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07 Settembre 2010, 03:34:03
Gay-Forum.it  |  Gay Forum  |  News & Attualità (Moderatore: oldboy)  |  Topic: Fa campagna pro-condom: estromessa dal concerto del Vaticano Ricerca Avanzata
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Topic: Fa campagna pro-condom: estromessa dal concerto del Vaticano  (Letto 1778 volte)
NorwegianWood
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« Risposta #15 il: 25 Novembre 2005, 18:51:50 »

Non condivido la posizione del Vaticano, dato che sono per una libertà morale assoluta almeno finché la mia libertà non lede in alcun modo i diritti altrui (e mi risulta che l'usare il preservativo salva una vita, anzi due, invece che danneggiarle).

Tuttavia, mi preme chiarire due cose...
1) la posizione della Chiesa è nota, e difficilmente potrà cambiare poiché ogni religione è intrinsecamente tradizionalista per autodifesa (non solo quella cattolica, anche quella buddhista, islamica, pagana, ecc.) e, in quanto tale, chiusa alle novità; pertanto mi pare superfluo sollevare ogni volta uno scandalo per questo o quell'atteggiamento del Papa... in fondo è demagogia;
2) proprio perché la posizione è nota e (salvo eccezioni) immutabile, se qualcuno vuole avere a che fare con la Chiesa deve pensarci prima e tenere a sua volta un atteggiamento coerente, vale a dire "allineato" con i princìpi della Chiesa; o dentro o fuori, non si può stare con il piede in due scarpe. Io, ad esempio, resto fuori (e poi non amo i compromessi, semmai le negoziazioni... e qui da negoziare non c'è proprio nulla).
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Difficilmente saprai chi io sia o cosa significhi.
Tuttavia sarò per te salutare, filtrerò e darò forza al tuo sangue.
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Lover_Of_Darkness
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« Risposta #16 il: 25 Novembre 2005, 19:13:05 »

condivido in pieno con norwegianWood....tipo quelli ke dicono cattolico non praticante.....cosi non seguono gli insegnamenti di dio...per dire..
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takuya
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« Risposta #17 il: 25 Novembre 2005, 22:37:12 »

Citato da: NorwegianWood

1) la posizione della Chiesa è nota, e difficilmente potrà cambiare poiché ogni religione è intrinsecamente tradizionalista per autodifesa (non solo quella cattolica, anche quella buddhista, islamica, pagana, ecc.) e, in quanto tale, chiusa alle novità; pertanto mi pare superfluo sollevare ogni volta uno scandalo per questo o quell'atteggiamento del Papa... in fondo è demagogia;
2) proprio perché la posizione è nota e (salvo eccezioni) immutabile, se qualcuno vuole avere a che fare con la Chiesa deve pensarci prima e tenere a sua volta un atteggiamento coerente, vale a dire "allineato" con i princìpi della Chiesa; o dentro o fuori, non si può stare con il piede in due scarpe. Io, ad esempio, resto fuori (e poi non amo i compromessi, semmai le negoziazioni... e qui da negoziare non c'è proprio nulla).


Non posso condividere quanto dici, quanto la chiesa afferma e fa in materia di preservativi ha ripercussioni che non si possono ignorare ..... il fallimento di una campagna di prevenzione AIDS in un paese colpito pesantemente dall'epidemia ha come risultato migliaia di nuovi contagi, migliaia di morti .....
Morti di cui nessuno delle persone che sono contrarie al preservativo si prende la responsabilita'.
Dai laboratori di ricerca del vaticano (gemelli??? cattolica??? non ricordo) usci' pure uno studio in cui si metteva in dubbio, anzi in cui si negava al preservativo la capacita' di prevenzione del contagio .... quando la chiesa dice che l'unico sistema per evitare l'AIDS e' l'astinenza non tira in ballo Dio ma lo studio che prima ho menzionato.
Lo studio che sventola il vaticano non dimostra un bel niente, le statistiche epidemiologiche dicono il contrario, si potrebbe ignorarlo come tante idee ipocrite ma come si possono ignorare i morti che potrebbe provocare?

Quando pure il presidente della camera Casini parla del preservativo come un simbolo di morte da non mostrare ad un giovane, allora vuol dire che la posta in gioco sta diventando molto alta e si deve alzare la voce senza paura di apparire eccessivi, invadenti o ripetitivi.


haooo
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Alcuni dei contenuti di questo post potrebbero disturbare la sensibilità di chi legge.
 
NorwegianWood
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« Risposta #18 il: 25 Novembre 2005, 22:52:16 »

Ti sembrerà strano, Takuya, ma condivido quello che dici. Il punto è che la Chiesa dovrebbe avere un peso solo spirituale, invece possiamo tranquillamente affermare che:
1) lo Stato laico italiano è "una mera espressione geografica", soprattutto se guardiamo all'attuale Governo;
2) lo Stato laico in generale è un'utopia anche in altri Paesi occidentali, in primis gli Stati Uniti d'America;
3) la ricerca scientifica è spesso incanalata da interessi politico-religiosi che non giovano alla scientificità stessa della ricerca.

Quindi, quello che io auspico è:
1) la Chiesa cattolica ha il diritto-dovere di rivolgersi ai fedeli cattolici in merito a questioni religiose, morali, dogmatiche e sociali;
2) i fedeli cattolici hanno il dovere di seguire le direttive della Chiesa cattolica;
3) la Chiesa cattolica non deve avere alcuna influenza nella politica e nello Stato laico;
4) non devono esistere partiti che si riconoscono, come identità, di ispirazione cattolica (sono incompatibili con lo Stato laico);
5) chi ritiene di non saper scindere tra politica e fede, o tra società e fede, o tra rappresentanza dei cittadini e convinzioni personali, non deve mettersi in politica a nessun livello;
5) la Chiesa cattolica non deve finanziare ricerche scientifiche né istituire corsie preferenziali per i risultati di una ricerca piuttosto che di un'altra;
5) il Governo italiano non deve tenere in nessun conto la morale cattolica, dal momento che il Governo rappresenta tutti i cittadini italiani, non i soli cittadini italiani cattolici.

Come si vede, non tutte le colpe sono della Chiesa ma anche di chi, per lecchinaggio, convenienza, interesse o pura convinzione, mette in pratica ciò che la Chiesa può imporre solo a titolo personale, come una madre (la Madre Chiesa) può fare con un figlio (il Cattolico). Il giorno in cui Lo Stato laico e la ricerca scientifica saranno realmente tali, allora nessuno potrà più incolpare un Papa di aver causato la morte di milioni di persone (cosa che purtroppo è successa, continua a succedere, e sono il primo a dirlo). Ma diamo a Cesare quel che che è di Cesare.
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