti troppa paura a pronunciare la fatidica parola GAY. In sostanza, non dicendo, tu staresti facendo un FAVORE sia alla tua famiglia, che ai tuoi amici integralisti cattolici, gli stai evitando di doversi scontrare con la realtà del pronunciare la parola GAY e di avere un amico/figlio/fratello gay.

Ora immagino da quello che hai detto che a te non interessi fare il martire e immolarti in vista di una crescita personale di altri. Ovviamente sei libero di fare quello che vuoi, ma per me questo è male. Stai scegliendo di vivere in una vita di ipocrisia e di non detto e io penso che alla lunga la situazione finirebbe col pesarti ugualmente e non sarebbe affatto idilliaca come pensi. Anche qualora ti trovassi una relazione stabile che vale la pena di trasformare in convivenza. Staresti comunque vivendo una vita a metà quindi penso che dopo un po' capiresti che dirlo è sempre e comunque meglio, non si scappa.
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Nello stesso modo noi sappiamo che l'omosessuale può essere o una persona che ha tale "etichetta", oppure una "Persona-senza-etichette". Infatti, dal momento che gli eterosessuali non solo non trovano motivi per rifiutare la loro etichetta, ma addirittura ne menano vanto, una persona-senza-etichetta ("ambigua") non potrà essere altro che omosessuale.
[Citazione del 1993 - nulla è cambiato sad]
 
Fox85
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« Risposta #8 il: 05 Marzo 2010, 20:12:48 »

Mi piacerebbe rispondere a tutti, ma adesso sono proprio in volata  muro

nella presentazione hai scritto che non credi nell'amore e ora dici che non sei neanche in cerca.. poi ti contraddici e dici che vorresti che un ragazzo si invaghisca di te

Non credo di essermi contraddetto, non essere in cerca non significa che se dovesse arrivare non lo prenderei. Non mi metto a cercare la nutella, ma se me la offrono me la mangio. E non che si invaghisca ma semplicemente una persona a cui io possa piacere con cui avere interessi e dividere momenti, non credo nell'amore perché ritengo che l'amore in realtà sia l'insieme di più emozioni e più stati d'animo: il rispetto, la passione, la fiducia, la compatibilità... Non credo di certo ad una cosa tipo "brokeback mountain" ma né in ambito omo né ambito etero. Sarà che sono stato statisticamente sfortunato sull'argomento non avendo mai conosciuto una coppia felice che sia durata e che mi faccia da termine di paragone.

e che potresti valutare l'ipotesi di andare a convivere con lui scegliendo come indice di giudizio il rapporto sessuale consumato col tipo...

Non ho detto questo, ho scritto "e che resistesse alle fatidiche 24 ore dopo un rapporto sessuale", visto che generalmente dopo il sesso spariscono nel nulla, come se si fossero spinti troppo oltre per poi tornare dopo due mesi come se nulla fosse. Non faccio selezioni sulle competenze sessuali, anche se in tutta franchezza reputo anche quelle importanti. La compatibilità sessuale è fondamentale ma non discriminante.

Concludi dicendo che in pratica (almeno da come l'ho capita io) questa persona ti servirebbe per far vedere che sei gay e non perché realmente ne sei innamorato/attratto.

Ma assolutamente no, pagherei un escort se mi servisse solo per dichiararmi. Io scelgo le parole sempre con cognizione di causa, mi stupisce che possa dare più interpretazioni.

bhè prima o poi 2 parole le dovrai fare uscire per spiegare la situazione o per lo meno per difenderti
Secondo me non ti è chiaro come muoverti

Non mi sento attaccato da cosa mi devo difendere? Anche se può sembrare incredibile attualmente vivo con serenità la situazione, nel senso che il problema si verrà a creare quando ci sarà qualcuno che me lo creerà, attualmente non c'è. Dirlo agli amici potrà essere liberatorio ma non potendo prevedere il futuro non so quanto possa migliorare la situazione attuale considerando che con questi amici ci divido l'ufficio 8 ore al giorno... Non mi voglio complicare la vita, non è paura è prudenza.

E per rispondere anche alla domanda in presentazione

non credi nell'amore, non hai il tempo per nuove amicizie.. in cosa credi allora?

Realmente non ho il tempo materiale per nuove amicizie, non ho tempo neanche per me stesso! Ma questo non significa che non possa credere nell'amicizia. Per quanto riguarda l'amore ti ho risposto sopra, in ogni caso io non credo neanche in Dio essendo Ateo razionalista, ma se domani mi sveglio con le stigmate e mi appare la Madonna le cose cambierebbero... Se domani incontro il ragazzo che mi fa battere il cuore come nei film le cose cambierebbero, ma fino ad allora...

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« Risposta #9 il: 05 Marzo 2010, 22:45:38 »

se io sono amico di X e allo stesso tempo ritengo che essere omo sia un abominio... E X mi dicesse di essere omo... reagirei in due modi, o lo allontanerei... O farei l'ipocrita per convenienza fingendo che non me ne importi. Quindi visto che non è l'ipocrisia quella che voglio e allo stesso tempo non voglio perderli visto che li conosco da 20 anni, me li devo tenere così come sono.

Guarda, mia mamma è andata in pellegrinaggio a Lourdes, eppure è orgogliosissima di me e adora il mio ragazzo. Non è che siccome sei credente sei necessariamente contro i gay o li ritieni abominevoli. Anzi, scoprire che una persona importante ed amica è omosessuale non può che migliorare la propria opinione verso la categoria...
Secondo quanto dici allora tutti i tuoi amici dovrebbero aspettare al matrimonio per fare sesso solo al fine del concepimento e non masturbarsi... Mi sembra difficile che sia così!
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« Risposta #10 il: 06 Marzo 2010, 00:55:47 »

Citazione
Non ho detto questo, ho scritto "e che resistesse alle fatidiche 24 ore dopo un rapporto sessuale", visto che generalmente dopo il sesso spariscono nel nulla, come se si fossero spinti troppo oltre per poi tornare dopo due mesi come se nulla fosse. Non faccio selezioni sulle competenze sessuali, anche se in tutta franchezza reputo anche quelle importanti. La compatibilità sessuale è fondamentale ma non discriminante
qui avevo frainteso proprio. mi sembrava di aver capito altro.

Citazione
Non credo di essermi contraddetto, non essere in cerca non significa che se dovesse arrivare non lo prenderei. Non mi metto a cercare la nutella, ma se me la offrono me la mangio. E non che si invaghisca ma semplicemente una persona a cui io possa piacere con cui avere interessi e dividere momenti, non credo nell'amore perché ritengo che l'amore in realtà sia l'insieme di più emozioni e più stati d'animo: il rispetto, la passione, la fiducia, la compatibilità... Non credo di certo ad una cosa tipo "brokeback mountain" ma né in ambito omo né ambito etero. Sarà che sono stato statisticamente sfortunato sull'argomento non avendo mai conosciuto una coppia felice che sia durata e che mi faccia da termine di paragone
non ho capito tanto. Non credi nell'amore e lo descrivi come un insieme di emozioni. Vorresti dire che non credi che possa esserci tutto questo insieme di emozioni e stati d'animo tra 2 persone?
A me Brokeback M. non è piaciuto tanto e per buona parte del film non ci ho visto proprio l'amore.. all'inizio sembra una scena di sesso selvaggio che poi si trasforma in una specie di sentimento.
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« Risposta #11 il: 06 Marzo 2010, 11:09:10 »

Mi sa Zigulì che tu ed io abbiamo una idea diversa del sesso selvaggio... grin

Comunque secondo me state consentendo a Fox85 di eludere il punto
cruciale, che è togliere dalle sue speculazioni il "se" del periodo ipotetico
- E se domani e sottolineo "se", all'improvviso...   grin
e passare ad un impegnativo "farò".

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« Risposta #12 il: 06 Marzo 2010, 12:12:47 »

Mi sa Zigulì che tu ed io abbiamo una idea diversa del sesso selvaggio... grin
OT  lol
non è un film hard quindi non si vede cosa fanno, ma diciamo che il primo approccio è abbastanza diretto. uno si mette a pecora e l'altro ci da dentro.
trovo più carino Shelter dove il primo approccio è un bacio e dopo si passa al sesso
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« Risposta #13 il: 06 Marzo 2010, 15:56:24 »

se al momento quest'idea ti sembra la più confacente alla tua situazione perché non provi semplicemente a seguirla? Più o meno è quello che, dopo un po' di mazzate sui denti, ho deciso di fare anche io...
...Spero di essere stato, almeno un po', utile alle tue riflessioni.

Utilissimo credimi, anche perché sapere di non vivere da soli queste situazioni è confortante. Più ascolto di persone che vivono la mia realtà (o similare) più rientro in un concetto di normalità.

Caro Fox, intanto un abbraccio perché la situazione è pesantina. Mi spiace tanto.

Poi, quanto ti manca per una tua indipendenza economica? Credo che la prima cosa per te sia andare a vivere fuori di casa.

Sei gentilissima  ;)
Allora il piano economico... mmm... attualmente guadagno abbastanza bene (per uno che non ha affitto e bollette), il problema è che lo stipendio va via quasi integralmente per spese e pagamenti.
Oltre a lavorare frequento dei corsi di grafica post-laurea in un'altra città... a pagamento... E tutto ciò (tra rata, treno, colazione, pranzo) fa fuori già i primi 400 euro mensili. Se ci mettiamo le sigarette e tutto quello che non rientra nello shopping (visto che non ricordo più cosa sia), tipo i parcheggi, il cinema una volta al mese... Vanno via altri 150 euro + i 400 = 550
E' quindi ovvio che prendere una camera in affitto in città (300 euro spese escluse), pagarci le bollette, farci la spesa, è impossibile al momento.
Anche se per il mio futuro professionale si stanno formando due strade importanti che in entrambi i casi potrebbero migliorare di molto le cose, devo aspettare o mi vado a prostituire  awk non c'è molto altro da scegliere.


Il fatto che i tuoi migliori amici siano degli integralisti cattolici :
Se tu sai che l'alternativa con loro è il rifiuto o l'ipocrisia, il  silenzio tra di
voi ti evita il rifiuto, ma non l'ipocrisia...che già c'è, visto che al 99,9% lo
sanno già. Questa situazione di sospensione del giudizio può andare bene
per loro, che sono etero, perché è una situazione comoda. Per te, che
sei gay non è altrettanto comodo.
In poche parole devi trovarti altri amici.

Quindi esci dal periodo ipotetico "se conoscessi" ed inizia a programmare
una serie di scelte funzionali a farti vivere meglio. Trovare un lavoro, se
possibile lontano da casa, anche a condizione di coabitare per ridurre i costi
etc. etc. E' dura, ma la strada è questa.

Non quoto tutto il messaggio altrimenti viene fuori un post chilometrico!  grin
Allora la parte in grassetto la condivido tutta anzi, hai proprio ragione. Cioè anche se vivo una realtà e non faccio nulla per modificarla, sono consapevole che sbaglio, quindi ok. Inerente al lavoro, non posso cambiarlo sarebbe un suicidio, mi imbarazza dirlo, ma per farti rendere conto io lavoro 8 ore al giorno( sabato/domenica esclusi) in un ufficio dietro ad un computer e porto a casa tre zeri con le ferie pagate... Ho lavorato davvero ovunque: in una pizzeria, in una casa di moda, in un call center, etc... mi mancano solo le onoranze funebri, ora che ho trovato un lavoro decente me lo vorrei tenere.

Gli amici, non li posso cambiare. Non solo perché li conosco da 20 anni e perché ci divido l'ufficio, ma anche perché non è semplice uscire, localizzare probabili esponenti del PD e socializzare chiedendo l'ora. Inoltre saranno cattolico-bigotti, ma quando si vive con le stesse persone per anni comunque ci si vuole bene, forse è un bene che può mutare se gli dessi la conferma di essere gay, ma tutto può essere.

Hanno già detto tutto sisi

La situazione è ovviamente non delle migliori, inoltre tu non vivi pienamente la tua omesessualità, dunque e come se continuassi a reprimere tutto. Fatti avanti, e prendi in mano le redini del gioco. Non puoi, come dice Casper, sprecare certe occasioni, sei giovane e dunque vivi da giovane. Appena raggiunta l'indipendenza ;), non è detto che tu debba dirlo per forza, ma almeno vivi questa tua vita, in maniera serena con te stesso e con gli altri, in modo da non soffrire più!

Un abbraccio!! ;)

E proprio quello che voglio fare  ;) nel senso che non vedo di buon occhio quelli che restano nell'ombra e finiscono con lo sposarsi ed avere dei figli vivendo nella menzogna.

Stai scegliendo di vivere in una vita di ipocrisia e di non detto e io penso che alla lunga la situazione finirebbe col pesarti ugualmente e non sarebbe affatto idilliaca come pensi. Anche qualora ti trovassi una relazione stabile che vale la pena di trasformare in convivenza. Staresti comunque vivendo una vita a metà quindi penso che dopo un po' capiresti che dirlo è sempre e comunque meglio, non si scappa.

Probabilmente è così, ma la considero una situazione in parte momentanea. Il fatto di essere consapevole di non vivere per sempre così già è una buona cosa credo.

Guarda, mia mamma è andata in pellegrinaggio a Lourdes, eppure è orgogliosissima di me e adora il mio ragazzo. Non è che siccome sei credente sei necessariamente contro i gay o li ritieni abominevoli. Anzi, scoprire che una persona importante ed amica è omosessuale non può che migliorare la propria opinione verso la categoria...
Secondo quanto dici allora tutti i tuoi amici dovrebbero aspettare al matrimonio per fare sesso solo al fine del concepimento e non masturbarsi... Mi sembra difficile che sia così!

Si ma io conosco i miei polli, non lo dico solo perché sono andati a Medjugorie, ma anche perché capita che si fanno discorsi "sociali" e so come la pensano, un loro amico si dichiara gay e loro improvvisamente cambiano idea? E' impossibile e anche se fosse sarebbe ipocrisia. Che poi loro facciano sesso fuori dal matrimonio è una causa persa perché per loro della bibbia ci sono cose che vanno interpretate (come il non dover fare sesso) e cose che devono essere lette così come sono.

non ho capito tanto. Non credi nell'amore e lo descrivi come un insieme di emozioni. Vorresti dire che non credi che possa esserci tutto questo insieme di emozioni e stati d'animo tra 2 persone?

Tutto queste emozioni possono esserci tra due persone, ma il termine "amore" che sul dizionario è indicato come "sentimento di affetto vivo, trasporto dell'animo verso una persona, istinto naturale che lega due persone" non credo che esista.
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michelangelo86

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« Risposta #14 il: 06 Marzo 2010, 17:21:52 »

io ti capisco benissimo anch'io vengo da una famiglia cosi e avendo vissuto molti anni al sud capisco la desolazione(assenza di luoghi dove poter conoscere gente).Anch'io sto cercando qualcuno come te...è che la maggior parte dele volte ti accusano di essere "selettivo" o di "pretendere troppo" quando in realtà cerchi soltanto un rapporto che abbia qualità..insomma non vuoi il cibo da fast food non sogni il caviale e cerchi una normalissima pasta fatta in casa..dai che ce la faremo!! saluto
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